Ciao maschio

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Ciao maschio
Ciao maschio.png
Una scena del film
Titolo originale Ciao maschio
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1978
Durata 113 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, commedia
Regia Marco Ferreri
Soggetto Marco Ferreri
Sceneggiatura Marco Ferreri, Gérard Brach, Rafael Azcona (collaborazione)
Produttore Giorgio Nocella e Maurice Barnart
Produttore esecutivo Jacqueline Ferreri
Casa di produzione 18 dicembre, Prospectacle, Action Film
Fotografia Luciano Tovoli
Montaggio Ruggero Mastroianni
Musiche Philippe Sarde
Scenografia Dante Ferretti (e Bruno Cesari arredatore)
Trucco Alfonso Gola
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Ciao maschio è un film del 1978 diretto da Marco Ferreri, vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria al 31º Festival di Cannes.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film non ha una storia ben definita, ma lavora per immagini.

Gérard LaFayette è un giovanotto affascinante che vive in un seminterrato di una metastorica New York. Lavora come elettrotecnico in un museo delle cere su Roma antica, tenuto da un melanconico direttore di probabile origine italiana, tale Andreas Flaxman. Come hobby aiuta un gruppo di teatro off di attiviste femministe, delle quali la bella Angelica è di lui innamorata.

Ama anche passare del tempo con un gruppetto di anziani di cui è "protettore": l'anarchico individualista italiano Luigi Nocello, il suonatore nero Miko, l'evanescente Robin e la bella signora Toland. Angelica, spinta più che altro dalle sue amiche, violenta Gérard per affrontare nel loro spettacolo tale tema, e lui però non sembra farsi problemi a riguardo, tanto da accettare di convivere con lei. Durante una passeggiata con il gruppetto d'anziani, lungo le spiagge del fiume Hudson, Luigi scopre, vicino alla carcassa morta di King Kong, uno scimmiotto neonato, a cui Gérard si affeziona talmente da adottarlo, considerandolo suo figlio, battezzandolo col nome di Cornelio. Flaxman gli consiglia di sbarazzarsene perché rovinerà la sua vita, ma LaFayette non gli dà ascolto.

Dal quel momento, la scelta di adottare come figlio una scimmietta saranno per il protagonista l'ultima e delirante affermazione di individualità, e l'umore nero, l'angoscia, la malinconia e il sarcasmo che affronterà sono l'esplorazione sulle chiavi della decadenza umana. Luigi, sentimentale e rancoroso, si suicida, impiccandosi. Angelica, avendo precedentemente violentato Gérard, ne rimane incinta, ma il ragazzo rifiuta alcuna responsabilità, causando la rottura del loro rapporto e la fuga di Angelica, che si fa dare un passaggio dalla prima macchina che capita. A casa, LaFayette scopre Cornelio divorato dai topi. Stravolto, cerca riparo dal suo amico Flaxman, che non appare per nulla comprensivo. Un po' in maniera casuale, un po' voluto, i due periscono nell'incendio del museo.

Nella scena finale, Angelica e sua figlia giocano sulla spiaggia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Awards 1978, festival-cannes.fr. URL consultato il 18 giugno 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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