Nonsenso

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Un nonsenso è un'espressione (parola, frase o altro) che appare priva di significato. Il nonsenso è utilizzato in letteratura e famosi esempi sono rappresentati dai limerick. Alcuni nonsensi sono introdotti nella lingua comune dai giovani o dai grandi successi cinematografici o letterari.

Ciò nonostante, spesso ci si riferisce a un concetto o una intera proposizione per indicare che potrebbe non avere significato dal punto di vista del significante, piuttosto che del significato.

Nonsenso in letteratura[modifica | modifica sorgente]

La letteratura del nonsenso, sia poesia che prosa, si basa sull'equilibrio tra ordine e caos, tra senso compiuto e non. Spesso presenta un mondo capovolto o alterato, ma è distinto dal fantasy. Presenta frequentemente, ma non sempre, una matrice umoristica, che nasce però da uno spunto diverso rispetto ad uno scherzo: il nonsense suscita l'ilarità perché non ha senso, mentre lo scherzo perché ha un senso particolare. Il nonsenso è un genere parassita, che appare all'interno degli altri generi o tipi letterari, come i versi, le poesie, i romanzi, i racconti brevi, le canzoni, il giornalismo e le ricette. La correttezza formale è spesso bilanciata da un caos semantico o dai doppi significati. Secondo Wim Tigges l'effetto del nonsensi è spesso ottenuto per eccesso di significati, e non per assenza. Tiggs si spinge a fornire una lista di tecniche o strumenti che caratterizzano il genere:

  • mancato nesso causa effetto
  • parole macedonia
  • neologismi
  • inversioni
  • imprecisioni
  • simultaneità
  • incongruenza
  • arbitrarietà
  • ripetizione senza fine
  • negazione o clonazione

Michael Heyman ha esteso la lista includendo:

  • tautologia
  • reduplicazione
  • affermazione dell'ovvio
  • precisione assurda

Il nonsenso in letteratura può esistere come genere a sé, in cui diversi strumenti sono usati per ottenere un attento equilibrio.

La celebre poesia Jabberwocky di Lewis Carroll, pubblicata nel 1871 in Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò, è considerata un esempio classico di nonsenso in letteratura. È costruita usando quasi tutte parole prive di senso (che però vengono poi in parte spiegate dal personaggio di Humpty Dumpty, che le interpreta come portmanteau). Questo genere di poesie, che possono acquistare significato grazie al fonosimbolismo delle parole inventate, è detto metasemantica e il massimo rappresentante italiano di questa tecnica è Fosco Maraini.

Il linguaggio onirico di James Joyce nella novella Finnegans Wake ne è un alto esempio. Pieno di parole portmanteau, sembra essere denso di significati, stratificati su diversi livelli. In molti passaggi è però difficile capire quale sia il senso "inteso" o "corretto", e il lettore rimane con il dubbio che non ce ne sia alcuno.

I due più celebrati autori di questo genere in lingua inglese sono Edward Lear (1812-1888) e Lewis Carroll (1832-1898), ma esistono molti esempi precedenti il XVIII secolo. Tra gli autori più noti: Mervyn Peake, Edward Gorey, Flann O'Brien, Alan Watts, Dr. Seuss, Carl Sandburg, Laura E. Richards, Spike Milligan, Jack Prelutsky, Shel Silverstein, John Lennon, Frank Zappa, Noel Gallagher, Michael Rosen, Anushka Ravishankar, Mike Gordon, James Thurber, Rino Gaetano e Bugo.

Nella cultura moderna il nonsenso appare più confinato come forma di umorismo, come in Alessandro Bergonzoni, Federico Maria Sardelli e Nino Frassica, o nella letteratura per bambini.

Quasi ogni forma di nonsenso rimane pesantemente legata alla lingua ed alla cultura di origine ed è di difficile, se non impossibile traduzione.

Nonsenso in musica[modifica | modifica sorgente]

Alcuni artisti musicali hanno ampiamente fatto uso del nonsenso per ottenere un effetto straniante, umoristico o per nascondere testi altrimenti censurabili, in cui parlare liberamente ad esempio di politica.

Tra i tanti artisti che hanno fatto uso del nonsense, vanno ricordati Rino Gaetano (nella maggior parte dei suoi brani), Bugo (autore anche di neologismi come ad esempio "nutellate" nel brano C'è crisi,[1]) ma anche gli Squallor (ad esempio nel brano 38 luglio) e Luca Laurenti (nel brano Eo Eo, la sigla del programma Tira e Molla). Una delle manifestazioni più eclatanti di nonsense in musica è il brano prisencolinensinainciusol di Adriano Celentano.

Nonsenso nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Un celebre nonsenso italiano è la supercazzola, che si ispira al film Amici miei di Mario Monicelli. Consiste nell'investire la vittima di una burla con una raffica di parole incomprensibili, spesso condite con turpiloquio mascherato, in cui viene inserita in genere una parola significativa e riconoscibile che dia autorità al discorso (ad es. "prefettura", "vicesindaco") e metta in posizione di inferiorità l'interlocutore (nel caso specifico, un vigile urbano). La connotazione della supercazzola è il proposito di confondere, oltre allo spirito burlesco. Esempi sono: "supercazzola prematurata", "con lo scappellamento a destra", "come se fosse Antani", "(s)blinda", "taràpia tapioco". La stessa parola supercazzora, male intesa dalla maggior parte del pubblico, si è diffusa nella forma di «supercazzola».

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ C'è crisi testo - Bugo - Lyrics MTV

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