Marcello Mastroianni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Marcello Mastroianni

Marcello Mastroianni, all'anagrafe Marcello Vincenzo Domenico Mastroianni (Fontana Liri, 28 settembre 1924Parigi, 19 dicembre 1996), è stato un attore cinematografico italiano.

È stato uno degli interpreti italiani più conosciuti ed apprezzati all'estero negli anni sessanta e settanta, soprattutto per le pellicole recitate in coppia con Sophia Loren e per i ruoli da protagonista nei film di Federico Fellini. Attore fra i più polivalenti del cinema italiano, fu uno dei "mostri" della commedia insieme ad Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman e Nino Manfredi;[1][2] è stato capace di destreggiarsi perfettamente sia nei ruoli drammatici che in quelli comici.

È stato per tre volte candidato agli Oscar come miglior attore: per Divorzio all'italiana nel 1963, per Una giornata particolare nel 1978 e per Oci ciornie nel 1988.

È inoltre l'unico attore, insieme a Jack Lemmon e Dean Stockwell, ad aver ottenuto in due diverse occasioni il Prix d'interprétation masculine al Festival di Cannes, nel 1970 per Dramma della gelosia e nel 1987 per Oci ciornie.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Marcello Mastroianni nacque a Fontana Liri, in provincia di Terra di Lavoro ( oggi Provincia di Frosinone) , il 28 settembre del 1924, figlio di Ottone Mastroianni e di Ida Irolle, originari entrambi del vicino paese di Arpino[3]. Il padre era il fratello dello scultore Umberto Mastroianni.

Mario Riva intervista Mastroianni

Poco tempo dopo si trasferisce con i genitori dapprima a Torino, ove, nel 1929, nasce il fratello Ruggero, e successivamente, nel 1933, definitivamente a Roma.

Da giovanissimo riesce a lavorare come comparsa in Marionette di Carmine Gallone, ne La corona di ferro di Alessandro Blasetti, in Una storia d'amore di Mario Camerini, e ne I bambini ci guardano di Vittorio De Sica. Nel 1943 consegue il Diploma di Perito Edile presso l'Istituto Tecnico Industriale Statale Galileo Galilei Roma[4] lavorando per qualche tempo come collaborazionista all'Organizzazione Todt.

Nel 1945, terminata la guerra, comincia a prendere le prime lezioni di recitazione e a bussare nuovamente alle porte del cinema. È in questo periodo che condivide le sue aspirazioni di attore con una giovane sconosciuta, Silvana Mangano, e i due vivono una breve storia d'amore.

Il debutto[modifica | modifica sorgente]

Il vero e proprio debutto nel cinema avviene nel 1948 con I miserabili, film di Riccardo Freda tratto dall'omonimo romanzo di Victor Hugo. Nello stesso periodo comincia ad ottenere piccole parti in teatro, dapprima in compagnie di dilettanti. Viene notato da Luchino Visconti, che gli offre il suo primo ruolo da professionista, in Rosalinda o Come vi piace da Shakespeare (1948, Teatro Eliseo - Roma) e poi in Un tram che si chiama Desiderio di Tennessee Williams (1949, Teatro Eliseo - Roma), in cui interpreta Mitch (Kowalsky è invece interpretato da Vittorio Gassman). In questa occasione conosce Flora Carabella, sua futura moglie, anch'essa impegnata in un piccolo ruolo.
I due si sposarono nel 1950 ed ebbero una figlia, Barbara. Il matrimonio con la Carabella terminò nel 1970 ma i due non divorziarono mai ufficialmente.

Dopo aver interpretato sotto la regia di Luciano Emmer diversi ruoli da attor giovane in commedie neorealistiche (Domenica d'agosto, Parigi è sempre Parigi, Le ragazze di Piazza di Spagna), arrivano anche al cinema i primi ruoli drammatici in Febbre di vivere di Claudio Gora, Cronache di poveri amanti di Carlo Lizzani, Le notti bianche di Luchino Visconti; recita inoltre in Peccato che sia una canaglia, film del 1954, diretto dal regista Alessandro Blasetti.

L'affermazione ed il successo internazionale[modifica | modifica sorgente]

L'affermazione definitiva arriva nel 1958 con I soliti ignoti, cui segue Adua e le compagne (1960).

Con Divorzio all'italiana (1961) ottiene il Nastro d'argento, il premio della British Film Academy e la nomination all'Oscar come miglior attore protagonista.

I due capolavori di Federico Fellini: La Dolce Vita (1960) e (1963) gli conferiranno il successo internazionale e la fama di «latin lover», dalla quale cercherà, più o meno inutilmente, di difendersi fino all'età più matura. Questa è la ragione per cui, subito dopo il successo de La dolce vita, cerca di sfatare il proprio mito di sex symbol accettando di interpretare il ruolo di un impotente nel film Il bell'Antonio (1961), tratto dall'omonimo romanzo di Vitaliano Brancati.

Con la Loren in Ieri, oggi, domani (1963)
Con la Loren in Ieri, oggi, domani (1963)
 
Con la Loren in Matrimonio all'italiana (1964)
Con la Loren in Matrimonio all'italiana (1964)

Nel 1962 il settimanale americano Time gli dedica un servizio, come divo straniero più ammirato negli USA.

Il suo fascino di attore gli derivava, oltre che dalla sua bellezza e da interpretazioni sempre di altissimo livello, anche da un tratto distaccato, a tratti sornione, dal quale sembrava trasparire talvolta una velata malinconia e persino una certa timidezza.

Nel 1963 interpreta in I compagni di Mario Monicelli, il ruolo di un intellettuale socialista che fomenta le rivolte di fabbrica e poi sotto la direzione di Vittorio De Sica, con Sophia Loren come protagonista femminile: Ieri, oggi, domani (1963), Matrimonio all'italiana (1964), I girasoli (1970).

La coppia che ha formato con Sophia Loren è stato un sodalizio artistico tra i più riusciti del cinema italiano, che si è snodato con episodi memorabili lungo l'intera carriera di entrambi.

Gli anni della commedia musicale[modifica | modifica sorgente]

Nel 1966 debutta anche nella commedia musicale, interpretando per circa tre mesi il ruolo di Rodolfo Valentino in Ciao Rudy di Garinei e Giovannini, cantando e ballando tutte le sere e cercando di sfatare un'altra fama che si era creato, quella di eterno pigro. La critica non sarà tenera con lui, e anche se le repliche sono costantemente gremite fino al "tutto esaurito", Mastroianni abbandona le scene pagando una penale di 100 milioni di lire per girare Il viaggio di G. Mastorna di Federico Fellini, progetto che però il maestro riminese non riuscirà mai a realizzare, così interpreta per racimolare i soldi Il papavero è anche un fiore di Terence Young.

Nel 1968 gira Amanti sotto la regia di Vittorio De Sica. Protagonista femminile è Faye Dunaway, con la quale avrà una breve ma chiacchieratissima storia sentimentale. Nello stesso periodo gira alcuni film in lingua inglese, manifestando una notevole capacità di dizione anche in questa lingua, a differenza di Sophia Loren, che pur parlando un buon inglese non riuscirà mai a liberarsi del suo accento dialettale.

Nel 1971 lavora con Marco Ferreri in La cagna e sul set conosce Catherine Deneuve, con la quale intreccerà una lunghissima relazione, da cui nascerà Chiara. L'anno successivo si trasferisce a Parigi e avrà l'opportunità, tra il 1972 e il 1974, di lavorare in numerose pellicole francesi.

Tornato in Italia, riprende a interpretare ruoli in commedie leggere (Culastrisce nobile veneziano, La pupa del gangster), film d'autore (Todo modo, Una giornata particolare), drammi a tinte forti (Mogliamante, Per le antiche scale), film grotteschi (Ciao maschio, Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova, si sospettano moventi politici).

Nel 1978 debutta in uno sceneggiato televisivo: Le mani sporche, che Elio Petri trae da Sartre. Prima d'allora Mastroianni non ha mai lavorato in TV, eccezion fatta per alcune celebri apparizioni come ospite in Studio Uno (accanto a Mina e a Sandra Milo).

Nel 1980 viene richiamato da Federico Fellini, che a diciotto anni da 8 ½ lo rivuole protagonista ne La città delle donne. Lavorerà con lui ancora nel 1985 in Ginger e Fred, al fianco di Giulietta Masina, e nel 1987 in Intervista.

Nel giugno del 1984 prende parte al picchetto d'onore ai funerali del segretario del Partito Comunista Italiano Enrico Berlinguer, insieme ad altri esponenti del cinema italiano come Federico Fellini e Monica Vitti.[5]

Nel 1988 è protagonista insieme a Massimo Troisi di Splendor e Che ora è?, entrambi diretti da Ettore Scola. Per quest'ultimo film i due protagonisti riceveranno ex aequo la coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia.

Negli anni novanta, Marcello Mastroianni gira soprattutto all'estero, con grandi autori del cinema internazionale.

La malattia e la morte[modifica | modifica sorgente]

La tomba di Marcello Mastroianni al Cimitero del Verano

Colpito da un tumore del pancreas, poco prima della sua scomparsa, realizza durante la lavorazione del suo ultimo film (Viaggio all'inizio del mondo di Manoel de Oliveira) una lunga auto-confessione (Mi ricordo, sì... mi ricordo, curata da Annamaria Tatò, la sua ultima compagna) che è considerata da molti il suo testamento spirituale.

L'ultimo impegno fu la commedia (Le ultime lune) nei teatri italiani. Faceva tre fleboclisi al giorno, e recitava quasi sempre seduto. Molte date previste non furono realizzate a causa dell'aggravarsi dello stato di salute. Dopo un malore, fu l'attore stesso a chiedere di non andare avanti con la tournée. Fece l'ultima recita a Napoli, poi tornò a Parigi.

Si spegne nel suo appartamento di Parigi il 19 dicembre 1996, stroncato dalla malattia ed assistito dalla figlia minore, Chiara. Le sue spoglie riposano nel cimitero del Verano, a Roma.

Premi[modifica | modifica sorgente]

Le impronte di Marcello Mastroianni sul piazzale del Grauman's Chinese Theatre, Los Angeles (California)

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Mastroianni con Federico Fellini e Sophia Loren

Prosa radiofonica RAI[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 16 marzo 1994[7]
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 27 aprile 1987[8]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ 90 anni di "Italie": Appunti del decano dei giornalisti medici, di Bruno P. Pieroni, pag. 6
  2. ^ http://www.retididedalus.it/Archivi/2013/luglio/SPAZIO_LIBERO/2_commedia.htm.
  3. ^ Fondazione Umberto Mastroianni - I Mastroianni
  4. ^ Matilde Hochkofler - Marcello Mastroianni Il gioco del cinema - 2001 Gremese editore
  5. ^ Un inedito Marcello, commosso per Berlinguer
  6. ^ Il Radiocorriere n° 12/1954
  7. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  8. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Costanzo Costantini, Marcello Mastroianni. Vita, amori e successi di un divo involontario, Editori Riuniti, 1996
  • Matilde Hochkofler, Marcello Mastroianni. Il gioco del cinema, Gremese Editore, 2006
  • Andrea Borini, Marcello Mastroianni, Mediane, 2009

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 113117366 LCCN: n83049418 SBN: IT\ICCU\RAVV\088390