Giuseppe Patroni Griffi

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Giuseppe Patroni Griffi - Ritratto di Augusto De Luca

Giuseppe Patroni Griffi (Napoli, 27 febbraio 1921Roma, 15 dicembre 2005) è stato un regista teatrale, drammaturgo, sceneggiatore, regista e scrittore italiano.

Di famiglia aristocratica napoletana, figlio del Nobile Felice e della Baronessa Laura de Gemmis è considerato "una delle personalità più versatili del panorama culturale italiano del secondo Novecento"[1]. Direttore artistico del teatro Eliseo di Roma (2002-2005), alla sua memoria è stato deciso di dedicare il teatro Piccolo Eliseo di Roma.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Patroni Griffi nel 1954

Allievo di Luchino Visconti, al cinema diresse, tra gli altri, gli attori Charlotte Rampling, Elizabeth Taylor, Marcello Mastroianni, Florinda Bolkan, Terence Stamp e Laura Antonelli. Quest'ultima, nel film Divina creatura, fu ripresa in una memorabile scena di nudo integrale della durata, inaudita per l'epoca, di sette minuti.

Patroni Griffi ha diretto per Rai 1 un'edizione televisiva di Tosca di Giacomo Puccini (Tosca, nei luoghi e nelle ore di Tosca, 11-12 luglio 1992, in diretta mondovisione da Roma, con Placido Domingo (Cavaradossi), Catherine Malfitano (Tosca), Ruggero Raimondi (Scarpia), Giacomo Prestia (Angelotti), Giorgio Gatti (Sacrestano) e l'Orchestra Sinfonica di Roma della RAI diretta da Zubin Mehta), con la quale vinse il premio Emmy Award, poi, il 3 giugno 2000, La traviata di Giuseppe Verdi (La traviata a Paris), sempre in diretta mondovisione da Parigi. Anche la Traviata vinse il premio Emmy Award, come miglior film e migliore regia televisiva, nonché il Prix Italia 2001.

Nel campo dell'opera lirica ha messo in scena Così fan tutte al Teatro alla Scala di Milano, Il trovatore all'Arena di Verona e La bohème al Teatro Regio di Torino, nel centenario della prima rappresentazione. Su un suo testo, intitolato Il mio cuore è nel sud, Bruno Maderna compose una radioballata.

Nel 2001, la terza edizione del Lodi Città Film Festival gli ha dedicato la prima retrospettiva integrale dei film di regia e di sceneggiatura. Nel 2005 viene pubblicamente celebrato dalla Fondazione Premio Napoli, premio che aveva già vinto nel 1970[2].

Politicamente di sinistra, amico di diversi esponenti politici, tra i quali, ad esempio, Giorgio Napolitano[3], conservò sempre posizione autonoma e critica, come in occasione della rivoluzione ungherese del 1956, o della campagna mediatica contro il commissario Luigi Calabresi, rifiutandosi di firmare la lettera aperta a L'espresso.[senza fonte]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Opere letterarie[modifica | modifica wikitesto]

Tra i libri:

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Tra le molte opere:

alcune regie teatrali

Opere radiofoniche RAI[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Articolo su Repubblica.it
  2. ^ Articolo di Raffaele La Capria su Corriere.it
  3. ^ Biografia su associazionepatronigriffi.it. URL consultato il 30 giugno 2010.
  4. ^ Corriere.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mariano d'Amora, Gli amici dei miei amici sono miei amici. La letteratura e il teatro di Giuseppe Patroni Griffi, Roma, Bulzoni, 2013.
  • Giuseppe Patroni Griffi e il suo teatro, a cura di A. Bentoglio, Quaderni di Gargnano, n. 7, Bulzoni, Roma 1998, pp. 519.
  • La morte della bellezza. Letteratura e teatro nel cinema di Giuseppe Patroni Griffi, a cura di F. Francione, Falsopiano, Alessandria, 2001.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 4950202 LCCN: n82074053 SBN: IT\ICCU\CFIV\062107