Buster Keaton

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« Perché essere difficili quando con un minimo sforzo potete diventare impossibili? »
(Buster Keaton)
Buster Keaton
Statuetta dell'Oscar Oscar onorario 1960

Joseph Frank "Buster" Keaton (Piqua, 4 ottobre 1895Woodland Hills, 1º febbraio 1966) è stato un attore, regista e sceneggiatore statunitense, tra i maestri del periodo del cinema muto classico.

Celebre per l'espressione stralunata e triste dei suoi personaggi e soprattutto per la mimica e il suo talento "acrobatico" nelle gag che portava sullo schermo, è considerato uno dei maggiori artisti del genere burlesque[senza fonte].

L'AFI lo ha inserito al ventunesimo posto nella classifica dei migliori venticinque attori americani di tutti i tempi.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Esordi sul palcoscenico[modifica | modifica sorgente]

Nacque, primo di tre figli, in una famiglia di attori di vaudeville. I genitori - Joseph e Myra Keaton - collaborarono a lungo con Bessie e Harry Houdini. Houdini frequentava spesso la casa dei Keaton. Un giorno assistette sbigottito ad una rovinosa caduta dalle scale del piccolo Joseph, il quale non si fece nulla.«Che bel buster!» esclamò. Quindi fu proprio l'illusionista a creare il soprannome al piccolo Keaton "Buster", il termine infatti venne subito adottato dal padre dell'artista per indicare il figlio.[1]. Si narra inoltre che sia stato portato in scena ancora in fasce o che, a nove mesi, sia entrato casualmente in scena. Ma si tratta, verosimilmente, di leggende mentre lo stesso Keaton fece risalire il suo esordio al 1899 quando aveva tre anni (intervista ai Cahiers du cinéma, 1962).

Pur non essendo una compagnia tra le più famose, quella dei Keaton non se la passava male anche se nel corso di una serata a New York il loro spettacolo venne interrotto e i Keaton furono condannati al pagamento di una multa di 300 dollari e fu loro interdetta la recitazione a New York fino al 1909 proprio perché l'impiego del giovanissimo Buster venne considerato sfruttamento di minore. Dopo essersi trasferita in Michigan, la famiglia Keaton partì nel 1909 per una tournée in Inghilterra. Tornata in seguito negli Stati Uniti la famiglia continuò a mettere in scena i suoi spettacoli e il crescente successo di pubblico e critica che il giovane Buster ricevette lo convinse nel 1917 a recarsi, da solo, a New York.

Esordio cinematografico[modifica | modifica sorgente]

Buster Keaton con la famiglia (1922)

Qui conobbe Natalie Talmadge, che sposò nel 1921 e da cui ebbe due figli. Natalie, oltre a essere sorella di due famose attrici dell'epoca (Norma e Constance Talmadge), era segretaria di produzione di un famosissimo comico di quel periodo: Roscoe "Fatty" Arbuckle. Natalie presentò Keaton ad Arbuckle e questi gli offrì di lavorare con lui nel cinema con un contratto di 40 dollari la settimana (all'epoca Charlie Chaplin ne guadagnava 1250 la settimana e Arbuckle addirittura 1000 al giorno). Keaton non ebbe esitazioni e il suo primo film fu Fatty Macellaio, a cui seguirono altri 14 cortometraggi tra il 1918 e il 1919, tra i quali si ricordano: Chiaro di luna, Il fattorino, Fatty alla festa, Il cuoco e altri. I due diventarono presto amici e per questi film con Arbuckle egli infatti rinunciò a un'importante parte che gli era stata offerta per una rivista a Broadway. Ebbe così inizio la carriera di uno dei più grandi comici che abbiano calcato i set del muto.

Nel 1919 Keaton interruppe per un po' l'attività per il servizio militare, per cui fu mandato in Francia. Quando riprese, girò con Arbuckle i tre ultimi film, che erano comunque solo semplici slapstick comedy in cui la trama è spesso inesistente, tutto il film si svolge all'interno di un unico ambiente che fa da sfondo e crea l'occasione per una continua serie di gag spesso slegate l'una dall'altra. Il valore artistico dei film era molto scadente e di certo non bastava per far vedere la bravura di Keaton.

Dietro la macchina da presa[modifica | modifica sorgente]

Sul finire del 1919 Joseph Schenck, che aveva sposato Norma Talmadge e che nel 1916 aveva creato la Comique Films per cui lavorava Arbuckle, propose a Keaton di creare una compagnia autonoma, la Buster Keaton Comedies. Fu così che Keaton si mise in proprio, ma, prima di tornare al cortometraggio, accettò di interpretare un film di ben sette bobine - The Saphead - che costituì una sorta di cerniera tra il primo periodo e il ben più significativo secondo periodo in cui Keaton oltre che interprete fu anche soggettista, sceneggiatore e regista.

Il primo cortometraggio di questa seconda fase della sua carriera cinematografica è The High Sign anche se per molti anni si è pensato che fosse Una settimana. L'equivoco si spiega con il fatto che il neo regista estremamente esigente non rimase soddisfatto della sua prima prova e il film fu distribuito oltre un anno dopo essere stato girato (la prima è dell'aprile 1921) quando Keaton era costretto all'inattività a causa di un incidente occorsogli sul set.

Tra il 1920 e 1923 Keaton interpretò 23 cortometraggi di cui curò anche la regia (sempre insieme a Eddie Cline, se se ne escludono due in cui lo affiancò Mal St. Clair e uno diretto dal solo Keaton). La visione di queste pellicole, anche di quelle meno riuscite, mostra una netta discontinuità con quelle interpretate e dirette da Arbuckle. I film diretti da Keaton hanno una trama e una loro precisa riconoscibilità. L'attore regista mostra una grandissima padronanza tecnica. Il suo processo di maturazione artistica è rapidissimo ma ben visibile. Le singole pellicole, pur molto diverse tra loro, evidenziano l'eclettismo di Keaton ma anche alcuni temi cari al regista e ricorrenti anche negli anni successivi, primo tra tutti il rapporto tra opposti e soprattutto quelli tra veglia e sogno, tra realtà e finzione, tra il normale e l'imprevisto (e imprevedibile). Un rapporto i cui margini sono spesso sfumati e inafferrabili. La caratteristica che forse è però più evidente è la struttura narrativa: "i suoi cortometraggi erano pensati come se fossero dei lungometraggi - come dei lungometraggi corti insomma" (G. Cremonini). E questo gli consentì di fare ciò che riuscì a pochissimi (e tra questi Chaplin con Il Monello): passare senza alcun problema a ideare, dirigere e interpretare pellicole di durata decisamente maggiore.

Lungometraggi[modifica | modifica sorgente]

In verità il contratto firmato con la First National prevedeva venti cortometraggi, ma l'ultimo non fu mai realizzato. Quando infatti Keaton stava per iniziarne la lavorazione, Joseph Schenck ricevette dal presidente della compagnia un telegramma in cui si dichiarava non interessato al rinnovo del contratto. In seguito si seppe che il telegramma aveva il solo scopo di evitare che il rinnovo fosse maggiormente oneroso per la First National, ma intanto Keaton aveva deciso di non realizzare quell'ultimo lavoro e aveva accettato l'offerta della Metro Pictures Inc. (la futura Metro-Goldwyn-Mayer) di distribuire dei lungometraggi da lui diretti.

Prima dell'avvento del sonoro ne interpretò dodici (anche se l'ultimo non fu diretto da lui) tra il 1923 e il 1929; le riprese duravano mediamente otto settimane e altre due o tre erano dedicate al montaggio. Se nei primi film Keaton ebbe piena libertà, negli ultimi le influenze delle major si fecero sempre più forti e anche la qualità dei film inevitabilmente ne risentì. Lo stesso Keaton in seguito confessò: "nel 1928 commisi l'errore più grande della mia vita. Mi lasciai convincere da Joe Schenck, mio malgrado, a rinunciare ai miei studios per lavorare con la Metro-Goldwyn-Mayer".

Arrivo del sonoro e declino[modifica | modifica sorgente]

La casa dei fantasmi

Le difficoltà con la Metro-Goldwyn-Mayer furono però solo l'inizio. L'avvento del sonoro infatti implicò una trasformazione complessiva del linguaggio cinematografico che fece molte vittime tra le star del muto e il genere più colpito fu proprio quello comico fino ad allora basato sulla fisicità e sul movimento.

Nel 1929 Keaton girò il suo primo film sonoro: Hollywood che canta dove ebbe una piccola parte; i tre successivi film - che furono girati anche in versioni francesi, tedesche e spagnole, perché non esisteva il doppiaggio - non erano all'altezza dei precedenti. Ormai l'attore sembrò essere quasi una vittima predestinata del sonoro e nel febbraio 1932 venne addirittura licenziato dalla Metro-Goldwyn-Mayer. Come in alcune delle sue pellicole, questo fu solo l'inizio di un vortice.

Lo stesso anno divorziò da Natalie Talmadge, per poi risposarsi altre due volte (nel 1933 e nel 1940). Keaton trovò rifugio nell'alcool. Anni dopo lui stesso raccontò: "I due anni peggiori della mia vita furono quelli tra il 1933 e il 1935. Mi misi a scolare una bottiglia dietro l'altra e fui colpito da un brutto attacco di delirium tremens". Fu ricoverato più volte in clinica per disintossicarsi ma con risultati lontani da quelli sperati.

Per guadagnarsi da vivere e forse sperando in nuovi successi, nel periodo 1934-1937 interpretò sedici cortometraggi per la Educational Pictures e poi, tra il 1939 e il 1941, altri dieci per la Columbia Pictures. Sono pellicole dirette da altri con pochi mezzi e con risultati artistici scadenti, ciò nonostante da alcuni di essi continua a trasparire a tratti la grandezza di Keaton attore.

Neppure i film in cui recitò all'estero lasciano il segno e forse i suoi contributi migliori di questo periodo furono le collaborazioni alle sceneggiature di Una notte all'opera (A Night at the Opera) nel 1935 e Tre pazzi a zonzo (At the Circus) nel 1940, entrambi dei fratelli Marx, e alcune parti, tra queste si ricordino il giocatore di bridge in Viale del tramonto (1950), il vecchio pianista in Luci della ribalta (1952) (in cui fa spalla con il suo grande rivale Chaplin) e infine l'uomo che cancella se stesso nel cortometraggio Film (1966), unico film del drammaturgo teatrale Samuel Beckett.

Non degne di particolare nota sono documentari sulla sua vita come The Buster Keaton Story e The Misadventures of Buster Keaton, mentre apprezzabile rimane la sua partecipazione a un episodio di Ai confini della realtà (The Twilight Zone) del 1961 (episodio 3.13, Once Upon a Time). L'anno prima aveva scritto, insieme a C. Samuels, un libro di memorie: My Wonderful World of Slapistick (poi pubblicato anche in Italia con il titolo Memorie a rotta di collo).

Partecipò anche ad alcune tournée del Circo Medrano e al film Due marines e un generale (1965) in cui recitò a fianco di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Keaton nel film recitò muto per tutto il tempo, e solo nel finale disse una battuta: "Grazie".

La lapide di Keaton, accanto a quella dell'attore Marty Feldman (non inquadrata)

Nel 1960 il cinema riconobbe, sia pure con molto ritardo, il suo grande contributo artistico assegnandogli un Oscar alla carriera.

Morte[modifica | modifica sorgente]

Tenuto ignaro di essere un malato terminale, Buster morì il 1º febbraio 1966 per un cancro ai polmoni, poco dopo la fine delle riprese del suo ultimo film, Dolci vizi al foro (A Funny Thing Happened on the Way to the Forum). La moglie in seguito raccontò che morì poco dopo aver giocato tranquillamente a carte con i suoi amici, e ciò è confermato anche dal documentario del 1987 Buster Keaton: Un genio difficile da imitare di Kevin Brownlow e David Gill.

Linguaggio cinematografico[modifica | modifica sorgente]

Buster Keaton è stato uno dei mostri sacri del cinema muto a Hollywood, quella straordinaria stagione cinema statunitense tra il 1915 e il 1928, come Charlie Chaplin o Erich von Stroheim.

La casa scombussolata di Una settimana (1920)

Il suo cinema fu un meccanismo con continui rovesciamenti di senso, all'insegna di un esercizio continuo della logica: gli oggetti cambiano di senso, le azioni semplici diventano complesse e quelle impossibili diventano facilissime, ciò che sembra innocuo diventa un pericolo e le avversità si rivelano aiuti impensati.

Nei suoi film il mondo reale diventa astratto, surreale, tutto ciò che è sbagliato è anche giusto e viceversa. Per esempio ne Il maniscalco (1922) un'inquadratura da lontano sembra mostrarlo intento a lavorare al fuoco, mentre invece si sta cuocendo due uova al tegamino; in Una settimana una casa prefabbricata montata male diventa una giostra che ruota su se stessa, ma alla fine gli abitanti scendono ringraziando per il giro.

Il suo cinema, essendo basato sui giochi visivi, non resse la novità del sonoro.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

La quasi totalità dei cortometraggi interpretati tra il 1917 e il 1923 non hanno visto una normale distribuzione cinematografica e i titoli italiani sotto riportati sono quelli con cui sono stati pubblicati in una raccolta in 6 DVD.

Cortometraggi con Arbuckle[modifica | modifica sorgente]

Film di due bobine, della durata tra i 15 e i 20 minuti della Comique Foil Corp. interpretati da Keaton e scritti e diretti da Roscoe "Fatty" Arbuckle, tranne ove indicato:

Film muti nel periodo d'oro[modifica | modifica sorgente]

Lungometraggio (sette bobine) per la Metro Pictures Corp. in cui Keaton è solo attore:

Cortometraggi (due bobine) con soggetto, sceneggiatura e interpretazione di Keaton. La regia, a meno di indicazione diversa, è di Keaton e Eddie Cline:

Mediometraggi e lungometraggi del periodo del muto. La regia, a meno di indicazione diversa, è dello stesso Keaton che ne è anche interprete:

Primi film sonori[modifica | modifica sorgente]

A meno di indicazione diversa si tratta di lungometraggi:

Cortometraggi Educational Pictures[modifica | modifica sorgente]

A meno di diversa indicazione la regia è di Charles Lamont:

Cortometraggi Columbia[modifica | modifica sorgente]

A meno di diversa indicazione la regia è di Jules White:

Altri film[modifica | modifica sorgente]

Buster Keaton e Silvana Pampanini nel film L'incantevole nemica

Documentari[modifica | modifica sorgente]

Doppiatori italiani[modifica | modifica sorgente]

Omaggi[modifica | modifica sorgente]

Il cantautore italiano Claudio Lolli ha intitolato una sua canzone Keaton, parlando di un personaggio che "naturalmente non sorrideva mai". La stessa canzone è stata successivamente ripresa da un altro cantautore, Francesco Guccini che vi apporta un'aggiunta testuale in calce in cui parla di "Keaton quello vero", dove dipinge un flash delle riprese del film Due marines e un generale. Successivamente Lolli scrive una canzone che si intitola La fine del cinema muto, dove tra le tante si parla degli attori decaduti dopo l'avvento del sonoro, altro richiamo manifesto alla vita di Buster Keaton. Metaforicamente Lolli abbina quell'avvenimento allo sviluppo della società moderna, dimostrando che, come da lui detto in un'intervista "...il progresso miete immancabilmente delle vittime."

Nel libro Cose Preziose di Stephen King un personaggio di nome Danforth Keeton viene soprannominato Buster - vista la somiglianza, forse, in onore dello stesso Buster Keaton -.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Con il termine buster si indicava qualcosa che rompe, spacca, stronca, in questo caso il capitombolo, ma significa anche "demolitore", "bimbo robusto".

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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