Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie

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Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie
Titolo originale Alice's Adventures in Wonderland
AlicesAdventuresInWonderlandTitlePage.jpg
Prima edizione del 1865
Autore Lewis Carroll
1ª ed. originale 1865
Genere romanzo
Lingua originale inglese
Protagonisti Alice

Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie (spesso contratto in Alice nel Paese delle Meraviglie, titolo originale Alice's Adventures in Wonderland) è un'opera letteraria pubblicata per la prima volta nel 1865 e scritta dal matematico e scrittore inglese reverendo Charles Lutwidge Dodgson, sotto il ben più noto pseudonimo di Lewis Carroll.

Il racconto è pieno di allusioni a personaggi, poemetti, proverbi e avvenimenti propri dell'epoca in cui Dodgson opera e il "Paese delle Meraviglie" descritto nel racconto gioca con regole logiche, linguistiche, fisiche e matematiche che gli hanno fatto ben guadagnare la fama che ha. Il libro ha un seguito chiamato Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò. Nella maggior parte dei casi gli adattamenti teatrali e cinematografici preferiscono fondere insieme elementi dell'uno e dell'altro.

Lo statunitense Martin Gardner ha pubblicato un'opera intitolata The Annotated Alice che riproponeva il testo di entrambi i libri arricchito da numerosissime note esplicative che spiegavano tra l'altro i riferimenti più o meno conosciuti ai vari poemetti vittoriani di cui Dodgson propone parodie nei suoi libri.

L'origine[modifica | modifica sorgente]

Alcuni dei personaggi di Alice nel Paese delle Meraviglie nel frontespizio di una delle prime edizioni della riduzione per bambini del libro (The Nursery Alice)
Uno dei luoghi che ispirarono Carroll - La porta (al centro della foto) sul giardino meraviglioso (Christ Church, Oxford)

È ormai leggendaria la teoria che pone l'origine del racconto in una soleggiata mattina estiva che Carroll traspone in versi nel suo Meriggio Dorato (proemio dell'opera), quando Dodgson e il reverendo Robinson Duckworth si trovavano in una barca sul Tamigi con tre bambine:

  • Lorina Charlotte Liddell (tredicenne) (prima nel poemetto iniziale)
  • Alice Pleasance Liddell (di dieci anni) (seconda)
  • Edith Mary Liddell (di otto anni) (terza)
Prima pagina di Alice's Adventures Underground, con un'illustrazione dello stesso Carroll.

Durante il viaggio (cominciato a Folly Bridge, vicino a Oxford, e terminato cinque miglia più in là in un villaggio di Godstow) Carroll inventò e raccontò alle tre bambine una storia, che più tardi mise per iscritto e regalò ad Alice Liddell che tanto aveva insistito perché lo facesse, diventò quindi Alice's Adventures Underground ("Le avventure di Alice nel Sottosuolo"), che si sviluppava in soli quattro capitoli illustrati da Carroll stesso. Solo più tardi Carroll decise di pubblicare la sua storia, aggiunse nuovi personaggi e situazioni, commissionò le illustrazioni a John Tenniel (ritenuto ormai l'illustratore ufficiale) e gli diede il titolo e la forma che conosciamo ancora oggi. Ne sono state fatte varie copie di molte edizioni diverse e questo testo è stato pubblicato nel 90% delle lingue del mondo.[senza fonte]

Il problema della traduzione[modifica | modifica sorgente]

Tradurre Alice è un'impresa in cui moltissimi autori italiani si sono cimentati; i giochi di parole, le figure retoriche, i proverbi citati e i continui riferimenti alla cultura inglese, hanno spesso stuzzicato a tal punto la fantasia dei traduttori italiani che ogni traduzione rappresenta un libro a sé. Così come fece Emma Cagli (storica traduttrice di Alice nel Paese delle Meraviglie) moltissimi autori (fra i quali Aldo Busi) hanno voluto personalizzare e impreziosire Alice con le loro intuizioni.

Occorre individuare tre traduzioni principali che furono da riferimento per tutte le altre a venire almeno fino agli anni cinquanta:

  1. 1872, primissima traduzione italiana a opera di Teodorico Pietrocola Rossetti, per la casa editrice Loescher di Torino. Fu Carroll stesso a scrivere al suo editore Macmillian di Ermanno Loescher come "my italian friend". Il volume è molto fedele all'originale, tuttavia la qualità di stampa è molto bassa, non si leggono alcune lettere e vi sono parecchi refusi. La traduzione interviene direttamente anche sulle tavole di Tenniel originali. Il testo è arricchito di elementi biografici di Carroll e autobiografici di Rossetti (i due sono stati anche frequentatori) e Rossetti impregna le pagine di spirito risorgimentale ispirato anche dal romanzo storico coevo di Tommaso Grossi "Marco Visconti".
  2. 1908, a opera di Emma Cagli per l'Istituto Arti Grafiche di Bergamo. È la traduzione più melensa, in cui la Cagli depura il linguaggio con moralità forzata e parole meno dure (per esempio, da "porco" a "porcellino"), a volte stravolgendo il senso originale di Carroll. In realtà questa è la traduzione non dell'Alice originale edita da Macmillian ma dell'edizione inglese pubblicata da Heinemann nel 1907, con le tavole di Arthur Rackham. Il linguaggio della Cagli attinge dal patrimonio popolare e sono inseriti proverbi, giochi di parole e altre trovate che originalmente non comparivano.
  3. 1913, in traduzione anonima ma si hanno buoni motivi per credere che sia a opera di Silvio Spaventa Filippi, direttore della collana editoriale milanese in cui questo titolo è inserito. Il traduttore ha sotto gli occhi l'edizione di Pietrocola-Rossetti e ne depura il linguaggio dai toscanismi ed arcaismi da questo aggiunti. Dall'edizione del 1872 mantiene identici i nomi di alcuni capitoli e di personaggi. Ai personaggi tuttavia è dato un nome che ne imita la grafia: Humpty Dumpty diventa Unto Dunto, Mad Hatter diventa Hatta, e così via.
    È un'edizione importantissima perché presenta in volume unico i due libri di Carroll anteponendo però "Through the looking-glass" (probabilmente per necessità di presentare la novità).

La trama[modifica | modifica sorgente]

i capitoli

  • Capitolo 1 -- Nella tana del coniglio[1]
  • Capitolo 2 -- Un lago di Lacrime
  • Capitolo 3 -- Una corsa elettorale e una lunga storia
  • Capitolo 4 -- Il coniglio presenta un conticino
  • Capitolo 5 -- I Consigli di un Bruco
  • Capitolo 6 -- Porco e pepe
  • Capitolo 7 -- Un tè di matti
  • Capitolo 8 -- La partita a croquet della Regina
  • Capitolo 9 -- La Storia della Finta Tartaruga
  • Capitolo 10 -- La Quadriglia delle Aragoste
  • Capitolo 11 -- Chi ha rubato le paste?
  • Capitolo 12 -- La deposizione di Alice
Il Coniglio Bianco"
di John Tenniel

Sognando di seguire un coniglio bianco, Alice cade letteralmente in un mondo sotterraneo fatto di paradossi, di assurdità e di nonsensi. Nella sua caccia al coniglio le accadono le più improbabili disavventure. Segue il coniglio attraverso la tana, ma cade (lentamente) in un posto brutto . Arrivata in fondo, trova una stanza piena di porte, ma tutte chiuse e tutte minuscole. Guardando attraverso una serratura, scorge un gran posto e vuole raggiungerlo, ma è troppo grande. Allora scorge su d'un tavolo di vetro una chiave rossa, ma lei è sempre troppo grande per passare attraverso la porta. Viene in suo aiuto una bottiglia con su scritto "bevimi". Infatti il contenuto la fa rimpicciolire, ma giunta alla porta, si rende conto d'aver lasciato la chiave sul tavolo. Assaggiato un pasticcino comparso dal nulla con su scritto "mangiami" diventa enorme. Ora può prendere la chiave ma di nuovo non passa dalla porta. Affranta, scoppia in lacrime, che allagano la stanza. Ritrovata la bottiglia, riesce a rimpicciolirsi e scomparsa la stanza, si trova in compagnia d'un topo e altri animali (parrocchetto, dodo, aquilotto). Il topo abbozza una storia ma poi scatta la "corsa confusa" dove tutti gli animali corrono in circolo, chi inizia dopo chi smette prima. Alla fine della corsa, però, tutti sono asciutti.

Allontanatasi da questa compagnia, Alice ritrova il coniglio bianco e la sua casetta. Entrata in casa per cercare guanti e ventaglio del coniglio, mangia di nuovo, diventando ancora una volta enorme, tanto che le braccia le escono dalle finestre. Il coniglio, allarmato, chiama a raccolta Bill la lucertola che prova a passare attraverso il camino, ma Alice lo scaccia con un calcio. Fallita la spedizione di Bill, il coniglio tira sassi ad Alice che però diventano pasticcini. Mangiatone uno, ridiventa piccolissima e fugge dalla casa. Scansato il pericolo del cucciolo gigante, Alice s'intrattiene col Brucaliffo, che trova su d'un fungo a fumare un Narghilè. Prima d'andarsene, dopo essere diventato farfalla usando una nuvola di fumo come bozzolo, il bruco le rivela che le due parti del fungo la possono far crescere e rimpicciolire a suo piacimento.

Il gatto del Cheshire
di John Tenniel

Al primo tentativo, Alice si ritrova con un collo lunghissimo, che fa sì che un piccione la scambi per un serpente. Ritrovate le giuste proporzioni, Alice si rimette in moto. Nel bosco giunge alla casa della duchessa. Assiste allo scambio d'inviti dei due messi (un pesce e un ranocchio) col quale la regina di cuori invita la duchessa a una partita di croquet. La casa della duchessa è molto strana: lei sta infastidita a cullare un bambino che urla e starnutisce per l'aria satura di pepe, mentre la cuoca che rimesta la zuppa, di tanto in tanto, lancia stoviglie e pentole per ogni dove. La duchessa lascia però presto Alice per andare a prepararsi alla partita, donandole il bimbo in fasce che si trasforma in porcellino e corre via nel bosco. quattro chiacchiere , Alice giunge alla casa della Lepre Marzolina che sta prendendo il tè col Cappellaio Matto.

Alice, la Lepre Marzolina e il Cappellaio Matto di John Tenniel

Questi due personaggi, in compagnia del ghiro, prendono il tè cambiando continuamente posto, spostandosi di tazza in tazza. Alice viene così a sapere che l'orologio del cappellaio segna sempre il giorno, ma non l'ora, e le viene sottoposto un indovinello: "perché uno scrittoio è come un corvo?", . Dopo, Alice trova la strada per il castello della regina, dove trova i soldati con il corpo costituito da carte da ramino di picche che dipingono di rosso le rose che per sbaglio sono state piantate bianche. In quel momento arriva il corteo della regina: ci sono le picche (in inglese "spades", spade o anche vanghe, quindi sono i giardinieri), quadri (in inglese "diamonds", i cortigiani), fiori (in inglese "clubs" ma anche bastoni, quindi le guardie), cuori (in inglese "hearts") che rappresentano i principi di sangue reale.

Alice cerca di controllare il suo fenicottero per iniziare la partita a croquet.

La Regina, subito aggressiva (rappresenta la Furia), invita Alice a giocare a croquet, ma il campo è pieno di buche, si utilizzano le carte come porte, istrici come palle e fenicotteri come mazze. Il gioco è subito una gran confusione di giocatori che urlano e giocano all'unisono. Spesso le porte (le carte) devono assentarsi per decapitare chiunque capiti a tiro alla regina che ne sentenzia la morte. Riappare la duchessa, momentaneamente uscita dalla prigione in cui la regina l'aveva destinata, e presenta ad Alice il grifone, che con fare autoritario la porta a fare la conoscenza della "finta tartaruga". La finta tartaruga serve a fare il finto brodo di tartaruga (un surrogato del vero brodo di tartaruga che si fa con la carne di vitello). Lei racconterà ad Alice di come studiava sul fondo del mare e mostra in coppia col grifone, la quadriglia delle aragoste. Alice è costretta a lasciarla perché nel frattempo è stato istituito il processo nel quale si giudicherà il fante di cuori, accusato d'aver rubato le tartine pepate. Al processo, annunciato dal coniglio bianco che ora è abbigliato come un araldo, sono presenti i giurati (varie specie di animali), i testimoni (il cappellaio matto, la cuoca della duchessa e la stessa Alice). Il ritrovamento di una lettera senza firma con una poesia senza senso, convince tutti che il vero colpevole sia il fante di cuori. "Sentenza prima, verdetto poi" declama la regina, ma Alice (che ha iniziato a diventare sempre più grande) dissente e quando si alza per testimoniare, la sua gonna spazza il tavolo della giuria facendo cadere tutti i giurati. Dopo poco è diventata così grande che non si preoccupa più di re e regine ritrovando la giusta misura della realtà: "non siete altro che un mazzo di carte"... Il sogno finisce con Alice che si risveglia tra le braccia della sorella e quindi si dirige a casa per l'ora del tè.

De Alice's Abenteuer im Wunderland Carroll pic 32.jpg De Alice's Abenteuer im Wunderland Carroll pic 35.jpg De Alice's Abenteuer im Wunderland Carroll pic 38.jpg De Alice's Abenteuer im Wunderland Carroll pic 40.jpg
Alcune illustrazioni relative ai capítoli dal IX al XII: Alice conversa con la Duchessa; Alice e il Grifone ascoltano la canzone della Falsa Tartaruga; il Cappellaio è citato come testimone nel processo; quando Alice si alza per testimoniare, rovescia il banco della giuria.

Poemetti e canzoni[modifica | modifica sorgente]

  • "How doth the little crocodile..." (parodia della filastrocca vittoriana, "How doth the little busy bee")
  • "You are old, Father William..." (parodia di "The Old Man's Comforts and How He Gained Them" di Robert Southey's)
  • La ninna nanna della Duchessa "Speak roughly to your little boy" (parodia di" Speak Gently" di G.V.Langford)
  • "Twinkle, twinkle little bat..." (parodia di 'Twinkle twinkle little star', anche nota in Italia come 'Brilla Brilla Bianca stella…')
  • The Lobster Quadrille
  • " Tis the voice of the lobster, I heard him declare..." (parodia di ‘Tis the voice of the Sluggard')
  • Beautiful Soup (forse parodia di "Beautiful Star")
  • "The Queen of Hearts..." (famosa filastrocca inglese menzionata anche in Mary Poppins)
  • The White Rabbit's evidence
  • The Mouse's Tale

Matematica[modifica | modifica sorgente]

Tra i vari giochi di parole, passa inosservato, all'inizio del secondo capitolo ("Un lago di Lacrime"), un gioco matematico usando le operazioni aritmetiche in base. Alice disperata per tutte le stranezze che le stanno succedendo, pensa di essere cambiata durante il sonno. Quindi si interroga se è diventata o meno una delle sue amiche.

"Che roba! Roba dell'altro mondo! Tutto il mondo, oggi, è roba dell'altro mondo! E pensare che fino a ieri le cose avevano un capo e una coda! E se mi avessero scambiata stanotte? Vediamo un po': stamattina, quando mi sono svegliata, ero proprio la stessa? Mi sembra di ricordare che un po' diversa mi sentivo, sotto sotto. Ma se non sono la stessa, allora domando e dico: Chi cavolo sono? Ah, questa sì che è una domanda da centoventidue milioni!". E cominciò a passare in rassegna tutte le bambine più o meno della sua età che conosceva, caso mai l'avessero scambiata con una di loro. "Ada non posso essere di sicuro," disse, "lei ha tutti quei boccoli, e io sono liscia come un olio; mai più posso essere Mabel, io so un sacco e una sporta di cosa e lei, oh! lei non sa un'acca! Inoltre lei è lei e io io e... uffa ho perso il filo! Proverò a vedere se le cose che sapevo sono ancora al loro posto. Dunque: quattro per cinque dodici, quattro per sei tredici, quattro per sette... povera me, di questo passo non arriverò mai a venti! Comunque la Tavola Pitagorica non conta;[2]

Si vede chiaramente che usando la moltiplicazione in base 10 non si arriva agli stessi risultati a cui arriva Alice. Quindi analizzando a ritroso questo calcolo si percepisce il meccanismo usato:

\begin{alignat} {4}
4 \times 3 & = 12 \text{ in base } 10 \quad & \to \quad & = 10 \text{ in base } 12 \\
4 \times 4 & = 16 \text{ in base } 10 \quad & \to \quad & = 11 \text{ in base } 15 \\
4 \times 5 & = 20 \text{ in base } 10 \quad & \to \quad & = 12 \text{ in base } 18 \\
4 \times 6 & = 24 \text{ in base } 10 \quad & \to \quad & = 13 \text{ in base } 21 \\
\cdots \\
4 \times 12 & = 48 \text{ in base } 10 \quad & \to \quad &  = 19 \text{ in base } 39 \\
4 \times 13 & = 52 \text{ in base } 10 \quad & \to \quad &  = 1A \text{ in base } 42
\end{alignat}

Il trucco sta nello scrivere il risultato della tabellina del quattro in una base aumentata di 3 ogni volta. Quindi il risultato sembra crescere di 1 ma, in realtà, è stato incrementato di 4 tra un'iterazione e l'altra. Alice non potrebbe mai arrivare a 20 o superarlo poiché la base usata non sarà mai contenuta 2 volte nel risultato.[3]

Un'altra particolarità di questo gioco sta nel fatto che dove ipoteticamente ci si aspetta che risulti 20, si usa la base 42 per ottenere il numero 1A. Infatti il 42 è un numero ricorrente in quest'opera. Per esempio è il numero della regola con cui il Re di Cuori cerca di estromettere Alice dal tribunale. Vi sono esattamente 42 immagini nell'edizione originale di "Alice nel Paese delle Meraviglie".[3]


Trasposizioni cinematografiche e televisive[modifica | modifica sorgente]

Riferimenti nella cultura[modifica | modifica sorgente]

Nella letteratura[modifica | modifica sorgente]

Svariate sono le reinterpretazioni della storia di Alice in altri libri. Tra le principali si possono ricordare:

  • Alice nel paese dei quanti (Alice in Quantumland) di Robert Gilmore (ISBN 88-7078-406-1), nel quale Alice, attraversando uno schermo televisivo, diventa una particella subatomica e scopre la "follia" della meccanica quantistica.
  • Alice nel paese dei numeri (Automated Alice) di Jeff Noon (ISBN 88-7684-525-9), in cui Alice per scappare dalla sua prozia finisce nella Manchester del 1998 e deve risolvere una serie di enigmi e problemi di logica.
  • Alice nel paese della vaporità di Francesco Dimitri dove un Alice antropologa vivente in una Londra alternativa va nella Steamland nella quale c'è una sostanza, la vaporità, che distorce sensazioni, provoca trip e mutazioni.
  • The White Rabbit, un racconto di Joe R. Lansdale del 1981, è ampiamente tratto da Alice nel Paese delle Meraviglie, in cui il coniglio bianco e il Cappellaio non solo sono reali, ma finiscono per banchettare con il protagonista del racconto, uccidendolo.
  • L'avventura del tea-party da pazzi, un racconto di Ellery Queen del 1934 ambientato in una casa di campagna in cui, mentre gli ospiti stanno allestendo una rappresentazione teatrale di Alice, viene commesso un omicidio. La soluzione dell'enigma è basata su diversi elementi dei due romanzi di Carroll.

Una biografia romanzata di Alice Liddell è l'opera di Melanie Benjamin, Sono stata Alice, Roma, Fazi Editore, 2010 ISBN 978-88-6411-098-1 (trad. it di Alice I Have Been)

In TV e nel cinema[modifica | modifica sorgente]

Nella musica[modifica | modifica sorgente]

  • Tra le canzoni che più esplicitamente si ispirano ad Alice troviamo White Rabbit della band psychedelic rock Jefferson Airplane, contenuta nel loro album Surrealistic Pillow del 1967.
  • Nel 1980 il gruppo di rock progressivo italiano dei Perigeo, avvalendosi di collaborazioni come quelle di Lucio Dalla, Anna Oxa e Rino Gaetano, pubblicano a nome Perigeo Special un album dal titolo Alice, chiaramente ispirato al libro di Carroll.
  • Nel 1987 Paul Roland registra l'EP Alice's House, oggi rimasterizzata da vinile (i nastri originali sono andati persi) e inclusi nel cd del 1987/1988 che raccoglie i due mini album A cabinet of curiosities Happy families.
  • Il gruppo rock italiano dei Dhamm pubblicò nel 1997 l'album "Disorient Express" contenente la canzone "L'incubo di Alice" portando la favola in una negativa visione della realtà dei giorni nostri: "Alice guarda intorno a te/Né meraviglie né magie/Alice sporca di utopie/Attendi un lieto fine che/Ti porti via..."
  • Numerosi riferimenti all'opera sono presenti all'interno dell'ultimo album Eat Me, Drink Me dello shock-rocker americano Marilyn Manson, si possono notare infatti canzoni come Are you the Rabbit? o Eat Me, Drink Me dai chiari collegamenti con la trama del libro di Carroll.
  • Il videoclip della canzone What You Waiting For? di Gwen Stefani, diretto da Francis Lawrence, è chiaramente ispirato all'opera per costumi e personaggi presenti.
  • Il videoclip della canzone di Piero Pelù, Prendimi così, primo singolo tratto da Soggetti smarriti del 2004 è ispirato al mondo di "Alice nel Paese delle Meraviglie" proposto in versione dark.
  • Nel 2005, la cantautrice italiana L'aura pubblica il suo primo disco da solista "Okumuki", dove è presente la traccia Alice, canzone scritta come omaggio al capolavoro di Carroll.
  • La cantante Syria ha spesso fatto riferimenti ad Alice, specialmente in due canzoni: Lettera ad Alice (dedicata alla figlia) contenuta ne Le mie favole del 2002 ed Alice nel Paese delle Meraviglie, contenuta in Non è peccato del 2005.
  • Il cantautore Brian McFadden ha realizzato un brano dal titolo Alice In Wonderland per il suo secondo album "Set In Stone" (2008). La canzone parla di una ragazza che ricorda al cantante il personaggio di Alice perché, come lei, è persa nel Paese Delle Meraviglie.
  • Il titolo di un album della cantante italiana Dolcenera è un esplicito riferimento all'opera di Carroll.
  • Il cantante Robbie Williams con la canzone You Know Me (2010) è travestito da Bian Coniglio ed è chiaramente ispirato alla storia di Alice nel Paese delle Meraviglie.
  • La cantautrice canadese Avril Lavigne è autrice di Alice (2010) colonna sonora dell'omonimo film di Tim Burton Alice in Wonderland (2010).
  • Il videoclip del brano musicale Don't Come Around Here No More è incentrato sull'incontro tra il Cappellaio Matto e Alice. Nel video il cappellaio matto è interpretato dal cantante, Tom Petty.
  • La canzone The Lobster Quadrille dei Franz Ferdinand
  • Nel 2011, la cantante Emiliana Torrini (islandese, con padre italiano) ha prestato la sua voce nella canzone White Rabbit, interamente ispirata al libro in argomento. La canzone è parte della colonna sonora del film Sucker Punch.

Nei fumetti[modifica | modifica sorgente]

  • Diverse sono le stampe di fumetti o serie grafiche dedicate al personaggio di Alice, nel 1965 la Gold Key pubblicò un volume a fumetti dedicato e ispirato ai personaggi reinterpretati dalla W.Disney nell'omonimo e famoso cartone animato; sempre nel 1965 la Rexall pubblicò un volume a livello promozionale per la pubblicizzazione di un musical di Hanna-Barbera "Alice in Wonderland" ; nel 2006, da febbraio ad aprile, la Antarctic Press pubblicò una mini serie di 4 volumi mensili intitolata "Alice in Wonderland" che successivamente, nel 2007, pubblicò come masterpiece edition volume unico in due variant cover; nell'aprile 2010 la Harper Collins ha pubblicato un Hard Cover ispirato alla novella di Lewis Carroll, allo screenplay di Linda Woolverton e riadattato da T.T. Sutherland intitolato Alice in Wonderland HC (2010 The Movie Novel).
  • L'intera trama del manga di Kyoichi Nanatsuki e Ryoji Minagawa intitolato Project ARMS ha dei continui rimandi al mondo creato da Lewis Carroll e gli stessi protagonisti possiedono poteri che hanno il nome di personaggi presenti nel Paese delle Meraviglie: Jabawack, il Cavaliere, il Coniglio Bianco e la Regina di Cuori.
  • Nel primo numero del manga God Child di Kaori Yuki è presente un episodio intitolato "un tè di matti", in cui il conte Cain, protagonista della serie, indaga su un serial killer chiamato "crazy rabbit man" perché indossa una maschera da coniglio. Il conte è affiancato nell'indagine da una ragazza di nome Alice, tormentata da un incubo in cui viene decapitata da tale assassino.
  • Una rivisitazione in chiave erotica della vicenda narrata da Lewis Carrol è Alice in Sexland, del 2001, considerato uno dei prodotti meglio riusciti del mondo dell'hentai. In questa storia Alice, orfana adolescente, scappa dalla casa dei suoi padroni, che la trattavano come una schiava sessuale, ma durante la fuga precipita in un dirupo, e al risveglio si ritrova in un Paese delle Meraviglie orientato tutto alle tematiche dell'eros. Nelle battute finali, durante il confronto con la Regina Rossa, scoprirà che la caduta dal dirupo le era costata la vita, e che quel mondo è uno degli innumerevoli paradisi "temporanei" dove le anime dei defunti trascorrono un periodo di tempo più o meno lungo prima di reincarnarsi.
  • Il manga Pandora Hearts creato da Jun Mochizuki, così come l'anime da esso tratto, contiene evidenti riferimenti alla storia creata da Carrol, quali i nomi di alcune Chain come "Mad-Hatter" (Cappellaio matto) oppure "Cheshire" (Lo stregatto). Importante è inoltre il nome della protagonista femminile, Alice, e il fatto che il suo alter ego si manifesti sotto forma di coniglio. Generalmente poi alcuni personaggi, come Break mantengono una linea comportamentale stravagante, in linea con quella dei personaggi del romanzo.
  • Due speciali OAV tratti dal manga Black Butler, "Ciel in Wonderland" sono un riadattamento della storia di Alice, il protagonista Ciel si ritrova nel Paese delle Meraviglie vestito da Alice ed incontra vari personaggi della sua realtà che impersonano gli abitanti del Paese delle meraviglie.
  • Caso analogo è quello del manga Card Captor Sakura delle CLAMP, nell'episodio 55 della serie anime da esso tratta, intitolato "Sakura nel Paese delle Meraviglie", la protagonista ha un'esperienza simmetrica a quella di Ciel.
  • Miyuki-Chan in Wonderland, è un manga sempre delle CLAMP che si rifà al famoso romanzo di Lewis Carroll. Miyuki è una ragazzina adolescente, la cui vita, all'improvviso, subisce una svolta radicale: la ragazza sprofonda infatti nel suo letto e scompare nel Nulla, ritrovandosi in uno strano mondo, simile al Paese delle Meraviglie, descritto nel celebre racconto britannico. Ma il Bianconiglio, il Cappellaio Matto, lo Stregatto e tutti gli altri personaggi, in questo fumetto, sono tutte ragazze che indossano costumi di scena, come in una recita. Molte saranno le avventure, che Miyuki si troverà a condividere con esse: partite a scacchi, combattimenti, sfide a ma-jong…il tutto in un mirabolante viaggio, che la ragazza compie, alla ricerca di una propria identità… Il fumetto è una sorta di parodia soft-erotica del celebre racconto, incentrata soprattutto sul concetto della Crescita, legato al delinearsi dell'identità sessuale.
  • Alcuni nemici di Batman prendono spunto proprio dai personaggi del libro, nello specifico il Cappellaio Matto e Tweedledum e Tweedledee
  • In alcune strisce dei Peanuts, Snoopy esegue il numero del "Bracchetto del Cheshire" scomparendo completamente, eccezion fatta per il sorriso, con evidente riferimento allo Stregatto di Alice nel Paese delle Meraviglie.
  • Il numero 279 di Dylan Dog, Il giardino delle illusioni, che vede l'indagatore dell'incubo intrappolato in un labirinto magico, trae numerosi spunti dal romanzo di Lewis Carroll, a partire dalla presenza di un grande coniglio bianco.
  • Nello speciale di Dylan Dog e Martin Mystère intitolato La fine del mondo uno dei protagonisti, un ragazzo di nome Lance, interagisce con un apparecchio meccanico composto da una macchina da scrivere, un view-master e un grammofono. Questo apparecchio si chiama AIW e proietta alle volte immagini dove sono racchiusi i personaggi del romanzo. Si scopre così che AIW sono le iniziali di Alice In Wonderland e che il Paese delle Meraviglie è un vero e proprio pianeta. Si ipotizza anche che Alice non abbia fatto un sogno, ma abbia vissuto tutta l'esperienza sulla sua pelle trovando accidentalmente un varco per il pianeta AIW.
  • L'albo speciale n. 2 di Legs Weaver, Nel paese delle meraviglie, racconta di un'indagine per omicidio che si svolge in un mondo virtuale ispirato al romanzo Alice nel paese delle meraviglie
  • Una serie di manga shōjo intitolata Alice in Heartland è uscita in Italia nel febbraio del 2010, pensata da Queen Rose e disegnata da Soumei Hoshino. Nonostante inizialmente abbia parecchi riferimenti alla trama di "Alice nel paese delle meraviglie", in seguito si trasforma completamente, con nuovi personaggi e con alcuni di quelli classici con caratteristiche totalmente diverse (ad esempio il Cappellaio è un boss mafioso).
  • Una versione a fumetti intitolato appunto Alice nel paese delle meraviglie,della casa neo-nata editrice 7EVEN AGE ENTRATEINMENT, è stata pubblicata a partire da febbraio a maggio 2013 in 4 volumi,e rivisitando tutta la trama generale e i personaggi "In una versione decisamente più dark-pop"

Tutte le storie sono tratte da:

Grimm Fairy Tales Alice in Wonderland 1 Testi:Raven Gregory Disegni:Robert Gill

Grimm Fairy Tales Alice in Wonderland 2 Testi:Raven Gregory Disegni:Robert Gill

Grimm Fairy Tales Alice in Wonderland 3 Testi:Raven Gregory Disegni:Robert Gill

Grimm Fairy Tales Alice in Wonderland 4 Testi:Raven Gregory Disegni:Robert Gill

Copertine: Artgem

Nei videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi American McGee's Alice.

La trasposizione videoludica più famosa dell'opera di Lewis Carroll è sicuramente American McGee's Alice, videogioco creato da American McGee e prodotto dalla Electronic Arts nell'anno 2000. La trama del videogioco è tuttavia molto diversa dall'opera originale, e gli stessi personaggi sono caratterizzati da un aspetto grottesco e inquietante. Impregnato di forti tinte gotico/noir American McGee's Alice, ci pone nelle vesti di una Alice fortemente cambiata, potenziale suicida e mentalmente instabile. Dopo anni di convalescenza in un manicomio, Alice viene richiamata dal bianconiglio nel Paese delle Meraviglie. Qui troverà amici pronti ad aiutarla e nemici giurati (come il Cappellaio Matto), fortemente cambiati allo stesso modo del Paese delle Meraviglie, ora sotto il controllo della cattiva Regina Rossa.

Allo stesso modo, è presente anche Alice: Madness Returns, seguito di American McGee's Alice.

Nel videogioco Gray Matter sono presenti vari riferimenti ad Alice ed allo scrittore, riprendendo le ambientazioni reali a Oxford che hanno ispirato Lewis Carroll durante la stesura della sua opera.

Inoltre viene esplorato (in parte) il suo mondo nel videogioco Kingdom Hearts della squaresoft dove i protagonisti devono salvare Alice.

L'opera viene citata all'inizio di Assassin's Creed III.

Diversi brani dell'opera e riferimenti alla stessa vengono citati in Far Cry 3.

Altro[modifica | modifica sorgente]

Tra i più celebri set di dischetti realizzati per lo stereoscopio View-Master ve ne sono due dedicati alle fiabe Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò. Entrambi furono realizzati con la tecnica dei diorami durante gli anni cinquanta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ A seconda delle traduzioni i titoli dei capitoli possono subire variazioni
  2. ^ Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie, traduzione Aldo Busi, Postfazione e note di Carmen Covito, Undicesima ed., collana Universale economica Feltrinelli - I Classici, Milano, Giangiacomo Feltrinelli, febbraio 2009, pp. 199 pag.. ISBN 978-88-07-82070-0.
  3. ^ a b Lewis Carroll, Martin Gardner, John Tenniel, The Annotated Alice: The Definitive Edition, New York, W. W. Norton & Company, novembre 1999. ISBN 0-393-04847-0. .

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

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