Peccato che sia una canaglia

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Peccato che sia una canaglia
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Titoli di testa del film
Titolo originale Peccato che sia una canaglia
Paese di produzione Italia
Anno 1954
Durata 95 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Alessandro Blasetti
Soggetto dal racconto Il fanatico di Alberto Moravia
Sceneggiatura Suso Cecchi D'Amico, Alessandro Continenza, Ennio Flaiano
Casa di produzione Documento Film
Fotografia Aldo Giordani
Montaggio Mario Serandrei
Musiche Alessandro Cicognini
Scenografia Mario Chiari
Costumi Maria De Matteis
Interpreti e personaggi

Peccato che sia una canaglia è un film del 1954, diretto da Alessandro Blasetti, tratto dal racconto Il fanatico di Alberto Moravia (dalla raccolta Racconti romani) e interpretato da Sophia Loren, Marcello Mastroianni e Vittorio De Sica.

È una «spiritosa commedia di caratteri»[1] dall'«ammirevole scioltezza narrativa e da un ritmo agilissimo»[2] che ha lanciato la coppia divistica Loren-Mastroianni.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Sophia Loren e Marcello Mastroianni in una scena del film

Il tassista romano Paolo è appena riuscito a procurarsi, dopo tanti sforzi, un'automobile nuova di zecca quando, in una tranquilla giornata festiva di scarso lavoro, rischia di farsela rubare, accettando ingenuamente la richiesta di un terzetto di giovani di essere portati al mare. Mentre l'affascinante Lina lo distrae invitandolo a fare il bagno con lei, i due ragazzi tentano di rubargli la macchina; ma Paolo se ne accorge per tempo e li mette in fuga, pur danneggiando involontariamente la carrozzeria dell'auto. Quindi riconduce con sé in città la bella "esca" per consegnarla al commissariato di polizia, perché, pur attratto da lei, non crede affatto che abbia appena conosciuto i due ladri come sostiene. Lina riesce però a sfuggirli prima di arrivare a destinazione, lasciandolo alle prese con i vigili che lo bloccano per una manovra scorretta.

Nei giorni seguenti Paolo cerca invano di ritrovare i ladri, finché non si imbatte casualmente in Lina. Tenta nuovamente di metterla di fronte alle sue responsabilità, ma viene travolto dalla sua disinvolta parlantina e dalla sua irruente bellezza e, invece di denunciarla, decide di portarla a casa e di rivolgersi alla sua famiglia, perché la tenga lontana dalle cattive compagnie e la riporti sulla retta via. L'onesto tassista finisce così per subire anche il fascino del "Professor" Stroppiani, senza rendersi conto che è proprio quell'uomo dai modi raffinati il "cattivo maestro" della figlia, un esperto ladro specializzato nel furto di valigie alla stazione, e che tutti, dall'anziana madre al figlio più giovane di soli nove anni, partecipano all'"attività di famiglia".

Con il benestare del padre, Paolo comincia a frequentare Lina, lasciandosi alla spalle il loro turbolento primo incontro; ma l'idillio sentimentale è di breve durata, perché si scontra nuovamente con le inclinazioni "professionali" dell'amata. Paolo, infatti, scopre che il lussuoso portasigarette, che Lina gli ha regalato, è stato in realtà rubato al suo stesso capo garage. Andato in cerca della ragazza per rompere ogni rapporto con lei, si imbatte nel "Professor" Stroppani e si ritrova ad essere complice, prima inconsapevole e poi inorridito dalla scoperta della realtà, della sua fuga dopo un furto compiuto alla stazione. Il furto si conclude con un incidente stradale, da cui Paolo esce malconcio e la sua auto ancor peggio, mentre Stroppani sparisce indisturbato.

Lina, sentendosi in colpa per quanto accaduto, chiede al padre di assisterla in un borseggio su un autobus, per risarcire Paolo dei quasi centomila lire di danni subiti dalla macchina, che lui non è in grado di pagare. Ma il tassista, uscito dall'ospedale, seguendo fortunosamente i due giovani della spiaggia, sale anche lui sul mezzo pubblico, sventa il furto appena compiuto dagli Stroppiani padre e figlia e, forte delle sue convinzioni, conduce il quartetto di ladri, la vittima e la moglie della vittima al commissariato, per finirla una volta per tutte con quella problematica famiglia.

Al commissariato, il "Professor" Stroppiani, grazie alle sue ben sperimentate capacità retoriche, riesce a far cadere l'accusa ed evitare che venga sporta denuncia. Paolo, sconfitto, lascia infine prevalere i sentimenti, chiede a Lina di sposarlo, le dà uno schiaffo e poi la bacia appassionatamente.

Frasi celebri[modifica | modifica wikitesto]

In uno dei tanti "incidenti" con il suo taxi, Paolo Marcello Mastroianni viene tamponato (per una frenata improvvisa) da una vettura guidata da un funzionario dello Stato (Manlio Busoni), il quale sentendosi "appioppare" la colpa dalla presunta testimone Lina (Sophia Loren).

« "Lei non sa chi sono Io...Io sono un funzionario della Cassa del Mezzogiorno ha capito!!!" »
(Funzionario)
« "Beh...mezzogiorno è passato e lei doveva essere in ufficio da un pezzo" »
(Lina.)

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Incasso accertato sino a tutto il 31 marzo 1955: £ 656.942.518

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Catalogo Bolaffi del cinema italiano 1945/1955.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Mereghetti - Dizionario dei Film 2008. Milano, Baldini Castoldi Dalai editore, 2007. ISBN 9788860731869 p. 2177
  2. ^ Il Morandini - Dizionario dei Film 2000. Bologna, Zanichelli editore, 1999. ISBN 8808021890 p. 963

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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