Notte

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Illuminazione delle città del mondo visibile dallo spazio

Nel senso astronomico del termine, la notte, che si alterna al , è parte del giorno (in alcune accezioni, invece, il giorno si contrappone alla notte). Si tratta dell'intervallo di tempo compreso tra il tramonto e l'alba, in cui il Sole rimane al di sotto dell'orizzonte ed in cui, in genere, gli esseri viventi riposano in una fase chiamata sonno. Durante la notte, non essendo visibile sole, l'astro più luminoso è la Luna.

La durata della notte varia in base al susseguirsi delle stagioni, alla latitudine, alla longitudine e al fuso orario. Nei giorni di equinozio la notte e il dì hanno in linea teorica la medesima durata; in realtà, la diffrazione dovuta all'atmosfera terrestre fa sì che il giorno risulti più lungo della notte.

In alcune regioni d'Italia e Francia, si può definire la prima parte della notte, quella antecedente la mezzanotte, con un termine specifico, e cioè sera.

Per tale motivo, in codeste culture le ore notturne sono convenzionalmente comprese nell'arco tra le 0:00 e le 5:00[senza fonte].

Sulla Terra[modifica | modifica wikitesto]

Ai poli[modifica | modifica wikitesto]

Al mondo esistono due punti geografici dove per sei mesi è notte. Ai due poli infatti esistono solo due stagioni, estate e inverno, che corrispondono a sei mesi di SOLE e sei mesi di notte. Quando, per esempio, al polo nord è estate, al polo sud è inverno, e a causa dell'inclinazione dell'asse terrestre la luce del sole non arriva. Per questo motivo si parla del sole di mezzanotte quando è estate in uno dei due poli, poiché i raggi del sole arrivano per tutta la durata del giorno. Il fenomeno dura invece per un minor lasso di tempo man mano che ci si sposta verso i due circoli polari. Inoltre ai poli il freddo e il buio durano per più di tre mesi.

All'equatore[modifica | modifica wikitesto]

All'equatore la notte e il dì hanno la stessa durata durante tutto l'anno.

Su altri corpi celesti[modifica | modifica wikitesto]

Il fenomeno della notte è dovuto alla rotazione assiale dei corpi celesti, che crea l'illusione del sorgere e tramontare del sole. Poiché ogni corpo celeste ha una propria velocità di rotazione, la durata della notte varia da pianeta a pianeta. Dato che anche l'atmosfera di ogni corpo celeste è differente, esistono pianeti e satelliti praticamente privi di atmosfera dove è netta e visibile la linea di demarcazione tra notte e dì.

Effetti sulla vita[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ritmo circadiano.

La notte influisce sugli esseri viventi. Le piante per esempio di notte non sono in grado di compiere la fotosintesi clorofilliana, mentre la maggior parte degli animali utilizza la notte per riposare. Gli animali notturni, come ad esempio i pipistrelli, hanno invece il loro periodo di veglia durante la notte, e sono attivi dopo il tramonto e prima dell'alba.

Effetti sull'uomo[modifica | modifica wikitesto]

Fino all'invenzione e allo sviluppo della corrente elettrica e dell'illuminazione artificiale la notte era per l'uomo considerata periodo di riposo. Successivamente invece l'attività notturna è cresciuta, e ciò ha avuto anche un impatto significativo sull'economia; vi sono molte attività legate alla notte, come nightclub, pub, discoteche.

Mitologia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nótt, Notte (mitologia) e Nut (mitologia).

La notte è stata spesso rappresentata come divinità o entità da diverse mitologie antiche, come quella norrena, egizia e greca, con divinità corrispondente anche a quella romana.

Nella mitologia norrena, Nótt è la sua personificazione, come descritto nel Gylfaginning, il primo capitolo dell'Edda in prosa di Snorri Sturluson, al canto 10.

La mitologia egizia non ha una vera e propria divinità notturna, ma in essa Nut è la dea che personifica il cielo stellato, e per estensione anche il periodo notturno.[1]

Nyx, nella tradizione classica, è la personificazione della notte sulla terra, contrapposta a suo fratello Erebo, la notte nelle lande infernali;[2] questa dea è stata ripresa dalla mitologia romana con il nome di Nox.[3]


Modi di dire[modifica | modifica wikitesto]

L'espressione passare la notte in bianco deriva da una tradizione del Medioevo. I cavalieri trascorrevano la notte precedente l'investitura in una cappella, in preghiera e in meditazione, indossando una veste bianca, simbolo di purezza. [4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nut. URL consultato il 28-04-09.
  2. ^ (EN) Nyx su Theoi.com. URL consultato il 28-04-09.
  3. ^ Informazioni sulla dea Nox. URL consultato il 28-04-09.
  4. ^ Da dove arriva l'espressione "passare la notte in bianco"? - Treccani

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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