Bon Jovi

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Bon Jovi
I Bon Jovi in concerto a Montreal, novembre 2007
I Bon Jovi in concerto a Montreal, novembre 2007
Nazionalità Stati Uniti
Genere Hair metal[1][2][3]
Pop metal[1][3][4]
Hard rock[1]
AOR[1][4][5]
Periodo attività 1983 - in attività
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Album pubblicati 14
Studio 10
Live 1
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Sito ufficiale
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I Bon Jovi sono un gruppo rock statunitense, originario del New Jersey. Considerati una delle più grandi rock band in attività al mondo, i Bon Jovi, hanno venduto ad oggi più di 130 milioni di dischi nel corso della loro più che ventennale carriera[6], e suonato dal vivo nelle maggiori città di tutto il mondo: 2500 concerti in 50 nazioni[7]. Il gruppo iniziò la carriera come hair metal/AOR band, genere che li accompagnerà per tutti gli anni Ottanta. Con la decadenza del genere e l'avvento del grunge, il gruppo si spostò su sonorità più moderne abbandonando il genere che li portò al successo. La band è stata fonte di ispirazione per molti gruppi più recenti.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Anni ottanta

Il cantante Jon Bon Jovi ricevette la sua prima chitarra all'età di 7 anni, ma cominciò ad imbracciarla ed a strimpellarla solo a dieci. All'età di 13 anni, Jon fondò la sua prima band, i Raze. A sedici anni avvenne l'incontro con David Bryan (David Bryan Rashbaum). I due si incontrarono frequentando lo stesso liceo (Sayreville War Memorial High School) e decisero di fondare una cover band di R&B chiamata Atlantic City Expressway, suonando nei locali del New Jersey, pur essendo minorenni. Sempre nello stesso periodo Jon suonò nella band Jon Bon Jovi and the Wild Ones, girando i locali del New Jersey come il Fast Lane e aprendo concerti per musicisti di rilevo locale.

Durante l'estate del 1982, finita la scuola e con un lavoro part-time in un negozio di scarpe, Jon riuscì a trovare un impiego ai Power Station Studios, uno studio di registrazione di Manhattan di cui suo cugino, Tony Bon Jovi, era comproprietario. Jon registrò numerosi demo (uno dei quali prodotto da Billy Squier) che mandò a svariate case discografiche, ma senza ottenere risultati.

A diciannove anni, Jon fece la sua prima esperienza in studio, cantando la canzone R2-D2 We Wish You a Merry Christmas di Meco Monardo e Daniel Oriolo inclusa dell'album di canzoni natalizie di Guerre Stellari, Christmas in the Stars, prodotto dal cugino Tony agli studi Power Station e distribuito dall'etichetta RSO.

Nel 1983, una radio locale (la WAPP 103.5FM The Apple) promosse un concorso, insieme alla St. John University, per gruppi rock senza contratto discografico. Jon partecipò utilizzando musicisti di studio per registrare Runaway (scritta nel 1980). Dopo aver vinto il concorso, il pezzo diventò un successo dell'estate di quell'anno. I musicisti che aiutarono Jon nelle registrazioni del pezzo, noti come The All Star Review erano Tim Pierce (chitarra), Roy Bittan (tastiere), Frankie LaRocka (batteria) and Hugh McDonald (basso).

A quel punto Jon aveva disperatamente bisogno di un gruppo. I futuri membri si erano già incontrati durante i loro inizi, ma la formazione attuale non si perfezionò fino al marzo del 1983. Jon chiamò David Bryan e Alec John Such; quest'ultimo a sua volta chiamò Tico Torres.

Per il posto da chitarrista vi fu un succedersi di numerosi elementi, tra cui Dave "The Snake" Sabo, suo amico di liceo e futuro chitarrista degli Skid Row (band promossa dai Bon Jovi stessi, per i quali Sabo e compagni aprirono parecchi concerti). Sabo non fu mai totalmente d'accordo con il sound troppo glam che la band ricercava, tuttavia si separò dalla band perché scalzato dall'arrivo di Richie Sambora. Prima di allora, Sambora era stato in tour con Joe Cocker, aveva suonato con un gruppo di nome Mercy ed era fresco reduce da un provino per entrare nei Kiss. Il chitarrista aveva anche suonato nell'album Lessons dei Message, che fu successivamente riedito su CD. Sambora era conosciuto anche per aver parecipato al film Staying Alive seguito di Saturday Night Fever interpretato da John Travolta e diretto da Silvester Stallone. Richie fu notato una sera da Jon e Alec, mentre suonava con i Message in un locale; Alec disse di conoscerlo, e Jon gli chiese immediatamente di contattarlo per un provino. Accettata la proposta, Sambora sfoderò tutta la sua stupefacente tecnica e creatività, che gli valsero il posto ufficiale nella band.

Tico Torres era un esperto musicista già allora. Aveva partecipato a jam session con Miles Davis e aveva suonato dal vivo con The Marvelettes e Chuck Berry. Aveva partecipato alle registrazioni di ben ventisei dischi e appena finito il terzo album dei Frankie and the Knockouts (una band del Jersey che ebbe qualche singolo in classifica nei primi anni ottanta). Inizialmente, nonostante la raccomandazione dell'amico Such, Torres non aveva intenzione di rischiare una già promettente carriera per seguire un gruppo di principianti, ma la volontà e la passione di Jon lo convinsero definitivamente.

Durante uno show in cui la band aprì per gli Scandal, un discografico (Derek Shulman) li notò e li mise sotto contratto con la Polygram. Il traguardo raggiunto riempì di euforia i 5 ragazzi, che a questo punto necessitavano di un monicker ufficiale: all'inizio pensarono a Victory, poi il suggerimento di un amico, che giustamente fece notare la popolarità che Jon aveva già raggiunto col suo nome, convinse il gruppo a chiamarsi Bon Jovi.

L'album di debutto, Bon Jovi, anche se il titolo originale doveva essere Tough Talk, uscì il 21 gennaio 1984. Fu disco d'oro negli U.S.A. (vendendo più di 500.000 copie) ed uscì anche sul mercato britannico. Il gruppo si trovò così ad aprire i concerti degli ZZ Top al Madison Square Garden (prima ancora che il disco fosse nei negozi), e per Scorpions e Kiss in Europa. Fecero anche un'apparizione nel famoso programma televisivo American Band Stand. Lo stile melodico del gruppo colpì anche gli inglesi, che ne saggiarono la consistenza live soprattutto in un trionfale concerto alla Wembley Arena.

Nel 1985 uscì il secondo album 7800° Fahrenheit, ma la risposta del pubblico fu fredda. La più importante rivista Heavy Metal britannica Kerrang!, che aveva accolto molto positivamente l'album di debutto, defini il disco una pallida imitazione dei Bon Jovi che conoscevamo e che avevamo imparato ad amare. I Bon Jovi stessi dissero in seguito che avrebbero potuto e dovuto produrre un disco migliore.

Il terzo album, Slippery When Wet, proietta la band verso un successo internazionale vendendo oltre 28 milioni di copie[8] con successi planetari come You Give Love a Bad Name, Livin' on a Prayer, Wanted Dead or Alive e Never Say Goodbye. Jon ha raccontato che il disco prese questo titolo dai segnali stradali presenti sulle autostrade americane. Da ricordare che la canzone Living On'A Prayer nel 2007 è stata votata come la canzone più bella e significante degli anni Ottanta.

« Durante le registrazioni del disco frequentavamo assiduamente un club di strip-tease dove delle ragazze incredibilmente belle si versavano addosso acqua e sapone. Diventavano così scivolose che non riuscivi a stringerle neanche se era la cosa che volevi di più al mondo. Uno di noi urlò 'Slippery when wet!' (scivolose se bagnate) e gli altri immediatamente realizzarono: doveva essere il titolo del nuovo disco! In origine pensavamo di mettere in copertina una foto con delle enormi tette, veramente grosse, ma scoprimmo che il Parents Music Resource Center (un'associazione moralista controllata da Tipper Gore, moglie dell'allora Vice Presidente degli Stati Uniti Al Gore) aveva intenzione di denunciarci, mettendoci così in un grosso guaio. Perciò usammo una copertina più tranquilla. Pochi sanno che ad inventare la nuova copertina fu lo stesso Jon Bon Jovi, che di fatto prese un sacco di immondizia bagnato e ci scrisse sopra con il dito Slippery When Wet»
(David Bryan)

Il disco ha venduto, nel mondo, più di venticinque milioni di copie dall'uscita sul mercato avvenuta verso la fine del 1986, risultando ancora oggi uno dei dischi rock più venduti nella storia della musica. Durante il tour che seguì, Jon ebbe dei problemi con la propria voce. Le note particolarmente acute e il ritmo frenetico dei concerti minacciavano di provocargli dei danni permanenti alle corde vocali. Con l'aiuto di un maestro di canto riuscì a finire il tour. Da quel momento in poi, il leader della band cominciò a cantare su tonalità leggermente più basse.

I Bon Jovi dal vivo a Stoccarda nel 2001

L'album successivo fu New Jersey del 1988, inizialmente pensato come un doppio disco di inediti che doveva essere intitolato Sons of Beaches, idea che tramontò ben presto quando, sotto le pressioni della casa discografica, si preferì pubblicare un disco unico con le migliori canzoni registrate durante le sessions. L'album fu registrato molto in fretta alla fine della tournée di Slippery When Wet perché la band voleva dimostrare che l'enorme successo del disco precedente non sarebbe rimasto un'eccezione. Il prodotto fu uno degli album preferiti dai fans, contenente pezzi come Bad Medicine, Lay Your Hands On Me ( dedicata ai fans ), I'll Be There For You e Born To Be My Baby che sono tuttora stabilmente nelle scalette dei concerti dal vivo. Nonostante questo, New Jersey portò quasi allo scioglimento del gruppo. La band ricominciò quasi subito un altro tour lungo e massacrante, nonostante la stanchezza del tour precedente non fosse ancora stata smaltita. La band riuscì però a restare unita e si prese una lunga e salutare pausa prima di tornare in studio nuovamente, nonostante le insistenti voci di scioglimento diffuse dai media. L'album sarà venduto anche in Russia, il quale fu il primo disco U.S.A. venduto nell'Unione Sovietica.

Il 12 Agosto 1989, la band fu headliner dello spettacolare Moscow Music Peace Festival, prima manifestazione hard rock della storia approdata nell'ex-URSS, evento non meno storico di quello di Woodstock di tanti anni prima, e trasmesso dalle TV di tutto il mondo in diretta dallo Stadio Lenin di Mosca. Storico resta l'ingresso di Jon, che attraversa in uniforme militare sovietica tutta l'arena dello stadio accompagnato dalle note del brano Lay your hands on me. Sempre nel 1989 Jon Bon Jovi e Richie Sambora partecipano agli MTV Video Music Awards dove suonano in versione unplugged Livin' on a Prayer e Wanted Dead Or Alive. Su ispirazone di questa loro esibizione nasce poi lo storico programma MTV "Unplugged". I Bon Jovi sono considerati il gruppo hard rock che ha venduto più album rock negli anni '80, anche il singolo più venduto negli anni 80' è il loro (Livin' On A Prayer), seguiti al 2° posto dai Def leppard e al 3° i Poison.

[modifica] Anni novanta

Jon Bon Jovi dal vivo a Dublino nel 2006.

Tra il 1990 e il 1992 i membri della band percorrono strade diverse. Jon Bon Jovi compone l'album solista Blaze Of Glory, colonna sonora per il film Young Guns II, nel quale egli stesso recita. L'album vede la partecipazione, tra gli altri, di ospiti del calibro di Elton John, Aldo Nova e Jeff Beck. Richie Sambora nel 1991 dà alle stampe un album da solista, Stranger in This Town. David Bryan scrive la musica per il film Netherworld, ma viene anche ricoverato in ospedale per una malattia causata da un parassita sudamericano. Tico Torres evita completamente di occuparsi di musica per tutto il periodo. Alec John Such cade dalla sua moto, «proprio in quel senso, fermo davanti alla porta di casa mia». L'incidente gli danneggia un muscolo in modo permanente e questo lo costringe ad adottare una nuova tecnica che gli consenta di poter suonare il suo strumento.

La band ritorna con l'album Keep the Faith nel 1992. Il suono è più maturo e i testi più introspettivi. Vi troviamo i singoli Bed of Roses, Keep the Faith e In These Arms. Altre canzoni particolarmente amate dai fans sono le epiche Dry County e I Believe.

Nel 1994, esce la prima raccolta di successi intitolata Cross Road, che include anche due nuove canzoni: la famosa Always e Someday I'll Be Saturday Night, insieme ad una nuova versione della ormai storica Livin' on a Prayer.

Alec John Such lascia la band dopo questo disco. Anche se non è mai stato ufficalmente rimpiazzato, Hugh McDonald si è occupato di suonare il basso a partire da quel momento.

Richie Sambora dal vivo a Dublino nel 2006

Riguardo all'abbandono del bassista, Jon Bon Jovi ha detto:

« Certo che fa male. Ma ho imparato ad accettarlo e rispettarlo. Il fatto è che sono lavoro-dipendente, dentro e fuori dallo studio, su e giù dal palco, il fatto che io voglia avere a che fare con la musica giorno e notte non significa che tutti gli altri debbano per forza adeguarsi a questo ritmo. Alec voleva prendersi una pausa, perciò non è stata completamente una sorpresa. Inizialmente ci chiese se poteva registrare il prossimo disco in studio senza venire in tour, ma gli facemmo capire che la cosa non era fattibile. »
(Jon Bon Jovi)

La scelta del sostituto cadde sulla persona più vicina a Jon e alla band: Hugh McDonald era il bassista presente nella formazione che incise Runaway, e fin da allora collaborò frequentemente su tutti gli album successivi dei Bon Jovi, fino a quando appunto prese il posto di Such, dopo la dipartita di quest'ultimo.

Con il disco del 1995 These Days, i Bon Jovi portano ulteriormente avanti il suono rock più maturo già adottato con Keep the Faith. Il disco nel complesso è decisamente più scuro e meno tirato rispetto alla cifra stilistica del gruppo, ed il risultato è che solo un singolo arriva ai vertici delle classifiche americane, This Ain't a Love Song. Tuttavia le altre canzoni diventano sufficientemente popolari da conquistare ottimi piazzamenti nelle classifiche europee.

Durante il tour seguente, il These Days Tour, la band suona in uno stadio di Wembley completamente esaurito per tre sere consecutive il 23, 24 e 25 Giugno 1995, che verranno unanimamente considerate le loro migliori esibizioni live in assoluto insieme alla performance al Moscow Music Peace Festival dell'estate 1989. Successi come Livin' On A Prayer, Keep the Faith, un'intensa versione di Always e i pezzi del nuovo disco rendono particolarmente memorabile quel week-end in cui l'album arriva al numero 1 nel Regno Unito. Le riprese del concerto del 25 giugno verranno poi raccolte in una videocassetta, recentemente edita anche in dvd chiamato Live From London. Proprio il week-end di Wembley entra nella storia di questo stadio, con 225.000 persone presenti (75.000 per serata), record che in precedenza apparteneva solo ai Rolling Stones e non è mai stato più eguagliato da nessun altro.

Durante il periodo tra il 1996 e il 1999, i Bon Jovi decidono di prendersi una meritata vacanza dal gruppo, e ognuno ne approfitta per provare nuove esperienze. Escono perciò altri dischi solisti: Destination Anywhere di Jon Bon Jovi nel 1997, della quale viene girato anche un film diretto da Mark Pellington in cui Jon recita al fianco di star come Demi Moore, Kevin Bacon e Whoopi Goldberg, Undiscovered Soul di Richie Sambora e Lunar Eclipse di David Bryan.

[modifica] Anni 2000

Jon Bon Jovi dal vivo in Olanda nel 2006

Dopo la sospensione di quasi tre anni durante i quali i membri della band lavorano ai propri progetti personali, i Bon Jovi si ritrovano nel 1999 per cominciare a lavorare al successivo album in studio. Il risultato, Crush, esce nel 2000 e raccoglie un enorme successo sia negli USA che in Europa, in parte grazie al travolgente singolo It's My Life, scritta insieme al famoso produttore svedese Max Martin.il singolo rimane per più di 5 mesi nella Top 3 di molti paesi. Crush, che porta con sé altri successi come Say It Isn't So e Thank You for Loving Me, e alcuni tocchi di classe come le rock-country Two Story Town e Just Older, diventa rapidamente il maggior successo della band dai tempi di Cross Road, e permette ai Bon Jovi di farsi conoscere anche da un pubblico più giovane, nasce così una nuova generazione di fans, la "Crush Generation". Il tour di questo disco, il Crush Tour, che comincia nell'estate del 2000, prevedeva in origine solo una sessantina di date. L'improvvisa crescita di popolarità moltiplica le richieste di concerti e così la band rimane in giro per il mondo fino alla metà del 2001, con il tour che cambia nome e diventa l'One Wild Night Tour. La band passa alla storia per essere stata l'ultima a suonare nel Wembley Stadium di Londra prima della sua demolizione, il 20 agosto 2000. La data del 30 agosto 2000 al Letzigrund Stadion di Zurigo verrà pubblicata nel DVD intitolato The Crush Tour. Durante il tour esce una raccolta di brani live intitolata One Wild Night: Live 1985-2001. Il disco inizialmente doveva essere un doppio album, ma per volere della casa discografica uscì nel classico formato di un solo cd. Tuttavia restano perplessità sulla scelta dei brani inseriti (è palese la mancanza di brani dal week-end di Wembley 1995 e delle classiche ballad), nonostante l'apprezzamento dei fan per l'inaspettata Something To Believe In di Yokohama 1996. L'album contiene anche una nuova versione del brano One Wild Night, intitolato One Wild Night 2001, uscito come singolo.

Verso la fine del 2002 vede la luce il nuovo capitolo della discografia dei Bon Jovi. Bounce non riesce a ripetere il successo del predecessore pur contenendo tre singoli come Everyday, Misunderstood (The Distance in Giappone) e All About Loving You. Il gruppo inizia il Bounce Tour durante il quale passa nuovamente alla storia per chiudere musicalmente il Veteran's Stadium di Philadelphia, prima della sua demolizione appunto.

Subito dopo la fine del tour, avvenuta nell'agosto del 2003, i Bon Jovi intraprendono un nuovo progetto ambizioso ed unico. Partendo dall'idea di assemblare una serie di esecuzioni acustiche dal vivo, la band finisce con il riscrivere, registrare e reinventare 12 dei suoi maggiori successi. This Left Feels Right esce nel novembre del 2003, e nel titolo c'è un riferimento al left turn che il gruppo ha fatto durante le registrazioni delle canzoni. Tale album viene celebrato con due concerti dal vivo, il 14 e 15 novembre 2003 al Borgata Hotel Casino & spa di Atlantic City, che saranno poi pubblicati nel DVD This Left Feels Right Live; in entrambe le date i Bon Jovi eseguono tutte le canzoni inserite nel cd This Left Feels Right con l'aggiunta di alcune cover e di altri vecchi successi, tutto in chiave acustica.

Sempre nel corso del 2004 il gruppo dà alle stampe il cofanetto intitolato 100,000,000 Bon Jovi Fans Can't Be Wrong. Titolo, che è un omaggio al disco di Elvis Presley 50,000,000 Elvis Fans Can't Be Wrong. Il contenuto del box-set consiste in quattro CD contenenti ben 50 pezzi rari e inediti, e un DVD. Il tutto per sottolineare il raggiungimento dei 100 milioni di dischi venduti e per celebrare il ventesimo anniversario dell'uscita del primo disco a nome Bon Jovi, nel 1984. Anche questa nuova pubblicazione sarà promossa da due serate live al Borgata Hotel Casino ad Atlantic City. In concomitanza con l'uscita del box-set, poi, alla band viene assegnato l'Award of Merit agli American Music Awards il 14 novembre. Il gruppo, prima di essere premiato, esegue un medley di It's My Life con un nuovo brano, dal titolo Have A Nice Day.

E proprio questo nuovo brano viene riproposto per intero il 2 luglio 2005, durante la partecipazione al concerto benefico Live 8, dove viene suonato insieme ai classici Livin' on a Prayer e It's My Life. Da ricordare anche che il 31 agosto ricevono il Diamond Award ai World Music Awards per aver raggiunto (e superato) la quota dei 100 milioni di dischi venduti.

Il nono album dei Bon Jovi, quindi, è pronto per uscire. Il 20 settembre 2005, dunque, esce Have a Nice Day, prodotto da John Shanks, premiato nel corso del 2005 come miglior produttore dell'anno. Il disco ha un sound fresco e il primo singolo, omonimo, ottiene grande successo radiofonico e televisivo in gran parte del mondo. Il 2 novembre poi parte da Des Moines, Iowa, l'Have a Nice Day Tour, tour ufficiale a supporto del disco, che, nel frattempo, raggiunge il numero uno in classifica in varie nazioni, atterrando sulla seconda posizione della classifica di Billboard nella prima settimana di vendita. La band ottiene la miglior prima settimana di vendite della carriera vendendo più di 202.000 copie. Il tour prosegue, sbarca in Giappone in aprile e a maggio in Europa, dove, tra lo stupore di tutti i fans, fa il suo ritorno nelle scalette dei concerti una delle loro canzoni più belle, Dry County. Nel frattempo un'edizione alternativa di uno dei singoli estratti, Who Says You Can't Go Home riarrangiata in versione country con la cantante delle Sugarlands Jennifer Nettles, raggiunge la posizione numero 1 della Country Chart statunitense, ottenendo un grandissimo successo negli USA appunto. Intanto, per l'11 giugno 2006 era fissata la data di apertura del nuovo stadio di Wembley, e i Bon Jovi dovevano essere gli headliners, ma, a causa di ritardi nei lavori, la band fu costretta a spostare la data: alla fine la performance è stata realizzata a Milton Keynes, nel National Bowl.

Il tour si conclude a fine luglio nel loro New Jersey, nel loro Giants Stadium, diventando il terzo tour più visto del 2006. Il finire dell'anno riserva diverse sorprese, sia per il gruppo che per i fans: innanzitutto la band viene introdotta nella UK Music Hall Of Fame il 14 novembre, dove tra l'altro ha proprosto un bellissimo medley acustico di Livin' On A Prayer e Wanted Dead Or Alive e una versione elettrica di It's My Life. Intanto i mesi passano, il gruppo vince un premio ai Grammy Awards come Miglior collaborazione Country per Who Says You Can't Go Home con Jennifer Nettles, e inoltre si moltiplicano le notizie sul nuovo atteso disco, che ha come titolo Lost Highway.

Richie Sambora dal vivo a Dublino nel 2006

Inizialmente voci riferiscono di un disco country, scritto e suonato per la maggior parte solo da Jon Bon Jovi e Richie Sambora insieme ai più validi musicisti della scena country di Nashville. Ma è lo stesso Bon Jovi a precisare nelle interviste che il nuovo album sarà un tipico album rock alla Bon Jovi con influenze country di Nashville. E infatti il nuovo disco, che viene pubblicato in tutto il mondo nel giugno 2007, vede varie collaborazioni come quella con i due artisti Big & Rich nel brano We Got It Going On, o come quella di LeAnn Rimes in Till We Ain't Strangers Anymore. Il singolo di lancio scelto è la ballad (You Want To) Make A Memory, che otterrà anche una nomination ai Grammy.

L'uscita del nuovo album è accompagnata da alcune date promozionali, tra le quali quella a Porto Rico caratterizzata dall'assenza di Richie Sambora, ricoverato in una clinica di Los Angeles per l'eccessivo consumo di alcol. In quel occasione suonò al suo posto Bobby Bandiera, chitarrista degli Asbury Jukes e grande amico del gruppo che già nel Have A Nice Day Tour aveva collaborato con la band come chitarrista ritmico. Sambora però si riprende in fretta e già dai concerti successivi riprende il suo posto sul palco.

Dopo aver raggiunto il primo posto nella classifica americana con il nuovo album, il 7 luglio 2007 i Bon Jovi si esibiscono al Live Earth nello show di New York: al Giants Stadium, nel loro New Jersey, risultando la loro una delle performance di maggior spessore di tutta la manifestazione. In estate esce anche il secondo singolo: la titletrack Lost Highway.

Il tour ufficiale, il Lost Highway Tour, inizia il 25 ottobre 2007 al Prudential Center di Newark, New Jersey, con una serie di dieci concerti in due settimane che inaugurano questa nuova arena. Nel novembre 2007 viene pubblicato un nuovo dvd ufficiale dal titolo Lost Highway: The Concert, anche se in realtà non si tratta di un vero e proprio live ma di una performance registrata a Chicago appositamente per il dvd. Sempre in novembre viene pubblicato il terzo singolo estratto da Lost Highway: Till We Ain't Strangers Anymore in duetto con LeAnn Rimes.

Nel dicembre 2007 i Bon Jovi diventano la prima band americana ad essere ospite principale del Royal Variety Performance: a Liverpool, nel Regno Unito, suonano di fronte alla Regina stessa ed eseguono anche una cover della storica Let It Be dei Beatles.

Dopo oltre 100 spettacoli tra America, Asia, Oceania ed Europa, il tour si conclude nel luglio 2008 a New York, con un concerto gratuito a Central Park nell'ambito dell'MLB All-Star Game e con 2 serate consecutive al Madison Square Garden, che dovrebbero essere pubblicate in un nuovo dvd ufficiale. Con 210,6mln di dollari guadagnati e un totale di 2.157.675 spettatori, il tour conquista il primo posto tra i tour più redditizi del 2008[9].

Il gruppo era tra gli artisti annunciati per il Live Earth India che si sarebbe dovuto tentere a Mumbai il 7 dicembre 2008, tuttavia cancellato a causa degli attentati del 26 novembre.

Nell'aprile 2009 viene presentato in anteprima al Tribeca Film Festival di New York un documentario diretto da Phil Griffin girato durante il Lost Highway Tour, dal titolo When We Were Beautiful.

Nel giugno 2009 Jon Bon Jovi e Richie Sambora registrano insieme al cantante iraniano Andy Madaidan una nuova versione del classico di Ben E. King Stand By Me, come gesto di solidarietà verso la popolazione iraniana in seguito agli scontri seguiti alle elezioni presidenziali.

La band è attualmente al lavoro per un nuovo album, che verrà pubblicato entro la fine del 2009, dal quale è già stata presentata, seppure in acustico e solo da Bon Jovi senza gli altri componenti della band, una nuova canzone, dal titolo Work for the Working Man.


Il 18 giugno 2009, Jon Bon Jovi e Richie Sambora sono stati inseriti nella “Songwriters Hall Of Fame”, l'evento è stato celebrato al Marriott Marquis Hotel a New York City. I due hanno suonato live una delle canzoni più rappresentative "Wanted Dead Or Alive".

[modifica] Formazione

[modifica] Attuale

[modifica] Ex componenti

[modifica] Discografia

Per approfondire, vedi la voce Discografia dei Bon Jovi.

[modifica] Studio

[modifica] Videografia

Per approfondire, vedi la voce Discografia dei Bon Jovi#Videografia.

[modifica] Premi

[modifica] Tour

[modifica] Note

  1. ^ a b c d Allmusic.com - Bon Jovi
  2. ^ 80music.about.com - Bon Jovi
  3. ^ a b Greatest hair/pop metal bands - Bon Jovi
  4. ^ a b scaruffi.com - Bon Jovi
  5. ^ Hardnheavy.it - TOP A.O.R. album ever: Bon Jovi Bon Jovi
  6. ^ Band profile on official website
  7. ^ Band profile on official website
  8. ^ On a steel horse Bon Jovi rides to top of the charts. Daily Telegraph, 2008-01-29. URL consultato il 2008-06-04.
  9. ^ Bon Jovi Scores 2008's Top-Grossing Tour

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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