Nascita di una nazione

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Nascita di una nazione
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Titolo originale The Birth of a Nation
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1915
Durata 190 minuti
Colore B/N
Audio Muto
Genere drammatico, storico
Regia David Wark Griffith

Aiuto regia (non accreditati): Monte Blue, Christy Cabanne, Elmer Clifton, Jack Conway, Donald Crisp, Allan Dwan, Howard Gaye, Fred Hamer, Robert Harron, Joseph Henabery, Thomas E. O'Brien, Herbert Sutch, W.S. Van Dyke, Erich von Stroheim, Baron von Winther, Raoul Walsh, Henry B. Walthall, Tom Wilson
Capo assistente al regista: George Siegmann (non accreditato)

Soggetto dal romanzo The Clansman: An Historical Romance of the Ku Klux Klan, dal lavoro teatrale The Clansman e dal romanzo The Leopard's Spots di Thomas F. Dixon Jr.
Sceneggiatura David W. Griffith e Frank E. Woods
Produttore David W. Griffith
Produttore esecutivo H.E. Aitken (non accreditato)
Casa di produzione Epoch Producing Corporation e David W. Griffith Corp.
Fotografia Billy Bitzer
Montaggio D. W. Griffith, Joseph Henabery, James Smith, Rose Smith, Raoul Walsh
Musiche Joseph Carl Breil
Costumi Robert Goldstein e Clare West (non accreditati)
Interpreti e personaggi

Nascita di una nazione (The Birth of a Nation) è un film muto diretto da David Wark Griffith ed immesso nel circuito cinematografico l'8 febbraio 1915. È stato uno dei film privi di sonoro che hanno fatto registrare i maggiori incassi della storia ed è stato molto importante per la storia del cinema per le tecniche innovative che apportava alla settima arte.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Griffith aveva alle spalle circa sei anni di cortometraggi per la casa di produzione Biograph quando, ispirato dal successo dei lungometraggi storici italiani (all'epoca molto popolari anche negli Stati Uniti), si unì alla Mutual Film Corporation fondando un proprio studio cinematografico, divenuto indipendente nel 1915 come casa di produzione, la Triangle Film Corporation, unitamente a Mack Sennett, con cui produsse la Nascita di una nazione, ben 160 minuti di proiezione.

Con questo film Griffith mise a punto un nuovo modo di fare cinema: fu la prima opera cinematografica pienamente narrativa, dove il rapporto tra interesse verso la storia raccontata e verso le immagini mostrate propende decisamente verso la prima.

Il film era una ricostruzione romanzata di alcuni episodi della guerra di secessione americana, presa da due romanzi piuttosto modesti del pastore battista Thomas Dixon, The Clansman e, in misura minore, The Leopard's Spots. Griffith offrì 10.000 dollari a Thomas Dixon per il soggetto, ma a corto di fondi poté versargliene solo 2.500. In cambio, offrì a Dixon il 25% degli incassi della pellicola: Dixon accettò di malavoglia, ma alla fine ottenne la più grande somma mai pagata per i diritti di una storia, 750.000 dollari di allora[1].

Il film fu girato in nove settimane, per il costo record di 110.000 dollari.[2]

La prima parte descrive alcuni eventi della guerra, fino alla firma della pace. Nella seconda parte tratta dell'anarchia nel Sud dopo la sconfitta, in preda alle orde armate di schiavi liberati. Alla fine arriva a dipingere una sorta di apologia della segregazione razziale, di cui tenta di fornire radici e giustificazioni storiche: secondo il film grazie al movimento del Ku Klux Klan, l'ordine viene ristabilito, arrivando a dipingere in modo positivo il linciaggio da parte di una folla di bianchi di un nero, accusato di tentato stupro di una ragazzina.

Sebbene il film usasse alcuni attori neri, la maggior parte sono in realtà bianchi truccati. Ogni attore che viene a contatto con un bianco è un bianco col volto dipinto. Per le scene della guerra civile, Griffith fece uso di ingegneri dell'esercito, mandati dall'accademia di West Point, che fornirono anche l'artiglieria[3]. Alcune donne, addirittura, vennero interpretate da uomini. Inizialmente erano stati previsti 40.000 dollari per la produzione, ma alla fine il film ne costò 110.000. Alla fine il biglietto per assistere al film fu il più caro di sempre: due dollari, equivalenti a 36 dollari di oggi. Ciò nonostante, rimase fino al 1937 il film dai guadagni complessivi più alti, scalzato solo da Biancaneve e i sette nani di Walt Disney.

Distribuzione e accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Proiettato per la prima volta al Clune's Auditorium di Los Angeles col titolo The Clansman ("L'uomo del Clan"), venne rititolato per il debutto sulla costa est a New York il 3 marzo successivo. Il titolo venne cambiato in The Birth of a Nation per rispecchiare la tesi del regista secondo cui prima della guerra civile americana gli Stati Uniti fossero solo un gruppo di piccoli stati antagonisti tra loro, e che alla vittoria nordista va dato il merito di aver consolidato la nazione come la conosciamo oggi[4].

Ben Cameron (Henry B. Walthall) ha l'ispirazione per creare il KKK

The Birth of a Nation fu record d'incassi al botteghino fino al 1925, sorpassato da The Big Parade: incassò oltre 10 milioni di dollari al botteghino, l'equivalente di oltre 300 milioni nel 2006. Il film però attirò numerose proteste alle proiezioni, specie da parte della National Association for the Advancement of Colored People (NAACP). Scoppiarono rivolte a Boston, Philadelphia e in altre città in risposta alle tesi della pellicola, e il film venne vietato a Chicago, in Ohio, a Denver, a Pittsburgh, a Saint Louis ed a Minneapolis. Si disse che incoraggiava la creazione di gruppi di bianchi e li spingeva ad attaccare i neri. A Lafayette, Indiana, un bianco uccise un ragazzo nero dopo aver visto il film[5]. The Birth of a Nation è stato correlato anche ad una rinascita del Ku Klux Klan, che riprese forza dopo il film in seguito ad un periodo in cui non esisteva più. Il film venne proibito a lungo in Europa, dove combattevano gli eserciti alleati con molte truppe di colore.

Griffith si disse sorpreso dall'accoglienza aspra: da buon protestante fu profondamente turbato dagli scontri e scrisse un pamphlet in risposta alle critiche, The Rise and Fall of Free Speech in America, dove si appellava al diritto di esprimere liberamente le proprie convinzioni politiche. Più convincente fu l'autodifesa alle accuse di razzismo rappresentata dal film che preparò per l'anno: Intolerance, dedicato alla condanna di tutte le forme di violenza e intolleranza.

Il punto più critico del film è nella tesi secondo cui il Ku Klux Klan sarebbe nato per imporre l'ordine al Sud scosso dagli effetti della guerra, "messo in pericolo" dai suoi "incontrollabili" cittadini neri e dai loro alleati abolizionisti, mulatti e politici repubblicani traditori. Questa visione era diffusa tra gli storici americani di allora, tra cui quelli della Dunning School, ma era messa in discussione da W.E.B. Du Bois e da altri storici neri dell'epoca, ignorati dalla corrente opposta. Questa visione sarebbe rimasta sino a dopo la Seconda guerra mondiale - The South Under Reconstruction di E. Merton Coulter è del 1947 - e ci vollero le lotte per i diritti civili degli anni cinquanta e sessanta per spingere ad una rivalutazione oggettiva di quell'epoca.

Nel 1992 il film è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[6]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Introduzione[modifica | modifica sorgente]

Margareth Cameron (Miriam Cooper)

Il film è ambientato al tempo della guerra di secessione americana, ed è composto da due parti. La prima parte mostra l'America prima della guerra civile, con due famiglie in contrapposizione: i nordisti Stoneman, con il politico abolizionista Austin Stoneman (ispirato al politico Thaddeus Stevens), i suoi due figli maschi e la figlia Elsie, e la famiglia sudista dei Cameron, con due figlie (Margaret e Flora) e tre figli maschi tra cui Ben e Phil. Nella seconda parte vengono mostrati gli effetti della Ricostruzione.

Prima parte[modifica | modifica sorgente]

Phil e Elsie Stoneman a teatro, prima dell'uccisione di Lincoln (Elmer Clifton e Lillian Gish)

Nel 1860 Phil Stoneman e il suo fratello più giovane visitano i Cameron nella loro tenuta in South Carolina, emblema del "vecchio sud" e dei suoi valori. Phil spasima per Margaret Cameron, e Ben Cameron si innamora di Elsie Stoneman, dopo averne visto solo una fotografia.

Con lo scoppio della guerra civile, i ragazzi entrano nei rispettivi eserciti (nel caso dei Cameron, la partenza dei volontari è preceduta da uno sfarzoso ballo). Un corpo militare nero (con un comandante bianco) razzia la villa dei Cameron: le donne (la signora Cameron e le figlie Margaret e Flora) si nascondono in cantina, e vengono salvate da un gruppo di soldati confederati, avvertiti appena in tempo. Intanto, il più giovane degli Stoneman e due dei Cameron sono uccisi in battaglia, mentre Elsie Stoneman decide di diventare infermiera volontaria. I nordisti dirottano dei treni carichi di rifornimenti per le truppe sudiste, e questi ultimi decidono di tentare di recuperarlo, senza risultati positivi. Il Nord vince. Ben Cameron (chiamato "The Little Colonel", il piccolo colonnello) viene ferito gravemente e portato in un ospedale nordista, dove lavora Elsie. La madre si reca a trovarlo, e riceve la notizia che suo figlio è stato condannato a morte; si reca quindi, insieme ad Elsie, da Lincoln per chiedere la grazia, che viene ottenuta. La guerra si conclude e il Colonnello Cameron viene mandato a casa.

Austin Stoneman incontra Lincoln e insiste affinché si punisca severamente la gente del sud, ma quest'ultimo rifiuta, dando il via ad una prospera ricostruzione di quei territori. Abraham Lincoln viene assassinato al Ford's Theater, a una serata di gala a cui anche Phil Stoneman e sua sorella Elsie partecipano. Quando Austin Stoneman riceve la notizia, la moglie comincia a sfregarsi le mani dicendo: "Ora sei tu l'uomo più potente d'America".

Seconda parte[modifica | modifica sorgente]

Flora Cameron (Mae Marsh)
Flora Cameron fugge da Gus
Un Incappucciato prende Gus, un nero descritto come "un rinnegato, un prodotto delle dottrine malate diffuse dai politici traditori."

La seconda parte si intitola "Ricostruzione". Stoneman, malato, manda il suo protetto Silas Lynch (mulatto), a Piedmont, affinché organizzi i neri per le elezioni e li sproni a non lavorare più. Mentre Ben Cameron esce a fare una passeggiata con la sorella Flora, un gruppo di soldati neri taglia loro la strada, e Lynch spiega loro che ora i marciapiedi appartengono sia ai bianchi che ai neri. Ben viene pervaso dalla rabbia. Intanto, anche Austin raggiunge il South Carolina, e tutta la famiglia si stabilisce dai Cameron. L'interesse di Lynch verso Elsie si fa sempre più evidente. Quando l'uomo porge la mano a Ben Cameron, questi si rifiuta di stringergliela, con sconcerto di Elsie e di suo padre Austin, presenti alla scena. Nonostante tutto, Ben ed Elsie si concedono una romantica passeggiata, osservati segretamente da Lynch. Anche Phil e Margaret si incontrano in giardino.

Lynch, assalito da smanie di potere, manifesta una certa insofferenza nei confronti di Stoneman, che decide di tradire. Durante i comitati elettorali per i diritti dei neri, questi ultimi, spesso presentati come rozzi e ignoranti, ottengono il diritto di voto. Il giorno delle elezioni, ai bianchi viene impedito di votare e vengono cacciati in malo modo da guardie nere armate, mentre vengono chiusi gli occhi su alcune scorrettezze compiute dai neri (come il voto doppio). Silas Lynch viene eletto vicegovernatore.

Intanto, in casa Cameron, Ben racconta di alcuni processi in cui giudici e giuria neri hanno condannato (ingiustamente, si presume) dei bianchi. Per strada, i soprusi e le vessazioni compiute da soldati neri nei confronti dei bianchi continuano. Addirittura il fedele servo di una famiglia del sud viene legato ad un albero e frustato, dal momento che non aveva votato per il movimento antischiavista. Quando il suo padrone viene a liberarlo, uno dei soldati gli spara, uccidendolo. Il signor Cameron va in aiuto del servitore ferito.

Durante la prima sessione parlamentare del South Carolina, i rappresentanti neri (in netta maggioranza su quelli bianchi) provocano disordini, mangiando, bevendo alcolici e togliendosi le scarpe all'interno dell'aula. In mezzo al caos generale, viene approvata una norma secondo cui tutti i bianchi devono salutare gli ufficiali neri, e passa la legge sui matrimoni interrazziali.

Dopo aver visto per l'ennesima volta Lynch parlare con Elsie, Ben Cameron si siede sconsolato, e vede due bambini bianchi che, travestiti da fantasma con un lenzuolo, fanno scappare un gruppetto di bimbi neri. Ben, ispirato da questo episodio, decide di ridare vita al Ku Klux Klan. Subito, alcuni soldati neri avvertono Lynch dell'accaduto e questi decide di uccidere a sorpresa alcuni membri del Clan incappucciati; in seguito si reca da Austin a raccontargli l'accaduto. Austin, a sua volta, comunica alla figlia Elsie che il suo amato Ben fa parte di questo gruppo, che Austin definisce "criminale". Elsie, fidandosi del padre, rompe il fidanzamento. Ben, sconsolato, torna a casa e convince la madre e le sorelle a confezionare costumi con la doppia croce sul petto, tipici del KKK.

Flora Cameron, la piccola di casa, armata di secchio si reca nel bosco a prendere l'acqua. Mentre si intrattiene con uno scoiattolo, non si accorge di essere stata seguita da Gus, un nero dall'aria poco raccomandabile. Ad un certo punto, decide di presentarsi come "Capitano" e le chiede di sposarlo. La ragazza, impaurita, gli tira un pugno e scappa di corsa, inseguita dall'uomo, che le promette di non volerle fare del male. Giunta ad un precipizio, per non farsi toccare, si getta giù. Gus, mentre scappa, viene visto da Ben, che accortosi dell'assenza della sorella, era uscito a cercarla per rassicurare la madre. Ben infine troverà Flora in fin di vita, e questa gli morirà tra le braccia.

Alcuni membri del Klan, capitanati da Ben Cameron, cominciano a dare la caccia a Gus, che si nasconde in una taverna, aiutato da alcuni neri. Quando un bianco entra per chiedere informazioni su Gus, scoppia una rissa in cui l'uomo si trova a fronteggiare (con successo) il gruppo di neri. L'uomo, proprio quando riesce a trovare il fuggitivo, viene colpito a morte da due pistole. A questo punto, Gus decide di scappare a cavallo ma viene visto da altri bianchi, che lo acciuffano e lo sottopongono a un sommario processo, condotto da membri incappucciati del Ku Klux Klan. Mentre Flora viene vegliata dai familiari nella camera mortuaria, Gus viene considerato colpevole e viene giustiziato. I cavalieri incappucciati lasciano il corpo sulla porta del Vicegovernatore Silas Lynch.

Lynch, scoperto il cadavere di Gus il mattino seguente, accetta la sfida e ordina di rinforzare le truppe composte da soldati neri. Il vecchio Stoneman, invano esortato dal figlio Phil a rallentare l'applicazione delle sue politiche radicali, per evitare problemi, lascia la città. Intanto, anche i confratelli si preparano, e decidono di disarmare quella sera stessa ogni uomo nero della contea. Dall'altra parte, delle spie decidono di assassinare chiunque si trovi in possesso di un costume del clan. Una di queste spie, intrufolatasi in casa Cameron, vede Margaret che ripone dei costumi (quelli che gli aveva dato il fratello qualche giorno prima). Avvertito, Lynch manda delle truppe nella villa; i militari, scovati i costumi, arrestano il vecchio Cameron, che viene deriso per strada. Margaret corre da Elsie Stoneman affinché possa influenzare il padre. La coppia di servitori neri dei Cameron, fingendosi in un primo tempo amici dei soldati che hanno arrestato Cameron, li attaccano e fanno fuggire il loro padrone. A quel punto, Phil Stoneman, venuto in soccorso assieme ad Elsie, spara ai soldati neri.

Il gruppo (il vecchio Cameron, la moglie e la figlia Margaret; Phil Stoneman; la coppia di servitori neri dei Cameron) fugge in un carro (Elsie, saputo che il fratello aveva ucciso un nero durante il salvataggio del signor Cameron, rimane in attesa del padre). Trovano rifugio in una capanna occupata da due ex soldati nordisti e da una bambina. Tutti si uniscono per difendere il "diritto di nascita ariano".

Intanto, Elsie Stoneman, vedendo che il padre tardava nell'arrivare, va da Lynch per chiedergli aiuto. Silas, invece le chiede di sposarlo. La ragazza cerca di andarsene, ma l'uomo chiude la porta a chiave. Elsie lo minaccia di farlo frustare per la sua insolenza, e Lynch risponde mostrandole le strade piene dei "suoi" uomini, e assicura che lei sarà la regina di quell'Impero Nero che si appresta a costruire. L'uomo (ubriaco in quanto stava tenendo una piccola festicciola prima che la Stoneman arrivasse), ordina a un sottoposto di preparare tutto per delle nozze forzate. La ragazza sviene, e in quel momento Lynch sente dei suoni: Austin Stoneman è tornato in città. Il mulatto porta Elsie, ancora svenuta, in una stanza accanto, e corre ad aprire la porta al suo alleato. Lynch rivela a Stoneman di voler sposare la figlia Elsie, ma il padre si oppone e lascia la stanza. Nella sala accanto, la ragazza riprende i sensi e rompe i vetri della finestra, e viene vista da due spie bianche travestite da neri, ma viene fermata da due amici di Lynch, per svenire di nuovo.

Intanto un gruppo di neri circonda la capanna dei Cameron. Il dottor Cameron vorrebbe costituirsi, sapendo che i neri li attaccano per "colpa" sua, ma i soldati nordisti glielo impediscono.

Nel frattempo, un'armata di cavalieri incappucciati, informati dalle spie travestite, si recano in città a sedare i tumulti dei soldati neri. Irrompono nella casa di Lynch, e finalmente, Elsie viene liberata. L'uomo incappucciato che capitanava il gruppo si toglie il costume (si rivela Ben Cameron) e riabbraccia la ragazza. Arriva la notizia dell'assedio ai Cameron: i cavalieri si mettono in cammino. Uno dei soldati nordisti perisce nella battaglia all'interno della capanna, e i superstiti sono costretti a barricarsi. Quando ormai la situazione era disperata, i neri sono costretti alla fuga dall'arrivo dei cavalieri.

Il Ku Klux Klan sfila in parata, non prima di aver costretto i neri a consegnare tutte le armi. Anche tutti i protagonisti (bianchi) della storia sono presenti alla parata. Dopo i festeggiamenti, l'attenzione si sposta sulle elezioni successive (in cui il Klan riesce con successo a revocare i diritti civili ai neri). Il film si conclude con una "doppia luna di miele": Phil Stoneman sposa Margaret Cameron e Ben Cameron sposa Elsie Stoneman. I titoli di coda invitano a "Osar sognare un giorno dorato dove la guerra bestiale non governerà più. Al suo posto il dolce Principe nelle Sale dell'amore fraterno della Città della pace." Nell'ultima inquadratura, le masse oppresse da un dittatore bellicoso sembrano trasformarsi in figure angeliche, simili a Cristo.

Linguaggio cinematografico[modifica | modifica sorgente]

Raccordo di movimento: inseguimento di un ribelle
« È come scrivere una storia con la luce! »
(Parole del presidente Woodrow Wilson, 1915[7])

Se dal punto di vista storico e sociale il film ebbe un ruolo molto controverso e oggi superato, dal punto di vista della tecnica cinematografica esso rappresenta un vero spartiacque nella storia del cinema, quale primo film "narrativo", reso straordinariamente vivido e potente dalla prima applicazione del montaggio analitico; inoltre è il primo film dove la storia in sé divenne il principale motivo di interesse rispetto all'impatto visuale (effetti speciali, scenografie, acrobazie) fino ad allora preponderante.

Per comprendere l'importanza di The Birth of a Nation bisogna premettere quello che fino ad allora era stato il cinema. Nel decennio anteriore al 1915 la produzione cinematografica si era basata su film composti da singole inquadrature fisse, inanellate l'una all'altra con nessi logici piuttosto liberi: le sequenze, quando presenti, erano confuse, con salti temporali imprecisati e overlap (sovrapposizione temporale di due scene). Era necessaria la presenza fisica di un narratore in sala per spiegare la storia, la quale, dopotutto, non era che un pretesto per mostrare effetti speciali fantasmagorici, visioni di luoghi e mondi lontani nello spazio e nel tempo. Gradualmente gli operatori iniziarono a spezzare i lunghi piani fissi in più inquadrature e la nascita dei nickelodeon, sale cinematografiche a bassissimo prezzo per la classe dei lavoratori, impose la costruzione di storie più semplici, dal semplice schema dei buoni e cattivi contrapposti, con lieto fine. Alcune scuole cinematografiche però, in particolare la nascente industria cinematografica italiana, riuscirono a creare film più lunghi e articolati, con più inquadrature brevi e con movimenti di camera.

A questo punto entrò in scena Griffith, che mise a punto un sistema di inquadrature molto brevi, con tutte le tecniche finora sperimentate e con altre inedite, finalizzando il tutto alla creazione di un linguaggio cinematografico nuovo, sistematico, integrato in un unico grande corpo narrativo[8]. La narrazione "alla Griffith" venne poi perfezionata e divenne quella canonica conosciuta e usata ancora oggi, quale strumento fondamentale della tecnica cinematografica. Il pilastro di questo nuovo linguaggio era il sistema del montaggio analitico, che ricomponeva le singole inquadrature frammentarie creando alcuni effetti specifici. Si passava da piani d'insieme a piani ravvicinati, fino a primi piani molto ravvicinati e dettagli (e viceversa), seguendo lo sviluppo logico dell'azione.

Raccordo di soggettiva: Ben Cameron si innamora di Elsie Stoneman guardandone il ritratto

I tipi di raccordo tra le inquadrature del montaggio analitico erano essenzialmente tre, tutti usati ampiamente ne La Nascita di una Nazione (sebbene ancora con qualche imprecisione[9]):

  • il raccordo sull'asse: salto da un'inquadratura ampia a una più stretta, magari un dettaglio, o viceversa, mantenendo sempre lo stesso asse visivo; esso ha come sottospecie il raccordo di posizione, quando la cinepresa cambia leggermente punto di vista tra un'inquadratura e l'altra, per evidenziare un particolare o un'azione.
  • il raccordo di sguardo: inquadratura di un personaggio che guarda qualcosa e salto all'inquadratura dell'oggetto guardato; quando l'oggetto viene presentato con lo stesso punto di vista del personaggio si parla di raccordo con soggettiva; si tratta di una tecnica fondamentale del cinema perché fa immedesimare il pubblico coi personaggi
  • il raccordo di movimento: nello svolgersi del movimento di un personaggio (o di un qualsiasi altro elemento) la cinepresa si sposta per salti da un luogo all'altro, seguendo il personaggio stesso senza però movimenti di camera; regola fondamentale è evitare lo "scavalcamento di campo", cioè quando un personaggio esce ad esempio da destra e invece di rientrare a sinistra nella scena successiva lo fa dalla direzione opposta, dando la sensazione che abbia cambiato strada.

Esiste poi la tecnica del montaggio alternato, usato per unire due scene separate, che venivano montate un po' seguendo l'una un po' l'altra, con effetti particolarmente incalzanti (si pensi nel film alle storie delle due coppie di fidanzati Cameron-Stoneman ed alle loro vicende divise montate ad arte).

Per rompere la monotonia dell'inquadratura rettangolare Griffith fece un ampio uso di mascherini. Inoltre Griffith sperimentò inquadrature come il primo piano (close-up) sui volti che provavano emozioni, creando per la prima volta dei veri e propri protagonisti, sondati fin nella psicologia, tanto che sembrava di poter leggere anche quello stavano pensavano. A differenza dei personaggi tutti generici della filmografia precedente, Griffith stabilisce un nuovo tipo di legame tra i suoi personaggi e il pubblico, che per la prima volta ha l'impressione di conoscerli "personalmente", grazie a una serie di primi piani di presentazione e ad inquadrature che ne evidenziano il carattere, sia esplicitamente che con allusioni. Si pensi a Elsie Stoneman, ritratta all'inizio mentre abbraccia il padre in un tenero quadro familiare; si pensi ai Cameron, presentati in ripetuti dettagli nella loro grande casa tra gattini e cagnolini, a sottolineare la loro indole buona.

In questo senso La nascita di una nazione fu un film di portata storica, che gettò le basi della tecnica cinematografica e dimostrò quanto lo spettatore potesse essere calamitato nella storia: viene infatti considerato la prima opera inequivocabile del cinema narrativo, a fronte del precedente periodo del cinema delle attrazioni.

Griffith inoltre, nella semplice ma sempre efficace contrapposizione tra bene e male senza zone grigie, importò nel cinema lo schema del romanzo ottocentesco, di matrice vittoriana. Non fu esattamente il primo, ma sicuramente fu il più influente a usare questo modello narrativo, che tanto successo ebbe in seguito a Hollywood. Inoltre Grffith in questo film riuscì a creare una perfetta fusione tra dramma collettivo e dramma individuale.

Influenza politica[modifica | modifica sorgente]

L'opera di Woodrow Wilson History of the American People è citata ne La nascita di una Nazione.

Nella Nascita di una nazione è possibile leggere anche un discorso politico, che sostiene la tesi reazionaria secondo la quale i neri sono una razza inferiore e soltanto i bianchi sono in grado di esercitare e difendere la giustizia. Secondo l'Università di Houston e lo storico cinematografico Steven Mintz, il messaggio inserito nel film è infatti che la Ricostruzione fu un disastro, che i neri non avrebbero dovuto essere integrati nella società e che le azioni violente del Ku Klux Klan avevano la giustificazione di ristabilire l'ordine[10].

La nascita di una nazione venne proiettato alla Casa Bianca su invito di Woodrow Wilson. Dopo la proiezione, egli dichiarò di disapprovare quella "nefasta produzione"[11]. Il braccio destro di Wilson, Joseph Tumulty, disse: "il presidente ignorava la natura dello spettacolo prima di vederlo, e non ha nemmeno per un istante espresso approvazione per lo stesso."[12] Wilson, tuttavia, tenne diverse visioni private della pellicola alla Casa Bianca.

In Wilson: The New Freedom di Arthur Link, Tumulty negò che Wilson abbia mai riconosciuto al film di contenere delle verità di base: "È come la storia scritta con un fulmine. E l'unica cosa di cui mi rammarico e che sia così terribilmente vera." La fonte della citazione sembra essere l'autore stesso di The Clansman, Thomas Dixon, ex compagno di corso di Wilson e organizzatore delle visioni private. Va però detto che Wilson, durante la presidenza alla Princeton University, combatté contro l'integrazione e come presidente degli Stati Uniti reintrodusse la segregazione nelle cariche federali.

Diversi registi indipendenti neri fecero un adattamento dell'opera di Emmett J. Scott The Birth of a Race (1919) in risposta a The Birth of a Nation. Il film mostrava un'immagine positiva dei neri, fu massacrato dalla critica bianca ma ottenne discreto successo da parte dell'audience nera e nei teatri che non applicavano la segregazione. Allo stesso modo, il regista, scrittore e produttore Oscar Micheaux creò Within Our Gates (1919) in risposta a La nascita di una Nazione.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Patrick Robertson, I record del cinema. Enciclopedia dei fatti, delle curiosità e dei primati. Gremese Editore, 2004, ISBN 978-88-8440-273-8, p. 50
  2. ^ Mereghetti, dizionario dei film, Baldini e Castoldi 2007.
  3. ^ "When Hollywood's Big Guns Come Right From the Source" Katharine Q. Seelye, New York Times, June 10, 2002
  4. ^ Russell Merritt, "Dixon, Griffith, and the Southern Legend." Cinema Journal, Vol. 12, N. 1. (Autunno 1972).
  5. ^ The Rise and Fall of Jim Crow . Jim Crow Stories . The Birth of a Nation | PBS
  6. ^ (EN) National Film Registry, National Film Preservation Board. URL consultato il 4 gennaio 2012.
  7. ^ Alberto Mario Banti, L'età contemporanea, dalle rivoluzioni settecentesche all'imperialismo", 2010, Editori Laterza, pagina 476
  8. ^ Bernardi, cit., pag. 54.
  9. ^ Per esempio nel raccordo di soggettiva l'oggetto guardato è spesso privato del contesto dove realmente dovrebbe trovarsi; oppure nei salti del raccordo sull'asse i personaggi cambiano leggermente posizione: tutti errori che il cinema classico successivo perfezionerà.
  10. ^ Digital History
  11. ^ Woodrow Wilson a Joseph P. Tumulty, 28 aprile 1915 in Wilson, Papers, 33:86.
  12. ^ Lettera da J. M. Tumulty, segretario del President Wilson, alla sede di Boston del NAACP.
  13. ^ Ultima pagina dell'antologia di racconti brevi Antologia del bicentenario.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sandro Bernardi, L'avventura del cinematografo, Marsilio Editori, Venezia 2007. ISBN 978-88-317-9297-4
  • George William Bitzer, Billy Bitzer. His Story, Farras Strauss and Giroux, Toronto 1973
  • David Bodwell, Narration in the Fiction Film, Methuen, Londra 1985

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]