Via col vento

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Via col vento
Gone With The Wind title from trailer.jpg
Titolo originale Gone with the Wind
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1939
Durata 238 min
Colore colore (Technicolor)
Audio mono (Western Electric Sound System)
Rapporto 1,37:1
Genere drammatico, epico, guerra, romantico, storico
Regia Victor Fleming, (non accreditati) George Cukor, Sam Wood
Soggetto Margaret Mitchell
Sceneggiatura Sidney Howard, (non accreditati) Oliver H.P. Garrett, Ben Hecht, Jo Swerling, John Van Druten
Produttore David O. Selznick
Casa di produzione Selznick International Pictures, Metro-Goldwyn-Mayer
Fotografia Ernest Haller
Montaggio Hal C. Kern
Effetti speciali Jack Cosgrove
Musiche Max Steiner
Scenografia William Cameron Menzies, Lyle R. Wheeler
Costumi Walter Plunkett
Trucco Monte Westmore, Paul Stanhope
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Riedizione del 1977:

(EN)
« Frankly, my dear, I don't give a damn. »
(IT)
« Francamente, me ne infischio. »
(Rhett Butler / Clark Gable)

Via col vento (Gone with the Wind) è un film drammatico diretto da Victor Fleming nel 1939.

Universalmente riconosciuto come uno dei film più famosi della storia del cinema, ha stabilito dei record che rimangono tuttora insuperati. Il film venne prodotto da David O. Selznick e distribuito dalla Metro-Goldwyn-Mayer; la sceneggiatura, in buona parte dovuta a Sidney Howard, è tratta dal romanzo omonimo di Margaret Mitchell, vincitore del premio Pulitzer nel 1937.

La lavorazione del film fu molto complessa e travagliata, come per molti film di quel periodo storico: complessivamente richiese circa due anni per poter essere realizzato e il suo completamento è dovuto principalmente al grande sforzo economico e lavorativo di Selznick, la cui intenzione era di farne un grande affresco storico, oltre che una semplice storia d'amore; per raggiungere il suo scopo Selznick vi dedicò quasi tutte le sue energie nel periodo della produzione. Proprio la grandiosità produttiva e il grande successo di pubblico rendono questo film una pietra miliare indiscutibile nella storia del cinema; si è trattato, infatti, del primo caso di successo planetario nella storia del cinema.

Ufficialmente la regia è attribuita a Victor Fleming, ma durante la produzione si sono succeduti George Cukor e Sam Wood. Lo stesso Selznick (considerato da molti il vero autore del film)[1] ha avuto una forte presenza nella direzione così come su molti aspetti del film, tra cui anche la sceneggiatura, il montaggio e la scelta degli attori, a dimostrazione che questo più degli altri è il "suo" film.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'inizio[modifica | modifica wikitesto]

Sud degli Stati Uniti, 1861: due ricche famiglie di possidenti terrieri, gli O'Hara, nella loro proprietà "Tara", e i Wilkes nella vicina tenuta de "Le Dodici Querce", vivono spensieratamente e in modo mondano. Un giorno la figlia maggiore degli O'Hara, Rossella, è a colazione con i fratelli Stuart e Brent Tarleton, i quali le comunicano che Ashley Wilkes ha intenzione di sposare la propria cugina Melania Hamilton. Rossella prende molto male la notizia, essendo anche lei innamorata perdutamente di Ashley e convinta di essere ricambiata. Poco dopo Rossella va incontro al padre, Gerald, che le comunica che i Wilkes hanno intenzione di dare una festa e le conferma la notizia dell'imminente matrimonio tra Ashley e Melania; Rossella rimane sconvolta e decide di rivelare ad Ashley il suo sentimento per lui, convinta di poter riuscire a convincerlo a cancellare quelle nozze.

Il padre, visto l'interesse della ragazza le chiede se non sia successo qualche cosa di sconveniente tra di loro ma lei lo rassicura. Camminando verso casa Gerald le ricorda che ha del sangue irlandese e che come tutti gli irlandesi è dalla terra che trarrà la forza per affrontare la vita, la terra rossa di Tara. Rossella, dopo una discussione con Mamy in merito alla colazione, va alla festa e si comporta in modo molto esuberante, attirandosi le simpatie dei ragazzi e le antipatie delle ragazze, invidiose del suo successo con gli uomini; durante il riposo dopo pranzo le donne vanno a dormire, ma Rossella si alza dal letto e decide di andare a cercare Ashley per comunicargli il suo amore. Lo trova insieme a tutti gli altri uomini, mentre questi sono intenti a discutere di politica.

La minaccia del governo federale di imporre le regole della società industriale e di abolire la schiavitù, fonte di manodopera a basso costo per la coltivazione del cotone, incita gli animi idealisti dei giovani del Sud ad abbracciare l'idea di una guerra di secessione. Un noto e scaltro avventuriero di Charleston, Rhett Butler, avverte tutti i partecipanti alla discussione della superiorità di mezzi degli Stati nordisti: egli, infatti, è stato negli Stati del Nord e fa notare a tutti che il Sud è totalmente sprovvisto di fabbriche di cannoni e munizioni; inoltre, la maggior parte dei campi coltivabili vengono destinati al cotone e ad altri beni secondari, non al cibo, e quindi i nordisti con le loro forti navi da guerra potrebbero, bloccando i porti, tagliare i rifornimenti a tutto il Sud. La maggior parte degli uomini prende le parole di Butler come un'offesa alla patria, e l'orgoglio impedisce a tutti di ascoltare i saggi consigli dell'uomo, che ha fama di rinnegato. In particolare Carlo Hamilton, fratello di Melania, vorrebbe sfidarlo a duello ma Ashley riporta la calma tra i due.

Butler esce dalla sala della riunione; Ashley lo segue per dovere d'ospitalità e, nel cercare di raggiungere Rhett, si imbatte in Rossella, che lo porta in una stanza e gli comunica il suo affetto. Lui, però, risponde che pur volendo molto bene a Rossella intende sposare ugualmente Melania; udito questo, Rossella va su tutte le furie e, dopo l'uscita di Ashley dalla stanza, lancia un vaso contro il muro, rompendolo. In quel momento si accorge che Rhett Butler era nascosto dietro il divano e che ha sentito tutta la conversazione. Pochi minuti dopo arriva la notizia che la guerra di secessione è cominciata: la migliore gioventù del Sud corre ad arruolarsi. Rossella riceve la proposta di matrimonio di Carlo Hamilton e, sebbene non innamorata di lui, accetta per fare un dispetto ad Ashley. Poco dopo il doppio matrimonio, i due mariti partono per la guerra.

La guerra[modifica | modifica wikitesto]

La guerra tanto desiderata finalmente arriva: Ashley è partito ma, dopo un iniziale successo del Sud, la tragica realtà sconvolge le speranze dei sudisti. Nel frattempo Rhett, sfruttando le sue conoscenze e la sua audacia, diventa uno tra gli uomini più ricchi del Sud, forzando il blocco nordista con le sue navi e rifornendo di provviste gli Stati confederati. Le truppe nemiche avanzano inesorabilmente e le perdite sono sempre più gravi; muore anche il marito di Rossella, Carlo Hamilton, anche se non sul campo di battaglia (lo ucciderà una rosolia con complicazioni polmonari).

La vedovanza non si addice ad una ragazza tanto giovane ed esuberante: la madre quindi pensa che sia meglio per Rossella andare ad Atlanta dove vivono Melania e la zia Pittipah. Rossella parte con la serva Prissy sempre sperando di poter vedere presto Ashley. La situazione precipita quando l'esercito nordista si appresta ad assediare la città, proprio quando Melania sta per dare alla luce un figlio. Rossella si vede costretta controvoglia ad accudire i soldati feriti e – per una promessa fatta ad Ashley – a vegliare su Melania. Quando ormai la città è nel caos, Rhett porta in salvo le due donne attraversando la stazione in fiamme. Sulla strada per Tara, Rhett si congeda da loro con l'intenzione di arruolarsi nell'esercito sudista, anche se la guerra è ormai praticamente persa, e dichiara finalmente il suo amore per Rossella, ma questa, ancora innamorata di Ashley, respinge il suo bacio appassionato.

Giunta a casa, Rossella trova il suo vecchio mondo distrutto: la povertà più assoluta, le sorelle malate di tifo, la madre morta e il padre malato di mente (è ancora convinto che la moglie sia viva). Assume pertanto il ruolo di capofamiglia e gestisce tutte le attività lavorative a Tara: questo le procura l'odio della sorella Susele per via dei modi dispotici con cui obbliga tutti a lavorare fino allo stremo, nonostante la stessa Rossella fatichi ininterrottamente per cercare di guadagnare quei pochi soldi necessari ad andare avanti. Finalmente un giorno Gerald O'Hara, il padre di Rossella, torna a casa dopo essere stato in città e comunica a tutti che la guerra è finita: il Sud si è arreso. Nella disperazione generale Rossella ha l'intuizione di intensificare la produzione di cotone, prevedendo un immediato rialzo del prezzo.

La ricostruzione[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante l'intuizione di Rossella, le tasse imposte dai nordisti sono altissime e il commercio di cotone, sebbene redditizio, non le consente di riprendere il suo vecchio stile di vita; le consente però di sfamarsi, tanto che permette a Melania di rifocillare tutti i reduci che ritornano affamati dal fronte. Tra questi un giorno arriva anche Ashley, che comincia a collaborare lavorando a Tara. Un giorno torna in visita il vecchio sovrintendente John Wilkerson con l'ex amante ora moglie Emma Slattery, i due vorrebbero comprare la casa e la piantagione sicuri di ottenerla ad un prezzo stracciato ma Rossella li scaccia. Il padre Gerald li insegue con il suo cavallo ma cade dopo un salto e muore.

Rossella ha altro a cui pensare: per via di una nuova fortissima tassa imposta dai nordisti, infatti, rischia di perdere l'intera proprietà. La donna si rende conto di non essere in grado di procurarsi il denaro in tempo e decide di andare a trovare Rhett Butler, agli arresti come prigioniero di guerra; inizialmente Rossella finge di non avere problemi e di essere andata da Rhett solo per fargli una visita, ma egli è più furbo di quanto Rossella immagini e intuisce in breve la verità. Tuttavia non è in grado di aiutarla, poiché il suo denaro è depositato all'estero.

Tornando dalla prigione, Rossella e Mami, la sua schiava nutrice, si imbattono in Franco Kennedy, il fidanzato di Susele, e vengono a sapere che ha aperto un negozio e una segheria che gli hanno consentito di mettere da parte una piccola fortuna. Nella sua ambizione, Rossella sposa il fidanzato della sorella con l'intenzione di impadronirsi dei suoi soldi per pagare le tasse e sfrutta la segheria per arricchirsi, facendo affari anche con gli stessi nordisti. Si illude di essere ancora innamorata del malinconico Ashley, che però resta fedele a Melania e preferisce ricordare il mondo romantico dell'anteguerra. Ancora una volta, però, Rossella rimane vedova, perché il marito cade in uno scontro a fuoco per un regolamento di conti. Anche Ashley resta ferito, ma viene salvato dal provvidenziale intervento di Rhett, di cui Rossella continua a diffidare.

Il terzo matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Rhett, ricchissimo e innamorato, riesce finalmente a sposare Rossella. Ma il loro matrimonio non sarà tutto rose e fiori: infatti Rossella ancora non ha dimenticato il suo ideale di sempre: Ashley. Questa cosa fa innervosire sempre di più Rhett, il cui sincero sentimento è messo a dura prova dall'atteggiamento capriccioso e indifferente di Rossella. I due hanno una figlia, Diletta, sulla quale Rhett riversa tutto il suo affetto, che viene poi distrutto dalla morte della piccola per una caduta da cavallo. In seguito, muore anche Melania, che prima di spirare ricorda a Rossella l'amore che Rhett prova per lei. Quando Ashley, alla fine, confessa che Melania era il suo unico sogno che non fosse stato distrutto dalla realtà, Rossella si rende conto di aver amato un'illusione, e che Rhett era probabilmente il suo vero, inconsapevole, amore. Ma è ormai troppo tardi: stanco dei suoi capricci, Rhett la lascia sulla porta di casa con una promessa di divorzio, rispondendo alla domanda di Rossella: «Se te ne vai, che sarà di me? Che farò?» con la famosa frase:

« Francamente, me ne infischio. »

Altrettanto memorabile è la frase conclusiva, pronunciata da Rossella tra le lacrime, che riassume la complessità di un personaggio romantico quale quello di Rossella O'Hara:

« Tara! A casa! A casa mia! E troverò un modo per riconquistarlo. Dopotutto, domani è un altro giorno! »

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Margaret Mitchell, autrice del romanzo

L'idea di trarre un film dal popolarissimo romanzo di Margaret Mitchell venne al produttore David O. Selznick, questi condusse una lunga trattativa e alla fine riuscì ad acquistare i diritti dall'autrice per la somma record di 50.000 dollari, subito dopo propose alla Warner Bros. di aiutarlo nella produzione, ma a causa di alcuni strascichi sulle scelte degli attori questo accordo andò a monte: Selznick scelse alla fine, contro il parere dei suoi collaboratori, di produrre in proprio il film, e trovò un accordo con la Metro Goldwyn Mayer per la distribuzione in cambio di una percentuale sui profitti.

Selznick cominciò a preparare il film insieme a George Cukor; la coppia impiegò più di un anno per preparare tutto il necessario alle riprese. Le prime scene vennero girate a partire dal 10 dicembre del 1938 ma vennero subito sospese per via del Natale; di fatto le riprese vere e proprie cominciarono il 26 gennaio 1939. Il produttore era talmente concentrato sulla realizzazione del film, da "invadere" costantemente il set durante le riprese obbligando registi, attori e sceneggiatori ad assecondare ogni suo capriccio. Non a caso durante la lavorazione molti membri dello staff furono licenziati o si dimisero e i loro ruoli furono riassegnati.

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Sidney Howard, principale autore della sceneggiatura

La sceneggiatura del film è una delle parti più travagliate; dopo aver acquistato i diritti del libro, Selznick iniziò a scriverla personalmente. Alla fine venne accreditata nei titoli di testa a Sidney Howard che di fatto ne è il principale autore; questi per completarla senza le interruzioni di Selznick fu costretto a risiedere per un breve periodo di tempo al di fuori degli Stati Uniti. In realtà oltre al produttore e ad Howard vi misero le mani altri 8 sceneggiatori (tra cui gli scrittori Francis Scott Fitzgerald e Ben Hecht non accreditati)[2] tra sostituti e collaboratori che vennero cambiati prima e durante le riprese con una velocità che spaventava tutto il resto del cast, alcuni di questi dieci sceneggiatori lavorarono infatti solo pochi giorni tuttavia vennero consistentemente retribuiti.

Howard venne pagato circa 2.000 $ a settimana (per un totale di 84.834 $) e non vide mai l'opera finita perché morì il 23 agosto 1939, quando il film era in sala montaggio. Alla fine per pagare tutti i 10 sceneggiatori il produttore spese complessivamente 126.000 $, se si sommano a questi i 50.000 $ pagati per i diritti all'autrice Selznick spese 176.000 $ senza avere ancora in mano neanche un metro di pellicola.

Casting[modifica | modifica wikitesto]

Clark Gable[modifica | modifica wikitesto]

Quando Selznick propose il film alla Warner Bros., i due principali candidati ad interpretare le parti di Rossella e Rhett erano Bette Davis ed Errol Flynn. I due, tuttavia, erano poco tempo prima venuti a lite e mal si sopportavano: Selznick avrebbe dovuto cambiare almeno uno dei due, ma poi gli accordi con la WB saltarono e Selznick fu costretto a ripiegare altrove. Una volta accordatosi con la MGM Selznick rimase indeciso se contattare Clark Gable o Gary Cooper, ma quando quest'ultimo rispose affermando:

« Via col vento sta per diventare il più grande flop della storia del cinema, e sarà Clark Gable a perderci la faccia e non Gary Cooper »
(Gary Cooper)

il produttore non ebbe più dubbi e assegnò la parte a Clark Gable senza indugiare e con l'approvazione di tutto il pubblico americano; la MGM fu d'accordo fin dall'inizio e Gable venne scritturato. In quel periodo Gable stava divorziando da Ria Langham e la moglie voleva 400.000 dollari per concedere il divorzio al marito; questi, tuttavia, non era in grado di pagare una somma così alta tutta insieme, ma alla fine ricevette come compenso 400.000 per il divorzio, più 120.000 dollari per sé.

Vivien Leigh[modifica | modifica wikitesto]

Vivien Leigh in una scena del film

Molto più complicata e travagliata è stata la scelta per l'attrice che doveva interpretare Rossella. Furono provinate circa 1400 attrici, tra cui Paulette Goddard, Susan Hayward, Katharine Hepburn, Carole Lombard, Jean Arthur, Tallulah Bankhead, Norma Shearer, Barbara Stanwyck, Joan Crawford, Lana Turner, Joan Fontaine, Bette Davis, Alicia Rhett (alla quale poi andò il ruolo di Lydia Wilkes) e Loretta Young; al momento dell'inizio delle riprese nel dicembre 1938 non si aveva ancora un nome definitivo e si dovette cominciare senza la protagonista.

In mezzo a questo elenco di star hollywoodiane la parte venne assegnata alla poco conosciuta Vivien Leigh; questa ottenne un provino quando venne presentata quasi per caso al fratello del produttore, Myron Selznick, mentre si girava la scena dell'incendio di Atlanta. Alla fine rimasero in lizza due attrici: Paulette Goddard e appunto Vivien Leigh. Una leggenda vuole che la Goddard perse il ruolo perché non riuscì a dimostrare di essere realmente sposata con Charlie Chaplin, con cui conviveva, e questo per il moralista e capo della MGM Louis B. Mayer era del tutto inaccettabile. Nemmeno Vivien Leigh era sposata e conviveva con Laurence Olivier, ma a differenza della Goddard la storia non era nota al grande pubblico e per questo ottenne la parte e 25.000 dollari. I due si sposarono comunque poco tempo dopo, il 31 agosto 1940 come promesso a Mayer.

Altri componenti[modifica | modifica wikitesto]

La selezione per scritturare Ashley (Leslie Howard) non creò grossi problemi perché Howard era già sotto contratto con la MGM e la sua convocazione fu gradita al produttore e fu subito scartata l'idea iniziale di scritturare Randolph Scott; viceversa per il ruolo di Melania, Selznick contattò Olivia de Havilland, sotto contratto con la WB. La De Havilland voleva la parte e cercò in tutti i modi di convincere Jack Warner (il presidente della WB) a lasciarla libera per questa occasione, alla fine fu la moglie di Warner (amante del libro e ammiratrice della De Havilland) a convincere il marito a lasciare libera l'attrice.

Per il ruolo di Mami venne eseguito un casting; i giochi sembrarono fatti quando Eleanor Roosevelt (moglie del presidente Franklin Delano Roosevelt) telefonò personalmente a Selznick per proporre la sua governante Elizabeth McDuffie per quella parte;[3] Hattie McDaniel aveva partecipato al casting ma era convinta di non ottenere la parte perché era precedentemente nota per ruoli comici completamente diversi da quello di Mami e credeva che i produttori cercassero un'attrice più seria, tuttavia le cose cambiarono quando Clark Gable (con cui la McDaniel aveva già lavorato in precedenza in Sui mari della Cina e Saratoga) sostenne vigorosamente la sua candidatura.[4] Alla fine Selznick diede retta all'attore e scritturò la McDaniel per quel ruolo che l'ha resa celebre e le ha consentito di essere la prima attrice di colore a ricevere l'Oscar.

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la lunghissima pre-produzione necessaria a realizzare i 90 set necessari[2] ebbero inizio le riprese; queste durarono dal 10 dicembre 1938 al 27 giugno del 1939 e impiegarono complessivamente più di 2.400 comparse.[2] Le prime scene girate furono quelle dell'incendio di Atlanta. Vennero girate quasi due ore di pellicola, da cui furono estratti i pochi minuti visibili nel film. Questa sproporzione è spiegata dal fatto che l'occasione di ripresa fu unica, in quanto furono bruciate diverse scenografie di vecchi film tra cui la famosa porta del film King Kong del 1933, che portò addirittura ad un'irruzione sul set dei vigili del fuoco, avvertiti da alcuni residenti del luogo che si erano spaventati vedendo alte fiamme e un denso fumo levarsi dal set. Il film venne diretto inizialmente da George Cukor che insieme al produttore aveva realizzato tutta la pre-produzione, ma dopo meno di tre settimane di riprese il produttore cacciò Cukor a causa delle loro continue liti e in sostituzione chiamò Victor Fleming, che stava lavorando al film "Il mago di Oz". Fleming iniziò a girare il film ma dopo alcuni mesi venne condotto ad un grave esaurimento nervoso dalle continue intromissioni del produttore e decise di prendersi una vacanza. Selznick allora chiamò Sam Wood per sostituirlo, ma anche Wood venne cacciato pochi giorni prima del rientro di Fleming, in attesa del quale la regia venne affidata allo scenografo William Cameron Menzies.[5] In tutto i minuti girati da Wood montati nel film sono 33, quelli di Cukor 17.[2]

Anche i direttori della fotografia non rimasero immuni alle manie di perfezionismo di Selznick, infatti all'inizio venne scritturato Lee Garmes ma dopo un mese di riprese venne sostituito da Ernest Haller perché Selznick giudicava la fotografia di Garmes troppo oscura per il film; rimase invece sempre costante Ray Rennahan per il technicolor. La scena alla stazione, con una distesa interminabile di feriti, impiegò quasi mille comparse e altrettanti manichini mossi dalle comparse stesse.[2] Diversi particolari di scenografie, tra cui i soffitti della villa alle Dodici Querce e parte della stazione ferroviaria erano semplicemente dipinti su un vetro sovrapposto all'inquadratura.[5] Nella scena del ballo di beneficenza i due protagonisti fecero ricorso ad una pedana girevole per accentuare il movimento rotatorio della danza.[5]

Durante le riprese gli screzi fra i membri del cast non furono pochi; l'aneddoto più famoso è legato al fatto che Vivien Leigh detestava le scene in cui doveva baciare Gable che, benché ancor giovane, già portava la dentiera e aveva, secondo l'attrice, un alito "mefistofelico". Inoltre la Leigh era infastidita dal fatto che lei lavorò ininterrottamente per 125 giorni percependo 25.000 dollari, Gable ne prese 120.000 lavorando per 71 giorni intervallati da vacanze. Una curiosità singolare riguarda il fatto che durante tutti i mesi di riprese i 4 attori principali (Leigh, Gable, Howard e De Havilland) recitarono tutti insieme solo per una scena: quella del ritorno dei mariti dalla spedizione a Shantytown, che nel film occupa circa due minuti. Un'altra curiosità singolare riguarda il fatto che dei quattro attori principali i tre che interpretano i personaggi che sopravvivono (Gable, Leigh e Howard) sono morti in giovane età, viceversa la De Havilland, nata nel 1916, è tuttora in vita mentre nel film il suo personaggio è l'unico a morire. Oltre la De Havilland, altro personaggio che era rimasto in vita del cast di Via col vento, era Alicia Rhett (alias Lydia Wilkes) la quale, nata il 1 febbraio 1915, è, però, deceduta il 3 gennaio 2014 a quasi 99 anni.

Post-Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine delle riprese il materiale girato era moltissimo: 158.000 metri di pellicola. Hal C. Kern, assunto per il montaggio cominciò immediatamente a lavorare a ritmo forsennato, seguendo le direttive di Fleming e dell'onnipresente Selznick (che ovviamente aveva sempre l'ultima parola). Una prima versione rozza venne preparata in breve tempo, poi da questa furono eliminati circa 45 minuti arrivando alla versione definitiva attuale; in questa versione definitiva vennero montati solo 6.800 metri del totale girato.[2]

Poco tempo prima della prima proiezione pubblica il produttore ebbe dei problemi con la censura; infatti nella celebre ultima battuta di Rhett Butler, Clark Gable in lingua originale dice "Frankly, my dear, I don't give a damn", il termine "damn" era fortemente dispregiativo nella parlata dell'epoca e veniva interpretato come una bestemmia, pertanto le autorità pretendevano che fosse eliminato o sostituito. Tuttavia Selznick non si arrese, consultò i più importanti dizionari di lingua e interpellò diverse personalità del campo fino a riuscire a dimostrare che il termine "damn" era effettivamente forte ma non andava considerato come bestemmia. Questo consentì a Selznick di tenere invariata la scena pagando 5.000 $ di sanzione.[5]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Per la colonna sonora Selznick aveva a disposizione Herbert Stothart, sotto contratto con la MGM e disposto a collaborare.[6] Selznick voleva a tutti costi Max Steiner che però aveva un contratto di esclusiva con la major rivale Warner Bros., questo però non fermò il produttore che accettò di pagare una pesante penale pur di avere il suo compositore preferito.[6] Steiner era indubbiamente un compositore di talento, e aveva composto un gran numero di colonne sonore, tuttavia veniva generalmente considerato ripetitivo perché le sue composizioni erano tutte molto somiglianti tra di loro;[6] per il film "Via col vento" scriverà il brano che lo renderà celebre e che tuttora viene ascoltato e utilizzato (in Italia è la sigla storica del programma Porta a Porta di Bruno Vespa). Il produttore chiamò anche Adolph Deutsch, Hugo Friedhofer, Heinz Roemheld, William Axt, Franz Waxman per completare il lavoro con brani addizionali di musica non originale.[6]

Questo è l'elenco dei brani utilizzati nel film:

  1. Selznick International Theme
  2. Main Theme
  3. (I Wish I Was in) Dixie's Land
  4. Katie Belle
  5. Under the Willow She's Sleeping
  6. Lou'siana Belle
  7. Dolly Day
  8. Ring, Ring de Banjo!
  9. Sweet and Low
  10. Ye Cavaliers of Dixie
  11. Taps
  12. Massa's in de Cold Ground
  13. Maryland, My Maryland
  14. Irish Washerwoman
  15. Gary Owen
  16. When Johnny Comes Marching Home
  17. Weeping, Sad and Lonely (When This Cruel War Is Over)
  18. The Bonnie Blue Flag
  19. Hark! The Herald Angels Sing
  20. Tramp! Tramp! Tramp! (The Boys Are Marching)
  21. The Old Folks at Home (Swanee River)
  22. Go Down Moses (Let My People Go)
  23. My Old Kentucky Home
  24. Marching Through Georgia
  25. Battle Hymn of the Republic
  26. Beautiful Dreamer
  27. Jeanie with the Light Brown Hair
  28. Yankee Doodle
  29. Stars of the Summer Night
  30. Bridal Chorus (Here Comes the Bride)
  31. Deep River
  32. For He's a Jolly Good Fellow
  33. London Bridge Is Falling Down
  34. Ben Bolt (Oh Don't You Remember)

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La locandina del film.

La prima proiezione avvenne ad Atlanta in Georgia il 15 dicembre 1939, a questa proiezione non poté prendere parte Hattie McDaniel per via delle leggi razziali all'epoca in vigore in Georgia; la première ottenne grande successo e Via col vento incassò 945.000 dollari solo nel primo fine settimana di proiezione. A fronte di un costo stimato in 3,9 milioni di dollari, è a tutt'oggi il film che ha avuto il maggiore incasso di tutti i tempi, correlando il valore dell'inflazione.

Il successo del film è talmente duraturo che negli Stati Uniti viene occasionalmente riproiettato da alcune sale cinematografiche e dal 1939 ad oggi ha incassato 198.000.000 $ sul mercato interno,[7] cifra che ricalcolata con l'inflazione lo mette al primo posto dei film americani più visti con 1.329.453.600 $ di incasso.[8] L'incasso globale è di 400.176.459 $,[7] conservando comunque il 92º posto nella classifica dei film che hanno incassato di più nella storia del cinema in termini assoluti;[9] correggendo la classifica con l'inflazione Via col Vento è rimasto al primo posto con circa 2.700.000.000 $ incassati fino al 2010, anno in cui è stato superato da Avatar (2009) di James Cameron. Nel 2014 torna al primo posto come film di maggiore incasso della storia del cinema con 3.301.400.000 $ guadagnati.

La sala numero 6 del cinema CNN6 Centre di Atlanta proietta ininterrottamente Via col vento due volte al giorno dal 1939.[5] Il film venne distribuito con la tecnica del Roadshow Theatrical Release, ovvero distribuire il film in poche copie e proiettarlo in alcune grandi città scelte prima di dare inizio alla diffusione su larga scala. Di fatto il film venne distribuito su tutto il territorio degli Stati Uniti solo a partire dal 1941, e anche per l'esportazione si seguì lo stesso metodo, portando così ad una dilazione notevole dei tempi di uscita nei vari paesi (in Italia la prima proiezione del film è avvenuta il 3 novembre 1948, poco meno di nove anni dopo la première di Atlanta).

Date di uscita e titoli internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Le date di uscita internazionali sono state:

in Belgio (Autant en emporte le vent / Gejaagd door de wind),
nei Paesi Bassi (Gejaagd door de wind);

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Benché il 1948 sia l'anno ufficiale di prima edizione del film in Italia, in quell'occasione la pellicola fu distribuita in edizione originale con sottotitoli. Evidentemente la realizzazione dell'adattamento italiano aveva richiesto un notevole sforzo. L'anno successivo, a maggio, Franco Schirato dirige alla Fono Roma il celebre doppiaggio classico del film, che sfodera il meglio dei soci della CDC nei vari ruoli. Realizzata in 17 turni di lavoro, la versione italiana di Via col vento esce trionfalmente in tutte le sale nel marzo del 1950 e rimane in cartellone per più di un anno. Da allora il film ha avuto numerose riedizioni, precisamente nel 1954, 1958, nel 1962, nel 1968 (in 70 millimetri e suono stereofonico), nel 1972 e nel 1977. In quest'ultima occasione il film viene proposto con un ridoppiaggio i cui nuovi dialoghi vengono affidati a Roberto De Leonardis, l'adattatore di fiducia di Walt Disney. Piccoli spunti vengono ripresi dal doppiaggio d'epoca, ma il resto risulta totalmente nuovo. Le differenze principali che si registrano nelle due versioni italiane sono:

  • Nel doppiaggio d'epoca del film tutti gli attori di colore sono doppiati con un italiano sgrammaticato ed i verbi all'infinito. Nell'edizione del '77 la cosa viene considerata una forma di razzismo nei confronti delle persone di colore, poiché quell'italiano scorretto stava a sottolineare l'inferiorità di cultura dei neri rispetto ai bianchi[10] (tuttavia c'è da dire che anche in originale i personaggi di colore del film si esprimono in maniera non corretta). Nel ridoppiaggio del film, così, gli attori non bianchi vengono doppiati in italiano perfetto. Un altro film ridoppiato per lo stesso motivo tre anni prima è I racconti dello zio Tom (1946),[11] pellicola nella quale è presente tra l'altro la stessa Hattie McDaniel.
  • A differenza della versione storica, Rossella e Rhett non si danno del "voi" ma del "lei" ed Ashley e Rossella, da tempo amici e forse qualcosa in più, si danno del "tu".
  • Nella riedizione, la maggior parte dei nomi rimane in originale: Rossella non torna ad essere Scarlett un po' per la notorietà raggiunta dal personaggio con questo specifico nome, un po' perché la traduzione risulta abbastanza indovinata (scarlet = rosso scarlatto); al contrario, abbiamo "Charles" al posto di "Carlo" Hamilton, "Frank" al posto di "Franco" Kennedy, "India" al posto di Lydia Wilkes ecc.
  • La nuova traduzione è fedelissima ai dialoghi originali, molto di più rispetto al copione italiano del 1949.

La direzione del ridoppiaggio è di Mario Maldesi ed il cast di voci annovera: Ada Maria Serra Zanetti (Rossella), Luigi Vannucchi (Rhett), Rodolfo Traversa (Ashley), Angiola Baggi (Melania), Anita Laurenzi (Mammy), Laura Boccanera (Prissy), Corrado Gaipa (Gerald O'Hara), Benita Martini (Bella Watling). Tale ridoppiaggio, però, è stato messo definitivamente in naftalina con la prima trasmissione televisiva del film che ha privilegiato il doppiaggio originale con le indimenticabili caratterizzazioni di Lydia Simoneschi (Rossella), Emilio Cigoli (Rhett), Sandro Ruffini (Ashley), Renata Marini (Melania), Maria Saccenti (Mammy), Zoe Incrocci (Prissy), Mario Besesti (Gerald O'Hara), Giovanna Scotto (Bella Watling) e così via. Questo significa che il rifacimento si è ascoltato solo nel 1977 e in nessun'altra occasione, ed infatti le VHS, i DVD e il Blu-Ray Disc contengono tutti l'audio italiano del '49. Unica possibilità oggi di poter apprezzare il ridoppiaggio è una rarissima pellicola super 8 rigorosamente bootleg del 1978 ottenuta controtipando il 35 mm.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il film è da sempre giudicato come l'apice del divismo e dell'esagerazione hollywoodiana, infatti la sua lavorazione complessa e il grande dispendio di mezzi indicano la volontà del produttore di realizzare un'opera mastodontica. Tuttavia il film è generalmente considerato un'opera di altissimo valore artistico, le critiche riguardano infatti unicamente la durata del film che è ritenuta da alcuni esagerata (ma in parte giustificata dalla voluminosità del romanzo).[12] Alla sua uscita comunque il film venne subito accolto con parere favorevole dalla maggior parte della critica cinematografica, colpita in modo particolare dalla veridicità delle ricostruzioni storiche e dalla sua grandiosità di ambienti ben curati.[13] Una parte della critica invece attaccò duramente il film accusandolo di appoggiare troppo esplicitamente la causa sudista; altre critiche mosse al film lo accusano di avere poca consistenza artistica e di essere la solita storia d'amore con la guerra civile come inutile contorno.

Pino Farinotti assegna nel suo dizionario ben 5 stelle al film, il massimo voto possibile[14] e Paolo Mereghetti si associa assegnando a Via col vento 4 stelle nella sua guida (anche qui il massimo possibile). Diversamente Morando Morandini nel suo dizionario del cinema assegna al film un voto generale nettamente inferiore ma comunque onorevole di tre stelle su 5,[1] evidenziando comunque i meriti dell'opera e i suoi difetti.

Nel 1998 l'American Film Institute ha collocato Via col vento al quarto posto della AFI's 100 Years... 100 Movies, ovvero la lista dei cento film americani più importanti (dopo Quarto potere, Casablanca e Il padrino),[15] spostandolo poi al sesto nella versione del 2007.[16] Inoltre tre citazioni di dialoghi del film sono stati inseriti nella lista delle migliori battute di sempre, ossia:[17]

  • "Francamente me ne infischio" di Clark Gable, al 1º posto;
  • "Dopotutto, domani è un altro giorno" di Vivien Leigh, al 31º posto;
  • "Lo giuro davanti a Dio... non soffrirò mai più la fame" di Vivien Leigh, al 59º posto.

È stato inserito nella lista del sito theyshootpictures.com al 62º posto dei migliori 1.000 film di sempre,[18] compare inoltre nella lista dei migliori film di films101.com (39º posto)[19] e al 18º posto della classifica stilata dai lettori di Time Out.[20] Empire Magazine lo ha inserito al 18º posto nella sua lista pubblicata nel 1999[21] e al 44º posto di quella pubblicata nel 2003.[21] Nel 1999 la rivista italiana Ciak ha stilato due liste dei 100 migliori film della storia, uno fatta dai lettori e una dai critici cinematografici interpellati, Via col vento compare in entrambe. Nel 1989 negli Stati Uniti è stato selezionato dal National Film Registry per la conservazione ed è stato riversato in forma digitale. Figura inoltre al 157º posto della Top 250 di IMDb[22] con una media voti di 8,2/10.[23] Il voto medio attribuito dagli utenti registrati di Rottentomatoes.com è 8,7/10.[13]

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, la realizzazione dei manifesti fu affidata ai pittori cartellonisti Ercole Brini e Silvano Campeggi, che firma le sue opere con il diminutivo Nano, collaboratori abituali della MGM. I manifesti e le locandine della prima edizione, stampate dalla Zincografica di Firenze, portano tutti la data del 1948 che è quella della prima uscita in Italia del film. Esistono edizioni successive alla prima: 1952, 1954, 1956 (Metroscope), 1961, 1967, 1977, 1982.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Premi speciali[modifica | modifica wikitesto]

Olivia de Havilland e Hattie McDaniel erano in corsa per lo stesso premio, poi vinto dalla seconda. Sidney Howard morì prima dell'uscita del film e per questo il premio gli venne attribuito postumo, primo caso nella storia degli Oscar. Clarke Gable si arrabbiò molto per aver perso l'Oscar quell'anno. Disse:

« Questi maledetti europei, ci ruberanno tutto[24] »

Infatti Robert Donat, vincitore con "Addio, Mr. Chips!" era inglese, così come Vivien Leigh.

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

DVD[modifica | modifica wikitesto]

Esistono circa 16 diverse versioni in DVD di Via col vento, questo perché in alcune occasioni è stato inserito all'interno di cofanetti tematici contenenti i capolavori del cinema statunitense, oppure le migliori interpretazioni di Clark Gable. Tuttavia in rare occasioni queste edizioni contengono contenuti speciali di approfondimento sulla realizzazione, il motivo è dovuto al grandissimo segreto imposto dal produttore che non gradiva fotografi e giornalisti sul set per timore di imitazioni e plagi dell'opera. Nel 2004 è stata pubblicata dalla Warner un'edizione speciale composta da un cofanetto contenente 4 DVD, all'interno di questi dischi oltre al film (in inglese, francese e italiano) è possibile trovare una quantità di contenuti speciali senza precedenti, infatti contiene:

  • Centenario della Guerra Civile: cinegiornale del 1961
  • Cinegiornale della prima proiezione del 1939
  • Commento di Rudy Behlmer
  • Gable: un ricordo
  • Il restauro di una leggenda
  • Le considerazioni di Olivia de Havilland
  • Prologo internazionale
  • Sequenze del film in altre lingue
  • The Old South: cortometraggio del 1940
  • Trailer cinematografici
  • Via col vento: una leggenda del cinema
  • Vivien Leigh e il personaggio di Rossella

Il 17 novembre 2009 è stata pubblicata l'edizione speciale per il settantesimo anniversario di "Via col vento", per la prima volta in alta definizione su Blu-ray Disc. Ancora sono sconosciute le specifiche tecniche dell'edizione italiana, ma quasi sicuramente l'edizione speciale in DVD conterrà cinque dischi, mentre in blu-ray due dischi. Quella di "Via col vento" è stata definita l'uscita più importante del 2009, insieme a "Il mago di Oz" (edito sempre dalla warner) e "Biancaneve e i sette nani" (anch'esso per la prima volta edito in Blu-ray).

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato citato complessivamente più di 200 volte nella storia del cinema tra parodie, scene rifatte e riprese citazioni esplicite. Alcune di queste citazioni riguardano le battute più famose pronunciate dai protagonisti (si ricordano ad esempio The Mask e La sposa cadavere in cui viene citata la frase Francamente me ne infischio), altre sono invece casi in cui le scene del film ricordano quelle di Via col Vento, ci sono anche casi (come ad esempio Nuovo Cinema Paradiso)[25] in cui vengono inserite nel film le scene originali dell'opera di Fleming. Anche Adriano Celentano ha reso omaggio al film, infatti uno dei suoi show televisivi si intitola come la celebre battuta di Gable. Esiste inoltre una trasposizione a fumetti del film, Paperino e il vento del Sud, parodia disneyana di Via col Vento pubblicata nel 1982 in cui Paperino veste i panni di Rhett (Paper Butler) e Paperina quelli di Rossella (Paperella O'Hara)[26].

Differenze rispetto al romanzo[modifica | modifica wikitesto]

  • Rispetto al film, il romanzo si sofferma anche sul contesto storico, dedicando molte pagine alla guerra di secessione, alla povertà e alla ricostruzione che ne derivarono, ma anche alla condizione delle donne e dei neri e ai valori intrascindibili della società del sud.
  • Molti alleggerimenti sono stati apportati al personaggio di Rhett Butler: Di fatto, il film mantiene gli aspetti principali del suo carattere, ma lo rende molto più prevedibile nei sentimenti e addirittura meno "crudele". Basti pensare che nel romanzo egli spesso punzecchia Rossella con frasi crudeli, come ad esempio quando le dice di averla sposata "solo per averti come giocattolo" . È sottovalutata la descrizione del suo ruolo nel forzare il blocco imposto dai nordisti ai porti del Sud. Inoltre, mentre nel libro alcuni episodi lasciano intendere che Rhett ha avuto un figlio da una relazione precedente ai fatti narrati, nel film questo particolare è del tutto assente.
  • Nella pellicola, il personaggio di Bella Watling è più presente, come la scena in cui Rhett la mette a confronto con Rossella dopo l'ennesimo litigio. Questa scena, dove tra l'altro i due si dicono addio, è assente nel libro.
  • Nel film Rhett restituisce a Melania e a Rossella la fede che esse avevano donato per la Causa. Nel libro egli fa riavere il prezioso anello solo a Melania.
  • Nel romanzo Rossella ha avuto altri due figli: Wade Hampton Hamilton (avuto dal primo marito Carlo Hamilton), ed Ella Lorena Kennedy, figlia di Franco. Nel film essi non compaiono, così come sono stati eliminati alcuni personaggi, alcuni dei quali molto importanti come Will Bereton, la madre dei gemelli Tarleton, Franco Picard, Cade Calvert, i fratelli Fontaine, e tanti altri.
  • Nel film manca completamente la parte biografica su Gerald O'Hara, nel libro infatti viene narrata la sua partenza dall'Irlanda, il suo arrivo negli Stati Uniti e il modo in cui è diventato un possidente terriero.
  • Nel film non si parla nemmeno delle vicende che portarono la ricca quindicenne Elena Robillard ad accettare il matrimonio con Gerald (di molti anni più vecchio di lei). Per Elena è impossibile continuare a vivere a Savannah con il padre e le sorelle, colpevoli di averla separata dal cugino Filippo Robillard (la pecora nera della famiglia) e della di lui successiva morte. Nel libro Elena, in punto di morte a causa del tifo, pronuncia ad alta voce il nome "Filippo".
  • Prima di sposare Rossella, Carlo Hamilton nel romanzo è fidanzato con Gioia, nel film con Lydia (India nella versione originale inglese). Di fatto, nel film Lydia Wilkes è l'unica sorella di Ashley, risultato di una fusione tra i due personaggi per motivi cinematografici.
  • La morte di Gerald O'Hara avviene in seguito alla visita a Tara dall'ex sorvegliante Wilkerson; nel libro, la morte è provocata, sia pur indirettamente, dagli intrighi della sorella di Rossella, Susele (Suellen nella versione originale inglese). È solo una delle tante modifiche apportate per rendere gli eventi più scorrevoli, rispettando la durata della pellicola.
  • Nella notte in cui le mogli attendono il rientro dei mariti da Shantytown, Melania nel film legge David Copperfield di Charles Dickens, mentre nel romanzo era I miserabili, di Victor Hugo.
  • Sono stati eliminati tutti i riferimenti al Ku Klux Klan, background storico molto presente nella seconda metà del romanzo.
  • Nel film la sorella di Rossella, Carolene, non entra in convento, come invece avviene nel libro.
  • Nel film, la prima volta che Rhett lascia Rossella il viaggio è a Londra; l'uomo torna su richiesta della piccola Diletta mentre nel film padre e figlia andranno a Charleston dalla madre di lui e dalle zie di Rossella. Sempre nel romanzo non c'è un motivo che spiega il ritorno di Rhett.

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rossella (romanzo) e Rossella (miniserie televisiva).

La scrittrice Alexandra Ripley alla fine degli anni ottanta ha acquistato i diritti dell'opera e nel 1991 ha pubblicato un romanzo dal titolo Rossella che inizia poco tempo dopo la fine del libro della Mitchell, da questo libro è stato tratto anche uno sceneggiato televisivo dal titolo Rossella trasmesso nel 1994 e interpretato da Timothy Dalton nel ruolo che fu di Clark Gable e da Johanna Kilmer nella parte della protagonista.

Sia il libro che il film hanno ottenuto un buon successo, tuttavia nettamente inferiore all'originale. La storia di questo sequel segue gli eventi del primo libro e riguarda i propositi di Rossella di riconquistare Rhett Butler.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Laura, Luisa e Morando Morandini, Via col vento in MYmovies, Morandini, 2007. URL consultato il 19 aprile 2014.
  2. ^ a b c d e f I segreti del film in xoomer.alice.it. URL consultato il 19 aprile 2014.
  3. ^ (EN) Jill Watts, Hattie McDaniel: Black Ambition, White Hollywood, HarperCollins, 2005, p. 151, ISBN 978-0-06-051491-4.
  4. ^ (EN) Warren G. Harris, Clark Gable: A Biography, Harmony, 2002, p. 203, ISBN 0-307-23714-1.
  5. ^ a b c d e Via col vento in lunargate.net. URL consultato il 26 dicembre 2007. [collegamento interrotto]
  6. ^ a b c d Via col vento - Kolossal a confronto in cinekolossal.com. URL consultato il 19 aprile 2014.
  7. ^ a b (EN) Gone with the Wind (19399, Box Office Mojo. URL consultato il 19 aprile 2014.
  8. ^ Classifica dei film di maggiore incasso negli USA corretta con l'inflazione, da boxofficemojo.com. URL consultato il 27 dicembre 2007.
  9. ^ (EN) All Time Box Office Adjusted for Ticket Price Inflation, Box Office Mojo. URL consultato il 19 aprile 2014.
  10. ^ Nunziante Valoroso, Via col vento (Gone with the Wind, Usa 1939), ASINC. URL consultato il 19 aprile 2014.
  11. ^ Alessandro Sperlì, Il mondo dei doppiatori. URL consultato il 19 aprile 2014.
  12. ^ Il volume della Arnoldo Mondadori Editore, collana Classici d'autore è composto da 872 pagine. ISBN 88-04-49601-0
  13. ^ a b (EN) Gone With the Wind (1939), Rotten Tomatoes. URL consultato il 19 aprile 2014.
  14. ^ Via col vento in Mymovies, Farinotti. URL consultato il 26 dicembre 2007.
  15. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  16. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies - 10th Anniversary Edition, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  17. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movie Quotes, American Film Institute. (archiviato dall'url originale il 24 novembre 2005).
  18. ^ (EN) The Top 100 Films [51-75] in theyshootpictures.com. (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2003).
  19. ^ (EN) The Best Movies of All Time by Rank in films101.com. URL consultato il 19 aprile 2014.
  20. ^ (EN) Top 100 Films (Readers) from Time Out Film Guide in filmsite.org. URL consultato il 19 aprile 2014.
  21. ^ a b (EN) 100 Greatest Movies Of All Time by Empire Magazine in filmsite.org. URL consultato il 19 aprile 2014.
  22. ^ (EN) IMDb Top 250, IMDb. URL consultato il 19 aprile 2014.
  23. ^ (EN) Via col vento - User ratings, IMDb. URL consultato il 19 aprile 2014.
  24. ^ Via col vento 4 in cinematocasa.it. URL consultato il 19 aprile 2014.
  25. ^ Il celebre bacio di Rossella e Rhett è inserito nella memorabile scena finale.
  26. ^ Paperino e il vento del Sud

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cristalli, Paola (2001). Victor Fleming, Via col vento. Lindau. ISBN 978-88-7180-367-8
  • Morandini, Laura, Luisa e Morando. Morandini 2008: Dizionario dei film. Zanichelli. ISBN 978-88-08-20250-5
  • (EN) Bridges, Herb (1998). The Filming of Gone with the Wind. Mercer University Press. ISBN 0-86554-621-5.
  • (EN) Bridges, Herb (1999). Gone with the Wind: The Three-Day Premiere in Atlanta. Mercer University Press. ISBN 0-86554-672-X.
  • (EN) Cameron, Judy, & Paul J. Christman (1989). The Art of Gone with the Wind: The Making of a Legend. Prentice Hall. ISBN 0-13-046740-5.
  • (EN) Harmetz, Aljean (1996). On the Road to Tara: The Making of Gone with the Wind. New York: Harry N. Abrams. ISBN 0-8109-3684-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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