Leoluca Orlando
| Leoluca Orlando | |
|---|---|
![]() |
|
|
|
|
| Sindaco di Palermo | |
| Durata mandato | 1985 – 1990 |
| Predecessore | Gianfranco Vitocolonna (commissario) |
| Successore | Andrea Gentile (commissario) |
|
|
|
| Durata mandato | 1990 – 1993 |
| Predecessore | Andrea Gentile (commissario) |
| Successore | Domenico Lo Vasco |
|
|
|
| Durata mandato | 1993 – 2000 |
| Predecessore | Vittorio Piraneo (commissario) |
| Successore | Guglielmo Serio (commissario) |
| on. Leoluca Orlando Cascio | |
|---|---|
| Parlamento italiano Camera dei deputati |
|
| Luogo nascita | Palermo |
| Data nascita | 1º agosto 1947 |
| Titolo di studio | laureato in giurisprudenza |
| Partito | Italia dei valori |
| Legislatura | XI, XV, XVI |
| Gruppo | Italia dei valori |
| Coalizione | PD - IdV |
| Circoscrizione | Sicilia-1 (XV), Lazio 1 (XVI) |
| Incarichi parlamentari | |
|
Presidente - Commissione parlamentare per gli affari regionali; Componente - III Commissione (Affari esteri e comunitari). |
|
Leoluca Orlando Cascio [1][2] (Palermo, 1º agosto 1947) è un politico e avvocato italiano.
Indice |
[modifica] Biografia
Laureato in giurisprudenza, avvocato, è stato docente di diritto pubblico regionale all'Università di Palermo. Ha compiuto studi ad Heidelberg (in Germania) ed in Inghilterra. Figlio dell'avvocato Salvatore Orlando Cascio, inizia il suo percorso politico nella Democrazia Cristiana, con i cui vertici entrerà poi in scontro.
Consigliere giuridico del presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella dal 1978 al 1980, è stato consigliere comunale di Palermo dal 1980 al 1993, nelle file della Democrazia Cristiana. Sarà sindaco di Palermo dal 1985 al 1990, a capo di una giunta di coalizione (c.d. "esacolore")[3].
Dopo la pubblicazione dell'articolo I professionisti dell'antimafia, apparso sul Corriere della Sera il 10 gennaio 1987 [4], Orlando, Nando Dalla Chiesa e altri entrano in forte polemica con Leonardo Sciascia. Anni dopo Leoluca Orlando puntualizzerà che Sciascia «diceva cose giuste ma fu strumentalizzato».[5]
Rieletto consigliere comunale nel 1990 con oltre 70 000 voti di preferenza, non fu ricandidato a sindaco dal suo partito, e lascerà la DC l'anno successivo promuovendo la nascita de La Rete-Movimento per la Democrazia. Dello stesso anno è lo scontro con Giovanni Falcone a seguito dell'incriminazione per calunnia del pentito Pellegriti il quale rivolgeva accuse al parlamentare europeo Salvo Lima. La polemica proseguì quando Orlando accusò Falcone di tenere nascoste nei cassetti le carte sugli omicidi eccellenti di mafia e le prove delle collusioni di politici con Cosa nostra.[6]
Eletto all'Assemblea Regionale Siciliana nel 1991 (da cui si dimette l'11 dicembre dello stesso anno), sia nel collegio di Palermo che di Catania. Eletto anche deputato alla Camera dei deputati nel 1992 nel collegio di Roma, col movimento da lui guidato (si dimetterà nel dicembre 1993).
Nel 1993, nelle prime elezioni dirette, ritorna sindaco di Palermo con oltre il 75% dei voti superando Elda Pucci. Viene confermato alla carica di primo cittadino nel 1997, battendo Gianfranco Miccichè. Il periodo della sua sindacatura, pur fra scelte molto controverse, viene da molti ricordato come "la primavera" di Palermo", sia per la notevole attività di promozione e recupero dell'immagine della città in Italia e nel mondo, che era uscita assai danneggiata dalla lunga sequela di omicidi e crimini mafiosi culminati con le stragi del 1992, sia per la promozione di una cultura della legalità anche in ambito culturale ed educativo.
Dal 1994 al 1999 è deputato al Parlamento europeo. Porterà La Rete a sciogliersi e a confluire nei Democratici di Romano Prodi e quindi nella Margherita. Si dimette da sindaco nel dicembre 2000 per concorrere, come candidato del centro-sinistra alla presidenza della Regione Siciliana, alle elezioni regionali del giugno 2001, dove viene sconfitto (col 36,6% contro il 59,1%) da Salvatore Cuffaro. Diviene, per il meccanismo elettorale, ancora deputato all'Assemblea Regionale Siciliana dal 2001 al 2006.
In occasione delle elezioni primarie de l'Unione, nel 2005, per designare il candidato presidente della Regione per le regionali del 2006 si schiera a sostegno di Rita Borsellino, scontrandosi con le posizioni ufficiali della Margherita a sostegno di Ferdinando Latteri. Espulso da Rutelli dal partito si avvicina all'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, con la quale, capolista in diverse circoscrizioni, ritorna deputato alla Camera. Diviene presidente della Commissione parlamentare per le questioni regionali.
Nel maggio del 2006 ha annunciato l'intenzione di portare la sua candidatura alle primarie dell'Unione, per la scelta del candidato sindaco di Palermo, nelle quali (svoltesi 4 febbraio del 2007) è risultato il primo degli eletti con il 71,95 dei voti, distanziando di molto i diretti rivali Alessandra Siragusa (20,13%) e Giusto Catania (7,92%). Nel maggio del 2007 è stato in corsa per la carica di sindaco di Palermo per la coalizione di centro-sinistra, ma viene sconfitto dal primo cittadino già in carica Diego Cammarata con circa 20 000 voti di scarto: Orlando ha commentato la notizia denunciando la presenza di gravi brogli elettorali[7].
È noto per il suo impegno contro la mafia, assieme ad altre battaglie civili (come quella contro la pena di morte). Dal 2006 è portavoce nazionale di Italia dei Valori, partito che si presenta alle elezioni politiche del 2008 in coalizione con il Partito Democratico. Viene eletto deputato nelle due circoscrizioni della Sicilia ma opta per il seggio nella prima circoscrizione del Lazio per favorire l'ingresso di altri candidati in Parlamento.
Il suo nome viene proposto per la presidenza della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi (meglio nota come "Commissione di vigilanza RAI"), che per prassi viene assegnata all'opposizione. Su Orlando esiste l'accordo di PD, IDV e UDC, ma la candidatura viene fortemente osteggiata dalla maggioranza PDL-Lega Nord che fa mancare il numero legale per 40 votazioni e poi vota autonomamente per un esponente del PD, quindi un nome diverso dall'indicazione fornita dalle opposizioni parlamentari, Riccardo Villari. Il 18 novembre 2008 per protesta nei confronti della maggioranza e del premier Berlusconi, accusato di essere un "corruttore politico"[8], Orlando - insieme al collega di partito Pancho Pardi - si dimette dalla Commissione di Vigilanza. Attualmente è presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali.
[modifica] Vicende giudiziarie
Nel 1995 la Procura di Palermo gli inviò un avviso di garanzia come anche a Domenico Lo Vasco, ex sindaco e assessore alle finanze in una precedente giunta Orlando, per l'appalto concesso alla Sispi, una società mista tra il Comune, l'Iri e la Finsiel, finanziaria del gruppo Iri, per l'informatizzazione dei servizi comunali. L'inchiesta fu poi archiviata.
Fu anche inquisito dal Pm della Procura di Palermo, Lorenzo Matassa, per i restauri del teatro Massimo, accuse da cui Orlando fu prosciolto dal gip[9][10].
Nel 1996 viene indagato per corruzione aggravata durante l'esercizio delle sue funzioni di sindaco di Palermo. Il pentito Tullio Cannella afferma che nel 1986 il comune di Palermo, dopo una tangente di 200 milioni di lire, acquistò degli appartamenti di un certo Giuseppe Bonanno, un prestanome di Gaspare Finocchio (imprenditore) che era invece in odore di mafia. Destinatari della tangente, secondo il pentito erano il Sindaco Leoluca Orlando e l'assessore Vincenzo Inzerillo, che all'epoca dei fatti era in carcere da 16 mesi per mafia. Orlando nega ogni responsabilità[11]. La vicenda per Leoluca Orlando non avrà alcun seguito giudiziario.
Nel 2005 è stato condannato, con sentenza definitiva, per diffamazione aggravata nei confronti dei consiglieri comunali di Sciacca che nel 1999 avevano sfiduciato il sindaco della città Ignazio Messina, perché durante un comizio, li aveva accusati di essere collusi con la mafia [12][13][14].
[modifica] Sport
Dopo aver organizzato, da sindaco di Palermo, i Campionati Mondiali di football americano del 1999 al Velodromo Paolo Borsellino, dal 2002 è il presidente federale della Federazione Italiana di American Football (FIDAF), incarico ricoperto con l'obiettivo di far riconoscere la federazione dal CONI[15][16].
[modifica] Onorificenze
Ha ricevuto varie onorificenze e riconoscimenti, dalla laurea honoris causa in filosofia tedesca conferita dall'Università di Treviri, alle cittadinanze onorarie di Chend Du, nella Repubblica Popolare Cinese e quella della Contea di Los Angeles, negli Stati Uniti. È professore onorario della Solkan-Saba Orbeliani University di Tbilisi, nella Repubblica della Georgia.
Nell’aprile 2000 gli è stato conferito dal gruppo dei partiti democratici e liberali del Parlamento europeo, l’European Civic Prize (Premio Civico Europeo) "per il suo impegno contro la criminalità".
Ha ricevuto a San Pietroburgo il Premio Pushkin 2001 per il suo impegno nel rendere Palermo "centro mondiale di cultura teatrale", e il 18 settembre 2008, a Colonia, il Premio Konrad Adenauer 2008.
Orlando è socio onorario del Rotary Club Palermo[17].
Nel 1998, da sindaco di Palermo, ha ricevuto alcuni personaggi importanti tra cui il re di Spagna Juan Carlos che gli attribuisce la Gran Croce al Merito Civile, il leader cubano Fidel Castro e quella che all'epoca era la first lady degli Stati Uniti d'America, Hillary Clinton[16].
È presidente dell'"Istituto per il Rinascimento Siciliano" da lui fondato.
[modifica] Controversie
[modifica] Affermazioni su Falcone
Leoluca Orlando attaccò duramente Giovanni Falcone accusandolo di aver "tenuto chiusi nei cassetti" una serie di documenti riguardanti i delitti eccellenti di mafia[18]. Le accuse erano indirizzate anche verso il giudice Roberto Scarpinato e il procuratore Pietro Giammanco, ritenuto vicino ad Andreotti. Falcone dissentì sostanzialmente dalle conclusioni di Orlando sulle responsabilità politiche in merito alle azioni della cupola mafiosa (il cosiddetto "terzo livello"), sostenendo come sempre la necessità di prove certe e bollando simili affermazioni come "cinismo politico". Rivolto direttamente ad Orlando, dirà: "Se il sindaco di Palermo sa qualcosa, faccia nomi e cognomi, citi i fatti, si assuma le responsabilità di quel che ha detto. Altrimenti taccia: non è lecito parlare in assenza degli interessati"[19].
[modifica] Opere
- Note in tema di coordinamento, Palermo, Arti grafiche Montaina, 1970.
- Contributo allo studio del coordinamento amministrativo, Milano, A. Giuffrè, 1974.
- Teoria organica e Stato apparato, con Sergio Agrifoglio, Palermo-Sao Paulo, ILA Palma, 1979.
- Un modello di governo locale. L'esperienza del Baden Wurttemberg, Palermo, Tip. Priulla, 1979.
- Costruire una rete di solidarietà per una nuova politica, S. Giovanni Valdarno, Acli, 1990.
- Crisi della città, crisi della politica, Firenze, Centro toscano di documentazione politica, 1990.
- Palermo, Milano, A. Mondadori, 1990. ISBN 88-04-33621-8.
- Un'altra pagina. Diario palermitano, Palermo-Sao Paulo-Roma, ILA Palma-Edizioni associate, 1993. ISBN 88-7704-200-1.
- Fighting the Mafia and renewing Sicilian culture, New York, Encounter books, 2001.
- Ich sollte der nächste sein. Ein Politiker im Fadenkreuz der Mafia, Freiburg, Herder Verlag, 2002. ISBN 978-3-451-06015-1.
- Hacia una cultura de la legalidad-La experiencia siciliana, Pontificia Universidad catolica del Perù, 2003
- Der Sizilianische Karren, Amman Verlag, Zürich, 2004.
- Hacia una cultura de la legalidad-La experiencia siciliana, Universidad Autónoma Metropolitana México, D.F, marzo 2005
- Leoluca Orlando erzählt die Mafia, di Pippo Battaglia Herder Verlag, settembre 2008 ISBN 978-3-451-29881-3
- Leoluca Orlando racconta la mafia, di Pippo BattagliaTorino, UTET, 2007. ISBN 978-88-02-07776-5.
[modifica] Note
- ^ Mauro Romano. «Leoluca Orlando e il mistero del cognome scomparso». Italia Oggi, 23 10 2009. URL consultato in data 12-03-2010.
- ^ Attilio Bolzoni. «Orlando Cascio sindaco a Palermo, ha vinto la nuova DC». La Repubblica, 17 07 1985, p. 5. URL consultato in data 12-03-2010.
- ^ Fuccaro Lorenzo. «Leoluca, il nemico della nuova DC creato da De Mita». Corriere della Sera, 28 febbraio 1993. URL consultato in data 29 gennaio 2012.
- ^ Leonardo Siascia. I professionisti dell'antimafia. Archivio Partito radicale, 10 gennaio 1987. URL consultato il 29 gennaio 2012.
- ^ Articolo su L'Unità
- ^ Fondazione Falcone
- ^ «Orlando: «Brogli enormi, annullare il voto»». Corriere della sera, 15 maggio 2007. URL consultato in data 29 gennaio 2012.
- ^ «Rai, accordo Pd-Pdl: Sergio Zavoli verso la presidenza della Vigilanza». Corriere della Sera, 18 novembre 2008. URL consultato in data 27 ottobre 2009.
- ^ Milano, "toga rossa" è un'offesa "Chi la usa diffama i magistrati". La Repubblica, 02/08/2007. URL consultato il 13/11/2008.
- ^ Centro Impastato
- ^ Centro Impastato Cronologia 1996
- ^ ANSA del 27-01-2005
- ^ Accuse di mafia infondate: Leoluca Orlando condannato per diffamazione. lnx.casertasette.com, 27 gennaio 2005. URL consultato il 13 novembre 2008.
- ^ La trave nell'occhio. beppegrillo.it, 18 aprile 2008. URL consultato il 13 novembre 2008.
- ^ Presidente in Federazione Italiana di American Football. URL consultato il 12-03-2010.
- ^ a b Giovanni Marino. «Orlando, Clinton e football "Il mio sport di regole e valori"». La Repubblica, 12 03 2010. URL consultato in data 12-03-2010.
- ^ Elenco Soci in Rotary Club Palermo. URL consultato il 12-03-2010.
- ^ Giovanni Falcone - Biografia. Fondazione Falcone. URL consultato il 18-07-2010.
- ^ «QUANDO COSSIGA CONVOCO' LE TOGHE DI SICILIA». La Repubblica, 21 10 1993, p. 4. URL consultato in data 24-01-2010.
[modifica] Bibliografia
- Michele Perriera, Orlando. Intervista al sindaco di Palermo, Palermo, La Luna, 1988. ISBN 88-7823-018-9.
- Giuseppe Montalbano, Frammenti di politica. Leoluca Orlando, Caltanissetta, Krinon, 1989.
- Emanuele Giudice, L'utopia possibile. Leoluca Orlando e il caso Palermo, Palermo, Ila-Palma, 1990. ISBN 88-7704-088-2.
- Tano Gullo, Andrea Naselli, Leoluca Orlando. Il paladino nella Rete. Un'intervista lunga cinquecento domande all'enfant terrible della politica italiana che ha sconvolto gli equilibri di potere tra mafia e partiti, Roma, Newton Compton, 1991.
- Rosario Poma, Lima e Orlando nemici eccellenti, Firenze, Ponte alle Grazie, 1991.
- Leoluca Orlando, ovvero Il mercato dell'immagine. Appunti raccolti e coordinati da un collettivo di ricercatori, Palermo, Le edizioni de Il foglio, 1991.
- Fede e politica. Paolo Giuntella intervista Leoluca Orlando, Casale Monferrato, Marietti documenti, 1992. ISBN 88-393-3918-3.
- Gaetano Savatteri, La sfida di Orlando. Ora alza il tiro: punta al Palazzo e vuol essere il leader del nuovo, Palermo, Arbor, 1993. ISBN 88-86325-08-8.
- Hanspeter Oschwald, Orlando, un uomo contro. Il sindaco antimafia, Genova, De Ferrari, 1999. ISBN 88-7172-194-2.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Leoluca Orlando
Wikiquote contiene citazioni di o su Leoluca Orlando
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito web di Leoluca Orlando
- Sito web dell'Istituto per il Rinascimento Siciliano
- Scheda su Openpolis
| Predecessore: | Sindaco di Palermo | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Gianfranco Vitocolonna (commissario) | 1985-1990 | Andrea Gentile (commissario) | I |
| Andrea Gentile (commissario) | 1990-1993 | Domenico Lo Vasco | II |
| Vittorio Piraneo (commissario) | 1993-2000 | Guglielmo Serio (commissario) | III |
| MPE italiano | Gruppo | Lista di elezione | Partito italiano | Area | Preferenze |
|---|---|---|---|---|---|
| 1994 - 1999 | Gruppo Verde | La Rete | La Rete, I Democratici | - | - |
- Politici italiani del XX secolo
- Politici italiani del XXI secolo
- Avvocati italiani
- Nati nel 1947
- Nati il 1º agosto
- Lotta alla mafia
- Politici de La Rete
- Politici de I Democratici
- Politici della Margherita
- Politici dell'Italia dei Valori
- Europarlamentari italiani della IV Legislatura
- Deputati della XIII Legislatura dell'Assemblea Regionale Siciliana
- Politici della Democrazia Cristiana
- Personalità legate all'Università di Palermo
- Sindaci di Palermo
- Deputati dell'XI Legislatura della Repubblica Italiana
- Deputati della XV Legislatura della Repubblica Italiana
- Deputati della XVI Legislatura della Repubblica Italiana
