Mangiafoco

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Mangiafoco
Un'illustrazione di Mangiafuoco realizzata da Enrico Mazzanti
Un'illustrazione di Mangiafuoco realizzata da Enrico Mazzanti
Universo Pinocchio
Autore Carlo Collodi
1ª app. in Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino
Specie umano
Sesso Maschio
Professione burattinaio

Mangiafoco oppure Mangiafuoco, è un personaggio immaginario del libro Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Collodi.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Egli è il burattinaio del "Gran Teatro dei Burattini", e viene descritto come: «un omone così brutto, che metteva paura soltanto a guardarlo. Aveva una barbaccia nera come uno scarabocchio d’inchiostro, e tanto lunga che gli scendeva dal mento fino a terra: basta dire che, quando camminava, se la pestava coi piedi. La sua bocca era larga come un forno, i suoi occhi parevano due lanterne di vetro rosso, col lume acceso di dietro, e con le mani faceva schioccare una grossa frusta, fatta di serpenti e di code di volpe attorcigliate insieme.»

Ruolo nel libro[modifica | modifica sorgente]

È introdotto nel capitolo X, dopo che Pinocchio rovina uno dei suoi spettacoli di burattini, distratti con la sua presenza. Indispettito da ciò, ordina ai suoi burattini di gettarlo nel fuoco per poter cuocere un arrosto di montone, ma si impietosisce per le sue urla strazianti, tanto da starnutire a più riprese (il burattinaio ha l'abitudine di starnutire quando si commuove); decide quindi di liberare Pinocchio e gettare nel fuoco al posto suo Arlecchino, ma Pinocchio riesce ancora una volta a commuoverlo chiamando Mangiafoco «Eccellenza» e offrendosi di essere gettato nel fuoco al posto di Arlecchino. La nobile azione provoca di nuovo la commozione (e un violento attacco di starnuti) di Mangiafoco, che si rassegna a mangiare il montone mezzo crudo. L'indomani Pinocchio racconta al burattinaio della grande povertà di suo padre, e questi gli regala cinque zecchini d'oro raccomandando al burattino di portarli subito a Geppetto.

Nella cinematografia[modifica | modifica sorgente]

  • Nel film Disney "Pinocchio", Mangiafoco (doppiato da Charles Judels in originale e Mario Besesti in italiano) è il primo antagonista principale prima del Conduttore del carro e Il Terribile Pesce-cane, e nella edizione originale americana ha il nome "Stromboli" (difatti nella versione italiana, guardando il manifesto del suo spettacolo la volpe lo chiama "Stromboli, detto Mangiafuoco").
    A differenza del libro è un personaggio molto negativo e compra Pinocchio dal Gatto e la Volpe, che li paga con un'ignobile miseria per usarlo nelle sue rappresentazioni; ma nel momento in cui Pinocchio fosse stato troppo vecchio per lavorare, lo avrebbe usato come legna da ardere. Pinocchio riesce a scappare con l'aiuto della Fata azzurra.
  • Nel film del 1996 "Le straordinarie avventure di Pinocchio" del regista Steve Barron, Mangiafoco è chiamato Lorenzini (omaggio a Collodi), interpretato dal attore Udo Kier e, come nella versione originale, è un burattinaio. In questa storia, prende scrupolosamente i burattini da Geppetto; una sua caratteristica è quella di mangiare molti peperoncini piccanti per ottenere un alito infuocato. Dopo che Pinocchio scappa dal suo teatrino incendiandolo per sbaglio, Lorenzini crea il Paese dei balocchi dove, grazie ad una fontana con l'acqua magica, riesce a trasformare i bambini baloccati negli animali che più si assomigliano (es.: se i bambini si comportano come asini si trasformano in tali se bevono l'acqua). Lorenzini, viene catapultato nella fontana e si trasforma in una Mostruosa Balena che ingoierà più tardi Pinocchio, ma morirà trafitto per autodifesa dal naso legnoso di quest'ultimo.
  • In un episodio televisivo delle Interviste Impossibili, Mangiafoco è interpretato da Vittorio Gassmann. Il personaggio è seduto a tavola, è dotato di una barba immensa e, alla fine, si autodefinisce un "orco fallito", in quanto falso cattivo.
L'intervista è stata scritta da Giorgio Manganelli e realizzata per la Rai nel 1981 dal regista Mario Monicelli.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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