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Kazuo Ishiguro

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Kazuo Ishiguro

Kazuo Ishiguro, in giapponese (カズオ・イシグロ oppure 石黒一雄 Kazuo Ishiguro?) (Nagasaki, 8 novembre 1954), è uno scrittore giapponese naturalizzato britannico.

All'età di sei anni arrivò in Gran Bretagna dove la sua famiglia si era trasferita. Il soggiorno, che avrebbe dovuto essere temporaneo, divenne definitivo. Si laureò nel 1978 in letteratura e filosofia ed attualmente vive a Londra con la moglie scozzese, Lorna MacDougall, assistente sociale, e la loro figlia Naomi.[1]

Scrive in lingua inglese e si firma col cognome preceduto dal nome. Ha anche modificato la grafia giapponese del suo nome, che era 石黒 一雄 (Ishiguro Kazuo), eliminando gli ideogrammi e utilizzando l'alfabeto fonetico katakana come si fa in Giappone per le traslitterazioni di nomi stranieri.[2]

Discutendo del suo retaggio giapponese e la rispettiva influenza sulla propria formazione, l'autore afferma: "Non sono completamente come gli inglesi perché sono stato cresciuto da genitori giapponesi in un ambiente domestico di lingua giapponese. I miei genitori non si resero conto che saremmo rimasti in questa nazione per così tanto tempo, e si sentirono responsabili di tenermi in contatto con i valori giapponesi. Ho quindi radici distinte. Penso differentemente, la mia prospettiva è sottilmente differente."[3] Quando gli viene chiesto in quale misura si identifichi giapponese o inglese, lo scrittore insiste: "La gente non è per due terzi una cosa e per il resto qualcos'altro. Temperamento, personalità, o modo di vedere non si dividono affatto così. I pezzi non si separano chiaramente. Finisci per essere una stramba miscela omogenea. Questo diventerà più comune nella seconda parte del secolo – persone con ascendenze culturali miste e sfondi razziali miscegenati. Così va il mondo."[3]

Nel 1986 ha vinto il premio Withbread per il suo secondo romanzo: Un artista del mondo fluttuante. Nel 1989 ha avuto un nuovo prestigioso riconoscimento, il premio Booker, per il suo romanzo Quel che resta del giorno dal quale è stato tratto il film omonimo di James Ivory.[4]

Nel 2005 vince il Premio Alex con Non lasciarmi (Never Let Me Go). Anche questo romanzo è diventato un film omonimo, con la regia di Mark Romanek (2010).

Con Rushdie e Kureishi fa parte del gruppo di scrittori, di origini diverse, che ha dato un sostanziale apporto alla letteratura inglese più recente, introducendo elementi stilistici delle culture d’origine. La sua attenzione ai particolari e alle atmosfere, sempre descritte con infinita cura, ricordano i grandi romanzieri nipponici classici.

Uno dei suoi romanzi Un artista del mondo fluttuante ricostruisce l’ambiente del Giappone nel primissimo dopoguerra. Il titolo originario inglese An Artist of the Floating World è assai più vicino alla tradizione giapponese di quanto sia la traduzione italiana, facendo riferimento a quel mondo fluttuante così caro a intere generazioni di bunjin (intellettuali), scrittori e pittori nipponici. Il romanzo è un omaggio alla sua cultura d’origine ma anche alla storia della sua famiglia, originaria della città così duramente provata dalle conseguenze dell’esplosione nucleare.[3]

Il suo settimo romanzo, The Buried Giant (Il gigante sepolto), è uscito il 3 marzo 2015, pubblicato negli USA e nel Regno Unito contemporaneamente.[5] Dopo dieci anni di silenzio, Ishiguro scrive un romanzo mitologico, sulle orme di Tolkien, ambientato nella Britannia del V secolo, con orchi, draghi e giganti - e, per la prima volta nelle sue storie, scene cruente di violenza improvvisa e letale: "Preciso, essenziale, lirico e appena un po' strano, l'idioma del Buried Giant appare universale come il suo tema... In questa parabola mesmerica di rimembranza, remissione e vendetta, durante una fragile tregua tra Britanni e Sassoni dopo la partenza dei romani, le carneficine sono rare, ma quando avvengono, sono di una calamità straziante."[6] Tuttavia l'autore non trasforma la Britannia dei secoli bui in Terra di Mezzo, ma presenta piuttosto un romanzo palesemente storico, in "una miscela promiscua di influenze e periodi".[7]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Tradotte in (IT)

Onorificenze e premi[modifica | modifica wikitesto]

Ad eccezione di A Pale View of Hills, tutti i romanzi e racconti di Ishiguro sono stati candidati a premi letterari di rinomanza.[4] Significativamente, An Artist of the Floating World, When We Were Orphans e Never Let Me Go sono stati finalisti al Booker Prize. In un resoconto trapelato dal rispettivo Comitato di giudici, si è saputo che il Comitato era indeciso nell'assegnare il premio del 2005 tra Never Let Me Go e The Sea (Il mare) di John Banville, alla fine assegnandolo a quest'ultimo.[11][12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Wroe, Nicholas, Living Memories in The Times (Londra), 15 febbraio 2012. URL consultato il 6 marzo 2015.
  2. ^ Barry Lewis, Kazuo Ishiguro, Manchester University Press, 2000.
  3. ^ a b c Graham Swift, "Kazuo Ishiguro", BOMB Magazine, 1989. URL consultato 06/03/2015.
  4. ^ a b c d e f g British Council, Kazuo Ishiguro, British Council. URL consultato il 6 marzo 2015.
  5. ^ "Kazuo Ishiguro: My wife thought first draft of The Buried Giant was rubbish" di Hannah Furness, su The Telegraph 04/10/2014; "The Buried Giant review – Kazuo Ishiguro ventures into Tolkien territory" di Tom Holland,The Guardian 04/03/2015.
  6. ^ Boyd Tonkin, "The Big Read", The Independent, 02/03/2015.
  7. ^ "The Buried Giant review – Kazuo Ishiguro ventures into Tolkien territory" di Tom Holland,The Guardian 04/03/2015.
  8. ^ Granta 7: Best of Young British Novelists. URL consultato il 6 marzo 2015.
  9. ^ Granta 43: Best of Young British Novelists 2. URL consultato il 6 marzo 2015.
  10. ^ a b "Time magazine's greatest English novels", The Times 05/01/2008. URL consultato 06/03/2015.
  11. ^ Rick Gekoski, At last, the best Booker book won, The Guardian, 12 ottobre 2005. URL consultato il 6 marzo 2015.
  12. ^ Rick Gekoski, It's the critics at Sea, The Age, 16 ottobre 2005. URL consultato il 6 marzo 2015.
    «Alla fine, si è risolto in un dibattito tra The Sea e Never Let Me Go.».

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Vincitori Man Booker Prize Successore
Peter Carey 1989 Antonia Susan Byatt
Controllo di autorità VIAF: (EN108702574 · LCCN: (ENn81151284 · GND: (DE119484978 · BNF: (FRcb120133037 (data)