George Bernard Shaw
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| « Per il suo lavoro intriso di idealismo ed umanità, la cui satira stimolante è spesso infusa di una poetica di singolare bellezza » | |
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(Motivazione del Premio Nobel, 1925)
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George Bernard Shaw (Dublino, 26 luglio 1856 – Ayot St Lawrence, 2 novembre 1950) è stato uno scrittore e drammaturgo irlandese.
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[modifica] Biografia
Nato in una famiglia protestante della media borghesia, Shaw nel 1876 lasciò l'Irlanda e raggiunse la madre a Londra. Tra il 1879 e il 1883 si dedicò alla stesura dei suoi primi romanzi, Cashel's Byron Profession, An unsocial socialist (Un socialista asociale), Love among the artist (Amore fra gli artisti), The irrational knot (Il vincolo irrazionale) e Immaturity, raccolti più tardi in Novels of my nonage (Romanzi della mia minore età).
Dal 1884, dopo aver letto il Capitale di Karl Marx, aderì al movimento socialista Fabian Society e scrisse nel 1887 i Saggi fabiani.
George Bernard Shaw, ispirandosi a Percy Bysshe Shelley, scelse sin da giovane di diventare vegetariano per motivi etici, e fu poi grazie all'amicizia con Henry Salt (autore di A plea for vegetarianism) che iniziò a recensire libri per la Pall Mall Gazette dove acquistò notorietà e iniziò a farsi un nome. È tuttavia poco noto che ad età avanzata ebbe bisogno di estratti epatici per curare gli effetti della prolungata carenza di vitamina B12, presente esclusivamente nei prodotti di origine animale.[1] In seguito scrisse vari articoli di critica letteraria ed artistica e dal 1888 si dedicò alla critica musicale per The Star.
Dopo aver composto The quintessence of ibsenism (La quintessenza dell'ibsenismo, 1891), Shaw scrisse per la Saturday Review gli articoli e saggi di critica drammatica, polemizzando le convenzioni del teatro inglese.
[modifica] L'opera drammatica
Dopo il debutto teatrale con Widowers' Houses (1892), Shaw continuò a scrivere opere teatrali con crescente successo, che culminò con il Premio Nobel per la letteratura, assegnatoli nel 1925.
Tra i tanti lavori teatrali, si segnalano:
- The philander (Il cascamorto, 1893);
- Mrs Warren's profession (La professione della signora Warren, 1894) dove Shaw affronta con sarcasmo il problema della prostituzione;
- Arms and the man (Le armi e l'uomo, 1894);
- Candida (1895);
- The man of destiny (L'uomo del destino, 1896);
- You never can tell (Non si sa mai, 1897);
- The devil's disciple (Il discepolo del diavolo, 1897);
- Captain Brassbound's conversion (La conversione del capitano Brassbound, 1899);
- Caesar and Cleopatra (Cesare e Cleopatra, 1893)
[modifica] I temi politici e religioso filosofici
Nella seconda fase della sua ricca produzione letteraria si trovano opere che trattano temi politici e religioso-filosofici:
- John Bull's other island (L'altra isola di John Bull, 1904);
- Major Barbara (Il Maggiore Barbara, 1905);
- The doctor's dilemma (Il dilemma del dottore, 1906);
- Pygmalion (Pigmalione, 1912);
- Androcles and the lion (Androclo e il leone, 1913);
- Man and superman (Uomo e superuomo, 1903);
- Back to Matuselah (Torniamo a Matusalemme, 1920)
[modifica] L'ultima produzione
L'ultima fase dell'opera di Shaw è caratterizzata da una accentuata satira politica, che permea gli ultimi drammi:
- The apple cart (L'imperatore d'America, 1927);
- Too true to be good (Troppo vero per essere bello, 1931);
- On the rocks (Fra gli scogli, 1933);
- The millionairess (La miliardaria, 1935);
- Genevra (Ginevra, 1938);
[modifica] Bibliografia italiana
- George Bernard Shaw, Ginevra (Altra bizzarria politica), traduzione di Paola Ojetti, BMM, 1960.
- George Bernard Shaw, Uno sprazzo di realtà (Tragedietta), traduzione di Paola Ojetti, BMM, 1960.
- George Bernard Shaw, Perché lei non volle (Una commedia in miniatura), traduzione di Paola Ojetti, BMM, 1960.
- George Bernard Shaw, La professione della signora Warren, traduzione di Franco De Poli, Fratelli Fabbri Editori, Milano 1969.
- George Bernard Shaw, Candida, traduzione di Franco De Poli, Fratelli Fabbri Editori, Milano 1969.
- George Bernard Shaw, Cesare e Cleopatra, traduzione di Franco De Poli, Fratelli Fabbri Editori, Milano 1969.
[modifica] Detti famosi presi a prestito
- Robert Kennedy utilizzò come slogan per la propria campagna elettorale del 1968, una frase di cui attribuiva la paternità a George Bernard Shaw: «Alcuni uomini vedono le cose così come sono e dicono: "Perché?" Io sogno le cose come non sono mai state e dico: "Perché no?"»[senza fonte]
- Romano Prodi, durante il confronto elettorale per le elezioni politiche italiane del 2006, citò la frase di George Bernard Shaw «Spesso ci si attacca ai numeri come gli ubriachi si attaccano ai lampioni, non per farsi illuminare ma per farsi sostenere», scatenando la reazione polemica dell'avversario Silvio Berlusconi.
- La famosa definizione di scautismo, affermante che "gli scout sono bambini vestiti da cretini, guidati da cretini vestiti da bambini" è stata attribuita erroneamente a George Bernard Shaw, in realtà è stata coniata dall'attore Jack Benny
[modifica] Note
- ^ D Morris, Noi e gli animali, Collana Discovery Mondadori-De Agostini
[modifica] Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su George Bernard Shaw
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su George Bernard Shaw dell'Internet Movie Database
| Predecessore: | Premio Nobel per la letteratura | Successore: |
|---|---|---|
| Władysław Stanisław Reymont | 1925 | Grazia Deledda |

