Film muto

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Rodolfo Valentino, tra i divi più conosciuti dell'epoca del cinema muto

Per film muto si intende un film senza traccia sonora, storicamente riconducibile al periodo antecedente l'avvento del sonoro, vale a dire dal 1895 fino al 1925.

La storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime proiezioni pubbliche avvennero negli intervalli tra i vari numeri dei programmi di vaudeville, presentate e accolte come "curiosità".

L'idea di combinare immagine e suono, per la verità, è vecchia quasi quanto il cinema stesso, ma bisognerà attendere fino alla fine degli anni venti, il 1927 per l'esattezza, perché venisse distribuito il primo film sonoro, Il cantante di jazz.

Tra gli storici e gli studiosi della settima arte, il periodo precedente l'avvento del sonoro nel cinema, è indicato come la silent era. In questo lasso di tempo la cinematografia fu comunque in grado di raggiungere alti livelli qualitativi, tanto che bisognerà attendere qualche anno dall'introduzione della nuova tecnica perché si eguagliasse la qualità dei film muti per poi migliorarla.

In realtà i film non erano del tutto "muti", quantomeno la fruizione: era infatti costume, dal grande teatro di città a quello di periferia, accompagnare le proiezioni con musica dal vivo, che fungeva da colonna sonora, eseguita solitamente da un pianista o organista, o addirittura da un'orchestra per i teatri che se lo potevano permettere. Il teatro fu il luogo deputato alla proiezione del film muto, non necessitando altro che un semplice schermo piuttosto che di apparecchiature tecnologiche. Era usanza accompagnare la proiezione con spiegazioni chiarificatrici delle scene proiettate, lettura delle didascalie da parte di un commentatore, aggiungere commenti scritti. Fu però subito evidente quanto la musica fosse la componente essenziale dell'immagine, rafforzandone, anticipandone, predisponendo emozionalmente lo spettatore alla scena proiettata.

Il primo film (ovviamente muto) della storia del cinema è variamente considerato Roundhay Garden Scene del 1888.

Il film Don Giovanni e Lucrezia Borgia di Alan Crosland del 1926 fu il primo film con la colonna sonora e quindi non aveva bisogno di un pianista, un organista o un'orchestra per accompagnare la proiezione del film.

Con il film Il cantante di jazz di Alan Crosland con Al Jolson del 1927, il primo film sonoro viene definita la fine del cinema muto, anche se alcuni attori recitarono film muti ancora per qualche anno e anche Charlie Chaplin, strenuo difensore del cinema muto, recitò il suo primo film sonoro solo nel 1940 con Il grande dittatore.

La tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Vera Kholodnaya, star del cinema muto russo

La tecnica di recitazione necessitava di enfasi mimica, esagerando l'espressività facciale e l'azione corporea affinché giungesse al pubblico il messaggio emozionale inteso dal regista. Oggi potrebbe risultare esagerata, a volte grossolana, ma il valore dei grandi interpreti è racchiuso nell'essenzialità del gesto, nella pantomima, nella capacità di trasmettere, nell'istante del gesto, l'intensità dell'emozione. Per di più oggi sempre più raramente ci è dato di poter visionare sul grande schermo queste produzioni, che per poter essere apprezzate nella loro grandezza e sfumature necessiterebbero di questa collocazione e di un pubblico con cui condividerle. Nel genere comico questa gestualità fu classificata come slapstick, si spiega anche perché fu generalmente più apprezzato il cinema comico, per sua natura paradossale, piuttosto che il dramma.

La velocità di scorrimento della pellicola era molto più lenta di oggi (16 o 20 fotogrammi al secondo del film muto, contro i 24 del sonoro). Questa particolarità fa si che vedendo oggi i film muti in televisione (che in Europa riproduce 25 fotogrammi al secondo) i movimenti sembrino accelerati e innaturali.

La durata del film era misurata in rulli o bobine, dove era fisicamente contenuta e avvolta la pellicola, ogni rullo poteva contenerne circa 600 piedi per circa 7 minuti di proiezione.

Migliaia sono i film girati nel periodo muto, una considerevole parte dei quali (stante agli storici almeno l'80-90%[senza fonte]) è scomparso per sempre. Volendo considerare il cinema muto italiano, nel periodo che va dal 1905 al 1931, gli storici hanno catalogato poco meno di 10.000 titoli, il 90% di essi scomparso per sempre. Almeno fino alla prima metà del XX secolo veniva utilizzata una pellicola altamente instabile e altamente infiammabile che richiedeva cure particolari per garantirne la conservazione nel tempo. Molti di quei film furono fissati su materiale di pessima qualità, pregiudicandone la sopravvivenza al logorio del tempo e alla decomposizione in polvere, alcuni furono riciclati, molti finirono distrutti nei frequenti incendi degli studi. Oggi la conservazione e il restauro di quelle pellicole è la priorità principe per gli storici della cinematografia. Kevin Brownlow, esponente di spicco della categoria ha detto: I vecchi film sono come il vino, il tempo li matura, ma molti sono finiti in aceto.

Film muti nell'era del sonoro[modifica | modifica wikitesto]

Diversi cineasti hanno reso omaggio alla favolosa era del film muto: Jacques Tati col suo Le vacanze di Monsieur Hulot nel 1953, e così pure Mel Brooks con L'ultima follia di Mel Brooks (dal titolo originale di Silent Movie) nel 1976, in cui, simbolicamente, l'unica parola del film è pronunciata dal mimo Marcel Marceau. Nel 1999 esce Juha, capolavoro misconosciuto del regista finlandese Aki Kaurismaki. Nel 2011 è uscito il film muto francese The Artist, diretto da Michel Hazanavicius, che ha vinto 5 Premi Oscar, 3 Golden Globe, 7 Premi BAFTA e 6 Premi César.

Film muti con maggiori incassi negli Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Questa è una lista stilata da Variety nel 1932. Gli incassi si i riferiscono a dollari incassati quando il film uscì nelle sale.[1]

  1. La nascita di una nazione (1915) - $10.000.000
  2. La grande parata (1925) - $6.400.000
  3. Ben-Hur (1925) - $5.500.000
  4. Agonia sui ghiacci (1920) - $5.000.000
  5. La febbre dell'oro (1925) - $4.250.000
  6. I quattro cavalieri dell'Apocalisse (1921) - $4.000.000
  7. Il circo (1928) - $3.800.000
  8. I pionieri (1923) - $3.800.000
  9. Il gobbo di Notre Dame (1923) - $3,500,000
  10. I dieci comandamenti (1923) - $3.400.000
  11. Le due orfanelle (1921) - $3.000.000
  12. Il re degli straccioni (1926) - $2.600.000
  13. Settimo cielo (1926) - $2.400.000
  14. Rosa d'Irlanda (1928) - $1.500.000

Attori e attrici viventi del cinema muto[modifica | modifica wikitesto]

Nome Data di nascita Periodo di attività
Lupita Tovar Messico 27 luglio 1910 1929-1945
Michael D. Moore Stati Uniti 16 ottobre 1914 1919-1927
Diana Serra Cary Stati Uniti 26 ottobre 1918 1921-1938
Jean Darling Stati Uniti 23 agosto 1922 1927-1953
Dickie Moore Stati Uniti 12 settembre 1925 1927-1957

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Variety, Biggest Money Pictures in Variety, 21 giugno 1932, p. 1. URL consultato il 7 maggio 2007.

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