Mistero buffo
| Mistero buffo | |
|---|---|
| Monologo in un atto unico | |
| Autore | Dario Fo |
| Lingua originale | Italiano, Grammelot |
| Composto nel | 1969 |
| Prima assoluta | 1 ottobre 1969 Sestri Levante |
Mistero buffo è un'opera teatrale di Dario Fo.
Presentato per la prima volta come giullarata popolare nel 1969, è di fatto un insieme di monologhi che descrivono alcuni episodi ad argomento biblico, ispirati ad alcuni brani dei vangeli apocrifi o a racconti popolari sulla vita di Gesù. Ebbe molto successo e fu replicato migliaia di volte, perfino negli stadi. È recitato in una lingua reinventata, una miscela di molti linguaggi fortemente onomatopeica detta grammelot, che assume di volta in volta la cadenza e le parole, in questo caso, delle lingue locali padane.
Mistero buffo fu un'opera originale che influenzò molti autori e attori, e viene considerato un modello per il genere del teatro di narrazione, sviluppato in seguito da attori-narratori come Baliani e Paolini. Una differenza che tuttavia separa nettamente le rappresentazioni di Fo dagli spettacoli narrativi della generazione successiva è il diverso uso del corpo e delle potenzialità sceniche dell'attore. Nel Mistero buffo ogni suono, verso, parola o canto, uniti alla complessa gestualità utilizzata formano un insieme semantico inscindibile, di cui il racconto degli eventi è solo un canovaccio. Lo stile, irriverente e portato all'eccesso, si richiama infatti alle rappresentazioni medioevali eseguite dai giullari e dai cantastorie.
Il punto centrale dell'opera è costituito dalla presa di coscienza dell'esistenza di una cultura popolare, vero cardine della storia del teatro ma anche di altre arti, che è stata sempre, secondo Fo, posta in piano subalterno rispetto alla cultura ufficiale. Tramite l'esposizione di drammi religiosi, moralità e parabole in chiave satirico-grottesca ed anticlericale, Fo rovescia il punto di vista dello spettatore ponendo l'accento sulla mistificazione degli avvenimenti storici e letterari nel corso dei secoli. Per questo motivo l'opera prende il nome di "Mistero buffo", in riferimento ai Misteri riletti in chiave buffonesca.
Le edizioni di Mistero buffo sono numerose e constano di differenti integrazioni durante il corso degli anni: Rosa fresca aulentissima, componimento di Cielo d'Alcamo che apre la rappresentazione, era assente nella prima edizione dell'opera.
Indice |
[modifica] Episodi
[modifica] Resurrezione di Lazzaro
La scena si svolge nel cimitero dove è sepolto Lazzaro. Vengono descritte le scene precedenti all'arrivo di Gesu: il custode che raccoglie i soldi per l'ingresso allo "spettacolo", l'uomo che vende le sedie alle signore, il giro di scommesse se Gesu riuscirà o meno a resuscitare Lazzaro.
[modifica] Bonifacio VIII
La vicenda narra di Bonifacio VIII in processione mentre dall'altra parte c'è la processione di Gesu dove tutti i suoi servitori accorrono lasciando il papa da solo in mezzo alla strada. Segue il dialogo tra i due che si conclude con un calcio nel sedere da parte di Gesù.
[modifica] La fame dello Zanni
Zanni è un povero che preso dalla fame si addormenta e sogna di mangiare qualsiasi cosa: sogna di avere tre pentoloni dove cucina polenta, cinghiale e verdure, poi non ancora sazio inizia a mangaire parti del suo corpo lasciano solo la bocca a masticare.
[modifica] Storia di San Benedetto da Norcia
Si racconta che San Benedetto durante la preghiera levitasse in aria. Poi lo fecero anche tutti i suoi confratelli e da ultimo anche il cuoco obeso del convento. San Benedetto ne esce con la trovata di usare come ancore degli strumenti di lavoro tipo zappa e vanga, così non solo con la preghiera ma anche con il lavoro, nasce la sua famosa regola.
[modifica] Grammelot di Scapino
[modifica] Grammelot dell'avvocato inglese
[modifica] Maria alla Croce
Una delle poche storie raccontate da Franca Rame, in cui narra la storia di Maria sotto la croce, sotto gli ochchi di suo figlio sofferente, che lo vorrebbe aiutare ma la guardia glielo impedisce. La storia si conclude con un dialogo con l'arcangelo Gabriele a cui condanna la mancata rivelazione di questo finale tragico, mentre gli aveva preannunciato solo la dolce attesa.
[modifica] Il miracolo delle nozze di Cana
Il miracolo viene spiegato dall'arcangelo Gabriele ma continuamente interrotto da un ubriaco reduce dalle nozze in cui abbondava il vino. L'ubriaco riesce a cacciare l'arcangelo e narra la sua storia vista dal suo punto di vista.
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