Razzismo scientifico

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Disegno tratto da: Josiah Clark Nott, George Robert Gliddon, Indigenous races of the earth. Si tratta di un testo del 1857, allora ritenuto scientifico, che sosteneva la teoria che i neri fossero biologicamente intermedi tra i caucasici e lo scimpanzé.

Il razzismo scientifico[1][2], uso peggiorativo per descrivere l'antropologia razziale, è l'espressione utilizzata per definire quella branca pseudoscientifica iniziata a formarsi nel XIX secolo in Europa e nelle Americhe in ambienti universitari, che basandosi su studi antropologici e comportamentali mescolati a teorie derivanti da particolari rami della criminologia (es. fisiognomica, studi di Cesare Lombroso), sociologia, biologia, medicina e genetica, cercava di dare un fondamento scientifico al razzismo, non in chiave di movimento d'odio ma come scienza delle razze umane, anche rifacendosi alla teoria evoluzionista di Charles Darwin e al positivismo.

Sfondo storico[modifica | modifica wikitesto]

Indicando la classificazione delle specie animali della zoologia come metodo di suddivisione ovviabile anche per possibili razze umane (l'una diversa dall'altra in base ai criteri stabiliti dall'evoluzionismo e per via di manifestazioni comportamentali o particolari caratteristiche antropomorfiche) attraverso la quale s'avrebbe potuto indagare le caratteristiche delle stesse.

Dal momento che si supponeva l'esistenza di razze, come per alcune specie animali, iniziò a prendere via la classificazione in base alle qualità intellettive, evolutive, con la quale in seguito iniziò a prendere corpo la teoria di una razza superiore. Il concetto di superiorità razziale, inizialmente coinvolse intellettuali europei e americani, i quali, attraverso una serie di ricerche e studi, anche storici, documentarono che la cosiddetta "razza bianca" (e all'interno della razza bianca di una razza particolare, la razza ariana) fosse il livello massimo raggiunto dall'evoluzione naturale della specie umana.

È proprio al culmine di queste ricerche, che ottennero sempre più consensi da parte della comunità scientifica, che furono posti i natali per la realizzazione dei primi passi dell'eugenetica (eu = buona; genia = discendenza), una scienza (oggi considerata pseudo-) che mirava alla preservazione della purezza del patrimonio genetico dei popoli "bianchi", sostenendo una campagna politica contro i matrimoni e i rapporti interrazziali che potessero portare alla nascita di figli "razzialmente impuri" e degenerati.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Leggi anti-miscenegenation.

Assertori di questa teoria furono esponenti di primo piano, al massimo livello, delle scienze naturali e sociali di tutto il mondo, per oltre un secolo. La classificazione delle cosiddette "razze" fu lungamente utilizzata per ragioni politiche, e dibattuta tra gli scienziati, che non riuscivano a raggiungere risultati universalmente condivisi. Maggioritariamente, dal 1870 al 1936 essa sosteneva la superiorità di una presunta "razza nordica" o germanica, su tutte le altre.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nordicismo, Razza ariana e Razza nordica.

Usate durante il XIX secolo a sostegno del colonialismo e del diritto alla schiavitù, l'esito politico più vistoso di queste teorie nel XX secolo furono le leggi razziali in molte parti del mondo (USA, Francia, Gran Bretagna, Germania, Spagna, Sudafrica, Svezia, Portogallo, Belgio, Canada) le leggi razziali fasciste in Italia, e infine i programmi di sterminio di massa delle autorità naziste di dissidenti politici, omosessuali, e etnie considerate "inferiori" come zingari, ebrei, slavi.

Dopo il 1945[modifica | modifica wikitesto]

Il razzismo scientifico venne rifiutato politicamente e scientificamente solo dopo la fine della seconda guerra mondiale, quando con la pubblicazione della «Dichiarazione sulla razza» nel 1950 l'UNESCO decretò in modo ufficiale la non esistenza di "razze umane" e incoraggiò i numerosi biologi a ricordare costantemente l'assenza di validità scientifica di tale nozione.

A seguito di ciò le stesse teorie non sono però del tutto scomparse, ma ancora oggi vengono in gran parte riproposte da alcune minoranze politiche estremiste semplicemente sostituendo alla parola "razza" quella di "etnia", "popolo" o "civiltà". Sostituendo all'elemento biologico (non più riproponibile scientificamente) quello culturale, essi riescono a mantenere intatta la stessa precedente impostazione "pseudo-scientifica".

Nel 2007, il biologo molecolare James Watson, tra gli scopritori della struttura del DNA, dichiarò che gli africani presentavano una intelligenza differente rispetto alle altre razze; parole che ebbero ampio risalto internazionale.[3]. Al riguardo, Steven Rose, professore delle scienze biologiche alla Open University e membro fondatore della Società per la responsabilità sociale nella scienza, ha commentato: «È la teoria più scandalosa di Watson. Ha detto cose simili sulle donne in passato, ma non lo avevo mai sentito trattare argomenti genuinamente razzisti».[4][5][6] Neanche due giorni dopo, nella tempesta delle innumerevoli prese di distanza e dopo diverse collaborazioni scientifiche e divulgative andate in fumo, Watson ritratta, affermando che le sue dichiarazioni non poggiavano su alcuna base scientifica e non riusciva nemmeno a rendersi conto di come avesse potuto affermare tali sciocchezze.[7]

Tra gli studiosi e ricercatori che al giorno d'oggi hanno eseguito ricerche ufficiali per comprovare la scientificità delle razze si citano: Arthur Jensen (The g Factor: The Science of Mental Ability), J. Philippe Rushton, presidente di Pioneer Fund (Race, Evolution, and Behavior), Chris Brand (The g Factor: General Intelligence and Its Implications), Richard Lynn (IQ and the Wealth of Nations), Charles Murray e Richard Herrnstein (The Bell Curve).[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ termine usato dagli anni 1960, seguendo Juan Comas
  2. ^ "Ostensibly scientific": cf. Adam Kuper, Jessica Kuper (eds.), The social science encyclopedia (1996), "Racism", p. 716: "This [sc. scientific] racism entailed the use of 'scientific techniques', to sanction the belief in European and American racial superiority"; Routledge Encyclopedia of Philosophy: Questions to sociobiology (1998), "Race, theories of", p. 18: "Its exponents [sc. of scientific racism] tended to equate race with species and claimed that it constituted a scientific explanation of human history"; Terry Jay Ellingson, The myth of the noble savage (2001), 147ff. "In scientific racism, the racism was never very scientific; nor, it could at least be argued, was whatever met the qualifications of actual science ever very racist" (p. 151); Paul A. Erickson,Liam D. Murphy, A History of Anthropological Theory (2008), p. 152: "Scientific racism: Improper or incorrect science that actively or passively supports racism".
  3. ^ (EN) Fury at DNA pioneer's theory: Africans are less intelligent than Westerners. The Independent,
  4. ^ (EN) Fury at DNA pioneer's theory: Africans are less intelligent than Westerners - The Independent del 17 ottobre 2007.
  5. ^ Clamorosa teoria del pioniere del Dna "I neri sono meno intelligenti dei bianchi" - La Repubblica del 17 ottobre 2007.
  6. ^ «Neri meno intelligenti dei bianchi» - Corriere della sera del 17 ottobre 2007.
  7. ^ Dopo le frasi razziste Watson chiede scusa "Ma come ho fatto a dire certe sciocchezze?" - La Repubblica del 19 ottobre 2007
  8. ^ Critical Social Issues in American Education By H. Svi Shapiro and David E. Purpel. page 228. 2005. ISBN 0-8058-4452-X

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Barkan, Elazar. 1992. The Retreat of Scientific Racism: Changing Concepts of Race in Britain and the United States between the World Wars. New York: Cambridge University Press.
  • Biddiss, Michael D. 1970. Father of Racist Ideology: The Social and Political Thought of Count Gobineau. New York: Weybright and Talley.
  • Dennis, Rutledge M. 1995. "Social Darwinism, scientific racism, and the metaphysics of race". Journal of Negro Education 64:243–52. Accessed 21 October 2007.
  • Detterman, Douglas K. 2006. "Intelligence." Microsoft Student 2007 DVD. Redmond, WA: Microsoft Corporation.
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