Strage di Bologna

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Coordinate: 44°30′22″N 11°20′32″E / 44.50611°N 11.34222°E / 44.50611; 11.34222

Strage di Bologna
Stragedibologna-2.jpg
L'ala ovest della stazione di Bologna, crollata a seguito dell'esplosione dell'ordigno che causò la strage
Stato Italia Italia
Luogo Bologna
Obiettivo Stazione ferroviaria
Data 2 agosto 1980
10:25
Tipo Attentato dinamitardo
Morti 85
Feriti 200
Responsabili Giuseppe Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini
Sospetti NAR, servizi segreti libici, Banda della Magliana
Motivazione Terrorismo

La strage di Bologna, compiuta sabato 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna, è uno degli atti terroristici più gravi avvenuti in Italia nel secondo dopoguerra. Come esecutori materiali furono individuati dalla magistratura alcuni militanti di estrema destra, appartenenti ai NAR, tra cui Giuseppe Valerio Fioravanti. La strage uccise 85 persone e ne ferì oltre 200.

Indice

L'esplosione e la reazione della città [modifica]

Cittadini e vigili del fuoco trasportano all'esterno della stazione uno dei feriti
L'autobus della linea 37, utilizzato come pronto soccorso mobile di fronte alla stazione

Il 2 agosto 1980 alle 10:25, nella sala d'aspetto di 2ª classe della stazione di Bologna, affollata di turisti e di persone in partenza o di ritorno dalle vacanze, un ordigno a tempo, contenuto in una valigia abbandonata, esplose, causando il crollo dell'ala ovest dell'edificio. L'esplosivo, di fabbricazione militare, era posto nella valigia, sistemata a circa 50 centimetri d'altezza su di un tavolino portabagagli sotto il muro portante dell'ala ovest, allo scopo di aumentarne l'effetto[1]; l'onda d'urto, insieme ai detriti provocati dallo scoppio, investì anche il treno Ancona-Chiasso, che al momento si trovava in sosta sul primo binario, distruggendo circa 30 metri di pensilina, ed il parcheggio dei taxi antistante l'edificio.
L'esplosione causò la morte di 85 persone ed il ferimento o la mutilazione di oltre 200.

Manifestazione di protesta in Piazza Maggiore a Bologna, durante la celebrazione dei funerali delle vittime

La città reagì con orgoglio e prontezza: molti cittadini, insieme ai viaggiatori presenti, prestarono i primi soccorsi alle vittime e contribuirono ad estrarre le persone sepolte dalle macerie e, immediatamente dopo l'esplosione, la corsia di destra dei viali di circonvallazione del centro storico di Bologna, su cui si trova la stazione, fu riservata alle ambulanze ed ai mezzi di soccorso.
Dato il grande numero di feriti, non essendo tali mezzi sufficienti al loro trasporto verso gli ospedali cittadini, i vigili impiegarono anche autobus, in particolare quello della linea 37, auto private e taxi. Al fine di prestare le cure alle vittime dell'attentato, i medici ed il personale ospedaliero fecero ritorno dalle ferie, così come i reparti, chiusi per le festività estive, furono riaperti per consentire il ricovero di tutti i pazienti.
L'autobus 37 divenne, insieme all'orologio fermo alle 10:25, uno dei simboli della strage.

Nei giorni successivi la centrale Piazza Maggiore ospitò imponenti manifestazioni di sdegno e di protesta da parte della popolazione e non furono risparmiate accese critiche e proteste rivolte ai rappresentanti del Governo, intervenuti il giorno 6 ai funerali delle vittime celebrati nella Basilica di San Petronio. Gli unici applausi furono riservati al presidente Sandro Pertini, giunto con un elicottero a Bologna alle 17.30 del giorno della strage, che in lacrime affermò di fronte ai giornalisti: «non ho parole, siamo di fronte all'impresa più criminale che sia avvenuta in Italia»[2].

Struttura dell'ordigno [modifica]

La bomba era composta da 23 kg di esplosivo, una miscela di 5 kg di tritolo e T4 detta "Compound B", potenziata da 18 kg di gelatinato (nitroglicerina ad uso civile)[3][4].

Indagini giudiziarie [modifica]

Nell'immediatezza dell'attentato la posizione ufficiale sia del Governo italiano, allora presieduto dal Senatore democristiano Francesco Cossiga, che delle forze di polizia fu quella dell'attribuzione dello scoppio a cause fortuite, ovvero all'esplosione di una vecchia caldaia sita nel sotterraneo della stazione; tuttavia, a seguito dei rilievi svolti e delle testimonianze raccolte sul luogo dell'esplosione, apparve chiara la natura dolosa dell'esplosione, rendendo palese una matrice terrorista, che contribuì ad indirizzare le indagini nell'ambiente del terrorismo nero.

L'Unità nella edizione del 03 agosto attribuiva la responsabilità dell'attentato all'area fascista.

Già il 26 agosto 1980 la Procura della Repubblica di Bologna emise ventotto ordini di cattura nei confronti di militanti di estrema destra dei Nuclei Armati Rivoluzionari: Roberto Fiore e Massimo Morsello (futuri fondatori di Forza Nuova), Gabriele Adinolfi, Francesca Mambro, Elio Giallombardo, Amedeo De Francisci, Massimiliano Fachini, Roberto Rinani, Giuseppe Valerio Fioravanti, Claudio Mutti, Mario Corsi, Paolo Pizzonia, Ulderico Sica, Francesco Bianco, Alessandro Pucci, Marcello Iannilli, Paolo Signorelli, PierLuigi Scarano, Francesco Furlotti, Aldo Semerari, Guido Zappavigna, GianLuigi Napoli, Fabio De Felice, Maurizio Neri. Vengono subito interrogati a Ferrara, Roma, Padova e Parma. Tutti saranno scarcerati nel 1981.

Fasi principali del processo:

  • 19 gennaio 1987: inizio del processo di primo grado
  • 25 ottobre 1989: inizio del processo d'appello
  • 18 luglio 1990: pronuncia della sentenza, gli imputati sono tutti assolti dall'accusa di strage
  • 12 febbraio 1992: le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione dichiarano che il processo d'Appello dev'essere rifatto, in quanto la sentenza viene definita illogica, priva di coerenza, non ha valutato in termini corretti prove e indizi, non ha tenuto conto dei fatti che precedettero e seguirono l'evento, immotivata o scarsamente motivata, in alcune parti i giudici hanno sostenuto tesi inverosimili che nemmeno la difesa aveva sostenuto
  • ottobre 1993 inizia il secondo processo d'appello
  • 16 maggio 1994: pronuncia della sentenza che conferma l'impianto accusatorio del processo di primo grado
  • 23 novembre 1995: pronuncia della sentenza della Corte di Cassazione che conferma quella del secondo processo d'Appello.

Depistaggi e disinformazione [modifica]

Licio Gelli, Maestro Venerabile della loggia massonica P2, condannato per il depistaggio delle indagini

Vi furono svariati episodi di depistaggio, organizzati per far terminare le indagini, dei quali il più grave è quello ordito da parte di alcuni vertici dei servizi segreti del SISMI, tra i quali Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte (affiliati alla loggia P2), che fecero porre in un treno a Bologna, da un sottufficiale dei carabinieri, una valigia piena di esplosivo, dello stesso tipo che fece esplodere la stazione, contenente oggetti personali di due estremisti di destra, un francese e un tedesco. Musumeci produsse anche un dossier fasullo, denominato "Terrore sui treni", in cui riportava gli intenti stragisti dei due terroristi internazionali in relazione con altri esponenti dell'eversione neofascista, tutti legati allo spontaneismo armato, senza legami politici, quindi autori e allo stesso tempo mandanti della strage.

Francesco Cossiga, il 15 marzo 1991, al tempo della sua presidenza della Repubblica, affermò di essersi sbagliato a definire "fascista" la strage alla stazione di Bologna e di essere stato male informato dai servizi segreti. Attorno a questa strage, come era già avvenuto per la Strage di piazza Fontana nel 1969, si sviluppò un cumulo di affermazioni, controaffermazioni, piste vere e false, tipiche di altri tragici avvenimenti della cosiddetta strategia della tensione.

Condanne [modifica]

Lentamente e con fatica, attraverso una complicata e discussa vicenda politica e giudiziaria, e grazie alla spinta civile dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, si giunse ad una sentenza definitiva della Corte di Cassazione il 23 novembre 1995. Vennero condannati all'ergastolo, quali esecutori dell'attentato, i neofascisti dei NAR Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, che si sono sempre dichiarati innocenti, mentre l'ex capo della P2 Licio Gelli, l'ex agente del SISMI Francesco Pazienza e gli ufficiali del servizio segreto militare Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte vennero condannati per il depistaggio delle indagini.

Il 9 giugno 2000 la Corte d'Assise di Bologna emise nuove condanne per depistaggio: 9 anni di reclusione per Massimo Carminati, estremista di destra, e quattro anni e mezzo per Federigo Mannucci Benincasa, ex direttore del SISMI di Firenze, e Ivano Bongiovanni, delinquente comune legato alla destra extraparlamentare. Ultimo imputato per la strage è Luigi Ciavardini, con condanna a 30 anni confermata nel 2007. Anche lui continua a dichiararsi innocente.

Eventuali mandanti della strage non sono mai stati scoperti.

Ipotesi alternative [modifica]

I primi soccorsi

A causa del protrarsi negli anni delle vicende giudiziarie e dei numerosi comprovati depistaggi, intorno ai veri esecutori e ai mandanti dell'attentato si sono sempre sviluppate numerose ipotesi e strumentalizzazioni politiche divergenti dai fatti processuali che hanno portato alle condanne definitive dei presunti esecutori materiali della strage.

  • Tra il 1999 e il 2006, durante i lavori istruttori della Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi (XIII legislatura, 1996-2001) e poi della Commissione d'inchiesta concernente il «dossier Mitrokhin» e l'attività d'intelligence italiana (XIV legislatura, 2001-2006) sono emersi elementi inediti sui collegamenti internazionali del terrorismo italiano e sulle reti dei servizi segreti dell'ex blocco sovietico e dei principali Paesi arabi come Siria, Libano, Libia, Yemen del Sud e Iraq. Grazie a queste informazioni è stato possibile riannodare i fili di una trama occultata per 25 anni e scoprire i punti nevralgici di uno dei segreti più sensibili della Repubblica: – gli accordi con la dirigenza palestinese (cosiddetto «lodo Moro»); – i retroscena del traffico di armi tra l'Fplp e l'Italia; – le minacce al governo italiano per il sequestro dei missili di Ortona e l'arresto del capo dell'Fplp in Italia Abu Anzeh Saleh; – i legami di Abu Anzeh Saleh con il terrorista internazionalista Ilich Ramírez Sánchez, detto Carlos; – l'allarme dell'antiterrorismo italiano ai servizi segreti tre settimane prima della strage; – il fallimento delle manovre della nostra intelligence per evitare l'azione ritorsiva; – l'arrivo in Italia il 1º agosto 1980 del terrorista tedesco Thomas Kram legato al gruppo Carlos e ai palestinesi, e presente a Bologna il giorno della strage. A fronte di queste evidenze il 17 novembre 2005 la procura bolognese apre un procedimento contro ignoti (7823/2005 RG) Dossier.
  • È da tenere in considerazione il fatto che il 27 giugno 1980, ovvero 35 giorni prima della strage della stazione, da Bologna era partito l'aereo DC9 Itavia volo IH870 per Palermo, che fu misteriosamente abbattuto al largo di Ustica provocando la morte di 81 persone. Un fatto grave che nessuno ha mai spiegato chiaramente. Le versioni ufficiali hanno sempre tenuto le due stragi separate al punto che tuttora per l'opinione pubblica italiana i due fatti appaiono slegati da qualsiasi fattore o nesso comune. Esiste tuttavia la possibilità che alcuni servizi segreti(CIA, Mossad) avessero provocato la strage di Bologna al fine di mettere sotto pressione il governo italiano e il suo filoarabismo ("lodo Moro"), in quanto considerato ambiguo e controproducente agli interessi atlantici. Tale filoarabismo dello Stato italiano avrebbe suggerito la protezione del Colonnello Gheddafi nel presumibile attacco subito nei cieli di Ustica il 27 giugno di quella stessa estate. Questo spiegherebbe la copertura successiva e la deviazione delle indagini sulla strage da parte dello Stato italiano. Tale ipotesi potrebbe anche coincidere con la tesi del terrorista Carlos.
  • C'è anche chi pensa che la Libia stessa abbia avuto una larga parte nella strage di Bologna quale ritorsione per l'attacco al Colonnello Gheddafi avvenuto presumibilmente a Ustica il 27 giugno del 1980.
  • Nel maggio 2007 il figlio di Massimo Sparti (malvivente legato alla banda della Magliana e principale accusatore di Fioravanti) dichiara «mio padre nella storia del processo di Bologna ha sempre mentito».[9]
  • In un allegato pubblicato in fascicoli del settimanale di destra L'Italia Settimanale nel corso del 1994 intitolato "Storia della prima Repubblica" viene fornita una particolare ipotesi sulla strage; viene accomunata alla strage di Ustica (ne viene definita letteralmente il "bis"); poi viene paragonata al caso di Enrico Mattei e al caso Moro. Il testo prosegue con
« L'Italia dalla nascita della prima Repubblica è stata, come tutti sanno, un paese a sovranità limitata (...) ora, nel momento in cui, per questioni contingenti (...) ha fatto - raramente - scelte che si sono rivelate in contrasto con le alleanze di cui vi dicevo, ha compiuto, detto in termini politico-mafioso-diplomatici, uno "sgarro". E come nella mafia quando un picciotto sbaglia finisce in qualche pilone di cemento o viene privato di qualche parente (in gergo si chiama "vendetta trasversale"). Così è fra gli Stati: quando qualche paese sbaglia, non gli si dichiara guerra; ma gli si manda un "avvertimento", sotto forma di bomba, che esplode in una piazza, su di un treno, su una nave, ecc ecc »

Senza contestare le sentenze giudiziarie che hanno riconosciuto gli esecutori materiali, il testo vuole indicare i mandanti.

  • Il 19 agosto 2011 la Procura di Bologna pone sotto indagine due terroristi tedeschi, Thomas Kram e Christa Margot Frohlich, entrambi legati al gruppo del terrorista Carlos, i quali risulterebbero presenti a Bologna il giorno dell'attentato, seguendo così la pista del terrorismo palestinese, mai accettata dal presidente dell'Associazione famigliari vittime Paolo Bolognesi e invece ripetutamente riproposta da Francesco Cossiga.[10]

Vittime [modifica]

Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 [modifica]

L'Associazione si costituì il 1º giugno 1981 allo scopo di "ottenere con tutte le iniziative possibili la giustizia dovuta"; costituita inizialmente da 44 persone, il numero di associati crebbe fino ad arrivare a 300 elementi.

L'Associazione negli anni successivi alla strage è rimasta attiva, tanto per il ricordo della strage quanto per proporre iniziative che si sono affiancate alle indagini; con scadenza quadrimestrale i componenti sono soliti recarsi presso il tribunale, al fine di incontrare i magistrati inquirenti e, esaurito l'incontro, indicendo una conferenza stampa a scopo informativo sullo stato delle cose.

Il 6 aprile 1983, l'Associazione, assieme alle Associazioni delle vittime delle stragi di Piazza Fontana, Piazza della Loggia e del treno Italicus, costituì, con sede a Milano, l'Unione dei Familiari delle Vittime per Stragi[11].

In memoria della strage [modifica]

Il foro nel pavimento provocato dalla bomba, sito al di sotto della lapide contenente i nomi delle vittime
Lapide UNESCO a memoria della strage
L'orologio della stazione, fermo perennemente alle ore 10.25 in memoria del momento della strage. L'orologio venne riparato e fatto ripartire, ma la città di Bologna volle che fosse fermato di nuovo sull'ora della strage[12]

.

Il 2 agosto è considerata la giornata in memoria di tutte le stragi, e la città di Bologna con l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 organizzano ogni anno un concorso internazionale di composizione musicale con concerto in Piazza Maggiore. Per ricordare la strage, nella ricostruzione dell'ala della stazione distrutta è stato creato uno squarcio nella muratura. All'interno, nella sala d'aspetto, è stata mantenuta la pavimentazione originale nel punto dello scoppio. Il settore ricostruito presenta l'intonaco esterno liscio e non "bugnato" come tutto il resto del fabbricato, in modo che sia immediatamente riconoscibile e più visibile. È stato mantenuto intatto uno degli orologi nel piazzale antistante la stazione ferroviaria, quello che si fermò alle 10:25; qualche tempo dopo la strage l'orologio venne rimesso in funzione,[13][14] ma di fronte a decise rimostranze le Ferrovie convennero sull'opportunità che quelle lancette rimanessero ferme a perenne ricordo.

La manifestazione per il trentennale della strage, celebratasi il 2 agosto 2010

Il cippo commemorativo nella stazione di Bologna contiene l'elenco delle "vittime del terrorismo fascista". Durante il mandato di Giorgio Guazzaloca, sindaco di Bologna dal 1999 al 2004, l'esponente locale di Alleanza Nazionale Massimiliano Mazzanti propose al sindaco di non citare più la "matrice fascista" della strage nella commemorazione ufficiale del 2 agosto, anche se confermata con le condanne del 1995.[15] Nonostante le critiche dell'opposizione, il sindaco, pur non ammettendo di aver accolto l'invito che veniva da una parte della sua maggioranza, così fece per tutte e quattro le prime celebrazioni che lo videro protagonista. Dal 2004, invece il nuovo sindaco, Sergio Cofferati, è tornato a scandire la vecchia formula durante la manifestazione ufficiale.

Il 2 agosto 2010, giorno del trentennale della strage, per la prima volta nessun rappresentante del governo è stato presente alla commemorazione svoltasi dapprima in Comune e successivamente nel piazzale antistante la stazione; rappresentante per lo Stato è stato il prefetto di Bologna, Angelo Tranfaglia[16].

Il 24 settembre 2010 è stata posta sul binario 1 della stazione di Bologna una targa commemorativa con cui Unesco dichiara la Strage parte dei Patrimoines pour une Culture de la Paix Onu-Unesco per la promozione di una cultura di pace anche attraverso i patrimoni culturali locali.

Cinema - letteratura - teatro [modifica]

  • Il cortometraggio di Massimo Martelli Per non dimenticare (1992) mostra la vita di diverse persone (interpretate perlopiù da attori famosi, come Giuseppe Cederna, Massimo Dapporto, Giuliana De Sio, etc.) nell'ora immediatamente precedente la strage.
  • Il documentario Iltrentasette di Roberto Greco (2005) contiene le testimonianze di diverse persone che presero parte ai soccorsi.
  • La strage di Bologna è stata ricordata nel romanzo di Giancarlo De Cataldo Romanzo criminale ed appare nell'omonimo film del 2005 con la regia di Michele Placido, in cui viene fatta intendere la responsabilità di uomini dello Stato. Nel film si vede esplodere l'ala est della stazione, anziché l'ala ovest come realmente accadde. L'omonima serie televisiva, trasmessa prima da SKY Cinema 1 e successivamente da Italia 1, ne ha fatto il soggetto dell'undicesima puntata, seguendo la tesi della connivenza dei servizi segreti con gli autori della strage.
  • Maria Fresu, l'unica vittima di cui non venne ritrovato il corpo perché completamente disintegrato dall'esplosione, viene ricordata nella poesia Il nome di Maria Fresu[17] di Andrea Zanzotto.
  • Il tragico evento viene ricordato anche nel film Da zero a dieci di Luciano Ligabue (2002), nel quale Libero, uno dei quattro protagonisti, rivela che un suo amico ha perso la vita, essendo rimasto coinvolto nell'esplosione mentre si trovava alla stazione di Bologna.
  • Il regista Filippo Porcelli ha dedicato tre film alla memoria del 2 agosto 1980: 2 agosto 1980. Oggi (2005), 2 agosto, stazione di Bologna. Binario 9 ¾ (2006) e NowHere (2007).
  • Nell'opera letteraria Sopra il mare, sotto il cielo viene ricordato l'episodio con la testimonianza di una vittima rimasta sorda a causa dell'esplosione.
  • Uno dei racconti[18] della raccolta Bar sport duemila di Stefano Benni si svolge nella stazione di Bologna la mattina della strage e termina un istante prima dell'esplosione.
  • Il 17 agosto del 1980 L'Espresso uscì con un numero speciale sulla Strage. In copertina figurava un quadro a cui Guttuso dette lo stesso titolo del quadro di Goya "Il sonno della ragione genera mostri" ed aggiunse la data del 2 agosto 1980.
  • Nel 2010 viene ripubblicato il libro "Strage" di Loriano Macchiavelli, Einaudi editore, già uscito nel 1990 sotto lo pseudonimo di Jules Quicher e ritirato dalle vendite dopo una settimana in seguito ad una querela. Il romanzo, di stile poliziesco, rappresenta gli avvenimenti della Strage di Bologna e le successive indagini. Nella nota dell'autore viene negato ogni riferimento a personaggi reali.
  • Il narratore Daniele Biacchessi, racconta la strage alla stazione di Bologna negli spettacoli La storia e la memoria e Il paese della vergogna con il gruppo Gang.
  • Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli, nel libro "Appennino di sangue", fanno fare ai due personaggi principali del racconto, un omaggio, seppure indiretto, al ricordo delle vittime. I due personaggi, infatti, giungono nell'area ovest della stazione di Bologna il due agosto alle ore 10:25.
  • Il film del 2010 L'estate di Martino, di Massimo Natale, ricorda nel finale la strage alla stazione, anche se indirettamente, poiché tutta la negatività delle ore 10:25 viene convogliata sul protagonista che muore, lasciando scorrere indenne il momento fatidico, a Bologna.

Note [modifica]

  1. ^ Filmato "Il Caso della Strage di Bologna" di Carlo Lucarelli - Blu notte, quinta serie, puntata n.6 - 2002.
  2. ^ La storia d'Italia, Vol. 23, Dagli anni di piombo agli anni 80, Torino, 2005, pag. 587
  3. ^ Carlo Lucarelli, Blu notte La strage di Bologna
  4. ^ Daniele Biacchessi, Quell'onda che ha dissolto un mondo di cose vive, La Repubblica, 28 luglio 2009.
  5. ^ "Il giallo della strage di Bologna. Ecco le prove della pista araba", da Il Giornale del 22-10-2007.
  6. ^ "Strage Bologna: Cossiga, forse atto del terrorismo arabo"
  7. ^ "La strage di Bologna, fu un incidente della resistenza palestinese", Corriere della Sera, 8 luglio 2008
  8. ^ "A Bologna a colpire furono Cia e Mossad. Carlos: utilizzati giovani neofascisti, però per me Mambro e Fioravanti sono innocenti", Corriere della Sera, 23 novembre 2005
  9. ^ "Strage di Bologna. Parla il figlio di Sparti, testimone chiave dell'accusa: «Mio padre ha sempre mentito»", Il Sole 24 Ore, 24 maggio 2007
  10. ^ la Repubblica, 19 Agosto 2011 http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/08/19/news/svolta_sulla_strage_del_due_agosto_indagati_due_terroristi_tedeschi-20611896/
  11. ^ L'Associazione ha curato, insieme ad altre associazioni di vittime delle stragi la pubblicazione del libro intitolato Il terrorismo e le sue maschere edito dalla Pendragon di Bologna.
  12. ^ Michele Serra. Fermate l'orologio di Bologna. 18 agosto 2001
  13. ^ Fermate l'orologio di Bologna di Michele Serra, Repubblica, 18 agosto 2001
  14. ^ Strage di Bologna, le Ferrovie riattivano l'orologio. Guazzaloca: è un errore Corriere della Sera, 18 agosto 2001
  15. ^ I DS intervengono sulla strage di Bologna, 20/12/2003
  16. ^ Strage di Bologna, per il trentennale commemorazione senza ministri, Corriere della Sera, 31 luglio 2010. URL consultato in data 01-08-2010.
  17. ^ A. Zanzotto, Il nome di Maria Fresu, da Idioma, Milano, Mondadori, 1986
  18. ^ Il bar della stazione Testo del racconto

Bibliografia [modifica]

  • Daniele Biacchessi "10,25, cronaca di una strage". Roma, Gamberetti, 2000.
  • Daniele Biacchessi "Un attimo vent'anni, Storia dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di Bologna". Bologna, Pendragon, 2001.
  • Daniele Biacchessi, Ombre nere, Milano, Mursia, 2002
  • Antonella Beccaria, Riccardo Lenzi. Prefazione di Claudio Nunziata, Schegge contro la democrazia – 2 agosto 1980: le ragioni di una strage nei più recenti atti giudiziari. Socialmente Editore, 2010
  • Carlo Lucarelli, La strage di Bologna in Nuovi misteri d'Italia. I casi di Blu Notte. Torino, Einaudi, 2004. pp. 190 – 213. ISBN 978-88-06-16740-0.
  • Alex Boschetti e Anna Ciammitti, La strage di Bologna, fumetto con prefazione di Carlo Lucarelli. Casa editrice Becco Giallo.
  • Andrea Colombo, Storia nera. Bologna, la verità di Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, 2007, Cairo publishing.
  • Biblioteca di Repubblica: La storia d'Italia, Vol. 23, Dagli anni di piombo agli anni 80, Torino, 2005.
  • Patrick Fogli Il tempo infranto, Romanzo, Milano, Piemme, 2010.
  • Gabriele Paradisi, Gian Paolo Pelizzaro, François de Quengo de Tonquédec, "Dossier strage di Bologna. La pista segreta" http://www.cielilimpidi.com/?p=674, Giraldi Editore, Bologna, 2010.
  • Valerio Cutonilli "Strage all'italiana", Edizioni Trecento, 2007.
  • Fedora Raugei, Bologna, 1980 vent'anni per la verità. Il più grave attentato della storia italiana nella ricostruzione processuale, prefazione di Mario Guarino, Prospettiva, Roma, 2000.
  • Gianluca Semprini, La strage di Bologna e il terrorista sconosciuto. Il caso Ciavardini, Bietti, Roma, 2003.
  • Lorenzo Matassa, Gian Paolo Pelizzaro, Relazione sul gruppo Separat e il contesto dell'attentato del 2 agosto 1980" http://www.toni-depalo.it/var/fckfiles/relazionelibanese%5B1%5D.pdf, 10 febbraio 2006, presentata alla Commissione parlamentare d'inchiesta concernente il dossier Mitrokhin e l'attività d'intelligence italiana
  • Andrea Paolella, Paolo Bolognesi, Roberto Roversi, Gianni D'Elia, Carlo Lucarelli, "La strage dei trent'anni", Clueb, Bologna 2010

Voci correlate [modifica]

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