Potere Operaio
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Potere Operaio è stato un movimento della sinistra extraparlamentare italiana attivo fra il 1967 e il 1973.
| Inno di Potere Operaio (Stato e padroni) |
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La classe operaia, compagni, è all’attacco, Stato e padroni, fate attenzione, Nessuno o tutti, o tutto o niente, Stato e padroni, fate attenzione, I proletari son pronti alla lotta, Stato e padroni, fate attenzione, Stato e padroni, fate attenzione, |
Indice |
[modifica] Origini del movimento
"Potere Operaio" venne fondato nel 1967.
Il gruppo ebbe un periodico legato al movimento e dal nome omonimo, che uscì per alcuni anni.
Il gruppo politico trasse origine dal nucleo redazionale della rivista Classe operaia, nata da una scissione della redazione della rivista politica Quaderni Rossi. Potere Operaio si propose l'obiettivo di distinguersi per una analisi teorico-politica volta all'esplicitazione della cosiddetta "linea di massa" collegandosi alle lotte operaie in funzione della costruzione di una organizzazione autonoma dai partiti di sinistra della classe operaia.
Nel settembre 1969, in seguito alla scissione in seno al Movimento operai e studenti di Torino, vi confluì il gruppo Potere operaio di Porto Marghera attivo nel nord-est e in Emilia sin dal 1967, le cui posizioni venivano espresse col periodico La classe.
Potere Operaio disponeva di una struttura denominata "Lavoro illegale", segreta e armata, di cui era leader Valerio Morucci[1]
[modifica] Il rogo di Primavalle
Nell'aprile 1973 alcuni aderenti al movimento attuarono un attentato contro la casa di Mario Mattei, segretario della locale sezione del Movimento Sociale Italiano, il quale fu ferito ma morirono i due figli.
L'episodio è noto come Rogo di Primavalle. A causa dell'incendio doloso morirono Stefano e Virgilio, figli di Mattei.
Gli autori del rogo furono individuati tra le file di Potere Operaio solo dopo un mese.
A loro favore fu tuttavia attuata una forte azione di depistaggio e solidarietà e furono aiutati a espatriare da persone rimaste parzialmente sconosciute.
Solo uno degli autori scontò una parte della pena in arresto preventivo.
Il 10 febbraio 2005 Achille Lollo, condannato in appello per omicidio e poi espatriato per fuggire all'arresto, ammise la colpevolezza propria e degli altri due condannati insieme a lui in una intervista pubblicata sul "Corriere della Sera", portando ulteriori elementi.
Attualmente tre ex-dirigenti nazionali sono ancora indagati.
| Per approfondire, vedi la voce Rogo di Primavalle. |
[modifica] La scissione e la diaspora
Nel giugno 1973 in seguito a contrasti tra Toni Negri e Franco Piperno, due dei maggiori leader, l'area padovana vicina a Negri si scisse da quella romana, dopo il cosiddetto "convegno di Rosolina".
Ciò decretò lo scioglimento di Potere Operaio.
Una parte dei suoi aderenti soprattutto nell'area di Roma finirono per aderire alle Brigate Rosse.
Altri aderenti, soprattutto nella zona di Padova, ad Autonomia Operaia.
Il giornale "Potere Operaio", che dal 1972 si chiamava Potere operaio del lunedì, continuò tuttavia ad uscire fino al 1975 quando i vari spezzoni dell'organizzazione decisero di disperdersi nell'area dell'autonomia.
[modifica] Dirigenti, membri e simpatizzanti conosciuti
- Segretario Nazionale di"Potere Operaio" fu Franco Piperno.
- Il gruppo dirigente era costituito da altri nomi che divennero noti durante gli Anni di piombo:
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- Oreste Scalzone
- Lanfranco Pace, ora giornalista per la carta stampata e La7
- Toni Negri
- Valerio Morucci, che apparterrà poi alle Brigate Rosse
- Tra i membri e simpatizzanti figuravano anche [senza fonte]:
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[modifica] Bibliografia
- Aldo Grandi, Insurrezione armata, Rizzoli, 2005
- Aldo Grandi, La generazione degli anni perduti: storie di Potere Operaio, Einaudi, 2003
- Franco Berardi Bifo, La nefasta utopia di Potere operaio, Derive Approdi, 1998
- Valerio Morucci, Ritratto di un terrorista da giovane, Piemme, 1999
- Collettivo Potere Operaio, Incendio a porte chiuse, Giulio Savelli, 1974
[modifica] Note
- ^ Fonte:Corriere della Sera, 5 settembre 2005
- ^ "Pardi: tirai molotov, ma il passato insegna che non conviene" da www.corriere.it

