Matita copiativa

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Matita copiativa con cappuccio metallico
Matite copiative di diversi colori

Una matita copiativa è un particolare tipo di matita la cui mina è indelebile e cancellabile solo per abrasione.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Mentre la matita normale ha la mina di sola grafite, quella della matita copiativa contiene anche coloranti derivati dall'anilina e dei pigmenti, solubili in acqua. Il segno che ne risulta può essere cancellato solo per abrasione.

Diversamente dalle matite di sola grafite, il tratto di matita copiativa svela ogni tentativo di cancellazione tramite solvente, lasciando evidenti macchie sulla carta, essendo quindi immune da una manomissione altrimenti difficile da smascherare. Se si cancella il tratto di una matita copiativa utilizzando una gomma per cancellare, viene rimossa solo la componente in grafite del segno, lasciando visibili i pigmenti.

Le matite copiative sono un oggetto reperibile in commercio senza particolari difficoltà, non avendo una composizione chimica brevettata.

Utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

Le matite copiative erano comunemente utilizzate per firmare contratti e atti pubblici, prima dell'invenzione della penna a sfera.

Oggi sono soprattutto utilizzate per l'espletamento delle operazioni di voto durante le elezioni: infatti, in passato, non essendo diffusa la penna a sfera, ed essendo poco agevole votare con penna e calamaio, fu individuato nella matita copiativa un mezzo uniforme e difficilmente cancellabile per esprimere il voto.

La matita copiativa serve a impedire cancellature e manomissioni dei segni che gli elettori appongono sulle schede elettorali. Per il voto è più idonea della penna a sfera perché quest'ultima lascia una traccia che può essere visibile sul lato opposto della scheda, con possibili conseguenze negative per la garanzia del diritto alla segretezza del voto; la penna, inoltre, ha più possibilità di rottura, con il conseguente rischio di macchiare le schede, mentre la matita può agevolmente essere temperata. Se l'elettore dovesse sovrapporre le schede, nell'esprimere una preferenza su più schede elettorali, la matita copiativa non lascerebbe segni sulle schede sottostanti. Inoltre, non lascia trasparire segni sul retro della scheda, una volta piegata, prima di metterla nell'urna.

Infine, se il tratto lasciato dall'elettore è poco marcato, oppure è apposto su un simbolo scuro, è comunque visibile in controluce il segno della matita copiativa con riflessi violacei, senza il quale la scheda sembrerebbe bianca.

Operazioni di voto[modifica | modifica wikitesto]

L'utilizzo elettorale delle matite copiative non è previsto in tutti i Paesi, nemmeno tra quelli europei, che hanno sistemi elettorali autonomi e diversi.

Italia e San Marino[modifica | modifica wikitesto]

Una matita copiativa in dotazione ai seggi elettorali: prima della scritta è visibile, inciso, un codice numerico

Le matite copiative sono state utilizzate in tutte le votazioni italiane, a partire dal referendum fra monarchia e repubblica del 1946; il loro utilizzo era stato introdotto con DLL numero 1 del 7 gennaio 1946[1].

Nell'Italia repubblicana l'utilizzo della matita copiativa durante le votazioni è stato in seguito confermato con il testo unico numero 26 del 5 febbraio 1948[2] e con il successivo testo unico numero 361 del 1957[3], anche se disposizioni in merito all'utilizzo della matita copiativa non sono state modificate dal dopoguerra ad oggi.

Gli elettori italiani possono votare esclusivamente con la matita copiativa che viene loro fornita dal presidente di seggio, presso gli uffici elettorali di sezione, pena la nullità del voto e della scheda elettorale: le schede sulle quali è apposto un simbolo con matita non copiativa o penna sono infatti nulle, anche se è chiara l'intenzione di voto dell'elettore ed è stata espressa una scelta compatibile con le regole.

Le matite copiative sono consegnate insieme al materiale elettorale e sono proprietà dello Stato, tanto da essere marchiate sul fusto con la scritta Ministero dell'Interno - Servizio Elettorale. Al termine dello spoglio dei voti devono essere restituite dai membri del seggio, e gli elettori che non le riconsegnano al presidente di seggio insieme alla scheda incorrono in una sanzione pecuniaria da 103 euro a 309 euro[2]: i membri del seggio sono pertanto tenuti a controllare e conservare le matite copiative.

Negli anni ottanta del XX secolo il Consiglio di Stato della Repubblica Italiana, sulla base del D.P.R 16 maggio 1960, n. 570 ("Testo unico delle leggi per la composizione e la elezione degli organi delle amministrazioni comunali"), affermò con sentenza n. 660 del 26 ottobre 1987 la validità del voto espresso anche con matita umettata[4].

Durante le elezioni politiche italiane del 2008 e le elezioni europee del 2009 sono stati segnalati casi di matite facilmente cancellabili con una gomma; non è stato possibile individuare se si trattasse di matite classiche o copiative[5].

La Repubblica di San Marino adotta regole analoghe a quelle italiane[6].

Germania[modifica | modifica wikitesto]

In Germania il voto può essere espresso con una qualunque matita o penna, in linea di principio anche una portata autonomamente dall'elettore[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Decreto legislativo luogotenenziale 7 gennaio 1946, n. 1, in materia di "Ricostituzione delle Amministrazioni comunali su base elettiva"
  2. ^ a b Decreto del presidente della Repubblica 5 febbraio 1948, n. 26, in materia di "Testo unico delle leggi per la elezione della Camera dei Deputati"
  3. ^ Decreto del presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di "Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera del deputati"
  4. ^ Legge 17 febbraio 1968, n. 108 "Norme per la elezione dei Consigli regionali delle Regioni a statuto normale"
  5. ^ Bruno Persano, Elezioni, il giallo delle matite copiative: "Si possono cancellare con una gomma", 7 giugno 2009. URL consultato il 27 maggio 2014.
  6. ^ Legge qualificata 11 maggio 2007, n.1, in materia di elezioni e campagne elettorali
  7. ^ (DE) Ist die Verwendung von Bleistiften zur Kennzeichnung der Stimmzettel zulässig? in bundeswahlleiter.de, 2012. URL consultato il 27 maggio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]