Francesco Rosi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Francesco Rosi

Francesco Rosi (Napoli, 15 novembre 1922Roma, 10 gennaio 2015[1]) è stato un regista e sceneggiatore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Durante la seconda guerra mondiale fu compagno di liceo di Giorgio Napolitano[2], in seguito studiò Giurisprudenza per intraprendere poi una carriera come illustratore di libri per bambini; contemporaneamente iniziò a lavorare per Radio Napoli, dove intrecciò amicizia con Raffaele La Capria, Aldo Giuffré e Giuseppe Patroni Griffi, con i quali in seguito avrebbe collaborato spesso.

Francesco Rosi con il Leone d'Oro

Nel 1946 iniziò la sua carriera nel mondo dello spettacolo come assistente di Ettore Giannini per l'allestimento teatrale di 'O voto di Salvatore Di Giacomo. Fu aiuto regista di Luchino Visconti per i film La terra trema (1948) e Senso (1953), e dopo varie sceneggiature (Bellissima, 1951, Processo alla città, 1952) girò alcune scene del film Camicie rosse (1952) di Goffredo Alessandrini. Nel 1956 co-diresse con Vittorio Gassman il film Kean - Genio e sregolatezza.

Solo nel 1958 poté dirigere il suo primo lungometraggio, La sfida, che ottenne consenso di critica e pubblico. L'anno successivo diresse Alberto Sordi in I magliari (1959), nel quale l'attore romano è un immigrato in Germania, che fa la spola tra Amburgo e Hannover e che si scontra con un boss napoletano per il controllo del mercato delle stoffe.

Il film-inchiesta[modifica | modifica wikitesto]

Inaugurò il florido filone dei film-inchiesta ripercorrendo, attraverso una serie di lunghi flashback, la vita di un malavitoso siciliano in Salvatore Giuliano (1962); l'anno successivo diresse Rod Steiger ne Le mani sulla città (1963), nel quale denunciava con coraggio le collusioni esistenti tra i diversi organi dello Stato e lo sfruttamento edilizio a Napoli. La pellicola fu premiata con il Leone d'Oro al Festival di Venezia. Questi due film sono generalmente considerati i capostipiti del cinema ad argomento politico, che vide spesso, successivamente, la recitazione duttile e spontanea di Gian Maria Volontè.

Le riprese di Salvatore Giuliano (1962)

Dopo Il momento della verità (1965), Rosi si concesse una migrazione in un film favolistico C'era una volta... (1967), con Sophia Loren e Omar Sharif, fresco del successo ottenuto dal film Il dottor Zivago (1966), anche se Rosi aveva inizialmente richiesto per la parte Marcello Mastroianni.

Negli anni settanta tornò ai temi di sempre rappresentando l'assurdità della guerra con Uomini contro (1970), e parlò della scottante morte di Enrico Mattei ne Il caso Mattei (1972); durante la preparazione del film ebbe contatti con Mauro De Mauro, giornalista del quotidiano siciliano L'Ora, assassinato in circostanze mai chiarite per motivi fra i quali si ipotizzano le indagini che andava svolgendo per incarico di Rosi appunto sulla morte del presidente dell'Eni.

In seguito girò Lucky Luciano (1973), tutti con Gian Maria Volontè. Riscosse un notevole successo Cadaveri eccellenti (1976, tratto dal romanzo Il contesto di Sciascia), con Lino Ventura. Realizzò poi la versione cinematografica di Cristo si è fermato a Eboli (1979), tratto dall'omonimo romanzo di Carlo Levi, sempre con Volonté protagonista.

Dagli anni '80[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un altro successo come Tre fratelli (1981), con Philippe Noiret, Michele Placido e Vittorio Mezzogiorno, avrebbe voluto trasportare sul grande schermo il romanzo La tregua di Primo Levi, ma il suicidio dello scrittore (11 aprile 1987) lo costrinse a rinunciare (avrebbe realizzato la pellicola solo nel 1997), e diresse un adattamento cinematografico della Carmen (1984) con Plácido Domingo. Successivamente lavorò a Cronaca di una morte annunciata (1987), tratto dal romanzo di Gabriel García Márquez, che riuniva un grande cast alla corte di Rosi, Gian Maria Volontè, Ornella Muti, Rupert Everett, Anthony Delon e Lucia Bosè; il film fu girato in Venezuela ed in Colombia (Mompox)

Girò poi Dimenticare Palermo (1990), con James Belushi, Mimi Rogers, Vittorio Gassman, Philippe Noiret e Giancarlo Giannini.

Tornò alla regia teatrale con le commedie di Eduardo De Filippo: Napoli milionaria, Le voci di dentro e Filumena Marturano, tutte interpretate da Luca De Filippo.

Nel 2005, per il film Le mani sulla città, gli fu conferita la laurea ad honorem in "Pianificazione territoriale urbanistica ed ambientale" presso l'università Mediterranea di Reggio Calabria.

Nel 2008 gli è stato assegnato l'Orso d'Oro alla carriera al Festival di Berlino, nel 2009 la Legione d'Onore, nel 2010 l'Alabarda d'oro alla carriera e il 10 maggio 2012, il Cda della Biennale di Venezia approvò all'unanimità la proposta del suo direttore, Alberto Barbera, di conferire il Leone d'oro alla carriera al regista in occasione della 69ª edizione della mostra[3].

Il 27 ottobre dello stesso anno divenne cittadino onorario di Matelica[4], città in cui crebbe Enrico Mattei, mentre nel 2013, alla presenza del Ministro dei beni culturali Massimo Bray, gli fu consegnata la cittadinanza onoraria di Matera, ove aveva girato tre film[5].

Nel 2014 ha preso parte al film Born in the U.S.E., co-prodotto da Renzo Rossellini e diretto dal regista Michele Diomà.

Nell'ultima fase della sua vita abitava a Roma, in via Gregoriana, vicino a Piazza di Spagna[6], dove la mattina dell'8 aprile 2010 morì la moglie Giancarla Mandelli - sorella della celebre stilista Krizia - deceduta all'Ospedale Sant'Eugenio di Roma in seguito ad ustioni di 3º grado sul 100% del corpo, dovute ad un incendio divampato nella propria abitazione a seguito di una sigaretta che ne avrebbe incendiato l'abito[7][6].

Rosi è morto a 92 anni il 10 gennaio 2015. Nel necrologio la figlia Carolina scrive: "Non fiori ma solidarietà per gli immigrati", come da richiesta nelle ultime volontà del regista.[8][9]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 2 giugno 1995[10]
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma, 27 aprile 1987[11]
Cavaliere della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere della Legion d'Onore
«a testimonianza dell'importanza della sua opera e segno di riconoscimento per la sua proficua collaborazione nel settore cinematografico franco-italiano[12]»
— Roma, 4 marzo 2009

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Regista e sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Soggetti originali[modifica | modifica wikitesto]

Soggetti non originali[modifica | modifica wikitesto]

Aiuto regista[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Prosa radiofonica RAI[modifica | modifica wikitesto]

Premi cinematografici[modifica | modifica wikitesto]

Film su Francesco Rosi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Ciment, Dossier Rosi, a cura di L. Codelli, Milano, Il Castoro, 2008.
  • M. Procino, Alla ricerca delle ragioni. Il mondo artistico e umano di Francesco Rosi attraverso le carte del suo archivio, in «Carte Vive», rivista degli Archivi di Cultura contemporanea della Biblioteca Cantonale di Lugano, dicembre 2007.
  • M. Procino, L’archivio di Francesco Rosi in «Il mondo degli Archivi on line», n. 2, 2007.
  • La sfida della verità. Il cinema di Francesco Rosi, a cura di A. Tassone, G. Rizza, C. Tognolotti, Aida Edizioni, Firenze 2005.
  • E. Costa, Con Francesco Rosi a Lezione di Urbanistica, Città del Sole Edizioni, Reggio Calabria 2012.
  • Il Radiocorriere n° 15/1956

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 98162929 · LCCN: n50075860 · SBN: IT\ICCU\UBOV\037273 · GND: 118602861 · BNF: cb119226263 (data)