Nicanor Parra

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Il presidente del Cile Michelle Bachelet assieme a Nicanor Parra in occasione del centesimo compleanno.

Nicanor Parra Sandoval (San Fabián de Alico, 5 settembre 1914) è un poeta cileno.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque nella provincia cilena di Chillán da una famiglia appassionata di musica e folclore. Sua sorella è la famosa Violeta Parra.

Nel 1932 si trasferisce a Santiago. Esordisce nel 1937 con Cancionero sin nombre, con un linguaggio colloquiale e prevalenza di temi popolari.

Parra si situa in una posizione antitetica rispetto alla consolidata tradizione poetica cilena, quella di Pablo Neruda, Vicente Huidobro e Gabriela Mistral.

Con il termine antipoesia, da lui coniato, respinge ogni registro alto e situa la poesia nel quotidiano, inserendovi il lessico dei mass media, facendo uso dell'ironia e della parodia, e aprendo così una strada nuova, che si diffonde ampiamente nei decenni successivi, trovando seguaci come Ernesto Cardenal e Roque Dalton.

Docente universitario di matematica e fisica, viaggia molto per lavoro, entrando in contatto con la poesia anglosassone, quella di Thomas Stearns Eliot, Ezra Pound, Walt Whitman, da cui è grandemente influenzato. Il suo secondo libro, Poemas y antipoemas, esce nel 1954. Lo humour nero e il sarcasmo si inseriscono in composizioni spesso in versi liberi, ma anche in metri classici come l'endecasillabo o il settenario.

La figura del poeta da lui ridicolizzata si contrappone così a quella di creatore semidivino che aveva assunto presso Neruda e Huidobro.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

La cueca larga 1958, Versos de salón 1962, Canciones Rusas 1967, Otros poemas 1950-68 testimoniano ancora una volta la sua vena irriverente e il suo interesse per il folklore, contribuendo a distanziarlo maggiormente dalla poesia ermetica e metaforica.

In Obra gruesa 1969, Parra raccoglie la sua opera completa fino a quel momento, tralasciando Cancionero sin nombre. Nelle sue opere più recenti Nuevos Sermones 1979; e Hojas de parrà 1985; Poemas para combatir la calvicie, 1993, affronta in particolare, con il suo caratteristico humour nero, il tema della religione e della morte.

Opere in italiano[modifica | modifica wikitesto]

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