Jesse Jackson

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Jesse Jackson, nel luglio del 1983.

Jesse Louis Jackson, Sr. (Greenville, 8 ottobre 1941) è un politico, religioso e attivista statunitense. Ha partecipato alle elezioni primarie per tentare di ottenere la nomina a candidato del Partito Democratico nelle elezioni presidenziali statunitensi del 1984 e del 1988.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studi e inizio carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nato l'8 ottobre 1941, Jesse Louis Burns (Burns è il cognome della madre) cresce a Greenville nella Carolina del Sud in una tipica famiglia della middle-class statunitense. Il padre naturale, Noah Robinson, fu uno dei primi uomini d'affari afro-americani di successo; non riconobbe il figlio in quanto sposato ad un'altra donna. Più tardi, la madre di Jackson sposò Charles Henry Jackson, che adottò formalmente il piccolo Jesse nel 1957.

Al liceo Jackson giocò a football americano e coltivò questa passione durante la frequenza di entrambe le università cui è stato iscritto. Il 31 dicembre 1962, a ventun'anni, sposò Jacqueline Lavinia Brown.

Frequentò il campus University of Illinois at Urbana-Champaign (UIUC) e si laureò alla North Carolina A&T University. Jackson ha poi intrapreso gli studi di teologia presso il Chicago Theological Seminary: non ha mai completato gli studi di teologia, ma nel 2000, grazie alle sue esperienze di vita, venne riconosciuto come esperto in tale materia.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1962 Jackson sposò Jacqueline Lavinia Brown, con la quale ebbe cinque figli, fra cui Jesse Jackson, Jr., eletto deputato alla Camera dei Rappresentanti nel 1995.

Nel 2001 si scoprì che Jackson due anni prima aveva avuto un'altra figlia da una relazione extraconiugale con la collaboratrice Karin Stanford.

Leader dei diritti civili[modifica | modifica wikitesto]

Jackson circondato dai manifestanti nel gennaio del 1975.

Nel 1965, Jesse Jackson entra a far parte del movimento Southern Christian Leadership Conference (SCLC) di Martin Luther King a Selma, in Alabama. La collaborazione e l'intesa con King è tale che quest'ultimo decide nel 1966 di affidare a Jackson la direzione organizzativa per l'SCLC di Chicago, e l'anno successivo lo promuove direttore nazionale.

Jackson era molto ispirato nelle sue azioni da Martin Luther King ed era a Memphis quando quest'ultimo venne assassinato il 4 aprile 1968. I rapporti col successore di King all'SCLC, Ralph Abernathy, non furono gli stessi. Nel dicembre del 1971, Jackson e Abernathy ebbero duri scontri che spinsero Abernathy a sospendere Jackson dalle sue cariche per "incapacità amministrative e ripetute violazioni delle policy dell'organizzazione". Jackson cedette, chiamò a sé i suoi uomini più fidati e prima della fine dell'anno diede vita a People United to Save Humanity (meglio nota come Operation PUSH).

Nel 1984, Jackson organizzò la Rainbow Coalition, che poi si è unita, nel 1996, con Operation PUSH.

Uomo di stato[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '80, raggiunge la grande notorietà imponendosi come leader degli afro-americani e come politico, nonché come famoso oratore per le questioni inerenti ai diritti civili.

  • Nel 1983, Jackson intraprende un viaggio in Siria per occuparsi del rilascio di un pilota statunitense, Robert Goodman. Il pilota era impegnato in una missione in Libano e venne abbattuto e fatto prigioniero dal governo siriano. Dopo un drammatico appello di Jackson fatto all'allora presidente siriano Hafez al-Assad, Goodman venne rilasciato. Inizialmente, l'amministrazione Reagan era scettica riguardo al viaggio di Jackson in Siria, ma dopo il rilascio dell'ostaggio il presidente Ronald Reagan accolse Jackson e Goodman alla Casa Bianca il 4 gennaio del 1984.
  • Nel giugno 1984, su invito di Fidel Castro andò a Cuba per negoziare il rilascio di ventidue cittadini statunitensi.
  • Nel 1997, Jackson vola in Kenya per incontrare l'allora presidente Daniel Arap Moi, come inviato speciale del presidente Bill Clinton per promuovere la democrazia attraverso elezioni libere.
  • Nell'aprile del 1999, durante il conflitto in Kosovo, Jackson intraprende un viaggio a Belgrado per negoziare il rilascio di tre soldati statunitensi catturati al confine con la Macedonia durante un'azione di pattugliamento per conto dell'ONU. Ebbe un incontro con il presidente Slobodan Milošević, che in seguito consentì il rilascio dei tre uomini.
  • Il 15 febbraio 2003, Jackson tenne un comizio davanti a più di un milione di persone ad Hyde Park, nel cuore di Londra, al culmine delle manifestazioni pacifiste del 15 febbraio contro l'imminente invasione dell'Iraq da parte di Stati Uniti e Regno Unito.
  • Nel novembre 2004, Jackson fece visita alle personalità politiche e della società civile in Irlanda del Nord, nel tentativo di incoraggiare e far ripartire il processo di pace.
  • Nell'agosto 2005, Jackson raggiunge il Venezuela per incontrare il presidente Hugo Chávez, e dopo l'incontro con Chávez e il parlamento venezuelano, Jackson affermò che non c'erano prove che il Venezuela fosse una minaccia per gli Stati Uniti. Nel suo viaggio Jackson non mancò di incontrare rappresentanti delle comunità afro-venezuelane e indigene.

Aborto[modifica | modifica wikitesto]

Anche se Jackson è uno dei membri più liberali del Partito Democratico, le sue vedute sull'aborto sono più in linea con le posizioni pro-life.

Candidato per le presidenziali[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1984, Jackson divenne il secondo afro-americano (dopo Shirley Chisholm) ad organizzare una campagna nazionale per diventare Presidente degli Stati Uniti, correndo per i democratici. Le primarie della base del partito furono un successo, ottenne il 21% del voto popolare, ma solo l'8% dei delegati e per questo motivo non venne scelto come candidato alla presidenza; la candidatura andò a Walter Frederick Mondale.

Quattro anni dopo, nel 1988, Jackson si offre di nuovo come candidato alle primarie per il Partito Democratico. Questa volta, visto il precedente successo popolare venne considerato un candidato forte e credibile e grazie a maggiori finanziamenti e ad una migliore organizzazione, raccolse più del doppio dei voti popolari rispetto a quattro anni prima, vincendo ben 11 primarie nei diversi stati dell'unione, surclassando gli altri candidati sia per voti popolari che per numero di delegati.

L'altro candidato forte dei democratici era Michael Dukakis, che riuscì ad aggiudicarsi gli stati più popolati e con più votanti bianchi. Per questo motivo, legato anche all'Effetto Bradley, Dukakis divenne il candidato dei democratici alle elezioni del 1988 e Jackson tornò ad occuparsi di diritti civili.

Finzione[modifica | modifica wikitesto]

A Jesse Jackson è parzialmente dedicato il primo episodio dell'undicesima stagione di "South Park", intitolato "Le mie più sentite scuse a Jesse Jackson".

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Presidential Medal of Freedom - nastrino per uniforme ordinaria Presidential Medal of Freedom

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 100276689 LCCN: n50027794