Carlos Fuentes

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Carlos Fuentes Macías

Carlos Fuentes Macías (Panamá, 11 novembre 1928Città del Messico, 15 maggio 2012) è stato uno scrittore, saggista, sceneggiatore, drammaturgo e diplomatico messicano.

Tra le sue opere di maggior spessore La morte di Artemio Cruz e Terra nostra.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fuentes nasce a Panamá, figlio di un funzionario del corpo diplomatico messicano. Durante l'infanzia seguì il padre nei numerosi spostamenti dovuti alla propria professione, vivendo in diverse capitali americane: Montevideo, Rio de Janeiro, Washington, Santiago del Cile, Quito e Buenos Aires. Durante questi anni continuò durante le estati a recarsi a Città del Messico dove studiava per non perdere le proprie radici messicane. Durante il proprio soggiorno a Santiago del Cile ed a Buenos Aires ebbe la possibilità di conoscere alcuni esponenti di grande livello della cultura latinoamericana, tra i quali Pablo Neruda e David Alfaro Siqueiros.

All'età di 16 anni arriva in Messico e dopo aver frequentato la scuola "preparatoria" inizia a lavorare come giornalista, collaborando con la rivista "Hoy" e vince il primo premio del concorso letterario del Colegio Francés Morelos. In seguito si laurea in Diritto presso l'UNAM. Nel 1950 viaggia in Europa ed effettua delle ricerche di Diritto Internazionale presso l'Università di Ginevra.

Nel 1959 pubblica i suoi primi racconti intitolati Los días enmascarados (I giorni mascherati). A fianco di Emmanuel Carballo dirige la Revista Mexicana de Literatura e El Espectador con Víctor Flores Olea ed Enrique González Pedrero.

Carlos Fuentes descrisse nel suo romanzo La región más transparente il Messico degli anni quaranta e cinquanta, un paese immaginario, una descrizione del paese sulla quale ritornerà negli anni ottanta e novanta con Cristóbal Nonato.

Durante gli anni sessanta vive a Parigi, Venezia, Londra e Città del Messico. Nel 1962 scrive Aura, un romanzo breve.

Negli anni settanta lavora presso il Woodrow Wilson Institute di Washington. Nel 1984 riceve il Premio Nazionale delle Scienze e nel 1987 il Premio Cervantes; nel 2008 il Premio Internacional don Quijote de la Mancha e nel 2009 la Gran Cruz de la Orden de Isabel la Católica.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1975 accetta l’incarico di ambasciatore del Messico in Francia, come omaggio alla memoria di suo padre. Durante questo periodo, apre la porta dell’ambasciata ai rifugiati politici latinoamericani e ai rifugiati della resistenza spagnola. Nel 1977 rinuncia al suo incarico da ambasciatore per protesta contro la nomina dell’ex presidente Díaz Ordaz come ambasciatore del Messico in Spagna, dopo la morte di Francisco Franco. In diverse occasioni ha espresso il suo favore verso Fidel Castro, anche se in altre occasioni espresse delle obiezioni nei suoi confronti. Fu amico personale di importanti personalità della politica mondiale, come Bill Clinton o Jacques Chirac, e dell’economia imprenditoriale. Nei confronti della politica messicana, durante le elezioni federali in Messico nel 2006, criticò duramente il candidato di sinistra Andrés Manuel López Obrador, ma dopo i sei anni di governo di Felipe Calderón Hinojosa, si dichiarò favorevole alla candidatura di López Obrador per le elezioni del 2012.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Grande appassionato di cinema, ha scritto sceneggiature per numerosi film, come Las dos Elenas, cortometraggio basato cu un suo racconto omonimo e diretto nel 1964 da José Luis Ibáñez (regista di un altro film,Las dos cautivas, anch’esso basato su una storia di Fuentes), El gallo de oro (1964, insieme a Gabriel García Márquez e con regista Roberto Galvadón), Un alma pura (1965), Tiempo de morir (1966, insieme a Gabriel García Márquez), Pedro Páramo (1967, adattamento di un romanzo di Juan Rulfo, con Carlos Velo come regista), Ignacio (anche questo adattato da un racconto di Juan Rulfo, 1975). Il messicano Juan Ibáñez girò nel 1965 'Un alma pura', nel 1972 Sergio Olhovich girò Muñeca Reina, e nel 1988 Orlando Merino realizzò il mediometraggio Vieja moralidad. Questi tre film si basano su racconti omonimi contenuti nel libro di racconti di Fuentes Cantar de Ciegos.

Il suo romanzo La cabeza de la hindra venne portata sul grande schermo nel 1981 grazie al regista messicano Paul Leduc, con il titolo Complot Petroleo. Il professore Lanin A. Gyurko, dell’Università dell’Arizona, ha dimostrato nella sua pubblicazione The Shattered Screen. Myth and Demythification in the Art of Carlos Fuentes and Billy Wilder (New Orleans: University Press of the South, 2009) y Magic Lens. The Transformation of the Visual Arts in the Narrative World of Carlos Fuentes (New Orleans: University Press of the South, 2010) l’influenza di Carlos Fuentes sul cinema nordamericano e l’influenza del cinema sullo scrittore stesso.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Muore a Città del Messico, il 15 maggio del 2012, a 83 anni di età, a causa di una emorragia causata da un'ulcera gastrica. Il 16 maggio i suoi resti vennero omaggiati nel Palacio de Bellas Artes e successivamente cremati e depositati al Cimitero di Montparnasse di Parigi, dove riposano i resti dei suoi figli Carlos e Natasha.

Il Consiglio Nazionale per la Cultura e le Arti del Messico ha istituito, nel luglio del 2012, in suo onore, il Premio Internazionale Carlos Fuentes. L’onorificenza, che verrà assegnata annualmente l’11 novembre, giorno di nascita dello scrittore, assegnerà un premio di 250.000 dollari, diventanto il secondo premio letterario più grande dell’Ispanoamerica, dopo il Planeta.

Fuentes riuscì a terminare il romanzo ‘’Federico en su balcón’’, ma non riuscì a pubblicarla; è previsto che venga pubblicata nel dicembre del 2012.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Carols Fuentes criticò duramente il candidato presidenziale Enrique Peña Nieto dicendo "Peña Nieto no puede ser presidente a partir de la ignorancia" (trad. "Peña Nieto non può essere presidente per la sua ignoranza")

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Los días enmascarados, 1954
  • La región más transparente, 1958, trad. Germán Quintero e Luigi Dapelo, L'ombelico della luna, Milano: Il saggiatore, 2000; Net, 2006
  • Las buenas conciencias 1959
  • Aura, 1962, trad. di Carmine Di Michele, Aura, Milano: Feltrinelli, 1964; Il saggiatore, 1997; Net, 2003
  • La muerte de Artemio Cruz, 1962, trad. Carmine Di Michele, La morte di Artemio Cruz, Milano: Feltrinelli, 1966; Oscar Mondadori, 1978; Net, 2002
  • Cantar de ciegos (collezione di racconti), 1964
  • Zona Sagrada, 1967
  • Cambio de piel, 1967, trad. Carmine Di Michele e Atalanta Calidon, Cambio di pelle, Milano: Feltrinelli, 1967
  • Cumpleaños, 1969
  • La nueva novela hispanoamericana, 1969
  • El mundo de José Luis Cuevas, 1969
  • Todos los gatos son pardos, 1970
  • El tuerto es rey, 1970
  • Casa con dos puertas, ensayo, 1970
  • Tiempo mexicano, 1971, trad. Barbara Murgia, Tutti i soli del Messico, Milano: Il saggiatore, 1998
  • Los reinos originarios: teatro hispano-mexicano, 1971
  • Cuerpos y ofrendas, 1972
  • Terra Nostra, 1975
  • Cervantes o la crítica de la lectura, 1976, trad. Ugo Castaldi e Domenico D'Amiano, L'ingegnoso Don Chisciotte, edizione italiana a cura di Maria Rosaria Alfani, Roma: Donzelli, 2005
  • La cabeza de la hidra, 1978
  • Una familia lejana, 1980, trad. Francesco Ciancabilla, Le relazioni lontane, Milano: Il saggiatore, 2002; Net, 2007
  • Agua quemada, 1981
  • Orquídeas a la luz de la luna, 1982, trad. Enrico Groppali, Orchidee al chiaro di luna, Genova: Costa & Nolan, 1998
  • Gringo Viejo, 1985, trad. Claudio M. Valentinetti, Il gringo vecchio, Milano: Mondadori, 1986
  • Cristóbal Nonato, 1987.
  • Constancia y otras novelas para vírgenes, 1990
  • Valiente mundo nuevo, 1990
  • La campaña, 1990
  • Ceremonias del alba, 1990
  • El espejo enterrado, 1992
  • El naranjo o los círculos del tiempo, 1993, trad. Eleonora Mogavero, L'albero delle arance, Milano: Il saggiatore, 2003
  • Geografia de la novela, 1993, trad. Luigi Dapelo, Geografia del romanzo, Parma: Pratiche, 1997; Net, 2006
  • El mal del tiempo, 1994, trad. Michela Finassi Parolo, Storie per vergini, Milano: Il saggiatore, 2007
  • La frontera de cristal, 1995
  • Diana o la Cazadora Solitaria, 1996
  • Los años con Laura Díaz, 1999, trad. Ilide Carmignani, Gli anni con Laura Díaz, Milano: Il saggiatore, 2001
  • Instinto de Inez, 2001, trad. Ilide Carmignani, L'istinto di Inez, Milano: Tropea, 2004; Net, 2005
  • En esto creo, 2002, trad. Eleonora Mogavero, In questo io credo, Milano: Il saggiatore, 2005
  • La silla del águila, 2003, trad. Giuliana Carraro e Eleonora Mogavero, Il trono dell'aquila, Milano: Il saggiatore, 2008
  • Contra Bush, 2004, trad. Bruno Arpaia, Contro Bush, Milano: Tropea, 2004
  • Todas las familias felices, 2006, trad. Giuliana Carraro e Eleonora Mogavero, Tutte le famiglie felici, Milano: Il saggiatore, 2009
  • La voluntad y la fortuna, 2008, Alfaguara, México, 2008, Destino, Milano: Il saggiatore, 2012
  • Vlad, 2010, trad. Ximena Rodriguez Bradford, Vlad, Roma Gruppo Editoriale l'Espresso, 2011

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
Premio Principe delle Asturie per la letteratura (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Premio Principe delle Asturie per la letteratura (Spagna)
— 1994

Premi letterari[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1987 ha ricevuto il Premio Cervantes
Nel 1975 ha ricevuto il Premio Xavier Villaurrutia
Nel 1994 ha ricevuto il Premio Grinzane Cavour
Nel 2004 ha ricevuto il Premio letterario Giuseppe Acerbi con il romanzo Gli anni con Laura Diaz e nel 2009 la "Gran Cruz de Isabel la Católica".

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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