David Lynch

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David Lynch nel 2009

David Keith Lynch (Missoula, 20 gennaio 1946) è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, pittore, musicista, compositore, attore, montatore, scenografo e scrittore statunitense.

Durante la sua lunga carriera, Lynch ha sviluppato un nuovo stile narrativo e visivo, che ha reso i suoi film riconoscibili al pubblico di tutto il mondo per la loro forte componente surrealista, le loro sequenze angosciose e oniriche, le immagini crude e strane e il sonoro estremamente suggestivo.[1] Spesso i suoi lavori esplorano il lato oscuro delle piccole città statunitensi, (ad esempio Velluto blu e la serie televisiva Twin Peaks) e delle metropoli caotiche (Strade perdute, Mulholland Drive) nonché i lati più oscuri, intimi e intricati della mente umana.[2]

Nonostante non riscuota sempre successo ai box office, Lynch è apprezzato dai critici e gode di un cospicuo seguito di fan.[3] Nel corso degli anni ha ricevuto tre nomination al Premio Oscar per la regia (per The Elephant Man, Velluto blu e Mulholland Drive),[4] la Palma d'oro al Festival di Cannes 1990 per Cuore selvaggio,[5] il Prix de la mise en scène a quello del 2001 con Mulholland Drive[6] e il Leone d'Oro alla carriera durante la 63ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, in occasione della proiezione in anteprima mondiale di Inland Empire - L'impero della mente nella sezione fuori concorso.[7]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

David Lynch nasce a Missoula, nel Montana, il 20 gennaio 1946 da una famiglia di origini finlandesi. Lynch trascorre l'infanzia nel nord-ovest degli Stati Uniti, abiterà per alcuni periodi anche nello stato di Washington e nell'Idaho. Il padre lavora come ricercatore del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti ed è spesso costretto a spostarsi per motivi di lavoro, soprattutto nel nord-est del paese. In Virginia, Lynch conosce il vicino di casa della sua ragazza, Toby Keeler, figlio di Bushnell Keele, pittore: in alcune interviste, dichiarerà di aver sempre desiderato dipingere e che è da quel momento che inizia a credere di poter realizzare tale desiderio[8]. Lynch frequenta gli scout ottenendo il rango di Eagle Scout (il massimo grado nello scautismo in America) e partecipa come maschera alla cerimonia di investitura del presidente John F. Kennedy.

Fin dall'adolescenza sogna di diventare un artista e per questo frequenta alcuni corsi alla Corcoran School of Art di Washington D.C., mentre sta finendo le scuole superiori. Si iscrive in seguito per un anno alla School of the Museum of Fine Arts di Boston, periodo durante il quale lavora in un negozio di cornici. In quel tempo è stato un compagno di stanza di Peter Wolf. Tale incarico non dura a lungo perché viene licenziato a causa dei suoi ritardi. Decide quindi di partire per l'Europa con l'intenzione di studiare il pittore espressionista Oskar Kokoschka. Nonostante abbia progettato di restare 3 anni, torna negli Stati Uniti dopo soli 15 giorni. Il paesaggio pulito e perfetto di Salisburgo, città nella quale si era recato con l'amico Jack Fish, non lo ispirava[9].

Filadelfia e i cortometraggi[modifica | modifica sorgente]

Nel 1966, Lynch si trasferisce a Filadelfia, dove frequenta la Pennsylvania Academy of Fine Arts e realizza complessi mosaici geometrici che chiama Industrial Symphonies. Qui inizia inoltre a fare le prime esperienze con la macchina da presa. Il suo primo cortometraggio, dal titolo Six Figures Getting Sick, viene proiettato all'esibizione di fine anno e vince il concorso cinematografico annuale dell'accademia. In merito all'ispirazione per quest'opera, punto di mediazione tra dipinto e video Lynch dichiarerà:

« È stato uno dei miei quadri. Non ricordo quale ma si trattava di un dipinto quasi completamente nero. C'era una figura che occupava il centro della tela. Quindi mentre stavo osservando la figura nel quadro ho avvertito un leggero spostamento d'aria e ho colto un piccolo movimento. E ho desiderato che il quadro fosse realmente in grado di muoversi, almeno per un po'.[10] »

Grazie a questo primo cortometraggio, gli viene commissionata un'altra opera in video da H. Barton Wasserman: il primo tentativo sarà un disastro, la macchina da presa non funziona e la pellicola del girato è completamente rovinata. Al secondo tentativo, nel 1968, Lynch riesce a realizzare The Alphabet: questi primi lavori si configurano come degli ibridi, tra l'installazione e il cinema sperimentale.

Nel 1970 abbandona in parte il suo interesse per le arti visuali per dedicarsi principalmente alla pellicola. Vince una sovvenzione di 5.000 dollari da parte dell'American Film Institute per produrre The Grandmother, la storia di un bambino maltrattato che fa crescere una nonna da un seme. Il mediometraggio, che dura 34 minuti, già mostra alcuni elementi che diventeranno marchi di fabbrica di Lynch: un sonoro ed un immaginario inquietante con una forte attenzione ai desideri inconsci. Il film è girato nella casa del regista, le cui pareti vengono, per l'occasione, dipinte completamente di nero.

Eraserhead[modifica | modifica sorgente]

David Lynch in un ritratto fotografico di Derek Ridgers rielaborato da Danny Flynn

Nel 1971, Lynch si sposta a Los Angeles per frequentare il conservatorio dell'American Film Institute. Qui, grazie ad una sovvenzione di 10.000 dollari dell'AFI, inizia a lavorare al suo primo lungometraggio, Eraserhead - La mente che cancella (Eraserhead), ma dopo un anno dall'inizio delle riprese termina il budget a sua disposizione. La lavorazione rallenta e procede a singhiozzo per diversi anni: il regista racimola soldi da parenti e amici e lavora consegnando quotidiani nel tentativo di raccogliere fondi e completare le riprese. Nel 1974, durante una delle pause forzate dalla lavorazione, Lynch gira il cortometraggio The Amputee, scritto e realizzato in un solo giorno sfruttando due videocassette di prova che il suo amico Frederick Elmes doveva testare per conto dell'AFI. Il macabro cortometraggio dura soltanto 5 minuti e Lynch vi figura anche come attore. Le riprese di Eraserhead - La mente che cancella terminano finalmente nel 1977, a sei anni dal loro inizio. Durante le riprese del film, i problemi finanziari hanno portato Lynch anche a perdere la casa, costringendolo a dormire sul set.

Si tratta propriamente di un film horror, ma di carattere lynchiano, ansiogeno (come tutti, chi più chi meno) enigmatico e minimalista, divenuto un cult. Eraserhead - La mente che cancella racconta la storia di un giovane uomo tranquillo (Jack Nance) che vive in una desolata area industriale, la cui fidanzata partorisce un bambino mutante. Lynch racconterà di Eraserhead - La mente che cancella come del suo Scandalo a Filadelfia (un film degli anni quaranta di George Cukor, con Katharine Hepburn e Cary Grant), spiegando che riflette le paure e i pericoli che ha incontrato studiando e vivendo a Filadelfia[11]. Il film racconta inoltre indirettamente dell'ansia e della paura del regista nei confronti della paternità, personificate entrambe nel bizzarro neonato. Lynch si sottrarrà spesso alle domande sulla realizzazione del bambino,che secondo una leggenda di lunga data, pare sia stato creato mediante un feto di mucca imbalsamato.[senza fonte]

Il film viene inizialmente giudicato impossibile da distribuire, ma grazie all'aiuto del distributore Ben Barenholtz viene proiettato negli spettacoli di mezzanotte per i successivi dieci anni. Eraserhead - La mente che cancella ottiene un sorprendente successo di critica, che lancia Lynch come rappresentante dell'avanguardia cinematografica postindustriale. La realizzazione di Eraserhead - La mente che cancella crea già una profonda unione nel gruppo di attori e tecnici che vi hanno partecipato e che continuerà a lavorare con Lynch negli anni successivi, in particolare l'operatore Frederick Elmes, il tecnico del suono Alan Splet e l'attore Jack Nance.

The Elephant Man, Dune e Velluto blu[modifica | modifica sorgente]

Per il film The Elephant Man Lynch, Christopher De Vore, Eric Bergren, il produttore Jonathan Sanger e Stuart Cornfeld, assistente di Mel Brooks, sperano di ottenere finanziamenti dagli studios, che invece rifiutano uno dopo l'altro. Stuart Cornfeld fa leggere la sceneggiatura a Brooks, che chiede preliminarmente di vedere il film Eraserhead - La mente che cancella. Il film sembra interessargli molto e Brooks decide quindi di ingaggiare Lynch per dirigere, nel 1980, questo biopic basato sulla storia di Joseph Merrick, uomo affetto da terribili deformità congenite, vissuto in epoca vittoriana. La pellicola riceve ben 8 nomination al Premio Oscar, incluse miglior regia e migliore sceneggiatura, rivelandosi un grandissimo successo di critica e di pubblico, lanciando Lynch nell'olimpo dei giovani registi più promettenti della nuova decade.

Dopo il grande successo di The Elephant Man (Il film ad oggi con il maggior incasso nella carriera di Lynch), nel 1984 il regista accetta di girare l'adattamento cinematografico del romanzo di fantascienza Dune di Frank Herbert, per conto del produttore italiano Dino De Laurentiis. Nonostante De Laurentiis speri di produrre un kolossal che ottenga grossi incassi, Dune è un fiasco sia al botteghino che per la critica: costato 45 milioni di dollari ne recupererà soltanto 27,4[12]. Il montaggio del film è alterato da numerosi tagli e la versione cinematografica di 137 minuti viene ottenuta tagliando la versione originale di Lynch della durata di tre ore e mezzo,[13] tanto da renderne la trama quasi incomprensibile. Anni dopo lo studio di produzione rilascerà una versione allungata per la televisione, reinserendo alcune scene girate da Lynch e inizialmente eliminate. In ogni caso, questa seconda riedizione continuerà a non essere il film ideato da Lynch, ma sarà nient'altro che un'altra versione, tagliata dai produttori nel tentativo di rendere più comprensibile la trama. Lynch si opporrà a questa operazione e non riconoscerà come propria tale versione estesa, che riporta quindi accreditato come regista Allen Smithee (uno pseudonimo utilizzato da vari registi quando non concordano con l'intervento della produzione sul loro lavoro). L'esperienza di Dune è un trauma per Lynch, che non appena si era reso conto di non avere il controllo sul montaggio aveva perso ogni entusiasmo per la realizzazione. Da allora pretenderà il final cut da tutti i produttori con cui lavorerà. In questo periodo, Lynch riprende la propria attività di pittore e si dedica alla fotografia, realizzando una serie di paesaggi industriali.

Il secondo progetto di Lynch finanziato da De Laurentiis è Velluto blu del 1986, la storia di uno studente del college (Kyle MacLachlan, già protagonista di Dune) che indaga su un orecchio mozzato che ha trovato in un campo. Da sottolineare nel film le performance di Isabella Rossellini nel ruolo di una tormentata cantante di club e di Dennis Hopper nei panni di un gangster crudele e sociopatico. Velluto blu ha un buon successo di critica e vale a Lynch la seconda nomination all'Oscar come miglior regista. Il film mostra diversi elementi comuni alle sue opere: una donna in pericolo, il lato oscuro e nascosto di una piccola città e l'uso di canzoni d'epoca, come Blue Velvet di Bobby Vinton e In Dreams di Roy Orbison. Si tratta anche dell'opera che sancisce l'inizio del sodalizio del regista con il compositore Angelo Badalamenti, che continuerà in tutti i suoi successivi lungometraggi e in alcuni dischi, realizzati insieme. Grazie alla collaborazione con Badalamenti, l'utilizzo particolare del suono e della colonna sonora diventano un altro marchio di fabbrica dello stile lynchiano. Un altro incontro importante è quello con Mary Sweeney, assistente per Velluto blu e poi montatrice e produttrice di molti dei lavori successivi.

David Lynch agli Emmy Awards 1990

Twin Peaks, Cuore selvaggio, Industrial Symphony, Fuoco cammina con me e Hotel Room[modifica | modifica sorgente]

Alla fine degli anni ottanta, l'incontro con il produttore televisivo Mark Frost dà l'avvio ad un progetto sulla vita di Marilyn Monroe, che dovrebbe intitolarsi The Goddess, come la biografia da cui prende spunto: il film non vedrà mai la luce, visto che l'interesse del regista si sposta verso la serie televisiva Twin Peaks, che prende nome da una piccola città in cui accadono vicende strane e inquietanti. La serie è incentrata sulle indagini dell'agente dell'FBI Dale Cooper, interpretato ancora una volta da Kyle MacLachlan, riguardo alla morte di Laura Palmer, una studentessa delle scuole superiori, indagine che finirà per rivelare i segreti dei numerosi abitanti del luogo. Lynch dirige sei episodi della serie incluso l'episodio pilota, ne scrive diversi e appare in alcuni come attore, nei panni dell'agente FBI Gordon Cole.

La serie debutta sulla ABC l'8 aprile 1990[14] e passa da culto a fenomeno popolare. Nessun altro progetto di Lynch raggiungerà un tale successo di pubblico. Alcune frasi del telefilm diventano dei tormentoni di uso comune e diverse parodie dei personaggi appaiono nel Saturday Night Live e ne I Simpson. A Lynch viene anche dedicata una copertina del TIME grazie all'enorme successo della serie.

Nonostante il successo, Lynch entra in contrasto con la ABC su diverse questioni, in particolare sull'eventualità di rivelare o meno l'identità dell'assassino di Laura Palmer. La rete insiste nel volerne rivelare il nome durante la seconda serie, mentre Lynch vuole che il mistero resti tale fino alla fine. Presto perde quindi entusiasmo nei confronti della serie e dopo aver girato il pilota lascia tutto per dedicarsi alla realizzazione del film Cuore selvaggio.

Basato sul romanzo omonimo di Barry Gifford, Cuore selvaggio viene interpretato da Nicolas Cage e Laura Dern e si pone a metà tra una crime story e un road movie. Il film vince la Palma d'oro al Festival del cinema di Cannes[15], ma riceve una risposta molto modesta dalla critica e dal pubblico statunitensi. A quanto si dirà, molte persone del pubblico che assistettero alle proiezioni di prova abbandonarono la sala a causa di alcune scene molto violente, poi eliminate nel montaggio finale[16].

Il collegamento mancante tra Twin Peaks e Cuore selvaggio è Industrial Symphony No. 1: The Dream of the Broken Hearted. Viene presentato a teatro alla Brooklyn Academy of Music di New York il 10 novembre 1989 in occasione del New Wave Music Festival. Industrial Symphony No. 1 è un'altra collaborazione tra Lynch e Angelo Badalamenti. La colonna sonora contiene dieci canzoni di Julee Cruise. Lynch descriverà questo spettacolo musicale come "effetti sonori e musica e... azione sul palco. Ed ha qualcosa a che fare con, uhm, una relazione che finisce"[17]. Nel 1990 verrà prodotto un video di 50 minuti della performance, mai pubblicato in Italia.

Nel frattempo, Twin Peaks soffre di diverse interruzioni della programmazione nei palinsesti televisivi, per essere infine cancellata nel 1991. Lynch scrive dunque un prequel della serie, sugli ultimi sette giorni di vita di Laura Palmer. Il film, Fuoco cammina con me, girato nel 1992, si rivela un flop sia negli Stati Uniti che in Europa e riceve le peggiori critiche della carriera di Lynch. Nonostante ciò ottiene successo in Giappone e risulta comunque uno dei suoi film più rappresentativi. Nel film recita una breve parte anche il celebre cantante britannico David Bowie.

Nel 1992, Lynch e Mark Frost scrivono e dirigono diversi episodi della serie televisiva On the Air sempre per la ABC. Dei 7 episodi girati, solo 3 vengono trasmessi dalla rete. Sempre in questo periodo Lynch produce, sempre con Frost, e dirige la serie documentaristica American Chronicles. Il suo successivo progetto, dello stesso anno, sarà di basso profilo: dirige due dei tre episodi della miniserie della HBO Hotel Room su avvenimenti accaduti a distanza di decadi nella stessa camera d'albergo. Probabilmente è da quest'ultima esperienza che provengono le prime suggestioni per il film successivo, Strade perdute.[senza fonte]

Strade perdute, Una storia vera, Mulholland Drive, Inland Empire[modifica | modifica sorgente]

Lynch ad una conferenza a Washington D.C., gennaio 2007

Nel 1997 Lynch dirige Strade perdute, scritto assieme a Barry Gifford, autore anche del romanzo da cui il film è tratto, interpretato da Bill Pullman e Patricia Arquette. Il film è un noir non-lineare, la cui struttura narrativa è stata spesso paragonata a quella del Nastro di Möbius. Riceve scarso successo di pubblico e recensioni contrastanti tra la critica, benché sia ben presto diventato un cult e sia stato rivalutato su vasta scala da tutti i critici.

Nel 1999, Lynch sorprende fan e critica con Una storia vera, scritto da Mary Sweeney. Il film, prodotto dalla Disney, racconta la storia realmente accaduta di Alvin Straight, interpretato da Richard Farnsworth, un anziano dell'Iowa che percorre 600 km su di un tagliaerba a motore per raggiungere il fratello malato con cui aveva rotto i rapporti anni prima. Il film, dallo stile e tematiche completamente diversi dalle sue precedenti produzioni, riceve critiche entusiastiche.

Lo stesso anno, Lynch contatta di nuovo la ABC con un'idea per una serie tv. La rete dà il via libera per le riprese di un episodio pilota di due ore dal titolo Mulholland Drive, ma rimane insoddisfatta del contenuto, lasciando in sospeso il progetto a tempo indeterminato. Grazie a 7 milioni di dollari finanziati dal grande distributore francese Canal Plus,[18] Lynch termina il pilota e lo trasforma in un film autoconclusivo. Mulholland Drive è un enigma che si svolge nel lato oscuro della grande Los Angeles ed è interpretato da Naomi Watts, Laura Harring e Justin Theroux. L'opera vale a Lynch la Palma d'oro come miglior regia al Festival del cinema di Cannes, il premio come miglior regista della New York Film Critics Association e la sua terza nomination al Premio Oscar come miglior regista.

Nel 2002, Lynch realizza per i suoi fan una sitcom surreale di 8 episodi impersonata da conigli dal titolo Rabbits, distribuita attraverso il suo sito ufficiale. Più tardi gira diversi esperimenti in Digital Video (DV), come il corto in stile thriller Darkened Room.

Nel 2005, Lynch crea una serie di corti online dal titolo Dumb Land. Si tratta di 8 episodi volutamente crudi nei contenuti e nella realizzazione inizialmente disponibili solo sul suo sito ufficiale e successivamente pubblicati in DVD.

A partire dal 2005 David Lynch lavora al suo nuovo film, Inland Empire - L'impero della mente, interpretato da Laura Dern, Harry Dean Stanton, Justin Theroux e Jeremy Irons: è girato in parte a Los Angeles e in parte in Polonia, interamente in digitale. Lynch lo descrive come "un mistero su una donna in pericolo", senza voler rivelare altri particolari. Secondo il regista si tratta di un nuovo esperimento girato senza la presenza di un copione, costruendo le scene una dopo l'altra in base alle precedenti. Presentato ufficialmente alla 63ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia il 6 settembre 2006, serata durante la quale il regista riceve il Leone d'Oro alla carriera, esce nelle sale degli Stati Uniti a dicembre 2006 e nelle sale italiane il 9 febbraio 2007.

Premi ed onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Lynch ha vinto due volte il Premio César per il miglior film straniero ed è stato presidente della giuria al Festival di Cannes 2002, dove era stato già premiato nel 1990 con la Palma d'oro come miglior film per Cuore selvaggio e nel 2001 con la Palma d'oro come miglior regia per Mulholland Drive. È stato nominato Cavaliere della Legion d'Onore in occasione del Festival di Cannes del 2002[19], e nel 2007 è stato promosso a Officier dal presidente Sarkozy.[20]

È stato nominato tre volte all'Oscar al miglior regista (per The Elephant Man, Velluto blu e Mulholland Drive), senza mai vincerlo.

Nel 2006 ha ricevuto il Leone d'Oro alla carriera.[7]

Velluto blu, Una storia vera e Mulholland Dr. vengono inseriti nella lista del New York Times "The Best 1,000 Movies Ever Made".[21]

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

I genitori di Lynch si chiamano Donald e Sunny; il regista ha due fratelli di nome John e Margaret.

Lynch è stato sposato quattro volte:

Meditazione trascendentale[modifica | modifica sorgente]

Nel dicembre del 2005, Lynch ha raccontato al Washington Post che esercita da 32 anni la meditazione trascendentale due volte al giorno, per 20 minuti.[23]

Ha istituito la David Lynch Foundation For Consciousness-Based Education and Peace per raccogliere fondi per la diffusione della meditazione trascendentale e a partire dal settembre 2005 promuove questa tecnica di meditazione con una serie di conferenze nei campus americani.[23] Un video in streaming di una di queste conferenze è disponibile sul sito della sua fondazione. Lynch sta lavorando alla creazione di sette "fabbriche della pace", ognuna con 8000 insegnanti delle tecniche avanzate di meditazione trascendentale. Ha stimato che il costo di questa operazione sia di 7 miliardi di dollari; al 2005 ha investito personalmente 400.000 $ e ha raccolto 1 milione di dollari in donazioni individuali e da parte di associazioni.[23] In Italia lancia il suo primo progetto "Scuola senza stress" iniziando con la sperimentazione in due scuole catanesi.

Altre attività[modifica | modifica sorgente]

Lynch ha parlato del pittore Francis Bacon come "il migliore, il pittore numero uno, un eroe". Attualmente crea ancora nuove installazioni d'arte, dipinti e fotografie. Nel tempo libero progetta e costruisce mobili di legno, dichiara di aver imparato per merito del padre che aveva un laboratorio e anche di voler imparare a lavorare il metallo. Lynch è stato anche l'autore di una striscia umoristica dal titolo The Angriest Dog in the World.

Ha scritto anche alcuni libri, nel 1991 assieme a Mark Frost e Richard Saul Wurman ha scritto il libro Welcome to Twin Peaks.

Lynch si diletta anche nella composizione musicale sperimentale assieme ad alcuni compositori, ha realizzato alcune esibizioni live ed alcuni dischi.

Ha ideato la mostra The air is on fire[24], ospitata presso la Fondation Cartier pour l'art contemporain di Parigi nel 2007. La suddetta mostra è stata successivamente trasferita presso la Triennale di Milano (9 ottobre 2007 - 13 gennaio 2008); in tale occasione è stata arricchita di un'opera d'arte a muro. [senza fonte] Alla mostra sono stati esposti i suoi schizzi su carta, su tovaglioli di carta e su scatole di fiammiferi; i suoi dipinti che si sviluppano anche in tre dimensioni, le sue fotografie sul nudo, con immagini ritoccate al computer fino al punto di renderle inverosimili. Per l'occasione Lynch ha anche progettato un salotto tridimensionale in misure verosimili a quelle di un salotto reale, come se si trattasse di un pezzo del set di un suo film. Alla mostra è stato anche possibile visionare, in un piccolo cinema dall'aspetto teatrale (ricostruzione perfetta del piccolo teatro filmato in Eraserhead - La mente che cancella, lampadine comprese), le sue pellicole sperimentali, oltre ai primi cortometraggi[25]. La mostra The Air is on fire è stata inoltre occasione per dare avvio ad una collaborazione artistica con Christian Louboutin; in questa sede infatti Lynch ha riproposto in chiave totemica i famosi souliers dello stilista francese dalla suola rossa e tacco vertiginoso[26].

Dall’intensa collaborazione tra Lynch e Louboutin è nata la mostra Fetish, un’ intrigante esposizione fotografica ospitata presso la Galerie du Passage a Parigi dal 20 settembre al 20 ottobre 2007. Le 26 fotografie immortalano dei souliers-sculture feticisti all’interno di un’ambientazione visionaria e spettrale[26].

Lynch ha anche progettato davidlynch.com, un sito a pagamento riservato ai membri registrati dove pubblica cortometraggi, interviste ed altre produzioni. Il sito ospita giornalmente una rubrica sulle condizioni del tempo, dove Lynch dà una breve descrizione delle condizioni climatiche di Los Angeles, città dove vive attualmente.

Il video musicale della canzone "Shot in the Back of the Head" di Moby è stato rilasciato il 14 aprile 2009 su Pitchfork.tv. Regista e autore del video in animazione è stato lo stesso Lynch.

Il video musicale della canzone "Crazy Clown Time" dell'omonimo album di David Lynch è stato rilasciato il 3 aprile 2012 su youtube. Regista e autore del video è lo stesso Lynch[27].

L'8 novembre 2011 esce il suo primo album da cantante e musicista: Crazy Clown Time.[28]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • L'episodio di Strade perdute, dello sconosciuto che suona al citofono e dice la frase: «Dick Laurent è morto» è un episodio reale, capitato a casa di Lynch e, tra l'altro, il regista ha deciso di creare l'abitazione di Madison in modo che assomigliasse alla propria (Fonte: il libro di Roberto Manzocco intitolato "Twin Peaks, David Lynch e la filosofia - pag.122, nota 3)
  • Il suo numero preferito è il 7 (Fonte "Un'introduzione a Lynch", documentario contenuto negli extra di Twin Peaks)
  • Alcuni dei mobili dei suoi film, come per Strade perdute, sono di sua progettazione e costruzione.
  • Ha avuto una relazione con Isabella Rossellini.
  • È molto amico del compositore Angelo Badalamenti, il quale ha curato la colonna sonora di numerosi suoi film.
  • Ha sempre avuto il sogno di diventare psichiatra.[16]
  • Da piccolo amava giocare con i suoi fratelli ed i suoi pupazzi Woody Woodpecker, Chucko, Buster, Peter, Bob e Dan.
  • Lynch è un grande amante del caffè.
  • La sua casa è composta da 12 stanze.
  • Six Figures Getting Sick (Six Times) è stato girato al dodicesimo piano di un vecchio edificio che la scuola aveva messo a disposizione per lui.
  • Lynch è nato lo stesso giorno in un anno diverso di Federico Fellini.
  • Nonostante la sua attenzione quasi esclusiva su scenari americani, Lynch ha trovato un larghissimo pubblico in Francia; Inland Empire - L'impero della mente, Mulholland Drive, Strade perdute e Fuoco cammina con me sono stati tutti realizzati grazie a studi di produzione francesi.
  • Lynch è notoriamente evasivo alle domande delle interviste. Rifiuta spesso di discutere i dettagli dei soggetti o il "vero significato" dei suoi film, preferendo lasciar spazio alle interpretazioni del pubblico. Nessuno dei suoi film pubblicati su DVD contiene una sua traccia audio di commento al film. Inoltre alcuni DVD non contengono neppure una suddivisione in capitoli, poiché è convinto che un film deve essere visto dall'inizio alla fine senza interruzioni o distrazione.
  • Alcune immagini o stili visivi sono marchio di fabbrica dei film di Lynch. Tra queste immagini c'è fumo, fuoco, elettricità e luci artificiali (spesso rotte o lampeggianti), deformità, strade notturne, motel, cani, fast food, tende rosse, il colore blu, figure femminili angeliche e inquadrature molto ravvicinate.
  • All'interno della serie I segreti di Twin Peaks, così come in diversi film di Lynch, compare spesso la figura del cervo: cervi morti, teste di cervo, corna di cervo.
  • George Lucas, un fan di Eraserhead - La mente che cancella, propose a Lynch di dirigere Il ritorno dello Jedi, ma egli rifiutò.
  • Il compositore minimalista Stefano Ianne ha dedicato il brano Usignolo, contenuto nella prima opera "Variabili Armoniche" (Rai Trade 2006) e registrato con orchestra sinfonica diretta da Valter Sivilotti, a David Lynch. Nel 2005 l'incontro tra i due con la presentazione al regista del brano in anteprima a margine della conferenza stampa per il Leone d'Oro alla carriera.
  • L'abitudine di rappresentare donne identiche ma con capelli di colore contrastante e personalità inverse è frequente nel lavoro di Lynch. Alcuni esempi di questa tendenza sono: i ruoli di Sheryl Lee in Twin Peaks, Patricia Arquette in Strade perdute e di Naomi Watts e Laura Elena Harring in Mulholland Drive.[29]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere della Legion d'Onore

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Regista[modifica | modifica sorgente]

Lungometraggi
Cortometraggi
Televisione
Spettacoli teatrali

Attore[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ David Lynch | Monografie | Ondacinema
  2. ^ David Lynch | MYmovies
  3. ^ http://www.rottentomatoes.com/celebrity/david_lynch/biography/
  4. ^ http://trovacinema.repubblica.it/attori-registi/david-lynch/180829
  5. ^ http://www.comingsoon.it/film/cuore-selvaggio/4642/scheda/
  6. ^ http://www.comingsoon.it/film/mulholland-drive/42701/scheda/
  7. ^ a b Le edizioni recenti: 2000-2009, labiennale.org. URL consultato il 10 marzo 2012.
  8. ^ Michela Moro, DAVID LINCH Inquiete visioni del pittore regista, Il Giornale, 8 ottobre 2007. URL consultato il 18 dicembre 2007.
  9. ^ Gea Politi e Ilaria Bombelli, LA MENTE CHE CANCELLA, Flash Art. URL consultato il 10 marzo 2012.
  10. ^ Chris Rodley (a cura di), Lynch secondo Lynch, Milano, Baldini&Castoldi, 1998, pp. 61-62, ISBN 978-88-8089-402-5.
  11. ^ (EN) Herman Weigel, David Lynch interview 1985, davidlynch.de. URL consultato il 18 dicembre 2007.
  12. ^ Box office / incassi per Dune (1984), Internet Movie Database. URL consultato il 18 dicembre 2007.
  13. ^ (EN) Alternate versions for Dune (1984), Internet Movie Database.
  14. ^ (EN) Twin Peaks (1990 - 1991), The Encyclopedia of Fantastic Film and Television.
  15. ^ (EN) Awards for Wild at Heart (1990), Internet Movie Database. URL consultato il 18 dicembre 2007.
  16. ^ a b DAVID LYNCH, il terrorista della normalità, laregiacomeperfezione.it.
  17. ^ (EN) About the film. URL consultato il 18 dicembre 2007 (archiviato dall'url originale il ).
  18. ^ Box office / incassi per Mulholland Drive (2001), Internet Movie Database. URL consultato il 18 dicembre 2007.
  19. ^ (EN) Lynch awarded Légion d'Honneur, The Guardian, 20 maggio 2002. URL consultato il 2 ottobre 2007.
  20. ^ (EN) David Lynch's French connections, connexionfrance.com, maggio 2010.
  21. ^ (EN) The Best 1,000 Movies Ever Made, New York Times. URL consultato il 27 marzo 2012.
  22. ^ (EN) Mrs. Tremond's Grandson (Character) from "Twin Peaks" (1990), Internet Movie Database. URL consultato il 10 marzo 2012.
  23. ^ a b c (EN) William Booth, Yogi Bearer, The Washington Post. URL consultato il 2 settembre 2007.
  24. ^ (EN) Sean O'Hagan, David Lynch: The Air is On Fire in theguardian.co.uk, 25 febbraio 2007. URL consultato il 22 luglio 2013.
  25. ^ David Lynch The Air is On Fire in Triennale di Milano. URL consultato il 22 luglio 2013.
  26. ^ a b Il fascino erotic-fetish del tacco in tgcom24.mediaset.it, 17 settembre 2007. URL consultato il 22 luglio 2013.
  27. ^ Il video musicale di David Lynch che vi farà sanguinare le orecchie
  28. ^ Nicola Bruno, David Lynch, buona la prima (musicale) in sky.it, 8 novembre 2011. URL consultato l'8 novembre 2011.
  29. ^ Roberto Manzocco, Twin Peaks. David Lynch e la filosofia., Milano, Udine, Mimesis, 2010, p. 127.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • David Lynch. Mulholland Drive, Luca Malavasi, Lindau (collana Universale film), 2008;
  • Interpretazione tra mondi. Il pensiero figurale di David Lynch, di Pierluigi Basso Fossali, ETS, 2006; seconda edizione riveduta, ampliata e aggiornata ETS, 2008
  • David Lynch a cura di Paolo Bertetto, Marsilio Editore, 2008
  • (EN) Lynch on Lynch, un libro di interviste a Lynch, svolte, trascritte e introdotte dal regista Chris Rodley (Faber & Faber Ltd., 1997, ISBN 0-571-19548-2; edizione aggiornata a Mulholland Dr. pubblicata da Farrar Straus & Giroux, 2005, ISBN 0-571-22018-5).
  • Lynch secondo Lynch, traduzione della prima edizione del sopra citato Lynch on Lynch di Chris Rodley (Baldini&Castoldi Ed., 1998, ISBN 88-8089-402-1).
  • (EN) The Complete Lynch di David Hughes (Virgin Virgin, 2002, ISBN 0-7535-0598-3)
  • In acque profonde, (Catching the Big Fish), collana Piccola Biblioteca Oscar Mondadori, traduzione di Michela Pistidda, Mondadori, 2006, ISBN 978-88-04-57480-4
  • David Lynch e il Grande Fratello, di Alessandro Agostinelli, Besa Editrice, 2011

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