Bartolo Cattafi
Bartolo Cattafi (Barcellona Pozzo di Gotto, 6 luglio 1922 – Milano, 13 marzo 1979) è stato un poeta italiano.
Laureatosi in giurisprudenza visse tra Milano, dove lavorava come pubblicitario, e la Sicilia.
La sua prima raccolta di versi, Nel centro della mano, venne pubblicata nel 1951 e ad essa seguirono altre raccolte come Le mosche del meriggio nel 1958, Qualcosa di preciso nel 1961, L'osso, l'anima nel 1964, L'aria secca del fuoco nel 1972, Il buio nel 1973, Ostuni, nel 1975, La discesa al trono nel 1975, Marzo e le sue idi nel 1977, L'allodola ottobrina nel 1979, Chiromanzia d'inverno pubblicata postuma nel 1983 e Segni 1986. Un'antologia mondadoriana delle sue poesie, curata da Vincenzo Leotta e Giovanni Raboni è uscita nel 1990 nella collana Lo Specchio, poi Oscar 2001.
I viaggi che compì in Europa ed in Africa diventarono i motivi ispiratori di alcune sue raccolte di poesie come Partenza da Greenwich del 1955.
La poesia di Cattafi è una poesia dai toni epigrammatici che fa spesso ricorso alla metafora del vuoto e della solitudine per delineare l'amaro bilancio di una generazione che ha vissuto la giovinezza durante il ventennio fascista, per poi assistere agli orrori della seconda guerra mondiale, una generazione che, a dirla con Giuseppe Amoroso, si pone "alla stregua di chi viene dopo il diluvio".
Il poeta - che, secondo Carmelo Aliberti in un suo saggio, è uno tra i più validi della generazione fiorita nel secondo dopoguerra, comprendente tra gli altri Luciano Erba, Nelo Risi, Giorgio Orelli e Giovanni Giudici - è morto precocemente per grave malattia e non ha avuto gran riconoscimento dalla critica.
Bibliografia della critica [modifica]
- Franco Pappalardo La Rosa, Lo specchio oscuro. Piccolo, Cattafi, Ripellino, Alessandria, Edizioni Dell’Orso, 2004
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