Installazione (arte)
Per installazione si intende un genere di arte visiva sviluppatosi nella sua forma attuale a partire dagli anni settanta. L'installazione è un'opera d'arte in genere tridimensionale; comprende media, oggetti e forme espressive di qualsiasi tipo installati in un determinato ambiente. È imparentata a forme di arte come la scultura e la Land Art.
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Caratteristiche [modifica]
Una delle caratteristiche principali per definire un'opera d'arte installativa è il fatto che essa abbia come soggetto principale il fruitore. Tutto deve essere costruito per modificare o comunque sollecitare la percezione dello spettatore che diviene parte integrante del lavoro: senza il fruitore, l'opera d'arte installativa non esiste. Altrettanto essenziale è fattore dell'ambiente nel quale l'opera è integrata,[1] anche si possono concepire delle installazioni smontabili per rendere possibile la sistemazione in una sede non precisata.[2]
Esiste una differenza tra l'installazione come opera e l'installazione dell'opera, dove la prima espressione indica la tecnica dell'installazione per la produzione di un'opera d'arte nuova, mentre la seconda ci parla solo di come un'opera (pittura, scultura o video) sia sistemata nello spazio.
La nascita dell'installazione [modifica]
Le origini dell'installazione possono essere ricercate in opere e considerazioni dell'arte moderna nel senso classico, dunque nei suoi sviluppi durante la prima metà del XX secolo:
- Si pensi ai lavori dell'artista russo El Lissitzky e del tedesco Kurt Schwitters con il suo Merzbau: si tratta di una casa-studio trasformata con gli stessi materiali usati nelle sue opere.[3] Schwitters aveva tra l'altro sviluppato la tecnica del collage fino al punto di renderla tridimensionale integrando interi oggetti nell'opera e facendone quindi una specie di installazione in miniatura, detta assemblage; egli intendeva riunire le varie forme di espressione artistica in una sola opera d'arte.
- Un altro precedente fondamentale venne inoltre dal cosiddetto ready-made di Marcel Duchamp,[4] dal quale l'installazione ha preso la sua impronta tendenzialmente concettuale. L'artista lascia nei suoi scritti il progetto per quella che potrebbe essere considerata la prima installazione: Étant donnés o "dati 1 caduta d'acqua, dati 2 gas illuminante"[5] dove al pubblico viene richiesto di sbirciare attraverso i fori di una porta di un fienile per fruire l'opera.
La tendenza, da parte di questi artisti, ad usare materiali deliberatamente poveri o quotidiani si riscontra ripetutamente anche nell'installazione.[6]
L'installazione oggi [modifica]
Svilppatasi nella seconda metà del Novecento (anni sessanta e anni settanta), questa forma di arte si è notevolmente differenziata nel corso dei decenni, e che con il termine di installazione si possono oramai indicare opere d'arte assai diverse tra di loro. Questo è dovuto proprio alla natura piuttosto concettuale[7] e astratta dell'opera, la quale non è legata ad una particolare forma di tecnica o materiale, ma piuttosto a quello di installare un qualcosa in un determinato ambiente, il quale assume determinate caratteristiche. Dato che il video è uno dei media preferiti da diversi anni, questo tipo di espressione è spesso strettamente legato anche alla videoarte e prende in questi casi il nome di videoinstallazione.
Installazioni di prestigio vengono oggi regolarmente esposte alla Biennale di Venezia, alla documenta di Kassel e alla Tate Modern di Londra.[8]
Le installazioni-albero [modifica]
Da diversi anni si vanno sempre più diffondendo le installazioni su alberi: gli artisti appendono i loro elaborati ai rami degli alberi ed invitano il pubblico a contribuire all'arricchimento dell'installazione. [9] [10]
L’artista americana Yoko Ono ha recentemente presentato due famose installazioni di questo tipo al MoMA di New York e all’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington. [11]
Alcuni artisti [modifica]
Note [modifica]
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
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