Piero Pelù

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Piero Pelù
Piero Pelù in concerto nel 2008
Piero Pelù in concerto nel 2008
Nazionalità Italia Italia
Genere New wave[1][2]
Alternative rock[1][2]
Hard rock[1][2]
Pop rock
Periodo di attività 1980 – in attività
Gruppo attuale Litfiba
Album pubblicati 28
Studio 15
Live 7 + 4 EP
Raccolte 2
Sito web

Piero Pelù, all'anagrafe Pietro Pelù[1] (Firenze, 10 febbraio 1962), è un cantautore italiano. È cofondatore e leader del gruppo rock Litfiba. Oltre che per l'attività artistica è conosciuto per l'impegno politico profuso attraverso la musica, i testi delle sue canzoni, i concerti e gli atteggiamenti che mostra in pubblico.[3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Piero Pelù è nato e cresciuto a Firenze. Si avvicina alla musica rock a 8 anni, con l'acquisto della prima chitarra, una Eko Eldorado. Due anni dopo, a Parigi, rimane folgorato in un negozio di musica da Paranoid dei Black Sabbath e, in particolar modo, dalla chitarra di Tony Iommi. Il primo disco che comprò personalmente fu invece Revolver dei Beatles. Nel 1976, assiste al suo primo concerto di musica rock: quello dei New Trolls. Da giovane inizia ad appassionarsi alla musica e soprattutto al canto mentre frequenta il liceo classico, divenendo il frontman di una band liceale, i Mugnions, dal nome del fiume Mugnone, che da Fiesole scende a Firenze e che passava adiacente al condominio dove abitava la famiglia Pelù. Piero, in quel periodo, iniziò a farsi chiamare con l'appellativo di "Pierotten", in onore a Johnny Rotten e anche perché il termine rotten significa marcio, considerato un bell'aggettivo per chi frequentava il punk. Dopo il diploma di maturità classica nel 1980 presso il Liceo Classico Michelangiolo di Firenze, parte per un viaggio a Londra ispirato dal punk inglese, deciso a trasferirsi per sempre nella capitale inglese, ma deluso dai punk da lui considerati imborghesiti torna a Firenze.

La nascita dei Litfiba (1980-1989): la Trilogia del potere[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Litfiba.
Piero Pelù con i Litfiba

Tramontato il progetto dei Mugnions, si unisce ad Antonio Aiazzi, Federico "Ghigo" Renzulli, Gianni Maroccolo e Francesco Calamai fondando i Litfiba. L'esordio vero e proprio avviene il 6 dicembre 1980, alla Rokkoteca Brighton (che è in realtà un'appendice della casa del popolo di Settignano, vicino a Firenze).

Dopo la realizzazione di qualche EP, nel 1985 esce il loro primo album, Desaparecido. Ad esso faranno seguito 17 Re (1986) e Litfiba 3 (1988). È la trilogia del potere: tre album basati sul rifiuto al totalitarismo. Di questo periodo fanno parte anche i live 12-5-87 (aprite i vostri occhi) e Pirata, il quale, trainato dal singolo Cangaceiro, li consacra come gruppo rock di successo.

In questo periodo, sviluppano una personale chiave di lettura della new wave coniugando i suoni mediterranei con le atmosfere anglosassoni.

1990-1997: la Tetralogia degli elementi[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni novanta, i Litfiba si propongono prima con un grintoso hard rock, successivamente con un pop-rock elettronico, riscuotendo successo. È il decennio della tetralogia degli elementi: quattro album ispirati, nei testi e nelle sonorità, ai quattro elementi naturali: in ordine cronologico, il fuoco (El diablo), la terra (Terremoto), l'aria (Spirito) e l'acqua (Mondi sommersi). Numerose anche le raccolte e le iniziative in VHS. In tutto i Litfiba venderanno quasi due milioni di copie, che si sommano al milione di copie venduto con Infinito, nel 1999.

Tuttavia le tensioni artistiche e personali fra il cantante e il chitarrista sulla gestione della band diventano sempre più marcate. Al termine dell'Infinito Tour Piero Pelù decide di abbandonare i Litfiba (nel cui gruppo è sostituito da Cabo) dedicandosi alla carriera solista. L'ultimo concerto del cantante con i Litfiba è al Monza Rock Festival 1999.

Nel 2015 i Litfiba ripropongono la Tetralogia degli elementi con il tour ''1990-1997 LITFIBA TETRALOGIA DEGLI ELEMENTI TOUR''.

1999: il debutto da solista[modifica | modifica wikitesto]

Il debutto di Pelù da solista è nel 1999, quando è ancora impegnato nell'ultimo tour con i Litfiba, con il singolo Il mio nome è mai più firmato con Ligabue e Jovanotti, i proventi commerciali del disco sono devoluti a Emergency. Lo stesso anno è chiamato da Mina per incidere Stay with me, una cover in italiano di Stay delle Shakespears Sister, inclusa nel disco Olio di Mina.

La prima apparizione televisiva da solista avviene a Francamente me ne infischio di Adriano Celentano, con il quale si esibisce in duetto interpretando Svalutation. Nella stessa serata presenta una sua versione del brano Pugni chiusi de I Ribelli, che successivamente verrà inciso e pubblicato nel singolo di Io ci sarò.

È invece del 2000 la pubblicazione del libro autobiografico Perfetto difettoso, scritto in collaborazione con Massimo Cotto. Pochi mesi più tardi pubblica il suo primo album Né buoni né cattivi, trainato dai singoli Io ci sarò, Toro loco, Buongiorno mattina e Bomba boomerang. Con questo album si apre ufficialmente la carriera solista di Pelù. Ad accompagnarlo il supercombo composto da altri ex componenti dei Litfiba con l'aggiunta del chitarrista Cristiano Maramotti, da segnalare la collaborazione nel brano Il segno con Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi e di Eliades Ochoa su Aquilone. Debutta dal vivo all'Heineken Jammin' Festival a Imola come ospite principale; seguirà un tour condiviso con trampolieri, mangiafuoco e giocolieri, mettendo su un "circo". Nel 2001 partecipa al Festival di Sanremo come ospite speciale, affrontando il tema delle mine antiuomo.

Nel 2002 arriva nei negozi U.D.S. - L'uomo della strada già disco di platino ancora prima di essere pubblicato, nel quale Pelù duetta con Anggun nel brano Amore immaginato. Successivamente pubblica il 100% Live, EP del 2003 con quattro tracce live tratte dal Né buoni né cattivi tour e Soggetti smarriti (2004) che chiude la "trilogia dei sopravvissuti" e viene accompagnato dall'uscita dei singoli Prendimi così, Dea musica e Soggetti smarriti. In occasione della registrazione di quest'ultimo lavoro, più intimista, arriva un'altra doppia collaborazione con Gianni Maroccolo per i brani Anche a piedi e Fugge l'abbraccio.

Pochi mesi più tardi pubblica il DVD Tra cielo e terra, contenente un concerto live davanti a 30.000 persone registrato a Pescara nello stadio Del Mare durante una data del "Soggetti smarriti tour".

Il 2 luglio 2005 al Circo Massimo di Roma prende parte al Live 8, concerto in favore della cancellazione del debito dei paesi in via di sviluppo, assieme a Zucchero, Duran Duran, Renato Zero, Claudio Baglioni, Planet Funk, Jovanotti e Luciano Ligabue. In ottobre pubblica la raccolta Presente, con i suoi principali successi più due pezzi inediti: Nel mio mondo, dedicato a Don Andrea Gallo, e Presente. L'album verrà distribuito anche in un'edizione limitata con allegato un DVD con inclusi tutti i videoclip realizzati fra il 1999 e il 2005.

Il suo primo periodo come solista è caratterizzato dalla volontà di prendere le distanze dal passato (in quel periodo si taglierà anche i capelli), per poi riconciliarsi gradualmente con esso e nel 2005, dopo averne acquistato i master originali, pubblica un nostalgico '99 Live, testimonianza dell'ultimo suo tour con i Litfiba. Nel 2005 partecipa per la regia di Tiziana Vasta e in collaborazione con i Bisca alla realizzazione del cartone animato L'alba del giorno prima, con il patrocinio della Commissione europea. Pelù partecipa con la canzone Il tuo futuro. Con la band napoletana duetta anche nel brano Sono come tu mi vedi, con i Modena City Ramblers in La guerra di Piero, cover di Fabrizio De André mentre con Edoardo Bennato partecipa nell'album La fantastica storia del Pifferaio Magico, reinterpretando La città trema.

2006: il ritorno al rock e Fi.Esta[modifica | modifica wikitesto]

È del 2006 In faccia, che segna il passaggio alla Sony BMG. Con questo album abbandona le sonorità pop che avevano caratterizzato i suoi primi album da solista, per riabbracciare uno stile e un sound più rock. Per l'occasione il musicista toscano modifica la struttura della sua band, in particolare da segnalare l'ingresso del chitarrista Saverio Lanza che ha dato una proficua mano soprattutto per gli arrangiamenti. Il singolo di debutto Tribù viene presentato al Concerto del Primo Maggio a Roma. Durante il tour che segue l'album questo nuovo assetto della band, con Daniele Bagni al basso e Paolo Baglioni alla batteria, prenderà il nome di P-Trio. In luglio Pelù si fa promotore di un progetto di volontariato dell'ONG italiana Ucodep, da oltre 10 anni attiva in Repubblica Dominicana con progetti volti a migliorare le condizioni di vita della popolazione locale e del diritto all'educazione scolastica dei bambini.[4] Durante il viaggio lungo il percorso de la "Ruta del Café", nella Valle de Bonao, vengono effettuate le riprese per il video del singolo Velo.[5] Il tour di In faccia lo portò nuovamente ad esibirsi all'estero. A distanza di anni tornò a suonare a Parigi, a Ginevra, ad un festival estivo in Belgio e, grazie alla sinergia con Ucodep addirittura ad Hanoi, in Vietnam, in un concerto organizzato dall'Ambasciata italiana nell'ambito della "Settimana di cultura ed economia italiana" dal titolo Arcobaleno italiano.[6][7]

A giugno 2007 pubblica un album dal vivo dal titolo MTV Storytellers, registrato al Conservatorio di Milano e composto da 18 tracce che alternano le performance live del rocker ad interviste. Durante l'estate 2007 è impegnato come direttore artistico nella coordinazione e nello sviluppo di Fi.Esta, programmazione estiva del comune di Firenze. Nei quattro mesi di cartellone che andarono da fine maggio a fine settembre organizzò concerti (Ziggy Marley, Elio e le Storie Tese, Gogol Bordello, Ennio Morricone e Muse), una mostra di Hugo Pratt sul fumetto Corto Maltese (in collaborazione col giornalista Rai Vincenzo Mollica), letture di poesie da parte di Arnoldo Foà, un incontro con il regista Spike Lee al Forte Belvedere, lezioni di teatro con Dario Fo e Franca Rame (che parlarono di Michelangelo all'anfiteatro di Fiesole) e la lettura del V Canto dell’Inferno della Divina Commedia da parte di Roberto Benigni.[8][9] A fine anno lasciò l'incarico per dedicarsi alla realizzazione del suo nuovo album.[10]

Nel 2008 esce quindi Fenomeni, che entra subito al terzo posto nella classifica degli album più venduti in Italia secondo FIMI. Lo stesso album si può scaricare da internet in versione "deluxe edition", con le tracce bonus Revolution, cover dei Beatles, e di Jeeg Robot, che una leggenda metropolitana attribuiva inverosimilmente l'esecuzione originale ad un giovane Pelù. Dopo il lungo tour estivo, nell'inverno del 2009 presenta per la prima volta in carriera uno spettacolo che unisce musica e teatro. La variante del tour Fenomeni in Teatro, fu scritta a quattro mani con Sergio Bustric e diretta dallo stesso attore toscano. La scenografia dello spettacolo, fu basata sui temi delle canzoni della scaletta e ispirata al futurismo e allo scultore Alexander Calder.[11]

Nell'estate successiva propone al gruppo tzigano Acquaragia Drom un progetto intitolato Acquasantissima Rock 'n' Rom in cui vengono riproposte canzoni del repertorio Litfiba, altre realizzate da solista insieme ad alcuni pezzi degli stessi Acquaragia Drom. Pelù partecipa inoltre con il supergruppo Artisti uniti per l'Abruzzo alla realizzazione del singolo Domani 21/04.2009 il cui ricavato è destinato al fondo benefico "Salviamo l'arte in Abruzzo". Duetta poi con i Dago nel brano Grande spirito pubblicato nel cofanetto Nessuna pietà di Marco Vichi.

2009: il ritorno nei Litfiba[modifica | modifica wikitesto]

L'11 dicembre 2009 viene ufficializzato, sul sito ufficiale della band, il ritorno di Pelù come cantante dei Litfiba. Nel 2010 la band si esibisce in una lunga tournée che godrà di un ampio consenso di pubblico. Il 1º giugno 2010 uscì Stato libero di Litfiba, un doppio album live, che fu certificato disco di platino, composto da 24 canzoni storiche e due inediti: Sole nero e Barcollo. A marzo 2011 i Litfiba intrapresero un mini-tour che toccò le principali capitali europee (suonando per la prima volta in assoluta anche a Londra). Da questa esperienza scaturì il documentario Cervelli in fuga - Europa live 2011, che alterna le esibizioni live al backstage e interviste, per la regia dello stesso Pelù con la collaborazione di Mario Piredda. Il documentario venne proiettato nei principali cinema italiani in un'unica serata alla vigilia della pubblicazione del nuovo album di inediti.[12]

Grande nazione debutta sul mercato il 17 gennaio 2012, e verrà certificato disco d'oro vendendo oltre 30.000 copie. Durante la tournée successiva i Litfiba suonano per la prima volta all'Arena di Verona.

Dal 7 marzo al 30 maggio 2013 Pelù è uno dei coach della prima edizione del talent show The Voice of Italy, in onda su Rai 2, insieme a Raffaella Carrà, Riccardo Cocciante e Noemi. Nella prima fase sceglie come suo consulente artistico Cristiano Godano dei Marlene Kuntz.[13] Il finalista del suo team Timothy Cavicchini arriva al secondo posto.

Il 26 marzo 2013 esce il live Trilogia 1983-1989 live 2013, in occasione dell'omonimo tour che vede la partecipazione dei due storici membri Gianni Maroccolo (basso) e Antonio Aiazzi (tastiere).

Il 23 settembre dello stesso anno, i Litfiba annunciano una "pausa" del gruppo, dopo tre anni di successi. Piero Pelù e Ghigo Renzulli si dedicheranno ai propri progetti personali, per poi tornare a lavorare assieme al nuovo disco, dall'autunno 2014.

2013: nuovo album solista[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 novembre 2013 è stata pubblicata la raccolta Identikit, contenenti gran parte dei suoi brani solisti con l'aggiunta degli inediti Mille uragani e Sto rock.

Il 12 marzo 2014, Pelù ha partecipato nuovamente al talent show The Voice of Italy nelle vesti di coach, affiancato da Noemi, Raffaella Carrà e J-Ax. Nel mese di aprile 2014, Pelù ha intrapreso un minitour di quattro concerti per promuovere Identikit, durante il quale si esibisce a Roma, Padova, Milano, Firenze e ancora a Roma per il Concerto del Primo Maggio. Intorno allo stesso periodo è stata pubblicata la sua seconda autobiografia Identikit di un ribelle, scritta insieme a Massimo Cotto (già collaboratore per la stesura della prima autobiografia, Perfetto difettoso). Il libro ha ricevuto il Premio Lunezia Menzione Speciale 2014.[14]

Nel settembre 2014 ha preso parte alle riprese del mediometraggio Tu non c'eri, scritto da Erri De Luca e diretto da Cosimo Damiano Damato. Pelù ha curato anche la colonna sonora del film.[15]

Il 25 febbraio 2015 ha partecipato come coach per la terza volta consecutiva a The Voice of Italy, affiancato da Noemi, J-Ax e da Roby e Francesco Facchinetti.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Piero Pelù è nato e cresciuto a Firenze, ma la sua famiglia è originaria di Massa. Suo padre, Giovanni, era un medico radiologo, mentre sua madre Cristina era casalinga. Ha un fratello maggiore, Andrea, di due anni più grande e che oggi gli fa da manager.[16] Obbligato dai genitori, frequentò a Firenze il Liceo Dante, (lui voleva andare al Liceo Artistico di Porta Romana), successivamente però si trasferì al Liceo Michelangelo, dove ha formato la sua prima band e dove si è diplomato nel 1980. All'università ha frequentato un anno di giurisprudenza e uno di scienze politiche, ma abbandonò gli studi per dedicarsi alla carriera musicale.

Ha tre figlie avute da due compagne diverse: Greta, nata nel 1990, Linda, nata nel 1995[16], e Zoe nel 2004.[17]

Si è sempre dichiarato ateo agnostico[18], non crede nel matrimonio e non si è mai sposato. Negli anni '80 ha sviluppato un forte interesse per il simbolismo, l'esoterismo e i teschi.[19][20]

È un appassionato di calcio ed è tifoso della Fiorentina. Ha fatto parte della squadra di calcio Dinamo Rock.

Impegno sociale e per i diritti umani[modifica | modifica wikitesto]

Piero Pelù fin da giovanissimo è stato impegnato attivamente nel sociale. Si è sempre dichiarato pacifista e obiettore di coscienza.[7] Nel settembre 1986, nell'anniversario dell'assassinio del Generale Dalla Chiesa, si adoperò in prima persona nell'organizzazione del concerto contro la mafia La musica contro il silenzio, che si tenne in piazza Politeama a Palermo, che oltre ai Litfiba vide la partecipazione delle migliori band alternative italiane di quel periodo (Gaznevada, Moda, Denovo, Diaframma, Detonazione e Joe Perrino & The Mellowtones).[21]

Nel settembre del 1991 sempre con i Litfiba partecipò alla Marcia della Pace Trieste-Sarajevo,[22] carovana di associazioni di pacifisti in contrasto all'imminente Guerra dei Balcani, che si concluse a Sarajevo con un concerto al quale presero parte anche i Nomadi.

Nel 1996 con la sua compagna di allora si recò in Sierra Leone, dove era in corso la guerra civile, dando vita al Progetto Sierra Leone in collaborazione con i missionari del Murialdo ed Emergency, per la costruzione di ospedali a favore dei bambini vittime di mutilazioni.[16]

Nel dicembre 1997 fa parte del gruppo di artisti composto da Luciano Pavarotti, Bono, Brian Eno, Zucchero, Ligabue, Jovanotti, Edoardo Bennato e The Chieftains, che andò a Mostar per l'inaugurazione del Pavarotti Music Center, una struttura creata con War Child per educare alla musica i bambini vittime della guerra. La scuola venne costruita con i fondi raccolti tramite le edizioni 1995 (al quale presero parte i Litfiba) e 1996 del Pavarotti & Friends.[23][24]

Nel 2001 riceve il premio Tributo ad Augusto, per la sua intensa attività a favore di Emergency e del WWF e dal suo appoggio per la liberazione del Panchen Lama del Tibet (definito da Amnesty International «il più piccolo prigioniero politico del mondo») che nel 1995 è stato rapito dai militari del governo della Cina popolare e segregato insieme a tutta la sua famiglia.[25]

Il 29 novembre 2005 è nominato direttore artistico e organizzatore al Nelson Mandela Forum di Firenze dell'evento Artisti toscani contro la pena di morte per celebrare la ricorrenza dell'abolizione, per la prima volta nella storia dell’umanità, della pena capitale ad opera del Granducato di Toscana nel 1786. Al concerto presero parte Francesco Magnelli, Saverio Lanza, Gianni Maroccolo, Irene Grandi, Jovanotti, Pau dei Negrita, Erriquez della Bandabardò, Ginevra Di Marco, Riccardo Tesi e Paolo Hendel. Durante la serata vennero raccolti fondi a sostegno di Nessuno tocchi Caino e Amnesty International.[26]

Polemiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso della sua carriera Piero Pelù ha fatto dichiarazioni pubbliche che in alcuni casi hanno suscitato polemiche.

Durante l'esibizione dei Litfiba al Concerto del Primo Maggio del 1993, nell'introdurre il brano Il mistero di Giulia Pelù si rivolse ironicamente al Papa (allora Giovanni Paolo II), domandandosi perché parlasse sempre di sesso, concludendo con la frase: «Papa, ma sai 'na sega te!». Ciò suscitò diverse critiche tra cui quella di Adriano Celentano sul Corriere della Sera.[16]

Al Concerto del Primo Maggio del 2014, Pelù criticò il premier Matteo Renzi, definendolo «boy scout di Licio Gelli» e invitandolo a porre attenzione ai problemi interni del paese quali disoccupazione, corruzione, voto di scambio, mafia, camorra e 'ndrangheta[27]. La vicenda ha suscitato alcune reazioni, tra cui quella di Pina Picierno, esponente del Partito Democratico.[28]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

  • Premio Tributo ad Augusto 2001 per l'intensa attività a favore di Emergency e WWF.[29]
  • Premio Videoclip Italiano e Indipendenti MEI, per la Miglior Realizzazione Mainstream del video Bene bene male male.[30]
  • Premio Lunezia Poesia del Rock, per il valore musical-letterario dell'album Soggetti Smarriti.[31]
  • Premio Spiga D'Argento 2005 alla carriera.[32]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Discografia con i Litfiba[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia dei Litfiba.

Album studio[modifica | modifica wikitesto]

Discografia solista[modifica | modifica wikitesto]

Album studio[modifica | modifica wikitesto]

Album dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Video[modifica | modifica wikitesto]

Videoclip[modifica | modifica wikitesto]

  • 1999 - Il mio nome è mai più
  • 2000 - Io ci sarò
  • 2000 - Toro loco
  • 2000 - Buongiorno mattina
  • 2001 - Bomba boomerang
  • 2002 - Bene bene male male
  • 2002 - Raga'n'roll bueno
  • 2003 - Amore immaginato
  • 2003 - Stesso futuro
  • 2004 - Prendimi così
  • 2004 - Dea musica
  • 2005 - Soggetti smarriti
  • 2005 - Il tuo futuro (feat. Bisca)
  • 2005 - Nel mio mondo
  • 2006 - Tribù
  • 2006 - Lentezza
  • 2006 - Velo
  • 2007 - Sorella notte
  • 2008 - Revolution (cover The Beatles)
  • 2008 - Tutti fenomeni
  • 2008 - Viaggio
  • 2009 - Domani 21/04.2009 (Artisti Uniti per l'Abruzzo)
  • 2013 - Mille uragani
  • 2014 - Sto rock

Collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Liftiba, Ondarock.it. URL consultato il 06-12-2009.
  2. ^ a b c (EN) Litfiba su AllMusic, All Media Network.
  3. ^ Pelù, rocker politico a tutto tondo, Il Fatto Quotidiano, 11 dicembre 2014
  4. ^ Repubblica Dominicana Al Profumo Di Caffè
  5. ^ La lotta alla povertà di Brogi e Piero Pelù
  6. ^ Fulvio Paloscia, Pelù e la cooperazione 'Vado in Vietnam per capire' in la Repubblica, 22 febbraio 2007.
  7. ^ a b Piero Pelù live in Vietnam, worldmagazine.it/.
  8. ^ FiESTA FirenzEstate 2007 - tra Dialogo e Diavolo, firenzenotte.it.
  9. ^ Piero Pelù: esce il nuovo disco live MTV Storytellers, worldmagazine.it.
  10. ^ Piero Pelù lascia la direzione artistica di Fi.esta, gonews.it.
  11. ^ Nicola Calicchio, I "Fenomeni" di Piero Pelù in Gazzetta di Modena, 31 marzo 2009.
  12. ^ Litfiba, nei cinema il documentario Cervelli in Fuga, rockol.it.
  13. ^ The Voice: Piero Pelù invita Cristiano Godano; dal 7 marzo su Rai2 - Quotidiano online della provincia di Cuneo
  14. ^ Premio Lunezia 2014, kontrokultura.it.
  15. ^ Tu non c’eri», si gira ad Altamura Al ciak anche Pelù, Corriere del Mezzogiorno.
  16. ^ a b c d Piero Pelù, Perfetto difettoso, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2000.
  17. ^ Le mie figlie mi hanno salvato dalla droga, Rockol.
  18. ^ Nicola Ricchitelli, "Sono ateo ma devoto a Santa Sarah" in Giornale di Puglia, 19 novembre 2013.
  19. ^ Cinzia Marongiu, Piero Pelù, la parte tenera (e inedita) del Diablo in spettacoli.tiscali.it/, 16 maggio 2014.
  20. ^ I Litfiba: esoterismo o provocazioni? in La Stampa, 21 febbraio 2014.
  21. ^ Michele Chisena, Piero Pelù: Sono un ribelle e qui lo scrivo, 15 aprile 2014.
  22. ^ Marcia della Pace Trieste - Sarajevo 1991, cercavamolapace.org.
  23. ^ Pavarotti e Bono tra i bimbi di Mostar in Corriere della Sera, 21 dicembre 1997, p. 37.
  24. ^ Laura Putti, Le stelle di Mostar in La Repubblica, 22 dicembre 1997.
  25. ^ Piero Pelù: sulle orme di Augusto Daolio in musicalnews.com, 12 febbraio 2001.
  26. ^ Pierluigi Lucadei, Artisti toscani contro la pena di morte in ilmascalzone.it, 12 novembre 2005.
  27. ^ Concerto Primo Maggio, "siamo un milione". Pelù a Renzi: boy scout di Gelli. Ciclone rap, repubblica.it, 1º maggio 2014. URL consultato il 16 maggio 2015.
  28. ^ 1º maggio, polemica infinita, Pelù “Mi scuso con italiani ma Renzi è un bugiardo”, termometropolitico.it, 2 maggio 2014. URL consultato il 16 maggio 2015.
  29. ^ Orazio La Rocca, Pelù impegnato e premiato in nome di Augusto Daolio in Repubblica.it, 18 febbraio 2001.
  30. ^ Premio Videoclip Italiano al MEI: Piero Pelù
  31. ^ Albo d'oro del Premio Lunezia
  32. ^ Met - Montespertoli: A Piero Pelu’ Il Premio Speciale Spiga D’Argento

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ronzani, S. (1990), Proibito. La biografia ufficiale dei Litfiba, Roma, Arcana Editore|Edizioni Arcana. Nel '93 ne fu stampata una versione aggiornata.
  • Ronzani, S. (1993), Terremoto. I brani dei Litfiba e la loro storia, Roma, Edizioni Arcana
  • Cotto, M.; Pelù, P. (2000), Perfetto difettoso, Milano, Mondadori,
  • Casini B. (2009), In viaggio con i Litfiba, Edizioni Zona.
  • Cotto, M.; Pelù, P. (2014), Identikit di un ribelle, Rizzoli Editore.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN8267071