Julie Andrews

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Julie Andrews
Julie Andrews a Sydney nel 2013
Julie Andrews a Sydney nel 2013
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Genere Musical
Periodo di attività 1947 – in attività
Strumento voce
Etichetta RCA
Columbia
Decca
Buena Vista
Fox Records
Warner Brothers
Philips
Walt Disney Records
Album pubblicati 36
Studio 31
Live 1
Raccolte 4
Sito web
Statuetta dell'Oscar Oscar alla miglior attrice 1965

Dame Julie Andrews, pseudonimo di Julia Elizabeth Wells (Walton-on-Thames, 1º ottobre 1935), è un'attrice, cantante, regista e scrittrice britannica.

Julie Andrews è considerata una leggenda vivente, vincitrice di tutti i maggiori premi del mondo dello spettacolo, fra cui un Oscar, cinque Golden Globe, due Emmy, tre Grammy, due BAFTA, un People's Choice Award, uno Screen Actors Guild, un David di Donatello, tre nomination al Tony (una rifiutata) e insignita dell'onorificenza di dama di commenda dell'Ordine dell'Impero Britannico e del Kennedy Center Honor. La Andrews ha una sua stella sull'Hollywood Walk of Fame, al 6901 dell'Hollywood Boulevard.[1]

Dotata di una portentosa voce di quattro ottave, è una bambina prodigio di successo nel circuito del music hall inglese degli anni quaranta.

Appena teen-ager fa il suo debutto a Broadway con The Boy Friend e, successivamente, è protagonista di classici del teatro musicale come My Fair Lady e Camelot.

A ventisette anni gira il suo primo film (che rimane il suo più celebre in Italia): Mary Poppins, al quale seguono altre pellicole di grande successo, come Tutti insieme appassionatamente, che la consacrano come l'attrice più pagata e richiesta degli anni sessanta.

Durante un periodo di declino nel cinema del decennio successivo incrementa le sue apparizioni televisive e dal vivo, e comincia la sua seconda carriera, quella di scrittrice per l'infanzia, nella quale è impegnata fino a oggi, con numerosi bestseller all'attivo e la propria collana presso la casa editrice Harper Collins.

Negli anni ottanta vive un revival cinematografico con film quali 10, S.O.B. e Victor/Victoria, girati dal secondo marito, il regista Blake Edwards.

Negli anni novanta torna a trionfare nel teatro musicale di Broadway ma nel 1997 un'operazione non riuscita alle corde vocali la priva della sua gloriosa voce di cantante.

Negli anni più recenti arriva un secondo revival cinematografico, grazie a commedie per famiglie come Pretty Princess e Principe azzurro cercasi, e blockbuster animati ai quali presta la propria voce, fra questi i sequel di Shrek e Cattivissimo me.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli anni quaranta: bambina prodigio[modifica | modifica sorgente]

Julie Andrews è figlia d'arte. Negli anni attorno alla seconda guerra mondiale, la madre e il patrigno sono un duo musicale di un certo successo nel circuito del vaudeville inglese. Julie fa il suo debutto negli spettacoli dei genitori a otto anni e, nel 1947, appena dodicenne, è già solista all'Hippodrome di Londra, nella rivista Starlight Roof. Dotata di una straordinaria voce lirica dall'estensione di quattro ottave, raggiunge subito un successo sensazionale e l'anno seguente canta, accanto a Danny Kaye, nella Royal Variety Performance, alla presenza della regina d'Inghilterra Elizabeth Bowes-Lyon (la futura Regina Madre) e della principessa Elisabetta (futura Regina Elisabetta II). Seguono diversi e duri anni di gavetta nel circuito del music hall britannico e alla radio che si estenderanno fino all'inizio degli anni cinquanta.[2]

Gli anni cinquanta: Broadway e i primi programmi televisivi[modifica | modifica sorgente]

Nel 1954, a soli diciotto anni, Julie Andrews approda a Broadway. Produttori statunitensi la scelgono per interpretare la protagonista nella versione americana del musical inglese The Boy Friend, di Sandy Wilson, il cui successo la fa diventare stella emergente del teatro americano.[3] L'anno seguente le viene affidato il ruolo principale in uno dei musical più celebri della storia: My Fair Lady, con Rex Harrison, per il quale vince la sua prima nomination al Tony Award.[4] Una seconda nomination arriva pochi anni dopo quando la Andrews interpreta la Regina Ginevra accanto al Re Artù di Richard Burton, in Camelot, il musical di Broadway preferito dal presidente John Fitzgerald Kennedy; fatto questo che fece valere alla sua amministrazione l'appellativo postumo di Camelot, appunto.[5]

Di questo periodo sono anche i primi due special televisivi di Julie Andrews: High Tor (1956), il primo film TV della storia, nel quale recita con Bing Crosby e Cinderella (1957), musical televisivo scritto apposta per lei dagli autori Richard Rodgers & Oscar Hammerstein II, per il quale Julie riceve la sua prima nomination al premio Emmy (107 milioni di telespettatori videro il film che fu trasmesso in diretta, un record imbattuto). I suoi successi sul piccolo schermo continueranno per tutto il decennio successivo con programmi passati alla storia della TV americana come Julie & Carol at Carnegie Hall (1962), nel quale, per la prima di numerose volte, appare accanto all'attrice comica Carol Burnett (il programma vince un Emmy e una Rosa d'Oro al Festival di Montreux).[6]

Nel 1959 Julie Andrews sposa lo scenografo e costumista Tony Walton (vincitore di un premio Oscar per All That Jazz - Lo spettacolo comincia, 3 premi Tony e un Emmy), dal quale avrà, nel 1962, la sua unica figlia: Emma Walton Hamilton (oggi autrice per l'infanzia, spesso in coppia con la madre). I coniugi divorziano nel 1967.

Gli anni sessanta: I blockbuster cinematografici[modifica | modifica sorgente]

All'inizio degli anni sessanta la Andrews non è ancora apparsa al cinema e dunque è sconosciuta al grande pubblico internazionale; per questo il produttore della versione cinematografica di My Fair Lady (Jack Warner, uno dei Warner Brothers) affida il ruolo creato da Julie Andrews sulle scene ad un'affermata superstar del cinema: Audrey Hepburn, facendola doppiare nel canto da un'interprete specializzata: Marni Nixon. Considerato uno dei casi di ingiustizia più clamorosi della storia di Hollywood, il fatto suscita aspre polemiche.

Julie Andrews nel trailer del film Mary Poppins (1964)

Pochi mesi dopo Walt Disney propone alla Andrews il ruolo di Mary Poppins, promettendole successo e popolarità di gran lunga superiori a quelli che le avrebbe regalato il film di Warner. Nel 1964 fa il suo debutto al cinema nella parte della governante volante per la quale ottiene diversi riconoscimenti, fra cui l'Oscar come miglior attrice protagonista (nello stesso anno la Hepburn non riceve nemmeno la nomination per My Fair Lady). Il film la lancia nell'empireo delle dive internazionali, e fa sì che Mary Poppins diventi un personaggio iconico, status che mantiene fino a oggi. Nel 2013 il film è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[7]

Nel 1965 interpreta il ruolo che segnerà la sua consacrazione al cinema: Maria, protagonista di Tutti insieme appassionatamente. Il musical, prodotto dalla 20th Century Fox e diretto da Robert Wise, vince cinque Academy Award tra cui quello per il miglior film (la Andrews guadagna la sua seconda nomination all'Oscar e il suo secondo Golden Globe) e rimane a tutt'oggi al terzo posto della classifica dei film più visti al cinema di tutti i tempi.[8] La sequenza iniziale, in cui Julie Andrews fa la giravolta sulle colline austriache, è considerata uno dei momenti più rappresentativi del cinema hollywoodiano. Alla televisione la pellicola detiene il primato di film più visto in assoluto ed è considerata il classico natalizio per antonomasia. In tempi più recenti ha inaugurato quello che è poi diventato il fenomeno dei Sing-a-Long: proiezioni speciali di musical durante le quali il pubblico viene incoraggiato a cantare le canzoni come in un Karaoke. Anche questo film è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry.[9]

Già nel 1964 Julie Andrews gira il primo di tanti film nei quali va contro l'immagine sdolcinata che le sue due pellicole più celebri le affibbiarono. Tempo di guerra, tempo d'amore, una commedia antimilitarista sceneggiata da Paddy Chayefsky, la vede impegnata in appassionate scene d'amore con James Garner. In Hawaii (1966) di George Roy Hill, dimostra notevoli doti di attrice drammatica nei panni della moglie vittima di un Max Von Sydow missionario di fine Ottocento.

Nel 1966 è l'attrice più pagata di Hollywood,[10] il suo nome è garanzia di successo al botteghino e per questo Alfred Hitchcock viene costretto dalla Universal Pictures a scritturarla, assieme a Paul Newman, per il thriller Il sipario strappato. Il film, non fra i migliori del maestro inglese, risulta uno dei suoi più grossi successi commerciali. Dell'anno seguente è Millie, pellicola con la quale Julie torna alla commedia musicale e il film è fra i maggiori campioni d'incassi di quell'anno. Tutti i suoi lavori fino a questo momento sono degli straordinari successi al botteghino americano e la Andrews sembra infallibile.

Nel 1968, però, Un giorno... di prima mattina, sfarzosa biografia musicale della diva degli anni trenta Gertrude Lawrence, si rivela un clamoroso fiasco.[11] I gusti del pubblico sono in veloce mutamento e film meno costosi come Easy Rider e Un uomo da marciapiede aprono la strada alla cinematografia più violenta degli anni settanta, mandando in agonia il musical cinematografico.[12]

Gli anni settanta e ottanta: I film con Blake Edwards[modifica | modifica sorgente]

Rock Hudson e Julie Andrews si baciano in Operazione Crêpes Suzette (1970)
La stella di Julie Andrews sull'Hollywood Walk of Fame

Nel 1969 Julie Andrews sposa in seconde nozze Blake Edwards, il regista statunitense già autore di classici quali Operazione sottoveste, Colazione da Tiffany e Hollywood party.[13] Da quel momento in poi - fino alla metà degli anni novanta, periodo in cui Edwards si ritira dalle scene - l'attrice lavora quasi esclusivamente con il marito. Il loro primo film insieme, Operazione Crêpes Suzette,[14] altro costoso musical, questa volta con Rock Hudson come co-protagonista, si rivela un fiasco commerciale di proporzioni catastrofiche. Il film mette fine alla carriera hollywoodiana della coppia che si ritira in Europa per occuparsi della famiglia (fra propri e adottati hanno cinque figli) e quindi lavorare più saltuariamente: lei in varietà televisivi e concerti dal vivo, lui con i seguiti della sua fortunata serie de La Pantera Rosa con protagonista Peter Sellers. In questi anni realizzano un solo film insieme, Il seme del tamarindo (1974), con Omar Sharif, che però poco contribuisce a ridar loro il vecchio successo.

Grazie al trionfo al botteghino dei film con Sellers, nel 1979 Edwards può realizzare la sceneggiatura che fino a pochi anni prima nessun produttore avrebbe toccato: in 10 il regista mette la propria moglie accanto a Dudley Moore e Bo Derek in una commedia sexy il cui esito strepitoso porta i due coniugi, per la prima volta nel loro sodalizio artistico, sulla cresta dell'onda.

La coppia realizza altri film di successo. Nel 1981 esce la commedia dissacratoria S.O.B. - son of bitch (con William Holden). È un film dagli accenti autobiografici, ispirato agli avvenimenti che causarono il tonfo al botteghino di Operazione Crêpes Suzette. Julie Andrews interpreta un'attrice di musical per famiglie che viene costretta dal marito/produttore a denudarsi in un film pornografico, mettendo in subbuglio una Hollywood ipocrita. Contraddistinto da uno humour graffiante, il film fa scalpore alla sua uscita in quanto in esso il personaggio della Andrews appare in topless, fa uso di stupefacenti e di un buon numero di parolacce.

Il loro film seguente è considerato il capolavoro del regista: in Victor/Victoria, Edwards affida alla moglie il ruolo più complesso, quello di una donna che finge di essere un gay che si esibisce come drag queen nella Parigi degli anni trenta. Il ruolo le vale numerosi riconoscimenti fra cui la sua terza nomination all'Oscar,[15] un Golden Globe e un David di Donatello come miglior attrice straniera. A questo seguono opere più agrodolci come I miei problemi con le donne (con Burt Reynolds, 1983) e Così è la vita (con Jack Lemmon, 1986).[16]

Edwards e la Andrews, nonni di sette nipoti, vivono, fino alla morte del regista avvenuta il 15 dicembre 2010,[17] fra le loro case di Malibù, New York e Gstaad in Svizzera.

Gli anni novanta: Il ritorno a Broadway e la perdita della voce[modifica | modifica sorgente]

L'ultima collaborazione fra marito e moglie risale al 1995, anno in cui Edwards dirige Julie Andrews nell'adattamento teatrale di Victor/Victoria. L'avvenimento costituisce il debutto in teatro del regista e il ritorno a Broadway della diva dopo un'assenza di 35 anni (poco tempo prima era tornata alle scene in Putting It Together di Stephen Sondheim ma su un palcoscenico dell'Off Broadway). Lo spettacolo è un grosso successo di pubblico, la critica è meno convinta. L'entusiasmo nei confronti della protagonista è unanime ma la regia lascia perplessi i più che la definiscono troppo cinematografica.[18] Quando vengono annunciate le nomination ai premi Tony, Victor/Victoria ne riceve solo una per la migliore attrice protagonista. Il fatto viene visto dalla compagnia come un attacco personale da parte del mondo del teatro newyorkese all'Edwards regista di Hollywood e Julie Andrews decide di compiere un atto fino a oggi unico nella storia del premio: durante una speciale conferenza stampa al termine di una replica, rifiuta la nomination (la sua terza); una decisione che finisce sulle prime pagine dei giornali di mezzo mondo. L'episodio non fa che dare maggiore pubblicità allo show che oramai è tutto esaurito per anni a venire. Il successo però viene improvvisamente interrotto da un evento drammatico: verso la fine del suo impegno nello spettacolo, nel 1997, Julie Andrews viene ricoverata in ospedale per quella che avrebbe dovuto essere una semplice operazione chirurgica alla gola (Liza Minnelli amichevolmente la sostituisce in Victor/Victoria).[19] Un errore durante l'operazione le lascia sulle corde vocali delle cicatrici permanenti che, con grande disperazione della stessa Andrews e dei suoi fans, la privano per sempre della sua straordinaria voce di cantante.[20] Una causa contro il chirurgo Scott Kessler[21] si conclude con un risarcimento all'attrice di 20 milioni di dollari.

Gli anni duemila e duemiladieci fino ad oggi: Eclettica Dama[modifica | modifica sorgente]

Di spirito indomito, la Andrews non soccombe di fronte all'avversità e si lancia in una serie di progetti che espandono il proprio talento e carriera.

Con la figlia Emma Walton Hamilton crea la Julie Andrews Collection per la casa editrice Harper Collins, pubblicando sia i propri libri per l'infanzia (una passione che coltiva dagli anni settanta, con ventinove titoli all'attivo,[22] fra cui numerosi best seller)[23] che quelli di scrittori emergenti. Nel 2008 esce la sua autobiografia: Home: A Memoir of My Early Years.[24]

Avendo già interpretato un paio di film senza il marito negli anni ottanta (Duet for One (1986), di Andrej Končalovskij, per esempio), Julie Andrews vive, all'inizio del nuovo millennio, un revival cinematografico, partecipando ad una serie di commedie leggere come Pretty Princess (2001) di Garry Marshall. Accanto ai film come attrice comincia l'attività di doppiatrice per film d'animazione, dando la propria voce a personaggi principali nei sequel di Shrek (2004, 2007, 2010) e Cattivissimo me (2010).

La sua carriera televisiva continua in diversi ambiti: come attrice nei due film di Walt Disney tratti dalla serie di libri per bambini Eloise (2003), come presentatrice di una serie di documentari sul teatro musicale americano per la PBS (che, nel 2005, le vale il suo secondo Emmy) e delle ultime edizioni del concerto di capodanno, trasmesso da Vienna (2009 - 2014).[25] Le sue apparizioni televisive recenti la vedono continuare il suo lavoro per diverse associazioni di beneficenza (attività nella quale è impegnata dagli anni settanta, avendo fondato l'agenzia di aiuti al Vietnam Operation USA ed essendo stata, negli anni novanta, ambasciatrice dell'UNIFEM).[26]

Nel 2005 debutta nella regia teatrale dirigendo una nuova edizione di The Boy Friend (il Musical che costituì il suo debutto a Broadway cinquanta anni prima)[27] e, nel 2012, l'adattamento del suo libro The Great American Mousical,[28] entrambi per la Goodspeed Opera House nel Connecticut.

Dopo appena un anno dalla disastrosa operazione alle corde vocali, la cantante comincia una serie di esperimenti canori e nel film Principe azzurro cercasi (2004) canta un'intera canzone per la prima volta dopo l'intervento chirurgico.[29] La gamma vocale è ben lontana dalle quattro ottave che la contraddistinguevano ma i risultati sono abbastanza gradevoli da culminare nel 2008 in un concerto dal vivo all'Hollywood Bowl, intitolato The Gift of Music, replicato nel 2010 alla O2 Arena di Londra.[30] Nel maggio 2013, Julie Andrews debutta in Australia e in Nuova Zelanda con la tournée dello spettacolo An Evening with Julie Andrews in cui, coadiuvata da proiezioni video e un mediatore, racconta la storia della sua vita.[31] Nel maggio 2014 porta questo stesso spettacolo in tournée in Inghilterra, presso alcune fra le maggiori arene di Birmingham, Liverpool, Londra, ecc.[32]

A questi anni appartengono anche alcuni fra i riconoscimenti più importanti ricevuti dall'attrice: nel 2000, a Buckingham Palace, riceve l'investitura di Dama di Commenda dell'Ordine dell'Impero Britannico dalla Regina Elisabetta II e nel 2001 il presidente degli Stati Uniti le conferisce la maggiore onorificenza insignita agli artisti dal suo paese, nell'annuale cerimonia dei Kennedy Center Honors. Nel 2011 vince due Grammy (uno alla carriera)[33] e riceve la Lincoln Medal per le arti dalla first lady Michelle Obama.[34]

Riferimenti nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Essendo Julie Andrews un'icona non solo cinematografica ma anche culturale (non tanto in Italia ma nei paesi anglosassoni con particolare forza) il suo personaggio è spesso citato o parodiato nella cultura popolare.

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Julie Andrews è menzionata in (o il suo nome è al centro di) diversi episodi delle seguenti serie televisive: Charlie's Angels, Dallas, Cuori senza età, Will & Grace, La tata, Frasier, Ally McBeal, NCIS - Unità anticrimine e Bones. Fra i casi recenti più celebri ci sono l'apparizione di una Mary Poppins animata nei Simpson e le tante citazioni nella serie Glee. Nell'episodio 4 della seconda stagione (andato in onda nel 2010), Chris Colfer ricrea, piuttosto fedelmente, il numero Le Jazz Hot tratto da Victor/Victoria; nella terza stagione Puck canta una versione rock di "The Rain in Spain" e nello special di Natale, Rachel, Kurt, Mercedes e Blaine cantano "My Favorite Things". Il personaggio Julie Andrews è al centro di film e serie televisive inglesi e americane inedite in Italia, come: Saturday Night Live, Gimme, Gimme, Gimme, Caroline in the City, The Vicar of Dibley, Von Trapped, Royal Pains e The Beautiful People. Innumerevoli sono gli spot pubblicitari che adoperano canzoni della Andrews come jingle.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Musica[modifica | modifica sorgente]

  • Il nome "Julie Andrews" è nelle lyrics delle canzoni Don't Call Me "Mama" Anymore, cantata da Mama Cass, e Happy Birthday Hollywood, di Kander & Ebb e cantata da Liza Minnelli.
  • Nel 1976, Freddie Mercury scrive e incide con i Queen la canzone The Millionaire Waltz; successivamente dirà che la frase «Bring out the charge of the love brigade, there's spring in the air once again» in essa contenuta è molto in stile Julie Andrews.
  • Nel 1981, Roger Taylor dei Queen produce e canta con Richard & Joey nella canzone Mel Smith's Greatest Hits, uno scherzoso omaggio ai dischi di Julie Andrews.
  • La versione della Andrews di My Favorite Things è stata una delle canzoni preferite di Michael Jackson.
  • Nel 1989 il gruppo inglese A Tribe of Toffs scrive la canzone Festive Frolics From Four Fellows il cui ritornello intona: "Yes, it's true: Julie Andrews we love you".
  • Nel 2003 il gruppo punk dei Neck pubblica la canzone Topless Mary Poppins.
  • Nel 2006 la cantante pop Gwen Stefani canta la canzone Wind it Up, scritta dal rapper Pharrell Williams. Il singolo, tratto dall'album The Sweet Escape, arriva nella top 20 in molti paesi. Il pezzo contiene sample campionati da The Lonely Goatherd cantata dalla Andrews in Tutti insieme appassionatamente.
  • Nel 2007 la band britpop The Down & Outs lancia il brano Julie Andrews.
  • Nel 2009 Dave Dark and the Sharks inseriscono nell'album di musica elettronica The Gazebo Effect, il brano Julie Andrews! (the Magic Words).
  • Nel 2010 la pop band JLS pubblica il singolo The Club is Alive, un omaggio a The Sound of Music.
  • Nel 2011 esce il primo album della Brooklyn Rundfunk Orkestrata, intitolato The Hills Are Alive e contenente i brani da Tutti insieme appassionatamente riarrangiati in chiave pop/rock/jazz.
  • Nel 2013 Diana Vickers canta My Favourite Things per lo spot debut della fraganza Our Moment dei One Direction.
  • Il 30 dicembre 2013 Annie Lennox ha postato sulla sua pagina Facebook che Feed the Birds, cantata dalla Andrews è una delle sue canzoni preferite.[35]

Arti visive[modifica | modifica sorgente]

Jules (così la chiamano amici e parenti) ha la distinzione di essere la personalità più ritratta dall'artista americano Al Hirschfeld (in cinquantadue disegni dal 1954 al 1997). Un ritratto celebre è quello del maestro Pietro Annigoni realizzato nel 1958. Un poster speciale, ritraente la Andrews e realizzato per la campagna pubblicitaria a New York del film Un giorno... di prima mattina, è considerato l'opera di Pop Art dalle dimensioni più grandi mai realizzata. Negli anni ottanta John Waters ha incluso in una sua mostra dei fotogrammi ritraenti l'attrice in Tutti insieme appassionatamente e Michael Evers l'ha ritratta in quattro sue opere. In anni più recenti l'artista d'avanguardia James Cauty ha messo Julie Andrews al centro di scene apocalittiche, in una serie di poster che hanno fatto scalpore e la fotografa Annie Leibovitz l'ha ritratta come regina delle fate per una campagna pubblicitaria della Disney. Altri ritratti recenti sono quelli di Toby Bluth e Claudio Dicochea (entrambi del 2009). Un disegno di Andy Warhol del 1956, intitolato "Julie Andrews Shoe" (ritraente una scarpa dell'attrice) è stato inserito da Dior sulle sue borse della collezione Autunno 2013.[36]

Altro[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1960 lo scrittore inglese Terence Hanbury White pubblica, in una raccolta, la poesia Julie Andrews, nella quale paragona l'attrice a Elena di Troia.
  • Nel maggio del 1992, al Chelsea Flower Show di Londra viene lanciata, alla presenza dell'attrice, una nuova varietà di rosa chiamata "Julie Andrews".
  • Nel 2001 il teatro di posa Numero 2 degli studi della Walt Disney in California viene ribattezzato "Julie Andrews Studio"
  • Nel 2005 l'attrice, che già è una Disney Legend, viene eletta madrina del cinquantesimo anniversario di Disneyland
  • Nel 2009 le maggiori testate di tutto il mondo pubblicano la notizia secondo la quale, dopo anni di ricerche, gli scienziati Steven Zeitels e Robert Langer, che da tempo oramai si occupano della voce dell'attrice, stanno testando un gel a base di glicole polietilenico che, se applicato a corde vocali danneggiate, le restaura.[37] Nel dicembre 2010 la CBS conferma che, dopo un paio di anni, Julie Andrews si sottoporrebbe ad un esperimento di Zeitels e Langer, diventando il primo essere umano su cui si tenta un'operazione tanto delicata quanto rivoluzionaria.[38] La cantante è presidente onorario dell'Institute of Laryngology and Voice Restoration, un dipartimento che si occupa di trovare fondi per la ricerca al Massachusetts General Hospital.[39]

Status di icona gay[modifica | modifica sorgente]

Da sempre l'immagine pubblica di Julie Andrews ha una valenza ambigua, essendo l'attrice sia un personaggio per famiglie che un'icona presso le comunità gay e lesbiche, soprattutto nel mondo anglosassone. La Andrews stessa ha commentato sul suo unico status dicendo: "Sono uno strano miscuglio: da un lato sono un'icona gay e, dall'altro, ricevo l'approvazione di nonne e genitori grati ch'io faccia da baby sitter ai loro piccoli. Non ho mai capito cosa renda qualcuno un'icona gay perché ce ne sono di tipi talmente diversi (...) ad ogni modo è una cosa che mi lusinga molto."[40]

Lo studioso australiano Brett Farmer, nel suo saggio del 2007, Julie Andrews Made Me Gay, rimarca come la posizione della cantante sia "... singolare in quanto è una delle poche dive che godono di uno stesso livello di popolarità presso il pubblico gay e quello delle lesbiche".[41] La Andrews è spesso citata come influenza formativa e pregna di significati nella narrativa sull'identità omosessuale, per esempio in The Queen's Throat: Opera, Homosexuality, and the Mystery of Desire,[42] Does Freddy Dance[43] e Widescreen Dreams: Growing Up Gay at the Movies.[44] Lo stesso dicasi dei film nati sulla scia del New Queer Cinema (Jeffrey (1995) e Beautiful thing (1996), per esempio) e nella drammaturgia omosessuale degli ultimi venti anni (Love! Valour! Compassion! di Terrence McNally e Hushabye Mountain di Jonathan Harvey, fra i tanti). Nel 2007, l'attrice è arrivata fra i primi posti in un sondaggio ufficiale che cercava di individuare le maggiori icone gay del ventunesimo secolo. Il 18 marzo 2011, nella trasmissione televisiva inglese The Wright Stuff, in cui si cercava di individuare il perché i musical siano talmente associati alla cultura omosessuale, si è discusso ampiamente del ruolo della Andrews come icona gay.[45] Nel novembre 2011 Rufus Wainwright ha raccontato scherzosamente in un'intervista di come le canzoni di Julie Andrews abbiano contribuito a farlo diventare omosessuale.

È interessante notare come il fascino della Andrews presso i gay sia da ritrovarsi tanto (se non di più) nei film che cementarono la sua immagine "zuccherosa", quanto in Victor/Victoria e gli altri suoi lavori di argomento dichiaratamente omosessuale. Recentemente eminenti autori di studi sulla sessualità nell'arte e nella cultura, come Stacy Wolf e Peter Kemp,[46] hanno proposto una diversa lettura dell'immagine proiettata dai suoi due film più famosi, interpretandola come una forza trasgressiva, sovversiva e rivoluzionaria, piuttosto che quella di una governante sdolcinata dedicata a mantenere lo status quo tradizionale. Secondo questa lettura gli spettatori gay si identificherebbero con una Mary Poppins indipendente, anarchica e contro ogni ordine prestabilito. Il libro di Stacy Wolf, A Problem Like Maria - Gender and Sexuality in the American Musical,[47] analizza lo stile inimitabile dell'attrice (il suo gusto per il camp tanto amato da una grossa porzione del pubblico gay) e dedica un intero capitolo a Tutti insieme appassionatamente, studiandolo da una prospettiva queer e femminista, facendo luce sulla sua importanza per le spettatrici lesbiche. Il film è da sempre amato dai gay e l'edizione Sing-a-Long è stata originariamente creata per il London's Gay and Lesbian Film Festival del 1999.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Negli anni settanta la voce registrata della Andrews è usata dalla British Airways sui propri aerei per dare il benvenuto ai passeggeri.
  • In una scena non inserita nel film La Pantera Rosa colpisce ancora l'attrice interpreta una corpulenta cameriera tedesca. Le risa incontrollate del protagonista Peter Sellers hanno reso la sequenza inutilizzabile.
  • Ne La Pantera Rosa sfida l'ispettore Clouseau Sellers, nei panni dell'imbranato ispettore francese del titolo, si reca in un locale gay per delle indagini, lì assiste all'esibizione di una drag queen che canta in playback la canzone di Henry Mancini Until You Love Me. La voce cantante appartiene alla Andrews.
  • Nel 1998, a Londra, l'attrice presta la propria voce (registrata) al pappagallo Polynesia (un robot ideato dal Jim Henson Creature Shop) nel musical Doctor Dolittle.
  • La voce che recita gli annunci al pubblico prima dell'inizio dello spettacolo Shrek the Musical, aperto a Broadway nel 2009 e nel West End nel 2011, è quella della Andrews.[48]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Attrice[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Film[modifica | modifica sorgente]

Doppiatrice[modifica | modifica sorgente]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica sorgente]

  • Maria Pia Di Meo in Mary Poppins, Tutti insieme appassionatamente, Hawaii, Il sipario strappato, Millie, Un giorno... di prima mattina, Il seme del tamarindo, S.O.B., Victor/Victoria, I miei problemi con le donne, Cin cin, Insieme per caso, L'acchiappadenti
  • Melina Martello in Pretty Princess, Eloise al Plaza, Eloise a Natale, Principe azzurro cercasi, Il gatto che guardò il re
  • Ada Maria Serra Zanetti in 10, E io mi gioco la bambina, Tutta colpa della neve
  • Valeria Valeri in Tempo di guerra, tempo d'amore, La fidanzata ideale
  • Manuela Andrei in Così è la vita
  • Gabriella Genta in Operazione Crêpes Suzette
  • Mirella Pace in L'ultimo abbraccio
  • Cristiana Lionello in Millie (ridoppiaggio)
  • Alessandra Korompay nel Muppet Show (ridoppiaggio)
  • Tina Centi in Mary Poppins (canto), Tutti insieme appassionatamente (canto)
  • Le gemelle Kessler in Un giorno... di prima mattina (solo per la canzone Star!)
  • Tiziana Avarista in Principe azzurro cercasi (solo per la canzone Un tocco d'arte - Your Crowning Glory)

Da doppiatrice è sostituita da:

Special e serie (selezione)[modifica | modifica sorgente]

  • Limelight (UK), (1952)
  • The Ed Sullivan Show, CBS (1956)
  • The Dinah Shore Chevy Show (con Chita Rivera), NBC (1958)
  • The Jack Benny Hour, CBS (1959)
  • The Julie Andrews Show (4 puntate), BBC (1959)
  • The Garry More Show (3 episodi con Carol Burnett), CBS May (1961)
  • The Broadway of Lerner and Loewe (con Maurice Chevalier, Robert Goulet, Richard Burton e Stanley Holloway), NBC (1962)
  • Julie and Carol at Carnegie Hall (con Carol Burnett; vincitore di un Emmy e una Rosa d'Oro al Montreux International Television Festival), CBS (1962)
  • The Andy Williams Show (con i fratelli Osmond), NBC (1964)
  • The Julie Andrews Show (con Gene Kelly e the New Christy Minstrels; vincitore di due Emmy), NBC (1965)
  • An Evening with Julie Andrews and Harry Belafonte, NBC (1969)
  • Julie and Carol at Lincoln Center (con Carol Burnett), CBS (1971)
  • Julie (diretto da Blake Edwards), ATV-ABC (1972)
  • The Julie Andrews Hour (serie di 24 puntate, vincitrice di sette Emmy, con diversi ospiti fra cui Mama Cass, James Stewart, Angela Lansbury, Sammy Davis Jr.) ATV-ABC (1972/73)
  • Julie on Sesame Street (con Perry Como e i Muppet), ATV-ABC (1973)
  • Julie's Christmas Special (con Peggy Lee e Peter Ustinov), ATV-ABC (1973)
  • Julie and Dick at Covent Garden (con Dick Van Dyke, prodotto e diretto da Blake Edwards), ATV-ABC (1974)
  • Julie and Jackie - How Sweet It Is (con Jackie Gleason), ATV-ABC (1974)
  • My Favourite Things (con Peter Sellers e i Muppet, prodotto e diretto da Blake Edwards), ATV-ABC (1975)
  • The Muppet Show, ATV (1978)
  • Julie Andrews - One Step Into Spring (con Miss Piggy, Leslie Uggams e Leo Sayer), CBS (1978)
  • Julie Andrews' Invitation to the Dance (con Rudolf Nureyev), CBS 1980, replicato nel (1981)
  • Mancini & Friends (presentato da Henry Mancini, con: Dudley Moore, Andy Williams e Johnny Mathis), PBS (1987)
  • Julie Andrews: The Sound of Christmas (con Placido Domingo e John Denver), ABC (1987)
  • Julie and Carol Together Again (con Carol Burnett), ABC (1989)
  • The British Academy (BAFTA) A Tribute To Julie Andrews, ITV (UK) (1989)
  • Julie! (5 episodi di una sitcom con James Farentino, diretta da Blake Edwards. Un sesto episodio è stato girato ma mai trasmesso, così come il pilota Millie, realizzato nello stesso anno sempre con Edwards alla regia), ABC (1992)
  • Christmas in Washington (altri ospiti Neil Diamond e Peabo Bryson, alla presenza del presidente George H. W. Bush e della first lady Barbara), NBC (1992)
  • Julie Andrews: Back on Broadway, PBS (1995)
  • The Kennedy Center Honors: A Celebration of the Performing Arts (cerimonia annuale alla presenza del presidente degli Stati Uniti. Altri vincitori oltre a Julie Andrews sono: Luciano Pavarotti, Jack Nicholson e Quincy Jones), CBS (2001)

Presentatrice (selezione)[modifica | modifica sorgente]

  • The 24th Annual Tony Awards (con Walter Matthau e Shirley MacLaine), NBC 1970
  • The Grand Opening of Walt Disney World (Julie canta When You Wish Upon a Star), NBC 1971
  • The Puzzle Children (con Bill Bixby; Julie canta la nuova canzone Something), PBS 19 ottobre 1976
  • The 38th Annual Tony Awards (con Robert Preston, Julie canta Send in the Clowns), NBC 1984
  • American Film Institute Salute to Jack Lemmon (distribuito anche in VHS), CBS 1988
  • The 17th Annual People's Choice Awards, 1991
  • The 45th annual Tony Awards (con Jeremy Irons, Julie canta un medley da My Fair Lady e Camelot), CBS 1991
  • Some Enchanted Evening (Julie canta due canzoni di Rodgers & Hammerstein), PBS 1995
  • Julie Andrews hosts the 30th Anniversary Broadcast of The Sound of Music, NBC 1995
  • The 51st Annual Tony Awards (presenta il premio per il miglior revival di un musical andato a Chicago), CBS 1997
  • The American Film Institute Salute to Robert Wise, NBC 1998
  • Hey Mr Producer! The Musical World of Cameron Mackintosh (distribuito anche in VHS e DVD), 1998
  • The 53rd Annual Tony Awards (con Carol Burnet), CBS 1999
  • My Favourite Broadway: The Leading Ladies (distribuito anche in VHS e DVD), 1999
  • My Favourite Broadway: The Love Songs (distribuito anche in VHS e DVD), 2000
  • The Nutcracker from the Royal Ballet, CBS 25 novembre 2001
  • The Wonderful World of Disney (con Michael Eisner), ABC 2002
  • The Kennedy Center Honors (per Carol Burnett, Julie canta I'm Glad We Had This Time Together), CBS 2003
  • Broadway: The American Musical (distribuito anche in DVD), PBS 2004
  • The 60th Annual Tony Awards, CBS 2006
  • The National Television Awards, ITV (UK) 2006
  • Il Concerto di Capodanno di Vienna, PBS 2009, 2010, 2012, 2013, 2014

Cerimonie degli Oscar[modifica | modifica sorgente]

  • 1964: Presentatrice del premio per il miglior film straniero a Federico Fellini per .
  • 1965: Vincitrice come miglior attrice per Mary Poppins.
  • 1966: Nominata come miglior attrice per Tutti insieme appassionatamente. Presentatrice del premio per il miglior attore a Lee Marvin per Cat Ballou. Accetta il premio per il miglior regista al posto dell'assente Robert Wise per Tutti insieme appassionatamente.
  • 1968: Presentatrice del premio per il miglior film a La calda notte dell'ispettore Tibbs. Angela Lansbury canta la sua Thoroughly Modern Millie, nominata come miglior canzone.
  • 1973: Co-presentatrice con George Stevens del premio per il miglior regista a Bob Fosse per Cabaret.
  • 1983: Nominata come miglior attrice per Victor/Victoria.
  • 1997: Presentatrice del premio alla carriera a Michael Kidd.
  • 2001: Presentatrice del premio alla carriera a Ernest Lehman.
  • 2003: Presentatrice del filmato sui numeri musicali delle cerimonie passate e partecipa alla parata di stelle.
  • 2004: È nel pubblico in qualità di moglie di Blake Edwards al quale Jim Carrey presenta il premio alla carriera.

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Julie Andrews comincia la sua carriera a otto anni, nei numeri di varietà della madre e del patrigno ma, dal momento che questi sono dei fuori programma, non esistono dettagli al riguardo. Il suo debutto ufficiale è quello da solista, a 12 anni, nella rivista Starlight Roof (1947). Seguono sette anni di gavetta nel circuito del music hall inglese, in giro per il paese (ben documentati ma non riportati qui), spesso accompagnata al piano dalla madre. Ad ogni natale è protagonista delle tradizionali "English pantomime" e nel 1954 fa il suo debutto a Broadway. Nonostante la sua folgorante carriera cinematografica e televisiva l'attrice non ha mai abbandonato il teatro, esibendosi in spettacoli e concerti per tutta la sua vita, fino all'agosto 2013.

Musical[modifica | modifica sorgente]

  • Mountain Fire (tournée dell'Inghilterra), 1954
  • The Boy Friend (Broadway), 1954
  • My Fair Lady (Broadway), 1956
  • My Fair Lady (Londra), 1958
  • Camelot (Broadway), 1960
  • Putting It Together (Off-Broadway), 1994
  • Victor/Victoria (Broadway), 1995
  • Doctor Dolittle (solo voce registrata; Londra), 1998
  • The Boy Friend (solo regia; Connecticut e tournée degli Stati Uniti), 2005
  • The Great American Mousical (solo regia e autrice del libro da cui è tratto lo spettacolo; Connecticut), 2012

Concerti (selezione)[modifica | modifica sorgente]

  • Christmas Carols, Londra (Royal Albert Hall), con André Previn e la London Symphony Orchestra - 4 dicembre 1973
  • An Evening with Julie Andrews, Londra (Palladium) - 9-29 giugno, 1976
  • Las Vegas (Caesar's Palace) - 12-18 agosto, 1976
  • Detroit (Pine Knob Music Theater), con Henry Mancini - 4 serate in agosto-settembre 1976
  • Los Angeles (Greek Theatre), con Henry Mancini - 11 settembre 1977
  • An Evening with Julie Andrews, Giappone - tournée 19 settembre-2 ottobre, (trasmesso alla TV giapponese), 1977
  • Sound of Mysen, Norvegia (trasmesso alla TV scandinava) - 26 agosto, 1978
  • Julie: Julie Andrews and the New American Orchestra, Hartford Civic Center (in beneficenza per il Greater Hartford Arts Council) - 23 maggio 1984.
  • Placido Domingo and Friends (Operation California) Universal Amphitheater, Los Angeles - 12 agosto 1986
  • An Evening with Julie Andrews, tournée degli USA: 29 ott-21 nov, 1987; 6-31 gen, 1988; 28 giu-19 lug, 1989
  • Julie Andrews in Concert at the Wiltern Theatre, (versione abbreviata del concerto della recente touenée, trasmesso alla TV americana PBS), Los Angeles - 1989
  • The Magic of Christmas, Londra (Royal Festival Hall), con André Previn e la London Symphony Orchestra, (trasmesso alla BBC Radio) - dicembre 1989
  • A benefit for Bay St Theatre, Sag Harbor (The Old Whaler's Church), piano e voce con Ian Fraser al piano - luglio 1992
  • The Sound of Orchestra, Giappone, con André Previn (trasmesso alla TV Giapponese) - 21 agosto 1993
  • Julie Andrews' The Gift of Music, tournée degli Stati Uniti: Louisville (11 luglio), Hollywood Bowl (18-19 luglio), Atlanta (2 agosto) e Philadelphia (7 agosto) - 2008
  • The Gift of Music - An Evening with Julie Andrews, Londra (O2 Arena) - 8 maggio 2010

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1947 Julie Andrews incide il suo primo disco: la Polonaise dall'opera Mignon. La sua carriera discografica continuerà, con fortune alterne, fino al 2009, con una discografia nutrita e composita che conta album, colonne sonore, dischi di Natale e audiolibri per un totale di più di cinquanta titoli, senza contare le tantissime riedizioni e compilation (solo una piccola selezione di queste viene elencata qui). La cantante è vincitrice di tre premi Grammy. Nota bene: L'ultimo disco di Julie Andrews ad essere distribuito esclusivamente su vinile è Love Julie del 1987. Il suo album a tiratura limitata del 1990 The Sounds of Christmas From Around the World è stato prodotto principalmente su vinile ma delle copie in CD furono realizzate. Il suo primo CD vero e proprio è stato lo studio cast album di The King & I del 1992, del quale furono prodotte anche delle copie in vinile. Tutte le sue produzioni seguenti sono esclusivamente su CD. Ad alcune edizioni in CD dei suoi vecchi LP sono stati aggiunti, come bonus track, inediti o rarità da programmi televisivi. Molti degli album di Julie Andrews fino al 1990 furono realizzati anche in audiocassetta.

Album[modifica | modifica sorgente]

  • The Lass with the Delicate Air, RCA 1957
  • Julie Andrews Sings, RCA 1958
  • Tell it Again (con Moondog), Angel 1958
  • Broadway's Fair Julie (ridistribuito nel 1972 con il titolo TV's Fair's Julie), Columbia 1962
  • Don't Go into the Lion's Cage Tonight (ridistribuito in seguito con il titolo Heartrendering Ballads and Raucous Ditties), Columbia 1962
  • A Christmas Treasure (con la conduzione di André Previn. Uscito solo in UK; distribuito per la prima volta negli Stati Uniti per la promozione dei Firestone Tire Stores and in parte riedito come Christmas with Julie Andrews), RCA 1967
  • A Little Bit in Love (riedizione di brani tratti da Broadway's Fair Julie e Don't Go Into the Lion's Cage Tonight), Harmony 1970
  • The World of Julie Andrews (nel Regno Unito The Best of Julie Andrews; riedizione di brani tratti da Broadway's Fair Julie, Don't Go Into the Lion's Cage Tonight e My Fair Lady - Londra), Columbia 1972
  • The Secret of Christmas (Uscito solo in UK; più tardi distribuito negli Stati Uniti in due versioni. In più è stato riedito diverse volte con differenti copertine e titoli come: Julie Andrews' Christmas Album e The Sound of Christmas), CBS 1973
  • Julie Andrews (riedizione di brani tratti da The Lass With Delicate Air e Julie Andrews Sings), RCA 1975
  • An Evening with Julie Andrews (concerto live in Giappone, uscito solo in quel paese e in Australia e non disponibile su CD), RCA 1977
  • Julie Andrews Signature Album (riedizione di brani da diversi album; un doppio set di vinili rossi a tiratura limitata), Franklin Mint 1978
  • Love Me Tender (distribuito negli Stati Uniti con quattro canzoni in meno che in UK. In Giappone e Australia con due canzoni extra. Non disponibile su CD), Peach River 1983
  • Love, Julie, USA Music Group 1987
  • The Sounds of Christmas from Around the World (edizione limitata), Hallmark 1990
  • Julie Andrews Broadway: The Music of Richard Rodgers, Philips 1994
  • Julie Andrews, Here I'll Stay: The Words of Alan Jay Lerner, Philips 1996

Colonne sonore cinematografiche, televisive e teatrali[modifica | modifica sorgente]

Le colonne sonore sono fra le incisioni di maggior successo della Andrews. Il Long playing di My Fair Lady è l'album che registra le maggiori vendite per ben due anni consecutivi (1957[49] e 1958).[50] Camelot è il più venduto del 1961[51] e Mary Poppins del 1965[52] (nel 2014 il disco sarà inserito nella Grammy Hall of Fame).[53] The Sound of Music rimane nella classifica americana più a lungo di qualunque altro album degli anni sessanta (toglie Help! dei Beatles dal primo posto), riceve la certificazione di disco d'oro più velocemente di qualunque colonna sonora della storia, è il primo disco in 8-track a vendere più di un milione di copie ed è anche il primo ad essere distribuito in Quadrophonic Sound. Quarantacinque anni dopo, si trova ancora nella top ten annuale dei classici in catalogo della RCA.

  • The Boy Friend, RCA Victor 1955
  • My Fair Lady - Broadway, Columbia 1956
  • High Tor, Decca 1956
  • Cinderella, Columbia 1957
  • Rose Marie (studio cast album), RCA 1958
  • My Fair Lady - London - stereo, Columbia 1959
  • Camelot, Columbia 1961
  • Julie & Carol at Carnegie Hall, Columbia 1962
  • Mary Poppins (tre Grammy per la migliore colonna sonora originale, per il miglior disco per bambini e per gli interpreti), Buena Vista 1964
  • The Sound of Music, RCA 1965
  • Thoroughly Modern Millie, Decca 1967
  • Star!, 20th Century Fox Records 1968
  • Darling Lili, RCA 1970
  • Julie & Carol at Lincoln Centre, Columbia 1971
  • The Pink Panther Strikes Again (accreditata come Ainsley Jarvis), United Artists 1976
  • 10, Warner Brothers 1979
  • Victor/Victoria, MGM/Polygram 1982
  • The King and I (studio cast album), Philips 1992
  • Putting it Together, RCA Victor 1994
  • Victor/Victoria (Broadway), Philips 1996
  • Doctor Dolittle, 1st Night Records 1998
  • Hey Mr Producer! (solo dialoghi), 1st Night Records 1998
  • My Favourite Broadway: The Leading Ladies (solo dialoghi), 1999
  • Relative Values (solo dialoghi), Silva Screen Records 2000
  • My Favourite Broadway: The Love Songs (solo dialoghi), 2000
  • The Princess Diaries 2: Royal Engagement (Julie Andrews canta con Raven "Your Crowning Glory"), Walt Disney Records 2004
  • Julie Andrews Selects Her Favourite Disney Songs (compilation di track originali dai film Disney selezionate dalla Andrews), Walt Disney Records 2005

Audiolibri e spoken word (selezione)[modifica | modifica sorgente]

  • The Story behind My Fair Lady as told by the original cast, Radiola MR-1122 (personality series No.13 - Release No. 122), 1959
  • Special Radio Programming Material: The Sound of Music (33 giri dalle dimensioni di un 45. Radio Show completo di un'intervista alla Andrews dell'inviato da Hollywood Dick Strout. Dal National Features Co, Hollywood, CA.), 1965
  • Julie Andrews Introduces The Happiest Sound In All The World (contiene anche stralci di canzoni), 20th Century Fox 1965
  • Mandy (2 audiocassette, edizione abbreviata) di e narrato da Julie (Andrews) Edwards, Dove Books - 1986
  • The Summer Friend: Special stories for special children di Mary Sheldon, narratori: Julie Andrews, Elliot Gould, Michael York e Mary Sheldon, Dove Books - 1996.
  • Mother Goose & More: A collection of stories with music, narratori: Julie Andrews e Peter Schickele (tutti i proventi devoluti all'UNIFEM) Classic Raps CR02D - 1999
  • Little Bo di e narrato da Julie Andrews Edwards, Hyperion - 2000
  • Simeon's Gift di e narrato da Julie Andrews Edwards, Harper Collins - 2003
  • The Little Gray Men di BB, narrato da Julie Andrews, Harper Collins - 2004
  • Home: A Memoir of My Early Years di e narrato da Julie Andrews (in un set di 11 CD dalla durata complessiva di 13 ore), Hyperion - 2008
  • Julie Andrews' Collection of Poems, Songs and Lullabies di e narrato da Julie Andrews ed Emma Walton Hamilton, con musica originale composta e suonata da Ian Fraser (libro con un CD contenente una selezione di 20 poesie), Little, Brown Young Readers - 2009
  • Julie Andrews' Collection of Poems, Songs and Lullabies di e narrato da Julie Andrews ed Emma Walton Hamilton, con musica originale composta e suonata da Ian Fraser (un set di due CD con l'intera collezione di poesie. Vincitore del premio per il miglior album di "spoken word" per l'infanzia ai Grammy 2011), Little, Brown Young Readers - 2009
  • Julie Andrews’ Treasury for All Seasons: Poems and Songs to Celebrate the Year di e narrato da Julie Andrews ed Emma Walton Hamilton (un set di due CD o download), Little, Brown Books for Young Young Readers - 2012

Singoli (selezione)[modifica | modifica sorgente]

Nota bene: I numerosi singoli tratti dagli album non vengono elencati. I seguenti sono solo quelli che contengono brani che prima delle edizioni su CD non erano disponibili in altro formato.

  • Polonaise dall'opera Mignon (78 giri su bachelite, uscito per la prima volta su CD nel 1999 nella compilation The Glory of the West End), Columbia UK 1947
  • Je Veux Vivre/Come to the Fair (78 giri su bachelite, uscito per la prima volta su CD nel 2007 nella compilation Once Upon a Time), Columbia UK 1948
  • Ah!Vous Dirai-Je Mama/The Wren (78 giri su bachelite, uscito per la prima volta su CD nel 2007 nella compilation Once Upon a Time), Columbia UK 1948
  • Jack and the Beanstalk/When We Grow Up (78 giri, uscito per la prima volta su CD nel 2007 nella compilation Once Upon a Time), His Master's Voice UK 1950
  • Tom Pillibi/Lazy Afternoon (uscito solo nel Regno Unito, non disponibile su CD. Disponibile per il downoad), Decca UK 1960
  • He Loves Me/Dear Friend (uscito solo nel Regno Unito e non disponibile su CD), CBS 1964
  • Firestone Christmas Carols Volume 4 (LP in cui Julie canta una nuova versione di “The Bells of Christmas”, “The Christmas Song (Chestnuts)” e “Rocking (Sweet Little Jesus Boy)”. Altri brani sono di Vic Damone, Dorothy Kirsten, James McCracken e The Young Americans. Arrangiamenti e conduzione di Irwin Kostal. Non disponibile su CD), Forrell & Thomas 1965
  • Star!/Someone to Watch Over Me (la canzone "Star!" in extended version, uscita come bonus track sul CD dell'album), 20th Century Fox Records 1968
  • The Show Must Go On (un CD single a tiratura limitata o la canzone disponibile per il download), 2006

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Julie Andrews ha scritto trentadue libri (trentuno per l'infanzia e un'autobiografia), da sola e con la figlia Emma Walton Hamilton, usando il proprio nome da sposata, nelle due varianti: Julie Edwards e Julie Andrews Edwards. Solo per l'autobiografia e nove libri recenti ha usato il proprio nome originario. Nel 2001 la Harper Collins di New York propone all'attrice di fondare la Julie Andrews Collection, una casa editrice con lo scopo di pubblicare non solo i libri scritti da lei ma anche quelli di nuovi autori a sua scelta, oltre a ristampare i suoi classici favoriti (queste ultime due categorie non sono elencate qui).

Libri scritti da Julie Andrews (selezione)[modifica | modifica sorgente]

  • Julie Edwards (Autrice). Joanna Westerman (Illustrazioni). Mandy. HarperTrophy, 1972
  • Julie Edwards. The Last of the Really Great Whangdoodles. Harper and Row, 1974
  • Julie Andrews Edwards (Autrice). Henry Cole (Illustrazioni). Little Bo: The Story of Bonnie Boadicea. Hyperion, 1999
  • Julie Andrews Edwards ed Emma Walton Hamilton (Autrici). Tony Walton (Illustrazioni). Dumpy the Dumptruck. Hyperion, 2000
  • Julie Andrews Edwards ed Emma Walton Hamilton (Autrici). Gennady Spirin (Illustrazioni). Simeon's Gift. Harper Collins 2003
  • Julie Andrews Edwards ed Emma Walton Hamilton (Autrici).Dragon: Hound of Honor. HarperTrophy, 2005
  • Julie Andrews Edwards ed Emma Walton Hamilton (Autrici). Tony Walton (Illustrazioni). The Great American Mousical. HarperTrophy, 2006
  • Julie Andrews Edwards ed Emma Walton Hamilton (Autrici). Thanks to You: Wisdom from Mother and Child. Harper Collins, 2007
  • Julie Andrews. Home: A Memoir of My Early Years. Hyperion, 2008
  • Julie Andrews ed Emma Walton Hamilton (Autrici). James McMullan (Illustrazioni). Julie Andrews' Collection of Poems, Songs and Lullabies. Little, Brown Books for Young Readers, 2009
  • Julie Andrews ed Emma Walton Hamilton (Autrici). Christine Davenier (Illustrazioni). The Very Fairy Princess. Little, Brown Books for Young Readers, 2010
  • Julie Andrews ed Emma Walton Hamilton (Autrici). Christine Davenier (Illustrazioni). The Very Fairy Princess: Teacher's Pet (Passport to Reading Level 1). Little, Brown Books for Young Young Readers, 2013

Libri su Julie Andrews[modifica | modifica sorgente]

  • Cottrell, John. The Unothorized Life Story of a Super Star: Julie Andrews (pubblicato l'anno seguente in Gran Bretagna dalla Mayflower Books con una differente copertina e il titolo: Julie Andrews: The English Girl Who Took Hollywood by Storm). New York: Dell Publishing Company, 1968
  • Windeler, Robert. Julie Andrews: A Biography. New York: Putnam, 1970
  • Libro fotografico Giapponese. Julie Andrews. Con testo in giapponese, 1975
  • Windeler, Robert. Julie Andrews: A Biography. New York: St Martin's Press, 1983 (seconda edizione aggiornata del suo libro del 1970)
  • Arnould, Francoise. Julie Andrews. Parigi: Favre (in francese), 1988
  • Spindle, Les. Julie Andrews, a Bio-Bibliography. New York: Greenwood Press, 1989
  • Arntz, James, and Wilson, Tom. Julie Andrews. Chicago: Contemporary Books, 1995
  • Windeler, Robert. Julie Andrews: A Life on Stage and Screen. New York: Birch Lane Pres, 1997 (terza edizione aggiornata del suo libro del 1970)
  • Secondo libro fotografico giapponese. Julie Andrews. Con testo in giapponese, 2004
  • Stirling, Richard. Julie Andrews, An Intimate Biography. London: Portrait, 2007
  • Tomaz Pires, Luìs. The Julie Andrews Scrapbook. Lisbona: Pires limited edition, 2009
  • Tomaz Pires, Luìs. The Julie Andrews Visual Encyclopedia. Lisbona: Pires limited edition, 2011

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Dama di Commenda dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Commenda dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 2000
Anno Premio Categoria Risultato Per
1955 Theatre World Award Rimarchevole debutto a Broadway Vincitrice The Boy Friend
1957 Tony Award Migliore attrice in un Musical Nomination My Fair Lady
1957 Emmy Award Miglior attrice Nomination Rodgers and Hammerstein's Cinderella (CBS)
1961 Tony Award Miglior attrice in un Musical Nomination Camelot
1964 Oscar Miglior attrice protagonista Vincitrice Mary Poppins
1964 Golden Globe Migliore attrice – Musical o Commedia Vincitrice Mary Poppins
1964 BAFTA Migliore nuova promessa Vincitrice Mary Poppins
1964 Laurel Awards Performance in un Musical, attrice Vincitrice Mary Poppins
1964 Grammy Awards Miglior album per l'infanzia Vincitrice Mary Poppins (Album)
1964–1965 Emmy Award Individual Achievements in Entertainment (Attori e Performer) Nomination The Andy Williams Show
1965 Oscar Migliore attrice protagonista Nomination Tutti insieme appassionatamente
1965 Golden Globe Migliore attrice – Musical o Commedia Vincitrice Tutti insieme appassionatamente
1965 BAFTA Migliore attrice britannica Nomination Tutti insieme appassionatamente
1965 Laurel Awards Miglior attrice in un Musical Vincitrice Tutti insieme appassionatamente
1966 BAFTA Migliore attrice britannica Nomination Tempo di guerra, tempo d'amore
1967 Golden Globe Migliore attrice – Musical o Commedia Nomination Millie
1967 Golden Globe Henrietta Award – World Film Favorite – Attrice Vincitrice
1967 Laurel Awards Miglior attrice - commedia Vincitrice Millie
1967 Laurel Awards Star femminile Vincitrice
1968 Golden Globe Miglior attrice – Musical o Commedia Nomination Un giorno... di prima mattina
1968 Golden Globe Henrietta Award – World Film Favorite – Attrice Vincitrice
1970 Golden Globe Miglior attrice – Musical o Commedia Nomination Operazione Crêpes Suzette
1972 Emmy Award Miglior Programma – Varietà o Musical – Varietà e Musica leggera Nomination Julie and Carol at Lincoln Center
1973 Golden Globe Miglior attrice – Musical/Commedia Nomination The Julie Andrews Hour
1973 Emmy Awards Migliore serie di Varietà Musicale Vincitrice The Julie Andrews Hour
1979 Golden Globe Migliore attrice – Musical o Commedia Nomination 10
1980–1981 Emmy Award Miglior programma per l'infanzia (Performer) Nomination Julie Andrews' Invitation to the Dance with Rudolph Nureyev (The CBS Festival of Lively Arts For Young People)
1982 Oscar Migliore attrice protagonista Nomination Victor/Victoria
1982 Golden Globe Migliore attrice – Musical o Commedia Vincitrice Victor/Victoria
1983 David di Donatello Migliore attrice straniera Vincitrice Victor/Victoria
1983 Hasty Pudding Theatricals Donna dell'anno Vincitrice
1983 People's Choice Award Film Acting Vincitrice
1986 Golden Globe Migliore attrice – Musical o Commedia Nomination Così è la vita
1986 Golden Globe Migliore attrice – Dramma Nomination Duet for One
1989 BAFTA Premio alla carriera Vincitrice
1995 Emmy Awards Migliore Performance in un programma di Varietà o Musicale Nomination The Sound of Julie Andrews
1996 Tony Award Migliore attrice protagonista in un Musical Nomination (rifiutata) Victor/Victoria
1996 Grammy Award Migliore performance vocale Pop Nomination "Broadway: The Music Of Richard Rodgers"
2001 Kennedy Center Honors Kennedy Center Honoree Vincitrice Massima onorificenza conferita agli artisti dagli Stati Uniti
2001 Society of Singers Premio alla carriera Vincitrice Society of Singers Life Achievement
2001 Donostia Award Premio alla carriera Vincitrice San Sebastian International Film Festival
2003 Emmy Awards Miglior attrice non protagonista, in una miniserie o film Nomination Eloise e il Natale
2005 Ella Award Premio alla carriera Vincitrice
2005 Emmy Awards Miglior serie di Nonfiction Vincitrice Broadway: The American Musical
2006 Screen Actors Guild Premio alla carriera Vincitrice
2009 UCLA George and Ira Gershwin Award Premio alla carriera Vincitrice
2009 16th Annual Women in Hollywood Tribute Premio alla carriera Vincitrice L'Oreal Paris Legend Award at ELLE magazine
2010 Grammy Awards Premio alla carriera Vincitrice
2010 Grammy Awards Miglior album di "spoken word" per l'infanzia Vincitrice Julie Andrews & Emma Walton Hamilton, Julie Andrews' Collection Of Poems, Songs, And Lullabies
2011 Lincoln Medal Premio alla carriera Vincitrice
2011 Princess Grace Awards Premio alla carriera Vincitrice

Fonte principale della tabella:[54]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ destinationhollywood.com
  2. ^ Cottrell, John. The Unothorized Life Story of a Super Star: Julie Andrews. New York: Dell Publishing Company, 1968
  3. ^ Ganzl, Kurt. Musicals. London: Carlton, 1995
  4. ^ Garebian, Keith. The Making of My Fair Lady. Toronto: ECW Press, 1980
  5. ^ Reeves, Richard. Portrait of Camelot: A Thousand Days in the Kennedy White House. Harry N. Abrams, Inc., 2010
  6. ^ Windeler, Robert. Julie Andrews: A Biography. New York: Putnam, 1970
  7. ^ Time
  8. ^ The Movie Times
  9. ^ Wilk, Max. The Making of the Sound of Music. New York: Routledge, Taylor & Francis Group, 2007
  10. ^ Bingham Dennis. Julie Andrews, Practically Too Perfect in Every Way. In New Constellations: Movie Stars of the 1960s (a cura di Pamela Robertson Wojcin). New Brunswick, N.J. e Londra: Rutgers University Press, 2012
  11. ^ Bingham, Dennis. Whose Lives Are They Anyway? The Biopic as Contemporary Film Genre. New Brunswick, N.J.: Rutgers, UP, 2010
  12. ^ Harris, Mark. Scenes From a Revolution: The Birth of the New Hollywood. New York: Penguin Press, Ltd, 2008
  13. ^ imdb
  14. ^ Canby, Vincent: "'Darling Lili' Sets the Stage for Pure Comedy of Roman Gestures", 24 luglio 1970, The New York Times
  15. ^ Oscars.org
  16. ^ Leheman, Peter & Luhr, William. Blake Edwards: Returning to the Scene - volume 2. Ohio University Press, 1989
  17. ^ Corriere della Sera
  18. ^ Canby, Vincent Julie Andrews is Back in Drag, in Drag, 26 ottobre 1995 New York Times
  19. ^ Brantley, Ben. "For Liza Minnelli, the Affection Of Her Fans Is the Milk of Life", The New York Times, 14 gennaio 1997
  20. ^ Stirling, Richard. Julie Andrews, An Intimate Biography. London: Portrait, 2007
  21. ^ "Andrews sues over lost voice", BBC News, 15 dicembre 1999
  22. ^ Julie Andrews Collection
  23. ^ Hachettebookgroup.com
  24. ^ Puig, Claudia: "Julie Andrews finds 'Home,' new voice in revealing memoir", 31 marzo 2008, USA Today
  25. ^ PBS
  26. ^ Japan National Committee for UNIFEM
  27. ^ Heller, Scott: "Julie Andrews to Direct ‘Mousical' Based on Her Children’s Book", 24 gennaio 2012, The New York Times
  28. ^ Jones, Kenneth: "Julie Andrews Will Direct Mousical Musical for Goodspeed Run in Fall 2012", 14 gennaio 2012, Playbill.com
  29. ^ Rome, Neal: "Julie Andrews Sings Again", 11 febbraio 2009, CBS News
  30. ^ Jamieson, Alistair: "Dame Julie Andrews plans first British concert for 20 years", 25 novembre 2009, The Telegraph
  31. ^ BWW Newsdesk: "Julie Andrews to Tour Australia for the First Time, May 2013", 8 febbraio 2013, Broadwayworld.com
  32. ^ Wicker, Tom: "An Evening with Julie Andrews, National Indoor, Arena, Birmingham, review: 'Utterly spellbinding'", 25 maggio 2014, The Telegraph
  33. ^ Broadwayworld.com
  34. ^ Fords.org
  35. ^ Facebook
  36. ^ Spedding, Emma: "Paris Fashion Week: LIVE At Dior's Autumn Winter 2013 Show!", 1 marzo 2013, Grazia
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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Oscar alla migliore attrice Successore
Patricia Neal
per Hud il selvaggio
1965
per Mary Poppins
Julie Christie
per Darling

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