Rafael Alberti

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Rafael Alberti Merello

Rafael Alberti Merello (El Puerto de Santa María, 16 dicembre 1902Cadice, 28 ottobre 1999) è stato un poeta spagnolo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

L'infanzia e l'adolescenza[modifica | modifica sorgente]

Alberti nasce a El Puerto de Santa María, vicino a Cadice, in Andalusia. Come il suo nome suggerisce, ha origini italiane: il nonno paterno era un garibaldino toscano, Tommaso Alberti Sanguinetti. Passa un'infanzia tranquilla e nel 1917 si trasferisce a Madrid dove comincia a interessarsi di pittura. Nel 1922 i suoi lavori vengono esposti nell'ateneo di Madrid. Poco dopo entrerà in contatto con gli artisti e gli scrittori nella Residencia de Estudiantes, quelli che saranno in seguito i protagonisti della Generazione del '27.

L'impegno politico della giovinezza[modifica | modifica sorgente]

Nel 1924, mentre è costretto a vivere nella sierra (Guadarrama y Rute) a causa di una malattia alle vie respiratorie, pubblica la raccolta di poesie Marinero en tierra, che vince il Premio Nacional de Poesía. Nel 1927 partecipa alle celebrazioni per il terzo centenario della morte di Luis de Góngora, in omaggio al quale pubblicherà Cal y Canto. Nel 1928 compone Sobre los ángeles in seguito ad una profonda crisi personale, poi Sermones y moradas e El hombre deshabitado. Una nuova fase inizia con l'avvento della Repubblica. Nel 1931 entra nel Partido Comunista de España (PCE); con la sua compagna María Teresa León fonda la rivista rivoluzionaria Octubre e partecipa alla lotta contro il fascismo.

L'esilio[modifica | modifica sorgente]

Monumento a Rafael Alberti

Nel 1939, dopo la sconfitta repubblicana, si rifugerà in Francia, poi in Argentina, quindi in Italia, dove vive alternando periodi di permanenza nel piccolo borgo di Anticoli Corrado, in provincia di Roma, e soggiorni nella Capitale, presso il quartiere di Trastevere (1963). Durante il suo lungo soggiorno tra Roma e provincia, trascorso con la sua compagna María Teresa, il poeta frequentò assiduamente i circoli intellettuali progressisti, che lo accolsero, oltre che per il suo indubbio valore poetico, anche per la sua qualità di democratico in esilio da un regime dittatoriale. Nel periodo tra il 1963 e il 1976 ebbe un lungo sodalizio culturale con la poetessa italiana, ispanista, Elena Clementelli, e si legò ad un gruppo di critici letterari romani, tra cui Walter Mauro e Luigi Silori. Non rari furono i suoi incontri con il gruppo musicale cileno Inti-Illimani, che musicò anche alcuni testi di Alberti, accomunati al poeta dalla condizione di esiliati e che sono stati per anni ospitati dal comune di Genzano di Roma. Nel 1967 fu chiamato a far parte della giuria del premio letterario Lerici - Pea, insieme a Libero Bigiaretti, Ferdinando Giannessi, Walter Mauro e Luigi Silori[1]. Nel 1972 riceve il Premio simpatia, l'oscar capitolino per la solidarietà.

Il ritorno in patria[modifica | modifica sorgente]

Rientrerà in Spagna nel 1977 solo dopo la morte di Francisco Franco e otterrà il Premio Miguel de Cervantes. Lasciata la compagna di tutta una vita María Teresa León, il poeta si lega ad una giovane intellettuale italiana, che gli starà vicino fino alla morte nel 1999.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • L'albereto perduto - primo e secondo libro, 2010 Editori Riuniti university press, Roma

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Ordine di José Martí (Cuba) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di José Martí (Cuba)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il sito del premio Lerici Pea

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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