Il mago di Oz (film 1939)

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Il mago di Oz
Wizard of oz movie poster.jpg
Locandina del film
Titolo originale The Wizard of Oz
Paese di produzione USA
Anno 1939
Durata 101 min
Colore B/N, colore
Audio sonoro
Rapporto 1,37 : 1
Genere Fantasy, Musicale
Regia Victor Fleming, (non accreditati) George Cukor, Mervyn LeRoy, Norman Taurog, King Vidor
Soggetto L. Frank Baum (romanzo)
Sceneggiatura Noel Langley, (non accreditati) Florence Ryerson, Edgar Allan Woolf, Irving Brecher, William H. Cannon, Herbert Fields, Arthur Freed, Jack Haley, E.Y. Harburg, Samuel Hoffenstein, Bert Lahr, John Lee Mahin, Herman J. Mankiewicz, Jack Mintz, Ogden Nash, Robert Pirosh, George Seaton, Sid Silvers
Produttore Mervyn LeRoy
Casa di produzione Metro Goldwyn Mayer
Distribuzione (Italia) C.I.D. (1949)
Fotografia Harold Rosson
Montaggio Blanche Sewell
Effetti speciali A. Arnold Gillespie
Musiche Harold Arlen, Herbert Stothart
Scenografia Noel Langley
Costumi Adrian
Trucco Jack Dawn
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Doppiaggio originale (1949):

Ridoppiaggio (1980):

Ridoppiaggio VHS (1985):

Il mago di Oz (The Wizard of Oz) è un film del 1939 diretto da Victor Fleming.

Il film è ispirato a Il meraviglioso mago di Oz, il primo dei quattordici libri di Oz dello scrittore statunitense L. Frank Baum. Regista della trasposizione cinematografica è Victor Fleming, noto anche per Via col vento, uscito nello stesso anno, mentre la protagonista (Dorothy Gale) è Judy Garland, una delle attrici di maggior successo dell'epoca.

Il film ha ricevuto molti riconoscimenti ed è considerato un classico della storia del cinema.

La nota canzone Over the Rainbow (musica di Harold Arlen, parole di E.Y. Harburg e interpretata dalla protagonista Judy Garland) è stata successivamente reinterpretata da molti artisti e usata in diversi ambiti.

Il mago di Oz è soggetto ad un frequente accostamento con il film Via col vento[1], entrambi distribuiti dalla Metro Goldwyn Mayer, per via di diversi fattori che le due opere condividono: l'anno di realizzazione, il gigantismo e la complessità della produzione, i frequenti cambiamenti nel cast e nello staff, l'uso del Technicolor e il grande successo di pubblico. In particolare il primo regista de Il mago di Oz, George Cukor, fu allontanato dal set dopo un breve periodo (e sostituito da Victor Fleming) per essere assoldato come regista di Via col vento, dove venne poi nuovamente sostituito dallo stesso Fleming, accreditato come regista di entrambi i film. Nel marzo 2011 debutta al London Palladium di Londra il musical The Wizard of Oz che riutilizza le canzoni di questo film più alcune composte appositamente da Andrew Lloyd Webber.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Dorothy nel Kansas[modifica | modifica sorgente]

Dorothy Gale (Judy Garland) è una ragazzina che vive con gli zii in una fattoria del Kansas. La piccola possiede un cagnolino, chiamato Totò, che, per l’ennesima volta, ha combinato un guaio: ha infatti inseguito il gatto della signorina Almira Gulch, un'odiosa brutta zitella riccona della zona, all’interno del suo giardino e, non appena questa ha cercato di acchiapparlo, lui le ha morso una gamba, riuscendo però a fuggire dalle grinfie della megera grazie all’aiuto della padroncina.

Dorothy, tornata alla fattoria, chiede aiuto ai due zii, cercando di giustificare l’amato cagnolino. Questi però sembrano troppo occupati per ascoltarla, una vecchia incubatrice infatti si è rotta e stanno perdendo parecchi pulcini. Dorothy, sentendosi inascoltata, decide dunque di andare a parlare con i tre contadini che lavorano alla fattoria, Zeke, Hickory e Hunk. Anche loro sono però troppo occupati e non possono ascoltarla, solo Hunk risponde alla ragazzina, ribadendo che, secondo lui, lei ha la paglia al posto del cervello, Hickory difende Dorothy sostenendo che la Gulch sia senza cuore a prendersela sempre con lei. Zeke invece, mentre dà il mangime ai maiali, consiglia a Dorothy di prendersi di coraggio e gridare in faccia alla sig.ra Gulch tutto quello che pensa di lei. Ma proprio lui, non appena la ragazzina cade all’interno del porcile, dimostra di essere un gran fifone.

La zia Emma, di fronte all’ennesima richiesta d’aiuto della nipote, le chiede di viaggiare meno con la fantasia e di trovarsi in un posto dove stare tranquilla. Dorothy allora, nella celebre canzone “Over the Rainbow”, sogna di trovarsi in un mondo magnifico, dove il cielo e gli uccellini sono azzurri, dove tutti possono vivere felici.

Proprio in quel momento, in bicicletta, arriva alla fattoria la signorina Gulch. La megera si reca dalla zia Emma e dallo zio Henry. Ha infatti ottenuto il permesso dallo sceriffo per sequestrare ed abbattere Totò e minaccia inoltre i due zii di fargli causa in tribunale se non le verrà immediatamente consegnato il cagnolino. Dorothy va su tutte le furie ma non può fare nulla per salvare il cagnolino. Mentre però la Gulch, sempre in bicicletta, sta recandosi dallo sceriffo, Totò, che era stato rinchiuso in un cestino, riesce a fuggire e a tornare dalla padroncina.

Dorothy decide allora di andar via di casa insieme al cagnolino, alla ricerca di un nuovo posto dove vivere. Durante il tragitto incontra un particolare individuo, il professor Meraviglia, un mago da strapazzo che vive all’interno di un carretto. Questi, facendo credere alla ragazzina di poter vedere il futuro, la convince a tornare a casa senza far impensierire i due poveri zii. Dorothy ascolta i suoi consigli e torna indietro. Un forte vento inizia ad abbattersi sulla prateria.

Arrivo nel regno di Oz[modifica | modifica sorgente]

Dorothy arriva nel Regno di Oz

Questo vento è soltanto il principio di un tornado. La zia Emma e gli altri abitanti della fattoria corrono alla ricerca di Dorothy ma, non trovandola, decidono di rinchiudersi all’interno del rifugio della fattoria per sfuggire alle devastazioni causate dal violento tornado.

Dorothy, tornata in casa, non trova nessuno e decide dunque di chiudersi nella sua stanza. Con il forte vento un'anta della finestra della sua camera viene via e la colpisce sulla testa, facendola svenire. All’esterno della casa la ragazzina, risvegliatasi, vede molti oggetti, persone ed animali volare attorno ad essa, mucche, un pollaio, barche, persino una vecchia sulla sedia a dondolo. Appare anche la signorina Gulch, sulla sua bicicletta, che, all’improvviso, si trasforma in una strega. La casa viene trascinata via dal tornado, precipitando e atterrando al suolo poco dopo con un boato.

Dorothy esce all’esterno e si ritrova in un mondo colorato, con delle piccole casette e una stradina dorata.

« "Totò, ho l'impressione che non siamo più nel Kansas". »
(Dorothy)

Ecco comparire ora, in lontananza, una strana palla luccicante. Da essa fuoriesce una donna in splendidi abiti, è Glinda, la strega buona del Nord, giunta in quel luogo per ringraziare la ragazzina che, senza saperlo, ha ucciso la strega crudele dell’Est. La sua casa è infatti caduta sopra di essa e l’ha uccisa. Da cespugli ed alberi escono i Mastichini, gli abitanti di quel paesino, salvati dalla minaccia della strega. Questi ringraziano la ragazzina per il proprio intervento e la onorano come un’eroina.

Al comparire di una nuvola rossastra appare la strega crudele dell’Ovest, sorella della deceduta. La megera tenta a tutti i costi di prendere le scarpe che la sorella porta ai piedi, delle strane scarpette rosse luccicanti. Non appena la strega si avvicina queste scompaiono, ricomparendo così ai piedi di Dorothy che, avendone ucciso la proprietaria, ne è ora la padrona. La strega dell’Ovest, su tutte le furie, prima di sparire nel nulla, giura di vendicarsi sulla ragazzina e sul suo cagnolino.

Dorothy, terrorizzata, chiede aiuto a Glinda che consiglia alla giovane di raggiungere il mago di Oz che, con i suoi poteri, potrà ricondurla a casa. Seguendo un bizzarro sentiero dorato giungerà al suo cospetto. Dopo aver salutato i Mastichini, Dorothy inizia il suo lungo viaggio verso la città di smeraldo, capitale del regno di Oz.

In viaggio verso la città di smeraldo[modifica | modifica sorgente]

La ragazzina si ferma a un bivio e non sa da che parte proseguire nel cammino. Uno spaventapasseri parlante, appeso su un palo, consiglia alla giovane di proseguire verso destra, poco dopo, confutando quanto detto, consiglia di andare verso sinistra e, infine, di andare per tutte e due le strade. Dorothy non sa cosa fare e chiede allo spaventapasseri come mai dica qualcosa e poco dopo contrasti quanto detto prima. Lo spaventapasseri dichiara alla ragazza di farlo perché non ha un cervello in testa, ma solo paglia.

« Dorothy: E come fai a parlare se non hai il cervello?
Lo spaventapasseri: Ah non ne ho idea... ma c'è un mucchio di gente senza cervello che chiacchiera sempre". »
(Dorothy e lo spaventapasseri)

Dorothy lo aiuta a liberarsi dal palo che lo tiene fermo e gli racconta la sua storia. Lo spaventapasseri vuole seguire la ragazzina alla città di smeraldo per poter così chiedere al mago di Oz un cervello. I due si mettono così in viaggio, seguiti sempre dal fedele Totò.

Proseguendo nel cammino, giungono nei pressi di un frutteto, dove sorgono degli alberi colmi di bellissime mele. Dorothy affamata cerca di afferrarne una ma uno degli alberi risponde alla provocazione dandole uno schiaffo. Lo spaventapasseri però, utilizzando l’astuzia, li critica, reputando le loro mele orribili. Gli alberi si infuriano e, volendoli colpire, gli lanciano addosso i propri frutti. Il piano dello spaventapasseri è andato dunque a buon fine e Dorothy può sfamarsi.

Mentre raccoglie però una delle mele si trova davanti una strana scultura di latta, un uomo con in mano un’accetta. Questi è in realtà un essere vivente, rimasto immobilizzato a causa di una pioggia torrenziale che l’ha arrugginito. Dorothy e lo spaventapasseri decidono di aiutarlo versando dell’olio sulle sue giunture e permettendogli di muoversi liberamente. Il boscaiolo di latta ringrazia i due viandanti per la cortesia e dichiara loro di essere molto triste perché senza cuore. Dorothy gli consiglia dunque di venire con loro per chiedere così al mago di Oz un cuore.

L’omino di latta accetta la proposta della ragazzina ma la strega dell’ovest ferma il loro viaggio, minacciando di distruggere Dorothy e i suoi due compagni. La ragazzina ha paura ma, grazie al conforto dei suoi due amici decide di proseguire il viaggio.

I tre si ritrovano adesso in una foresta tenebrosa, colma di bestie selvatiche. Proprio una di esse, un leone, piomba contro i viandanti, insultandoli e minacciandoli. L’uomo di latta e lo spaventapasseri non sanno cosa fare per sconfiggerlo, immobilizzati come sono dalla paura, è Totò a difendere la padroncina. Il leone, di fronte all’abbaiare del cagnolino, decide di inseguirlo ma viene fermato da Dorothy, che lo schiaffeggia. Il leone comincia allora a piangere perché ha paura della ragazzina, le confessa inoltre di essere un gran fifone e di aver persino paura della propria ombra.

« Il leone: Guardate che occhiaie che ho, sono secoli che non riesco a dormire.
Uomo di latta: Hai mai provato a contare le pecore?
Il leone: È tutto inutile... ho paura anche di loro". »
(Il leone e l'uomo di latta)

Anche lui decide dunque di giungere con i tre viaggiatori alla città di smeraldo, per chiedere così al mago di Oz un po’ di coraggio.

Il mago[modifica | modifica sorgente]

Alle spalle dell’allegra compagnia trama però la strega dell’Ovest che, osservando i loro movimenti da una sfera di cristallo, decide di fermare il loro cammino. Fra la foresta e la città di smeraldo si trova infatti un enorme prato pieno di papaveri rossi. Non appena i quattro vedono in lontananza la capitale del regno di Oz, corrono felici verso di essa, attraversando il campo di papaveri. Non sanno però che la strega ha gettato un sortilegio su di essi. Questi fanno addormentare Dorothy, Totò e il leone (gli unici esseri che respirano), lasciando però svegli lo Spaventapasseri e l’uomo di latta. I due chiedono aiuto alla strega buona Glinda che annulla il sortilegio facendo nevicare. La strega, su tutte le furie, decide di recarsi direttamente alla città di smeraldo.

I quattro viaggiatori, dopo aver attraversato indenni i campi di papavero, giungono così di fronte l’enorme portone della città, dove un bizzarro guardiano, vestito di verde, vieta loro il passaggio. Dopo aver visto che Dorothy porta con sé le scarpette della strega dell’est, decide di farli entrare nella capitale del regno di Oz, città gigantesca, colorata di verde smeraldo. Lì vengono accolti da un altro uomo, anch’egli vestito di verde, dalla testa ai piedi che, su un carro trainato da un cavallo multicolore, li conduce in una “beauty farm” per farli riassettare dopo le fatiche del viaggio.

Mentre i quattro si rifocillano la strega dell’Ovest giunge con la sua scopa nella città di smeraldo, scrivendo nel cielo, con un fumo nero, una frase: “Arrenditi Dorothy”. La popolazione della città di smeraldo corre verso il mago di Oz per chiedere aiuto. Un guardiano li ferma e placa i loro animi. Dorothy gli chiede dunque di poter vedere il mago ma questi è occupato e non può accoglierli. La ragazzina comincia a piangere per la disperazione e il guardiano, commosso, decide di farli entrare al cospetto del mago di Oz.

Questi fa spaventare con il suo aspetto da Testa gigante e i propri trucchi i quattro viandanti, specialmente il Leone, che sviene quando viene chiamato (e dopo il colloquio scappa da una finestra). Il mago ordina a Dorothy e ai suoi amici di recarsi nel castello della strega dell’Ovest e di portarle via la scopa, solo così potranno avere ciò che chiedono.

Lo scontro con la strega[modifica | modifica sorgente]

I quattro, in compagnia di Totò, si infiltrano così in una foresta tenebrosa, popolata da gufi e avvoltoi. La strega non è però decisa ad accoglierli e spedisce Nikko, il comandante delle scimmie volanti, e i suoi scagnozzi a rapire Dorothy e ad eliminare i suoi compagni. Questi, volando, giungono in poco tempo nella foresta oscura, rapiscono la ragazzina e il suo cane, disarmano l’uomo di latta e smontano lo spaventapasseri.

La giovane viene condotta in presenza della strega, che vuole impossessarsi a tutti i costi delle scarpette appartenute alla sorella. Scopre però che non può farlo senza prima uccidere la ragazza, decide dunque di studiare un modo per eliminarla senza distruggere il potere delle scarpe: imprigiona la ragazza in una stanza e mette in funzione una Clessidra dalla sabbia rossa, sostenendo che quando la sabbia finirà di scorrere, Dorothy morirà. Totò riesce intanto a fuggire dalle grinfie di Nikko e dei suoi uomini. Il cagnolino raggiunge lo spaventapasseri, il leone e l’uomo di latta, guidandoli così verso il castello della strega.

I tre riescono ad eliminare alcune guardie della strega e a travestirsi con le loro armature, infiltrandosi così all’interno del palazzo della strega. L’uomo di latta sfonda la porta della stanza in cui è imprigionata Dorothy, riuscendo a liberarla. La strega però riesce a metterli in trappola. Lo spaventapasseri, usando l’intuito, fa cadere un enorme lampadario sulla testa delle guardie, riuscendo così a scappare dalle loro grinfie. Corrono intorno al castello ma alla fine vengono circondati.

La strega decide di divertirsi con loro, così dà fuoco allo spaventapasseri. Dorothy tenta di salvarlo, gettando dell’acqua sul fuoco. Colpisce però la malvagia strega che, essendo insofferente all’acqua, si scioglie. Nikko e gli altri scagnozzi della maga, vedendo la propria padrona distrutta, onorano la ragazzina e le consegnano la scopa della strega, grazie alla quale potrà ricevere i doni dal mago di Oz.

Ritorno a casa[modifica | modifica sorgente]

Il mago non sa come rispondere a Dorothy e ai suoi compagni che gli portano la scopa della strega. Decide dunque di esaudire i loro desideri il giorno dopo. La ragazzina si lamenta con lui e scopre, grazie all’aiuto di Totò, che questi non è un mago ma un semplice essere umano, che ha truffato l'intero popolo. È un uomo qualsiasi persosi nel mondo di Oz, dopo un viaggio in mongolfiera.

Questi riesce però ad esaudire i desideri degli amici di Dorothy: lo spaventapasseri ha dimostrato di essere molto intelligente, ha solo bisogno di un attestato che lo confermi; il leone, benché fifone, ha saputo affrontare pericoli per salvare Dorothy, ed è dunque premiato con una medaglia; l’uomo di latta si è dimostrato di buon cuore, disponibile e affettuoso, e gli viene dunque donato un orologio a forma di cuore che gli ricordi come, benché privo di un cuore vero, sappia comunque amare.

Il mago decide però di aiutare anche Dorothy, rispolverando la sua vecchia mongolfiera per tornare in Kansas con la ragazzina e designa i tre amici di Dorothy come nuovi reggenti della città. Mentre il popolo acclama il proprio sovrano in partenza, Dorothy saluta gli amici e sale sul pallone volante; Totò però scende da esso per inseguire un gatto ed il mago di Oz non riesce a fermare la mongolfiera, volando quindi via da solo. Ad assicurare il ritorno a casa per la ragazzina è Glinda, che gli rivela che le scarpette della strega dell’Est, battute tre volte, possono esaudire i desideri; Dorothy, felice, può quindi tornare nel Kansas.

Si ritrova nel proprio letto, circondata dalla zia Emma, dallo zio Henry, Zeke, Hickory ed Hunk e perfino dal professor Meraviglia. Riconosce allora nei tre contadini il leone, l’uomo di latta e lo spaventapasseri e nel professor Meraviglia il mago di Oz.

« "Tu mi credi senza dubbio Totò, non è vero? Finalmente siamo tornati a casa... sì a casa! Non c'è posto più bello della propria casa". »
(Dorothy)

Lavorazione[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiatura[modifica | modifica sorgente]

Mervyn Le Roy ingaggiò per la realizzazione del film ben 14 sceneggiatori, benché il lavoro principale sia attribuito soltanto a tre di essi: Florence Ryerson, Edgar Allan Wold e Noel Langley. Inizialmente lo script venne affidato a Irving Brecher nel 1938,[2] poco dopo l'acquisto dei diritti del libro da parte della MGM per 40.000 $,[2] Brecher venne immediatamente contattato per un altro film e l'incarico di scrivere la sceneggiatura di Il mago di Oz passò a Herman J. Mankiewicz il 28 febbraio 1938[2] a cui si aggiunse Ogden Nash il 7 del mese successivo e in seguito anche Noel Langley l'11 marzo.[2] Mankiewicz e Nash vennero esclusi dal progetto lasciando Langley solo, egli completò la prima versione della sceneggiatura il 5 aprile 1938.[2] Per la revisione del copione a Langley vennero affiancati per brevi periodi altri autori (tra cui Herbert Fields e Samuel Hoffenstein),[2] ma Langley completò il copione da solo il 4 giugno 1938,[2] lo consegnò alla produzione che lo sottopose ad una ulteriore revisione da parte di Florence Ryerson ed Edgar Allan Woolf prima di dare inizio alle riprese.[2]
Langley apportò sulla sceneggiatura cambiamenti che avrebbero influito molto sulla trama del film: cambiò le scarpette argentate di Dorothy in scarpette di rubino, affidò a Judy Garland la celebre battuta "Non c'è posto più bello della propria casa". Elemento fondamentale: Langley fece in modo che Dorothy sognasse gli abitanti del regno di Oz, come ad esempio lo spaventapasseri o l'uomo di latta, con le sembianze dei suoi amici e conoscenti nel Kansas. Le Roy, dopo aver letto la sceneggiatura, ormai conclusa, fece cancellare alcuni episodi. Ad esempio Judy Garland avrebbe dovuto avere una piccola relazione sentimentale con uno dei fattori, e precisamente con Hunk. Il regista però, ricordando agli sceneggiatori che Dorothy era solo una bambina di dodici anni, eliminò da principio questo elemento.

Casting[modifica | modifica sorgente]

Judy Garland[modifica | modifica sorgente]

Judy Garland, interpreta Dorothy Gale

Per la parte di Dorothy era necessario scritturare un'attrice molto giovane ma con una comprovata esperienza in ambito cinematografico o teatrale. Questi requisiti parevano incarnati alla perfezione da Shirley Temple e da Judy Garland, queste infatti furono le grandi favorite nella corsa per il ruolo; vennero provinate altre attrici tra cui Deanna Durbin (la rivale della Garland) e Bonita Granville.[3] La Temple aveva un contratto di esclusiva con 20th Century Fox e la MGM avviò delle trattative per ottenerla in prestito il tempo necessario a girare il film; l'offerta di Louis B. Mayer fu di prestare Clark Gable e Jean Harlow alla compagnia rivale, ma la morte di quest'ultima rallentò le trattative che vennero definitivamente sospese dopo la scelta della Garland da parte degli autori del film per via del suo maggiore talento vocale.[3] La Garland aveva 16 anni quando iniziarono le riprese, ma aveva una esperienza cinematografica quasi decennale avendo debuttato nel 1929 nel film The Big Revue e aveva già recitato in una decina di film.[4] A partire dal 1936 cominciò ad avere ruoli da protagonista ed ebbe fama in tutti gli USA grazie al suo talento di cantante e di ballerina; quindi è pur vero che questo film rappresenta la sua più famosa interpretazione e quella per cui viene generalmente ricordata da tutti, ma è scorretto pensare che sia stato solo questo film a lanciarla nel firmamento delle stelle di Hollywood, essendo già da alcuni anni una personalità celebre dello star system. Le Roy, benché l'avesse già scritturata, era ancora titubante poiché la Garland, essendo già adolescente, presentava tratti femminili tipici della sua età, mentre Dorothy doveva essere solo una bambina. Quando iniziarono le riprese, Le Roy stesso dichiarò: "Credo di aver fatto la scelta esatta, è straordinaria".[4]

Ray Bolger[modifica | modifica sorgente]

Ray Bolger, interprete dello Spaventapasseri

Ray Bolger era un apprezzatissimo ballerino di Tip-tap di Broadway ma in ambito cinematografico aveva realizzato pochi lavori, principalmente musicali. Il produttore Mervyn LeRoy lo volle fortemente dopo aver visto le sue eccezionali doti di ballo, e gli affidò la parte dell' Uomo di latta. Bolger accettò ma non era convinto di poter dare il meglio di sé nel ruolo che il produttore aveva scelto per lui; propose quindi a LeRoy di rivedere le parti e lo convinse ad assegnargli il ruolo dello Spaventapasseri senza cervello. Il produttore chiese a Buddy Ebsen (scritturato per il ruolo dello Spaventapasseri) se aveva obiezioni, questi non si oppose alla decisione convincendo il produttore ad invertire definitivamente i ruoli dei due attori.[3] Bolger con questo ruolo poté esibire il suo corpo "snodabile" e in alcune scene (poi tagliate nella versione definitiva del film) anche le sue doti di grande ballerino acrobatico[5] che gli consentirono di "sfondare" anche in campo cinematografico, cosa che indubbiamente non avrebbe potuto fare nel ruolo dell'Uomo di latta.

Jack Haley[modifica | modifica sorgente]

Inizialmente fu scelto e scritturato Buddy Ebsen per il ruolo dello Spaventapasseri, ma Ebsen esattamente come Ray Bolger non gradiva questo ruolo ritenendo più adatta per lui la parte dell'Uomo di latta. Quando Bolger chiese al produttore di poter invertire le parti Ebsen accettò felicemente la richiesta.[3] Tuttavia fu costretto ad abbandonare il progetto dopo circa 10 giorni di riprese; Ebsen infatti non aveva avvertito la produzione e i truccatori (e forse non era egli stesso a conoscenza) di una forte intolleranza all'alluminio. Il trucco preparato per il volto di Ebsen conteneva una grande quantità di alluminio (indispensabile per ottenere la colorazione voluta) che provocò una reazione allergica sul volto dell'attore, inoltre a causa del fatto che per il trucco venne preparato in polvere e non in forma cremosa lo sfortunato attore inalò una consistente quantità di alluminio che gli provocò dei problemi respiratori che fecero temere per la vita dell'attore.[3] Fortunatamente si riprese dopo un paio di mesi di ospedale, ma fu costretto a lasciare la parte libera, i produttori in tutta fretta chiamarono Jack Haley per ricoprire il vuoto che si era creato.

Margaret Hamilton[modifica | modifica sorgente]

Margaret Hamilton, la malvagia strega dell'ovest

Per la parte della malvagia strega venne scritturata Gale Sondergaard,[3] questa inizialmente accettò perché il personaggio originale prevedeva una strega che sebbene malvagia fosse dotata comunque di grande fascino e bellezza (su esempio di quella inventata da Walt Disney per Biancaneve e i sette nani).[3] La produzione scelse in seguito di avere la classica strega di aspetto sgradevole.[3] La Sondergaard rinunciò definitivamente alla parte il 10 ottobre 1938 perché non voleva sottoporsi quotidianamente ad un lungo ed estenuante trattamento di make up avente come fine quello di renderla orribile.[3] Per la parte fu dunque contattata un'attrice non particolarmente affascinante ovvero Margaret Hamilton. La Hamilton fu felicissima di prendere parte al film perché era una grande ammiratrice dei libri di Frank Baum, ma dichiarò anni dopo che le sarebbe piaciuto interpretare qualche altro ruolo rispetto a quello della strega malvagia, e che rimase molto male quando LeRoy le disse quale era la parte per cui voleva scritturarla.[6]

Bert Lahr[modifica | modifica sorgente]

Se Jack Haley e Margaret Hamilton furono dei rimpiazzi, Bert Lahr detiene un primato particolare nella storia del cinema: è infatti l'unico attore ad essere stato scritturato per sostituire un animale. Infatti per la parte del leone codardo Mervyn LeRoy aveva in mente un progetto estremamente ambizioso: voleva utilizzare Leo, il famosissimo leone del logo della MGM, facendolo "doppiare" da un attore nelle parti in cui era necessario farlo dialogare.[3] Tuttavia le notevoli complessità nell'addestrare l'animale e la comprensibile paura degli attori fece ritornare sulle sue posizioni il produttore; inoltre la scelta degli sceneggiatori di affidare i ruoli degli amici nel mondo reale di Dorothy agli interpreti degli amici nel mondo di Oz gli fecero cambiare idea. Bert Lahr ottenne rapidamente la parte dopo il naufragio del progetto riguardante Leo il leone e un brevissimo casting.[3]

Le comparse[modifica | modifica sorgente]

Non appena tutto il cast fu al completo, gli studi della MGM vennero invasi da centinaia di piccoli uomini, fra nani e bambini, provenienti da ogni parte degli Stati Uniti. Erano gli attori scritturati per il ruolo dei Mastichini, gli abitanti del regno di Oz. Ogni nano aveva un costume diverso, ci vollero ben 5 settimane per concluderli tutti. Jack Dawn, prima dell'inizio delle riprese, truccò ogni mastichino e lo fece fotografare dopo aver concluso, così da permettere ai suoi assistenti di compiere lo stesso lavoro il giorno dopo. Leggendarie le loro terribili scorribande. Essendo tantissimi combinavano molti guai. Alcuni di loro erano persino dediti all'alcool e non esitavano a fare dichiarazioni incresciose alle attrici sul set, specialmente a Judy Garland.[7]

Gli animali[modifica | modifica sorgente]

Terry, il vero nome del cagnolino Totò (una delle star canine hollywoodiane dell'epoca, con tanto di carriera cinematografica e retribuzione di ben 125$ a settimana[8]), venne involontariamente calpestato da uno degli attori che interpretava una guardia della strega, e venne sostituito per due settimane da un altro cane. Judy Garland si affezionò così tanto a lui che volle adottarlo, proposta che venne però rifiutata dal proprietario. Per la scena del cavallo che "ne combina di tutti i colori" vennero utilizzati diversi cavalli, colorati con cristalli di gelatina. Queste scene dovettero essere girate in fretta, prima che i cavalli cominciassero a leccarsi la gelatina.[3]

Riprese[modifica | modifica sorgente]

Gale Sondergaard, inizialmente scritturata per il ruolo della strega, poi sostituita da Margaret Hamilton

Le riprese ufficiali sotto la regia di Cukor, Fleming e Vidor durarono dal 13 ottobre 1938 al 16 marzo 1939[8], tuttavia la lavorazione del film cominciò diverso tempo prima e fu iniziata da Richard Thorpe che diresse gran parte della pellicola. Durante una sosta di alcune settimane, causata dall'infortunio di Ebsen, LeRoy decise di rivedere ciò che era stato girato. Non apprezzò le riprese dirette da Thorpe perché prive di spirito infantile. Decise dunque di dare il suo posto a George Cukor, che sarebbe rimasto sul set pochi giorni, dovendo girare "Via col vento" (che non avrebbe concluso). Il regista modificò gran parte dei costumi e dei trucchi, in particolare ordinò che venisse eliminata la parrucca bionda che, durante la direzione di Thorpe, doveva indossare Judy Garland, optando sulle più classiche (e adesso divenute immortali) treccine castane. Cambiò inoltre l'aspetto dell'antagonista attirandosi le ire della Sondergaard che fu costretta a rinunciare al ruolo. George Cukor venne in seguito sostituito da Victor Fleming (che, con la stessa procedura, si insedierà alla guida dell'altro kolossal targato MGM: Via col vento). Le riprese furono particolarmente faticose per i membri del cast per via del caldo insopportabile presente nei teatri di posa al coperto unito all'uso di pesanti costumi e trucco; Bert Lahr è stato sottoposto a quella che egli stesso definì una vera tortura,[9] ovvero indossare il pesantissimo (più di 90 libbre)[3] costume da leone unito al marcato trucco della faccia. Anche Ray Bolger soffrì molto per via della imbottitura di paglia ruvida che era costretto a portare.[9] A questi problemi si aggiunse il già citato cambio di attore per la parte dell'Uomo di latta dovuta al grave infortunio di Buddy Ebsen. Durante le riprese anche Margaret Hamilton rischiò un grave incidente nella scena della sua prima apparizione nel paese dei Masitichini. Esattamente come per Buddy Ebsen fu il trucco a causare un grave rischio per l'incolumità dell'attrice. Infatti Margaret Hamilton portava un trucco a base di polvere di rame per rendere la sua faccia di colore verde. Nella prima scena in cui compare la strega questa appare e scompare dalla scena per mezzo di una fiamma; questa fiamma era stata realizzata dai tecnici utilizzando delle polveri incendiarie, alcuni granelli incandescenti di polvere finirono sul volto della Hamilton incendiando la polvere di rame e causando ustioni di secondo e terzo grado all'attrice. Inoltre, durante la scena nella foresta, alcuni attori che recitavano la parte dei Mastichini rimasero feriti, in quanto le corde di pianoforte che li sorreggevano si spezzarono, facendoli cadere a terra da diversi metri di altezza.[3][9]

A poche settimane dalla fine delle riprese, il 12 febbraio 1939[2] Victor Fleming dovette abbandonare le riprese per dedicarsi alla realizzazione di Via col vento. Venne sostituito dunque da King Vidor che diresse il prologo e l'epilogo in bianco e nero virato in color seppia. Questi però decise di non essere incluso nei crediti finali, consapevole che il lavoro maggiore era stato svolto da Fleming.

Leggende metropolitane[modifica | modifica sorgente]

Una leggenda metropolitana molto macabra e rimasta in piedi per molti decenni vuole che uno dei nani chiamati ad interpretare i Mastichini si suicidò impiccandosi durante le riprese; la produzione temendo uno scandalo ed eventuali ritorsioni sulla produzione soffocò la notizia. L'impiccagione del nano è visibile sullo sfondo di una scena del film, molti filmati su YouTube riportano la scena incriminata[10] con ingrandimenti che mostrano qualcosa di strano.[11] La voce venne smentita dopo il restauro del film, nel quale si nota benissimo che lo strano oggetto, simile a un nano che si impicca, è in realtà un grosso uccello (simile a una gru o a una cicogna) che si muove e apre le ali. Tuttavia questa smentita non è stata globalmente accettata da tutti.

Un'altra leggenda metropolitana vuole che guardando il film e ascoltando contemporaneamente l'album The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, qualcuno dice il contrario, si noti una strana sincronia.[12][13] Tuttavia questa leggenda è ritenuta palesemente fasulla perché l'album dura meno di 50 minuti mentre il film supera i cento, inoltre il gruppo ha smentito ogni sincronia volontaria fra le due opere.[12]

Effetti speciali[modifica | modifica sorgente]

A. Arnold Gillespie era, negli anni trenta, il mago degli effetti speciali a Hollywood. Venne ingaggiato da Le Roy per realizzare scene mai viste prima. Gillespie doveva riuscire a creare per quella pellicola effetti mai visti prima di allora: scimmie volanti, palle di fuoco, una strega che si scioglie e vola con la scopa, e, soprattutto, una casa trascinata via da un tornado. Per rendere l'effetto della fattoria che cade dall'alto per poi finire nel mondo di Oz, Gillespie utilizzò un metodo tanto semplice quanto ingegnoso. Fece dipingere il pavimento dello studio come il cielo del Kansas; dopodiché gettò dall'alto un modellino della casetta di Dorothy e poi riprese la scena al contrario. In questa maniera nella scena sembra quasi che sia la casa a cadere dal cielo sulla terra mentre, in realtà, è solo un abile trucco.[9] Per rendere inoltre l'idea del tornado in lontananza, Gillespie fece costruire un enorme oggetto di stoffa a forma di imbuto, lungo circa 10 metri, la cui parte superiore era legata ad un porta lampada che si spostava per l'intera lunghezza del set, seguendo un percorso ad S.[9]

Altra ingegnosa soluzione venne trovata per la morte della strega. Sotto i piedi di Margaret Hamilton venne posta una botola. Nel momento in cui Judy Garland gettava l'acqua sul volto della strega, questa iniziava a scendere lentamente dentro la botola, dalla quale fuoriusciva un fumo biancastro. In questa maniera lei scendeva verso il basso, mentre l'abito rimaneva sul pavimento, dando così l'idea di essersi davvero liquefatta.[9]

Post-produzione[modifica | modifica sorgente]

Il montaggio del film e la sincronizzazione con la colonna sonora e con il suono iniziarono nel giugno del 1939, poco dopo la fine delle riprese. In questa sede gli autori scelsero di tagliare (a volte a malincuore) alcune scene per rendere il film più scorrevole e meno ripetitivo, eliminando quindi l'esibizione di ballo dello spaventapasseri, una scena riguardante l'uomo di latta, una seconda esibizione canora di Judy Garland con "Over the Rainbow" e la fastosa parata organizzata dal popolo per il ritorno dei protagonisti dopo aver ucciso la strega (una scena particolarmente lunga che richiese molta preparazione e molto lavoro).

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Harold Arlen, principale autore della colonna sonora, fotografato nel 1960

Composizione delle musiche[modifica | modifica sorgente]

Per la realizzazione delle musiche Mervin Le Roy chiese l'aiuto di Arthur Freed come socio non accreditato. Quest'ultimo affidò la composizione delle canzoni ad Harold Arlen e a Yip Harburg. I due cominciarono a lavorare sulle musiche il 19 maggio 1938[2] e conclusero quattordici settimane dopo. Senza dubbio la canzone che più di ogni altra rimase impressa nella mente degli spettatori fu "Over the Rainbow", divenuto un classico. Dopo la seconda anteprima doveva essere cancellata dal film perché, secondo alcuni dirigenti, rallentava l'andamento della trama ma fu lo stesso Le Roy a non accettare le loro proposte.

Le tre canzoni relative allo spaventapasseri, all'uomo di latta e al leone codardo, i famosi "If only I had...", vennero tratte da una musica già esistente, creata precedentemente per un musical a Broadway.

In alcune scene vi è anche utilizzo di alcuni brani di musica classica. Nella scena in cui i protagonisti liberano Dorothy dal castello della strega ad esempio vi è Una notte sul Monte Calvo, brano di Musorgsky.

Over the Rainbow venne incisa più volte dalla Garland e da altri cantanti su dischi 45 giri; il resto della colonna sonora è stato inciso e rilasciato inizialmente su audiocassetta nel settembre del 1995[14] e in seguito alla diffusione del CD anche su questo supporto all'inizio del nuovo millennio.

Elenco dei brani[modifica | modifica sorgente]

Segue un elenco dei brani inclusi nel film:[14]

  1. Main Title - MGM Orchestra & Coro
  2. Over the Rainbow - Judy Garland, E.Y. "Yip" Harburg
  3. Cyclone [Extended Version] - MGM Studio Orchestra
  4. Follow the Yellow Brick Road/You're off to See the Wizard - Judy Garland
  5. If I Only Had a Brain [Extended Version] - Ray Bolger, Judy Garland
  6. We're off to See the Wizard [Duo] - Ray Bolger, Judy Garland
  7. If I Only Had a Heart [Extended Version] - Jack Haley, Sr.
  8. We're off to See the Wizard [Trio] - Ray Bolger, Buddy Ebsen, Judy Garland
  9. If I Only Had the Nerve - Ray Bolger, Judy Garland, Jack Haley, Sr., Bert Lahr
  10. We're off to See the Wizard [Quartetto] - Ray Bolger, Buddy Ebsen, Judy Garland, Bert Lahr

Promozione[modifica | modifica sorgente]

Slogan[modifica | modifica sorgente]

Alcuni slogan utilizzati durante la distribuzione per pubblicizzare il film:[15]

  • «Mighty Miracle Show Of 1000 Delights!»
    «Potente Miracoloso Spettacolo di 1.000 Delizie!»
  • «Gaiety! Glory! Glamour!»
    «Gaiezza! Gloria! Fascino!»
  • «Metro-Goldwyn-Mayer's Technicolor Triumph»
    «Un trionfo in Technicolor della Metro-Goldwyn-Mayer»
  • «Biggest Screen Sensation Since "Snow White"!»
    «La più grande emozione cinematografica dai tempi di Biancaneve!»
  • «The Greatest Picture in the History of Entertainment!»
    «Il più grande film nella storia dell'intrattenimento!»

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Uscita e risultati commerciali[modifica | modifica sorgente]

La première del film avvenne nella piccola città di Oconomowoc, nel Wisconsin, il 12 agosto 1939.[8] Il film riscosse immediatamente un grande successo incassando 3.017.000 $ solo nella prima settimana di proiezione[16] (a fronte di un budget di 2.777.000 $).[16][17] Complessivamente negli USA il film incassò 15.569.431 $ a cui vanno aggiunti i 969.000 $ del mercato estero,[17] quindi l'incasso totale del film fu di 16.538.431 $.[17] Nel 1998 il film venne ridistribuito sul mercato nordamericano ottenendo un buon successo di pubblico con un incasso complessivo abbondantemente superiore ai 100.000.000 $.[16] Contrariamente al resto del mondo in Italia il film non ottenne un grande successo cinematografico, esattamente come i libri di Frank Baum.

Il film fu distribuito nelle sale italiane solo nella stagione 1949-1950 dalla C.I.D. Compagnia Italiana Distributori di Edoardo Brescia produttore e distributore di pellicole nazionali ed estere.

Date di uscita e titoli internazionali[modifica | modifica sorgente]

Date di uscita internazionali[8]
Paese Data Titolo
Stati Uniti Stati Uniti (Wisconsin) 12 agosto 1939 The Wizard of Oz
Stati Uniti Stati Uniti (California) 15 agosto 1939 The Wizard of Oz
Stati Uniti Stati Uniti (New York) 17 agosto 1939 The Wizard of Oz
Stati Uniti Stati Uniti 25 agosto 1939 The Wizard of Oz
Brasile Brasile 18 settembre 1939 O mágico de Oz
Argentina Argentina 15 novembre 1939 El mago de Oz
Svezia Svezia 2 gennaio 1940 Trollkarlen från Oz
Danimarca Danimarca 26 marzo 1940 Troldmanden fra Oz
Australia Australia 18 aprile 1940 The Wizard of Oz
Finlandia Finlandia 21 novembre 1943 Ihmemaa Oz
Spagna Spagna 19 marzo 1945 El mago de Oz
Francia Francia 26 giugno 1946 Le magicien d'Oz
Paesi Bassi Paesi Bassi 8 agosto 1946 The Wizard of Oz
Hong Kong Hong Kong 6 febbraio 1947 綠野仙蹤
Italia Italia 4 dicembre 1949 Il mago di Oz
Austria Austria 6 ottobre 1950 Das zauberhafte Land
Germania Germania 19 aprile 1951 Das zauberhafte Land
Giappone Giappone 22 dicembre 1954 オズの魔法使い

Critica e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Music cover del Mago di Oz

Il mago di Oz è da sempre riconosciuto come un film di pregevole fattura, raramente ci sono stati critici che si sono espressi contro di esso, il dibattito è principalmente legato tra chi lo considera un capolavoro e chi lo considera "solamente" un bel film. Pino Farinotti appartiene alla prima categoria visto che nel suo Dizionario dei film assegna al film 5 stelle, il massimo voto possibile.[18]. Morando Morandini al contrario appartiene alla seconda categoria assegnando nella sua prestigiosa guida cinematografica un onorevole ma non eccezionale giudizio di 3,5 stelle su un massimo di 5.[1]

Steve Crum del Canada City Canada ha scritto "Il titolo corretto dovrebbe essere "Il meraviglioso mago di Oz"[19] e Phil Villarreal dell'Arizona Daily Star ha scritto:

« È un film che tutti dovrebbero vedere più di una volta.[20] »

È stato inserito nella lista del sito theyshootpictures.com al 61º posto dei migliori 1.000 film di sempre,[21] compare inoltre nella lista dei migliori film di films101.com (33º posto)[22] e al 53º posto della classifica stilata dai lettori di Time Out.[23]
Empire Magazine lo ha inserito al 67º posto nella sua lista pubblicata nel 1999[24] e all'84º posto di quella pubblicata nel 2003.[24]

Nel 1998 l'American Film Institute ha collocato Il mago di Oz al sesto posto della AFI's 100 Years... 100 Movies, ovvero la lista dei cento film americani più importanti (guidata da Quarto potere, Casablanca, Il padrino e Via col vento), spostandolo poi al decimo nella versione del 2007.[25] Inoltre la Strega dell'Ovest è stata inserita al quarto posto nella lista dei Migliori cattivi della storia del cinema.[26] Nella lista delle migliori battute di sempre il film è presente con tre citazioni, per la precisione:[27]

  • Totò, ho l'impressione che noi non siamo più nel Kansas. di Judy Garland al 4º posto
  • Nessun posto è bello come casa mia di Judy Garland al 23º posto
  • Io riuscirò a prenderti! Te e il tuo odioso cagnolino! di Margaret Hamilton al 99º posto

Figura inoltre al 123º posto della Top 250 di IMDb[28] con una media voti di 8,3/10.[29]

Il voto medio degli utenti di Rottentomatoes.com è 9,1/10.[30]

Fu nominato per la palma d'oro al Festival di Cannes, ma non vinse.[31]

Nel 1989 negli Stati Uniti è stato selezionato dal National Film Registry per la conservazione[32] ed è stato riversato in forma digitale.

Differenze rispetto al romanzo[modifica | modifica sorgente]

Copertina del romanzo di L. Frank Baum

Di seguito sono elencate alcune delle principali differenze tra il libro e il film, da notare però che molti dialoghi nel film sono fedeli al libro:

  • Nel libro le scarpette di Dorothy sono d'argento, nel film di rubino. Il modello indossato dalla protagonista fu creato dal costumista Adrian e realizzato in seta bianca poi ricoperta di organza bordeaux ricamata a paillettes e con l'aggiunta di due fiocchi. Il colore rosso fu una scelta favorita dall'adozione del Technicolor[33].
  • Nel film le persone che Dorothy incontra nel suo viaggio hanno le fattezze dei suoi amici e conoscenti, nel libro questo particolare non è presente.
  • È ironico che nel film gli amici di Dorothy debbano salvarla dalla Strega, mentre nel romanzo è esattamente l'opposto.
  • La Strega buona nel film viene dal Nord, nel libro dal Sud mentre quella del Nord è una simpatica e gentile vecchietta.
  • Nel libro i protagonisti uccidono alcuni dei servi della Strega malvagia, nel film si limitano ad evitarli o a scacciarli con qualche colpo.
  • Nel libro Dorothy e i suoi compagni, durante il tragitto, sono protagonisti di episodi non presenti nel film, come ad esempio l'arrivo nel Paese della Porcellana o lo scontro con strani mostri mezzi tigri e mezzi orsi (i Kalidah).
  • Il mago di Oz si mostra ai protagonisti in tante forme diverse. Nella pellicola invece appare solamente come una grossa testa fluttuante.
  • Nella pellicola il mondo di Oz è molto più colorito che nel romanzo di Baum, e nel film, quando Dorothy e i suoi amici entrano alla città di Smeraldo, non devono utilizzare gli occhiali verdi.
  • La Cattiva Strega dell'Ovest non esce mai dal proprio castello nel libro.
  • La Cattiva Strega dell'Ovest, nel romanzo, ha la pelle bianca e non verde, come nella pellicola. Era inoltre priva di un occhio e vedeva i movimenti dei protagonisti grazie alla sua vista acutissima (non grazie alla sfera di cristallo).
  • Nel libro Dorothy colpisce intenzionalmente la strega con l'acqua contenuta nel secchio, mentre nel film lo fa solo per sbaglio, e nel film il Mago voleva la scopa della strega, mentre nel libro la voleva semplicemente morta.
  • Nel film si scopre che infine è stato tutto solo un sogno mentre nel libro invece è tutto vero

Opere collegate[modifica | modifica sorgente]

Ritorno a Oz[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ritorno a Oz.

Film d'animazione prodotto nel 1964 dallo studio Filmation, sottoposto a copyright nel 1971, uscito al cinema nel 1972 nel Regno Unito e nel 1974 negli Stati Uniti, segna il debutto della voce di Liza Minnelli nel ruolo di Dorothy (interpretata nel film precedente da sua madre, Judy Garland). Le altre voci furono Milton Berle, Mickey Rooney, Paul Lynde, Herschel Bernardi, Paul Ford, Danny Thomas, Margaret Hamilton (che interpretò la Perfida Strega dell'Ovest nel film del 1939) e la cantante d'opera Risë Stevens nel ruolo di Glinda. Le canzoni sono di Sammy Cahn e Jimmy Van Heusen. Gli arrangiamenti e la colonna sonora di Walter Scharf.

Nel fantastico mondo di Oz[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nel fantastico mondo di Oz.

Seguito non ufficiale prodotto dalla Walt Disney Pictures senza la collaborazione della MGM, o della Warner Bros (lo studio che al momento detiene i diritti sul film del '39). Comunque, non fu necessario chiedere nessun permesso, in quanto nel 1985 tutti i libri su cui il film è basato erano ormai di dominio pubblico. Una forte somma fu pagata, tuttavia, per usare le scarpette rosse, il cui design è ancora proprietà della Time Warner. Il film fu diretto da Walter Murch, celebre tecnico del suono e montatore pluripremiato al suo esordio alla regia. Il film non incassò molto al botteghino e ricevette recensioni molto diverse da tutta la critica. Col passare del tempo è ugualmente divenuto un "cult" per molti adulti e bambini, e ha guadagnato molto con la vendita e il noleggio delle VHS e dei DVD.

Altre opere[modifica | modifica sorgente]

  • Il film Zardoz, scritto e diretto da John Boorman e interpretato da Sean Connery nel 1974 è una rielaborazione dei temi del Mago di Oz trattati in chiave distopica.
  • Nel 1974 nei teatri di Broadway venne prodotto e realizzato uno spettacolo musicale dal titolo The Wiz. Lo spettacolo è basato sul romanzo di Baum riadattato in chiave più moderna, e cita esplicitamente in più occasioni il suo predecessore. Nel 1978 è stato tratto un film diretto da Sidney Lumet e scritto da Joel Schumacher.
  • La rete televisiva statunitense American Broadcasting Company produsse all'inizio degli anni novanta una serie televisiva di animazione ambientata dopo le vicende del film. La vicenda si avvia con Dorothy che ritrova le sue scarpette e scopre che la sua avventura non è stata solo un sogno, torna nel regno di Oz e apprende che la strega è stata riportata in vita dai suoi fedeli. Dorothy e i suoi fidati amici dovranno annientarla definitivamente. La serie venne sospesa dopo la prima stagione da 13 episodi per lo scarso successo di pubblico.
  • Nel 2005 la Illusive Arts Entertainment ha lanciato un fumetto intitolato Dorothy basata sui libri di Baum; anche qui i riferimenti al film sono molteplici.
  • In una puntata di "Futurama" appare una parodia del film in cui i personaggi della serie animata prendono il posto dei personaggi del film.
  • Una puntata del telefilm "Scrubs" è chiaramente un omaggio al Mago di Oz in cui personaggi ed ambienti rimandano palesemente alla storia di Baum, viene inoltre citato The Wiz.
  • Nel 2007 Nick Willing ha diretto la miniserie TV Ritorno al mondo di Oz (Tin Man), interpretata da Zooey Deschanel, Richard Dreyfuss, Alan Cumming, Raoul Trujillo, Neal McDonough e Kathleen Robertson, in cui si rielaborano i temi del Mago di Oz trattati in chiave più moderna e matura.

Film precedenti[modifica | modifica sorgente]

Fotogramma del film del 1914

La versione del 1939 è sicuramente la più famosa tra tutte le trasposizioni cinematografiche dei libri di Frank Baum; ma è completamente sbagliato affermare che questa è la prima versione per il cinema delle opere di Baum, esistono infatti alcuni film realizzati prima di quello di Fleming:[34]

Doppiaggio[modifica | modifica sorgente]

Per il doppiaggio, eseguito a Roma nell'estate del 1949 dalla C.D.C. presso gli studi della Fono Roma, venne scelta la voce di Miranda Bonansea per Judy Garland, già doppiatrice abituale di Shirley Temple negli anni trenta con il nome di Miranda Garavaglia. Le parti cantate furono affidate al Quartetto Cetra e Lucia Mannucci, la donna del gruppo, eseguì le canzoni di Dorothy in italiano. Dialoghi e canzoni (meno Over the Rainbow che restava in originale) vennero adattati da Roberto De Leonardis e il commento musicale - completamente rifatto nonostante l'Oscar vinto dal film per la migliore colonna sonora - fu rieseguito sotto la direzione di Alberto Paoletti.

Il film fu ridoppiato causa restauro per la messa in onda della Rai nel 1980. Il ridoppiaggio ha dialoghi praticamente identici alla versione del '49 e il secondo script è stato redatto da Alberto Piferi. La voce di Dorothy in questa edizione televisiva appartiene ad Anna Marchesini. Nel 1985 il film è stato ulteriormente ridoppiato, a Milano, per l'edizione home video (stavolta con dialoghi quasi completamente diversi), dove a prestare la voce a Dorothy è ora Elda Olivieri. Il secondo e il terzo doppiaggio, a differenza del primo, contengono le musiche e gli effetti sonori originali, ma le canzoni sono tutte in inglese. Nei DVD e Blu-Ray ufficiali ancora in catalogo si può ascoltare esclusivamente l'audio dell'85; sebbene esista una edizione (marchio Klf del 2002) che presenta il film, non rimasterizzato, con il ridoppiaggio del 1980. Per quanto riguarda la trasmissione televisiva, il film viene trasmesso con il ridoppiaggio del 1980 appunto sulle reti Rai, con il doppiaggio originale del 1949 sulle reti Mediaset e con il doppiaggio del 1985 su La7, seppur venga trasmesso raramente in TV.

La questione delle varie versioni italiane del Mago di Oz pone ancora il problema dei doppiaggi di prima edizione, che dovrebbero essere considerati documenti storici, da conservare alla stregua dei beni culturali e di conseguenza protetti, come si tenta di salvaguardare e restaurare le vecchie pellicole.

Edizioni in DVD[modifica | modifica sorgente]

L'edizione attualmente in commercio su DVD è quella pubblicata dalla Warner Home Video nel 2000.[35] Questa edizione contiene il film restaurato e rimasterizzato digitalmente, con una migliore qualità dell'immagine e del suono.

L'audio è in tre lingue (inglese, francese e italiano) e il disco contiene molti contenuti speciali comprendenti i trailer originali del 1939, le scene tagliate nella versione definitiva del film (con audio in lingua inglese) e alcuni documentari presentati dalla nota attrice Angela Lansbury sulla realizzazione dell'opera e più in generale sul mondo di Oz e sul suo autore.[35]

I contenuti speciali presenti nel DVD sono i seguenti:[35]

  • Il meraviglioso mago di Oz- La storia del romanzo
  • Il restauro di una leggenda
  • Biografie degli interpreti
  • Il documentario condotto da Angela Lansbury
  • Un tributo a Oz (i ricordi di coloro che lavorarono al film)
  • L'eredità di un classico
  • Scene inedite
  • Gli effetti speciali
  • Inserti d'epoca riguardanti il film
  • Galleria fotografica
  • Trailer
  • Jukebox di materiali di registrazione

Merchandising[modifica | modifica sorgente]

Le scarpette di Rubino

Dopo l'uscita della pellicola nelle sale cinematografiche, la MGM sponsorizzò diversi giocattoli e oggetti relativi alla storia del Mago di Oz, ad esempio L' Ideal Toy Company, ingaggiata dagli studi della Mayer, realizzò alcune bambole di diversa misura, raffiguranti Judy Garland in vesti di Dorothy. Questi oggetti però smisero di essere fabbricati appena un anno dopo, divenendo così, ai nostri giorni, rari pezzi da collezione.

Nel maggio del 1970 la MGM organizzò a Hollywood una serie di aste per vendere oggetti di scena accumulatisi negli anni. Nell'asta dedicata a Il mago di Oz il costume da leone fu venduto per 2.400 dollari, il cappello della strega per 450 e le scarpette rosso rubino (in un esemplare sciupato e non più brillante) per 15.000 dollari offerti da un anonimo che al momento le credette l'unico esemplare conservato. Negli anni successivi si scoprì che delle scarpe, prodotte in molte copie per esigenze di scena, erano invece sopravvissuti diversi esemplari, uno dei quali è esposto al museo Smithsonian. Un altro paio è stato venduto nel 2000 ad un'asta a New York per circa 600.000 dollari al collezionista statunitense David Elkouby[36].

Attualmente il valore di mercato delle famose scarpette è stimato in circa 1.500.000 $.[3]

Manifesti e locandine[modifica | modifica sorgente]

In Italia, la realizzazione dei manifesti e delle locandine del film, fu affidata al pittore cartellonista Carlantonio Longi.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Inoltre nel 2007 l'UNESCO ha inserito l'edizione del 1939 del film Il mago di Oz nell'Elenco delle Memorie del mondo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Scheda su mymovies.it con Recensione Morandini. URL consultato l'11 gennaio 2008.
  2. ^ a b c d e f g h i j Cronologia del film su geocities.com. URL consultato l'11 gennaio 2008 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2008).
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Trivia su IMDb. URL consultato l'11 gennaio 2008.
  4. ^ a b Scheda di Judy Garland su IMDb. URL consultato l'11 gennaio 2008.
  5. ^ Scena di ballo di Ray Bolger poi tagliata nella versione definitiva del film, da YouTube. URL consultato l'11 gennaio 2008.
  6. ^ "Il meraviglioso mago di Oz-La produzione di un classico", Documentario con Angela Lansbury presente sul DVD della Warner Home Video
  7. ^ Come egli stessa confessò in uno spettacolo televisivo
  8. ^ a b c d Biografia di Terry. URL consultato il 19 febbraio 2013.
  9. ^ a b c d e f "Dietro le quinte del mago di Oz", Documentario con Angela Lansbury presente sul DVD della Warner Home Video
  10. ^ Video della scena su Youtube. URL consultato l'11 gennaio 2008.
  11. ^ Ingrandimento della scena su Youtube. URL consultato l'11 gennaio 2008.
  12. ^ a b Fonte su www.ipernova.it. URL consultato l'11 gennaio 2008.
  13. ^ Fonte su everwonder.com. URL consultato l'11 gennaio 2008.
  14. ^ a b Colonna sonora su amazon.com. URL consultato l'11 gennaio 2008.
  15. ^ Slogan su IMDb. URL consultato l'11 gennaio 2008.
  16. ^ a b c Box office and business su IMDb. URL consultato l'11 gennaio 2008.
  17. ^ a b c Scheda su boxofficemojo.com. URL consultato l'11 gennaio 2008.
  18. ^ Scheda su mymovies.it con recensione di Farinotti. URL consultato l'11 gennaio 2008.
  19. ^ Commento su rottentomatoes. URL consultato il 13 gennaio 2008.
  20. ^ Commento su rottentomatoes. URL consultato il 13 gennaio 2008.
  21. ^ I 1.000 migliori film della storia secondo theyshootpictures.com. URL consultato il 26 dicembre 2007.
  22. ^ I migliori film della storia secondo films101.com. URL consultato il 26 dicembre 2007.
  23. ^ Classifica dei 100 migliori film di tutti i tempi secondo i lettori di Time Out. URL consultato il 26 dicembre 2007.
  24. ^ a b Classifica dei 100 migliori film di tutti i tempi secondo Empire Magazine. URL consultato il 28 dicembre 2007.
  25. ^ AFI's 100 Years... 100 Movies. URL consultato il 24 dicembre 2007.
  26. ^ AFI's 100 Years... 100 Heroes and Villains. URL consultato il 12 gennaio 2008.
  27. ^ AFI's 100 Years... 100 Movie Quotes. URL consultato il 24 dicembre 2007.
  28. ^ Top 250 di IMDb. URL consultato l'11 gennaio 2008.
  29. ^ Voti attribuiti dagli utenti a "Il mago di Oz" su IMDb. URL consultato l'11 gennaio 2008.
  30. ^ Voti attribuiti dagli utenti a "Il mago di Oz" su Rottentomatoes. URL consultato l'11 gennaio 2008.
  31. ^ Premi su IMDb. URL consultato l'11 gennaio 2008.
  32. ^ National Film Preservation Board, USA: 1989. URL consultato il 24 dicembre 2007.
  33. ^ Design Museum, Cinquanta scarpe che hanno cambiato il mondo, Milano, De Agostini, 2012. ISBN 9788841872772.
  34. ^ Frank L. Baum su IMDb. URL consultato il 12 gennaio 2008.
  35. ^ a b c Scheda su internetbookshop.it. URL consultato il 12 gennaio 2008.
  36. ^ Rachelle Bergstein, Le donne dalla caviglia in giù: storie delle scarpe e delle donne che le hanno indossate, Milano, Mondadori, 2013. ISBN 9788804627029.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Franklin Baum, Il mago di Oz, Mondadori, 2000. ISBN 978-88-04-47706-8
  • Fernaldo Di Giammatteo, Dizionario del cinema americano. Da Griffith a Tarantino, tutti i film che hanno fatto la storia di Hollywood, Editori Riuniti, 1996. ISBN 978-88-359-4109-5
  • G.P. Brunetta, Il cinema americano - Volume 1, Einaudi, 2006. ISBN 978-88-06-18096-6
  • Veronica Pravadelli, La grande Hollywood. Stili di vita e di regia nel cinema classico americano, Marsilio, 2007. ISBN 978-88-317-9220-2
  • Mauro Walter, Il musical americano da Broadway a Hollywood, Newton & Compton, 1997. ISBN 978-88-8183-665-9
  • (EN) Aljean Harmetz, The Making of The Wizard of Oz, Hyperion, 1977. ISBN 978-0-7868-8352-3
  • (EN) Aljean Harmetz, The Making of the Wizard of Oz: Movie Magic and Studio Power in the Prime of MGM—and the Miracle of Production, Hyperion, 1998. ISBN 978-0-7868-8352-3
  • (EN) Paul Nathanson, Over the Rainbow: The Wizard of Oz As a Secular Myth of America, State Univ of New York, 1991. ISBN 978-0-7914-0710-3
  • (EN) Paul Donnelley, Judy Garland, Haus Publishers Ltd, 2007. ISBN 978-1-904950-81-3
  • (EN) Richard Dyer, Film Stars and Society, Londra, Taylor & Francis Ltd, 1987. ISBN 978-0-415-31027-7
  • (EN) Stephen Cox, The Munchkins of Oz, Nashville, Cumberland House Publishing, 1996. ISBN 978-1-58182-269-4
  • (EN) Stephen Cox, Munchkins Remember "The Wizard of Oz" and Beyond, New York, E.P. Dutton, 1989. ISBN 978-0-525-48486-8
  • (EN) Rick Altman, The American Film Musical, Londra, Indiana University Press, 1989. ISBN 978-0-253-20514-8
  • (EN) John Fricke William Stillman, The Wizard of Oz: The Official 50th Anniversary Pictorial History, Warner Books, 1989. ISBN 978-0-446-51446-0

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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