George Bernard Shaw
George Bernard Shaw (Dublino, 26 luglio 1856 – Ayot St Lawrence, 2 novembre 1950) è stato uno scrittore, drammaturgo, aforista, linguista e critico musicale irlandese.
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Biografia[modifica]
Shaw nel 1876 lasciò l'Irlanda e raggiunse la madre a Londra. Tra il 1879 e il 1883 si dedicò alla stesura dei suoi primi romanzi, Cashel's Byron Profession, An Unsocial Socialist (Un socialista asociale), Love Among the Artist (Amore fra gli artisti), The Irrational Knot (Il vincolo irrazionale) e Immaturity, raccolti più tardi in Novels of My Nonage (Romanzi della mia minore età). Dal 1884, dopo aver letto il Capitale di Karl Marx, aderì al movimento socialista Fabian Society e scrisse nel 1887 i Saggi fabiani.
George Bernard Shaw, ispirandosi a Percy Bysshe Shelley, scelse sin da giovane di diventare vegetariano per motivi etici, e fu poi grazie all'amicizia con Henry Salt (autore di A Plea for Vegetarianism) che iniziò a recensire libri per la Pall Mall Gazette dove acquistò notorietà e iniziò a farsi un nome.In seguito scrisse vari articoli di critica letteraria ed artistica e dal 1888 si dedicò alla critica musicale per The Star. Dopo aver composto The quintessence of ibsenism (La quintessenza dell'ibsenismo, 1891), Shaw scrisse per la Saturday Review articoli e saggi di critica drammatica, polemizzando contro le convenzioni del teatro inglese.
A metà degli anni Trenta, a seguito di un viaggio in URSS in cui conobbe personalmente Josif Stalin, divenne un fervente sostenitore della Russia stalinista; ciò è testimoniato dal fatto che l'11 ottobre del 1931, durante un periodo di grande depressione economica negli Stati Uniti, affermò in una radio americana che "ogni operaio specializzato (...) di età adeguata e un buon carattere sarebbe stato accolto e assunto in Unione Sovietica"[1]: in seguito a questa dichiarazione un centinaio di statunitensi lasciarono gli USA per raggiungere l'URSS[2]. La prefazione della sua opera Fra gli scogli (1933) costituisce soprattutto un tentativo di giustificare i pogrom condotti dalla Direzione Politica di Stato (OGPU). In una lettera aperta inviata al quotidiano di Manchester The Guardian asserì che le notizie di carestie ricorrenti in URSS fossero solo chiacchiere messe in giro con lo scopo di ingannare e sfruttare i lavoratori[3]. In un'altra lettera inviata al Labour Monthly, infine, espresse il suo sostegno a Stalin nella campagna di supporto a Trofim Denisovič Lysenko[4], lo scienziato sovietico che criticava la genetica mendeliana[5].
L'opera drammatica[modifica]
Dopo il debutto teatrale con Widowers' Houses (1892), Shaw continuò a scrivere opere teatrali con crescente successo, che culminò con il Premio Nobel per la letteratura, assegnatogli nel 1925 con la motivazione: "Per il suo lavoro intriso di idealismo ed umanità, la cui satira stimolante è spesso infusa di una poetica di singolare bellezza".
Tra i tanti lavori teatrali, si segnalano:
- The Philander (Il cascamorto, 1893);
- Mrs Warren's Profession (La professione della signora Warren, 1894) dove Shaw affronta con sarcasmo il problema della prostituzione;
- Arms and the Man (Le armi e l'uomo, 1894);
- Candida (1895);
- The Man of Destiny (L'uomo del destino, 1896);
- You Never Can Tell (Non si sa mai, 1897);
- The Devil's Disciple (Il discepolo del diavolo, 1897);
- Captain Brassbound's Conversion (La conversione del capitano Brassbound, 1899);
- Caesar and Cleopatra (Cesare e Cleopatra, 1893)
I temi politici e religioso filosofici[modifica]
Nella seconda fase della sua ricca produzione letteraria si trovano opere che trattano temi politici e religioso-filosofici:
- John Bull's Other Island (L'altra isola di John Bull, 1904);
- Major Barbara (Il Maggiore Barbara, 1905);
- The Doctor's Dilemma (Il dilemma del dottore, 1906);
- Pygmalion (Pigmalione, 1912);
- Androcles and the Lion (Androclo e il leone, 1913);
- Man and Superman (Uomo e superuomo, 1903);
- Back to Matuselah (Torniamo a Matusalemme, 1920)
L'ultima produzione[modifica]
L'ultima fase dell'opera di Shaw è caratterizzata da un'accentuata satira politica, che permea gli ultimi drammi:
- The Apple Cart (L'imperatore d'America, 1927);
- Too True to Be Good (Troppo vero per essere bello, 1931);
- On the Rocks (Fra gli scogli, 1933);
- The Millionairess (La miliardaria, 1935);
- Genevra (Ginevra, 1938)
Bibliografia italiana[modifica]
- George Bernard Shaw, Ginevra (Altra bizzarria politica), traduzione di Paola Ojetti, BMM, 1960.
- George Bernard Shaw, Uno sprazzo di realtà (Tragedietta), traduzione di Paola Ojetti, BMM, 1960.
- George Bernard Shaw, Perché lei non volle (Una commedia in miniatura), traduzione di Paola Ojetti, BMM, 1960.
- George Bernard Shaw, La professione della signora Warren, traduzione di Franco De Poli, Fratelli Fabbri Editori, Milano 1969.
- George Bernard Shaw, Candida, traduzione di Franco De Poli, Fratelli Fabbri Editori, Milano 1969.
- George Bernard Shaw, Cesare e Cleopatra, traduzione di Franco De Poli, Fratelli Fabbri Editori, Milano 1969.
Detti famosi presi a prestito[modifica]
- Robert Kennedy utilizzò come slogan per la propria campagna elettorale del 1968, una frase di cui attribuiva la paternità a George Bernard Shaw: «Alcuni uomini vedono le cose così come sono e dicono: "Perché?" Io sogno le cose come non sono mai state e dico: "Perché no?"»[senza fonte]
- Romano Prodi, durante il confronto elettorale per le elezioni politiche italiane del 2006, citò la frase di George Bernard Shaw «Spesso ci si attacca ai numeri come gli ubriachi si attaccano ai lampioni, non per farsi illuminare ma per farsi sostenere», scatenando la reazione polemica dell'avversario Silvio Berlusconi.
- La famosa definizione di scautismo, affermante che "gli scout sono bambini vestiti da cretini, guidati da cretini vestiti da bambini" è stata attribuita erroneamente a George Bernard Shaw. In realtà è stata coniata dall'attore Jack Benny.
- Giulio Tremonti, in una intervista rilasciata ad Aldo Cazzullo del Corriere della Sera il 15 settembre 2009, cita la frase «I fatti hanno una prerogativa, sono argomenti testardi», generalmente assegnata dai politici italiani[6][7][8] a George Bernard Shaw, attribuendola prima a Georg Wilhelm Friedrich Hegel e poi a Stalin. In realtà la frase Facts are stubborn things fu coniata dal secondo presidente americano, John Adams, durante la difesa dei soldati britannici nel processo sul Massacro di Boston.
- Giorgio Gaber, nel monologo Gli inutili, tratto dall'album Il teatro canzone di Giorgio Gaber del 1992, riformula un detto di George Bernard Shaw ("Per giocare a golf non è necessario essere stupidi, però aiuta molto") in questo modo: "[...] e tutti via a sciare e vela, windsurf, equitazione, golf…bello! Secondo me per essere bravi in quegli sport lì non è che bisogna essere proprio imbecilli, però aiuta!".
Note[modifica]
- ^ Tim Tzouliadis: The Forsaken, p.10; Londra, 2009
- ^ T. Tzouliadis, cit., p. 12
- ^ Letters to the Editor Social Conditions in Russia Recent Visitor’s Tribute, The Guardian, 2 marzo 1953]
- ^ Shaw, George Bernard (January 1949), "The Lysenko Muddle", Labour Monthly
- ^ Per approfondire, si consulti la voce lysenkoismo
- ^ Ermete Realacci, Cambiamenti Climatici
- ^ Leoluca Orlando, Abbado a Palermo fra contrasti politici, Corriere della sera, 1º maggio 2002
- ^ Enrico La Loggia, Audizione del ministro per gli affari regionali, Camera dei deputati, seduta del 23 ottobre 2002
Altri progetti[modifica]
Wikisource contiene opere originali in lingua inglese di George Bernard Shaw
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Collegamenti esterni[modifica]
- (EN) Scheda su George Bernard Shaw dell'Internet Movie Database
- (EN) Biografia di George Bernard Shaw sul sito ufficiale del Premio Nobel
- Un programma RAI del 1959 sul teatro di G.B. Shaw, a cura di Luigi Silori
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