Le due vite di Mattia Pascal

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Le due vite di Mattia Pascal
Marcello Mastroianni.jpg
Marcello Mastroianni, protagonista del film
Titolo originale Le due vite di Mattia Pascal
Paese di produzione Italia, Francia, Germania, Spagna
Anno 1985
Durata 125 min (vers. ridotta) / 178 min (ediz. estesa)/ 145 min ca. (vers. classica)
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, commedia
Regia Mario Monicelli
Soggetto Luigi Pirandello (romanzo Il fu Mattia Pascal)
Sceneggiatura Suso Cecchi D'Amico, Ennio De Concini, Mario Monicelli, Amanzio Todini
Produttore Carlo Cucchi, Silvia D’Amico Bendico
Casa di produzione Antenne 2 (TV francese)
Fotografia Camillo Bazzoni
Montaggio Ruggiero Mastroianni
Effetti speciali Delio Catini
Musiche Nicola Piovani
Scenografia Lorenzo Baraldi
Costumi Gianna Gissi
Trucco Giuseppe Banchelli
Interpreti e personaggi

Le due vite di Mattia Pascal è un film del 1985 diretto da Mario Monicelli, ispirato al romanzo Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello.

Di questo film esiste una versione televisiva di 150 minuti.

È stato presentato in concorso al 38º Festival di Cannes.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Luigi Pirandello

Tratto dal libro di Pirandello ed ambientato nella seconda metà del Novecento, il film narra l'avventura di Mattia Pascal, squattrinato bibliotecario, che scappa dal suo paesino abbandonando consorte e suocera Pescatore per poi cambiare nome ed esistenza trasformandosi in "Adriano Meis", prendendo alloggio in una pensione di Roma dove accadranno mille peripezie a causa delle sue bugie e del suo passato che gli si ripercuote contro.

Sinossi completa[modifica | modifica sorgente]

Mario Monicelli

Mattia Pascal è un giovane squattrinato il quale conduce una vita piatta in un paesino, sposato con Romilda Pescatore, imparentata con l'usuraio Malagna. Infatti Pascal è nei guai proprio a causa dei debiti che ha accumulato negli anni della sua vita, perdendo anche alcune sue proprietà dopo la morte della madre. Il guaio vero che Mattia Pascal combinò dopo le nozze cone la signora Pescatore fu quello di avere una relazione extraconiugale con una certa Oliva, dalla quale ha avuto una bambina, gettando il disonore su tutta la sua famiglia. Tuttavia Mattia è un giovane che non si perde mai d'animo e così, scegliendo di abbandonare la sua vita, il suo paese e la sua famiglia per un po', si reca a divertirsi con delle belle donne a Montecarlo. Spendendo quasi tutti i suoi soldi, Mattia è sull'orlo di cadere veramente in bancarotta, quando inaspettatamente vince alla roulette e così festeggia allegramente l'avvenimento e decide di ritornare ricco sfondato al borgo di Miragno dalla moglie e la figlia bastarda. Però appena scende dal treno ad una fermata per leggere un giornale, Mattia scopre un articolo che riporta stranamente la notizia della morte di un certo "Mattia Pascal", nativo di Miragno. Mattia rimane del tutto sconcertato, dato che la polizia locale ha fatto anche gli accertamenti del decesso esaminando il cadavere e così si reca al paese, sotto false spoglie per assistere al funerale. Trova anche la moglie, la vedova Pescatore madre di Romilda, Malagna e tutti gli altri. Inizialmente Pascal vorrebbe smentire tutto, ma pensando fra sé si chiede cosa farà nei prossimi anni della sua vita fino alla fine? Quando potrà riavere un'occasione come questa per divertirsi un po' e abbandonare tutti gli affanni per ricondurre una nuova vita? Questi pensieri frullano sempre più velocemente nella testa di Mattia che ad un certo punto decide di abbandonare tutto e di prendere il primo treno per andare non si sa dove, ma lontano da Miragno. Accade però che Mattia, ora ribattezzatosi da solo "Adriano Meis", straccia i suoi documenti originali, cosicché egli risulti un uomo che non esiste, e inoltre Pascal non si rende conto inizialmente coa avrebbe fatto se si fosse trovato coinvolto in qualcosa in cui sarebbe entrata ad operare anche la polizia. Ma Adriano Meis non si cura molti di tali affanni e pensa solo a spendere i suoi soldi vinti a Montecarlo con belle fanciulle e compiendo molti viaggi nell'Europa. Quando i soldi iniziano a scemare, Pascal decide di prendere in affitto un appartamento a Roma, gestito da una famiglia molto curiosa. Infatti i suoi componenti sono gente del tutto bizzarra, da Adriana, ragazzetta timida che si innamorerà platonicamente di Mattia, al padre che presiede sedute spiritiche, dalla madre infantile ad un parassita che cerca solo soldi da guadagnare. Pascal, ovvero Meis, si troverà inizialmente a suo agio nella famiglia, anche se pian piano iniziaerà ad avere nostalgia della sua prima e unica identità. Dopo un avvenimento in cui egli avrebbe potuto veramente trovarsi nei guai per colpa della polizia che gli avrebbe chiesto di esporre dei documenti inesistenti, Pascal, fingendo di essersi suicidato nel Tevere, abbandona Roma e torna nella piccola Miragno. Ma lì Mattia Pascal troverà una brutta sorpresa, perché Romilda, vedova Pescatore, si è sposata con un amico di vecchia data del protagonista: Mino Pomino. Ed inoltre con lei Pomino ha avuto anche un pargolo. Mattia s'infuria e vorrebbe distruggere tutto, ma alla fine prende coscienza dei propri sbagli e abbandona la sua ex-moglie, andando a vivere per conto suo, ma sempre nei pressi di Miragno. Si guadagnerà da vivere facendo il bibliotecario, dato che i libri lo avevano sempre affascinato e ogni tanto farà visita anche al curioso defunto "Mattia Pascal" al cimitero.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Official Selection 1985, festival-cannes.fr. URL consultato il 23 giugno 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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