Pamphlet

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se hai problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Pamphlet anarchici in Francia.

Un pamphlet (termine francese traducibile con libello) è un breve saggio. L'autore sostiene, con esso, un argomento di attualità (sociale o politica) in modo dichiaratamente di parte e con intento polemico o satirico; ha lo scopo di risvegliare la coscienza popolare su un tema che divide.

Nato nel XVIII secolo in Francia, è diventato un genere letterario.

Ogni singolo pamphlet presenta delle caratteristiche ricorrenti, derivanti dalla specifica codificazione di questo genere letterario.

L'enunciazione è sempre in prima persona, e assume toni generalmente critici e irriverenti. Dal punto di vista esteriore, il pamphlet è spesso un testo breve, anche se non necessariamente.

Indice

Etimologia [modifica]

L'etimologia è incerta: probabilmente il termine deriva dal latino Pamphilus, nome del protagonista del popolare poema d'amore Pamphilus seu de amore (XII secolo). Il poema ebbe un grandissimo successo, e dunque un'ampia circolazione, in tutta l'Europa medievale. Da qui si spiega probabilmente come il nome di un personaggio di un'opera molto popolare sia passato ad indicare una classe di testi pensati per un pubblico il più possibile esteso. La commedia fu nota in Francia con il titolo popolare di Pamphilet: da questo nome in antico francese derivò poi il termine attuale, che assunse il significato odierno nella Francia del XVIII secolo[1].

La forma intermedia tra Pamphilus e pamphlet sarebbe stata il latino anglicizzato panfletus, che a sua volta avrebbe dato luogo all'inglese pamphilet o panflet, e al diminutivo francese pamphillèt.

Altre etimologie attestate, meno probabili, sono «palme-feuillet», o il greco παν-φλἐγω.

Sin dal XIV secolo in Inghilterra il termine ebbe il significato di "opuscolo", "libretto", significato che conserva ancora oggi; nel XVII secolo assunse il significato di "libello", "scritto polemico".

I luoghi comuni tematici [modifica]

A sermon preached at Fort St. George, pamphlet di William Thomson. Siccome i phamplet erano a basso prezzo e facili da produrre, venivano spesso utilizzati per diffondere idee personali in materie politiche o religiose.

Tendenzialmente l'autore del pamphlet presenta il proprio testo come uno sfogo estemporaneo, come una reazione viscerale di fronte ad una situazione non più sostenibile. Un altro tratto tipico è che la presa di parola sia equiparata ad un atto di coraggio: l'autore è, nella generale acquiescenza ed omologazione delle idee, l'unico individuo in grado di percepire i fatti nella piena luce della verità.

Chi scrive risponde ad un imperativo ineludibile che proviene dal proprio io interiore, ma spesso non nutre la speranza, considerata illusoria, di poter modificare il corso della realtà.

A essere corrotti, a seconda dei casi, possono essere di volta in volta: la civiltà nella sua interezza, una specifica società, oppure i costumi diffusi all'epoca dell'autore.

Nei pamphlet, inoltre, sono sovente presenti delle profezie apocalittiche. Tendenzialmente si fanno rientrare nel genere anche le invettive personali; ad esempio, À l'agité du bocal, perentorio attacco di Céline contro Sartre, è considerato un capolavoro del genere pamphlet.

Lo stile [modifica]

Il fatto che l'autore presenti il proprio pamphlet come frutto di uno sfogo irriflesso condiziona la presentazione stilistico-retorica degli argomenti. Il tono è convenzionalmente vibrante e spesso isterico; largo spazio è lasciato a locuzioni ingiuriose e all'invettiva.

Il pathos è onnipresente all'interno dei pamphlet, e suo veicolo principale sono le figure retoriche, tra cui soprattutto metafore, ossimori e antitesi. Dato che colui che scrive presenta le proprie convinzioni come frutto dell'evidenza del suo sguardo sulla realtà, l'argomentazione è in genere scarna, la ricerca delle prove appare superflua e le posizioni avversarie o l'ingenuità dei lettori sono spesso oggetto di ironia e sarcasmo.

Note [modifica]

  1. ^ pamphlet, Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia italiana

Bibliografia [modifica]

  • Marc Angenot, La parole pamphlétaire, Payot, Paris, 1982.
  • Gilberto Rovai, Inventiva e invettiva nell'Ottocento francese. I pamphlets di Courier, About, Veuillot, Lafargue, Mimesis, Milano, 1997.

Voci correlate [modifica]