Deanna Durbin

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Deanna Durbin nel 1945.
Statuetta dell'Oscar Oscar giovanile 1939

Deanna Durbin, nome d'arte di Edna Mae Durbin (Winnipeg, 4 dicembre 1921Parigi, 30 aprile 2013), è stata un'attrice e cantante canadese in voga negli anni trenta e quaranta.

Star del cinema hollywoodiano, fu l'attrice e cantante più popolare delle commedie musicali dello studio Universal Pictures, forte di un successo dovuto anche alla sua voce da soprano leggero.

Ricevette un premio Oscar (1939) nella categoria giovani attori.

La sua storica rivale è stata Judy Garland.

Sapeva ironizzare sulla sua aria da ragazza della porta accanto dal viso acqua e sapone dicendo di sé:

« Così come le pin-up rappresentano il sesso per gli insoddisfatti sessualmente, così io rappresento la figlia ideale che milioni di padri e madri avrebbero desiderato avere »

Una stella sul marciapiede dell'Hollywood Walk of Fame ricorda la sua carriera.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata al Grace Hospital di Winnipeg, nella provincia canadese di Manitoba, da James ed Ada Durbin, entrambi di origini britanniche (provenivano dal Lancashire ed avevano un'altra figlia di nome Edith), si trasferì con la famiglia in California quando era ancora molto giovane. Il suo nome d'arte, "Deanna", lo ricavò anagrammando il suo nome di nascita, Edna[1].

Presto la sua voce cristallina e armoniosa divenne oggetto delle attenzioni di diversi talent-scouts, che riuscirono a convincerla nel firmare il suo primo contratto con una major cinematografica, la MGM nel 1936 all'età di soli quattordici anni, per apparire in un musical dal titolo Every Sunday, al fianco di un'altra nuova scoperta che si chiamava Judy Garland. Sebbene la pellicola avesse lo scopo di promuovere entrambe, i produttori della MGM discussero a lungo sulla opportunità di lanciare contemporaneamente due nuove attrici cantanti, e questa fu la decisione finale del grande produttore Louis B. Mayer, ma nel corso dei mesi successivi questa politica venne mutata a favore della sola Garland mentre il contratto con la Durbin venne sciolto.

La giovane attrice fu tuttavia subito scritturata dalla concorrente Universal Studios che la lanciò nella pellicola Tre ragazze in gamba, con la regia di Henry Koster, che avrebbe in seguito diretto gran parte delle sue pellicole. Il film, oltre a segnare il vero debutto cinematografico dell'attrice (la precedente pellicola era un musical di durata molto breve), si rivelò un enorme successo di critica e di pubblico, e permise alla Universal Studios, insieme alla pellicola successiva dal titolo Cento uomini e una ragazza di salvarsi dall'imminente bancarotta.

Nel 1939 ricevette, a pari merito con l'attore Mickey Rooney, il premio Honorary Juvenile Award per il miglior giovane attore statunitense, e da quel momento divenne una delle attrici e cantanti più popolari non soltanto negli Stati Uniti ma in tutto il mondo.

La sua notorietà attraversò i cinque continenti ed è testimoniata da numerosi aneddoti, alcuni dei quali davvero curiosi ed interessanti. Nel 1941, il dittatore italiano Benito Mussolini scrisse una lettera aperta sul giornale Il Popolo che invitava l'attrice ad adoperarsi per convincere il presidente americano Franklin Delano Roosevelt a non far coinvolgere la sua nazione nella seconda guerra mondiale, l'invito non fu mai raccolto dalla Durbin. Anna Frank, simbolo delle vittime dell'olocausto, aveva sul muro della stanza dell'appartamento dove si rifugiava dai nazisti insieme alla sua famiglia, delle foto dell'attrice, che amava moltissimo, ed è ancora visibile, come dimostrato nel documentario girato dal migliore amico della Frank, Pick-Goslar, dal titolo Anne Frank Remembered.

Lo statista britannico Winston Churchill la considerava un talento formidabile e pretese di vedere in anteprima tutte le pellicole dell'attrice prima che venissero distribuite nelle sale cinematografiche inglesi, ed era uso festeggiare le vittorie britanniche durante il conflitto mondiale con una sua visione personale del suo film preferito della Durbin, Cento uomini e una ragazza.

In Inghilterra nel 1942 venne organizzato un Deanna Durbin Festival di sette giorni, nei quali le pellicole dell'attrice venivano proiettate in esclusiva nei cinema appartenenti al circuito dell'Odeon Theatre Circuit, con grandi incassi. La BBC riportò in seguito che tale successo non venne mai più tributato per una sola stella hollywoodiana.

Il talento della Durbin veniva celebrato non solo in qualità di attrice, ma anche di cantante soprano, al punto tale che la celebre insegnante di canto lirico, la sorella Mary Leo, che ha formato talenti quali Malvina Major e Kiri Te Kanawa, ha sempre incitato pubblicamente i suoi allievi a seguire ed imitare le tecniche canore della Durbin.

Interruppe la carriera nel 1948 quando, neppure trentenne, era una delle attrici più pagate di Hollywood. Non mancò di rinfacciare ai suoi produttori lo scarso livello dei film per i quali veniva ingaggiata. All'inizio degli anni cinquanta rifiutò redditizie offerte come quella di un comeback al fianco di Mario Lanza.

Dopo aver lasciato il cinema, si ritirò in Francia dove rimase fino alla morte, avvenuta il 30 aprile del 2013 all'età di 91 anni[2]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

La voce italiana di Deanna Durbin si è divisa tra Lydia Simoneschi e l'allora giovanissima Rosetta Calavetta. Quest'ultima la doppierà principalmente nei film fino al 1940, con un ritorno nell'ultima interpretazione di Deanna La telefonista della casa bianca (1948). Nota è una certa coincidenza con il doppiaggio americano di Biancaneve e i sette nani (1937): per la voce di Biancaneve la Durbin venne scartata in favore di Adriana Caselotti, mentre nel primo doppiaggio italiano del 1938 (ridoppiato nel 1972) la voce di Biancaneve appartiene proprio alla Calavetta. Finora nessuno dei suoi film è stato ridoppiato[senza fonte].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Behind the Name: Meaning, Origin and History of the Name Deanna
  2. ^ Deanna Durbin, 1930s Child Star, Dies at 91 - The Hollywood Reporter

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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