Franca Rame

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sen. Franca Rame
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Parabiago
Data nascita 18 luglio 1929
Luogo morte Milano
Data morte 29 maggio 2013 (83 anni)
Partito Italia dei Valori
Legislatura XV
Gruppo Gruppo Misto
Coalizione L'Unione
Circoscrizione Piemonte
Incarichi parlamentari
  • Membro della I Commissione permanente (Affari Costituzionali)
  • Membro della V Commissione permanente (Bilancio)
  • Membro della VIII Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni)
  • Membro della Commissione parlamentare di inchiesta sugli infortuni sul lavoro, con particolare riguardo alle cosiddette "morti bianche"
  • Membro della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito
  • Membro della Commissione parlamentare per l'infanzia
Pagina istituzionale

Franca Rame (Parabiago, 18 luglio 1929Milano, 29 maggio 2013) è stata un'attrice teatrale, drammaturga e politica italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dario Fo e Franca Rame alla nascita del loro figlio Jacopo (1955)
Franca Rame nel 1956

Nata a Villastanza, frazione di Parabiago, in una famiglia con antiche tradizioni teatrali, maggiormente legate al teatro dei burattini e delle marionette, risalenti al 1600, è stata figlia d'arte: il padre Domenico Rame era un attore e la madre Emilia Baldini fu prima maestra, poi attrice. Anche il fratello Enrico (1916 - 1986) intraprese la carriera di attore.

Debuttò nel mondo dello spettacolo appena nata: fu subito impiegata, infatti, per i ruoli da infante nelle commedie allestite dalla compagnia di giro familiare. Nel 1950, assieme a una delle sorelle, decise di prodursi nella rivista: nella stagione 1950-51 venne infatti scritturata nella compagnia primaria di prosa di Tino Scotti per lo spettacolo Ghe pensi mi di Marcello Marchesi, in scena al Teatro Olimpia di Milano.

Il 24 giugno 1954 sposò l'attore Dario Fo a Milano nella basilica di Sant'Ambrogio. Dall'unione il 31 marzo 1955 nacque a Roma il figlio Jacopo. Nel 1958, insieme al marito, fondò la Compagnia Dario Fo-Franca Rame (Fo è il regista e il drammaturgo del gruppo, Franca Rame la prima attrice e l'amministratrice) che, negli anni seguenti, avrebbe ottenuto grandissimo successo commerciale nel circuito dei teatri cittadini istituzionali.

Presenta, insieme a Dario Fo, l'edizione del 1962 di Canzonissima. La RAI sottrasse la conduzione del programma a Dario Fo e Franca Rame dopo le prime sette puntate; vennero poi sostituiti da Sandra Mondaini e Tino Buazzelli. La pietra dello scandalo: uno sketch su un costruttore edile che si rifiutava di dotare di misure di sicurezza la propria azienda. La satira, sebbene espressa con battute semplici ed ironiche, fece emergere con evidenza la drammaticità delle condizioni lavorative nell'edilizia (e, per estensione, in altri settori di manovalanza, allora gran parte della forza lavoro italiana) provocando proteste e polemiche. A seguito di interrogazioni parlamentari e di accesi dibattiti sulla stampa dell'epoca, Fo e Rame furono costretti a lasciare la trasmissione.

Nel 1968, sempre al fianco di Dario, abbracciò l'utopia sessantottina, uscì dal circuito dell'ETI, fondò il collettivo Nuova Scena dal quale, dopo aver assunto la direzione di uno dei tre gruppi in cui era diviso per rispondere alla domanda del pubblico, si separò per divergenze politico-ideologiche assieme al marito: ciò avrebbe portato alla nascita di un altro gruppo di lavoro, detto La Comune (impegnato come Nuova Scena nei circoli Arci e nei luoghi fino ad allora non deputati per lo spettacolo dal vivo come, fra gli altri, le case del popolo, le fabbriche e le scuole occupate), con cui interpretò spettacoli di satira e di controinformazione politica anche molto feroci. Si ricordano almeno Morte accidentale di un anarchico e Non si paga, Non si paga.

Insieme al marito Dario Fo sostenne l'organizzazione Soccorso Rosso Militante tramite la quale, fra l'altro, si schierò in difesa di Achille Lollo[1][2], anche mediante una lettera aperta al presidente della Repubblica Giovanni Leone[3]. Lollo era, al momento dell'intervento in suo favore da parte di Franca Rame, accusato dell'omicidio dei fratelli Mattei nel rogo di Primavalle; a quell'epoca, un'abile campagna di disinformazione e depistaggio orchestrata da Potere Operaio aveva convinto parte dell'opinione pubblica (fra cui vari intellettuali e politici di sinistra) dell'innocenza di Lollo[4]; costui, nella sentenza di primo grado, emessa nel 1975, fu assolto per insufficienza di prove, ma la sua colpevolezza fu poi riconosciuta (assieme a quella dei coimputati Marino Clavo e Manlio Grillo) nella sentenza d'appello, emanata nel 1986 e confermata definitivamente dalla Cassazione, e fu in seguito ammessa dagli stessi Grillo e Lollo ormai latitanti all'estero[5].

A partire dalla fine degli anni settanta Rame partecipò al movimento femminista: iniziò a interpretare testi di propria composizione come Tutta casa, letto e chiesa, Grasso è bello!, La madre. Nel 1971 sottoscrisse la lettera aperta pubblicata sul settimanale L'Espresso sul caso Pinelli.

Il 9 marzo 1973, Franca Rame fu costretta a salire su un furgoncino da cinque uomini appartenenti all'area dell'estrema destra, dai quali fu poi stuprata a turno e malmenata. La vicenda fu ricordata a distanza di tempo nell'opera Lo stupro, del 1981.[6] Il procedimento penale si concluse solo nel febbraio 1998, comportando la prescrizione del reato. L'esponente dell'estrema destra milanese Biagio Pitarresi ha dichiarato in quell'anno che lo stupro fu "ispirato" da alcuni ufficiali della Divisione Pastrengo dei Carabinieri e citò alcuni nomi degli stupratori: Angelo Angeli, "un certo Muller" e "un certo Patrizio".[7] Il generale dei Carabinieri Nicolò Bozzo, riguardo a questa vicenda, affermò che "un crimine del genere non nasce a livello locale", suggerendo dunque che dietro l'avvenimento ci fosse "una volontà molto superiore" rispetto a quella dell'allora comandante della Pastrengo, Giovanni Battista Palumbo. Bozzo ha inoltre confermato che la notizia dello stupro fu accolta con "manifestazioni di contentezza".[8]

Nel 1999 ricevette la laurea honoris causa da parte dell'Università di Wolverhampton insieme a Dario Fo.

Nelle elezioni politiche del 2006 si candidò capolista al Senato in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Umbria tra le file dell'Italia dei Valori. Venne eletta senatrice in Piemonte[9]. Sempre nel 2006, Antonio Di Pietro la propose come Presidente della Repubblica: raccolse ventiquattro voti[10].

Lasciò il Senato nel 2008, dichiarando che le «istituzioni mi sono sembrate impermeabili e refrattarie a ogni sguardo, proposta e sollecitazione esterna, cioè non proveniente da chi è espressione organica di un partito o di un gruppo di interesse organizzato»[11]. Nel 2009 scrisse assieme al marito Dario Fo la sua autobiografia intitolata Una vita all'improvvisa. Tra dicembre 2011 e marzo 2012 con il marito riportò in scena Mistero buffo in una serie di spettacoli nel nord Italia[12].

Il 19 aprile 2012 venne colpita da un ictus e ricoverata d'urgenza al policlinico di Milano[13]. È morta il 29 maggio 2013, nella sua abitazione di Porta Romana a Milano, all'età di 83 anni[14]. È sepolta nel Famedio del Cimitero Monumentale di Milano a fianco al suo carissimo amico Enzo Jannacci.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Telese, 2006, pag. 83
  2. ^ Il rogo di Primavalle falò delle verità
  3. ^ Cuori neri - Luca Telese - Google Libri
  4. ^ Aldo Giannuli, Bombe a inchiostro, Rizzoli, Milano 2008, pagg. 258-9 e 261.
  5. ^ Aldo Giannuli, Bombe a inchiostro, Rizzoli, Milano 2008, pag. 257.
  6. ^  FrancaRameVideo. Lo Stupro - Franca Rame. YouTube, 25 maggio 2008. URL consultato in data 29 maggio 2013.
  7. ^ Giovanni Maria Bellu, I carabinieri ci dissero: stuprate Franca Rame in la Repubblica, 10 febbraio 1998, p. 27. URL consultato il 29 maggio 2013.
  8. ^ "La violenza a Franca Rame fu decisa molto in alto" in Corriere della Sera, 13 febbraio 1998, p. 15. URL consultato il 29 maggio 2013.
  9. ^ Franca Rame eletta senatrice «Battaglia contro gli sprechi», Corriere della Sera, 12 aprile 2006. URL consultato il 30 maggio 2013.
  10. ^ Quirinale, prima fumata nera l'Unione vota bianca, Letta fermo a 369, La Repubblica, 8 maggio 2006. URL consultato il 30 maggio 2013.
  11. ^ Franca Rame: le mie dimissioni (PDF), francarame.it, 15 gennaio 2008. URL consultato il 30 maggio 2013.
  12. ^ Franca Rame e Dario Fo di nuovo in scena con Mistero buffo
  13. ^ Franca Rame colpita da ictus, ricoverata, Ansa, 19 aprile 2012. URL consultato il 29 maggio 2013.
  14. ^ È morta Franca Rame, aveva 84 anni, Corriere.it, 29 maggio 2013. URL consultato il 29 maggio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franca Rame, Joseph Farrell, Non è tempo di nostalgia, Pisa-Cagliari, Della Porta Editori, 2013
  • Franca Rame, Dario Fo, Una vita all'improvvisa, Parma, Guanda, 2009.
  • Luciana d'Arcangeli.'The Rape by Franca Rame: Political Violence and Political Theatre' in Pierpaolo Antonello and Alan O'Leary (eds) "Imagining Terrorism: The Rhetoric and Representation of Political Violence in Italy, 1969-2009". Oxford, Legenda, 2009, pp. 101–115.
  • Luciana d'Arcangeli. "I personaggi femminili nel teatro di Dario Fo e Franca Rame". Firenze, Cesati, 2009.
  • Concetta D'Angeli, Simone Soriani. "Una coppia d'arte: Dario Fo e Franca Rame. Pisa, Plus, 2006.
  • Luciana d'Arcangeli. 'Intervista a Franca Rame: Conversazione difficile con Franca Rame sul tema della violenza sessuale, la stesura del suo monologo "Lo stupro" (1975) ed il successivo lavoro di rappresentazione teatrale'. Il gabellino, Grosseto, anno VII, numero 12, novembre 2005, dossier n.13, pp. 2–5.
  • Luciana d'Arcangeli. 'Dario Fo, Franca Rame and the Censors" in Guido Bonsaver and Robert Gordon (eds) "Culture, Censorship and the State in 20th Century Italy. Oxford, Legenda, 2005, pp.158-167.
  • Luciana d'Arcangeli. 'Madness in the Theatre of Dario Fo and Franca Rame'. Forum Italicum, Stony Brook (NY), Spring, 2005, pp.138-165.
  • Laura Ciccarelli.'Franca Rame: dall'arte alla vita. In "Storie di donne che non si arrendono" ed Donne nel novecento. 2012
  • Luciana d'Arcangeli. 'Franca Rame e Maria Jatosti: due piedistalli a confronto'. Il gabellino, Grosseto, anno V, numero 7, maggio 2003, dossier n.8, pp. 5–7.
  • Luciana d'Arcangeli. 'Franca Rame: Pedestal, Megaphone or Female Jester?' in Ed Emery (ed) "Research Papers on the Theatre of Dario Fo and Franca Rame. Cambridge, 28-30 April 2000". London and Sydney, Red Notes, 2002,pp. 49–59.
  • Walter Valeri (ed) Franca Rame. A Woman on Stage". West Lafayette, Bordighera Press - Purdue University, Indiana 2000.
  • Luca Telese - Cuori Neri. Dal rogo di Primavalle alla morte di Sergio Ramelli ISBN 8820036150

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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