I girasoli (film)

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I girasoli
I girasoli.png
Sophia Loren in una scena del film
Titolo originale I girasoli
Paese di produzione Italia, Francia, Unione Sovietica
Anno 1970
Durata 100 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Vittorio De Sica
Soggetto Tonino Guerra, Giorgi Mdivani, Cesare Zavattini
Sceneggiatura Tonino Guerra, Giorgi Mdivani, Cesare Zavattini
Produttore Carlo Ponti, Arthur Cohn
Distribuzione (Italia) Euro International Film
Fotografia Giuseppe Rotunno
Montaggio Adriana Novelli
Musiche Henry Mancini
Scenografia Giantito Burchiellaro, Piero Poletto
Costumi Enrico Sabbatini
Interpreti e personaggi

I girasoli è un film del 1970 diretto da Vittorio De Sica.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Giovanna è alla ricerca di notizie sul marito Antonio, dato per disperso in Unione Sovietica durante la ritirata del 1943, ma le autorità militari ed il Ministero della difesa non sanno darle notizie precise e lei, non accettando che il marito possa essere morto, decide di partire per Mosca, allo scopo di cercarlo personalmente.

Da quel momento inizia un lungo flashback che ripercorre le vicende dei due: la loro storia inizia a Napoli, città in cui è nata e vive Giovanna, con la loro conoscenza ed il loro "fidanzamento", avvenuto alcuni giorni prima della partenza di Antonio per l'Africa; Giovanna sembra molto innamorata e suggerisce al soldato di sposarsi, al fine di ottenere la licenza di 12 giorni, sperando che nel frattempo la guerra finisca o che egli sia destinato ad un incarico in Italia. Antonio, scapolo impenitente, inizialmente sembra scettico ma poi accetta e, dopo la cerimonia, i due partono per il viaggio di nozze, che passano nella sua casa nella provincia lombarda, dove, in prossimità della scadenza della licenza, escogitano un piano per fare passare Antonio per pazzo e farlo riformare.

Il piano tuttavia viene scoperto e, per evitare di finire davanti al Tribunale militare, Antonio è costretto ad offrirsi volontario per il fronte orientale; al momento della sua partenza ha termine il flashback che porta la vicenda ai giorni successivi alla fine della guerra ed il ritorno alla stazione di Milano dei reduci dall'Unione Sovietica, dove Giovanna incontra un soldato che ha condiviso con Antonio i giorni della ritirata dal fronte del Don, avvenuta a seguito della controffensiva sovietica dopo la battaglia di Stalingrado nel gennaio del 1943. Il reduce racconta del loro reparto decimato, degli attacchi dell'Armata Rossa, degli stenti, della fame e del freddo, e di Antonio che, troppo indebolito per proseguire, lascia andare l'amico che negli ultimi giorni lo aveva sostenuto e si lascia cadere nella neve.

Il reduce non è in grado di dire alla donna se Antonio sia morto o se sia sopravvissuto ma la speranza non abbandona Giovanna e, nonostante lo scetticismo della suocera, la quale non aveva mai condiviso la scelta del figlio di sposare una donna del sud, decide di partire alla volta dell'Unione Sovietica per cercarlo. Una volta giunta nella capitale viene accompagnata da un funzionario del Ministero degli esteri sovietico nei luoghi in cui ha combattuto l'ARMIR ma nei campi di girasoli, dove sono stati seppelliti soldati e civili durante la guerra, nei villaggi e nei cimiteri, di Antonio non vi è traccia ed anche il funzionario, che pazientemente l'ha seguita, la invita a rassegnarsi, traducendole la poesia scolpita sulla lapide che si trova in un immenso cimitero di soldati italiani.

« Giovane figlio di Napoli che cosa ti ha portato sui campi di Russia? Non eri felice sul tuo golfo natale? Io che ti incontrai presso Moldoc pensavo al tuo Vesuvio lontano »

Giovanna continua a rifiutare questa idea e prosegue le ricerche da sola, pensando che Antonio possa essere tra coloro che hanno perso la memoria, recandosi allo stadio Lenin, dove effettivamente incontra un uomo italiano che, al termine della guerra, ha deciso di non tornare in Italia e di diventare cittadino sovietico ma nemmeno lui è in grado di darle notizie; continuando a vagare nei villaggi dell'immenso paese Giovanna giunge in un paese dove alcune anziane signore, vedendo la foto di Antonio, le indicano una isba dove vive Mascia, una giovane ragazza con una figlia piccola che, vedendo Giovanna, la saluta dicendole "buongiorno".

La giovane, turbata e spaventata dall'arrivo di Giovanna, riesce a spiegarle come abbia trovato Antonio morente ma il fischio del treno interrompe il loro dialogo ed ella corre alla piccola stazione, seguita da Giovanna, la quale ancora nutre qualche speranza di ritrovare il "suo" Antonio, ma solo nel momento in cui i due si vedono ella capisce che la permanenza in Unione Sovietica di Antonio ed il suo non dare più notizie è stato frutto di una scelta.

Sopraffatta dal dolore e dalla disperazione Giovanna sale sul treno senza parlargli e fa ritorno in Italia, dove, dopo essere passata in motocicletta con un amico davanti agli occhi critici dei compaesani, viene schiaffeggiata dalla madre di Antonio che le rimprovera il suo comportamento non adatto al lutto: solo in quel momento Giovanna trova la forza di dirle la verità sulla sorte del figlio. Antonio, che aveva trovato alla stazione la sua fotografia con la dedica alla moglie, lasciata cadere da Giovanna mentre saliva velocemente sul treno, sente nascere forte il desiderio di tornare da lei.

Arrivato in Italia, telefona a Giovanna trasferitasi a Milano dal paese, ma ella si rifiuta di incontrarlo, riferendogli che ora vive con un altro uomo. Antonio, nonostante la delusione, sembra capire ma, a causa dello sciopero dei treni, la richiama e stavolta Giovanna accetta di riceverlo ed, una volta che i due si trovano faccia a faccia, Antonio le spiega i motivi del suo comportamento: il suo essere stato salvato dalla morte, la sua perdita di memoria dopo essersi risvegliato, il suo cambiamento dopo lo shock subito e la necessità di rimanere in quello che lui riteneva essere l'unico posto per lui ma anche il suo desiderio attuale di ricominciare la loro vita insieme, ma il loro bacio viene interrotto dal pianto di un neonato.

Giovanna ha avuto un figlio dal suo compagno e non se la sente, nonostante l'amore per Antonio non sia venuto meno, di rovinare la vita dei due figli e lo invita a ripartire accompagnandolo alla stazione, e, mentre il treno parte, i due si osservano senza dire una parola, consapevoli che, a dispetto dell'amore che li legherà sempre, non si vedranno mai più.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]