Matita

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Matite HB

Una matita, o lapis, è uno strumento per disegnare, colorare e scrivere. Oltre alla classica matita esiste anche la cosiddetta portamine o semplicemente matita a mine che utilizza appunto le mine di grafite che si differenziano per grandezza (0,5 mm, 0,7 mm ecc.).

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il vocabolo deriva dal latino lapis haematitas che significa "pietra di ematite": prima della scoperta della grafite venivano infatti utilizzati, con funzioni analoghe, bastoncini di carbone o di ematite (un ossido di ferro).

« Lapis, così si chiamava volgarmente certa spezie di terra rossa, detta da' Toscani Rubrica, la quale si sega in pezzetti sottili e bislunghi, e con essi resi acuti si scrive: ed è di varie sorte, come di color di piombo, e si chiama Lapis Piombino; e negro, e Lapis nero si appella. »
(Gaetano Volpi, 1756)

Storia[modifica | modifica sorgente]

Matite colorate russe del 1959

La matita come la conosciamo attualmente fu creata nella seconda metà del XVI secolo, dopo la scoperta da Cumberland, in Inghilterra, di miniere del minerale detto grafite. Fu scoperto un giacimento di grafite estremamente pura e solida che venne inizialmente utilizzata per segnare il bestiame. L'attuale costruzione della matita costituita da un'anima di grafite inserita in un profilo cilindrico o esagonale di legno, tipicamente pioppo, viene attribuita a due italiani, Simonio e Lyndiana Bernacotti.

Portamine per mine di diversa sezione

La matita comune si presenta come un bastoncino di legno, solitamente a sezione esagonale per una corretta impugnatura, al cui interno è inserita un'anima di grafite o di altro materiale chiamata mina. Un'estremità della matita si appuntisce in maniera da rimuovere il rivestimento di legno e far emergere la punta della mina per poter così tracciare il colore. La punta della matita si effettua con il temperamatite (o temperino), apposito strumento a lama. L'utilizzo del temperino è necessario periodicamente, perché la grafite si consuma all'uso ed è necessario far la punta per far sì che la matita lasci un tratto preciso.

La matita può avere la mina composta prevalentemente di grafite (il tratto sarà dunque grigio scuro) o colorata. Le matite colorate prendono il nome di pastelli, e per i differenti utilizzi che hanno si distinguono dalla matita comune.

Alcune delle comuni matite, destinate ad uso domestico e didattico, presentano una piccola gomma all'estremità non appuntita per cancellare velocemente.

Esiste un tipo particolare di matita chiamato portamine, costituito da una struttura in plastica o in metallo leggero contenente una serie di sottili mine di grafite. Premendo il pulsante all'estremità del portamine, viene fatta fuoriuscire una mina. In questo modo non è più necessario far la punta alla matita.

Le matite, assieme ad altri oggetti abitualmente utilizzati per la scrittura, quali la gomma, il temperamatite, le penne, vengono solitamente custodite in un astuccio.

La maggioranza delle matite prodotte negli USA sono di colore giallo. La tradizione ebbe inizio nel 1890 quando L. & C. Hardtmuth in Austro Ungheria introdusse la marca Koh-I-Noor, dal nome di un celebre diamante. Il colore giallo voleva attirare l'attenzione sulla qualita' della matita, sulla provenienza (asiatica) della grafite e sui colori della casa d'Asburgo (giallo-nero).

Altre marche copiarono il colore in maniera che anche le loro matite venissero associate al concetto di elevata qualità.

Utilizzi[modifica | modifica sorgente]

Matite colorate

La matita viene utilizzata per scrivere quasi esclusivamente su carta. Il suo tratto lascia una traccia relativamente debole, tanto che può essere facilmente rimossa con strumenti come la gomma per cancellare. Per questa sua proprietà, la matita è adatta soprattutto per il disegno, sia artistico che tecnico, e come mezzo veloce e cancellabile di scrittura.

Le matite colorate sono destinate ai disegni artistici, e costituiscono una tecnica vera e propria.

Un particolare tipo di matite, le matite copiative, sono utilizzate in tutte le votazioni italiane.

Durezza[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Scala di durezza delle matite.

Esistono diversi tipi di matite, a seconda delle caratteristiche di durezza e di composizione della mina. Le matite da disegno si differenziano in 22 tipologie: EE (morbidissima), EB, 9B, 8B, 7B, 6B, 5B, 4B, 3B, 2B, B (morbide) HB (media), F, H, 2H, 3H, 4H, 5H, 6H, 7H, 8H, 9H (durissima). Le matite più morbide permettono di ottenere un nero intenso (spesso indispensabili nei disegni artistici), mentre quelle più dure vengono prevalentemente utilizzate nel disegno tecnico.

Un particolare tipo di matita da disegno artistico è il carboncino, dal tratto molto morbido, il quale consente una grande possibilità di gradazione del colore.

Matite più spesse e con la punta anche grezza sono utilizzate nella falegnameria e nell'edilizia in generale per riportare velocemente misure e rilevamenti.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Marco Bini, Tecniche grafiche e rappresentazione degli elementi dell'Architettura, Editrice Alinea, Firenze, 2001, ISBN 88-8125-572-3
  • Gaetano Volpi, Del furore d'aver libri, Marco Valerio, 2003, p. 34
  • Henry Petroski, The pencil: a history of design and circumstance, Faber & Faber, Londra, 1990. ISBN 0-394-57422-2

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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