Pinocchio (film 1940)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Pinocchio
Pinocchio title card.png
Titolo del film dal trailer originale
Titolo originale Pinocchio
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 1940
Durata 88 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,37:1
Genere animazione, fantastico, musicale
Regia Ben Sharpsteen, Hamilton Luske, Bill Roberts, Norman Ferguson, Jack Kinney, Wilfred Jackson, T. Hee
Soggetto Carlo Collodi
Sceneggiatura Ted Sears, Otto Englander, Webb Smith, William Cottrell, Joseph Sabo, Erdman Penner, Aurelius Battaglia, Bill Peet
Produttore Walt Disney
Casa di produzione Walt Disney Productions
Distribuzione (Italia) RKO Radio Pictures
Art director Charles Philippi, Hugh Hennessy, Ken Anderson, Dick Kelsey, Ken O'Connor, Terrell Stapp, Thor Putnam, John Hubley, McLaren Stewart, Al Zinnen, Bruce Bushman, Arthur Heinemann, Charles Payzant
Character design Joe Grant, Albert Hurter, John P. Miller, Campbell Grant, Martin Provenson, John Walbridge
Animatori Fred Moore, Frank Thomas, Milt Kahl, Bill Tytla, Ward Kimball, Art Babbitt, Eric Larson, Wolfgang Reitherman, Jack Campbell, Ollie Johnston, Bernard Wolf, Don Towsley, Don Lusk, John Lounsbery, Norman Tate, Jack Bradbury, Lynn Karp, Charles A. Nichols, Art Palmer, Joshua Meador, Don Tobin, Robert Martsch, George Rowley, John McManus, Don Patterson, Preston Blair, Les Clark, Marvin Woodward, Hugh Fraser, John Elliotte
Effetti speciali Edwin Aardal, Ugo D'Orsi, Sandy Strother, Cornett Wood
Musiche Leigh Harline, Paul J. Smith
Tema musicale "Una stella cade", di Leigh Harline (musica) e Ned Washington (testo)
Scenografia Bruce Bushman
Sfondi Claude Coats, Merle Cox, Ed Starr, Ray Huffine, Dick Anthony, Eric Hansen, Mique Nelson, Art Riley
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
Premi

2 Premi Oscar 1941: "migliore colonna sonora" e "migliore canzone" per "Una stella cade"

Pinocchio è un film del 1940 diretto da registi vari. È un film d'animazione prodotto dalla Walt Disney Productions e basato sul romanzo di Carlo Collodi Le avventure di Pinocchio. Storia d'un burattino (1883). È il secondo Classico Disney. Con questo nuovo film d'animazione, Walt Disney sperava di ripetere il successo di Biancaneve e i sette nani (1937), ma la seconda guerra mondiale non permise di raggiungere il risultato desiderato. Inoltre, Walt Disney era allo stesso tempo su un progetto più ambizioso, Fantasia (1940). Il film fu distribuito nei cinema degli Stati Uniti dalla RKO Radio Pictures il 7 febbraio 1940.

La trama del film coinvolge un vecchio falegname di nome Geppetto che intaglia un burattino di legno di nome Pinocchio, il quale viene portato in vita dalla Fata Azzurra, che gli dice che può diventare un bambino vero se si dimostra "bravo, coraggioso, disinteressato". Così iniziano le avventure del burattino per diventare un bambino vero, che coinvolgono molti incontri con una serie di loschi personaggi. Il film venne adattato da Aurelius Battaglia, William Cottrell, Otto Englander, Erdman Penner, Joseph Sabo, Ted Sears e Webb Smith dal libro di Collodi. La produzione fu supervisionata da Ben Sharpsteen e Hamilton Luske, e le sequenze del film vennero dirette da Norman Ferguson, T. Hee, Wilfred Jackson, Jack Kinney e Bill Roberts. Pinocchio fu una conquista rivoluzionaria nel settore degli effetti animati, dando movimento realistico a veicoli, macchinari ed elementi naturali come pioggia, fulmini, neve, fumo, ombre e acqua. Grazie ai suoi risultati significativi nelle tecniche di animazione, è spesso considerato il capolavoro finale di Disney. Esso è tuttavia molto più cupo degli altri Classici Disney.

Le analisi critiche di Pinocchio lo identificano come un semplice racconto morale che insegna ai bambini i benefici del duro lavoro e dei valori della classe media. Anche se divenne il primo film d'animazione a vincere un premio Oscar competitivo - vincendone due, per la migliore colonna sonora e la migliore canzone per "Una stella cade" - inizialmente fu un flop. Realizzò infine un profitto nella sua riedizione del 1945, e oggi è considerato tra i migliori Classici Disney mai fatti, e uno dei migliori film d'animazione di tutti i tempi, con un raro punteggio del 100% sul sito Rotten Tomatoes. Il film e i personaggi sono ancora prevalenti nella cultura popolare, apparendo in vari parchi Disney e in altre forme di intrattenimento. Nel 1994 Pinocchio venne inserito nel National Film Registry degli Stati Uniti per essere "culturalmente, storicamente o esteticamente significativo".

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver cantato la canzone principale del film, Una stella cade, il Grillo Parlante spiega al pubblico che sta per raccontare una storia di un desiderio che si avvera. In flashback, si trasferisce nella bottega del falegname Geppetto per riscaldarsi dal freddo. Il Grillo osserva Geppetto che sta finendo di lavorare su un burattino di legno che chiama Pinocchio. Prima di addormentarsi, Geppetto esprime ad una stella il desiderio che Pinocchio possa essere un bambino vero. Durante la notte, la stella, sotto forma di una Fata Azzurra, visita il laboratorio per esaudire il desiderio di Geppetto. Porta in vita Pinocchio, facendolo però rimanere ancora un burattino. La fata dice a Pinocchio che se vuole diventare un bambino vero in carne ed ossa deve dimostrare di essere bravo, coraggioso, disinteressato e capace di distinguere il bene dal male ascoltando la sua coscienza. Pinocchio non capisce cosa sia una coscienza, e il Grillo appare per spiegarglielo. La Fata Azzurra chiede al Grillo se può fare da coscienza a Pinocchio, compito che lui accetta.

Geppetto scopre che il suo desiderio si è avverato, e si riempie di gioia. La mattina dopo il falegname manda Pinocchio al suo primo giorno di scuola. Tuttavia, l'ingenuo Pinocchio è traviato da due truffatori, il Gatto e la Volpe, che lo convincono ad unirsi allo spettacolo di burattini di Mangiafuoco invece di andare a scuola. Pinocchio diventa l'attrazione di Mangiafuoco (la magica marionetta senza fili), ma quando Pinocchio vuole tornare a casa per la notte (anche se promettendo di tornare la mattina) l'uomo lo rinchiude in una gabbia per impedirgli di andarsene. Durante la notte, la Fata Azzurra arriva da Pinocchio e gli chiede perché non sia andato a scuola. Nonostante le sollecitazioni del Grillo, Pinocchio racconta una storia sgangherata per nascondere la sua vergogna, ma ad ogni bugia il suo naso cresce e cresce finché non diventa come il ramo di un albero. La Fata Azzurra spiega che "vi sono due specie di bugie: alcune hanno le gambe corte, altre il naso lungo". Pinocchio promette di essere buono d'ora in poi e la Fata Azzurra gli fa tornare il naso alla normalità e lo libera, avvertendolo che è l'ultima volta che può aiutarlo.

Purtroppo, sulla via del ritorno a casa di Geppetto, Pinocchio viene ancora una volta fuorviato dal Gatto e la Volpe, che lo convincono che è malato e che l'unico rimedio sia andare al Paese dei balocchi, un luogo pieno di gozzoviglie e di tentazioni. Sulla sua strada fa amicizia con Lucignolo, un ragazzo distruttivo e dal cattivo comportamento. Presto Pinocchio e gli altri ragazzi iniziano a godersi il gioco d'azzardo e il fumo, ad ubriacarsi e a distruggere il Paese dei balocchi, con grande sgomento del Grillo. Poi il Grillo scopre che l'isola ospita una terribile maledizione che trasforma i ragazzi in asini, che sono poi venduti a lavorare nelle miniere di sale e nei circhi, come parte di un malvagio racket gestito dal Postiglione. Lucignolo viene presto trasformato in un asino, ma Pinocchio riesce a fuggire dopo che gli sono comparse solo le orecchie e la coda da ciuco.

Al ritorno a casa, Pinocchio e il Grillo trovano il laboratorio vuoto e capiscono subito (da una lettera della Fata Azzurra) che Geppetto, mentre si avventurava in mare per salvare Pinocchio dal Paese dei balocchi, è stato inghiottito, insieme al suo gatto Figaro e alla sua pesciolina Cleo, da una balena. Determinato a salvare suo padre, Pinocchio salta sul fondo del mare, accompagnato dal Grillo. Tuttavia, Pinocchio viene presto trovato e ingerito dalla balena, all'interno della quale si riunisce con Geppetto e i suoi animali domestici. Anche se sorpreso dalle orecchie e la coda da asino di Pinocchio, Geppetto è solo felice di riavere con sé il suo "omettino". Pinocchio escogita un piano di fuga bruciando della legna in modo che la balena li starnutisca fuori. Il piano funziona, ma la balena infuriata li insegue. Alla fine, Pinocchio riesce a mettere in sicurezza Geppetto in una grotta sotto una scogliera, prima la balena ci si schianti contro. Nonostante la sconfitta della balena, Pinocchio muore durante il salvataggio. Mentre il gruppo piange sul corpo di Pinocchio, la Fata Azzurra è toccata dal suo sacrificio e lo fa risorgere in forma umana, per la gioia della sua famiglia. Quando il Grillo esce per ringraziare la fata, lei decide che ha fatto un buon lavoro, e gli dona un distintivo d'oro che lo certifica come una coscienza ufficiale.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Pinocchio, il protagonista del film.
  • Pinocchio: un felice burattino di legno intagliato da Geppetto e trasformato in una marionetta vivente dalla Fata Azzurra. È animato da Milt Kahl.
  • Il Grillo Parlante: un allegro grillo, che agisce come "coscienza" di Pinocchio, ed è il narratore parziale della storia. Subisce il fascino della Fata e infatti arrossisce quando questa si avvicina a lui e gli sorride. È animato da Ward Kimball. Porta un frak logoro, che poi ridiviene nuovo con la magia della Fata e usa un ombrello come paracadute.
  • Geppetto: un falegname che costruisce Pinocchio e desidera che diventi un bambino vero. È animato da Art Babbitt.
  • Figaro e Cleo, rispettivamente il gatto bicolore e il pesce rosso di Geppetto. La pesciolina Cleo prova un amore non ricambiato per Figaro. Sono animati da Eric Larson.
J Worthington Foulfellow and Gideon in Disney's Pinocchio.png Stromboli in Walt Disney's Pinocchio.png
Gli antagonisti: il Gatto, la Volpe e Mangiafuoco.
  • Il Gatto e la Volpe: un furbo volpone, noto criminale che inganna due volte Pinocchio nel film, e un muto e scaltro felino, suo complice. Entrambi sono antropomorfi. Animati da John Lounsbery.
  • Stromboli detto Mangiafuoco: un grosso, sinistro e barbuto creatore di marionette che costringe Pinocchio ad esibirsi sul palco al fine di fare soldi. In originale parla con un accento italiano, anche se viene identificato come uno zingaro. Egli è l'unico cattivo del film a far parte della linea ufficiale dei Cattivi Disney. Non si vede più dopo la scena in cui Pinocchio è imprigionato, così la sua sconfitta rimane sconosciuta, ma è probabile che la sua carriera abbia subito un crollo senza Pinocchio. È animato da Bill Tytla.
  • Il Postiglione, un cocchiere corrotto e sadico, che possiede e gestisce il Paese dei balocchi. Gode nel trasformare i ragazzi indisciplinati in asini. In originale parla con accento cockney. Il suo look è lo stesso di Charles Laughton ne La taverna della Giamaica di Alfred Hitchcock. Come Mangiafuoco, il suo destino rimane nascosto. È animato da Charles A. Nichols.
  • La Fata Azzurra: la bella fata che dà vita a Pinocchio e lo resuscita alla fine del film. È animata da Jack Campbell.
  • Lucignolo: un cattivo ragazzo che Pinocchio incontra e con cui fa amicizia sulla strada per il Paese dei balocchi. Si trasforma in un asino mentre i due ragazzi stanno giocando a biliardo. È animato da Fred Moore.
  • La balena: inghiotte Geppetto, Figaro e Cleo durante la loro ricerca di Pinocchio. Pinocchio viene poi ingerito mentre la balena sta mangiando, e lui e Geppetto si riuniscono. Venne animata da Wolfgang Reitherman.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Fonti e primi adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Collodi (1826-1890)
Pinocchio disegnato da Enrico Mazzanti (Firenze, 1883)

Carlo Collodi, giornalista ed educatore italiano, iniziò nel 1881 a scrivere una serie di racconti intitolata La storia di un burattino, apparsa nel Giornale per i bambini e pubblicata in forma di libro nel 1883, con il titolo Le avventure di Pinocchio.[1] La prima traduzione inglese comparve negli Stati Uniti nel 1892. Come notato da Jacqueline Rose, analogamente a Peter e Wendy di J. M. Barrie, la storia originale venne rapidamente alterata dagli adattamenti, come confermarono R. Wunderlich e P. ​​Morrisey in The Desecration of Pinocchio in the United States, una pubblicazione della conferenza annuale della Children's Literature Association del 1981.[2][3] Così, nel 1904, la romanziera Emily Gray pubblicò una traduzione "riveduta" del testo di Collodi.[1] Seguirono rapidamente altri adattamenti, letterari o cinematografici.

La storia di Pinocchio era già stata adattata in un film d'animazione in Italia nel 1936 con il titolo Le avventure di Pinocchio.[4] Anche una versione teatrale di Yasha Frank venne presentata nel giugno del 1937 a Los Angeles, benché il testo non sarebbe stato pubblicato fino ad aprile 1939. In questo adattamento, Pinocchio diventa un innocente incapace di svolgere qualsiasi malefatta.[1]

L'idea di utilizzare il romanzo di Collodi per fare un lungometraggio animato sembra essere stata suggerita a Disney, a differenza di Biancaneve. In una lettera datata 8 aprile 1935 a Walt Disney, K. Evers, un'amica di famiglia, suggerì l'uso della storia di Pinocchio per un film, ma non ancora un lungometraggio.[5] Il 4 luglio dello stesso anno, il giornalista e scrittore italofrancese Joseph-Marie Lo Duca suggerì, anch'egli in una lettera indirizzata a Disney, l'idea di un adattamento cinematografico animato della storia di Pinocchio.[5] Disney incontrò Lo Duca nell'estate del 1935, durante un viaggio in Europa[5] per recuperare le fonti di ispirazione per i suoi film, tra cui Biancaneve e i sette nani.[6]

Al fine di realizzare il suo adattamento del romanzo di Collodi, Disney acquisì diverse versioni e traduzioni del lavoro, e chiese anche a una delle sceneggiatrici di servizio del personale, Bianca Majolie, di eseguirne una sua traduzione.[5][7]

Pre-produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto del film venne ripreso nel settembre 1937, durante la produzione di Biancaneve e i sette nani, quando l'animatore Norman Ferguson portò nuovamente una versione tradotta del libro di Collodi all'attenzione di Walt Disney. Dopo aver letto il libro, "Walt si stava rompendo le budella dall'entusiasmo", come disse Ferguson.[8][9] Pinocchio doveva essere il terzo film dello studio, dopo Bambi. Tuttavia, a causa di problemi nell'adattare la storia e animare gli animali realisticamente, Pinocchio venne spostato in avanti nella produzione, mentre Bambi fu messo in attesa.[10] Il lavoro iniziò con schizzi di Gustaf Tenggren e Albert Hurter. Christopher Finch fece notare che durante questo periodo, Frank Thomas, Milt Kahl e Ollie Johnston vennero assegnati all'animazione di Pinocchio, realizzando circa 46 metri d'animazione sulla voce di Ted Sears.[11]

In Biancaneve e i sette nani (1937) e le Sinfonie allegre, Walt Disney e il suo staff avevano già adattato fiabe europee, dei fratelli Grimm o di Charles Perrault, ma spesso dovettero espandere la storia originale.[1] Per Jerry Beck la più grande sfida del film non fu la tecnica, ma la sceneggiatura, perché ci vollero gli studios Disney per preservare lo spirito della storia originale, che comprendeva tuttavia un antieroe irascibile, molti cattivi e pochissimi momenti felici o comici.[12]

In realtà, lo sviluppo della sceneggiatura non fu facile: dopo lo sviluppo psicologico e grafico dei personaggi, cinque mesi d'animazione vennero abbandonati e lo script ricominciò da zero,[13] mentre il budget aveva già raggiunto 500.000 dollari.[14] The New York Times aveva pubblicato un articolo il 12 giugno 1938 riferendosi ai 701,04 metri di pellicola gettati a causa della decisione di Walt. Secondo Steven Watts si lavorò per un periodo di sei mesi prima della messa in pausa del progetto.[15] Anche Girveau e Bob Thomas concordano sul periodo di sei mesi di lavoro, compresi character design, storyboard e prime animazioni, fermato da Walt Disney che credeva "non funzionasse" a causa della "mancanza di personaggi accattivanti che fecero di Biancaneve un successo immediato".[7][16]

Una nota interna datata 9 giugno 1937 chiese agli artisti di andare a vedere lo spettacolo di Yasha Frank.[5] Dopo aver visto questo nuovo approccio, Disney chiese alla sua squadra di ripartire su nuove basi di lavoro.[8] Ma a causa del lavoro richiesto per finalizzare Biancaneve, previsto per il Natale del 1937, il primo incontro per definire la storia di Pinocchio fu datato 24 marzo 1938,[5] e Girveau indica lo stesso mese per l'inizio della produzione.[7] La versione Disney, come lo spettacolo di Frank, si orienta verso il moralismo parentale del ventesimo secolo.[5]

Aspetto grafico[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Christopher Finch i due artisti che hanno maggiormente influenzato il film sono Gustaf Tenggren e Albert Hurter, entrambi già al lavoro su Biancaneve e i sette nani.[17][18]

L'illustratore svedese Gustaf Tenggren aveva il compito di dare al film un look europeo negli schizzi.[19][20] Secondo Finch, la sua influenza si riflette nell'aspetto generale del film,[17] e Allan fa notare la tipica atmosfera dark del Nord Europa.[21] Le produzioni di Tenggren comprendono gli schizzi del ventre della balena, l'aspetto della Fata Turchina e soprattutto gli interni del laboratorio di Geppetto,[20] basati sui suoi ricordi dell'infanzia trascorsa nella casa del nonno, scultore del legno.[22]

La Forge de Gerlach a Rothenburg ob der Tauber.

Anche se la storia dovrebbe svolgersi in Italia, il villaggio di Pinocchio, situato ai piedi delle montagne e la cui architettura favorisce il legno, è molto più vicino alla Baviera (più probabilmente il Trentino-Alto Adige), senza dubbio a causa delle origini di Tenggren.[23] Robin Allan rileva le analogie con la cittadina di Rothenburg ob der Tauber, compresi il cammino di guardia, la Galgengasse[24] e la Forge de Gerlach, che ricorda la roulotte di Mangiafuoco.[25] Tenggren stesso venne influenzato da artisti come Arthur Rackham, Edmund Dulac, John Bauer e l'art pompier.[26] Bruno Girveau indica che gli inglesi Arthur Rackham e Walter Crane nel 1899 e lo svedese John Bauer nel luglio 1902 fecero degli acquerelli di Rothenburg, riproduzioni dei quali fanno parte degli archivi Disney.[27]

Secondo Allan, le prospettive amplificate delle scene di strada ricordano quelle angolari delle opere del pittore Thomas Hart Benton, mentre il rendering nitido dei dettagli ricorda i paesaggi Grant Wood.[28] Lavori preparatori di Tenggren, disegni o tempere sono in collezioni private o non sono sopravvissuti,[28] ma dipinti e studi per modellare i set sono stati conservati dagli archivi Disney.[29]

Lo svizzero Albert Hurter, che aveva già lavorato al look europeo di Biancaneve, partecipò anche a Pinocchio; purtroppo la maggior parte dei suoi disegni sono scomparsi, anche se, secondo John Russell Taylor, la sua influenza è visibile nel "look gotico e grottesco preso in prestito da libri d'illustrazioni europei".[30] Molto del suo lavoro coinvolse la creazione di elementi decorativi, carillon, orologi e giocattoli di legno, la cui influenza svizzero-tedesca è sottolineata da Allan.[23] Grant indica che durante la produzione, Hurter creò tra i 50 e i 100 schizzi al giorno per il solo scopo di "fornire idee".[3] Secondo Finch, l'influenza di Hurter è visibile nel paesaggio "segnato da una ricchezza di dettagli che popolano il paesaggio in quasi tutte le scene" e nel character design.[17]

Oltre a questi due artisti, l'aspetto grafico del film deve molto alla squadra del layout (o scenografia), diretto da Charles Philippi e Hugh Hennesy, che "portarono la loro arte a nuovi livelli di creatività",[17] e in particolare all'importante contributo di Ken Anderson. Per le decorazioni, gli artisti utilizzarono dipinti a pigmenti opachi invece degli acquerelli classici dall'aspetto trasparente come in Biancaneve.[31]

La Perisphere della Fiera Internazionale di New York 1939-1940.

Disney introdusse tuttavia molti elementi ispirati alla cultura americana. I progettisti si sono ispirati per la forma della sala da biliardo nel Paese dei Balocchi (una biglia nº 8 con una stecca posta accanto) agli edifici Trylon e Perisphere, emblemi della Fiera Internazionale di New York 1939-1940.[32] La forma e il contenuto dello spettacolo di Mangiafuoco si rifà allo stile del vaudeville:[33] Pinocchio balla con marionette di altre culture come un'olandese, una francese (e le sue ballerine di can-can) e una russa.[33] Un'altra marionetta tradizionale doveva essere inclusa nel film: quella di una ballerina babinga dell'Ubangi, ma fu eliminata prima della distribuzione del film a causa del calo di interesse del pubblico americano per questa cultura.[33] Il numero del Grillo su "Fai una fischiatina" è composto da un esercizio da funambolo, un passaggio di sega musicale e una parata.

Reparto dei modelli[modifica | modifica wikitesto]

Per scegliere l'aspetto finale del personaggio di Pinocchio, Walt Disney chiese l'assistenza di Joe Grant, progettista-modellista dello studio.[7] La rivista The Hollywood Reporter annunciò il 20 maggio 1938 la creazione di un nuovo reparto per la progettazione e produzione di modelli dei personaggi. Grant, assistito da Jack Miller e dall'ingegnere-marionettista Bob Jones, progettò delle statuette di personaggi e ambientazioni, per la prima volta in un Classico Disney.[7] Secondo Allan, invece, esse furono realizzate dal solo Bob Jones.[34]

Questi modelli sono in tutte le dimensioni, dai modelli in piccola scala dei personaggi alle repliche funzionali di giocattoli e orologi.[34] Nell'autunno del 1938, la squadra si ingrandì con lo scultore Carlo Cristodora, l'ingegnere Ted Kline e un team di pittori sotto la direzione di Helen Nerbovig McIntosh.[35] Il primo realizzava delle prove in argilla che servivano al secondo per fare uno stampo e una quindicina di riproduzioni in gesso, che venivano poi lucidate e verniciate dalla squadra della terza.[35]

Bob Jones realizzò, in aggiunta a queste statuette, 175 marionette reali per lo sviluppo del personaggio di Pinocchio.[36]

Sviluppo dei personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Pinocchio[modifica | modifica wikitesto]

Pinocchio.

Per il suo protagonista, Collodi scelse una marionetta, erede della tradizione italiana e della commedia dell'arte.[33] I primi schizzi di Pinocchio eseguiti da Albert Hurter erano basati sulle illustrazioni di Carlo Chiostri e Attilio Mussimo per l'Arlecchino della commedia dell'arte, di cui si può avere una panoramica con lo spirito della candela nella Sinfonia allegra La falena e la fiamma (1938).[34]

Una parte dell'animazione iniziò su questa versione clownesca di Pinocchio.[34] Frank Thomas e Ollie Johnston, due dei Nine Old Men, precisarono che il personaggio aveva le mani in legno in un pezzo unico, un cappello basso con una piuma - simile a quello di Peter Pan - e una personalità pretenziosa.[37] David Koenig accomuna questa versione alla marionetta Charlie McCarthy di Edgar Bergen,[38] che sarebbe apparso in Bongo e i tre avventurieri (1947). Bob Thomas aggiunse che il burattino era "animato con movimenti semplici, quasi automatizzati, e il suo volto mancava d'espressione. Senza coscienza, faceva il male in completa innocenza".[16]

Ma dopo pochi mesi, Walt Disney, isoddisfatto di questo look troppo "legnoso", optò per una versione più umana del personaggio.[14][39] Girveau afferma che Frank Thomas si occupò delle espressioni facciali, Fred Moore aggiunse ingenuità al burattino, gli diede proporzioni umane e guanti simili a quelli di Topolino per nascondere le mani di legno, mentre Milt Kahl si ispirò ai movimenti di un bambino vero per ridurre i rimproveri di Walt Disney, sfocando l'aspetto troppo legnoso.[7]

Allan afferma che la scelta cadde su una versione più infantile del burattino, spalleggiata da un grillo, costringendo i team di produzione a ripartire da zero.[34] Con parole simili, Thomas afferma che "il personaggio fu riprogettato per renderlo più rotondo, più simile un bambino vero" e che "essendo una personaggio vuoto, sarebbe stato circondato da figure vivaci e sgargianti, delle quali la più importante è il Grillo Parlante".[16]

Questa metamorfosi è riassunta da Russel Merrit come segue: "Spardendo e ammorbidendo i fili di Pinocchio, espandendo e gonfiando le guance, il pagliaccio-elfo si trasformò in un bambino timido dagli occhi spalancati".[34] Pinocchio una piuma sul cappello, segno per Allan dell'americanismo che richiama "eroi rurali come Tom Sawyer, Will Rogers o Elvis Presley".[34] Il personaggio ha anche tratti associati con i cartoni animati, come tre dita, occhi grandi, bocca larga e fossette che ricordano Topolino.[40] Queste caratteristiche portarono principalmente gli artisti Disney a risolvere alcune difficoltà legate all'impassibilità del legno di cui è fatto il personaggio originale e, se necessario, a dargli la vita.[34] Nonostante questi fattori, l'aspetto principale di Pinocchio rimane più vicino - proprio come il paesaggio - al mondo del Tirolo austriaco che alle creazioni italiane, con una mandibola mobile e soprattutto il suo costume tirolese.[33][41]

Walt Disney scelse Dickie Jones, un ragazzo di 12 anni trovato in una stazione radio di Dallas con Hoot Gibson quando cantava con un ukulele sotto il soprannome di "Cowboy randonneur",[42] per prestare la sua "voce da bravo ragazzo" al personaggio.[32]

Anche l'animazione del personaggio causò problemi agli animatori a causa della diversa mobilità di un ragazzo e di una marionetta, problema in gran parte risolto con l'uso di marionette artigianali.[42] Un esempio di questa differenza è visibile nella sequenza di danza da Mangiafuoco, nella quale Pinocchio esegue movimenti impossibili per un essere umano.[42] Tale sequenza, completamente animata da Ollie Johnston, è stata definita "mozzafiato" da Girveau.[43] Anche la scena in cui il naso di Pinocchio si allunga fu animata da Johnston e, in parte, da Frank Thomas e Les Clark.[44]

Alla fine del film, la marionetta diventa un bambino; i principali cambiamenti consistono nella scomparsa del suo naso di legno, fonte di simpatia del pubblico per il personaggio,[40] e dei guanti bianchi a favore di mani reali,[42] così come l'ispessimento di collo e articolazioni.

Grillo Parlante[modifica | modifica wikitesto]

Il Grillo Parlante.

Il personaggio del Grillo Parlante (Jiminy Cricket nell'edizione originale) è una versione altamente sviluppata dell'omonimo personaggio minore creato da Collodi.[19] Bob Thomas ha descritto il grillo di Collodi come "personaggio accidentale",[16] mentre nel film l'invenzione del "grillo-coscienza" unifica gli elementi della storia.[45] Il grillo, a causa delle sue dimensioni, contrasta con gli altri personaggi e gli oggetti del film.[46]

Il suo aspetto iniziale era molto vicino al grillo tradizionale, ma Walt Disney, non essendo soddisfatto né di Pinocchio né del Grillo Parlante, chiese a Ward Kimball dopo un paio di mesi di produzione di sviluppare una versione più umana dell'insetto,[14][47] "più Jiminy che Grillo".[48] Kimball creò un nuovo personaggio - una versione più rotonda, cortese e gentile della cavalletta del cortometraggio La cicala e la formica (1934)[49] - che animò lui stesso[19][16][50] con Wolfgang Reitherman e Don Towsley.[17] Kimball ricordò di aver disegnato dodici o quattordici versioni dalle quali eliminò progressivamente tutte le appendici da insetto, e che l'unica cosa che aveva di un grillo era il suo nome.[35] Il personaggio finale è "un omino che indossa un corto frac che ricorda delle elitre a riposo, un colletto da dandy inglese, un ombrello, un viso a forma d'uovo senza orecchie, con due linee sul cranio che ricordano delle antenne e un naso senza narici".[35]

Il nome "Jiminy Cricket" venne scelto da Walt Disney.[51] Viene da un'esclamazione di sorpresa ("Jiminy Cricket!" o "Jiminy!") utilizzata secondo l'Oxford English Dictionary dal 1848. Essa viene usata, per esempio, dai nani nel film Biancaneve e i sette nani quando arrivano alla loro casetta,[51] ed è un eufemismo per "Gesù Cristo".[49]

Nel prologo, il Grillo Parlante apre il libro della storia di Pinocchio e, di fronte a una pagina che si rifiuta di restare ferma, la blocca con una candela pur rivolgendosi allo spettatore. L'atteggiamento e il discorso del personaggio stabiliscono la sua importanza presentandolo come "un essere moderno e disinibito di fronte agli oggetti del mondo antico che lo circondano",[52] vecchi libri, carillon e giocattoli antichi (tra i libri si possono notare due futuri film Disney, Peter Pan e Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie). I suoi abiti, puliti e nuovi nel prologo, diventano rattoppati nella storia che racconta in flashback, facendo dire ad Allan che egli è uno "Yankee alla corte d'Europa, di fronte ai detriti del passato".[52] Si tratta di una miscela di W. C. Fields e Charlie Chaplin, l'equilibrio e la sicurezza del primo e l'immagine di simpatico vagabondo del secondo.[49]

Grant aggiunge che si tratta di un Don Giovanni, poiché cerca di sedurre più volte gli inanimati personaggi femminili della bottega di Geppetto, ma anche un "compromesso tra il carattere rurale di Walt Disney sintetizzato da Topolino" e il "sofisticato stile urbano" allora in vigore negli Stati Uniti.[42] Il Grillo è più che "disinibito davanti agli oggetti": sembra in grado di controllarli, potendo ad esempio mettere a tacere gli orologi, cavalcare un cavalluccio marino o respirare sott'acqua.[47]

Il Grillo Parlante costituì due prime volte in un Classico Disney: quella di un "piccolo personaggio aiutante che dirige le azioni quando il personaggio principale non può farlo",[42] e quella di un personaggio che interpella il pubblico.[53] Esso sarà presto seguito da altri, come Timoteo in Dumbo (1941).[42] Un elemento importante della personalità del personaggio è gradualmente ridotto nel corso del tempo: il suo linguaggio contemporaneo per i primi spettatori. Esso utilizza alcune espressioni, si riferisce a mestieri dimenticati (come ad esempio il dipendente d'ascensore nei grandi magazzini) o cita una canzone popolare negli anni trenta, "Little Man You've Had a Busy Day", che parodia sostituendo "day" con "night" (questi riferimenti non sono presenti nell'edizione italiana per difficoltà di adattamento).[49]

La sua voce originale è Cliff Edwards,[32] che lo doppiò fino al 1971 (da Bongo e i tre avventurieri alla serie televisiva Disneyland). Dopo la morte di Edwards, Eddie Carroll e Phil Snyder assunsero il ruolo.

La Fata Azzurra[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio della Fata Azzurra, disegnato e animato da Jack Campbell,[54] è fisicamente ispirato Marjorie Belcher, già modella per Biancaneve, mentre la sua voce è quella di Evelyn Venable, "di timbro dolce e puro".[55][56][49][57] Evelyn Venable servì da modella per il logo della Columbia Pictures.[57] Le battute vennero registrate più volte, frase per frase, e i tecnici del suono le assemblarono nelle intonazioni scelte da Disney.[58]

È l'unica manifestazione di un "aspetto un po' romantico nel film" e "un deliberato tentativo di offrire una presenza femminile".[49] "Accattivante ma non glamour" secondo il desiderio di Walt Disney,[49][57] essa rappresenta un certo ideale femminile degli anni trenta definito da Hollywood, la moda, la pubblicità e l'industria cosmetica[49] e portato da attrici come Jean Harlow.[59] Per Grant è una "bionda d'una bellezza virginale", ma ha osservato che alcuni autori hanno falsamente attribuito una somiglianza del personaggio con Marilyn Monroe, che allora aveva appena 14 anni.[58]

Tenggren aveva abbozzato una versione più piccola ed eterea rispetto a quella finale, ma con un abbigliamento simile, un abito tenuto da una spilla sul petto.[60] La fata di Tenggren aveva una stella nei suoi capelli biondi sciolti, un abito lungo e semplice circondato da un alone pallido, e un "look progettato per il volo, evidenziato da vestiti galleggianti che accentuavano la sua leggerezza".[60][61] La versione finale del film ha una fascia blu, tipica degli anni trenta, che raccoglie i capelli di un biondo perossido come appena usciti dal parrucchiere, un abito blu semi-trasparente e brillante ottenuto con una tecnica chiamata in seguito "polvere Disney".[60] Allan la descrive come "più grande, più grossa, più pesante"[60] rispetto a quella di Tenggren.

Mangiafuoco[modifica | modifica wikitesto]

Mangiafuoco, "nonostante un nome italiano, evoca una caricatura di un rom". Ispirato all'attore Charles Judels scelto per la sua "interpretazione del caratteristico nitrito di frustrazione", il personaggio animato da Bill Tytla è stato spesso criticato "per i troppi movimenti, che lo rendono difficile da seguire sullo schermo", ma per Thomas e Johnston "nessun personaggio animato attualmente ha espresso in modo migliore una personalità completa, ricca e volatile", si tratta di "un italiano che dà libero sfogo alle sue emozioni". Grant lo definisce come un "patrigno malvagio", versione maschile della classica matrigna cattiva della fiabe.

Per Finch, il personaggio "ha un'enorme presenza muscolare che riempie lo schermo con la sua infamia", "ogni sua mossa [è] inganno". Tytla, che spesso animava personaggi muscolosi come lui, si sforza ogni volta di coordinare i movimenti, permettendo a Mangiafuoco di rendere "brillantemente presenti gli occhi, la bocca, i gesti e tutte le azioni secondarie", tutto in "modo estremamente potente e pericoloso".

Per Allan, il "riferimento etnico con un implicito antisemitismo non può essere ignorato", proprio come la caricatura zingara. Essa si traduce nella presenza di oggetti di connotazione zingara nella carovana di Stromboli, i suoi movimenti troppo esagerati, il suo atteggiamento e le sue azioni, mentre le sue espressioni facciali e la sua ossessione per la ricchezza ne fanno una caricatura ebraica. L'accusa di antisemitismo è stata guidata da Richard Schikel, ma "nell'interesse di equità su Disney" e contro un membro dello studio.

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

A differenza di Biancaneve, che era un racconto che gli scrittori potevano espandere e con cui potevano sperimentare, Pinocchio si basava su un romanzo con una storia molto fissa, quindi la sceneggiatura attraversò cambiamenti molto drastici prima di raggiungere la sua incarnazione finale.[10][62] Nel romanzo originale, Pinocchio è una fredda, scortese, ingrata creatura disumana che spesso respinge la compassione e impara le sue lezioni solo per mezzo di brutali torture.[10] Gli autori decisero di modernizzare il personaggio e lo raffigurarono come un ragazzo saggio alla Charlie McCarthy, ma turbolento come il burattino del libro.[62] L'animazione iniziò nel gennaio del 1938, mentre la storia era ancora in fase di sviluppo.[10] Le prime scene animate da Frank Thomas e Ollie Johnston mostrano che il design di Pinocchio era esattamente come quello di un vero e proprio burattino di legno con un lungo naso appuntito, un berretto a visiera e nude mani di legno.[10] Walt Disney, tuttavia, non era soddisfatto del lavoro che era stato fatto sul film. Sentiva che nessuno poteva simpatizzare davvero con un personaggio del genere e chiese l'immediata sospensione della produzione.[10][62] Fred Moore ridisegnò un po' il personaggio per renderlo più attraente, ma il design conservava ancora un tocco legnoso.[10] Il giovane e decisivo animatore Milt Kahl sentiva che Thomas, Johnston e Moore erano "piuttosto ossessionati dall'idea che questo ragazzo fosse un burattino di legno", e riteneva che dovessero "dimenticare che era un burattino e ottenere un grazioso ragazzino; è sempre possibile disegnare le articolazioni di legno e fare di lui un burattino di legno in seguito".[10] Hamilton Luske suggerì a Kahl che avrebbe dovuto dimostrare le sue convinzioni animando una sequenza di prova.[10] Kahl mostrò a Disney una scena di prova in cui Pinocchio è sott'acqua alla ricerca di suo padre.[10] Da questa scena Kahl re-immaginò il personaggio facendolo apparire più come un bambino vero, con cappello tirolese da bambino e dei classici guanti da cartone animato, a quattro dita. Le uniche parti di lui che ancora sembravano quelle di un burattino erano le braccia, le gambe e il piccolo naso. Walt approvò la scena di Kahl e invitò subito gli sceneggiatori ad evolvere Pinocchio in una personalità più innocente, ingenua e un po' timida che riflettesse il design di Kahl.[62]

Tuttavia, Disney scoprì che il nuovo Pinocchio era troppo impotente ed era troppo spesso portato fuori strada da personaggi ingannevoli, quindi nell'estate del 1938 Walt e il suo team di sceneggiatori stabilirono il personaggio del grillo.[10] In origine il grillo era solo un personaggio minore che veniva ucciso da Pinocchio con un martello e poi ritornava come fantasma.[62] Disney soprannominò il grillo Jiminy, e ne fece un personaggio che avrebbe cercato di orientare Pinocchio nelle decisioni giuste. Una volta che il personaggio fu ampliato, era dipinto come un realistico grillo con le gambe dentate e le antenne ondeggianti, ma Walt voleva qualcosa di più simpatico.[10] Ward Kimball aveva trascorso diversi mesi animando una "sequenza della zuppa" in Biancaneve che era stata tagliata dal film per motivi di ritmo. Ward era sul punto di andarsene fino a quando Walt lo premiò per il suo lavoro promuovendolo a supervisore all'animazione del Grillo Parlante.[62] Ward evocò il design del Grillo Parlante, che descrisse come un omino con una testa d'uovo e senza orecchie.[10] "L'unica cosa che lo rende un grillo è il fatto che noi lo chiamiamo così" scherzò poi Ward.[63]

Casting[modifica | modifica wikitesto]

A causa del grande successo di Biancaneve, Walt Disney volle voci più famose per Pinocchio, che fu il primo film d'animazione ad usare celebrità come doppiatori.[9] Il Grillo Parlante fu interpretato da Cliff Edwards, che all'epoca era un cantante popolare che aveva introdotto la canzone "Singin' in the Rain". Era anche un attore a Broadway e in film come Hollywood che canta e Those Three French Girls, e aveva avuto una piccola parte in Via col vento. Il personaggio di Pinocchio venne doppiato dal piccolo attore Dickie Jones, che era stato in Mr. Smith va a Washington e Partita d'azzardo. L'attore di musical Walter Catlett, che era apparso in classici come Susanna! e È arrivata la felicità, doppiò la Volpe. Christian Rub diede la voce a Geppetto, e il design del personaggio era anche una caricatura di Rub.[62] Il giovane Frankie Darro, che aveva recitato in Wild Boys of the Road e aveva avuto ruoli di supporto in The Phantom Empire e Un giorno alle corse, doppiò Lucignolo. Evelyn Venable, che fu la modella per il logo della Columbia Pictures, diede la voce alla Fata Azzurra, mentre Charles Judels doppiò i due cattivi: Mangiafuoco e il Postiglione.

Un altro doppiatore era Mel Blanc, famoso soprattutto per essere la voce di molti dei personaggi nei cartoni Looney Tunes e Merrie Melodies della Warner Bros.; egli venne assunto stato per doppiare il Gatto. Tuttavia, venne alla fine deciso che il Gatto doveva essere muto come Cucciolo, la cui mimica da Harpo Marx lo aveva reso uno dei personaggi più comici e popolari di Biancaneve. Tutti i dialoghi registrati da Blanc in questo film vennero successivamente eliminati tranne che per un solitario singhiozzo, che si sente per tre volte nel film.

Animazione[modifica | modifica wikitesto]

Durante la produzione del film il reparto dei modelli dei personaggi venne istituito e guidato da Joe Grant.[62] Il reparto era responsabile della costruzione di modelli tridimensionali di argilla dei personaggi del film, noti come maquettes. Questi venivano poi consegnati al personale per osservare come un personaggio doveva essere disegnato da ogni angolazione desiderata dagli artisti.[62] I modellisti avevano anche costruito modelli funzionanti degli orologi a cucù di Geppetto, così come il carro da zingaro di Mangiafuoco e la carrozza del Postiglione. Tuttavia, poiché è difficile animare un veicolo in movimento realistico, Disney ricorse alla tecnica d'animazione rotoscope, inventata dai fratelli Fleischer, i principali concorrenti di Disney a quei tempi. Il rotoscope coinvolse le riprese di una maquette in live-action del carro da zingaro su un set in miniatura con l'animazione stop motion. Poi ogni frame dell'animazione venne ampliato su fogli di carta come modello (essi vengono chiamati "photo-stats"). Gli animatori quindi mettevano un foglio di carta d'animazione su questi "Photo-Stats" e ricalcavano il carro, ripetendo il gesto per ogni nuovo frame del filmato al fine di catturare l'esatto movimento del carro di Mangiafuoco. Questi disegni venivano poi "inchiostrati e dipinti" su rodovetri. I rodovetri venivano poi sovrapposti sulle immagini di sfondo con i rodovetri dei personaggi per creare la ripresa completa della rostrum camera.[62]

Nonostante la resistenza iniziale di Disney al rotoscope (a malincuore aveva accettato di permetterlo in Biancaneve, tre anni prima), egli abbracciò la tecnologia di animazione purché fosse utilizzata in un certo modo.[64] Riprese live action per Pinocchio vennero girate con gli attori che recitavano le scene. Tuttavia, a differenza di Biancaneve, le immagini live action non vennero semplicemente ricalcate, in quanto ciò avrebbe comportato movimenti rigidi e innaturali. Invece gli animatori le usarono come guida per l'animazione e studiarono come gli esseri umani si muovevano, incorporando quelle pose in animazione, ma esagerandole leggermente.[62] Gli animatori si riferirono a ciò come riferimento live action piuttosto che rotoscope. Tuttavia un po' di rotoscope venne utilizzato per l'animazione della Fata Azzurra.

Pinocchio era un risultato innovativo in termini di effetti animati. In contrasto con i character animators, che si concentrano sulla recitazione dei personaggi, gli animatori degli effetti creano qualsiasi altra cosa in movimento che non sia un personaggio. Questo include i veicoli, i macchinari, e gli effetti naturali come pioggia, fulmini, neve, fumo, ombre, e l'acqua, così come gli effetti di tipo fantastico o fantascientifico, come la polvere di fata.[62] L'influente animatore astratto Oskar Fischinger, che lavorò principalmente su Fantasia, contribuì all'animazione degli effetti della bacchetta della Fata Azzurra.[65] L'animatore degli effetti Sandy Strother tenne un diario sul suo anno di animazione degli effetti d'acqua di Pinocchio, che comprendevano schizzi, increspature, bolle, onde, e l'illusione di essere sott'acqua. Per contribuire a dare profondità al mare, gli animatori mettevano più dettagli sulle onde sulla superficie dell'acqua in primo piano, e meno dettagli quando la superficie si sposta più indietro. Dopo che l'animazione veniva ricalcata sui rodovetri, l'avrebbero ricalcata ancora una volta con matite blu e nere per dare alle onde un'apparenza scultorea.[62] Per risparmiare tempo e denaro, gli schizzi vennero mantenuti impressionisti. Pinocchio fu uno dei primi film d'animazione ad avere effetti molto realistici ed è spesso molto apprezzato dagli animatori degli effetti per avere alcuni dei migliori effetti animati che lo studio abbia mai fatto.[62]

Differenze con il romanzo di Collodi[modifica | modifica wikitesto]

  • In questo film, il Grillo Parlante viene elevato a narratore della storia. È stato incaricato dalla Fata Azzurra di diventare la coscienza di Pinocchio, e lo seguirà per tutto il lungometraggio. Tutto ciò è assente nel libro, inoltre egli vive nella casa di Geppetto da cent'anni, mentre nel film ci arriva vagabondando la sera stessa in cui a Pinocchio viene donata la vita.
  • La Fata Turchina del film è molto diversa da quella del libro: non ha una casa, ma è una stella nel cielo conosciuta come "stella dei desideri". Ha capelli biondi e non turchini, colore che però viene usato per il suo vestito. Non si ammala né muore, e in generale viene raffigurata con un aspetto ed un atteggiamento più divino rispetto al libro. Inoltre non possiede degli animali mentre nel libro ha una lumaca, un cane e un falco.
  • Nel film, Pinocchio incontra il Gatto e la Volpe mentre è in procinto di andare a scuola, quando questi lo conducono allo spettacolo dei burattini, dove Mangiafuoco lo invita ad esibirsi e poi lo rinchiude in una gabbia per uccelli per far soldi con lui. Il burattino li incontra una seconda volta, e viene condotto nel Paese dei Balocchi. Nel libro invece va di proposito ad assistere allo spettacolo dei burattini, e poi incontra il Gatto e la Volpe dopo che Mangiafuoco gli ha dato i soldi, quando lo truffano e lo impiccano alla Quercia Grande. Anche nel libro, tuttavia, Pinocchio li incontra due volte.
  • Nel libro, ad invitare Pinocchio ad andare nel Paese dei Balocchi è Lucignolo, non il Gatto e la Volpe; il ragazzaccio inoltre non conosce il burattino durante il viaggio relativo, come nel film, ma a scuola nell'Isola delle Api Industriose.
  • Nel libro, Pinocchio viene totalmente trasformato in un asino e venduto ad un circo. Nel film invece non si trasforma completamente, ma gli spuntano solo le lunghe orecchie e la coda. Inoltre, il burattino riesce a scappare dall'isola senza essere venduto.
  • Nel film, è una balena (col nome di Monstro) a divorare Geppetto, non un pescecane come nel libro. Inoltre, rispetto al libro, nel quale Geppetto e Pinocchio escono fuori dal pescecane mentre quest'ultimo dorme, nel film escono fuori dalla balena accendendo un fuoco, e permettendo così alla balena di starnutire; inoltre non salgono in groppa ad un tonno, ma sulla zattera di Geppetto.
  • Nel libro, Pinocchio diventa un bambino vero perché, comportandosi bene, ha lavorato per Geppetto in procinto di morire; nel film lo diventa dopo una breve morte. Inoltre, a desiderare tale trasformazione nel film, è Geppetto quando Pinocchio non ha ancora preso vita. Nel libro, invece, Pinocchio confessa di voler diventare un bambino vero quando, vedendo la Fata Turchina diventata donna nell'Isola delle Api Industriose, vorrebbe crescere a sua volta.
  • Nel film, Pinocchio prende vita grazie alla magia della Fata Azzurra: infatti quando era ancora un pezzo di legno non parlava né viveva; al contrario, nel libro diventa vivente e parlante già prima di essere intagliato.
  • Nel libro, Geppetto veste Pinocchio in una maniera particolare: gli dà una giacchetta di carta fiorita, un paio di scarpe di scorza d'albero e un berrettino di mollica di pane. Nel film Pinocchio non porta nessuna di queste caratteristiche, infatti è vestito alla tirolese.
  • Nel film, il cocchiere che porta i ragazzi nel Paese dei Balocchi, qui chiamato Postiglione anziché Omino di Burro, è più sadico che nel libro. È abilissimo a fare una risatona, e diventa alleato del Gatto e la Volpe, aiutandoli così a sviluppare terribili piani. Nel libro, l'uomo e i due manigoldi non si sono mai conosciuti né incontrati.
  • Sono completamente assenti nel libro Figaro e Cleo. Infatti, nel libro, Geppetto possiede solo un gatto il cui nome è taciuto, e che compare solamente quando Pinocchio si brucia i piedi e crede che quel gatto glieli abbia mangiati.
  • Nel film non viene fatto alcun riferimento alla vendita dell'abbecedario da parte di Pinocchio: infatti, il burattino se lo porta con sé mentre va allo spettacolo dei burattini, e sono il Gatto e la Volpe a pagargli il biglietto per lo spettacolo.
  • Nel libro, Mangiafuoco è un personaggio burbero ma buono, in quanto è molto gentile con Pinocchio; nel film invece diventa cattivo, al punto da diventare uno dei Cattivi Disney: infatti, mentre nel libro inizialmente voleva gettare nel fuoco Pinocchio, ma poi, vedendo piangere quest'ultimo, lo risparmia e gli da delle monete d'oro (cosa completamente assente nel film), nel film non cambia idea, anzi decide di farlo prigioniero per far fortuna con lui. Paradossalmente, però, non decide di gettarlo subito nel fuoco (afferma di volerlo gettare solo quando il burattino sarà anziano). Inoltre, Pinocchio riesce a fuggire grazie al Grillo Parlante dopo che la Fata Azzurra è intervenuta liberandolo dalle grinfie del cattivo.
  • Nel film, manca la parte in cui Pinocchio si brucia i piedi. Però, c'è una scena dove lui rischia di bruciarsi un dito con una candela. A differenza di quanto accade nel libro, Geppetto non deve ricostruirgli il dito perché riesce a salvare quasi subito Pinocchio bagnando il suo dito nella boccia di Cleo.
  • Nel film, la prigionia di Pinocchio da parte di Mangiafuoco sostituisce sia la sua impiccagione alla Quercia Grande, sia la sua prigionia nella città di Acchiappa-Citrulli.
  • Nel film non viene menzionato l'albero delle monete d'oro.
  • Nel film il Grillo Parlante rimane vivo durante il corso della storia, proprio come avviene per la Fata Azzurra. Nel libro, invece, viene ucciso da Pinocchio stanco di essere da lui redarguito.
  • Nel film è assente la scena in cui Pinocchio ruba l'uva ad un contadino e viene punito da quest'ultimo che gli fa assumere il ruolo di cane da guardia.
  • Nel film non è specificata la fine che fa Lucignolo. Nel libro, invece, egli muore per la stanchezza dopo aver lavorato duramente per un contadino.
  • Nel film è assente il personaggio di Eugenio, il bambino che nel libro si fa male in una zuffa. Tra l'altro, sempre nel film, la zuffa non è neanche menzionata (e Pinocchio non viene arrestato, al contrario del libro).
  • Nel film, le marionette di Mangiafuoco raffigurano donne dei vari paesi del mondo. Nel libro, esse raffigurano le tipiche maschere della Commedia dell'Arte (più due carabinieri).

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Le canzoni di Pinocchio vennero composte da Leigh Harline e Ned Washington. Harline e Paul J. Smith composero la musica di scena. La colonna sonora vinse l'Oscar. "Una stella cade" vinse l'Oscar alla migliore canzone.

Album[modifica | modifica wikitesto]

L'album uscì il 9 febbraio 1940, ed era descritto come una "registrazione della colonna sonora originale della produzione Disney Pinocchio". Secondo la Walt Disney Records, "è la prima volta che l'espressione 'colonna sonora originale' fu usata per riferirsi ad una registrazione dal film disponibile in commercio". La prima edizione comprendeva solo tre tracce: "Una stella cade", "Fai una fischiatina" e "Io non ho fili". L'album venne ripubblicato nel 2006 in versione completa. Qui sotto, le tracce dell'edizione italiana.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Una stella cade - 3:14
  2. Il burattino - 5:45
  3. Sequenza dell'orologio - 0:54
  4. Motivo del gattino - 0:40
  5. La Fata Azzurra - 3:27
  6. Fai una fischiatina - 1:36
  7. Vecchio Geppetto - 4:43
  8. Andando a scuola - 4:18
  9. Hi-Diddle-Dee-Dee - 1:40
  10. Mi dispiace - 1:36
  11. Mai mi legherai - 2:23
  12. Il truce Mangiafuoco - 2:27
  13. Riunione triste - 3:21
  14. Lezioni di bugie - 2:31
  15. Mi piace la pianola - 0:49
  16. Verso il Paese dei balocchi - 4:45
  17. Il Grillo arrabbiato - 1:19
  18. Trasformazione - 3:49
  19. Messaggio della Fata Azzurra - 1:29
  20. Al salvataggio - 0:33
  21. Cavalloni - 1:28
  22. Motivo sconsolato - 1:42
  23. Mostro di sveglia - 2:03
  24. La casa della balena - 3:18
  25. Un bimbo in carne ed ossa - 1:41

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Pinocchio debuttò a New York City il 7 febbraio 1940. Dopo una proiezione a Los Angeles due giorni dopo, la RKO Radio Pictures fece uscire il film in tutti gli USA il 23 febbraio. In Italia Pinocchio arrivò solo il 5 novembre 1947.

Le date di uscita internazionali sono state:

Con la riedizione di Biancaneve e i sette nani nel 1944 arrivò la tradizione di riproporre i film Disney ogni sette-dieci anni. Pinocchio venne ridistribuito nelle sale americane nel 1945, 1954, 1962, 1971, 1978, 1984 e 1992. La RKO gestì le prime due riedizioni nel 1945 e 1954, mentre la Disney ridistribuì dal 1962 in poi attraverso la sua divisione Buena Vista Distribution. La riedizione del 1992 venne restaurata digitalmente con la pulizia e la rimozione di graffi dai negativi originali un fotogramma alla volta, eliminando le distorsioni della colonna sonora, e rivitalizzando il colore. In Italia Pinocchio venne riedito nel 1956, 1963, 1977 e 1984.

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono alcune differenze sostanziali nei nomi dei personaggi dell'edizione italiana rispetto all'originale. Infatti, data la già scarsa fedeltà del film al romanzo di Collodi, in Italia si è cercato (per quanto possibile) di ridare ai personaggi i nomi usati nel libro. Questo perché nell'edizione originale erano stati cambiati i nomi di molti personaggi (a buona parte di essi è stato dato un nome proprio, cosa che invece è piuttosto rara nel libro). Ecco i cambiamenti operati:

  • Il Grillo Parlante in originale si chiama Jiminy Cricket, mentre in italiano viene usato il nome di Collodi;
  • Il Gatto e la Volpe in originale si chiamano rispettivamente "Honest" John Worthington Foulfellow e Gideon, mentre in italiano vengono usati i nomi di Collodi;
  • Mangiafuoco in originale si chiama Stromboli (un omaggio all'Italia), e tale è anche in italiano, a causa di una scena in cui la Volpe ne legge il nome su un manifesto. Questa è però l'unica scena in cui viene chiamato così, poiché in Italia gli viene dato il soprannome Mangiafuoco (la Volpe lo chiama infatti "Stromboli detto Mangiafuoco"), che è il nome usato da Collodi (in realtà sarebbe "Mangiafoco", ma si è voluto rimodernarlo).
  • Il Postiglione in originale si chiama The Coachman, ma nel libro di Collodi viene chiamato "Il conduttore del carro" o "L'omino". Nel doppiaggio italiano del film si usa un termine più breve, ma ricercato (comunque viene nominato una sola volta).
  • La Fata Azzurra in originale si chiama The Blue Fairy, quindi il nome viene tradotto. Questo perché nel libro si chiama "La fata dai capelli turchini", ma nel film la donna è bionda con un vestito azzurro.
  • La balena in originale ha un nome, Monstro, mentre in italiano no.

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il doppiaggio venne eseguito negli stabilimenti Fono Roma dalla CDC e curato da Alberto Liberati. Pinocchio è il Classico Disney più vecchio a non essere stato ridoppiato, poiché conserva ancora oggi il suo doppiaggio del 1947. Esso venne parzialmente cambiato nella riedizione del 1963, quando la voce di Riccardo Billi che canta "Una stella cade" venne sostituita da quella di Bruno Filippini a causa della bassa qualità audio; tale versione venne poi utilizzata anche nelle due riedizioni successive e nella VHS dell'ottobre 1987. Per la VHS del marzo 1993, invece, l'intero audio d'epoca venne restaurato, e così da allora in poi si è ritornati alla versione di Riccardo Billi.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Finanziariamente, Pinocchio non fu inizialmente un successo.[66] Gli incassi al botteghino del rilascio iniziale del film furono al di sotto sia del successo senza precedenti di Biancaneve che delle aspettative dello studio.[66][67] Il film era costato 2.289.247 - due volte il costo di Biancaneve - e alla fine del 1940 la Disney aveva recuperato solo un milione, incassando, alla fine dell'uscita originale, una cifra variabile fra 1,4 e 1,9 milioni.[68] Questo fu dovuto principalmente al fatto che la seconda guerra mondiale e le sue conseguenze avevano tagliato fuori i mercati europei e asiatici all'estero, e ostacolato il successo internazionale di Pinocchio e di altre uscite Disney durante l'inizio e la metà degli anni quaranta.[66] Joe Grant ricordò che Walt Disney era "molto, molto depresso" in merito agli incassi iniziali di Pinocchio al botteghino.[67]

Nonostante i suoi primi sforzi al box office, una serie di riedizioni negli anni dopo la seconda guerra mondiale si dimostrarono più efficaci, e permisero al film di girare un profitto. Nel 1973 il film aveva già guadagnato 13 milioni di dollari dalla versione iniziale del 1940 e le quattro riedizioni;[69] ulteriori ristampe negli anni successivi hanno portato Pinocchio ad un incasso totale di 84.254.167 dollari.[70]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Pinocchio uscì accompagnato da recensioni generalmente positive. Archer Winsten, che aveva criticato Biancaneve, scrisse: "I difetti che si trovavano in Biancaneve non esistono più. Scrivendo di Pinocchio, sei limitato soltanto dalla tua capacità di esprimere entusiasmo". La canzone del Grillo Parlante, "Una stella cade", divenne un grande successo ed è ancora identificata con il film, e in seguito è diventata la fanfara della stessa The Walt Disney Company. Pinocchio vinse anche l'Oscar alla migliore canzone e alla miglior colonna sonora, diventando così il primo film Disney a vincere entrambi i premi. Questo non si verificò di nuovo fino a Mary Poppins nel 1964 e La sirenetta nel 1989.

Nel 1994 Pinocchio venne aggiunto al National Film Registry degli Stati Uniti per essere considerato "culturalmente, storicamente o esteticamente significativo". Il regista Terry Gilliam lo ha selezionato come uno dei dieci migliori film d'animazione di tutti i tempi in un articolo del 2001 scritto per The Guardian,[71] e nel 2005 Time.com lo nominò uno dei 100 migliori film degli ultimi 80 anni. Molti storici del cinema considerano questo film come il Classico Disney che più si avvicina alla perfezione tecnica.[72] Il critico cinematografico Leonard Maltin ha dichiarato che "con Pinocchio, Disney ha raggiunto non solo l'altezza dei suoi poteri, ma l'apice di ciò che molti critici considerano il regno del cartone animato".[73]

Nel giugno 2008, l'American Film Institute rivelò la sua "Ten top Ten" — i migliori dieci film in dieci "classici" generi americani — dopo una votazione di oltre 1.500 persone della comunità creativa. Pinocchio è stato riconosciuto come il secondo miglior film del genere animazione, dopo Biancaneve.[74] Nel giugno 2011, TIME lo dichiarò il miglior film d'animazione di "The 25 All-TIME Best Animated Films".

Su Rotten Tomatoes, un sito che aggrega recensioni cinematografiche, il film ha la più alta valutazione del sito, 100%, vale a dire che ognuna delle 41 recensioni del film sul sito, da recensioni d'epoca a moderne ri-valutazioni, sono positive. Il consenso generale del film sul sito è "Ambizioso, avventuroso, e talvolta spaventoso, Pinocchio rappresenta l'apice dei lavori della Disney - magnificamente realizzato ed emotivamente risonante".[75]

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

Il logo di Pinocchio nelle edizioni home video

VHS[modifica | modifica wikitesto]

Prima edizione[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione VHS del film in Italia uscì nell'ottobre 1987 e venne ristampata nell'ottobre 1989.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La videocassetta conteneva il film con il parziale ridoppiaggio del 1963 per "Una stella cade".

Seconda edizione[modifica | modifica wikitesto]

La seconda edizione VHS uscì nel marzo 1993. La stessa edizione venne ristampata con la scatola piccola nell'agosto 1997 e nell'aprile 2000.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La videocassetta conteneva il film in una nuova edizione completamente restaurata e con l'intero doppiaggio del 1947.

Edizione speciale[modifica | modifica wikitesto]

La terza e ultima edizione VHS uscì il 16 aprile 2003, insieme alla terza edizione DVD.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La videocassetta conteneva il film in edizione speciale completamente restaurato e rimasterizzato con audio Dolby Surround.

DVD[modifica | modifica wikitesto]

Edizione Warner[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione DVD del film in Italia uscì il 4 aprile 2000. Come spesso accadeva in quegli anni, il DVD non venne distribuito dalla Buena Vista Home Entertainment ma dalla Warner Home Video. Questo, come altri DVD Disney distribuiti dalla Warner, era completamente privo di contenuti speciali.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]
  • Film completamente restaurato:
    • Lingue in Dolby Surround: inglese, olandese;
    • Lingue in mono: italiano, francese, ebraico, polacco;
    • Sottotitoli in inglese, olandese, greco, islandese, croato e inglese per non udenti.

Prima edizione Buena Vista[modifica | modifica wikitesto]

La seconda edizione DVD (nonché la prima della Buena Vista) uscì il 30 maggio 2001.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Questa edizione è completamente identica a quella Warner dell'anno precedente.

Edizione speciale[modifica | modifica wikitesto]

La terza edizione DVD uscì il 16 aprile 2003. Si tratta di un'edizione speciale (uscita anche in VHS) che si differenzia dalle due precedenti.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]
  • Film completamente restaurato e rimasterizzato:
    • Lingue in Dolby Digital 5.1: inglese e italiano;
    • Lingua italiana in DTS;
    • Sottotitoli in italiano e inglese.
  • Contenuti speciali:
    • Alla ricerca del Grillo Parlante;
    • Making of;
    • Canta con noi;
    • Art Attack: come creare film subacquei;
    • Due cortometraggi del Grillo Parlante;
    • Confronto storyboard e film finito;
    • Trailer cinematografico originale del 1940.

Platinum Edition[modifica | modifica wikitesto]

La quarta edizione DVD (stavolta in due dischi) è uscita il 1º aprile 2009, insieme alla prima edizione BD, come 13º e ultimo titolo delle Walt Disney Platinum Editions. Questa edizione è uscita in occasione del 70º anniversario del film e rispetto alla precedente è dotata di contenuti speciali completamente nuovi. Il 26 settembre 2012 è uscita una ristampa a disco singolo.

Caratteristiche disco 1[modifica | modifica wikitesto]
  • Film completamente restaurato in digitale con audio Dolby Digital:
    • Lingue in Dolby Digital 5.1 DEHT: italiano, inglese, olandese, croato;
    • Sottotitoli in italiano, inglese, inglese per non udenti, olandese, hindi, croato, sloveno.
  • Contenuti speciali:

N. B.: per vedere il video musicale di Meaghan Jette Martin è necessario selezionare la lingua inglese all'inizio del DVD.

Caratteristiche disco 2[modifica | modifica wikitesto]
  • Contenuti speciali:
    • Puzzle di Pinocchio - 18 puzzle in multi-fase;
    • Niente fili attaccati - Il making of di Pinocchio;
    • Scene eliminate mai viste prima con finale alternativo;
    • Sweatbox - La piccola stanza delle proiezioni di Walt Disney;
    • Geppetto allora e adesso;
    • Filmato riferimento live action;
    • Gallerie d'arte di Pinocchio;
    • Pubblicità;
    • Canzone eliminata: "Honest John".

Blu-Ray Disc[modifica | modifica wikitesto]

Platinum Edition[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione BD è uscita il 1º aprile 2009, come 13º e ultimo titolo delle Walt Disney Platinum Editions, in occasione del 70º anniversario del film. Fu il secondo film della serie ad uscire in BD dopo La bella addormentata nel bosco. L'edizione comprende due dischi BD e un DVD che contiene solo il film e i due video musicali. I contenuti speciali sono pressoché gli stessi dell'edizione DVD, con l'aggiunta di tre giochi. Il 26 settembre 2012 è uscita una ristampa composta da un solo BD.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]
  • Film restaurato in HD 1080p:
    • Lingue in DTS 5.1: italiano, spagnolo, olandese;
    • Lingua inglese in DTS 7.1;
    • Sottotitoli in italiano, inglese, inglese per non udenti, spagnolo, olandese.
  • Contenuti speciali in 480i:
    • Lingue in Dolby Digital 2.0: italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, olandese, e sottotitoli nelle stesse lingue;
    • Gli stessi contenuti speciali del DVD, e inoltre:
      • Cine-Explore;
      • Pinocchio sa Sfida Trivia;
      • Paese dei Balocchi Giochi da Luna Park.

Altri media e citazioni[modifica | modifica wikitesto]

Parchi a tema[modifica | modifica wikitesto]

Altri film[modifica | modifica wikitesto]

  • Figaro diventerà protagonista di una sua serie di otto cortometraggi prodotti dal 1943 al 1950, nel primo dei quali appare anche Cleo. Inoltre Figaro appare anche in alcuni cortometraggi della serie Pluto.
  • Il Grillo Parlante sarà uno dei personaggi principali del 9° Classico Disney Bongo e i tre avventurieri, del 1947. Nell'edizione italiana non sarà però doppiato da Carlo Romano ma da Riccardo Billi, che in Pinocchio gli dà la voce solo nella canzone "Una stella cade". Nel film fa un'apparizione anche Cleo, ma nel doppiaggio italiano il Grillo si rivolge a lei dicendo "figliolo".
  • Alcuni personaggi (inclusi Pinocchio e il Grillo Parlante) appaiono nel film del 1988 Chi ha incastrato Roger Rabbit.
  • In Aladdin, la faccia del Genio (in una scena) si trasforma in quella di Pinocchio, quando Aladdin dice che avrebbe liberato il Genio e lui pensa che Aladdin stia mentendo. Così, quando il Genio si trasforma in Pinocchio, il suo naso è molto lungo.
  • Pinocchio e la Fata Azzurra appaiono nel film Teacher's Pet.
  • Pinocchio ha un cameo nel film Rapunzel - L'intreccio della torre: in questo film appare infatti una marionetta identica al noto burattino.[80]
  • Il viso della Fata Azzurra ricorda molto quello di Biancaneve: questo perché è stato ricalcato sulla stessa attrice con il rotoscope.

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ai giochi per Sega Mega Drive, Game Boy e Super Nintendo basati sul film d'animazione, Geppetto e Pinocchio compaiono anche come personaggi nel gioco Kingdom Hearts. Inoltre l'interno della balena è presente come uno dei mondi. Appare anche il Grillo Parlante, in qualità di cronista, tenendo un diario dei progressi del gioco in Kingdom Hearts, Kingdom Hearts: Chain of Memories e Kingdom Hearts II.[81] Il mondo di Pinocchio era previsto in Kingdom Hearts 358/2 Days, ma è stato omesso a causa di restrizioni di tempo.[82][83] In compenso, questo mondo appare in Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance, sotto il nome "Il Paradiso dei Burloni", con versioni alternative di Pinocchio, il Grillo Parlante, Geppetto, Cleo e la balena, e l'apparizione della Fata Azzurra.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Allan, p. 71
  2. ^ R. Wunderlich & P. Morrisey, The Desecration of Pinocchio in the United States, conferenza annuale della Children's Literature Association, Minneapolis, 27-29 marzo 1981, p. 14 (citato da Robin Allan e John Grant)
  3. ^ a b Grant, p. 159
  4. ^ (EN) Le avventure di Pinocchio in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.
  5. ^ a b c d e f g Allan, p. 73
  6. ^ Autori vari, pp. 20, 38 e 112
  7. ^ a b c d e f Lambert, p. 80
  8. ^ a b Zipes, p. 83
  9. ^ a b (EN) Neal Gabler, Walt Disney: The Triumph of the American Imagination, New York, Alfred A. Knopf, 2006, ISBN 978-0-679-75747-4.
  10. ^ a b c d e f g h i j k l m (EN) Michael Barrier, Hollywood Cartoons, Oxford University Press, 1999, ISBN 978-0-19-516729-0.
  11. ^ Finch, p. 77
  12. ^ (EN) Jerry Beck, The Animated Movie Guide, New York, Chicago Review Press, 2005, p. 198, ISBN 978-1-55652-591-9.
  13. ^ Maltin, p. 33
  14. ^ a b c (EN) Bill Capodagli e Lynn Jackson, The Disney Way, New York, McGraw-Hill, 2006, p. 7, ISBN 978-0-07-147815-1.
  15. ^ (EN) Steven Watts, The Magic Kingdom, New York, Reed Business Information, 1998, p. 67, ISBN 978-0-8262-1379-2.
  16. ^ a b c d e Thomas, p. 81
  17. ^ a b c d e Finch, p. 82
  18. ^ Lella Smith, p. 44
  19. ^ a b c Dave Smith, pp. 437-438
  20. ^ a b (EN) Robert Tieman, David A. Carter e Toby Bluth, Quintessential Disney, Disney Editions, 2005, p. 9, ISBN 978-0-7868-5556-8.
  21. ^ Allan, p. 128
  22. ^ Autori vari, p. 120
  23. ^ a b Allan, p. 78
  24. ^ Allan, pp. CP10-11
  25. ^ Allan, pp. CP42-43
  26. ^ Allan, p. 79
  27. ^ Girveau, p. 228
  28. ^ a b Allan, p. 80
  29. ^ Allan, p. 81
  30. ^ Allan, p. 31
  31. ^ Finch, p. 86
  32. ^ a b c Maltin, p. 36
  33. ^ a b c d e Allan, p. 74
  34. ^ a b c d e f g h Allan, p. 82
  35. ^ a b c d Lambert, p. 81
  36. ^ (EN) Kathy Merlock Jackson, Walt Disney: Conversations, New York, University Press of Mississippi, 2006, p. 44, ISBN 978-1-57806-713-8.
  37. ^ Frank Thomas e Ollie Johnston, p. 221
  38. ^ Koenig, p. 37
  39. ^ Kurtti, p. 20
  40. ^ a b Allan, p. 83
  41. ^ (EN) Margarete Baur-Heinhold, The Baroque Theatre: A Cultural History of the 17th and 18th Centuries, McGraw-Hill, 1967, pp. 8-23, ISBN 0-500-01042-0.
  42. ^ a b c d e f g Grant, p. 161
  43. ^ Lambert, p. 82
  44. ^ Lambert, p. 83
  45. ^ Thomas, p. 82
  46. ^ Allan, p. 112
  47. ^ a b Grant, p. 162
  48. ^ Kurtti, p. 48
  49. ^ a b c d e f g h Allan, p. 84
  50. ^ Dave Smith, p. 311
  51. ^ a b Dave Smith, p. 297
  52. ^ a b Allan, p. 76
  53. ^ Kurtti, p. 49
  54. ^ Frank Thomas e Ollie Johnston, p. 69
  55. ^ (EN) Stanley Green e Elaine Schmidt, Hollywood musicals year by year, 1999, p. 91, ISBN 978-0-634-00765-3 .
  56. ^ Maltin, p. 37
  57. ^ a b c Kurtti, p. 96
  58. ^ a b Grant, p. 168
  59. ^ Girveau, p. 202
  60. ^ a b c d Allan, p. 85
  61. ^ Frank Thomas e Ollie Johnston, p. 92. Riproduzione di un lavoro preparatorio
  62. ^ a b c d e f g h i j k l m n No Strings Attached: The Making of Pinocchio, Pinocchio DVD, 2009
  63. ^ Commentary-Pinocchio, 2009 DVD
  64. ^ Barrier, Michael, 1999,Hollywood Cartoons, Oxford University, United Kingdom
  65. ^ Moritz, William. Fischinger at Disney - or Oskar in the Mousetrap. Millimeter. 5. 2 (1977): 25-28, 65-67. Center for Visual Music
  66. ^ a b c Michael Barrier, Hollywood Cartoons: American Animation in Its Golden Age, New York., Oxford University Press, 1999, pp. 269–273,602, ISBN 0-19-516729-5.
  67. ^ a b Bob Thomas, Walt Disney: An American Original, New York., Hyperion Books, 1994, p. 161, ISBN 0-7868-6027-8.
  68. ^ Michael Barrier, Hollywood Cartoons: American Animation in Its Golden Age, New York., Oxford University Press, 1999, pp. 318,602, ISBN 0-19-516729-5. Barrier notes on page 272 that Pinocchio returned rentals of less than one million by September 1940, and in its first public annual report, Walt Disney Productions charged off a $1 million loss to the film. In a note on page 602, Barrier relays that a 1947 Pinocchio balance sheet lists total receipts to the studio of $1,423,046.78, while noting on page 318 in text that "Dumbo only grossed $1.3 million, $600,000 less than Pinocchio"
  69. ^ Janet Wasko, Understanding Disney: the manufacture of fantasy, New York., Wiley-Blackwell, 2001, p. 137, ISBN 0-7456-1484-1.
  70. ^ Movie Box Office Figures
  71. ^ Terry Gilliam, Terry Gilliam Picks the Ten Best Animated Films of All Time, The Guardian, 27 aprile 2001.
  72. ^ Disney Archives | "Pinocchio" Movie History
  73. ^ Maltin, Leonard (1973). Pinocchio. In Leonard Maltin (Ed.), The Disney Book, pp. 37. New York: Crown Publishers, Inc.
  74. ^ AFI's 10 Top 10, American Film Institute, 17 giugno 2008. URL consultato il 18 giugno 2008.
  75. ^ http://www.rottentomatoes.com/m/1016342-pinocchio/
  76. ^ Disneyland California’s Pinocchio’s Daring Journey Page
  77. ^ Tokyo Disney’s Pinocchio’s Daring Journey Page
  78. ^ Disneyland Paris’ Les Voyages de Pinocchio Page
  79. ^ Walt Disney World’s Magic Kingdom Page
  80. ^ Bill Graham, Exclusive Video Interview with TANGLED Directors Nathan Greno and Byron Howard, Collider.com, 21 novembre 2010. URL consultato il 20 luglio 2011.
  81. ^ Kingdom Hearts Official Page
  82. ^ Unused Sprites In 358/2 Days?
  83. ^ Kingdom Hearts 358/2 Days: Fan Powered Q&A

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]