Biancaneve e i sette nani (film 1937)

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Biancaneve e i sette nani
Snow white 1937 trailer screenshot.jpg
Titolo originale dal trailer del film
Titolo originale Snow White and the Seven Dwarfs
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 1937
Durata 83 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.37:1
Genere animazione, fantastico, musicale, romantico
Regia David Hand, Perce Pearce, William Cottrell, Larry Morey, Wilfred Jackson, Ben Sharpsteen
Soggetto Fratelli Grimm
Sceneggiatura Dorothy Ann Blank, Richard Creedon, Merrill De Maris, Otto Englander, Earl Hurd, Dick Richard, Ted Sears, Webb Smith
Produttore Walt Disney
Casa di produzione Walt Disney Productions
Distribuzione (Italia) RKO Radio Pictures
Art director Ken Anderson, Tom Codrick, Hugh Hennesy, Harold Miles, Kendall O'Connor, Charles Philippi, Hazel Sewell, Terrell Stapp, McLaren Stewart, Gustaf Tenggren
Character design Albert Hurter, Joe Grant
Animatori Hamilton Luske, Fred Moore, Bill Tytla, Norman Ferguson, Frank Thomas, Les Clark, Dick Lundy, Fred Spencer, Art Babbitt, Bill Roberts, Eric Larson, Bernard Garbutt, Milt Kahl, Grim Natwick, Robert Stokes, Jack Campbell, James Algar, Marvin Woodward, Al Eugster, Shamus Culhane, Cy Young, Stan Quackenbush, Joshua Meador, Ward Kimball, Ugo D'Orsi, Wolfgang Reitherman, George Rowley, Robert Martsch
Musiche Frank Churchill Leigh Harline, Paul J. Smith
Tema musicale "Il mio amore un dì verrà"
Scenografia Samuel Armstrong, Mique Nelson, Phil Dike, Merle Cox, Ray Lockrem, Claude Coats, Maurice Noble
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Doppiaggio originale

Ridoppiaggio (1972)

Premi

Biancaneve e i sette nani (Snow White and the Seven Dwarfs) è un film del 1937 diretto da David Hand. È un film d'animazione americano prodotto da Walt Disney e distribuito dalla RKO Radio Pictures. Basato sull'omonima fiaba dei fratelli Grimm, è il primo lungometraggio in cel animation della storia del cinema, il primo film d'animazione prodotto in America, il primo ad essere stato prodotto completamente a colori e il primo film prodotto dalla Walt Disney Productions, nonché il primo Classico Disney.[1] La storia venne adattata dagli storyboard artists Dorothy Ann Blank, Richard Creedon, Merrill De Maris, Otto Englander, Earl Hurd, Dick Rickard, Ted Sears e Webb Smith. David Hand fu il supervisore alla regia, mentre William Cottrell, Wilfred Jackson, Larry Morey, Perce Pearce e Ben Sharpsteen diressero le sequenze individuali del film.

Il film venne proiettato in anteprima al Carthay Circle Theatre il 21 dicembre 1937, e distribuito in tutti gli USA il 4 febbraio 1938. In Italia uscì l'8 dicembre dello stesso anno. Dopo la sua prima uscita (prima delle riedizioni) il film aveva incassato un totale di 8 milioni di dollari in tutto il mondo. Il film è stato aggiunto al National Film Registry degli Stati Uniti per essere considerato "culturalmente, storicamente o esteticamente significativo" nel 1989. Era uno dei due film d'animazione a comparire nella lista dei 100 più grandi film americani di tutti i tempi dell'American Film Institute nel 1997 (l'altro era Fantasia, sempre della Disney), al numero 49 della classifica. Ha raggiunto il numero 34 nella revisione del 2007, questa volta come unico film in animazione tradizionale della lista. L'AFI lo ha eletto il miglior film d'animazione americano di tutti i tempi nel 2008.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Attraverso un prologo testuale raccontato in un libro di fiabe, al pubblico viene detto che Biancaneve è una principessa che vive con la matrigna, una regina vanitosa e malvagia che si presume abbia assunto il controllo del regno dopo la morte del padre di Biancaneve. Temendo che la bellezza di Biancaneve possa superare la sua, la regina l'ha costretta a lavorare come sguattera, e ogni giorno ha chiesto al suo Specchio Magico "chi è la più bella del reame". Per molti anni lo specchio ha sempre risposto che era la regina, soddisfacendola.

In apertura del film, lo specchio magico informa la regina che Biancaneve è la più bella del reame. La donna, gelosa, ordina ad un cacciatore di portare Biancaneve nel bosco e di ucciderla. Chiede inoltre che il cacciatore ritorni con il cuore di Biancaneve in un cofanetto come prova del fatto. Il cacciatore incontra Biancaneve, ma decide di non farle del male. Egli implora il suo perdono in lacrime, rivelando che la regina la vuole morta, e la spinge a fuggire nel bosco e non tornare più indietro, riportando alla monarca il cuore di un cinghiale.

Persa e spaventata, la principessa fa amicizia con le creature della foresta che la portano a una casetta in mezzo al bosco. Trovando sette piccole sedie nella sala da pranzo della casa, Biancaneve presuppone che quella sia la casetta trasandata di sette bambini orfani. Diventa ben presto evidente che essa appartiene invece a Sette Nani adulti, Dotto, Brontolo, Gongolo, Pisolo, Mammolo, Eolo e Cucciolo, che lavorano in una miniera nelle vicinanze. Tornando a casa, i nani si allarmano trovando l'abitazione pulita, e pensano che un intruso l'abbia invasa. I nani trovano Biancaneve al piano di sopra che dorme in tre dei loro letti. Biancaneve si sveglia trovando i nani al suo capezzale e si presenta, e tutti i nani alla fine le danno il loro benvenuto nella casa dopo aver capito che sa cucinare e pulire molto bene. Biancaneve inizia una vita nuova cucinando, pulendo e badando alla casa dei nani mentre loro cercano i diamanti nella miniera, e alla sera cantano, suonano e ballano.

Nel frattempo, la regina scopre che Biancaneve è ancora viva quando lo specchio risponde ancora una volta che la ragazza è la più bella del reame. Usando la magia per travestirsi da vecchia, la regina crea una mela avvelenata che farà cadere in un "sonno mortale" chiunque la mangi. La donna spiega che Biancaneve crollerebbe in un sonno magico se dovesse dare anche un solo morso della mela. Il sonno può essere curato solo dalla potenza del "primo bacio d'amore". La regina si convince che non c'è alcun pericolo per i suoi piani, poiché i nani non sarebbero in grado di risvegliare Biancaneve, pensando che sia morta, e la seppellirebbero. La Regina va alla casetta mentre i nani sono via, e inganna Biancaneve facendole mordere la mela avvelenata. Appena Biancaneve si addormenta la Regina esclama: "E ora la più bella sono io!" I nani vendicativi, allertati dagli animali del bosco che l'avevano riconosciuta, inseguono la regina fino alla cima di un dirupo e la intrappolano. Lei cerca di far rotolare un masso sopra di loro, ma un fulmine colpisce il precipizio su cui sta in piedi, facendolo collassare. La Regina muore cadendo, e il suo corpo viene schiacciato dal macigno.

I nani tornano alla loro casetta e trovano Biancaneve apparentemente morta, essendo tenuta in un sonno simile alla morte dalla pozione. Non disposti a seppellirla nel terreno fuori dalla vista, la mettono invece in una bara di vetro dai profili dorati, posizionata in una radura nella foresta. Insieme alle creature del bosco, i nani vegliano su di lei sempre. Dopo qualche tempo, un principe, che aveva già incontrato Biancaneve e se ne era innamorato, viene a sapere del suo sonno eterno e va a visitare la sua bara. Rattristato dalla sua apparente morte, lui la bacia, rompendo l'incantesimo e risvegliandola. I nani e tutti gli animali gioiscono, mentre il principe porta Biancaneve al suo castello, che si illumina in presenza della ragazza.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Walt Disney presenta ognuno dei sette nani in una scena del trailer cinematografico originale del 1937 di Biancaneve e i sette nani.
  • Biancaneve (Snow White): è una giovane principessa e la protagonista del film. È la figlia di un grande re la cui moglie morì quando Biancaneve era molto giovane. La sua cattiva matrigna l'ha costretta a lavorare come sguattera nel castello. Nonostante questo, Biancaneve mantiene un atteggiamento allegro, ma ingenuo.
  • La regina: è la matrigna di Biancaneve e l'antagonista principale del film. Quando il suo specchio magico le dice che Biancaneve è più bella di lei, arruola subito il cacciatore perché la uccida nel bosco. Dopo aver scoperto che Biancaneve non è morta, si traveste da vecchia strega e utilizza una mela avvelenata al fine di eliminare Biancaneve dal suo cammino senza ucciderla.
  • Il principe: vede per la prima volta Biancaneve mentre lei sta cantando al suo pozzo dei desideri. Si innamora immediatamente di lei e della sua voce. Riappare in seguito per risvegliarla.
  • Dotto (Doc): il capo dei sette nani, indossa gli occhiali e spesso mescola le sue parole.
  • Brontolo (Grumpy): inizialmente disapprova la presenza di Biancaneve nella casa dei nani, ma in seguito la mette in guardia dalla minaccia rappresentata dalla Regina e si precipita in suo aiuto quando realizza che lei è in pericolo, guidando lui stesso la carica. È il nano con il naso più grande, e si vede spesso con un occhio chiuso.
  • Gongolo (Happy): è il nano gioioso e di solito è raffigurato mentre ride.
  • Pisolo (Sleepy): è sempre stanco e appare laconico nella maggior parte delle situazioni.
  • Mammolo (Bashful): è il più timido dei nani, ed è spesso imbarazzato dalla presenza di qualsiasi attenzione diretta a lui.
  • Eolo (Sneezy): si è guadagnato il suo nome a causa dei suoi starnuti straordinariamente potenti (causati dal raffreddore da fieno), che soffiano attraverso la stanza anche il più pesante degli oggetti.
  • Cucciolo (Dopey): è l'unico nano senza barba. È goffo e muto, e Gongolo spiega che semplicemente "non ha mai provato a parlare".
  • Lo Specchio Magico: lo schiavo dello specchio appare come un maschera verde in nuvole di fumo. La regina gli chiede regolarmente chi è la più bella del reame.
  • Il cacciatore: Nonostante il suo status di assassino della regina, il cacciatore non può sopportare di uccidere Biancaneve, anche quando la regina gli ordina di portarle il cuore della principessa.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Lo sviluppo di Biancaneve e i sette nani cominciò all'inizio del 1934, e in giugno Walt Disney annunciò la produzione del suo primo lungometraggio al New York Times.[2] Prima di Biancaneve e i sette nani, lo studio Disney era stato coinvolto soprattutto nella produzione di cortometraggi animati delle serie Mickey Mouse e Sinfonie allegre. Disney sperava di espandere il prestigio e i ricavi del suo studio passando ai lungometraggi,[3] e stimò che Biancaneve e i sette nani potesse essere prodotto con un budget di 250.000 dollari; questo era dieci volte il bilancio di una Sinfonia allegra media.[2]

Walt Disney dovette combattere per ottenere la produzione del film. Sia suo fratello e socio in affari Roy Disney che la moglie Lillian tentarono di convincerlo a lasciar perdere,[3] e l'industria cinematografica di Hollywood si riferì beffardamente al film come "Follia Disney" mentre era in produzione. Disney dovette anche ipotecare la sua casa per contribuire a finanziare la produzione del film, che alla fine arrivò ad un costo totale di quasi 1.500.000 dollari, una somma enorme per un lungometraggio nel 1937.[4]

Sceneggiatura[modifica | modifica sorgente]

Trailer del film, con recensioni, cels di produzione e la presentazione dei personaggi con le loro caratteristiche.

Il 9 agosto 1934 ventuno pagine di appunti, dal titolo "Suggerimenti per Biancaneve", vennero compilate dal redattore Richard Creedon, suggerendo i personaggi principali, così come situazioni e 'gag' per la storia. Come Disney aveva dichiarato all'inizio del progetto, l'attrazione principale della storia per lui erano i sette nani e le loro possibilità di "pazzia" e "gag"; le tre riunioni per la storia tenutesi nel mese di ottobre con la partecipazione di Disney, Creedon, Larry Morey, Albert Hurter, Ted Sears e Pinto Colvig furono dominate da tali argomenti. A questo punto, Disney sentiva che la storia sarebbe dovuta iniziare con la scoperta di Biancaneve della casetta dei sette nani.[2] Walt Disney aveva suggerito fin dall'inizio che ognuno dei nani, i cui nomi e personalità non sono indicati nella fiaba originale, potesse avere una personalità individuale. I nomi dei nani vennero scelti da un gruppo di circa 50 potenziali, tra cui Jumpy, Deafy, Dizzey, Hickey, Wheezy, Baldy, Gabby, Nifty, Sniffy, Swift, Lazy, Puffy, Stuffy, Tubby, Shorty e Burpy.[5] I sette finalisti sono stati scelti attraverso un processo di eliminazione. Il capo dei nani, che avrebbe dovuto essere pomposo, presuntuoso e maldestro, venne chiamato Dotto; gli altri furono nominati per i loro tratti caratteriali distintivi. Al termine delle riunioni per la storia di ottobre, tuttavia, solo Dotto, Brontolo, Mammolo, Pisolo e Gongolo erano stati nominati; a quel punto, Eolo e Cucciolo erano stati sostituiti da 'Jumpy' e da un anonimo settimo nano.[4]

Insieme ad una focalizzazione sulle caratterizzazioni e le possibilità comiche dei nani, le diciotto pagine di contorno della storia scritte da Creedon per riunioni di ottobre erano caratterizzate da un flusso continuo di gag così come dal tentativo della regina di uccidere Biancaneve con un pettine avvelenato, un elemento preso dalla storia originale dei Grimm. Dopo aver convinto Biancaneve ad usare il pettine, la regina mascherata sarebbe sfuggita viva, ma i nani sarebbero arrivati in tempo per rimuoverlo. Dopo il fallimento del pettine, la regina avrebbe catturato il principe e l'avrebbe rinchiuso nella prigione, dove lei sarebbe andata a trovarlo (schizzi della storia mostrano questo evento sia con la regina che con la strega) e avrebbe usato la magia per portare in vita gli scheletri del castello, facendoli ballare per lui e identificando uno scheletro come 'il principe Oswald' (un esempio dell'atmosfera più divertente di questo trattamento della storia originale[2]). È scritto nelle note della storia che la regina ha tale potere magico solo nel suo dominio, il castello. Poiché il principe si rifiutava di sposarla, la regina lo avrebbe lasciato alla sua morte (uno schizzo mostra il principe intrappolato in una camera sotterranea che si sta riempiendo d'acqua[6]) mentre si faceva strada verso la casetta dei nani con la mela avvelenata. Gli animali della foresta avrebbero aiutato il principe a scappare dai servi della regina e a trovare il suo cavallo. Il principe avrebbe cavalcato verso la casetta per salvare Biancaneve, ma avrebbe preso la strada sbagliata (nonostante gli avvertimenti gli animali della foresta e del suo cavallo, che egli, a differenza di Biancaneve, non riusciva a capire). Egli, pertanto, non sarebbe arrivato in tempo per salvarla dalla regina, ma avrebbe potuto salvarla con il suo primo bacio d'amore. Questa trama non venne utilizzata nel film finale, anche se molti schizzi della scena nel castello sono stati fatti da Ferdinand Hovarth.

Altri esempi della natura più comica della storia a questo punto sono i suggerimenti per gag sulle verruche della strega e una regina 'da cartoon, grassa, eccentrica e compiaciuta'.[2] Il principe era una specie di pagliaccio, e faceva una serenata a Biancaneve in maniera più comica. Walt Disney incoraggiava tutto il personale dello studio a contribuire alla storia, offrendo cinque dollari per ogni 'gag'; tali gag includono i nasi dei nani che appaiono sopra i piedi del letto la prima volta che incontrano Biancaneve.[7]

Disney era preoccupato che un tale approccio comico avrebbe diminuito la plausibilità dei personaggi e, intuendo che era necessario più tempo per lo sviluppo della regina, consigliò in una traccia circolata il 6 novembre che venisse prestata attenzione esclusivamente alle "scene in cui appaiono solo Biancaneve, i nani, e i loro amici animali e uccelli". I nomi e le personalità dei nani, tuttavia, erano ancora "aperti al cambiamento". Una riunione del 16 novembre portò ad un'altra traccia dal titolo 'I nani scoprono Biancaneve', che introduceva il personaggio di Cucciolo, il quale si rivelò essere la caratterizzazione dei nani di maggior successo popolare.[5] Per il resto del 1934 Disney sviluppò ulteriormente la storia da solo, trovando un dilemma nella caratterizzazione della Regina, che sentiva non potesse più essere 'grassa' e 'eccentrica', ma un 'tipo dalla bellezza signorile' (una possibilità già cresciuta in riunioni per la storia precedenti). Disney non sì concentrò più sul progetto fino all'autunno del 1935; si pensa che possa aver dubitato della sua abilità e di quella del suo studio, e che il suo viaggio in Europa quell'estate avesse ripristinato la sua fiducia. A questo punto Disney e i suoi sceneggiatori si focalizzarono sulle scene in cui Biancaneve e i nani vengono presentati al pubblico e tra di loro. Egli diede i possibili incarichi a tutti coloro che lavoravano al film in un memorandum del 25 novembre 1935, e aveva deciso le personalità dei singoli nani.[2]

All'inizio si pensava che i nani sarebbero stati il fulcro della storia, e molte sequenze furono scritte per i sette personaggi. Tuttavia, ad un certo punto, si decise che la spinta principale della storia sarebbe stata fornita dal rapporto tra la regina e Biancaneve.[7] Per questo motivo, diverse sequenze con i nani vennero tagliate dal film. La prima, che venne animata nella sua interezza prima di essere tagliata, mostrava Dotto e Brontolo che discutevano sulla permanenza di Biancaneve nella loro casa. Un'altra, anch'essa completamente animata, avrebbe mostrato i nani mentre mangiano la zuppa rumorosamente e disordinatamente; Biancaneve (senza successo) tenta di insegnare loro a mangiare 'come gentiluomini'. Una sequenza parzialmente animata coinvolgeva i nani in riunione, mentre cercano di pensare ad un regalo per Biancaneve; questa doveva essere seguita dall'elaborata 'sequenza della costruzione del letto', in cui i nani e gli animali della foresta costruiscono e intagliano un letto per la principessa. Anche questa venne tagliata, poiché si pensava che avrebbe rallentato il moto della storia.[7] Le sequenze della zuppa e del letto erano state animate da Ward Kimball, che venne talmente scoraggiato dalla loro rimozione che considerò di lasciare lo studio; comunque Disney lo persuase a rimanere, promuovendolo supervisore all'animazione del Grillo Parlante nel suo lungometraggio successivo, Pinocchio.[8]

Design[modifica | modifica sorgente]

La famosa sequenza dell'"Ehi-Ho!" di Biancaneve venne animata da Shamus Culhane.

L'autorità primaria per il design del film era il concept artist Albert Hurter. Tutti i disegni utilizzati nel film, dall'aspetto dei personaggi al look delle rocce sullo sfondo, hanno dovuto soddisfare l'approvazione di Hurter prima di essere ultimati.[6] Altri due concept artists hanno contribuito allo stile visivo di Biancaneve e i sette nani: Ferdinand Hovarth (i cui disegni erano spesso più difficili da animare di quelli di Hurter, ma che ha prodotto una serie di concetti oscuri per il film) e Gustaf Tenggren, il cui stile era preso in prestito da artisti del calibro di Arthur Rackham e John Bauer, e quindi possedeva la qualità d'illustrazione europea a cui Walt Disney era interessato. Tenggren venne utilizzato principalmente come stilista di colore e per determinare la messa in scena e l'atmosfera di molte delle scene del film. Egli disegnò anche le locandine del film e illustrò il libro di stampa. Tuttavia, solo Hurter riceve un credito per il film, come disegnatore dei personaggi. Altri artisti che lavorarono al film includono Joe Grant, il cui più importante contributo fu il design della regina in forma di strega.[6]

Don Graham sapeva davvero cosa stava insegnando, e lui ti "mostrava" come fare qualcosa - non si limitava a parlare. Egli ci insegnò cose che erano molto importanti per l'animazione. Come semplificare i nostri disegni - come tagliare fuori tutto il superfluo che i dilettanti hanno l'abitudine di usare. Egli ci mostrò come fare un disegno dall'aspetto solido. Ci insegnò dei punti di tensione - come un ginocchio piegato, e come la gamba dei pantaloni scende da quel ginocchio e l'importanza delle pieghe che ne derivano per descrivere la forma. Imparai un inferno di cose da lui!

Art Babbitt[9]


Art Babbitt, un animatore che si era unito allo studio Disney nel 1932, invitò sette dei suoi colleghi (che lavoravano nella sua stessa stanza) di andare con lui ad un corso d'arte che egli stesso aveva allestito nella sua casa a Hollywood Hills. Anche se non c'era nessun insegnante, Babbit aveva reclutato un modello che posasse per lui e i suoi compagni animatori mentre loro disegnavano. Queste "lezioni" venivano tenute settimanalmente; ogni settimana, più animatori sarebbero venuti. Dopo tre settimane, Walt Disney chiamò Babbit nel suo ufficio e si offrì di provvedere alle forniture, allo spazio di lavoro e ai modelli necessari se le sessioni fossero state spostate nello studio. Babbit gestì le sessioni per un mese, finché l'animatore Hardie Gramatky suggerì di reclutare Don Graham; l'insegnante d'arte presso il Chouinard Institute tenne la sua prima lezione allo studio il 15 novembre 1932, e poche settimane dopo a lui si unì Phil Dike.[2] Queste lezioni interessavano principalmente l'anatomia umana e il movimento, anche se in seguito le istruzioni inclusero analisi di azione, anatomia animale e recitazione.[9]

Anche se le lezioni vennero originariamente descritte come una "battaglia brutale", con istruttori e studenti poco esperti dei mestieri altrui,[2] l'entusiasmo e l'energia di entrambe le parti rendevano le lezioni stimolanti e utili per tutti i soggetti coinvolti. Graham spesso proiettava cortometraggi Disney e, insieme con gli animatori, forniva una critica sui punti di forza e debolezza. Ad esempio, Graham criticò l'animazione di Babbit sul topo Abner in Il cugino di campagna perché "prendeva alcune delle ovvie azioni di un ubriaco senza coordinare il resto del corpo", mentre lo elogiò perché manteneva il suo umorismo senza essere "grossolano, mediocre o volgare. Il topo di campagna si diverte sempre".[9]

Il primo dovere del cartone animato non è quello di immaginare o duplicare l'azione reale o le cose come realmente accadono, ma di dare vita e azione a un personaggio; di raffigurare sullo schermo cose che sono scorse attraverso l'immaginazione del pubblico e di portare alla vita sogni e fantasie a cui abbiamo pensato tutti durante la vita o ci siamo raffigurati in varie forme durante la nostra vita... Io sicuramente sento che non possiamo fare le cose fantastiche in base a quelle reali, a meno che prima non conosciamo il reale. Questo punto dovrebbe essere messo in evidenza in modo molto chiaro a tutti gli uomini nuovi, e anche agli uomini più anziani.

Walt Disney nel 1935[9]


Pochissimi degli animatori presso lo studio Disney avevano avuto una formazione artistica (la maggior parte erano fumettisti nei quotidiani); tra questi pochi c'era Grim Natwick, che si era formato in Europa. Il successo dell'animatore nella progettazione e animazione di Betty Boop per i Fleischer Studios mostrava una comprensione dell'anatomia femminile umana, e quando Walt Disney assunse Natwick gli vennero dati da animare quasi esclusivamente personaggi femminili. I tentativi di animare Persefone, la protagonista femminile di The Goddess of Spring, si erano rivelati in larga misura inefficaci; l'animazione di Natwick dell'eroina in Pasticciopoli mostrò una maggiore promessa, e all'animatore finalmente venne dato il compito di animare Biancaneve. Sebbene riprese live action di Biancaneve, del principe e della regina vennero girate come riferimento per gli animatori, essi disapprovavano il rotoscope, considerandolo un ostacolo alla produzione di una caricatura efficace. Nessuna animazione di Babbit sulla regina venne realizzata col rotoscope;[10] nonostante le obiezioni di Graham e Natwick, tuttavia, alcune scene di Biancaneve e il principe vennero tracciate direttamente dalle riprese live-action.[9][11]

All'epoca, Disney incoraggiava inoltre il suo staff a vedere una varietà di film. Questi variavano dal mainstream, come Giulietta e Romeo della MGM (a cui Disney ha fatto riferimento diretto a una riunione per la storia riguardo alla scena in cui Biancaneve si trova nella sua bara di vetro), al più oscuro, tra cui il cinema muto europeo. L'influenza dell'espressionismo tedesco (di cui esistono esempi in Nosferatu il vampiro e Il gabinetto del dottor Caligari, entrambi i quali sono stati raccomandati da Disney al suo staff) si possono trovare in Biancaneve e i sette nani (così come nei due film che l'hanno seguito), in particolare nelle scene di Biancaneve in fuga attraverso la foresta e della trasformazione della regina in strega. Quest'ultima è stata anche ispirata da Il dottor Jekyll del 1931, a cui Disney ha fatto riferimento specifico nelle riunioni per la storia.[9]

Tecniche di realizzazione[modifica | modifica sorgente]

Per rappresentare Biancaneve Walt Disney scelse la figlia di un maestro di ballo di Los Angeles, Marjorie Belcher (nota successivamente anche come Marge Champion), allora sedicenne: i suoi movimenti aggraziati furono filmati per poi essere utilizzati per la realizzazione del lungometraggio mediante la tecnica del rotoscope. La stessa Marjorie interpretò anche la Fata Turchina in Pinocchio. Inizialmente Walt Disney pensava di utilizzare la stessa tecnica per i nani, ma poi abbandonò l'idea.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Trailer cinematografico contenente la canzone "Ehi-Ho!".

Le canzoni di Biancaneve e i sette nani vennero composte da Frank Churchill e Larry Morey. Paul J. Smith e Leigh Harline composero la musica di scena. Canzoni famose di Biancaneve e i sette nani sono "Ehi-Ho!", "Il mio amore un dì verrà", e "Impara a fischiettar". Poiché all'epoca Disney non aveva una propria casa editrice musicale, i diritti di pubblicazione per la musica e le canzoni vennero amministrate attraverso la Bourne Co., che continua a detenere questi diritti. Negli anni successivi, lo studio fu in grado di riacquisire i diritti musicali di molte delle altre pellicole, ma non di Biancaneve. Biancaneve e i Sette Nani diventò il primo film americano ad avere un album con la colonna sonora originale pubblicato in concomitanza con l'uscita della pellicola. Prima di Biancaneve e i sette nani, una registrazione della colonna sonora di un film era inaudita e di scarso valore per uno studio cinematografico.

Album[modifica | modifica sorgente]

L'album uscì nel gennaio 1938 con il titolo Songs from Walt Disney's Snow White and the Seven Dwarfs (with the Same Characters and Sound Effects as in the Film of That Title), e da allora ha avuto numerose espansioni e ristampe. La prima edizione dell'album comprendeva undici tracce. In occasione dell'uscita della Platinum Edition in DVD del film, avvenuta del 2001, l'album è stato ripubblicato in versione rimasterizzata e in stereo. Qui sotto, le tracce dell'edizione italiana.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

  1. Overture - 2:12
  2. Specchio magico - 1:26
  3. Io spero / Non ho che un canto - 3:06
  4. Canzone della regina - 0:45
  5. Nel mezzo del bosco - 2:27
  6. Gli amici animali / Con un canto nel cuor - 3:43
  7. Come una casa di bambole - 2:49
  8. Impara a fischiettar - 3:18
  9. Ehi-Ho! - 2:44
  10. Vediamo cosa c'è di sopra - 1:17
  11. Abbiamo un problema - 4:21
  12. È una ragazza - 4:28
  13. Hurrà! Rimane! - 2:50
  14. Bluddle-Uddle-Um-Dum / Canzone del bagno - 3:29
  15. Mi hanno ingannata - 4:05
  16. La tirolese dei nani / Canzone sciocca - 4:41
  17. Il mio amore un dì verrà - 1:54
  18. Racconta una storia - 2:29
  19. Una morte davvero speciale - 2:03
  20. Perché ti preoccupi, Brontolo? - 2:08
  21. Prepariamo la torta - 3:04
  22. Dagli un morso - 1:28
  23. Coro per Biancaneve - 1:07
  24. Il primo bacio d'amore / Non ho che un canto (ripresa) - 4:22
  25. Il mio amore un dì verrà (Rossana Casale) - 3:35

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Biancaneve e i sette nani debuttò al Carthay Circle Theatre il 21 dicembre 1937 con degli spettatori selvaggiamente ricettivi, molti dei quali erano gli stessi oppositori che avevano soprannominato il film "Follia Disney".[4] Il film ricevette una standing ovation a fine proiezione da un pubblico stellare che comprendeva celebrità come Charlie Chaplin e Paulette Goddard, Shirley Temple, Mary Pickford, Douglas Fairbanks Jr., Judy Garland, Ginger Rogers, Jack Benny, Fred MacMurray, Clark Gable e Carole Lombard, Burns and Allen, Ed Sullivan, Milton Berle, John Barrymore e Marlene Dietrich. Sei giorni dopo, Walt Disney e i sette nani apparvero sulla copertina della rivista TIME. Il New York Times dichiarò: "Grazie mille, signor Disney". Dopo esclusive proiezioni di successo al Radio City Music Hall di New York City e in un teatro a Miami nel gennaio del 1938,[4] la RKO Radio Pictures fece uscire il film in tutti gli USA il 4 febbraio. In Italia venne presentato l'8 agosto alla 6ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia (vincendo il Grande trofeo d'arte della Biennale), e uscì nelle sale l'8 dicembre.

Il film è stato riproposto nelle sale mondiali diverse volte, sempre con grande successo. Negli USA tornò al cinema già nel 1944, al fine di aumentare le entrate dello studio Disney durante il periodo della seconda guerra mondiale. Questa riedizione impostò la tradizione di rieditare i classici Disney ogni sette-dieci anni, e Biancaneve e i sette nani venne ridistribuito nei cinema americani anche nel 1952, 1958, 1967, 1975, 1983, 1987 e 1993. In Italia invece venne riedito nel 1946, 1952, 1962, 1972, 1980, 1987, 1992 e 1994. Per la riedizione del 1972 il film venne ridoppiato, e tale doppiaggio venne utilizzato anche in tutte le riedizioni successive. In concomitanza con la riedizione del cinquantesimo anniversario nel 1987, la Disney pubblicò un romanzo autorizzato della storia, scritto dall'autrice per bambini Suzanne Weyn. Nel 1993 Biancaneve e i sette nani divenne il primo film ad essere interamente scansionato in file digitali, manipolato, e registrato nuovamente. Il progetto di restauro è stato realizzato interamente a risoluzione 4K e con una profondità di colore di 10-bit utilizzando il sistema Cineon per rimuovere digitalmente sporco e graffi e ripristinare i colori sbiaditi.[12]

Data di uscita[modifica | modifica sorgente]

Le date di uscita internazionali sono state:

Edizione italiana[modifica | modifica sorgente]

Per i cinema nostrani tutte le scritte furono tradotte in italiano per volere di Walt Disney stesso che desiderava dare l'illusione che il film fosse stato girato nella lingua in cui lo si guardava. Alcune scritte non vennero rimpiazzate dalle traduzioni equivalenti, ma semplicemente eliminate (ossia coperte), come la scritta "vault" su una porta della miniera dei nani, la scritta "flour" su un contenitore di farina mentre Biancaneve prepara la torta di mirtilli e la scritta "Grumpy" sulla torta medesima (in originale, quindi, la protagonista dedica la torta a Brontolo, mentre per il mercato estero la torta riporta una semplice decorazione). Nelle ultime tre riedizioni le scritte sul libro iniziale e su quello della regina diventano però in disaccordo con le battute dei personaggi: nel secondo doppiaggio è presente anche un narratore, che non legge le stesse scritte che ci sono nel libro, e la stessa cosa fa la regina. Tale discordanza è stata corretta nell'edizione VHS ripristinando le scritte in inglese.

Doppiaggio[modifica | modifica sorgente]

Il primo doppiaggio del film, eseguito nel 1938 negli stabilimenti di Cinecittà, presentava un adattamento molto libero, con diverse battute in rima e uno stile generalmente aulico. Alcuni esempi:

  • Biancaneve morde la mela dicendo «I feel strange» («Mi sento strana»), doppiata con «Ho freddo al cuore».
  • Quando lo specchio rivela alla regina che è stata ingannata dal cacciatore, lei risponde «The heart of a pig! Then I've been tricked!», ovvero «Il cuore di un maiale! Dunque sono stata ingannata!». Questa frase è stata tradotta in «Il cuore d'un capretto! Ah, servo maledetto!».

Dopo quasi 35 anni, tale doppiaggio appariva ormai datato e quasi incomprensibile ai bambini. Inoltre, era volere dello stesso Walt Disney che il suo primo classico fosse ridoppiato ovunque con nuovi dialoghi curati dai suoi adattatori di fiducia (tra i quali l'italiano Roberto De Leonardis), e ciò venne fatto fin dai primi anni sessanta. Nel 1972, in occasione della quarta riedizione italiana, si decise così di accantonare il vecchio doppiaggio italiano a favore di uno nuovo e più fedele all'originale, eseguito negli stabilimenti Fono Roma dalla CVD e curato da De Leonardis. Questo doppiaggio è stato utilizzato in tutte le riedizioni cinematografiche successive e in tutte le edizioni home video.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Il film divenne un grande successo al botteghino, incassando quattro volte di più di ogni altro film uscito nel 1938.[13] Nella sua distribuzione originale, Biancaneve e i sette nani incassò 3,5 milioni di dollari nei soli USA e Canada,[14] e nel maggio 1939 il suo totale incasso mondiale di 6,5 milioni lo fece diventare il film sonoro di maggior successo di tutti i tempi, sorpassando Il cantante pazzo con Al Jolson (1928) (il film fu inseguito spodestato da questa posizione da Via col vento nel 1940).[14][15] Alla fine della sua prima uscita, Biancaneve e i sette nani aveva guadagnato oltre 8 milioni di dollari in tutto il mondo.[16] Il film ha avuto un incasso totale di 416 milioni di dollari tra l'edizione originale e le diverse riedizioni.[17] Al netto dell'inflazione, e incorporando le riedizioni successive, il film registra ancora uno dei primi dieci incassi della storia del cinema americano.[18]

Critica[modifica | modifica sorgente]

Walt Disney vinse un Oscar alla carriera per il film, riconosciuto come "una significativa innovazione sullo schermo che ha affascinato milioni di persone ed è stato il pioniere in un importante campo dell'intrattenimento". Disney ricevette un Oscar di dimensioni normali e sette statuette in miniatura, presentategli dalla decenne Shirley Temple. Il film ricevette anche una nomination per la migliore colonna sonora. "Il mio amore un dì verrà" divenne uno standard del jazz eseguito da numerosi artisti, tra cui Buddy Rich, Lee Wiley, Oscar Peterson e Miles Davis.

Registi noti come Sergei Eisenstein e Charlie Chaplin lodarono Biancaneve e i sette nani come un risultato notevole nel cinema; Eisenstein si spinse fino a definirlo il più grande film mai realizzato.[19] Il film ispirò la Metro-Goldwyn-Mayer a produrre un loro film fantasy, Il mago di Oz, nel 1939. Un altro pioniere dell'animazione, Max Fleischer, decise di produrre il suo lungometraggio d'animazione, I viaggi di Gulliver, al fine di competere con Biancaneve. Il film parodia del 1941 Colpo di fulmine parlava di una cantante di nightclub che comprometteva la vita di sette studiosi (e di Gary Cooper) mentre si nascondeva dalla polizia. Il cortometraggio delle Merrie Melodies del 1943 Coal Black and de Sebben Dwarfs, diretto da Bob Clampett, parodia Biancaneve e i sette nani presentando la storia con un cast all-black che canta una colonna sonora jazz.

Il successo di Biancaneve portò la Disney a continuare con più lungometraggi. Walt Disney usò gran parte dei profitti del film per finanziare un nuovo studio da 4,5 milioni di dollari a Burbank - il luogo dove oggi sorgono i Walt Disney Studios.[13] Entro due anni, lo studio aveva completato Pinocchio e Fantasia, e aveva avviato la produzione di film come Dumbo, Bambi, Alice nel Paese delle Meraviglie e Le avventure di Peter Pan.[2]

Edizioni home video[modifica | modifica sorgente]

VHS[modifica | modifica sorgente]

Prima edizione[modifica | modifica sorgente]

La prima edizione VHS del film in Italia uscì nel maggio 1994. La stessa edizione venne ristampata nell'agosto 1997 con la scatola piccola.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

La videocassetta conteneva il film restaurato sia in audio che in video, con le scritte in italiano. Rispetto all'edizione uscita al cinema due mesi prima vennero ripristinate le scritte in inglese sul libro iniziale e su quello della regina, poiché quelle in italiano erano in disaccordo con i dialoghi del secondo doppiaggio.

Platinum Edition[modifica | modifica sorgente]

La seconda e ultima edizione VHS uscì il 17 ottobre 2001, insieme alla prima edizione in DVD, come primo titolo delle Walt Disney Platinum Editions. È una delle poche VHS ad avere dei contenuti speciali.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

La videocassetta conteneva il film completamente restaurato e rimasterizzato in digitale con audio Dolby Surround. Le scritte nel film sono le stesse dell'edizione precedente. Vennero inclusi i seguenti contenuti speciali:

  • Ehi-ho! Karaoke - Canta con noi;
  • La scena inedita della zuppa;
  • Video musicale "Some Day My Prince Will Come" di Barbra Streisand;
  • Video musicale "Il mio amore un dì verrà" di Rossana Casale.

DVD[modifica | modifica sorgente]

Platinum Edition[modifica | modifica sorgente]

Il film fu pubblicato per la prima volta in DVD il 17 ottobre 2001, come primo titolo delle Walt Disney Platinum Editions. La stessa edizione uscì anche in disco singolo.

Caratteristiche disco 1[modifica | modifica sorgente]
  • Film restaurato in digitale con audio Dolby Digital 5.1 in italiano e inglese, e sottotitoli nelle stesse lingue;
  • Contenuti speciali:
    • Tour magico "Dietro lo Specchio";
    • Making of;
    • Commento audio di Walt Disney;
    • Ehi-ho! Karaoke - Canta con noi;
    • Gioco "La corsa spericolata di Cucciolo nella miniera";
    • Video musicale "Some Day My Prince Will Come" di Barbra Streisand;
    • Video musicale "Il mio amore un dì verrà" di Rossana Casale.
Caratteristiche disco 2[modifica | modifica sorgente]
  • Contenuti speciali:
    • Il pozzo dei desideri di Biancaneve: la storia e il suo sviluppo;
    • Il castello della regina: arte e design;
    • La prigione della regina: concept abbandonati;
    • La miniera dei nani: tesori rari;
    • La casetta dei nani: meraviglie di un'era passata.

Diamond Edition[modifica | modifica sorgente]

La seconda edizione in DVD è uscita il 2 dicembre 2009, insieme alla prima edizione in BD, come primo titolo delle Walt Disney Diamond Editions. A differenza dell'edizione precedente, tutte le scritte sono in inglese e non esiste la funzione multiangolo. In compenso, è stata aggiunta un'altra voce narrante che legge i ringraziamenti iniziali di Walt Disney, i cartelli durante il passare delle stagioni e la frase finale nel libro. Tutto ciò è presente anche nel BD. Nonostante sia uscito in due dischi, ci sono molti meno contenuti speciali rispetto alla Platinum Edition.

Caratteristiche disco 1[modifica | modifica sorgente]
  • Film restaurato in digitale:
    • Lingue in Dolby Digital 5.1 DEHT: italiano, inglese, croato;
    • Sottotitoli in italiano, inglese, inglese per non udenti, croato, sloveno.
  • Contenuti speciali:
    • Commento audio di Walt Disney;
    • Video musicale "Il mio amore un dì verrà" di Ariel.
Caratteristiche disco 2[modifica | modifica sorgente]
  • Lingue in Dolby Digital 2.0: italiano, inglese, francese, olandese, greco;
  • Sottotitoli in italiano, francese, olandese, greco, bulgaro, rumeno, croato, sloveno;
  • Contenuti speciali:
    • Gioco "La corsa spericolata di Cucciolo nella miniera";
    • La Disney attraverso i decenni;
    • Il ritorno di Biancaneve;
    • Quello che ha dato inizio a tutto;
    • Video musicale "Some Day My Prince Will Come" di Tiffany Thornton;
    • Ehi-ho! Karaoke - Canta con noi;
    • Scene eliminate.

Blu-Ray Disc[modifica | modifica sorgente]

Diamond Edition[modifica | modifica sorgente]

La prima edizione in Blu-ray è uscita il 2 dicembre 2009, come primo titolo delle Walt Disney Diamond Editions. L'edizione comprende due dischi BD e un DVD che contiene solo il film. I contenuti speciali sono pressoché gli stessi dell'edizione DVD, con l'aggiunta di tre giochi e un dietro le quinte.

Caratteristiche disco 1[modifica | modifica sorgente]
  • Film restaurato in HD 1080p:
    • Lingue in DTS 5.1: italiano, spagnolo, olandese;
    • Lingue in Dolby Digital 5.1: hindi, spagnolo (latino);
    • Lingua inglese in DTS-HD MA 7.1;
    • Sottotitoli in italiano, inglese, inglese per non udenti, spagnolo, olandese.
  • Contenuti speciali:
    • Commento audio di Walt Disney;
    • Video musicale "Il mio amore un dì verrà" di Ariel;
    • Video musicale "Some Day My Prince Will Come" di Tiffany Thornton;
    • Il ritorno di Biancaneve;
    • Scene eliminate;
    • Gioco: "Specchio, specchio delle mie brame";
    • Gioco: "Cosa vedi?";
    • Gioco: "Il calderone dei diamanti".
Caratteristiche disco 2[modifica | modifica sorgente]
  • Lingue in Dolby Digital 2.0 e 5.1: italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, olandese;
  • Sottotitoli in italiano, francese, tedesco, spagnolo, olandese;
  • Contenuti speciali:
    • Gioco "La corsa spericolata di Cucciolo nella miniera";
    • Gli Hyperion Studios;
    • Quello che ha dato inizio a tutto;
    • Ehi-ho! Karaoke - Canta con noi;
    • La Disney attraverso i decenni.

N.B.: nella sezione "Gli Hyperion Studios" si possono vedere in HD alcuni cortometraggi Disney prodotti prima del film: Steamboat Willie, La danza degli scheletri, Fiori e alberi, La leggenda del bosco, Pluto si diverte, The Goddess of Spring, Il paese della musica e Il vecchio mulino.

Altri media[modifica | modifica sorgente]

Parchi a tema[modifica | modifica sorgente]

Snow White's Scary Adventures è una popolare attrazione a Disneyland (l'inaugurazione risale al 1955),[20] al Magic Kingdom di Walt Disney World Resort,[21] a Tokyo Disneyland[22] e a Disneyland Paris.[23] Biancaneve, il suo principe, la regina (sia sotto forma di reggente che di strega) e i sette nani sono presenti anche in parate e apparizioni dei personaggi attraverso i parchi. Fantasyland al Walt Disney World è attualmente oggetto di un ampliamento che si concluderà nel 2013. Snow White's Scary Adventures verrà chiusa e sostituita con Princess Fairytale Hall, in cui Biancaneve e altre principesse saranno disponibili per incontri e saluti. L'espansione di Fantasyland del 2013 includerà anche le montagne russe Seven Dwarfs Mine Train.[24]

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Il primo tentativo di creare un videogioco di Biancaneve e i sette nani fu per l'Atari 2600, come parte della linea Atari di giochi per bambini.[25] Non è mai stato pubblicato ufficialmente, anche se una versione "homebrew" è stata resa disponibile su una base limitata.[26]

Un videogioco di Biancaneve e i sette nani venne pubblicato per il Game Boy Color.

Biancaneve fa anche un'apparizione nel gioco per PlayStation 2 Kingdom Hearts, come una delle sette Principesse del Cuore.[27] Un mondo basato sul film, il Bosco dei Nani, appare in Kingdom Hearts Birth by Sleep per PSP, e i personaggi del film che appaiono sono Biancaneve, i nani, lo specchio magico, il principe e la regina in entrambe le sue forme. Biancaneve, i sette nani, gli animali della foresta e la strega appaiono anche all'inizio del primo Kingdom Hearts nel mondo Risveglio.

Fumetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storie a fumetti di Biancaneve e i sette nani.

È stata pubblicata anche una versione a fumetti del film durante la sua uscita. Era più fedele alla sceneggiatura originale, dove il principe aveva un ruolo più importante, mentre parte del vestito di Biancaneve era verde. I protagonisti del film, in particolare i nani e la strega, apparvero anche in successivi fumetti e storie Disney non connessi al film.

In Italia a fine anni 30 vennero prodotte due storie a fumetti che proseguivano idealmente la storia del film, "Biancaneve e il mago Basilisco" e "I sette nani cattivi contro i sette nani buoni", introducendo anche nuovi personaggi: ad esempio, il figlio di Biancaneve e del Principe, il terribile Mago Basilisco e i Sette Nani Cattivi. Queste storie vennero pubblicate su Topolino giornale nel 1939 ed in seguito furono ristampate sulla pubblicazione Super Almanacco Paperino prima serie.

Nel 1953 su Topolino libretto fu pubblicata la storia Biancaneve e Verde Fiamma, su testi di Guido Martina e disegni di Romano Scarpa che riportò in scena la regina Grimilde! Questa storia diede vita a un nuovo, lungo ciclo di avventure a fumetti, più che altro incentrati sui Sette Nani e sulle loro peripezie per salvare Biancaneve, di volta in volta insediata dalla Regina, che proseguì fino al 1968.

Solo 18 anni dopo Scarpa riportò in scena Biancaneve e co. con la storia "I sette nani e il cristallo di Re Arbor" dove veniva presentato il retroscena in cui la regina si salva alla fine della prima avventura. Le storie ad ampio respiro continueranno ad essere pubblicate fino al 1997.

Musical[modifica | modifica sorgente]

Biancaneve e i sette nani debuttò il 18 ottobre 1979, presso il Radio City Music Hall, e chiuse il 18 novembre. Venne riaperto l'11 gennaio 1980 e chiuso, dopo 106 spettacoli, il 9 marzo.

Altri film[modifica | modifica sorgente]

  • Biancaneve e i nani hanno un cameo nel film Il re leone 3 - Hakuna Matata: appaiono mentre entrano nella sala cinematografica alla fine del film.
  • Grimilde appare anche in un altro lungometraggio Disney, C'era una volta Halloween.
  • Cucciolo e Grimilde hanno un cameo anche nel cartone animato Topolino e il cervello in fuga: appaiono in un videogioco a cui gioca Topolino all'inizio del cartone. Cucciolo è il protagonista del gioco, e lotta contro Grimilde che ne è la cattiva.
  • Grimilde in versione strega compare con tutti i personaggi Disney all'interno della VHS Il bianco Natale di Topolino.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Smith, Dave. Disney A to Z, Third Edition, (2006), page 33.
  2. ^ a b c d e f g h i Michael Barrier, Hollywood Cartoons: American Animation in Its Golden Age, New York., Oxford University Press, 1999, pp. 125–126, ISBN 0-19-516729-5.. L'articolo del New York Times è Douglas W. Churchill, “Now Mickey Mouse Enters Art’s Temple,” The New York Times, June 3, 1934, 12–13
  3. ^ a b Bob Thomas, Disney's Art of Animation: From Mickey Mouse to Beauty and the Beast, New York., Hyperion, 1991, p. 66, ISBN 1-56282-899-1.
  4. ^ a b c d Michael Barrier, Hollywood Cartoons: American Animation in Its Golden Age, New York., Oxford University Press, 1999, p. 229, ISBN 0-19-516729-5.
  5. ^ a b Bob Thomas, Disney's Art of Animation: From Mickey Mouse to Beauty and the Beast (Hyperion, New York, 1991) ISBN 1-56282-899-1
  6. ^ a b c John Canemaker, "Before the Animation Begins: The Life and Times of Disney inspirational Sketch Artists" (Hyperion, New York, 1999) ISBN 0-7868-6152-5
  7. ^ a b c Frank Thomas and Ollie Johnston, The Illusion of Life: Disney Animation (Disney Editions, Italy, 1981) ISBN 0-7868-6070-7
  8. ^ John Canemaker, "Walt Disney's Nine Old Men and the Art of Animation" (Disney Editions, United States, 2001) ISBN 0-7868-6496-6
  9. ^ a b c d e f Bruno Girveau (editor), Once Upon a Time — Walt Disney: The Sources of inspiration for the Disney Studios (Prestel, London, 2006) ISBN 978-3-7913-3770-8
  10. ^ Robin Allan, Walt Disney and Europe (Indiana University Press, Indiana, 1999) ISBN 0-253-21353-3
  11. ^ J.C. Maçek III, 'American Pop'... Matters: Ron Thompson, the Illustrated Man Unsung in PopMatters, 2 agosto 2012.
  12. ^ Aldred, John (Winter 1997). "Disney's Snow White: The Story Behind the Picture". The Association of Motion Picture Sound. Retrieved April 25, 2009.
  13. ^ a b Tom Sito, Drawing The Line: The Untold Story of the Animation Unions from Bosko to Bart Simpson, Lexington, KY, University Press of Kentucky, 2007, pp. 111–112, ISBN 0-8131-2407-7.
  14. ^ a b Neal Gabler, Walt Disney: The Triumph of the American Imagination, New York, Random House, 2007, pp. 276–277, ISBN 0-679-75747-3.
  15. ^ Joel Waldo Finler, The Hollywood Story, Wallflower Press, 2003, 47, ISBN 978-1-903364-66-6.
  16. ^ Leonard Maltin, Of Mice and Magic: A History of American Animated Cartoons, New York, Plume, 1980, rev. 1987, p. 57, ISBN 0-452-25993-2.
  17. ^ Box-office
    • Henry Gilmer Wilhelm e Carol Brower, The Permanence and Care of Color Photographs: Traditional and Digital Color Prints, Color Negatives, Slides, and Motion Pictures, Preservation Pub, 1993, p. 359, ISBN 978-0911515008.
    «In only 2 months after the 1987 re-release, the film grossed another $45 million—giving it a total gross to date of about $375 million! (Online copy at Google Books)».
    «1993 release: $41,316,184».
  18. ^ All-Time Box Office: Adjusted for Ticket Price Inflation, Box Office Mojo. URL consultato l'8 settembre 2006.
  19. ^ John Culhane, 'Snow White' at 50: undimmed magic. in The New York Times, 12 luglio 1987. URL consultato il 5 marzo 2007.. See also Roger Ebert, Walt and El Grupo, Chicago Sun-Times, 21 ottobre 2009. URL consultato il 23 ottobre 2009.
    «The great Russian filmmaker Eisenstein, on seeing 'Snow White', called it the greatest film ever made.».
  20. ^ Disneyland's Snow White's Scary Adventures Page, Disneyland.disney.go.com. URL consultato il 1º aprile 2010.
  21. ^ Disney World's Snow White's Scary Adventures Page, Disneyworld.disney.go.com. URL consultato il 1º aprile 2010.
  22. ^ Tokyo Disney's Snow White's Adventures Page, Tokyodisneyresort.co.jp. URL consultato il 1º aprile 2010.
  23. ^ Disneyland Paris' Blanche-Neige et les Sept Nains Page, Parks.disneylandparis.co.uk. URL consultato il 1º aprile 2010.
  24. ^ Disney's Fantasyland plan leaves Snow White ride out in cold, Orlando Sentinel, 3 febbraio 2011. URL consultato il 26 febbraio 2011.
  25. ^ page on the ''Snow White'' video game, Atariage.com. URL consultato il 1º aprile 2010.
  26. ^ page on homebrew release, Atariage.com. URL consultato il 1º aprile 2010.
  27. ^ Official Kingdom Hearts Page, Na.square-enix.com. URL consultato il 1º aprile 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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