Stereofonia

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La stereofonia[1] è una tecnica di riproduzione/registrazione del suono che prevede molteplici flussi informativi sonori ognuno dei quali destinato ad essere riprodotto da un diverso diffusore acustico posizionato nell'ambiente d'ascolto diversamente rispetto a tutti gli altri secondo regole prestabilite.

Proprio perché prevede molteplici flussi informativi sonori, la stereofonia si contrappone alla monofonia che prevede invece un unico flusso informativo sonoro.

Generalità[modifica | modifica wikitesto]

La stereofonia è una tecnica di riproduzione del suono che si basa sull'attitudine dell'udito umano (e non solo) a distinguere la provenienza dei suoni. Grazie alla presenza di due sistemi auditivi paralleli (due padiglioni auricolari, due timpani e due emisferi cerebrali) possiamo capire quale è la provenienza di un suono o di un rumore, attitudine molto importante sul piano dell'adattamento all'ambiente. Ecco perché l'ascolto della musica dal vivo comporta un senso di pienezza spaziale, proprio perché abbiamo completa rivelazione della posizione relativa di ogni singolo strumento musicale. Fino agli anni 50 circa del secolo scorso questa sensazione (ascolto binaurale) svaniva allorquando si ascoltava musica riprodotta (ad esempio dalla radio o da un juke box) poiché la fonte del suono riprodotto era un unico altoparlante (monofonia, ascolto monoaurale).

I molteplici flussi informativi sonori della stereofonia hanno quindi la finalità di restituire spazialità al suono. In natura infatti il suono può avere origine da infiniti punti spaziali ed i due diffusori acustici utilizzati in stereofonia permettono di ricostruire la scena sonora e le posizioni relative delle varie fonti. Maggiore è il numero di flussi informativi sonori implementati, maggiore è il grado di realismo ottenibile. Per tale motivo la stereofonia rappresenta un grandissimo passo in avanti rispetto alla monofonia, tecnica di riproduzione/registrazione del suono che prevede un unico flusso informativo sonoro non in grado quindi di offrire il medesimo realismo della stereofonia.

Ambiti di impiego[modifica | modifica wikitesto]

La stereofonia viene utilizzata soprattutto nella discografia e nel cinema, anche se prevalentemente in forme diverse (nel cinema viene utilizzato prevalentemente un maggior numero di flussi informativi sonori). Ma è diffusa anche nella televisione, nella radio e nell'home cinema.

In alcuni contesti (ad esempio nelle emittenti radiofoniche diffuse tramite modulazione di frequenza) vengono utilizzate speciali apparecchiature basate su princìpi psicoacustici, deputate a creare un ampliamento della scena stereofonica bicanale. In tal modo si riesce a ricavare da normale materiale sonoro stereofonico una maggiore enfatizzazione delle armoniche musicali e della percezione della collocazione spaziale delle varie componenti la scena sonora stereo. Esse vengono chiamate comunemente stereo enhancers, anche se i nomi possono essere assai vari.

Tecniche particolari di stereofonia[modifica | modifica wikitesto]

Stereofonia classica[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente la stereofonia è stata implementata utilizzando due flussi informativi sonori ognuno dei quali destinato ad essere riprodotto da un diverso diffusore acustico posizionato nell'ambiente d'ascolto frontalmente all'ascoltatore nel seguente modo: un diffusore sulla sinistra dell'ascoltatore e un diffusore sulla destra dell'ascoltatore, distanti tra loro almeno un metro e mezzo, rivolti verso l'ascoltatore e disposti simmetricamente rispetto ad esso in modo da formare tra loro un angolo compreso tra i 44 e i 60 gradi.[2]Si pensi ad esempio ad un gruppo musicale o ad una orchestra che si esibiscono dal vivo.

Quadrifonia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Quadrifonia.

Una particolare forma di stereofonia è la quadrifonia, oggi diffusa in misura estremamente limitata esclusivamente in ambito discografico. Introdotta negli anni '70 del XX secolo in ambito discografico con scarso successo, la quadrifonia oggi sopravvive infatti solo attraverso il Super Audio CD e il DVD-Audio con pubblicazioni che di norma sono la riedizione di incisioni quadrifoniche degli anni '70.

La quadrifonia prevede quattro flussi informativi sonori, due destinati ad essere riprodotti da diffusori acustici posizionati nell'ambiente d'ascolto frontalmente all'ascoltatore secondo regole prestabilite e due destinati ad essere riprodotti da diffusori acustici posizionati nell'ambiente d'ascolto alle spalle dell'ascoltatore sempre secondo regole prestabilite.

Altre forme di stereofonia[modifica | modifica wikitesto]

Nel cinema e nell'home cinema attualmente hanno trovato applicazione forme di stereofonia utilizzanti dai 6 agli 8 flussi informativi sonori. Questo perché il cinema ha esigenze sonore diverse rispetto alla discografia. In particolare nel cinema si fa largo uso del surround in grado di proiettare lo spettatore al centro dell'azione rappresentata sullo schermo come se si trovasse realmente all'interno di essa.

Anche nella discografia viene utilizzata una forma di stereofonia utilizzante 6 flussi informativi sonori. La possibilità di implementazione di tale forma di stereofonia è offerta da nuovi media come il DVD-Audio e il Super Audio CD. Le pubblicazioni in DVD-Audio e Super Audio CD rappresentano però un settore di nicchia della discografia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Tecnica Blumlein

La stereofonia è nata nel 1931 dalla ricerca intrapresa dall'ingegnere inglese Alan Dower Blumlein (1903 - 1942) nei laboratori EMI del Regno Unito, in seguito registrata come brevetto. Il termine "stereofonia" inizialmente faceva riferimento a tecniche relative alla differenza di intensità del suono.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il termine "stereofonia" deriva dal greco antico, in particolare dall'unione delle parole "sterèos" (in italiano "stabile", "solido", ma anche "spaziale", "tridimensionale") e "phonè" (in italiano "suono").
  2. ^ La disposizione ottimale dei diffusori acustici nell'ambiente d'ascolto può essere oggetto di studi anche estremamente complessi e può essere influenzata in modo anche rilevante sia dal tipo di diffusore acustico utilizzato che dalle caratteristiche dell'ambiente ascolto. Quelle riportate sono quindi solo le regole base per una corretta disposizione dei diffusori acustici. Questa prima forma di stereofonia è stata per decenni la più utilizzata e anche oggi rimane quella più diffusa in ambito discografico. Questo perché anche dal vivo normalmente la musica ha origine frontalmente all'ascoltatore.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]