Soccorso Rosso Militante

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Il Soccorso Rosso Militante fu una struttura organizzativa italiana creatasi negli anni di piombo principalmente per fornire assistenza legale e monitoraggio delle condizioni carcerarie dei militanti della sinistra extraparlamentare nelle carceri italiane. Riprendeva nel nome quello di Soccorso Rosso Internazionale.

Note storiche[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1968 il Collettivo teatrale La Comune, del quale facevano parte Dario Fo e Franca Rame incominciò a raccogliere, in maniera discontinua fondi a favore di operai in lotta in fabbriche occupate, al termine dei loro spettacoli [1].

Dopo una serie di arresti effettuati nel maggio 1972 il collettivo teatrale decide di organizzare formalmente come Soccorso Rosso Militante (SRM) le attività a favore dei militanti arrestati. Lo scopo iniziale è quello di rompere l'isolamento dei detenuti "politici" nelle carceri, garantir loro un'indipendenza economica nei confronti della realtà carceraria ed in seguito includere in questa attività anche quei detenuti comuni che si mostrano sensibili al tema della lotta nelle carceri. Tra questi ultimi vi furono Sante Notarnicola e Luciano Lutring.

Nel 1974, in seguito all'omicidio del giovane militante del FUAN Carlo Falvella da parte dell'anarchico Giovanni Marini, Soccorso Rosso Militante organizzò una campagna innocentista e pubblicò un pamphlet intitolato "Il caso Marini" nel quale si illustrava la difesa dell'anarchico Giovanni Marini. Parteciparono alla stesura del documento Pio Baldelli, Lanfranco Binni, Marco Boato, Sandro Canestrini, Dario Fo, Giambattista Lazagna, Sebastian Matta, Franca Rame, Giulio Savelli, Giuliano Spazzali e Pietro Valpreda.[2] Nello stesso anno Marini, nonostante l'intervento in sua difesa di Umberto Terracini, fu comunque condannato per omicidio preteintenzionale.

La loro azione si estese anche a fornire aiuti ai ricercati in fuga all'estero. Si sviluppò anche nella produzione di documenti sulla situazione carceraria e più in generale sulla lotta politica e le tematiche della sinistra italiana in quel periodo. Un intervento molto conosciuto fu quello in favore degli autori della strage conosciuta come il Rogo di Primavalle, in cui Soccorso Rosso sostenne l'innocenza degli autori dell'incendio della casa di un militante dell'MSI (fatto che causò la morte di due dei suoi figli). La battaglia innocentista di Soccorso Rosso fu uno dei fattori che portò all'assoluzione in primo grado degli autori, poi condannati definitivamente in secondo grado, quando ormai erano scappati all'estero [3].

Nel 1976 SRM pubblica, presso Feltrinelli, un libro dossier [4] sulle Brigate Rosse fornendo un'interpretazione di sinistra militante delle loro azioni. [5] La attività di Soccorso Rosso Militante fu oggetto di indagini da parte della magistratura italiana con l'accusa di associazione sovversiva e sostegno al terrorismo.[6] Si ridusse durante gli anni ottanta detti del "riflusso", e molti dei suoi componenti si spostarono verso posizioni politicamente meno radicali.

Esponenti[modifica | modifica wikitesto]

Tra le persone che hanno pubblicamente dichiarato o di cui è stata accertata l'appartenenza all'associazione troviamo:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fogli manoscritti di Franca Rame sull'origine di Soccorso Rosso e della sua evoluzione.
  2. ^ Il caso Marini a cura di Soccorso Rosso, Bertani, Verona, 1974, i nominativi sono riportati sulla copertina
  3. ^ Luca Telese, Cuori Neri, cap 3: Primavalle, un rogo che arde da trent'anni, Virgilio e Stefano Mattei, Roma 16 aprile 1973, pag 63-120
  4. ^ Soccorso Rosso Brigate rosse- che cosa hanno fatto, cosa hanno detto, che cosa se ne è detto Feltrinelli, 1976, 293 pp.
  5. ^ Recensione libro Brigate Rosse
  6. ^ Sergio Spazzali Lettera per opuscolo Soccorso Rosso
  7. ^ Stefania. Taviano,Staging Dario Fo And Franca Rame: Anglo-American approaches to political theatre Ashgate Publishing, Ltd. 2005, 136 pag ISBN 075465401X
  8. ^ nobelprize.org The Nobel Prize in Literature 1997
  9. ^ È la campagna d' autunno sulla giustizia in Corriere della Sera, 22 agosto 2002. URL consultato il 20-11-2008.
  10. ^ Enzo Biagi, Massimo Fini, Gli avvocati del governo in Corriere della Sera, 9 agosto 2001. URL consultato il 20-11-2008.
  11. ^ Il soccorso azzurro non cede in Corriere della Sera, 8 maggio 2006. URL consultato il 20-11-2008.
  12. ^ Claudio Sabelli Fioretti, Intervista a Gaetano Pecorella in Sette (Corriere della Sera), 15 aprile 2004. URL consultato il 20-11-2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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