Leonard Cohen

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Leonard Cohen
Un primo piano di Leonard Cohen
Un primo piano di Leonard Cohen
Nazionalità Canada Canada
Genere Folk
Periodo di attività 1956 – in attività
Album pubblicati 23
Studio 12
Live 6
Raccolte 5
Sito web

Leonard Norman Cohen (Montréal, 21 settembre 1934) è un cantautore, poeta, scrittore e compositore canadese. È uno dei cantautori più celebri, influenti e stimati della storia della musica.[1][2]

Nelle sue opere esplora temi come la religione, l'isolamento e la sessualità, ripiegando spesso sull'individuo. Vincitore di numerosi premi e onorificenze, è inserito nella Rock and Roll Hall of Fame, nella Canadian Songwriters Hall of Fame e nella Canadian Music Hall of Fame. È inoltre insignito del titolo di Compagno dell'Ordine del Canada, la più alta onorificenza concessa dal Canada. Nel 2011, ricevette il Premio Principe delle Asturie per la letteratura.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Leonard Cohen è nato a Montreal nel 1934 da una famiglia ebraica immigrata nel Canada. Suo padre era polacco e sua madre lituana. Cresciuto nel quartiere di Westmount (enclave anglofona della città), fin dai tempi dell'università a Montreal, Leonard Cohen si dedica alla poesia. La sua prima raccolta vede la luce nel 1956, con il titolo di Let Us Compare Mythologies. In questo periodo si incontra con alcuni amici poeti, in un congresso informale di lettura e critica dei rispettivi componimenti.

Un primo album di reading, contenente otto poesie recitate da Cohen, esce nel 1957 con il titolo di Six Montreal Poets. Nel 1961 viene pubblicata la raccolta di poesie The Spice-Box of Earth. Trasferitosi a Hydra, un'isoletta della Grecia, famoso rifugio di artisti d'ogni genere, pubblica nei primi anni sessanta raccolte di poesie (tra cui Flowers for Hitler) e due romanzi, Il gioco preferito (1963) e Belli e perdenti (Beautiful Losers, 1966). Nel primo di essi alcune righe denotano l'importanza data alla parola e nello stesso tempo la difficoltà sovente di comprenderla:

« Vorrei dire tutto ciò che c'è da dire in una sola parola. Odio quanto possa succedere tra l'inizio e la fine di una frase »

Agli inizi della sua carriera di cantautore, per via del carattere molto introverso, gli operatori dello studio di registrazione erano soliti arredare quest'ultimo affinché somigliasse alla sua stanza da letto, e in questo modo il poeta vinceva la paura e riusciva a cantare, sentendosi a casa propria. Il primo disco Songs of Leonard Cohen uscito nel 1967, non ottenne un gran successo, per colpa del clima di desolazione che vi si respirava. Erano anni della spensieratezza, dei giovani hippy, e un disco che parlava di suicidio e morte non poteva sfondare. Per questo motivo molte recensioni dell'epoca stroncarono l'album, ritenendolo troppo triste e depresso. Il riscatto sarebbe venuto, anche se anni più tardi. Comunque oggi il primo disco di Cohen viene oggi ritenuto a grande maggioranza il suo miglior lavoro, la sua perla, un capolavoro ingiustamente sottovalutato, tanto da avere ricevuto le migliori (anche se tardive) recensioni da parte della stampa specializzata.

Il primo disco di Cohen è anche il più importante della sua discografia, perché vi si delinea il suo profilo di cantautore-poeta. Servirà a molti come esempio nel fare musica cantautorial-poetica. Tutti i brani sono pervasi da misticismo e da grande malinconia, viene delineato un paesaggio autunnale, dove eroi sconfitti cercano una redenzione divina. Il secondo disco Songs from a Room esce nel 1969 e ne decreta il successo, proiettandolo in hit-parade, in Canada arriva decimo, mentre in Inghilterra addirittura a un lodevole secondo posto. Questo album propone pietre miliari come la bellissima Seems so long ago, Nancy o la celeberrima Bird on the Wire.

Con il terzo disco entra nell'olimpo dei cantautori. Songs of Love and Hate viene definito da alcuni critici uno dei migliori dischi dell'anno. Seguirà una raccolta di canzoni live, Live Songs e nel 1974, il quarto disco in studio, New Skin for the Old Ceremony. Con il disco del 1977, Death of a Ladies' Man, arrangiato con la collaborazione di Phil Spector, Cohen inizia a utilizzare un suono più pieno e meno acustico, prediligendo molti strumenti piuttosto che la sola chitarra classica. Al disco parteciperanno tantissimi musicisti, tra i quali compare anche Bob Dylan.

Seguono Recent Songs nel 1979, dove l'artista ritorna a un sound folk più simile agli esordi e nel 1984, Various Positions, un album folk rock, più un esperimento che un disco, tra l'altro non gradito ai fan e alla critica che lo bollarono questo non pienamente riuscito. Pur essendo probabilmente il suo peggior disco, contiene la sua hit più celebre, Halleluja, canzone manifesto, una delle ballate più famose al mondo. Nel 1988 è la volta di I'm Your Man, disco nel quale Leonard abbandona la chitarra per passare alla tastiera.

Nel 1992 esce The Future, che si aggiudica il disco doppio platino in Canada e il disco d'argento in UK. Nel 1994 esce il secondo live (Cohen Live) e nel 1997 la seconda raccolta di successi (More Best of Leonard Cohen). Nel 2001 esce il live registrato nel 1979 (Field Commander Cohen: Tour of 1979) e un nuovo disco di inediti, Ten New Songs. Il 2002 è l'anno di uscita di The Essential Leonard Cohen altro Greatest Hits dopo quello del 1989. Altri due anni di attesa ed esce il nuovo disco di inediti in studio Dear Heather, scritto con Sharon Robinson, nel quale si nota una tendenza di Cohen per il recitato.

Il disco ottenne ottimo successo di pubblico, ma altalenanti risultati per quanto concerne la critica. Negli ultimi due anni ha pubblicato ben tre album live, tra cui Live at the Isle of Wight che riprende il vecchio concerto del 1970 all'Isola di Wight e Live in London. Il 30 gennaio 2012 è stato pubblicato Old Ideas, che ha seguito Songs from the Road (dal vivo) del 2010. Cohen è un seguace del buddhismo, e ha passato gran parte degli anni novanta nel monastero buddhista di Mount Baldy, in California, prendendo il nome di Jikan (Silenzioso).

Il 23 Settembre 2014 verrà pubblicato Popular Problems, nuovo e 13mo album in studio che conterrà 9 brani inediti. Dal 19 Agosto è disponibile sulle maggiori piattaforme di streaming il brano Almost Like The Blues.

Brani celebri[modifica | modifica sorgente]

La sua canzone Suzanne (del 1966) ne decreta il successo universale a livello musicale. Alla musica si avvicina grazie alla cantante e amica Judy Collins che per prima ne interpreta alcune canzoni e lo esorta a tentare la fortuna con la musica, spingendolo a suonare e cantare in pubblico.

Altri brani celebri di Cohen sono: Famous Blue Raincoat, The Partisan, So Long Marianne[3], Chelsea Hotel #2, Sisters of Mercy, Hallelujah, resa ancor più famosa dalle molteplici cover, in particolare da quelle di Jeff Buckley, Bob Dylan (eseguita in più concerti durante il 1994 ma mai pubblicata ufficialmente), Bon Jovi e John Cale, Waiting for the Miracle, Tower of Song, First We Take Manhattan (molto nota è la cover di Joe Cocker) e Bird on a Wire. Da segnalare anche il film I'm a Hotel (1985).

Autore di testi toccanti, arrangiatore geniale e cantante dalla "voce di rasoio arrugginito" ("Sono nato così, non avevo scelta, sono nato con il dono di una voce d'oro..." canta in Tower of Songs), rivoluziona la figura del cantautore avvicinandolo al poeta (ma si ricordi che artisticamente Leonard Cohen nasce prima come poeta che non come cantautore). Sin dagli anni sessanta ha lavorato come compositore per l'industria cinematografica e televisiva: la sua più importante collaborazione è stata Assassini nati, per il regista Oliver Stone, in cui la cinica The Future è il tema principale.

Leonard Cohen ha due figli, Adam (anch'egli cantautore) e Lorca, entrambi avuti da una relazione con l'artista Suzanne Elrod. Ha avuto anche una lunga relazione sentimentale con l'attrice Rebecca De Mornay. Il suo "Greatest Hits" è stato eletto da una rivista inglese L'album più deprimente di sempre, ma ha conquistato la rivista "Rolling Stone" che gli ha attribuito il massimo punteggio. La canzone Chelsea Hotel riferisce un episodio che ha per protagonista la sua amica Janis Joplin.

Influenza in Italia[modifica | modifica sorgente]

Leonard Cohen nel 1988

In Italia, Leonard Cohen è stato tradotto e cantato negli anni settanta da Claudio Daiano, che gli ha dedicato un intero album, Io come chiunque (Sulla pista di Cohen), e da Fabrizio De André in alcune occasioni: It Seems So Long Ago, Nancy (tradotta con semplicità "Nancy"); Suzanne, (stesso titolo) Joan of Arc ("Giovanna d'Arco"). La stessa Suzanne ha conosciuto molti altri interpreti, mentre un altro suo classico Famous Blue Raincoat ("La famosa volpe azzurra", con il testo italiano di Fabrizio De André e Sergio Bardotti) è stata incisa da Ornella Vanoni; altre sue traduzioni sono state curate da Francesco De Gregori, Luigi Grechi, Francesco Baccini ed Enrico Nascimbeni.

Ma molteplici sono i cantautori italiani che devono - consapevolmente o meno - la propria ispirazione artistica a Cohen: Roberto Vecchioni nel suo album "Milady" include una canzone intitolata "Leonard Cohen" (col titolo che include le stesse virgolette), la cui melodia si ispira palesemente alla stessa Suzanne.

Francesco De Gregori ha spesso citato canzoni di Cohen nei suoi primi dischi: si ricordano Alice (nella quale viene nominata Lili Marleen, personaggio presente nel disco Song of Love and Hate) oppure Marianna al bivio nel verso "ma Suzanne non l'ho dimenticata"; o ancora un verso di Buonanotte fratello che recita "invece era soltanto una stazione", stessa frase della canzone Lady Winter; o La casa di Hilde che riprende più versi o immagini da Story of Isaac. Si può affermare che le canzoni dei primi due lavori Theorious Campus (dove i "dischi di Leonard Cohen" sono nominati) e Alice non lo sa siano immerse in atmosfere palesemente coheniane[4].Nel 1995 ha eseguito dal vivo un brano "Il Futuro" tradotto assieme a Mimmo Locasciulli, ripreso nella tournée del 2013. Il brano Belle Epoque inserito nel suo recente album Sulla strada risente di forti influenze coheniane.

Un più recente tributo italiano a Cohen è arrivato nel 2006 da Stefano Cisco Bellotti, ex cantante dei Modena City Ramblers, nel suo primo album da solista La lunga notte, in cui ha reinterpretato la famosa canzone di Cohen dal titolo Sisters of Mercy.

Importanza storica[modifica | modifica sorgente]

Musicalmente, i primi brani di Cohen sono radicati nella musica popolare europea. Nel 1970, ha impregnato il suo materiale di sonorità pop, cabaret e musica world. Dal 1980 la sua voce alta e baritonale si è adattata a registri più bassi, con l'accompagnamento di sintetizzatori elettronici e il sostegno di cori femminili. È stato inserito nella "Music Hall of Fame" e insignito del titolo di ""companion" dell'Ordine del Canada", la più alta onorificenza civile che la nazione conosca.

Nel giorno della sua introduzione al Rock and Roll Hall of Fame americana, avvenuta il 10 marzo 2008, Lou Reed lo ha descritto come il "cantautore più grande e più influente". Nel 1987 è uscito un album di Jennifer Warnes con canzoni solo di Cohen. Il brano Sisters of Mercy ha dato il nome al gruppo inglese Sisters of Mercy. Nel 2003 la canzone By the Rivers Dark è stata utilizzata come tema del film documentario Il Grande Nord di Nicolas Vanier.

Nel 2005, all'Opera House di Sydney si è tenuto un concerto-tributo a Cohen, da cui è stato tratto il film Leonard Cohen: I'm Your Man. Nel 2006 è uscito Blue Alert di Anjani. Nel 2007 la canzone Hey, That's No Way to Say Goodbye è stata utilizzata per spot televisivi della BMW. Le sue canzoni sono state cantate da moltissimi. Tre album di fan, sono:

Stile e temi[modifica | modifica sorgente]

I temi ricorrenti nei suoi lavori comprendono l'amore e il sesso, la religione, la depressione psicologica, e la musica stessa. Ha inoltre scritto alcuni brani con temi politici, anche se talvolta in modo ambiguo. "Suzanne" mescola a una malinconica canzone d'amore la meditazione religiosa, temi che sono mischiati anche in "Joan of Arc". "Famous Blue Raincoat" è scritta dal punto di vista di un uomo il cui matrimonio è finito per infedeltà della moglie con il suo più intimo amico, ed è scritto in forma di una lettera all'amico, a cui egli scrive, "penso che mi manchi.... Conosci il tuo nemico è addormentato / E la sua donna è libera", mentre "Everybody Knows" si occupa in parte delle disuguaglianze sociali e della dura realtà dell'AIDS.

"Sister of Mercy", in base alle note nel suo Greatest Hits evoca l'incontro con due donne di nome Barbara e Lorena in una camera d'albergo a Edmonton, Canada. "Chelsea Hotel # 2" tratta della sua relazione con Janis Joplin senza sentimentalismo, ma il brano rivela la presenza di un certo amore. Cohen descrive la canzone in un'intervista filmata per il concerto-tributo a lui dedicato. Egli conferma inoltre che il soggetto è effettivamente Janis con qualche evidente imbarazzo. "Lei non mente", egli dichiara, "ma mia madre sarebbe inorridita". Il titolo di "Don't Go Home with your Hard-On" (che si può tradurre "non tornare a casa con un'erezione") parla da sé.

Cohen proviene da una cultura ebraica, questo si riflette, ovviamente, in "Story of Isaac" e anche in "Who by Fire", le cui parole e la melodia rievocano il "Unetaneh Tokef", una poesia liturgica dell'XI secolo su Rosh Hashana e Yom Kippur. Ma i temi giudaico-cristiani spiccano soprattutto nell'album Various Position: ne è un palese esempio la celeberrima "Hallelujah", che inizia evocando il biblico re David mentre compone un brano per "il piacere del Signore", e prosegue con i riferimenti a Betsabea e Sansone.

Cohen ha anche avuto a che fare con il buddismo, almeno dal 1970 e nel 1996 ne è stato ordinato monaco. Tuttavia, egli si considera ancora un ebreo: "Non sto cercando una nuova religione. Sono molto felice con la vecchia, con l'ebraismo." Egli è descritto come un ebreo "attento" in un articolo del New York Times: "mantiene anche il sabato come giorno di riposo e si è esibito per i soldati israeliani nel corso del 1973 durante la guerra arabo-israeliana." Dopo aver sofferto di depressione durante gran parte della vita (anche se in modo meno spiccato con l'inizio della vecchiaia), Cohen ha scritto molto (in particolare nella sua opera giovanile) sui temi della depressione e del suicidio.

La moglie del protagonista di Beautiful Losers si suicida; Seem so long ago, Nancy parla di una ragazza (veramente esistita e conosciuta da Cohen) che si spara alla testa con una 45 Magnum; il suicidio è menzionato anche nella cupamente comica One of us cannot be wrong; Dress Rehearsal Rag tratta della decisione di non uccidere se stessi presa un minuto prima di commettere l'atto, un generale clima di depressione pervade canzoni come Please Don't Pass Me By e Tonight Will Be Fine. Come nella suddetta Hallelujah, la musica stessa è il soggetto di numerose canzoni, tra cui Tower of song, A Singer Must Die e Jazz Police.

La giustizia sociale spesso si presenta come tema fondamentale nel suo lavoro, dove, soprattutto nell'ultimo periodo, spiega la politica di sinistra, anche se con elementi culturalmente conservatori. In Democracy, lamenta, "le guerre contro il disordine / ... le sirene il giorno e la notte / ... gli incendi dei senzatetto / ... le ceneri dei gay", egli conclude che gli Stati Uniti in realtà non sono una democrazia. Ha osservato (in Tower of Song) che, "i ricchi hanno i loro canali nelle camere da letto dei poveri." Nel brano dal titolo The Future prevede un futuro oscuro per il mondo, ma getta una speranza, un pensiero ottimista verso l'amore, il quale potrà salvarci: "Ho visto il luogo e le nazioni in autunno / ... / Ma l'amore è l'unico motore di sopravvivenza".

Diverse canzoni parlano poi di aborto, come qualcosa di sgradevole o addirittura atroce. Il brano Diamonds in the Mine declama che, "la rivoluzione dell'orgoglio / ha addestrato un centinaio di donne / pronte a uccidere un bambino non ancora nato". In The Future, canta sarcasticamente "Distruggi ora un altro feto / non comunque come i bambini". In Story of the Street Cohen recita "L'età della lussuria è il parto / ed entrambi i genitori chiedono / all'infermiera di raccontare loro favole / da entrambi i lati del vetro."

In The Land of Plenty, egli stigmatizza gli Stati Uniti (se non l'intero opulento occidente) dicendo: "Possa la luce della terra dell'abbondanza / riflettere sulla verità prima o poi". Anche la guerra è uno dei temi cardine. Si ricordano Story of the Street, nella quale un verso annuncia l'inevitabile scoppio di una terza guerra mondiale: "Prima o poi la guerra arriverà". Durante un'intervista, dopo un concerto del 1974, Cohen ha addirittura annunciato di non considerarsi un uomo, bensì un soldato. In Field Commander Cohen arriva appunto a immaginare se stesso, benché metaforicamente, come un soldato / spia della socializzazione con Fidel Castro a Cuba.

Profondamente toccato da incontri con entrambi i soldati israeliani e arabi, ha lasciato il paese per scrivere Lover Lover Lover, che è stato spesso interpretato come una rinuncia personale di prendere qualsiasi parte in tale conflitto, tuttavia, il brano termina con la speranza che la sua canzone servirà all'ascoltatore come "uno scudo contro il nemico." La sua strategia recente è stata di adottare una vita sottotono, come in Beautiful Losers. Sia la registrazione di The Partisan, una canzone francese sulla Resistenza di Anna Marly ed Emmanuel d'Astier, sia la sua The Old Revolution, scritta dal punto di vista di una sconfitta realista, mostrano come tutta la sua carriera abbia espresso simpatia e sostegno per gli oppressi.

Cohen unisce una buona dose di pessimismo politico-culturale con una grande dose di umorismo e (soprattutto negli ultimi lavori) l'accettazione e la comprensione. Il suo umorismo si sostiene tramite un'analisi autoironica, come per esempio in Tower of song, brano nel quale canta ironicamente che era "nato con il dono / di una voce d'oro". A volte, per marcare maggiormente l'ironicità del brano, canta con voce volutamente sporca e arrocchita, ne è fulgido esempio Diamond in the Mine, oppure lo stonatissimo urlo che chiude One of Us Cannot Be Wrong.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia di Leonard Cohen.

Album in studio[modifica | modifica sorgente]

Album tributo[modifica | modifica sorgente]

anno titolo autore etichetta
1987 Famous Blue Raincoat Jennifer Warnes Cisco
1991 I’m Your Fan Artisti vari Sony Music
1995 Tower of Song Artisti vari A&M Records
2006 I'm Your Man Artisti vari Verve
2008 Book of Longing Philip Glass Orange Mountain

Leonard Cohen in italiano[modifica | modifica sorgente]

Le canzoni di Leonard Cohen sono state spesso tradotte in italiano (Claudio Daiano ha dedicato all'autore un intero album, intitolato Io come chiunque (sulla pista di Cohen), nel 1974); di seguito riportiamo un elenco non esaustivo delle principali cover (con l'indicazione del titolo in italiano, dell'interprete e dell'anno di pubblicazione).

Anno Titolo originale Titolo italiano Autore del testo in italiano Esecutori
1970 So long, Marianne A presto Marianne Francesco De Gregori Francesco De Gregori e Giorgio Lo Cascio
1970 Suzanne Suzanne Francesco De Gregori Giorgio Lo Cascio
1970 Tonight will be fine Un letto come un altro Francesco De Gregori Francesco De Gregori
1971 Joan of Arc La ballata di Giovanna d'Arco Carlo Alberto Contini Kamsin
1972 Suzanne Suzanne Fabrizio De André Fabrizio De André
1972 Joan of Arc Giovanna d'Arco Fabrizio De André Fabrizio De André
1974 You Know Who I Am Tu sai chi sono Claudio Daiano Claudio Daiano
1974 Tonight Will Be Fine Mi straccerai Claudio Daiano Claudio Daiano
1974 Hey, That's No Way to Say Goodbye Non trovo il modo di andarmene Claudio Daiano Claudio Daiano
1974 Seems So Long Ago, Nancy Sembra tanto tempo fa, Nancy Claudio Daiano Claudio Daiano
1974 Teachers Maestri Claudio Daiano Claudio Daiano
1974 The Butcher Il macellaio Claudio Daiano Claudio Daiano
1974 One of Us Cannot Be Wrong Uno di noi non può sbagliare Claudio Daiano Claudio Daiano
1974 The Partisan Il partigiano Claudio Daiano e Bruno Lauzi Claudio Daiano
1974 Bird on a Wire Come un uccello sul ramo Claudio Daiano Claudio Daiano
1975 Seems So Long Ago, Nancy Nancy Fabrizio De André Fabrizio De André
1979 One of Us Cannot Be Wrong La regola d'oro Luigi Grechi Luigi Grechi
1980 Famous Blue Raincoat La famosa volpe azzurra Fabrizio De André e Sergio Bardotti Ornella Vanoni
1983 Suzanne Suzanne Fabrizio De André Mia Martini
1998 The Future Il futuro Francesco De Gregori Mimmo Locasciulli
1998 Famous Blue Raincoat Famous Blue Raincoat Lalli Lalli
2002 Hallelujah Allelujah Francesco Baccini ed Enrico Nascimbeni Francesco Baccini
2010 Ballad of the absent mare La ballata della cavalla assente Marco Ongaro Marco Ongaro
2010 Memories Ricordi Marco Ongaro Marco Ongaro

Opere letterarie e raccolte di testi di canzoni[modifica | modifica sorgente]

  • 1956 Confrontiamo allora i nostri miti, tr. Giancarlo De Cataldo e Damiano Abeni, Roma: Mimimum fax, 2009 [ISBN 978-88-7521-215-5, titolo originale Let us compare mythologies] (raccolta di poesie)
  • 1961 Le spezie della terra, tr. Giancarlo De Cataldo e Damiano Abeni, Roma: Mimimum fax, 2010 [titolo originale The Spice-Box of Earth] (raccolta di poesie)
  • 1963 Il gioco preferito, tr. Anna Chiavatti e Francesca Valente rivista da Amleto Lorenzini, Milano: Longanesi, 1975; poi tr. Chiara Vatteroni, postfazione di Simone Barillari, Roma: Fazi, 2002 [titolo originale The Favourite Game ISBN 88-8112-358-4, ed. tascabile ISBN 88-8112-625-7] (romanzo)
  • 1964 Flowers for Hitler (raccolta di poesie)
  • 1966 Belli e perdenti, tr. Bruno Oddera, Milano: Rizzoli, 1972; poi tr. Francesca Lamioni, a cura di Simone Barillari, Roma: Fandango, 2003 [ISBN 88-87517-45-2, titolo originale Beautiful Losers] (romanzo)
  • 1966 Parassiti del paradiso, tr. Giancarlo De Cataldo e Damiano Abeni, Roma: Minimum fax, 2011 [ISBN 978-88-7521-339-8, titolo originale Parasites of Heaven] (raccolta di poesie)
  • 1968 Selected Poems (raccolta di poesie)
  • 1972 L'energia degli schiavi, tr. Giancarlo De Cataldo e Damiano Abeni, Roma: Minimum fax, 2003 [ISBN 88-87765-82-0, titolo originale The Energy of Slaves] (raccolta di poesie)
  • 1976 Leonard Cohen. Tutti i testi delle canzoni con un'intervista di Alberino Daniele Capisani, scritti di Michele Straniero e Luigi Granetto, immagini originali e impianto grafico di Davide Antolini. Anteditore- Verona 1976
  • 1978 Death of a Lady's Man (raccolta di poesie)
  • 1984 Libro della misericordia, tr. Francesca Piviotti Inghilleri e Armando Pajalich, Venezia: Supernova, 2000 [ISBN 88-86870-40-X, titolo originale Book of Mercy] (raccolta di prose poetiche)
  • 1984 Poesie e canzoni, a cura di Amleto Lorenzini, Roma: Salerno, 1984
  • 1993 Stranger Music, tr. Alessandro Achilli, Milano: Baldini e Castoldi, 1997 [ISBN 88-8089-267-3, titolo originale Stranger Music] (raccolta di poesie e testi di canzoni)
  • 1993 Il tormento della bellezza, a cura di Dionisio Bauducco, Salerno: Ripostes, 1993; poi come I simulacri della bellezza, Viterbo: Stampa alternativa, 2003 [ISBN 88-7226-762-5] (raccolta di poesie e testi di canzoni)
  • 1993 Canzoni da una stanza, tr. Massimo Cotto rivista da Amleto Lorenzini, Milano: Arcana, 1993 (raccolta di testi di canzoni)
  • 1998 Le mie canzoni sono come le Volvo: durano trent'anni, a cura di Marco Spagnoli e Giuseppe Episcopo, Viterbo: Stampa alternativa, 1998 [collana "Millelire", ISBN 88-7226-417-0] (antologia da interviste)
  • 2003 Canzoni scelte, tr. e introduzione di Paolo Parisi Presicce, Roma: Polo books, 2003 (scelta di testi di canzoni)
  • 2006 Il libro del desiderio, tr. Livia Brambilla e Umbero Fiori, Milano, Mondadori, 2006 [ISBN 978-88-04-57434-7, titolo originale Book of Longing] (raccolta di poesie)
  • 2008 La solitudine della forza, a cura di Branko Gorjup, tr. Francesca Valente, Ravenna: Longo, 2008 [ISBN 978-88-8063-580-2, titolo originale The Peter Paul Charitable Foundation of English Canadian Poetry: Leonard Cohen] (antologia di poesie)
  • 2012 Morte di un casanova, Minimum Fax
Saggi
  • Brunetto Salvarani e Odoardo Semellini, Il Vangelo secondo Leonard Cohen. Il lungo esilio di un canadese errante, Torino: Claudiana, 2010 [ISBN 978-88-7016-789-4]
  • Ira B. Nadel, Una vita di Leonard Cohen, tr. Antonio Vivaldi, Firenze: Giunti, 2011 [ISBN 978-88-09-75293-1] (biografia)
  • Sylvie Simmons, I'm Your Man - Vita di Leonard Cohen, tr. Yuri Garrett, Roma: Caissa Italia, 2013 [ISBN 978-88-6729-019-2] (biografia)

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Ufficiale dell'Ordine del Canada - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine del Canada
«Poeta, cantautore e scrittore, è uno degli scrittori più popolari e influenti della sua generazione il cui lavoro è stato acclamato dalla critica di tutto il mondo e ha reso la letteratura canadese familiare ai lettori all'estero. Immagini di bellezza, disperazione, rabbia e tenerezza si trovano nella sua poesia lirica e nella sua prosa, i cui temi dell'amore, della perdita e della solitudine toccano un accordo universale in tutti noi.»
— nominato il 19 aprile 1991, investito il 30 ottobre 1991[5]
Compagno dell'Ordine del Canada - nastrino per uniforme ordinaria Compagno dell'Ordine del Canada
«Conosciuto per il suo immaginario sorprendente e le suggestive descrizioni della condizione umana, Leonard Cohen ha la particolarità di creare un corpo di lavoro che è rimasto contemporaneo e significativo attraverso tre decenni di spostamento di gusti musicali ed estetici. Il suo album del 1992, The Future, ha introdotto il suo stile poetico a una nuova generazione di ascoltatori. Nel 2001, ha pubblicato il suo dodicesimo album, con dieci nuovi brani. È salito in cima alle classifiche, raggiungendo il disco d'oro e il disco di platino in Canada e in diversi altri paesi. La sua popolarità continua conferma il suo status di icona canadese e di venerato decano del movimento della cultura pop.»
— nominato il 10 ottobre 2002, investito il 24 ottobre 2003[5]
Grand'Ufficiale dell'Ordine Nazionale del Quebec - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine Nazionale del Quebec
— giugno 2008
Premio Principe delle Asturie per la letteratura (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Premio Principe delle Asturie per la letteratura (Spagna)
— 2011

Cohen ha ricevuto diverse onorificenze.

  • Nel 1968, ha rifiutato un Governor General's Award (in lingua inglese per la categoria poesia o teatro) per le sue poesie del periodo.
  • Nel 1991, Cohen è stato inserito nella Canadian Music Hall of Fame.
  • Nel 1993, Cohen ha vinto il Premio Juno Maschio Vocalist of the Year.
  • Nel 1994, Cohen ha vinto un altro Juno Award questa volta per Songwriter of the Year.
  • Nel 1996, fu ordinato monaco buddista Rinzai.
  • Nel 2002, gli è stato assegnato un Premio SNEP per più di 100.000 copie vendute dell'album Ten New Songs in Francia.
  • Nel 2003, è stato fatto "companion" dall'Ordine del Canada.
  • Nel 2004, Beautiful Losers è stato scelto per l'inclusione in Canada Letture 2005.
  • Nel 2006, Cohen è stato inserito nella Hall of Fame dei cantautori canadesi.
  • Nel 2007, Cohen ha ricevuto un Grammy per l'Album dell'anno come un artista in primo piano su Herbie Hancock's River: The Joni Letters.
  • Nel 2008, Cohen è stato inserito nel Rock and Roll Hall of Fame.
  • Nel giugno 2008 è stato nominato Grande Ufficiale dell'Ordine Nazionale del Quebec.
  • Nel 2011 il Premio Principe delle Asturie.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.scaruffi.com/vol2/cohen.html
  2. ^ Leonard Cohen - biografia, recensioni, discografia, foto :: OndaRock
  3. ^ A supporto di Cohen, in questo pezzo, stanno i Kaleidoscope.
  4. ^ Semicerchio - Rivista di poesia comparata
  5. ^ a b (EN) Sito web del Governatore Generale del Canada: dettaglio decorato.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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