Pamphlet
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Il pamphlet è un genere letterario situabile tra lo scritto polemico e quello satirico. Ogni singolo pamphlet presenta delle caratteristiche ricorrenti, derivanti dalla specifica codificazione di questa tipologia discorsiva. L'enunciazione è sempre in prima persona, e assume toni generalmente critici e irriverenti. Dal punto di vista materiale, il pamphlet è spesso un testo breve, anche se non necessariamente.
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[modifica] I luoghi comuni tematici
Tendenzialmente l'autore del pamphlet presenta il proprio testo come uno sfogo estemporaneo, come una reazione viscerale di fronte ad una situazione insostenibile. Un altro tratto tipico è che la presa di parola sia equiparata in questi testi ad un atto virile di coraggio, compiuto dall'unico individuo, l'autore, in grado di percepire i fatti nella piena luce della verità.
Chi scrive risponde ad un imperativo ineludibile che proviene dal proprio foro interiore, ma spesso non nutre la speranza, considerata illusoria, di poter modificare il corso della realtà. Lo stato di cose presente è visto come decadenza e corruzione rispetto ad un'età dell'oro, in genere non meglio identificata.
A essere corrotti, a seconda dei casi, possono essere di volta in volta la civiltà nella sua interezza, una specifica società, oppure i costumi diffusi all'epoca dell'autore. Nei pamphlet, inoltre, sono sovente presenti delle profezie apocalittiche. Tendenzialmente si fanno rientrare nel genere anche le invettive personali; ad esempio, À l'agité du bocal, violento attacco di Céline contro Sartre, è considerato un pamphlet.
[modifica] Lo stile
Il fatto che l'autore presenti il proprio pamphlet come frutto di uno sfogo irriflesso condiziona la presentazione stilistico-retorica degli argomenti. Il tono è convenzionalmente vibrante e spesso isterico; largo spazio è lasciato a locuzioni ingiuriose e all'invettiva.
Il pathos è onnipresente all'interno dei pamphlet, e suo veicolo principale sono le figure retoriche, tra cui soprattutto metafore, ossimori e antitesi. Dato che colui che scrive presenta le proprie convinzioni come frutto dell'evidenza del suo sguardo sulla realtà, l'argomentazione è in genere scarna, la ricerca delle prove appare superflua e le posizioni avversarie o l'ingenuità dei lettori sono spesso oggetto di ironia e sarcasmo.
[modifica] L'etimologia
L'etimologia è incerta: probabilmente il termine deriva dal latino Pamphilus, nome del protagonista del popolare poema d'amore Pamphilus seu de amore (XII secolo). La forma intermedia sarebbe stata quindi l'anglo-latino panfletus, che a sua volta avrebbe dato luogo all'inglese pamphilet o panflet, e al diminutivo francese pamphillèt.
Il poema De Amore ebbe un grandissimo successo, e dunque una diffusa circolazione. Da qui si spiega probabilmente che il nome proprio di un'opera sia passato ad indicare un insieme di testi pensati per un pubblico il più possibile esteso.
Altre etimologie attestate, meno probabili, sono «palme-feuillet», o il greco παν-φλἐγω.
Sin dal XIV secolo in Inghilterra il termine ebbe il significato di "opuscolo", "libretto", significato che conserva ancora oggi; nel XVII secolo assunse il significato di "libello", "scritto polemico".
[modifica] Fonti
- Marc Angenot, La parole pamphlétaire, Payot, Paris, 1982.
- Gilberto Rovai, Inventiva e invettiva nell'Ottocento francese. I pamphlets di Courier, About, Veuillot, Lafargue, Mimesis, Milano, 1997.
- http://www.etymonline.com/index.php?l=p&p=2
- http://www.uis.unesco.org/ev.php?ID=5096_201&ID2=DO_TOPIC
- http://www.dizionario-italiano.it/definizione-lemma.php?definizione=pamphlet&lemma=P00F3000