Amore

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« L'amor che move il sole e l'altre stelle »
(Paradiso - Canto trentatreesimo, 145)
Gli amanti archetipici, Romeo e Giulietta (1884), di Frank Dicksee.

Con la parola amore si può intendere un'ampia varietà di sentimenti ed atteggiamenti differenti, che possono spaziare da una forma più generale di affetto (Amo mia madre; amo mio figlio), sino riferirsi ad un forte sentimento che si esprime in attrazione interpersonale ed attaccamento[1], una dedizione appassionata tra persone oppure, nel suo significato esteso, l'inclinazione profonda nei confronti di qualche cosa.[2].

Può anche essere una virtù umana che rappresenta la gentilezza e la compassione, la vicinanza disinteressata, la fedeltà e la preoccupazione benevola nei confronti di altri esseri viventi[3], ma anche il desiderare il bene di altre persone[4].

Gli antichi Greci hanno individuato quattro forme primarie di amore: quello parentale-familiare (storge), l'amicizia (philia), il desiderio erotico ma anche romantico (eros), infine l'amore più prettamente spirituale (agape (sentimento), il quale può giungere fino all'auto-annientamento o kenosis)[5][6]; gli autori moderni hanno distinto anche altre varietà di amore romantico[7], mentre le tradizioni non occidentali contengono varianti o simbiosi di questi stati[8].

Una tal ampiezza di usi e significati, in combinazione con la complessità dei sentimenti che coinvolgono i soggetti che amano, possono rendere particolarmente difficoltoso definire in modo univoco e certo l'amore, rispetto ad altri stati emotivi.

Nell'ambito della psicologia esso consiste in un rapporto duale basato su uno scambio emotivo generato dal bisogno fisiologico della gratificazione sessuale e dal bisogno psicologico dello scambio affettivo[9]. L'amore nelle sue varie forme agisce come un importante facilitatore nella relazione interpersonale e, data la sua importanza psicologica centrale, è uno dei temi più comuni trattati nelle arti creative[10]; può infine essere inteso anche come un modo per tenere uniti gli esseri umani contro le minacce provenienti dall'ambiente esterno e per aiutare la riproduzione umana e la conseguente continuazione della specie[11].

Il termine può acquisire ulteriori precisazioni o significati negli ambiti filosofico, religioso o nelle arti.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

La primavera (1873), di Pierre Auguste Cot.

Il termine italiano "amore" entra nella lingua italiana a partire dal XIII secolo, derivando dal termine latino amore(m) (nominativo amor), a sua volta derivato dal latino amare. Il termine amare, il quale risulta connesso con il latino amma (mamma), o anche amita (zia), può avere quindi la sua possibile origine dal linguaggio infantile [12].

Un'altra possibile origine fa derivare il lemma latino dal protoitalico *ama e quindi dal protoindoeuropeo *h3mh3, col significato di "prendere, tenere", evolvendo in "prendere la mano di", quindi legarsi in amicizia (da qui anche il latino amicus, amica, amasius); quindi corrispondente al sanscrito amánti, amīṣi, col medesimo significato, e all'antico avestico əma [13].

Manifestazioni di amore[modifica | modifica wikitesto]

All'interno delle relazioni che l'individuo intrattiene col proprio ambiente, l'amore si può classificare attraverso differenti manifestazioni:

  1. Amore di sé - il sano amor proprio. Appare come condizione di autostima, ma non deve esser confuso col narcisismo che coinvolge l'egocentrismo. Per il Buddhismo, che qualifica l' ego come un'illusione della nostra mente, il vero amore, ossia la compassione, esiste solo quando viene diretto verso un'altra persona, non a se stessi. Per la psicoanalisi invece, che si trova completamente opposta al buddhismo, l' ego viene definito come l'unica realtà, l'amore è sempre auto-personale, che può svilupparsi in una forma sana o malsana a seconda dei casi.
  2. Amore incondizionato - amore altruistico e compassionevole, professato senza aspettarsi nulla in contraccambio. Corrisponde all'amore spirituale predicato dalle varie religioni.
  3. Amore filiale e fraterno - tra discendenti e antenati (familiare, parentale).
  4. Amicizia - sentimento che nasce dalla necessità provata dagli esseri umani di socializzare tra loro.
  5. Amore romantico - un sentimento che in un certo grado idealizza la persona amata, soggetta all'aspettativa amorosa.
  6. Amore sessuale - prodotto dal desiderio sessuale.
  7. Amore platonico - concetto filosofico che innalza l'amore alla contemplazione della bellezza, alla conoscenza pura e disinteressata. Poi successivamente interpretato dai Neoplatonici del '500 come amore filosofico nei confronti di una persona.
  8. Amore per la Natura - coinvolge un sentimento di protezione verso il mondo vegetale ed animale.
  9. Amore per qualcosa di astratto o inanimato - un oggetto fisico, un'idea, ma anche un obiettivo ideale (amor di patria o patriottismo) e può essere associato con l'eroismo; in quest'ultimo caso costituisce una forma di altruismo nei confronti del proprio gruppo
  10. Amore per Dio - devozione, si basa sulla fede religiosa.
  11. Amore universale - spiritualità in senso lato, corrispondente all'esperienza data dal misticismo (estasi, illuminazione, nirvana).

Simbologia[modifica | modifica wikitesto]

Filosofia[modifica | modifica wikitesto]

« Quel che si fa per amore, è sempre al di là del bene e del male. Friedrich Nietzsche »

Per quanto in generale il concetto di amore non sia uno dei più frequentati dalla filosofia, esso riveste un'importanza notevole nella sua storia. Il primo pensatore a porre esplicitamente il concetto è Empedocle, nel suo vedere il divenire determinato dalla dialettica amore/odio, visti come fattori cosmologici primari: le due forze opposte dell'Essere, con l'idea di unità e fusione che sottende al suo concetto di amore.

Platone trasferisce invece il concetto dalla cosmologia alla metafisica, come aspirazione e tensione verso il divino Bene da cui dipendono le Idee come suoi attributi. Questo mondo divino (iperuranio) come mondo delle Idee è l'oggetto cognitivo delle anime individuali, frammenti dell'Anima del mondo scesi nell'umano. Il tema dell'amore viene presentato, in chiave più umana, nel Simposio (dialogo), nel Fedro (dialogo) e anche nello Ione (dialogo).

Nel Simposio l'amore viene immaginato come desiderio nei confronti dell'Unità originaria, questo nell'intervento di Aristofane; in quello di Socrate invece amore è detto figlio di Penia-privazione e Poros-risorsa: amare è desiderare ciò che non abbiamo, a differenza del bisogno è una radicale insoddisfazione. Ma è anche ricco di risorse, fecondo non nel possesso bensì nella creatività e pertanto fonte di novità imprevedibile; cerca infine la contemplazione nella bellezza assoluta.

Aristotele concettualizza la differenza tra eros e philia; la philia ideale è quando non ci uniamo da interesse o piacere, ma come ricerca del bene degli altri senza attenderci nulla in cambio; il filosofo introduce inoltre l'idea di conflitto tra amore di sé e amore per gli altri. Si risolve tuttavia l'opposizione nell'armonia, con l'altro che si fa alter ego, un altro io.

Questa impostazione si coniuga poi con la teologia cristiana, trovandovi rispondenza e riformulazione, avendo nel platonico Agostino di Ippona il suo estensore, ma con una inversione di direzione, poiché se in Platone l'amore è movimento dall'uomo a Dio, per Sant'Agostino è da Dio all'uomo. Tommaso d'Aquino, che segue Aristotele, definisce l'amore come "volere il bene di un altro" (Summa I-II, 26, 4)[14].

In Spinoza l'amore torna a essere movimento "verso Dio", come unità-totalità perfetta e compiuta, da parte delle menti umane quali parti "pensanti" verso Dio quale suprema "Cosa Pensante". Gottfried Leibniz ci dice che l'amore è "essere deliziati dalla felicità di un altro"[15].

Nella filosofia moderna[modifica | modifica wikitesto]

Il concetto di amore è stato affrontato in modo particolare in filosofia dal 1700 a oggi.

Arthur Schopenhauer, influenzato e ispirato dal buddhismo, definisce la compassione essenza di ogni amore e solidarietà, amore e solidarietà che si spiegano alla luce del dolore della vita. (Die welt, 1, par. 66-67); giunge così ad un pessimismo metafisico, in quanto proprio la passione amorosa ci attira dentro un ciclo cosmico costantemente ripetuto in una spirale di sofferenza. Shopenhauer conclude dicendo che l'amore è in definitiva un'illusione della voluntas-Volontà (essenza di tutte le cose che sono) la quale cerca di perpetuarsi attraverso la riproduzione.

Adam Smith nella Theory of Moral Sentiments (III, 1) pone la simpatia come struttura di tutti i sentimenti morali.

Hegel sostiene che l'amore supera il diritto, è qualcosa che va oltre ed è più importante. È pertanto auspicabile uno Stato, società e famiglia centrate sull'amore piuttosto che sulle leggi. L'amore non ha i confini del diritto, fatto di opposizioni e bilanciamenti tra poteri e continue distinzioni; l’amore è antitesi a tutte le opposizioni e a tutte le molteplicità. È nell'essere la rinuncia a sé stessi per un altro che porta all'identificazione del soggetto in un’altra persona, e, ugualmente nel pensiero, al fatto che il soggetto perde la coscienza di sé e diventa cosciente di questa identità, di essere tutt'uno e di non poter vivere senza l'altro:

« L’amore esprime in generale la coscienza della mia unità con l’altro, per cui io, per me, non sono un isolato, ma la mia autocoscienza si afferma solo come rinuncia al mio essere per sé e come unità di me con l’altro »
(Filosofia del diritto, pag. 158)
« La vera essenza dell’amore consiste nell’abbandonare la coscienza di sé, nell’obliarsi in un altro se stesso e tuttavia nel ritrovarsi e possedersi veramente in quest’oblio.

Quindi è identificazione del soggetto in un’altra persona, è il sentimento per cui due esseri esistono solo in una unità perfetta e pongono in questa identità tutta la loro anima e il mondo intero »

(Lezioni d'estetica)

Dopo l'opposizione, l'amore è sintesi tra due persone. Realizza un'identità non in senso stretto (con perdita della diversità) nell'essere e nella coscienza, ma un'identità dell'identico e del diverso, in cui il soggetto e la mia coscienza non muoiono, restando come tolte. Il soggetto è consapevole, in modo permanente, avverte in continuazione, la nuova unità con la persona amata.

Amore materno (1869), di William-Adolphe_Bouguereau.

L'amore quale principio di responsabilità[modifica | modifica wikitesto]

L'amore è il grande escluso delle analisi filosofiche e psicologiche che si occupano del comportamento umano. In parte perché il termine stesso è inflazionato o contaminato da molteplici significati. Ma che parola dovremmo usare per definire quel sentimento di forte empatia che vuole il bene dell'altro senza anteporre il proprio? Se escludiamo tutti gli altri significati, questo sentimento è la ragione principe del comportamento morale per molte persone. Solo chi non lo vive può non tenerne conto nel fare e nel valutare leggi che devono regolamentare il comportamento umano nella società. La paura delle conseguenze del proprio agire è fondamentale solo per chi non ama nel senso testé definito. La mera paura delle conseguenze del proprio agire è già di per sé il segno di un handicap morale. I deterrenti non possono costituire l’unica forma di educazione morale nella società. Se uno crede di essere nel giusto non ha paura delle conseguenze; al limite, se ne guarda, per comprensibili ragioni di opportunità. Ma un Gandhi non sarebbe stato possibile se nell'animo umano l'ultima frontiera dell'agire morale fosse la paura. Allo stesso modo, i kamikaze non possono essere fermati con meri strumenti polizieschi. Non possiamo dunque contare solo sui freni inibitori della paura. La stessa presenza di un superego è un handicap morale, perché l'amore non è, da esso, soltanto diminuito, o indebolito, è addirittura sostituito con valori che antepongono l’Io all’Altro, valori che non hanno in sé nulla di morale, di autoresponsabile. Anche se può sembrare più rassicurante, per la sua prudenza programmata e per la sua incapacità di azzardo, un pilota automatico, senza la supervisione di un pilota reale, è un azzardo puro e semplice. La capacità di agire nella realtà esige la libertà e la responsabilità.

Elegy e la mancanza d'amore, con Eros piangente a terra (1899), di William-Adolphe_Bouguereau.

Psicologia[modifica | modifica wikitesto]

Pur essendoci dei caratteri comuni, la maggior parte delle reazioni o delle pulsioni amorose sono soggettive e variano da individuo a individuo; tuttavia ci sarebbero, secondo la maggior parte degli psicologi e degli scienziati, tre fasi principali nell'amore fra esseri umani: infatuazione (o innamoramento), attrazione e attaccamento, composte da vari elementi e stadi.[16].

Generalmente, l'amore comincia nella fase dell'"infatuazione", forte nella passione ma debole negli altri elementi. Il primo sprone di questa fase sarebbe l'istinto sessuale. L'aspetto fisico, e altri fattori, giocherebbero infatti un ruolo decisivo nel selezionare possibili compagni o compagne. In questa fase l’amore è puramente materiale: si apprezza il/la compagno/a nella sua apparenza corporea, nella sua pura esteriorità. Quello che inizia con l'infatuazione può svilupparsi in uno dei tipi d'amore più pieni.

Con il passare del tempo gli altri elementi (affetto, attaccamento) possono crescere e la passione fisica può diminuire d'importanza, mantenendo però quell'equilibrio alla base della relazione. In questa fase, detta "attrazione", si giudica il partner al di là di come appare, si valutano diversi fattori come la sua cultura, i suoi valori. In questa fase, quindi, si apprezza il/la compagno/a nella sua pura interiorità.

Nella fase dell'"attaccamento", la persona si concentra sul singolo compagno e la fedeltà assume importanza. Ormai si apprezza il/la compagno/a in sé e per sé, in modo pieno e totale, forti delle due fasi precedenti ma ora consapevoli di tutto il proprio percorso interiore. Ora non si amano più caratteristiche determinate, siano esse materiali o spirituali, ma l’uomo/la donna in quanto tali.

Lo psicologo di origine tedesca Erich Fromm ha sostenuto nel suo libro L'arte di amare che l'amore non è solo un sentimento, ma è anche composto da azioni e che in realtà il cosiddetto "sentimento d'amore" è superficiale rispetto al proprio impegno di amare attraverso una serie di azioni amorevoli nel corso del tempo. In questo senso, Fromm ha dichiarato che l'amore non è in definitiva un sentimento per tutti, ma piuttosto è un impegno e un'adesione, un insieme di azioni amorevole rivolte verso un altra persona, ma anche verso se stessi o nei confronti di molti altri, per una periodo prolungato, duraturo. Fromm ha anche descritto l'amore come una scelta consapevole che nelle sue fasi iniziali potrebbe nascere come un sentimento involontario, ma che poi non viene più a dipendere solo da quei sentimenti, ma piuttosto da un impegno consapevole.

Sebbene gli esseri umani non siano in genere sessualmente monogami, qualcuno ritiene tuttavia che siano emozionalmente monogami: possono amare (romanticamente) una sola persona alla volta.[senza fonte] Quando una persona condivide con un'altra un amore per un lungo periodo di tempo, sviluppa un "attaccamento" sempre più forte verso l'altro individuo.

Per quanto riguarda l'eventuale presenza di figli, secondo recenti teorie scientifiche sull'amore, questa transizione dall'attrazione all'attaccamento avverrebbe in circa 30 mesi: il tempo di portare a termine una gravidanza e di curare la prima infanzia del bambino. Dopo questo periodo la passione diminuirebbe, cambiando l'amore da amore romantico a un semplice piacere nello stare insieme. Quest'ultima fase durerebbe dai 10 ai 15 anni: finché la prole ha raggiunto l'adolescenza o più tardi (con variazioni considerevoli da cultura a cultura).

Di solito una relazione che si basa su più fattori (affetto, attaccamento, stima, interessi comuni, attrazione sessuale) ha più possibilità di riuscita di una basata sulla sola attrazione sessuale. Questo "determinismo dell'amore", funzionale unicamente alla cura del bambino, è stato criticato da più parti, in particolare dai sostenitori dell'intelligenza emotiva.

L'amore è la paura di perdere la persona o la cosa amata, accompagnano spesso un sentimento di protezione e/o gelosia verso l'oggetto di tale sentimento. In taluni casi l'amore assume aspetti patologici, quando è la causa che impedisce la conduzione di una vita normale o l'elemento scatenante di un attaccamento morboso.

Due mani che creano la forma del cuore, simbolo di amore.

Disturbi e patologie amorose[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Erotomania e Stalking.
« Ma l'amore, per me, non è nient'altro che un materasso d'aghi su cui dare da bere a queste femmine crudeli »
(Charles Baudelaire)

Accanto all’aspetto più sano dell’amore, esistono numerose varianti legate a patologie particolari che possono condurre a stati di sofferenza e gravi crisi di depressione. Nel libro Pazzi d’amore, Frank Tallis riporta gli studi della psicologa Dorothy Tennov intorno al fenomeno della Limerence. La Limerence sarebbe lo stato ossessivo, l’idealizzazione irrazionale e l’intenso desiderio di essere ricambiati. Gli individui colpiti da Limerence sono costantemente attratti da partner sbagliati, soffrono amori non corrisposti e sono incapaci di imparare dalle loro esperienze. Ne deriva un senso di angoscia emotiva e un grave senso di inutilità che accompagna la persona nel corso della vita. Questo senso di inutilità può emergere anche in un’altra forma particolare d’amore, erroneamente scambiata per semplice infedeltà. In questo caso, il soggetto può anche essere felicemente corrisposto ma è incapace di provare vero affetto per il partner. Innamorato dell’amore, egli si limita ad amare la sensazione dell’innamoramento suscitata dal partner, evitando di entrare nella fase matura della relazione di coppia, ossia quella che dall’infatuazione iniziale si dovrebbe trasformare - col passare del tempo - in vero amore. La relazione è dunque destinata a esaurirsi prima che la stessa cominci ad assumere un autentico significato e la responsabilità di gestire una relazione duratura.
Altre forme patologiche d’amore possono essere date da fenomeni legati all’ambiguità dell’orientamento sessuale e dal forte desiderio di identificare il partner con le figure genitoriali. Entrambi questi casi hanno origine da evidenti disturbi infantili che influiscono costantemente sul carattere dell’individuo. Questo sarà dunque portato alla scelta di partner relativamente anziani in cui il fattore ideale prevale sul fattore sessuale. Un’altra, infatti, tra le forme patologiche dell'amore, risulta essere la frigidità, dove il soggetto - pur nutrendo impulsi sessuali normali e addirittura simulando atteggiamenti disinvolti - è incapace di trasferirli nella realtà fisica del rapporto sessuale.

coppia di cigni che forma un cuore al loro centro.

Prospettive culturali[modifica | modifica wikitesto]

Antica Grecia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Eros (filosofia).

La lingua greca distingue vari significati differenti in cui può venir utilizzata la parola "amore". Ad esempio, il greco antico possiede i termini philia, eros, agape, storge e xenia . Tuttavia, con il greco (così come anche con molte altre lingue), può risultare alquanto difficoltoso separare storicamente i significati di queste parole in un modo univoco e totale. Allo stesso tempo, il testo greco della Bibbia riporta esempi del verbo "agapo" avente lo stesso significato di "phileo".

Agape (ἀγάπη agape) significa specificamente amore nel greco moderno. Il termine "S'agapo" vuol dire "ti amo" in greco; la parola agapo corrisponde al verbo amore. Esso si riferisce generalmente ad un tipo ideale di amore "puro", piuttosto che all'attrazione fisica suggerita da eros. Tuttavia, ci sono alcuni esempi in cui si utilizza agape per indicare la stesso significato dato da eros. E' stato infine anche tradotto come "l'amore dell'anima."

In senso più eminentemente religioso-spirituale è l'amore nei confronti del prossimo, un concetto vicino all'attuale idea di altruismo; si caratterizza per la sua spontaneità, non è perciò un atto intenzionale o una forma di cortesia superficiale proveniente dalla buona educazione, ma una vera e propri empatia per gli altri, vicini o sconosciuti che siano. Nella tradizione cristiana dei Padri della Chiesa, la parola è identificata con il concetto di beneficenza, anche se è più vicino ad un rapporto fisico instaurato con le persone che soffrono.

Eros (ἔρως Eros) (dalla divinità greca Eros) è l'amore passionale, che conduce ed accompagna il desiderio sensuale. La parola greca erota significa innamorato. Platone ha affinato la sua propria definizione: anche se l'eros inizialmente è sentito per una persona, con la contemplazione diventa un apprezzamento della bellezza che è presente e vivente all'interno di quella persona, o addirittura diventa apprezzamento della bellezza stessa. Eros aiuta l'anima a riconoscere il richiamo della bellezza e contribuisce alla comprensione della verità spirituale. Amanti e filosofi sono entrambi, pertanto, ispirati a cercare la verità che proviene dall'eros. In alcune traduzioni può anche venir inteso come "amore per il corpo".

A volte intesa come passione negativa prodotta da épithumia-appetito, ma anche come una forma di "pazzia divina" causa delle più grandi benedizioni per gli uomini[17] Esso tuttavia può mescolarsi con philia tramite la pederastia - nella sua accezione di pederastia greca - che lega un uomo maturo-erastes che ama ad uno più giovane-eromenos che viene amato.

Philia (φιλία philia), un amore spassionato e virtuoso (un forte rispetto reciproco tra due persone di status simile), è stato un concetto affrontato ed ampiamente sviluppato da Aristotele. Comprende la lealtà rivolta agli amici, ai parenti e alla comunità di appartenenza; essa richiede la virtù, l'uguaglianza, e la familiarità. Philia è motivato da ragioni pratiche; una o entrambe le parti beneficiano del rapporto. Può anche significare "l'amore della mente"; è un concetto estensivo di amicizia che non poteva esistere altro che tra persone dello stesso sesso, a causa della forte disuguaglianza tra i sessi esistente.

Storge (στοργή storge) è un affetto naturale, come quello sentito dai genitori per i figli.

Xenia (ξενία Xenia), l'ospitalità, era una pratica estremamente importante nella Grecia antica . Era un'amicizia quasi ritualizzata formata tra un ospitante e dal suo ospite, che potrebbero anche esser stati in precedenza dei perfetti estranei. L'ospitante offre il vitto e fornisce un alloggio per gli ospiti, aspettandosi di essere rimborsati solamente con un senso di gratitudine e riconoscenza. L'importanza di questo istituto può essere veduto bene in tutta la mitologia greca e nella letteratura a partire da Omero in poi.

Antica Roma[modifica | modifica wikitesto]

La lingua latina possiede diversi verbi corrispondenti ad amore; "amo" è il suo verbo di base il cui infinito "amare" è ancor oggi utilizzato in lingua italiana e gli antichi lo usavano in senso affettuoso oltre che in senso romantico e sessuale. Da questo verbo deriva amans-amatore, l'amante spesso con nozione accessoria di lussuria e amica (fidanzata, ma spesso eufemisticamente applicato ad una prostituta).

Il sostantivo corrispondente è amor ed il significato di questo termine per i Romani è ben illustrato nel fatto che Roma può essere un anagramma per Amor, utilizzato come nome segreto della città in ampie cerchie della popolazione durante i tempi antichi; utilizzato infine anche nella sua forma plurale per indicare amori o avventure sessuali.

Questa stessa radice produce anche amicus-amico e amicitia-amicizia (spesso a base di un reciproco vantaggio, e corrispondente a volte ad un significato più vicino a quello di "indebitamento" o "influenza"). Cicerone scrisse un trattato intitolato "De amicitia (Cicerone)", che discute il concetto con una certa ampiezza. Ovidio ha scritto una vera e propria guida chiamata "Ars Amatoria", che affronta, in profondità, tutto ciò che concerne l'amore, dalle relazioni extraconiugali al problema dato dai genitori iperprotettivi.

I latini usano a volte amare per indicare ciò che piace; nozione tuttavia che viene espressa più geberalmente da placere o delectare, termini questi ultimi usati in forma più colloquiale, con molta frequenza ad esempio nella poesia amorosa di Catullo.

Diligere contiene invece il concetto dell'esser affettuoso come conseguenza della stima portata; questa parola descrive anche opportunamente l'amicizia che può esistere tra due uomini, cioè affetto abbinato a stima. Il sostantivo corrispondente diligentia (da cui deriva diligente) prende invece il significato di prudenza ed ha poca sovrapposizione semantica col verbo. Observare è sinonimo di diligere, questo verbo col relativo sostantivo, observantia, denota anch'esso spesso la stima e l'affetto.

Il termine Caritas è usato nelle traduzioni latine della Bibbia cristiana a significare "l'amore caritatevole"; questo significato, però, non si trova nella letteratura pagana classica, poiché deriva ad una fusione con una parola greca, non c'è quindi verbo corrispondente.

Amor sacro e profano (1515), di Tiziano Vecellio.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Le varie religioni hanno in comune il fatto di accompagnare il sentimento dell'amore con un senso di trascendenza verso il sovrannaturale.

Cristianesimo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Amor di Dio e Comandamento dell'amore.
« La cosa più importante è non pensare troppo e amare molto;

per questo motivo fate ciò che più vi spinge ad amare. Teresa d'Avila »

L'amore per il Cristianesimo è il punto focale, essendo il concetto di amore, inteso in senso odierno nel mondo occidentale, esclusivamente cristiano. Nel cristianesimo l'amore di Dio è la somma benevolenza del Signore verso le creature terrene. Secondo quanto riportato dalla Prima lettera di Giovanni (4,16), Dio stesso è Amore. L'Amore di Dio, secondo il Cristianesimo, è in particolare Amore Misericordioso.

Per i cristiani ogni gesto di Dio (creazione, redenzione dopo il peccato originale, provvidenza verso le sue creature), è compiuto per amore. S.Paolo nella Lettera agli Efesini (2,4-5) afferma che Dio "per il grande amore, con il quale ci ha amati, ci ha fatto rivivere in Cristo". Per il credente, l'evento centrale del Cristianesimo, cioè la morte e resurrezione di Gesù, è proprio una prova dell'amore di Dio.

Nella versione della Sacra Bibbia della CEI, Conferenza Episcopale Italiana, al posto della parola amore viene posta la parola carità. I cristiani credono che amare Dio con tutto l cuore, la forza e la mente e amare il prossimo come se stessi siano due degli aspetti più importanti nella vita, quelli che le danno senso (i due comandamenti che riassumono gli altri) e dai quali deriva ogni altra norma morale. Questo è scritto nel Vangelo di Marco 12,28-34. Sant'Agostino ha riassunto ciò nell'espressione "Ama Dio e fa' ciò che vuoi". Per Agostino:

« Pondus meum amor meus, eo feror quocumque feror ("Il mio peso è il mio amore; esso mi porta dovunque mi porto.") »
(Confessioni 13, 9, 10)

L'amore venne definito da Dio una delle più importanti caratteristiche per poter vivere. Scrive Paolo, nella Prima lettera ai Corinzi:

« L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. L'amore non verrà mai meno. »   (1cor 13:4-10)

Con queste parole sembra aver glorificato l'amore come la più importante tra tutte le virtù.

Giovanni evangelista scrisse: "Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Infatti Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma per salvare il mondo per mezzo di lui." (Giovanni 3: 16-17) Scrisse anche, "Cari amici, amiamoci gli uni gli altri per l'amore che viene da Dio. Chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore " (1 Giovanni 4: 7-8)

Per il cristiano, l'amare Dio implica ovviamente l'obbedienza alla Sua volontà in vista di un sommo bene: la pace e l'amicizia con Dio e con gli uomini (v. beatitudine) e questa obbedienza verso Dio coincide inoltre con il "vero bene dell'Uomo", sia come singolo, sia come comunità, costituendo la base dell'adesione al messaggio evangelico.

Molti teologi cristiani[senza fonte] ritengono che l'amore degli uomini per le altre creature (e per Dio stesso) sia derivato direttamente da quello di Dio e che da esso derivi inoltre l'amore per tutto il creato. Secondo il Vangelo di Giovanni gli uomini amano il prossimo in Dio e Dio nel prossimo. In ogni essere umano c'è la presenza viva di Dio (in quanto creato a Sua immagine) che spinge chi Lo ama ad amare inevitabilmente ogni uomo. Nel Vangelo di Matteo (Parabola del Giudizio Universale 25,31-46), Gesù, il Figlio di Dio fatto uomo, afferma che tutto ciò che è stato fatto o che non è stato fatto a un fratello più "piccolo" (cioè a un essere umano) è stato o non è stato fatto a lui. Gesù afferma anche che l'impulso l'amore del prossimo debbono essere universali, senza discriminazioni tra persone buone e cattive (5,38-48, 6,27-35), pur nella difficoltà che ciò può richiedere (10,16-18.

Agostino d'Ippona dice che si deve essere in grado di decifrare la differenza tra amore e lussuria e prosegue affermando "ero innamorato dell'amore". Nelle Confessioni afferma che l'unico che può amare veramente e pienamente è Dio, perché l'amore con un essere umano permette solo di sviluppare difetti quali "la gelosia, il sospetto, la paura, la rabbia, e la contesa; invece amare Dio è invece raggiungere la pace.

Per Tommaso d'Aquino l'amore è dono, gratuità e fedeltà.

Secondo papa Benedetto XVI, nella sua prima Enciclica (Deus caritas est), interamente dedicata all'amore cristiano, l'amore cristiano è per i cattolici unione di eros e agape, cioè di passione e sentimento (carità), diretto verso Dio e verso i fratelli. Eros senza agape sarebbe puro istinto sessuale, agape senza eros toglierebbe alla carità quella spinta impulsiva di carità verso gli altri.

Comunque nella religione cristiana, l'amore ha una grande importanza, in quanto è anche il fondamento di uno dei sette sacramenti: il matrimonio; a tal proposito Gesù, commentando i testi della Genesi relativi all'unione fra un uomo e una donna, disse anche: "Quello dunque che Dio ha unito, l'uomo non separi" (19,3-12), riferendosi all'adulterio e al divorzio, che costituiscono un ripudio dell'amore e della persona amata (5,27-28 e 5,31-32).

L'amore cristiano si manifesta intensamente nel perdono dei torti e dei peccati, e per questo si parla in particolare di Amore Misericordioso: Dio dona gratuitamente il perdono dei peccati all'uomo che vuole pentirsi dei propri errori e con Lui si riconcilia; l'uomo, a sua volta, perdona di cuore i propri fratelli (gli altri uomini) ogni volta che subisce un torto, qualunque sia la sua gravità o la sua frequenza (facendo talvolta ricorso alla preghiera per ricevere da Dio l'aiuto, gratuito, della capacità di perdonare torti apparentemente imperdonabili) (6,14-15, 18,21-35).

Esemplare è infine la parabola del buon Samaritano (Vangelo di Matteo, 5, 44 e Luca, 10, 29-40).

Ebraismo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fede ebraica.

L'ebraismo impiega una vasta definizione d'amore, sia tra le persone sia tra la persona umana e il Signore.

La Torah (Pentateuco) dice "ama il prossimo tuo come te stesso" (Levitico 19.18). Un individuo deve amare il Signore "con tutto il tuo cuore, tutta la tua anima, tutti i tuoi possedimenti" (Deuteronomio), 6.5 (vedi anche Shemà)..

La letteratura rabbinica differisce su come l'amore possa esser sviluppato, e su come contemplare i beni divini e le meraviglie della natura. L'amore coniugale è considerato un elemento essenziale per la vita: "guarda la vita con la moglie che tu ami" (Ecclesiaste 9.9). Il testo biblico del Cantico dei Cantici è considerato una metafora romantica dell'amore di Dio verso il suo popolo. Il rabbino Eliyahu Eliezer Dessler è invece noto per aver definito l'amore secondo la concezione ebraica come "dare senza aspettarsi di ricevere".

L'amore romantico di per sé ha poche citazioni nella letteratura ebraica, sebbene il rabbino medievale Judah Halevi scrisse poesie romantiche in arabo durante la giovinezza.

Islam[modifica | modifica wikitesto]

Nel Corano c'è scritto "Chi non prova affetto non riceverà affetto".

Ishq, o amore divino, è parola d'ordine del sufismo nella tradizione islamica. I praticanti del Sufismo credono che l'amore sia una proiezione dell'essenza di Dio con l'universo; Dio desidera riconoscere la bellezza, è come quando ci si guarda in uno specchio per vedere se stessi.

Induismo[modifica | modifica wikitesto]

Nell'induismo l'amore e il piacere sensuale (Kama, personificato dal dio Kamadeva) è desiderio naturale, dono della divinità, e rappresenta uno dei quattro scopi della vita (purushārtha); "Mara" è un altro dei suoi nomi. In contrasto con il kāma, prema, o "prem" è l'amore elevato, spirituale, divino.

Karuna è la compassione misericordiosa, che spinge a contribuire a ridurre la sofferenza presente negli altri esseri.

Con il termine sanscrito bhakti si intende invece la devozione amorosa nei confronti di Dio. La bhakti nel Bhagavata Purana e nelle Tulsidas viene distinta in nove forme di devozione, rivolte generalmente al dio Krisna. Il libretto Narada bhakti sutra scritto da un autore sconosciuto, ne distingue invece undici forme.

In alcune sette Vaishnava (seguaci di Vishnu) all'interno dell'induismo, raggiungere l'amore incondizionato e incessante di Dio è considerato l'obiettivo più importante della vita. I Gaudiya Vaishnava che adorano Krishna come la Persona Suprema e la causa di tutte le cause considerano l'Amore per Dio (Prema) agente in due modi possibili: Sambhoga e vipralambha (unione e separazione), due apparenti opposti[18].


Nella condizione di separazione, vi è un desiderio acuto di tornare con l'amato e nella condizione di unione v'è d'altra parte la felicità suprema e totalizzante. Il movimento Gaudiya Vaishnava ritiene che Krishna-prema (l'Amore per Dio) è una specie di fuoco atto a bruciare e gettar via i propri desideri materiali: Krsna-prema non è un'arma, ma purttuttavia trafigge il cuore. Non è l'acqua, ma purtuttavia lava via del tutto la sensazione d'orgoglio. Krishna-prema è considerato attrarre in un oceano di estasi trascendentale e di piacere in cui si "annega".

L'amore di Radha, la ragazza-mandriana, per Krishna è spesso citato come l'esempio supremo di amore per Dio dai Gaudiya Vaishnava. Radha è considerata la potenza interna di Krishna, ed è l'amante supremo della Divinità. Il suo esempio di amore è considerato al di là della comprensione del regno materiale in quanto supera ogni forma di amore egoistico o di lussuria che è visibile nel mondo materiale. Il reciproco amore tra Radha (l'amante supremo) e Krishna (Dio come sommamente amato) è oggetto di molte composizioni poetiche in India come la Gita Govinda e l'Hari Bhakti Shuddhodhaya.

Nella tradizione Bhakti all'interno dell'induismo, si ritiene che l'esecuzione del servizio di devozione a Dio porta allo sviluppo dell'Amore per Dio (taiche bhakti-Phale krsne prema upajaya) e come l'amore per Dio cresce nel cuore, più si diventa liberi dalla contaminazione materiale (krishna-prema asvada Haile, bhava nasa paya). Essere perfettamente in uno stato e condizione d'amore con Dio-Krishna rende perfettamente liberi da ogni "laccio terreno". Questa è la maniera migliore di salvezza o liberazione: in questa tradizione, la salvezza o la liberazione è considerata inferiore all'Amore, solo un suo incidentale sottoprodotto. Essere assorbiti nell'amore per Dio è considerato così esser l'unica vera e sola a perfezione della vita[19].

Buddhismo[modifica | modifica wikitesto]

La definizione di "amore" nel buddhismo è il volere che gli altri siano felici. Questo amore è incondizionato e richiede molto coraggio e accettazione, sia degli altri sia di sé. Il nemico dell'amore vero è qualcosa che può sembrargli simile ma è invece il suo opposto: l'attaccamento, che deriva dall'amore di sé inteso come preoccupazione per il proprio benessere. L'amore nel buddhismo è perciò qualcosa di molto differente da quello che s'intende comunemente in italiano (attaccamento, relazione e sesso), che quasi sempre richiede un certo amor proprio. Nel buddhismo si riferisce al distacco e alla cura del benessere degli altri senza alcun interesse verso se stessi.

Il Bodhisattva ideale nel buddismo Mahayana comporta la completa rinuncia di se stessi, al fine di assumere l'onere di un mondo sofferente. La più forte delle motivazione, al fine di prendere il sentiero del Bodhisattva è l'idea di salvazione disinteressata, l'amore altruistico per tutti gli esseri senzienti.

Altre culture e divinità[modifica | modifica wikitesto]

Varie culture hanno divinizzato l'amore, sia nella forma maschile sia in quella femminile. Questa è una lista di dei dell'amore in mitologie differenti.

Cupido trasporta Psiché nell'alto dei cieli, di William-Adolphe_Bouguereau.

Nelle arti[modifica | modifica wikitesto]

Il sentimento dell'amore è spesso la base d'ispirazione delle principali manifestazioni artistiche quali la musica, la letteratura, le arti figurative e il cinema.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

« Amor con amor si paga, / chi con amor non paga, / degno di amar non è. Francesco Petrarca »

Publio Virgilio Marone nelle sue Bucoliche (X, 69) ebbe a dire "Omnia vincit amor et nos cedamus amori" (lett. "L'amore vince tutto, anche noi cediamo all'amore")", verso divenuto celebre e ripreso in seguito anche da vari altri autori; nella sua qualità di locuzione latina è stata immortalata in pittura da Michelangelo Merisi da Caravaggio col suo Amor vincit omnia.

Durante il Medioevo l'amore è stato oggetto di misticismo religioso da un lato, con Bernardo di Chiaravalle e soprattutto con Bonaventura da Bagnoregio (nei ui scritti "Stimulus amoris", "Incendium amoris" e "Amatorium"), ed un particolare tipo di poesia dall'altro; questa letteratura poetica, nata nel sud della Francia si diffuse presto a macchia d'olio in tutto il continente europeo: si tratta della cosiddetta poesia trobadorica (dai suoi autori chiamati trovatori) che canta l'amor cortese, una relazione amorosa in gran parte idealizzata rivolta a donne lontane o irraggiungibili.

Nella Divina Commedia di Dante Alighieri si possono trovare molte terzine in cui "l'Amore" è dominatore incontrastato, innanzitutto nella parte dedicata all storia di Paolo e Francesca, ove domina l'amore terreno: (Inferno - Canto quinto vv 73-142):

« Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende, / prese costui de la bella persona / che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende. // Amor, ch’a nullo amato amar perdona, / mi prese del costui piacer sì forte, / che, come vedi, ancor non m’abbandona. // Amor condusse noi ad una morte. vv 100-106 »

fino a giungere all'amore supremo, assoluto, ch'è anche l'ultimo verso del Paradiso (Divina Commedia)

« l'Amor che move il sole e l'altre stelle. »

Nell'età del Rinascimento, con le opere di Marsilio Ficino, il suo allievo Francesco Cattani da Diacceto e Giordano Bruno comincia a svilupparsi sempre più il neoplatonismo; una delle basi fondanti di questa dottrina filosofica e l'amore nei confronti di tutto ciò che è bello, natura ed essenza dell'amore è quindi la ricerca della bellezza. Questo concetto si riferisce sia all'etica che all'estetica ed ha un impatto significativo su tutta l'arte rinascimentale.

Il secolo seguente, in tempo barocco, l'ebreo olandese Baruch Spinoza, pensatore che ha studiato seriamente la questione soprattutto nella sua Etica (Spinoza) ebbe a dare la seguente definizione: l'amore non è alto che gioia accompagnata dall'idea di una causa esterna (Amor est Laetitia concomitante idea causae externae. Spinoza identifica l'amore con la conoscenza assoluta (amor Dei intellectualis)

Arti visive[modifica | modifica wikitesto]

L'amore è sempre stato uno dei temi preferiti in tutta la storia della pittura e della scultura, dalla rappresentazione di situazioni romantiche o riconducenti ad una qualche simbologia o allegoria, che vengono spesso a coinvolgere personaggi mitologici.

Ma anche i grandi amori terreni vengono raffigurati, soprattutto quelli appartenenti alle storie letterarie più conosciute come Tristano e Isotta, Abelardo e Eloisa, Paolo e Francesca, Romeo e Giulietta , l'amore tra Ulisse e Penelope narrato nell'Odissea, assieme a molti altri sono stati trattati in pittura, soprattutto nei periodi più favorevoli all'espressione più libera dei sentimenti (Preraffaelliti, arte romantica ecc ).

Basi biologiche[modifica | modifica wikitesto]

Il biologo Jeremy Griffith definisce l'amore come "altruismo incondizionato"[20].

Prospettiva contemporanea-politica[modifica | modifica wikitesto]

Il termine amore libero è stato utilizzato in tempi recenti per descrivere quel movimento sociale che rifiuta il matrimonio come istituzione costrittiva, sia civile che religiosa, in quanto inteso come forma di schiavitù o comunque obbligo sociale. Obiettivo iniziale dei fautori dell'amore libero è stato quello di separare le leggi dello stato da tutto ciò che concerneva la materia sessuale come l'adulterio e il controllo delle nascite, anche nella fattispecie dell'aborto, sostenendo che tali questioni dovevano interessare esclusivamente le persone coinvolte e nessun altro[21].

La maggior parte delle persone ancora nel XIX secolo erano fermamente convinte che il matrimonio fosse un aspetto fondamentale del modo di realizzare la propria esistenza e di raggiungere la felicità umana terrena; la classe media ha sempre creduto esser la casa il luogo primario di stabilità nel bel mezzo dell'incertezza del mondo. Questa mentalità ha creato una visione dei ruoli di genere fortemente definiti, il che ha prodotto la crescita del movimento dell'amore libero qual forza oppositiva rispetto allo status quo vigente[22].

Tutto ciò ha inoltre accelerato anche la presa di coscienza di auto determinazione da parte delle donne, e quali hanno iniziato per la prima volta a pretendere ad alta voce di amministrare il proprio corpo nella maniera che meglio preferivano[23]; questo è stato uno dei cavalli di battaglia del movimento femminista.

Il XX secolo resuscita anche una concezione più edonistica dell'amore, soprattutto attraverso il movimento hippie e con celebri slogan quali "Fate l'amore, non fate la guerra".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Oxford Illustrated American Dictionary (1998) + Merriam-Webster Collegiate Dictionary (2000)
  2. ^ Cfr., ad esempio, il Vocabolario Treccani e il Dizionario Devoto-Oli.
  3. ^ Merriam Webster Dictionary
  4. ^ Fromm, Erich; The Art of Loving, Harper Perennial (1956), Original English Version, ISBN 978-0-06-095828-2
  5. ^ C. S. Lewis, I quattro amori, 1960.
  6. ^ Paul Oskar Kristeller, Renaissance Thought and the Arts: Collected Essays, Princeton University Press, 1980, ISBN 0-691-02010-8.
  7. ^ Stendhal in L'amore ("De l'amour"; Paris, 1822), distingue amore esclusivamente carnale o fisico, l'amore passionale emotivo, una sorta di amore non troppo impegnativo definito "gusto d'amore" ed infine l'amore di vanità o superficiale e vacuo. Denis de Rougemont nel suo saggio L'amore in occidente ha tracciato la storia dell'amore passionale (l'amour-passion) dai tempi dell'amor cortese al romanticismo. Benjamin Péret, nell'introduzione alla sua Anthlogia dell' amore sublime (Paris, 1956), distingue ulteriormente il cosiddetto "amore sublime", uno stato di idealizzazione realizzata equiparabile per certi versi con la forma più romantica dell'amore passionale.
  8. ^ Juan Mascaró, The Bhagavad Gita, Penguin Classics, Penguin, 2003, ISBN 0-14-044918-3. (J. Mascaró, translator)
  9. ^ Umberto Galimberti, Dizionario di psicologia. Milano, Garzanti, 1999, p. 46
  10. ^ Article On Love. URL consultato il 13 settembre 2011.
  11. ^ Helen Fisher. Why We Love: the nature and chemistry of romantic love. 2004.
  12. ^ Alberto Nocentini, L'etimologico.
  13. ^ Michiel de Vaan, Etymological Dictionary of Latin and the other Italic Languages vol.7 del Leiden Indo-European Etymological Dictionary Series (a cura di Alexander Lubotsky). Leiden, Brill, 2008, p. 39
  14. ^ St. Thomas Aquinas, STh I-II, 26, 4, corp. art, Newadvent.org. URL consultato il 30 ottobre 2010.
  15. ^ Gottfried Leibniz, Confessio philosophi, Wikisource edition. URL consultato il 25 marzo 2009.
  16. ^ Si veda, per esempio, il saggio L'arte di amare di Erich Fromm
  17. ^ Platone, Fedro , 266A-b. Questi due tipi di amore corrispondono i due tipi di amore tradizionalmente opposti: l'amore volgare (o profano) e l'amore celeste (o sacro).
  18. ^ Gour Govinda Swami, Wonderful Characteristic of Krishna Prema, Gour Govinda Swami..
  19. ^ A C Bhaktivedanta Swami, Being Perfectly in Love.
  20. ^ What is love?. In The Book of Real Answers to Everything! Griffith, J. 2011. ISBN 9781741290073.
  21. ^ McElroy, Wendy. "The Free Love Movement and Radical Individualism." Libertarian Enterprise .19 (1996): 1.
  22. ^ Spurlock, John C. Free Love Marriage and Middle-Class Radicalism in America. New York, NY: New York UP, 1988.
  23. ^ Passet, Joanne E. Sex Radicals and the Quest for Women's Equality. Chicago,IL: U of Illinois P, 2003.

Bibliografia di riferimento[modifica | modifica wikitesto]

Filosofia[modifica | modifica wikitesto]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Psicologia[modifica | modifica wikitesto]

Storia, cultura e Sociologia[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • De amore, di Andrea Cappellano
  • Dall'arte della guerra all'arte dell'amore, di Giulietta Bandiera, Xenia edizioni, Milano 2003
  • Ti amerò per sempre. La scienza dell'amore, di Piero Angela, Mondadori, 2005

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]