Dennis Hopper

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Dennis Hopper al Festival di Cannes 2008

Dennis Lee Hopper (Dodge City, 17 maggio 1936Venice, 29 maggio 2010) è stato un attore, regista e sceneggiatore statunitense.

Personalità effervescente e anticonformista, si è fatto notare come "giovane ribelle", accanto a James Dean, in Gioventù bruciata (1955) e Il gigante (1956), legando in seguito il proprio nome alla breve stagione hippy e antiautoritaria del cinema americano dei tardi anni sessanta: il suo esordio dietro la macchina da presa, Easy Rider (1969), è infatti divenuto il film-manifesto dell'epoca, nonché una delle pellicole fondamentali della New Hollywood.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Dennis Hopper nasce a Dodge City, nel Kansas, da Marjorie Mae (12 luglio 1917 - 12 gennaio 2007) e Jay Millard Hopper (23 giugno 1916 - 7 agosto 1982). Hopper aveva due fratelli, Marvin e David.[1]

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, la famiglia si trasferì a Kansas City in Missouri, dove il giovane Hopper frequentò dei corsi d'arte al Kansas City Art Institute. All'età di tredici anni l'attore e la sua famiglia si trasferirono a San Diego, dove la madre lavorava come istruttrice di bagnini ed il padre come dirigente in un ufficio postale (lavoro che era però soltanto di copertura, in quanto Hopper ha ammesso che in realtà suo padre lavorava per l'OSS in Cina con Mao Zedong).[2]

Ha frequentato la Helix High School di La Mesa, un sobborgo di San Diego, dove nel 1954 venne votato come la persona più promettente ad avere successo. Fu qui che sviluppò un interesse per la recitazione, studiando all'Old Globe Theatre di San Diego e all'Actors Studio di New York (dove ha studiato con Lee Strasberg per cinque anni). Era molto amico dell'attore Vincent Price, la cui passione per la recitazione lo influenzò molto; un'altra influenza artistica deriva dall' amicizia con il cineasta sperimentale Bruce Conner[3].

Dennis Hopper, debilitato dalla malattia, alla cerimonia per la consegna della stella sulla Hollywood Walk of Fame nel marzo 2010

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Come regista, si ricordano, oltre a quello che viene considerato un capolavoro del cinema di protesta degli anni '60, ovvero Easy Rider (1969) anche: Snack bar blues (1981), Colors (1987), The Hot Spot - Il posto caldo (1990); come attore, oltre al già citato Easy Rider si ricordano anche: L'amico americano (1977) di Wim Wenders, Apocalypse Now (1979) di Francis Ford Coppola, Velluto blu (1986) di David Lynch, Colpo vincente (1986) di David Anspaugh, per il quale fu nominato all'Oscar come miglior attore non protagonista, Il cuore nero di Paris Trout (1991) di Stephen Gyllenhaal, Una vita al massimo (1993) di Tony Scott, Speed (1994) di Jan de Bont, Waterworld (1995) di Kevin Reynolds, Basquiat (1996) di Julian Schnabel, Space Truckers (1996) di Stuart Gordon, Blackout (1997) di Abel Ferrara, La terra dei morti viventi (2005) di George A. Romero, Palermo Shooting (2008) di Wim Wenders, Lezioni d'amore (2008) di Isabel Coixet.

È stato nominato all'Oscar al miglior attore non protagonista nel 1987 per Colpo vincente di David Anspaugh.

Nel 2006 contribuì alla realizzazione dell'album Demon Days dei Gorillaz cantando nella canzone Fire Coming Out Of A Monkey Head.

Malattia e morte[modifica | modifica sorgente]

Nell'ottobre 2009 il suo manager rivelò che l'attore soffriva di cancro alla prostata e che aveva cancellato tutti gli impegni lavorativi per concentrarsi sulle cure mediche, e il 26 marzo 2010, pesando appena 45 chilogrammi, era stato dichiarato malato in fase terminale dal suo avvocato[4], ma non era voluto mancare alla consegna della stella con il suo nome sulla Hollywood Walk of Fame con l'amico di sempre Jack Nicholson. È morto a Los Angeles, nel quartiere di Venice, il 29 maggio dello stesso anno, a 74 anni[5][6].

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Hopper è stato sposato cinque volte:

Politicamente si considerava un repubblicano, ma nelle elezioni americane del 2008 aveva avuto un ripensamento e aveva fatto campagna con un certo fervore per Barack Obama: fra i motivi di questa scelta Hopper aveva indicato le delusioni provocategli dagli ultimi anni di presidenza di George W. Bush e la candidatura di Sarah Palin come vicepresidente repubblicano[7].

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Regista[modifica | modifica sorgente]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Doppiatori italiani[modifica | modifica sorgente]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Hopper è stato doppiato da:

Da doppiatore è sostituito da:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Jack Nicholson pays tribute to "soul mate" Dennis Hopper The Daily Telegraph. Controllato il 22 gennaio 2011.
  2. ^ Hopper Evolves From Rebel to Republican. Controllato il 22 gennaio 2011
  3. ^ AA.VV., Bruce Conner: The 70s, Ursula Blickle Stiftung, Kraichtal, 2010
  4. ^ Cinema: Hopper in fase terminale cancro, Ansa.it, 26-3-2010. URL consultato il 21-4-2010.
  5. ^ Muore a 74 anni Dennis Hopper Addio al mito di "Easy Rider" in La Repubblica, 29-5-2010. URL consultato il 25-6-2010.
  6. ^ Addio all'Easy Rider Dennis Hopper, BeCinema, 30-5-2010. URL consultato il 29-6-2010.
  7. ^ (EN) Dennis Hopper praying for Obama victory, AFP, 13-10-2008. URL consultato il 21-4-2010.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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