National Association for the Advancement of Colored People

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National Association for the Advancement of Colored People
Abbreviazione NAACP
Fondazione 12 febbraio 1909
Scopo Estensione dei diritti civili senza distinzione di genere, religione o etnia
Sede centrale Stati Uniti Baltimora
Lingua ufficiale inglese
Membri 300.000[1] (2011)
Bilancio 43.204.225 $[2] (2012)
Patrimonio 11.655.807 $[2] (2012)
Sito web

La NAACP, sigla di National Association for the Advancement of Colored People («Associazione nazionale per la promozione delle persone di colore»), è una delle prime e più influenti associazioni per i diritti civili negli Stati Uniti.

Fu fondata il 12 febbraio 1909 in aiuto degli afro-americani. La sua sede principale è a Baltimora nel Maryland, ma ha altri uffici in numerosi stati degli Stati Uniti.

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

La sede principale della National Association for the Advancement of Colored People è a Baltimora, nel Maryland. Operativamente, l'associazione ha suddiviso il territorio degli Stati Uniti in sette aree, cui corrispondono sette uffici regionali che, oltre quello di Baltimora, hanno sede a Los Angeles, New York, Highland Park (in Michigan), Denver, Atlanta e Houston.[3] Ogni ufficio regionale coordina le conferenze statali appartenenti alla propria area. Le attività sono invece organizzate da capitoli locali, giovanili o universitari.

A livello federale, la NAACP è amministrata da consiglio composto da 64 membri, guidato da un presidente. Il presidente dell'associazione e l'amministratore delegato sono eletti dal consiglio. Dal marzo del 2007, Benjamin Jealous è succeduto a Bruce S. Gordon in qualità di presidente. Julian Bond, attivista per i diritti civili e ex senatore dello stato della Georgia, ha presieduto il consiglio fino al 2010, quando è stato sostituito da Roslyn Brock.[4]

I settori d'azione sono assegnati a dei dipartimenti interni alla NAACP. I capitoli locali sono supportati dai dipartimenti: "Branch and Field Services" (servizi per le filiali e sul campo) e "Youth and College" (giovani e università). Il dipartimento legale si focalizza sui casi giudiziari di ampia applicazione sulle minoranze, quali discriminazioni sistematiche sul posto di lavoro, a scuola o da parte del governo. All'ufficio di Washington è assegnato il compito di fare lobbing sul governo federale, mentre il dipartimento sull'educazione si occupa di educazione a tutti i livelli: locale, statale e federale. Infine, la divizione sanitaria si occuopa del miglioramento delle cure sanitarie per le minoranze attraverso iniziative politiche pubbliche e interventi educativi.

Nel 2007, la NAACP aveva approssimativamente 425.000 membri, tra paganti e non.[5]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il movimento Niagara[modifica | modifica sorgente]

Partecipanti all'incontro fondativo del movimento Niagara nel 1905.

Nel 1905, un gruppo di trentadue importanti leader afroamericani si incontrò per discutere delle sfide affrontate dalle persone di colore e individuare soluzioni e possibili strategie d'azione. Erano particolarmente preoccupati a riguardo della revoca del diritto di voto ai neri negli Stati Uniti meridionali, iniziata con l'approvazione di una nuova costituzione nel Mississippi nel 1890. Nei primi anni del Novecento, le assemblee legislative statali, dominate da democratici bianchi, ratificarono nuove costituzioni e leggi che introdussero ostacoli nella registrazione dei votanti e regole per l'elezione più complesse, volte a ridimensionare - con successo - la pertecipazione della popolazione nera alle elezioni. A uomini che avevano potuto votare nei trent'anni precedenti venne detto che non erano "qualificati" per registrarsi

Poiché negli Stati Uniti vigeva la pratica della segregazione anche per gli alberghi, il gruppo si riunì in Canada, all'Erie Beach Hotel[6] di Fort Erie, sul fiume Niagara, da cui il nome del movimento. Un anno dopo, si unirono al gruppo il giornalista William English Walling e gli assistenti sociali Mary White Ovington e Henry Moskowitz, tutti e tre bianchi. Il gruppo si riunì quindi nel 1906 a Harper's Ferry e l'anno seguente a Boston.[7]

Il gruppo neonato si scontrò per un po' con risorse limitate e divisioni interne prima di sciogleirsi nel 1910.[8] Sette membri del movimento entrarono nel consiglio direttivo della NAACP, fondata nel 1909.[7]

Sebbene fossero diversi ad essere membri di entrambe le organizzazioni che per un certo tempo si sovrapposero, il Movimento Niagara era un'organizzazione separata, con una piattaforma più radicale rispetto alla NAACP. Il Movimento Niagara era stato costituito da soli afroamericani; l'incontro che condusse alla NAACP vide la partecipazione anche di tre americani di origine europea.

La nascita della NAACP[modifica | modifica sorgente]

La rivolta di Springfield del 1908 è spesso indicata come l'evento catalizzatore che condusse alla formazione della NAACP. L'associazione fu ideata nel gennaio del 1909 a New York da Mary White Ovington, il giornalista William English Walling e Henry Moskowitz.[9] Stabilirono di organizzare un incontro il seguente 12 febbraio - centenario della nascita di Abramo Lincoln - al quale invitarono circa sessanta personalità, invitandole ad aderire all'associazione. Sebbene l'incontro ebbe luogo con tre mesi di ritardo, il 12 febbraio 1909 è spesso indicato come la data d'istituzione della NAACP.

Tra gli altri, risposero all'appello W. E. B. Du Bois, Ida B. Wells, Archibald Grimké, Oswald Garrison Villard,[9][10] Florence Kelley, riformatrice sociale e amica di Du Bois,[11] e Charles Edward Russell, che presiedette il National Negro Committee.[12]

Il 30 maggio 1909, ebbe luogo a New York una conferebnza del Movimento Niagara; all'incontro si costituitì il National Negro Committee, che l'anno seguente cambiò nome in National Association for the Advancement of Colored People,[13] incorporando l'associazione nata nel febbraio del 1909. Moorfield Storey fu eletto presidente nazionale, William English Walling presiedette il comitato esecutivo, John E. Milholland fu nominato tesoriere, coadiuvato da Oswald Garrison Villard; alla segreteria esegutiva andò Frances Blascoer, mentre W. E. B. Du Bois diresse la pubblicistica eil settore ricerca dell'associazione.

Gli scopi dell'associazione furono descritti nello statuto come:

(EN)
« To promote equality of rights and to eradicate caste or race prejudice among the citizens of the United States; to advance the interest of colored citizens; to secure for them impartial suffrage; and to increase their opportunities for securing justice in the courts, education for the children, employment according to their ability and complete equality before law. »
(IT)
« Promuovere l'uguaglianza dei diritti ed eradicare i pregiudizi di casta o razziali tra i cittadini degli Stati Uniti; promuovere gli interessi dei cittadini di colore; assicurare loro il diritto di voto; aumentare le loro opportunità di ricevere giustizia in tribunale, educazione per i bambini, un impiego in accordo alle proprie abilità e completa uguaglianza dinanzi alla legge. »

La conferenza condusse ad un'organizzazione diversificata e di maggiore influenza, sotto la direzione prevalentemente di ebrei americani; solo Du Bois era afroamericano. Fino al 1975, in effetti, non avrebbe eletto un presidente di pelle nera, sebbene vari direttori esecutivi lo sarebbero stati. La comunità ebraica contribuì grandemente al finanziamento della NAACP. Joel Elias Spingarn, professore emerito della Columbia University, diresse l'associazione dal 1914 e vi coinvolse Jacob Schiff, Jacob Billikopf e Stephen Wise.[14] Tra i co-fondatori di origine ebraica ci furono anche Julius Rosenwald, Lillian Wald e il rabbino Emil G. Hirsch.

I leader delle comunità ebraiche americane avevano spesso sottolineato le somiglianze, più che le differenze, tra i disagi che avevano sopportato gli ebrei nella storia e quelli cui erano sottoposti gli afroamericani, soprattutto negli Stati Uniti meridionali. Permettere che questi uscissero dai "ghetti" in cui erano rinchiusi avrebbe portato un avanzamento a tutta la comunità ed un maggiore benessere anche per gli ebrei. Le comunità ebraiche, quindi, fornirono un supporto importante al movimento dei diritti civili degli afroamericani: molti avvocati bianchi che si impegnarono nel movimento negli anni sessanta erano ebrei, così come molti ebrei erano presenti tra coloro che sfidarono le leggi Jim Crow nel 1964 nel Mississipi.[15]

La campagna anti-linciaggio[modifica | modifica sorgente]

Manifesto della NAACP che pubblicizza un discorso di Elisabeth Freeman nel 1916.

Sin dalla sua fondazione, la NACCP partecipò al movimento anti-linciaggio, che, avviatosi negli anni novanta dell'ottocento, riuscì a rendere illegale la pratica del linciaggio in tutti gli Stati Uniti per gli anni trenta del Novecento.

Nel 1916, in seguito al linciaggio di Jesse Washington, la NAACP istituì un comitato specifico ed avviò una campagna specifica anti-linciaggio. Iniziale testimonial ne fu la suffragetta Elisabeth Freeman, che era stata incaricata dalla NAACP di indagare sui fatti che avevano condotto al linciaggio di Jesse Washington. Il suo rapporto, rielaborato da Du Bois, fu pubblicato su The Crisis, la rivista dell'associazione: ne venne fuori un resoconto molto crudo, corredato da immagini delle torture subite dal ragazzo prima di essere ucciso.[16] La NAACP distribuì il rapporto a centinaia di giornali e politici, campagna che portò ad un'ampia condanna del fatto.

Questa prima fase mutò sostanzialmente la reazione delle autorità a simili eventi, cui non diedero più il loro esplicito sostegno. Inoltre, passò l'idea nella pubblica opinione che il linciaggio fosse una pratica selvaggia e barbarica.

In una seconda fase, la NAACP optò per una differente strategia comunicativa e alle cruente descrizioni dei linciaggi affiancò le immagini positive di quei membri delle forze dell'ordine che ne avevano efficacemente impediti.[16]

Successivamente la NACCP supportò le leggi che miravano a rendere illegale la pratica del linciaggio.[17]

La battaglia contro le leggi Jim Crow[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) NAACP Passes Resolution Supporting Strong Clean Air Act, NAACP, 4 agosto 2011. URL consultato il 6 agosto 2014.
  2. ^ a b (EN) v, CharityNavigator.org. URL consultato il 6 agosto 2014.
  3. ^ (EN) NAACP, Youth and College - Advisor's Manual, NAACP, p. 9. URL consultato il 5 febbraio 2014. ISBN non esistente
  4. ^ (EN) Ian Urbina, Health Executive Named Chairwoman of N.A.A.C.P. in The New York Times, 21 febbraio 2010, p. 4.
  5. ^ (EN) Erin Texeira, Associated Press, NAACP president to step down, cites discord with board in USA Today, 5 marzo 2007. URL consultato il 5 febbraio 2014.
  6. ^ (EN) Niagara Movement First Annual Meeting. URL consultato il 27 novembre 2012.
  7. ^ a b (EN) William Edward Burghardt Du Bois, The story of the Niagara Movement and the N.A.A.C.P., Special Collections and University Archives, University of Massachusetts Amherst Libraries, ca 1945. URL consultato il 13 febbraio 2014.
  8. ^ Niagara Movement in W.E.B. DuBois Papers, Special Collections and University Archives W.E.B Du Bois Library, UMass, Amherst, MA. URL consultato il 13 febbraio 2014 lingua=en.
  9. ^ a b (EN) NAACP Timeline, National Association for the Advancement of Colored People. URL consultato il 22 febbraio 2014.
  10. ^ (EN) John Simkin, William English Walling biography, Spartacus Educational. URL consultato il 22 febbraio 2014.
  11. ^ (EN) Kathryn Kish Sklar, Florence Kelley in Rima Lunin Schultz; Adele Hast (a cura di), Women Building Chicago, 1790-1990: A Biographical Dictionary, Bloomington, Indiana, Indiana University Press, 2001, p. 463.
  12. ^ (EN) Library of Congress, NAACP Founder Charles Edward Russell, Library of Congress. URL consultato il 22 febbraio 2014.
  13. ^ NAACP - How NAACP Began.
  14. ^ (EN) Howard Sachar, Working to Extend America's Freedoms: Jewish involvement in the Civil Rights movement in Excerpt from A History of Jews in America, published by Vintage Books, MyJewishLearning.com. URL consultato il 22 febbraio 2014.
  15. ^ (EN) Black-Jewish Relations, PBS.org. URL consultato il 22 febbraio 2014.
  16. ^ a b (EN) Patricia Bernstein, The First Waco Horror: The Lynching of Jesse Washington and the Rise of the NAACP, College Station, Texas A&M University Press, 2006, ISBN 978-1-58544-544-8.
  17. ^ (EN) NAACP History: Anti-Lynching Bill, NAACP. URL consultato il 22 febbraio 2014.

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