Ginger e Fred

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Ginger e Fred
Gingerefred.jpg
Paese Italia, Francia, Germania Ovest
Anno 1985
Durata 125 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,66:1
Genere commedia drammatica, satira
Regia Federico Fellini
Soggetto Federico Fellini, Tonino Guerra
Sceneggiatura Federico Fellini, Tonino Guerra, Tullio Pinelli
Fotografia Tonino Delli Colli, Ennio Guarnieri
Montaggio Nino Baragli
Musiche Nicola Piovani
Scenografia Dante Ferretti

Arredatore Francesca Lo Schiavo Trovarobe Alfio Bruno Tempera

Interpreti e personaggi
Premi

Ginger e Fred è un film del 1985 diretto da Federico Fellini.

Indice

[modifica] Trama

Amelia Bonetti e Pippo Botticella in arte Ginger e Fred sono due attempati ballerini di tip-tap, romantici e un po' squinternati, interpretati da Giulietta Masina e Marcello Mastroianni.

Ginger e Fred vengono coinvolti da una tv privata in una sorta di "operazione nostalgia", ma si capisce subito che al centro della scena stanno in realtà la figura del presentatore e la pubblicità.

Quando i due vengono chiamati sul palco si verifica un blackout che interrompe il loro numero. Fred-Mastroianni confabulando con Ginger-Masina sull'insensatezza della loro presenza al programma, la convince ad andarsene dal palco insieme a lui prima della ripresa del programma. Mentre in uscita, Pippo sta rivolgendo un gestaccio ai "teledipendenti", la luce torna e i due riprendono tristemente il loro numero di ballo, terminandolo con grande affanno e ricevendo un applauso pietoso.

[modifica] Recensione

Il film è una feroce satira della cultura del consumismo e del mondo delle TV private, che Fellini detestava specialmente per la cattiva abitudine di interrompere i film con gli spot pubblicitari (il regista, che fu autore a sua volta di spot pubblicitari come quelli famosi per la pasta Barilla, contestava l'abuso e non l'uso in sé di questi strumenti di comunicazione, e a tal proposito coniò lo slogan: "non si interrompe un'emozione"). Lo strapotere della pubblicità cancella ogni poesia, mettendo al centro della scena la figura scialba di un presentatore televisivo, ferocemente ritratto da Fellini. Il telequiz e la pubblicità sono rappresentati come le forme dominanti e alienanti della nuova cultura di massa.

In forma ora sognante ora inquietante il film esprime un cupo pessimismo di fondo, mitigato solo dalla dolcezza dei due protagonisti e dalla loro storia d'amore, e sembra anticipare profeticamente i tratti salienti delle forme di comunicazione e dominazione della società di massa contemporanea.

[modifica] Colonna Sonora

L'ossessivo motivo musicale scritto da Nicola Piovani sottolinea e guida la cadenza grottesca del film.

[modifica] Curiosità

[modifica] Collegamenti esterni

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