Shmuel Yosef Agnon
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Shmuel Yosef Agnon (in ebraico: שמואל יוסף עגנון; nato Shmuel Yosef Czaczkes) (Buczacz, 17 luglio 1888 – Reḫovot, 17 febbraio 1970) è stato uno scrittore israeliano ; ricevette il Premio Nobel per la letteratura nel 1966 (insieme alla poetessa Nelly Sachs).
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[modifica] Biografia
Fu un poeta, un romanziere e un novelliere ebreo.
Il suo esordio risalì nel 1904, quando pubblicò la poesia Ghibor katan ("Piccolo eroe"). Negli anni immediatamente successivi, si impegnò in una intensa attività giornalistica in lingua yddish.
Nel 1907, si trasferì a Leopoli, dove lavorò con il giornale ha-eth; due anni dopo si spostò in Palestina, dove riscosse un grande successo con la novella Aghu noth ("Le derilitte"). Nel 1912 ebbe modo di esordire anche come romanziere con il testo Wehajà haeghor lemishor ("E la collina diventerà piana"), nel quale si soffermò sulla descrizione del sua regione d'infanzia.
Durante la prima guerra mondiale soggiornò ad Amburgo, dove si dedicò, assieme a Martin Buber, alla raccolta di materiale sul cassidismo. Dopo una permanenza in Polonia, rientrò in Palestina per pubblicare nel 1925 Hachnasath Kallà che ottenne vari premi.[1]
In questi anni le tematiche principali delle sue opere, riguardarono soprattutto la vita dei primi coloni in Palestina ed i ricordi delle terre polacche, come si evince da uno dei suoi capolavori, intitolato Temol shilshom ("Ieri l'altro").
Le sue opere furono immerse in due atmosfere predominanti, come il misticismo e l'humor, che impregnarono le sue tematiche fondamentali: il rimpianto per una epoca d'oro spirituale da contrapporsi ad un presente arido e desolante; la solitudine e l'allontanamento dalla fiammella spirituale e materiale ed infine il sogno.
[modifica] Opere di Shmuel Yosef Agnon in traduzione italiana
- “Racconti di Gerusalemme”, trad. E. M. Ottolenghi, Mondadori, Milano 1964
- "E il torto diventerà diritto", pref. di Guido Lopez, trad. di Dante Lattes, Bompiani, Milano 1966
- “Le storie del Baal Shem Tov”, pref. di Scialom Bahbout, trad. di Tullio Melauri, Giuntina, Firenze 1994
- “Racconti di Kippur”, postf., trad. e note di Emanuela Trevisan Semi, Giuntina, Firenze 1995
- "Nel fiore degli anni", trad. di Ariel Rathaus, Adelphi, Milano 2008
[modifica] Note
- ^ "Le muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol.1 pag.78
[modifica] Bibliografia
- J.Fink, Aspects du génie d'Israël, Parigi, 1950.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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| Predecessore: | Premio Nobel per la letteratura | Successore: |
|---|---|---|
| Michail Aleksandrovič Šolochov | 1966 | Miguel Ángel Asturias |

