Genzano di Roma

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Genzano di Roma
comune
Genzano di Roma – Stemma
Genzano di Roma – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Roma-Stemma.png Roma
Amministrazione
Sindaco Flavio Gabbarini (centrosinistra) dal 29/05/2011
Territorio
Coordinate 41°42′00″N 12°41′00″E / 41.7°N 12.683333°E41.7; 12.683333 (Genzano di Roma)Coordinate: 41°42′00″N 12°41′00″E / 41.7°N 12.683333°E41.7; 12.683333 (Genzano di Roma)
Altitudine 435 m s.l.m.
Superficie 18,15 km²
Abitanti 24 397 (31-08-2011)
Densità 1 344,19 ab./km²
Frazioni Landi
Comuni confinanti Ariccia, Lanuvio, Nemi, Velletri
Altre informazioni
Cod. postale 00045
Prefisso 06
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 058043
Cod. catastale D972
Targa RM
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Nome abitanti genzanesi
Patrono San Tommaso da Villanova
Giorno festivo 18 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Genzano di Roma
Posizione del comune di Genzano di Roma nella provincia di Roma
Posizione del comune di Genzano di Roma nella provincia di Roma
Sito istituzionale

Genzano di Roma è un comune italiano di 24 397 abitanti della provincia di Roma nel Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Genzano di Roma è situato sul versante esterno del cratere vulcanico del lago di Nemi. La casa comunale sorge a 435 m s.l.m., l'altitudine minima del paese scende a 106 metri e la massima si spinge a 480 metri.[1]

Dal punto di vista geologico questo territorio dei Colli Albani è uno degli apparati "eccentrici" del Vulcano Laziale, nato da esplosioni idromagmatiche che si sono verificate nell'ultima fase di attività del complesso vulcanico albano.[2]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista climatico il territorio rientra nel dominio del clima temperato mediterraneo con inverni miti, temperature autunnali superiori a quelle primaverili ed estati ventilate. Nell'area dei Colli Albani, dunque anche a Genzano, si presenta il fenomeno detto stau, che consiste nella riduzione del vapore acqueo nelle nuvole man mano che il terreno si alza. Perciò la piovosità maggiore si avrà sulle prime alture dei colli rivolte verso il mare, verso sud sud-ovest. Genzano, trovandosi sulla traiettoria delle correnti umide tirreniche, risulta piuttosto piovoso con 1 100 − 1 200 mm annui di precipitazioni.[3]

Classificazione climatica: zona D, 1984 GR/G Il limite massimo per l'accensione degli impianti di riscaldamento è fissato a dodici ore giornaliere dal 1º novembre al 15 aprile, a meno che situazioni climatiche particolari non ne giustifichino l'uso in altri periodi dell'anno.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Età medievale[modifica | modifica sorgente]

Genzano Vecchio
Torre saracinesca
(XIII secolo)

Il più antico documento in cui si rinviene il toponimo "Genzano" è una bolla di Lucio III datata 2 aprile 1183.[4] L'origine del nome "Genzano" è tuttora fonte di discussione. Per alcuni il poggio su cui sorge il paese, posto sul bordo esterno del Lago di Nemi, proseguimento del "Nemus Aricinum", era dedicato alla dea Cinzia ("Cynthia Fanum"), il cui culto era unito a quello di Diana nemorense.[5] Per Nicola Ratti, invece, l'etimologia deriverebbe da fundus Gentiani, cioè dal terreno di proprietà della famiglia romana Gentia.[6]

Nelle età precedenti il territorio dell'odierna Genzano ricadeva sotto la giurisdizione di Lanuvium e Aricia, ma verosimilmente non è stato mai sede di alcun centro abitato, sia pur piccolo. Ciononostante, nel territorio genzanese sono stati ritrovati numerosi reperti archeologici latini e romani.[7] È stato ipotizzata anche la presenza, attorno al X secolo, di un piccolo insediamento saraceno al quale sarebbe legata l'introduzione della coltura della canapa.[8]

Nel 1153 il territorio, dove già nel XII secolo era stata eretta una torre da parte dei Gandolfi (torre abbattuta nel 1188),[9] venne dato in possesso, dal Papa Anastasio IV, ai cistercensi dell'Abbazia di Sant'Anastasio alle Acque Salvie.[10] Nel 1255, i cistercensi vi edificarono un grande Castello fortificato attorno al quale crebbe poi lentamente il paese (Genzano Vecchio). Riferisce l'erudito Gaetano Moroni[11]:

« Genzano Vecchio ebbe mura castellane, e torri di opera saracinesca da quelle parti da cui poteva essere attaccata, cioè da aquilone, ponente, e mezzodì: mentre dalla parte orientale era invincibilmente difesa dall'altissima rupe a picco del cratere del lago Nemorese. Molti avanzi di tali mura ed alcune torri sono tuttora in piedi. La porta principale di Genzano, prima che si edificasse il palazzo baronale, a capo agli stradoni, era nel luogo del portone del palazzo Cesarini[...]; da ciò ebbe origine il diritto antichissimo di passare per l'odierno portone, per gli abitanti di Genzano Vecchio »
(Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Vol. XXIX, p. 26, In Venezia: dalla Tipografia Emiliana, 1840)

Genzano fu retto dai Cistercensi senza soluzioni di continuo fino al 1378, allorché venne donato dall'Antipapa Clemente VII a Giordano Orsini quale compenso per servigi ricevuti. Nei successivi due secoli, Genzano conobbe l'alterno dominio dei monaci cistercensi, degli Orsini, dei Savelli e dei Colonna.[12] Nel 1402 in borgo venne completamente distrutto da un incendio e la sua ricostruzione costrinse i Cistercensi ad alienare numerose proprietà.[13]

Infine, i Cistercensi nel 1428 vendettero Genzano e Nemi ai Colonna per la cifra di 15 000 fiorini. Nel 1479 fu acquistato dal Card. Guillaume d'Estouteville, protonotaro di Sisto IV per 13 300 ducati, con patto di retrovendita, e alla morte di costui, dai due figli illegittimi Girolamo e Agostino. Nel 1485 passerà nuovamente ai Colonnesi, ma sotto la giurisdizione della Santa Sede.[14] I Colonna reggeranno Genzano per circa 80 anni. Sotto i Colonna Genzano ebbe l'esenzione delle tasse, il che portò a un primo lieve incremento demografico.[15]

Periodo Cesariniano[modifica | modifica sorgente]

Chiesa dei Cappuccini, monumento funebre a Livia Cesarini

Nel 1563 il castello fu ceduto, per 150 000 scudi, da Marcantonio Colonna, il futuro vincitore di Lepanto (1571), a Fabrizio Massimi e da questi, il 2 ottobre del 1564 a Giuliano Cesarini, marchese di Civitanova Marche. Iniziò in questa data il periodo Cesariniano, un periodo di sviluppo economico, demografico e urbanistico per Genzano.

Olmata.
Olmata.
Veduta di Palazzo Cesarini dal parco.
Piazza S. Sebastiano, Fontana di S. Sebastiano e Collegiata SS. Trinità
Parco Togliatti
I ruderi del castello di San Gennaro lungo l'Appia vecchia
Panorama di Genzano e del Monte due torri da Nemi
Genzano al tramonto, da Nemi

Il 10 agosto 1565 Giuliano Cesarini emanò lo "Statuto".[16] Nel 1643 Giuliano III Cesarini tracciò le olmate, degli stradoni ombreggiati da quattro filari di olmi, e ristrutturò il palazzo baronale. Scrive Gaetano Moroni: "Gli stradoni olmati partono da un punto centrico,[17] e divergendo, quello a destra è la strada corriera che guida alla città, quello di mezzo il più lungo e piano conduce al palazzo Cesarini, e l'altro a manca porta al convento de' cappuccini".[18] Lo stesso duca, nel 1636, aveva iniziato la ricostruzione della chiesa di Santa Maria della Cima, con dipinti di Francesco Cozza. Nel 1696 la figliuola di Giuliano III, Livia, ultima erede dei Cesarini, vi farà porre i corpi delle martiri Sante Tigri e Vincenza, protettrici di Genzano con S. Tommaso di Villanova.[19]

Giuliano III, nel testamento del 1667 lasciava al figlio Giovanni Giorgio, oltre a Genzano, anche i possedimenti di Ardea, Rocca Sinibalda e Civita Lavinia. Tuttavia quattro anni dopo, alla morte del duca (1671), non vi erano più eredi diretti: erano già deceduti anche i due figli maschi, le due figlie maggiori erano in convento e l'unica figlia libera era ancora bambina. Genzano venne retto dal fratello di Giuliano III, l'ecclesiastico Filippo Cesarini, il quale intendeva far sposare la figlia terzogenita di Giuliano III, Clelia, con Filippo Colonna principe di Sonnino. La secondogenita di Giuliano III, Livia, suora oblata, lasciò il convento e sposò Federico II Sforza dando origine alla famiglia Sforza Cesarini.[20]

Donna Livia contribuì in maniera decisiva al piano urbanistico della cittadina, portando a termine nel 1708 la costruzione di Genzano Nuova, impiantata su un sistema di triangolazioni, secondo il piano del 1643 ideato dal padre Giuliano III. Tra la prima metà del XVII e l'inizio del XVIII secolo venne innestato un secondo tridente, più interno del primo (quello delle Olmate), costituito dalla via Livia (1680 circa), la strada dove si svolge nella ricorrenza del Corpus Domini la tradizionale Infiorata, dalla Via Sforza (1708), e dalla via che conduce al convento dei Cappuccini. Questo particolare impianto urbanistico, coordinato da alcuni noti architetti romani del periodo Tommaso Mattei e Ludovico Gregorini,[21] estremamente innovativo per l'epoca, caratterizzato da un duplice trivio (tridente olmato e tridente edificato), suscitò l'ammirazione di molti artisti del tempo, tra i quali Carlo Maratta, che qui si stabilì e risiedette per diversi anni.[22] Nel 1677 l'ultimo dei Cesarini, Filippo Cesarini, aveva fatto costruire, lungo la strada corriera di Genzano Nuova, la Chiesa di San Sebastiano affiancata dal Conservatorio delle Maestre Pie; queste due opere saranno sciaguratamente distrutte nel 1916 dall'amministrazione comunale dell'epoca.[23] L'incremento demografico nei secoli XVI e XVII determinerà l'espansione di Genzano verso la pianura sottostante (Genzano Nuova).[24]

La rottura dell'isolamento geografico di Genzano comportò, oltre a notevoli vantaggi economici, il coinvolgimento in eventi bellici. Genzano fu infatti coinvolta nella Guerra di successione austriaca: dal maggio al novembre 1744 Genzano fu infatti occupata dalle truppe austriache, guidate dal principe Johann Lobkowitz, il quale fronteggiava le truppe ispano-napoletane, guidate dal re di Napoli Carlo di Borbone, accampate a Velletri e sul monte Artemisio. L'attacco del Lobkowitz, nella notte fra il 10 e l'11 agosto 1744 ("Battaglia di Velletri") venne respinto dalle truppe ispano-napoletane permettendo così la sopravvivenza del giovane Regno delle Due Sicilie.[25][26]

Dal 1781 al 1808 si procede alla costruzione della chiesa neoclassica della Santissima Trinità, su disegno di Giulio e Giuseppe Camporese, figli di Pietro.

Anche Genzano ebbe una sua parte nei fatti del 1798.[27] Con la Restaurazione, e la fine della feudalità, Genzano entrò sotto le dipendenze dirette della Santa Sede che lo elesse a capoluogo; nella sua giurisdizione erano comprese anche Nemi, Civita Lavinia (ora Lanuvio) e Ardea.[28] Il 23 settembre 1828 ebbe il titolo di città da parte del papa Gregorio XVI.[29]

Periodo Post-Unitario[modifica | modifica sorgente]

Con la presa di Roma e la fine del Potere temporale, Genzano entrò a far parte dello Stato italiano. Il Consiglio comunale propose la modifica del nome in Genzano di Roma per evitare confusione con Genzano di Lucania,[30] approvata con Regio decreto legge 5 gennaio 1873.[31]

Tra la fine dell'Ottocento e l'avvento del fascismo, Genzano è stata spesso teatro di battaglie sociali, soprattutto di lotte contadine per la distribuzione delle terre[32]. Durante il Ventennio centinaia sono stati i cittadini arrestati e condannati al carcere o al confino, o addirittura assassinati dai fascisti (Salvatore Buttaroni, Germano Previtali). Gravissimi furono inoltre i danni subiti dalla cittadina durante la Seconda guerra mondiale, soprattutto in conseguenza dei bombardamenti aerei nel periodo successivo allo sbarco di Anzio. Tra il 31 gennaio 1944 e 14 aprile 1944 sono stati uccisi 109 cittadini genzanesi; Genzano fu quasi rasa al suolo, avendo avuto più dell'80% delle case distrutte o fortemente danneggiate.[33] Una testimonianza tratta dalla pagina del 9 febbraio 1944 del Diario ("Journal du Noviciat") che una suora francese delle Piccole Suore dell'Assunzione di Genzano, probabilmente Suor M. Marguerite-Elisabeth, tenne in quei giorni:

« Una bomba è caduta sulla piazza (la piazza antistante Santa Maria della Cima, NdR) scavando un grande e profondo cratere e provocando una frana che ha sepolto vive più di cinquanta persone ricoverate in una grotta scavata sotto la piazza medesima. I tentativi per liberare quelli che sono ancora vivi non hanno dato alcun risultato. Il minimo colpo di piccone provoca numerosi franamenti minacciando di seppellire i soccorritori. A un certo punto si è creduto di poter comunicare con gli sventurati, si è visto un braccio che si tendeva, si è sentita una voce di donna gridare: «Più piano, ci sono dei bambini qui sotto...» Ma la terra all'improvviso richiude lo spiraglio. Di più, gli uomini che hanno tentato il salvataggio, essendo stati visti dai tedeschi, che requisiscono tutti coloro sui quali possono mettere le mani, sono stati catturati sul posto e arruolati a viva forza. »
(Diario di Guerra delle Piccole Suore dell'Assunzione di Genzano, traduzione di Leo Evangelista, Albano Laziale: Diocesi di Albano, p. 26, 2000)

Successione dei Cesarini nel feudo di Genzano[modifica | modifica sorgente]

  • Marchese Giuliano Cesarini (1491-1566)[34]
  • Giovan Giorgio Cesarini (1549 – Roma, 1585), figlio di Giuliano e Giulia Colonna
  • Giuliano II Cesarini (1572-1613) (Figlio di Giovan Giorgio e Clelia Farnese)
  • Giovan Giorgio II Cesarini (Figlio di Giuliano II e Livia Orsini)
  • Giuliano III Cesarini (Figlio di Giovan Giorgio II)
  • Filippo Cesarini (Fratello di Giuliano III)
  • Livia Cesarini (Figlia di Giuliano III e Margherita Savelli; sposa di Federico II Sforza) (1646-1712)
  • Duca Gaetano Sforza Cesarini (Figlio di Livia e Federico II Sforza) (1674-1727)
  • Giuseppe Sforza Cesarini (Figlio di Gaetano) (1705-1744); fondatore del "Teatro Argentina" di Roma
  • Filippo II Sforza Cesarini (Figlio di Gaetano) (1727-1764)
  • Gaetano II Sforza Cesarini (Fratello di Filippo II) (1728-1776)
  • Francesco Sforza Cesarini (Figlio di Gaetano II) (1773-1816)
  • Salvatore Sforza Cesarini (Figlio di Francesco - morto nel 1832)
  • Lorenzo Filippo Montani - Fratello uterino dl Salvatore Sforza Cesarini; diventa Lorenzo Sforza Cesarini
  • Francesco II Sforza Cesarini (Figlio di Lorenzo - morto nel 1899), senatore del Regno d'Italia - Primo Sindaco di Genzano dell'Italia Unita
  • Lorenzo II Sforza Cesarini (Figlio di Francesco - Nato nel 1868)

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo Sforza Cesarini
  • Palazzo Amerani (attualmente Palazzo Comunale)
  • Casino Maratta
  • Villa Santa Fiora
  • l'ex "Casa del Fascio" (attualmente sede dell'IPSIA, istituto professionale)
  • Villa "M. Mecheri"
  • Parco Sforza-Cesarini
  • Parco "Palmiro Togliatti"
  • Villa degli Antonini
  • Fontana di San Sebastiano
  • Le due Fontane di Via Livia

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione storica della popolazione
1982 17 505[35]
1985 18 395[36]
1990 19 777[37]
1995 22 017[38]
2000 22 234[39]
2001 22 238[40]
2002 22 187[41]
2003 22 204[42]
2004 22 334[43]
2005 22 564[44]
2006 22 685[45]
2007 22 695[46]

Abitanti censiti[47]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Il numero degli immigrati provenienti dall'estero è raddoppiato in cinque anni, dalle 480 unità dell'2003.[48] alle 988 del 2007[49] Nel 2007 il 50% degli immigrati proveniva dalla Romania, il 7% dalla Polonia, il 6% dall'Albania, seguiti dal Marocco, dalla Tunisia, dall'India, dalla Germania e dall'Ucraina col 4% ciascuno[50]

Nel corso dell'anno 2006, si sono iscritti ai registri dell'anagrafe del Comune di Genzano di Roma 177 stranieri, di cui 21 per nascita, 64 per trasferimento da altri comuni e 91 provenienti direttamente dall'estero. Gli stranieri cancellati dai registri dell'anagrafe genzanese sono stati invece 108, di cui uno solo cancellato per morte, 96 per trasferimento ad un altro comune e 6 per trasferimento all'estero. Le acquisizioni di cittadinanza italiana sono state sei. Il totale dei minorenni stranieri residenti nel territorio comunale è calcolato nel numero di 189; di essi 139 sono nati in territorio italiano.[51]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

L'Infiorata
Antoine Jean-Baptiste Thomas: Infiorata del 1817
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Infiorata di Genzano.

La festa viene fatta risalire al 1778, anno in cui fu preparato un tappeto floreale, in occasione della festività del Corpus Domini, lungo la via Sforza (oggi Via Bruno Buozzi). Attualmente l'infiorata si svolge in via Italo Belardi, già via Livia, la via che congiunge la piazza principale del paese (Piazza IV Novembre) alla Chiesa di Santa Maria della Cima. La strada viene ricoperta totalmente da un tappeto floreale di circa 2000 m², composto generalmente di 13 quadri, oltre alla decorazione della scalinata posta in cima alla salita. Ogni quadro misura generalmente 7 m x 14 m e i soggetti, scelti da un'apposita Commissione che presiede anche all'organizzazione della manifestazione, sono generalmente soggetti di argomento religioso o civile, riproduzioni di note opere d'arte o motivi geometrici. La deposizione dei fiori sulla sede stradale avviene lo stesso giorno della festa, o la notte precedente, sui contorni dei quadri disegnati con il gesso e con la calce in base al bozzetto originale. La sera della domenica il tappeto viene percorso dalla processione religiosa che reca il Santissimo Sacramento da Santa Maria della Cima alla non lontana Collegiata. Il tappeto viene mantenuto, sostituendo i petali appassiti, fino alla sera del lunedì, quando ha luogo la distruzione dell'infiorata da parte dei bambini (il cosiddetto spallamento).

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Festa del Pane casareccio

La tradizionale Festa del Pane Casareccio di Genzano, che si tiene ogni anno nel mese di settembre, richiama numerosi visitatori e turisti da Roma e dai Comuni limitrofi. L'obiettivo della festa, nata nel 1989 organizzata dal Comune di Genzano di Roma insieme al Consorzio Tutela Pane Casareccio di Genzano, è quello di promuovere uno dei prodotti maggiormente rappresentativi del proprio ricco patrimonio produttivo e di qualità non solo a livello locale ma anche nazionale.

La città di Genzano di Roma fa infatti parte dell'Associazione Nazionale Città del Pane ed il Pane Casareccio di Genzano è stato il primo pane italiano ad essere insignito del marchio I.G.P. (Indicazione geografica protetta), dall'Unione Europea.

Tale concessione del marchio I.G.P., ha comportato per i panettieri della zona l'osservanza di un Disciplinare molto ristretto che va a garantire le caratteristiche delle pagnotte e dei filoni, lo spessore della crosta, il colore bianco- avorio della parte interna, il profumo del cereale, il sapore sapido, l'umidità e il peso specifico.

Lavorazione pane

La tecnica di lavorazione del pane richiede grande professionalità. Il panettiere deve impastare la farina con il lievito. La farina viene impastata con il lievito stemperato in acqua tiepida e sale, lasciando lievitare per un'ora circa. Dopodiché si rimpasta ancora e si formano delle pagnotte e dei filoni dal peso variabile da 0,5 a 2,5 kg, che vengono messi in cassoni di legno con teli di canapa spolverati di cruschello. Si lascia in riposo per la seconda alzata in ambienta caldo per altri 40 minuti. Si inforna nel forno a legna caldo. Un onore, quindi, ma anche l'assunzione di specifiche responsabilità. Durante la Festa del Pane, una delle vie principali del paese Via Italo Belardi, viene imbandita con tavoli pieni di bruschetta, ai quali tutti i visitatori posso accedere per poter assaggiare il prodotto.

Nell'edizione del 1998 è stata preparata una gigantesca bruschetta di filoni lunga 1 200 m e di 2 100 kg di peso; tra i filoni un filone da record: 16 metri e 112 chilogrammi.[52] La Festa del Pane ha una durata di tre giorni, durante i quali i visitatori possono non solo assaggiare i prodotti tipici, ma posso partecipare a visite guidate organizzate dal Comune di Genzano di Roma, presso il Palazzo Sforza-Cesarini (Genzano di Roma), il lago di Nemi e nel Borgo Antico del paese.

Persone legate a Genzano di Roma[modifica | modifica sorgente]

Genzanesi martiri delle Fosse Ardeatine[modifica | modifica sorgente]

Sei cittadini di Genzano sono stati trucidati nell'eccidio delle Fosse Ardeatine (24 marzo 1944)

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Per Nicola Ratti, autore di una Storia di Genzano con documenti e note (1797), il nucleo urbano di Genzano (Genzano Vecchio) si sviluppò in epoca medievale attorno a un castello fortificato, a picco sul lago di Nemi, costruito alla fine del XIII secolo dai monaci cistercensi dell'Abbazia di Sant'Anastasio alle Acque Salvie.[56]

Carnevale a Genzano

L'espansione urbana di Genzano verso la pianura sottostante (Genzano Nuova) si svolse secondo un piano delineato nel XVII secolo.[57] La nuova Genzano si sviluppò soprattutto dopo l'apertura della Via Corriera (o Via Postale), diretta a Napoli, e della Via Appia,[58] alla fine del XVIII secolo.

Il territorio comunale, un tempo molto vasto, venne ridotto progressivamente nel tempo, raggiungendo le dimensioni attuali nel 1932 allorché vennero sottratte le aree oggetto di lavori di bonifica agraria (Agro pontino), che costituiranno i territori dei comuni di Pomezia e Ardea.

Durante la Seconda guerra mondiale Genzano subì gravissimi danni. Un tumultuoso sviluppo edilizio, iniziato nei primi anni '60, è stato regolamentato, a partire dal 1972, da un Piano regolatore generale armonizzato con l'antico piano delineato in età barocca.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'ospedale E. De Santis

In base al censimento della popolazione del 20 ottobre 1991, il numero di occupati di Genzano era 7 611, il 37% della popolazione totale (20 750 abitanti). Risultavano iscritti al collocamento in cerca di occupazione 2 218 cittadini (10,32% della popolazione). La popolazione attiva era così distribuita:

Settore Occupati (Numero) Percentuale
Agricoltura 595 7,81
Industria/Edilizia 867 11,39
Commercio/Artigianato 2 755 36,20
Trasporti e Comunicazioni 496 6,51
Amministrazione e Servizi 2 267 29,79
Credito e assicurazione 631 8,30
Totale 7 611 100,00

Sostegno all'economia genzanese è dato dalla BCC Giuseppe Toniolo,[59] una banca di Credito Cooperativo nata a Genzano nel 1947. La BCC Giuseppe Toniolo è di sostegno con contributi annuali ad associazioni no-profit, ordini religiosi, associazioni di volontariato e cooperative sociali.

Nel settore Agricoltura, la principale attività del paese è, da tempo immemorabile, la Viticoltura. Genzano e Lanuvio si trovano infatti al centro del comprensorio di produzione del vino DOC Colli Lanuvini e Colli Lanuvini superiore. Molto importanti sono inoltre le attività nell'ambito dell'Olivicoltura, della Floricoltura, della Frutticoltura e della produzione di ortaggi.

Come testimonia Marco Tullio Cicerone, che peraltro qui possedeva una villa, questi territori erano considerati fra i più fertili nell'età dell'antica Repubblica Romana:

« Oppidorum autem finitimorum illam copiam cum hac per risum ac iocum contendent: [...] ipsum hercle Lanuvium, Ariciam, Tusculum comparabunt. »
(Marco Tullio Cicerone, M. Tulli Ciceronis, De lege agraria oratio secunda contra P. Servilium Rullum Tr. Pleb. In Senatu, 66)

Fra le circa 400 aziende artigiane che operano nel territorio di Genzano si trovano aziende attive nella lavorazione della pelle, dei vimini, del vetro e della ceramica. Ma la più importante attività nel settore "Artigianato", è la panificazione. Genzano ha una grande tradizione nella fabbricazione di pane lievitato naturalmente e cotto a legna. Il Pane Casareccio di Genzano è stato pertanto il primo pane italiano ad aver ottenuto nel 1997 l'IGP, e pertanto la sua produzione è vincolata alla sua completa preparazione in loco.
Molto numerose e qualificate sono inoltre le attività alberghiere e quelle operanti nell'ambito della ristorazione (trattoria, ristoranti nonché le fraschette, un particolare tipo di osterie caratteristiche dei Castelli romani.

Le attività industriali sono relativamente recenti, attive in particolare nei settori alimentare, delle macchine agricole, del legno, dell'edilizia e della carta.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1870 1874 Francesco Sforza-Cesarini  ? Sindaco
1900 1912 Alessandro Mazzoni  ? Sindaco
1912 1913 Luigi Napoleoni  ? Sindaco
1913 1914 Romolo Barbaliscia  ? Sindaco
1914 1917 Tommaso Frasconi Partito Socialista Italiano Sindaco
30 marzo 1917 ottobre 1920  ? - Commissario prefettizio
1920 1921 Tommaso Frasconi Partito Socialista Italiano Sindaco
25 giugno 1921 23 dicembre 1923  ? - Commissario prefettizio
1924 1928 Gaetano Ducci Partito Nazionale Fascista Sindaco
1928 1928 Giacinto Fornaca - Commissario prefettizio
1929 1929 dott. Lorenzo Bocale - Commissario prefettizio
1929 1932 Giacinto Fornaca Partito Nazionale Fascista Podestà
1932 1932 dott. Luigi Giannini - Commissario prefettizio
1932 1933 dott. Edmondo Petrucci - Commissario prefettizio
1933 1935 Emilio Baldazzi Partito Nazionale Fascista Podestà
1935 1936 dott. Gaetano Ennio Barillà - Commissario prefettizio
1936 1942 Giovanni Armenise Partito Nazionale Fascista Podestà
1942 1944 Gaetano Ducci Partito Nazionale Fascista Podestà
1944 1948 Mario Colacchi Partito Comunista Italiano Sindaco pro tempore
1948 1951 Umberto Baldazzi Partito Comunista Italiano Sindaco
1951 1969 Ercole De Sanctis Partito Comunista Italiano Sindaco
1969 1997 Gino Cesaroni Partito Comunista Italiano Sindaco
1997 1997 Maurizio Spinetti Centrosinistra Sindaco
1997 2006 Giancarlo Pesoli Centrosinistra Sindaco
2006 2011 Enzo Ercolani Centrosinistra Sindaco
2011 in carica Flavio Gabbarini Centrosinistra Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Nel 1873 Genzano cambia denominazione in Genzano di Roma.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio a 5[modifica | modifica sorgente]

L'Intercart Genzano ha vinto Campionato italiano e Coppa Italia nella stagione 1999/2000.

Con la squadra Cogianco Genzano di calcio a 5 ha ospitato l'edizione della Coppa Italia di Serie B nella stagione 2009/2010, vinta dalla stessa Cogianco Genzano, vincitrice nello stesso anno anche del campionato di Serie B e promossa in Serie A dove milita attualmente, e dove quest'anno è riuscita a vincere il campionato e la relativa promozione in a1 e la coppa Italia.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale società cittadina è il Cynthia 1920, che attualmente disputa la serie D, girone G. In passato ha militato per due stagioni nel campionato di serie C2.

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

La Libertas Genzano Pallavolo nata nel 1969 è la squadra di Pallavolo Maschile che milita nel campionato Nazionale di B1, dopo aver vinto l'anno scorso il campionato di B2. Presidente della società è il sig. Federico Marcellino

Personalità sportive legate a Genzano di Roma[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Genzano di Roma: Clima e Dati Geografici, Riscaldamento
  2. ^ L. D'Alessandro, D. De Rita, R. Funiciello, Caratteristiche Geologiche ed Elementi di Idrogeologia in Vincenzo Carunchio (ed.), Valutazione della Situazione Ambientale del Lago di Nemi, Roma: Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e Provincia di Roma, 1987, pp. 11-15.
  3. ^ S. Ciccacci, L. D'Alessandro, L. Davoli, G.B. La Monica, E. Lupia Palmieri, Caratteristiche Climatiche, Geomorfologiche, Sedimentologiche e Idrogeologiche in Vincenzo Carunchio (ed.), Valutazione della Situazione Ambientale del Lago di Nemi, Roma: Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e Provincia di Roma, 1987, pp. 17-45.
  4. ^ "Costae montis qui dicitur Genzano". Nicola Ratti, op. cit., Appendice de' documenti numero 1, pag. 93.
  5. ^ "Giace a questo lago [Speculum Dianae, NdR] vicino Cinchiano castello così corrottamente detto invece di Cinthiano, nominato da Cinthia, qual è Trivia, overo Diana". "Leandro Alberti, Descrittione di tutta l'Italia, et isole pertinenti ad essa. Di fra Leandro Alberti bolognese. Nella quale si contiene il sito di essa, l'origine, & le signorie delle città, & de' castelli; co' nomi antichi, & moderni; i costumi de popoli, & le conditioni de paesi", Venezia: Paolo Ugolino, pag. 153, 1596.
  6. ^ Nicola Ratti, op. cit, Cap. I, pag. 2.
  7. ^ «Al Museo Vaticano sono custoditi un "Putto che stringe l'oca" e una "Giovenca", provenienti dall'altura genzanese che si riversa sul lago; mentre sulla via Appia furono ritrovati reperti vari, pezzi di colonne e parti di zoccoli in marmo; un cippo miliare, alto quasi un metro [...]. E mosaici, bolli figulini, fistole; da scavi per la ristrutturazione del cimitero, e così reperti, andati persi, dell'acquedotto che da Nemi doveva giungere a Genzano passando dai giardini dell'attuale Convento Cappuccini. Così come i reperti di Monte Due Torri, attestano fino al 389 a.C. allorché Camillo rase al suolo la comunità Maecia, l'antico Maecium.» Mariano Apa, Tracce di memoria, Arte e Cultura a Genzano di Roma, con un saggio introduttivo di Marcello Fagiolo, Genzano di Roma: Comune di Genzano, p. 20, 1982.
  8. ^ Mariano Apa, op. cit., p. 21
  9. ^ Antonio Nibby, op. cit., I, p. 225
  10. ^ Nicola Ratti, op. cit., Cap. I, pag. 3.
  11. ^ Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastico da S. Pietro sino ai nostri giorni, specialmente intorno ai principali Santi, Beati, Martiri, Padri; compilazione del cavaliere Gaetano Moroni Romano, In Venezia: dalla Tipografia Emiliana, 1840.
  12. ^ Nicola Ratti, op. cit., Cap. IV, Possessori della Terra di Genzano dalla sua fondazione fino al presente, pagg. 21-38.
  13. ^ Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione cit., Vol. XXIX, p. 48.
  14. ^ Nicola Ratti, op. cit., Cap. IV, pag. 36.
  15. ^ Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione cit., Vol. XXIX, p. 51.
  16. ^ Gruppo Archeologico Speculum Dianae, Statuto Storico di Genzano (anno 1565), Edizioni Speculum Dianae, 2007
  17. ^ La "Catena", l'attuale Piazzale Brennero, NdR
  18. ^ Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione cit., Vol. XXIX, p. 27.
  19. ^ Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione cit., Vol. XXIX, p. 28.
  20. ^ Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione cit., Vol. XXIX, p. 38.
  21. ^ Virginio Melaranci, Genzano di Roma - la città, i monumenti, Genzano di Roma, 2001
  22. ^ Mariano Apa, op. cit.
  23. ^ Mario dell'Arco, Storia di Genzano di Nicola Ratti trascritta e ampliata da Mario dell'Arco, Marino: Stamperia S. Lucia, 1976.
  24. ^ Nicola Ratti, op. cit., Cap. VI, Miglioramenti di Genzano, e suo ingrandimento sotto i Duchi Cesarini, e Sforza, pagg. 44-62.
  25. ^ Cesare Balbo, Della Storia d'Italia dalle origini fino ai nostri tempi, Firenze: Felice Le Monnier, p. 370, 1856 [1].
  26. ^ Carlo Botta, Storia d'Italia continuata da quella del Guicciardini, sino al 1789, tomo IX, Parigi: , p. 44, 1832 [2].
  27. ^ vedi Rivoluzione francese nei Castelli Romani e a Velletri
  28. ^ Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione cit., Vol. XXIX, p. 30.
  29. ^ Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione cit., Vol. XXIX, p. 52.
  30. ^ Deliberazione consiliare del 4 dicembre 1872. Corrado Lampe (a cura di), Genzano di Roma: Genzano e l'Infiorata, Amministrazione Comunale di Genzano, 1985, p. 26.
  31. ^ Oreste Raggi, "Genzano di Roma" in I Colli albani e tusculani descritti ed illustrati da Oreste Raggi, II ed., Torino: UTET, 1879.
  32. ^ Diamante Limiti, La Lega braccianti di Genzano di Roma: contributo alla storia delle sue lotte (1873-1945), Milano: Movimento operaio, 1955
  33. ^ Carlo Feliciani, in collaborazione con Michelangelo Salerno, Genzano e l'Infiorata, Genzano di Roma, 1996.
  34. ^ Carlo Feliciani, op. cit., p. 23.
  35. ^ Dati ISTAT - Istituto Superiore di Sanità al 31-12-1981
  36. ^ Dati ISTAT - Istituto Superiore di Sanità al 31-12-1984
  37. ^ Dati ISTAT - Istituto Superiore di Sanità al 31-12-1989
  38. ^ Dati ISTAT al 31-12-1994
  39. ^ Dati ISTAT al 31-12-1999
  40. ^ Dati ISTAT al 31-12-2000
  41. ^ Dati ISTAT al 31-12-2002
  42. ^ Dati ISTAT al 31-12-2003
  43. ^ Dati ISTAT al 31-12-2004
  44. ^ Dati ISTAT al 31-12-2005
  45. ^ Dati ISTAT al 31-12-2006
  46. ^ Dati ISTAT al 31-12-2007
  47. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  48. ^ Dati ISTAT al 01-01-2003
  49. ^ Dati ISTAT al 01-01-2007
  50. ^ Sono riportati solo le nazionalità più rappresentate. Per i restanti dati, consultare Demo.ISTAT
  51. ^ Dati ISTAT - Ufficio Anagrafe del Comune di Genzano di Roma aggiornati al 1º gennaio 2007
  52. ^ Guida a cura dell'assessorato delle politiche per lo sviluppo locale, attività produttive e turismo di Genzano di Roma,(2008)
  53. ^ Anthony E. Clark, China's Saints: Catholic martyrdom during the Qing 1644-1911, Lahnam: Lehigh University Press, 2011, p. 173, ISBN 978-1-61146-016-2 (Google libri)
  54. ^ ANPI: Biografia del Generale Roberto Lordi
  55. ^ Celebrazioni per il Centenario di Mario dell'Arco
  56. ^ Nicola Ratti, Storia di Genzano con note e documenti (1797), Roma, Stamperia Salomoni, 1797, p. 188.
  57. ^ Nicola Ratti, ibidem, Cap. VI, pag. 48
  58. ^ Antonio Nibby, Analisi storico-topografico-antiquaria della carta dei dintorni di Roma, Tomo primo, p. 225, Roma: [s.n.], 1837
  59. ^ www.bcctoniolo.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Nicola Ratti, Storia di Genzano, con note e documenti, Roma: Nella Stamperia Salomoni, 1797 (Google libri).
  • Nicola Ratti, Della Famiglia Sforza - Parte 1, Roma: Nella Stamperia Salomoni, 1787 (Google libri).
  • F. Piccarreta, Genzano di Roma: la città dell'infiorata, note storiche, tradizioni, impressioni, Foligno: R. Stab. Feliciano Campitelli, 1925
  • A. Previtali, A. Galieti, G.L. Cerchiari, Genzano di Roma, Albano Laziale: Fratelli Strini, 1930
  • Mario dell'Arco, Genzano: il paese dell'infiorata, Roma: Il nuovo Cracas, 1965
  • Mario dell'Arco, Folclore in Genzano di Roma, Genzano: Comune, 1982
  • Mariano Apa, Tracce di memoria: arte e cultura a Genzano di Roma; con un saggio introduttivo di Marcello Fagiolo, Genzano: Comune, 1982
  • Corrado Lampe (a cura di), Genzano di Roma: testimonianze storiche e letterarie, Genzano: Giovanni Ventucci, 1994
  • Virginio Melaranci (a cura di), Genzano di Roma: la città, i monumenti; presentazione di Sandro Benedetti; con interventi di: Luca Attenni, Barbara Premutico, Stefania Ricci; premessa di Giuseppina Ghini, Genzano di Roma: Comune, 2001
  • Carlo Feliciani e Michelangelo Salerno, Genzano e l'Infiorata, Genzano di Roma: Comune, 1990-1996

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

Radio Gamma Stereo[modifica | modifica sorgente]

Radio Gamma Stereo nasce a Genzano di Roma nel 1987, trasmette sulla frequenza 89,900 MHz per le zone di Latina e provincia nord, Roma provincia sud. Sito web: http://www.radiogammastereo.info

Radio Canale Zero[modifica | modifica sorgente]

Radio Canale Zero nasce a Genzano di Roma il 14 settembre 1980. Trasmette nella zona sud della Provincia di Roma sulla frequenza in fm 97.500. Sito web: http://www.radiocanalezero.com