Michelle Bachelet

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Michelle Bachelet
Michelle Bachelet foto campaña.jpg

Cile 36º Presidente del Cile
In carica
Inizio mandato 11 marzo 2014
Predecessore Sebastian Piñera

34º Presidente del Cile
Durata mandato 11 marzo 2006 –
11 marzo 2010
Predecessore Ricardo Lagos
Successore Sebastián Piñera

Presidente pro tempore dell'UNASUD
Durata mandato 23 maggio 2008 –
10 agosto 2009
Predecessore -
Successore Rafael Correa Delgado

Ministro della Difesa
Durata mandato 7 gennaio 2002 –
29 settembre 2004
Presidente Ricardo Lagos
Predecessore Mario Fernández
Successore Jaime Ravinet

Ministro della Sanità
Durata mandato 11 marzo 2000 –
7 gennaio 2002
Presidente Ricardo Lagos
Predecessore Alex Figueroa
Successore Osvaldo Artaza

Dati generali
Partito politico Partito Socialista del Cile
Coalizione:
Concertazione dei Partiti per la Democrazia (fino al 2013)
Nuova Maggioranza (2013-)

Michelle Bachelet, nome completo Verónica Michelle Bachelet Jeria (Santiago del Cile, 29 settembre 1951), è una politica cilena, appartenente al Partito Socialista del Cile.

Prima presidente donna del suo Paese, in carica dall'11 marzo 2006, all'11 marzo 2010. La Bachelet è stata anche ministro della sanità e ministro della difesa con il precedente presidente, Ricardo Lagos.

Bachelet è madre separata di tre figli[1] e parla spagnolo, inglese, tedesco, portoghese, francese ed un po' di russo. La Bachelet è stata di nuovo la candidata alle presidenziali del 2013 per la coalizione di centro-sinistra Nuova Maggioranza dopo la vittoria alle primarie di coalizione del 30 giugno 2013. Il 15 dicembre 2013 ha vinto nuovamente le elezioni, divenendo Presidente eletto del Cile.[2] ed è entrata in carica l'11 marzo 2014.[3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Michelle Bachelet nasce a Santiago del Cile da Alberto Bachelet, generale dell'aviazione cilena e Ángela Jeria, antropologa. Diplomata nel 1969 al Liceo Nº 1 Javiera Carrera, una scuola femminile, nel 1970 entra alla facoltà di medicina dell'Università del Cile. Durante il governo di Salvador Allende il padre della Bachelet dirige l'ufficio per la distribuzione delle derrate alimentari e a seguito del golpe cileno dell'11 settembre 1973 viene imprigionato presso l'accademia aeronautica, sotto accusa di tradimento, per essersi rifiutato di ribellarsi contro Allende.

Michelle Bachelet e suo padre Alberto

A seguito delle torture subite, Alberto Bachelet morì nel 1974 per arresto cardiaco nella prigione di Santiago. Anche l'allora fidanzato della Bachelet, Jaime López, fu detenuto e torturato ed entrò nel novero dei desaparecidos. Il 10 gennaio 1975 anche Michelle e sua madre furono arrestate e vennero detenute e torturate a Villa Grimaldi, noto centro di detenzione di Santiago, per 21 giorni[4]. I suoi compagni di partito e amici furono torturati con l'elettricità e spesso uccisi, e lei dovette subire privazioni e violenze fisiche e psicologiche (come assistere alle torture di altri e minacce di violenza sessuale o di morte, sia nei suoi confronti che in quelli di sua madre), ma scampò a quelle più pesanti.[5][6] Ha raccontato di essere stata interrogata direttamente da Manuel Contreras, il capo della DINA, la polizia politica di Pinochet.[7]

Grazie ad alcune conoscenze familiari, le due donne vennero poi liberate ed esiliate, e raggiunsero in Australia il fratello maggiore di Michelle, Alberto, che viveva lì dal 1969. La Bachelet e sua madre si spostarono quindi in Germania Est, dove il governo comunista concedeva asilo politico ai rifugiati cileni, e dove Michelle imparò il tedesco presso l'Herder Institut di Lipsia; continuò gli studi medici presso l'Università Humboldt di Berlino. Nel 1979 Michelle viene autorizzata a tornare in Cile, dove conclude gli studi e si laurea (nel 1982) presso l'Università del Cile come medico chirurgo.[8]

Tra il 1983 ed il 1986 si specializza in pediatria e sanità pubblica presso l'ospedale pediatrico "Roberto del Río". In questo periodo torna all'attività politica, impegnandosi sul fronte del ripristino della democrazia, con l'allentamento della pressione autoritaria.[1] Tra il 1985 ed il 1987 ha una relazione con Alex Vojkovic, un portavoce del Fronte Patriottico Manuel Rodríguez (FPMR), un gruppo di lotta armata tra i cui piani rientrava anche un attentato contro il generale Augusto Pinochet nel 1986. Collabora inoltre con alcune organizzazioni non governative come il PIDEE (che presiede tra il 1986 e il 1990) che aiuta i figli dei torturati e degli scomparsi.[9] Partecipa alla campagna per il fronte del "No" nel plebiscito cileno del 1988 indetto su pressioni internazionali e seguendo la Costituzione cilena del 1980, con cui Pinochet voleva garantirsi la permanenza in carica; il voto lo obbligò invece al ritiro e all'indizione di libere elezioni nel 1989. L'11 marzo 1990 Pinochet si dimise e il nuovo governo democratico entrò in carica.

Con il ritorno al regime democratico, la Bachelet lavora per il ministero della sanità, come consulente della Pan-American Health Organization e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Tra il 1994 e il 1997 la Bachelet lavora come consigliera per la sottosegreteria del Ministero della Sanità.[1]

Spinta dall'interesse per le relazioni tra società civile e apparati militari, inizia a studiare presso l'Accademia Nazionale di Studi Politici e Strategici (Anepe), uscendone a pieni voti e ottenendo di proseguire i suoi studi negli Stati Uniti, all'Inter-American Defense College di Washington con una borsa di studio. Nel 1998 torna in Cile per lavorare presso il Ministero della Difesa come consigliera del ministro e consegue un master in "scienza militare" presso l'Accademia Militare dell'esercito cileno.[1][10]

La Bachelet con la cantante Shakira.

Vita politica[modifica | modifica wikitesto]

Michelle Bachelet, il 19 ottobre 2005

Come studentessa universitaria, la Bachelet è iscritta alla "Gioventù Socialista". Si iscrive poi al Partito Socialista del Cile negli anni settanta. Nel 1995 entra nel comitato centrale del partito e dal 1998 al 2000 è parte attiva della sua commissione politica. Nel 1996 è candidata sindaco per il Partito Socialista a Las Condes, un sobborgo di Santiago, ottenendo solo il 2,35% dei voti.[11]

La Bachelet viene nominata Ministro della Sanità dal Presidente Ricardo Lagos l'11 marzo 2000 ed il 7 gennaio del 2002 viene nominata Ministro della Difesa, diventando la prima donna che abbia mai ricoperto una simile carica in un paese latinoamericano. Sul finire del 2004, in seguito ad un aumento della sua popolarità nei sondaggi, le viene chiesto di essere la candidata del Partito Socialista per le elezioni presidenziali[12]; il primo ottobre del 2004 la Bachelet si dimette dai suoi incarichi governativi per affrontare la campagna elettorale.[13]

Ministero della Sanità[modifica | modifica wikitesto]

L'11 marzo 2000 a seguito dell'insediamento del primo presidente socialista, ossia Ricardo Lagos Escobar, dopo 27 anni dal golpe contro Salvador Allende, la Bachelet viene nominata Ministro della Sanità nel nuovo governo della Concertación di centrosinistra. A seguito di tale nomina la Bachelet deve rinunciare agli incarichi di partito.

Il principale obiettivo del ministro e del suo presidente è di permettere anche alle fasce di popolazione meno abbienti di accedere alla sanità pubblica in maniera gratuita senza il pagamento di eventuali ticket[14]. Da ministro la Bachelet propone anche l'introduzione della pillola del giorno dopo e politiche favorevoli all'aborto, che provocano l'opposizione della Chiesa cattolica, come quella della Corte Suprema del Cile, circa la pillola, in una sentenza del 2001.

Ministero della Difesa[modifica | modifica wikitesto]

Michelle Bachelet in una riunione tra USA e Cile

Il 7 gennaio 2002 il presidente Lagos ha deciso di procedere ad un rimpasto di governo e il Ministro della Sanità Michelle Bachelet è stata nominata Ministro della Difesa, sostituendo l'esponente del Partito Democratico Cristiano del Cile Mario Fernández. Si tratta di una svolta storica perché per la prima volta dal 1973 un socialista torna a tale incarico governativo.

L'ultima volta fu Orlando Letelier, con Salvador Allende come presidente. La Bachelet divenne la prima donna in America Latina ad assumere tale incarico e una delle poche a livello mondiale. La sua provenienza da una famiglia militare le ha permesso una maggior vicinanza con le Forze Armate Cilene e di riconciliare una parte della sinistra cilena con tale apparato.

Durante la sua gestione il Cile ha partecipato a missioni di pace a Cipro ed in Bosnia ed Erzegovina, oltreché alcune modifiche alla leva obbligatoria e alla stipulazione del Trattato di Ottawa che consente di ridurre i campi minati. La Bachelet divenne molto popolare e amata dai suoi concittadini e molti nella sua coalizione la ritenevano come una delle candidabili per le elezioni presidenziali del 2005. La Bachelet si disse disponibile a candidarsi alle elezioni primarie e la sua competitrice fu il Ministro degli Esteri Soledad Alvear, democristiana.

Candidatura alle elezioni presidenziali[modifica | modifica wikitesto]

Michelle Bachelet assieme a Patricio Aylwin ed Eduardo Frei Ruiz-Tagle, entrambi ex-Presidenti

Il 1º ottobre 2004 è stata candidata per il Partito Socialista alle elezioni primarie che si sarebbero dovute svolgere l'anno successivo tra maggio e luglio. Il 14 novembre del 2004 riceve l'appoggio anche dal Partito per la Democrazia[15] e il 23 aprile dell'anno successivo riceve il sostegno del Partito Radicale Social Democratico[16] divenendo rappresentante dell'area progressista della Concertazione.

All'interno della coalizione la principale sfidante è il ministro degli Esteri Soledad Alvear, esponente del Partito Democratico Cristiano del Cile e sostenuta da suo partito per le elezioni primarie. Le due candidate riunite assieme al gruppo dirigente concertazionista stabilisce la data delle elezioni il 31 luglio 2005. Intanto entrambe le candidate del centrosinistra rimontano nei sondaggi e in un ipotetico scenario di ballottaggio riuscirebbero a sconfiggere il candidato della destra Joaquín Lavín favorito alla successione del presidente in carica Ricardo Lagos. Per ufficializzarne la candidatura si tengono elezioni primarie, tuttavia Soledad Alvear si ritira a due mesi dal voto, per via del mancato sostegno del proprio partito e degli scarsi riscontri nei sondaggi. Nel mese di maggio l'Alianza por Chile si spacca in due ed il partito Rinnovamento Nazionale candida l'imprenditore Sebastián Piñera mentre l'Unione Democratica Indipendente candida Joaquín Lavín. A causa della presenza di Piñera la candidatura di Alvear all'interno del centrosinistra sembra declinare perché la base centrista della candidatura della democristiana si erode e si orienta verso Piñera.[17]

Per questo motivo Alvear si ritira e il PDC dà il suo appoggio alla socialista. Nelle elezioni del 2005 la Bachelet fronteggia il candidato di centro-destra Sebastián Piñera (di "Rinnovamento Nazionale"), il candidato della destra Joaquín Lavín ("Unione Democratica Indipendente") e quello di estrema sinistra Tomás Hirsch ("Juntos Podemos Más", "Uniti possiamo di più"). Al primo turno ottiene il 46% dei voti, Piñera il 25%, Lavín il 23% e Hirsch il 5%.[17]

Non riesce ad ottenere la maggioranza dei voti al primo turno e per questo motivo è costretta ad andare al ballottaggio contro Piñera. Il 15 gennaio vince al ballottaggio con Piñera con il 53,5% dei voti, e diventa la prima donna capo di stato del Cile e la settima nel Continente Americano dopo Janet Jagan in Guyana, Isabel Martínez de Perón in Argentina, Lidia Gueiler Tejada in Bolivia e Rosalía Arteaga in Ecuador, Violeta Chamorro in Nicaragua e Mireya Moscoso a Panamá. È comunque la terza donna americana (dopo la Jagan e la Chamorro) ad essere eletta democraticamente, mentre tutte le altre precedentemente elencate salirono al potere alla morte del proprio marito.[17]

Presidenza[modifica | modifica wikitesto]

Michelle Bachelet nel giorno dell'insediamento come Presidente del Cile

L'11 marzo 2006 si è tenuta la cerimonia di trasmissione della banda presidenziale tra il Presidente uscente Ricardo Lagos e la Presidenta eletta Michelle Bachelet, questa è avvenuta al Congresso di Valparaíso promoettendo una politica di rigore e di trasparenza nei confronti di tutti i cileni. Alle 12:13 locali è diventata ufficialmente la 35º Presidente del Cile entrando nel pieno delle sue funzioni.[18]

Il suo primo atto da Presidente della Repubblica è stata la nomina dei nuovi ministri di Stato recandosi poi in una località vicina per la sua prima uscita pubblica. Alla sera è ritornata al Palacio de La Moneda a Santiago del Cile e nella Piazza della Costituzione erano presenti migliaia di persone a festeggiare il suo insediamento.[18]

Politica interna[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 marzo la Bachelet approvò il suo primo provvedimento presidenziale, considerata di grande importanza, ossia l'esenzione dal pagamento di prestazioni sanitarie per le persone superiori a 60 anni,[19] oltre alla creazione di una commissione parlamentare per le riforme del sistema previdiziale coinvolgendo membri dell'opposizione di centrodestra.[20] La Bachelet ha iniziato il suo mandato con alti livelli di approvazione, oltre il 60% dei cittadini apprezzava la sua gestione presidenziale. Alcuni provvedimenti sono stati contestati come gli aumenti delle imposte sulle attività produttive e la legge per la regolamentazione del lavoro nero, creando malcontento non solo nell'Alianza por Chile o nel mondo delle imprese ma anche nella coalizione di centrosinistra.

Un'altra legge approvata nei primi mesi del suo governo è stata la legge della regolamentazione del tabacco. Il 21 maggio 2006, tenne il suo primo discorso alla nazione dal Congresso Nazionale Cileno parlando in particolare di riforme sulla sanità utilizzando i proventi della vendita del rame, aiuti alle famiglie più povere del paese, la creazione dei ministeri della Sicurezza Cittadina e del Medio Ambiente.[21]

Tuttavia la Presidente ha ricevuto molte critiche a seguito di alcuni provvedimenti non approvati dal Congresso, tra cui la controversa riforma dell'Istruzione che ha suscitato grandi proteste da parte degli studenti che hanno organizzato diversi scioperi ed il 30 maggio l'80% degli studenti delle scuole superiori, pari a 800.000, hanno protestato nelle strade di Santiago del Cile. Il primo effetto di queste difficoltà per la Presidente è il calo notevole della popolarità arrivando fono al 44,2%,[22] il più basso dal 1990. Il 5 giugno gli studenti sono scesi nuovamente in piazza e quattro giorni dopo tutte le manifestazioni nel paese sono terminate.[23]

Sondaggi dell'istituto Adimark sulla popolarità della Presidente. Il blu indica l'approvazione, il rosso la disapprovazione.

Durante il mese di luglio sono state espresse nuove critiche a seguito dell'imminente tempesta che ha colpito duramente il centro e il sud del Cile, provocando gravi danni e anche malcontento da parte della popolazione locale che accusa la presenza della Presidente solo per rimontare nei sondaggi.[24] Il 14 luglio la Bachelet ha cambiato alcuni ministri tra cui Economia, Interni, Ricostruzione ed Istruzione, ossia i ministeri in cui la Bachelet ha avuto più difficoltà nei suoi primi mesi di governo.

Il 10 dicembre del 2006 Augusto Pinochet è morto e la Bachelet ha rifiutato di riservagli un funerale di Stato.[25] L'11 gennaio 2007 sono stati pubblicati i sondaggi relativi alla popolarità della mandataria e si registra un certo incremento toccando il 54,3% di approvazione. I successivi però sono abbastanza negativi calando di 9 punti percentuali al 45,6% il 30 marzo. A luglio 2007 con la crisi del piano Transantiago, il sistema di trasporti della capitale, la popolarità è scivolata al 41,5% e per la prima volta la disapprovazione ha superato l'approvazione toccando il 42,8%. Il mese successivo è calata al 39,1%.

Michelle Bachelet alla parata militare del 2007.

Sempre nel mese di agosto, la Bachelet ha affrontato le critiche anche dei sindacati per le promesse disattese dal governo, provocando manifestazioni arrivate fino a 3.000 persone ed un ulteriore calo dell'approvazione. Il portavoce del governo Ricardo Lagos Weber è stato sostituito da Francisco Vidal. Il 3 gennaio 2008 il ministro dell'Interno Belisario Velasco è stato sostituito da Edmundo Pérez Yoma.

L'opposizione accusa questi cambi nel governo come difficoltà per la Presidente nel governare il paese. Il 2008 è stato caratterizzato da un'approvazione intorno al 44% mentre la disapprovazione intorno al 40%. Ma a partire da dicembre c'è stata una grande rimonta della Presidente arrivando fino al 51,1% di approvazione, il mese successivo al 53,1%, a febbraio il 58,5% ed infine a marzo arriva al 62,2% di popolarità, il massimo da aprile 2006.[26]

La grande rimonta della Presidente è dovuto dalla capacità della Bachelet e della sua squadra di governo di affrontare la crisi economica del 2008-2009 creando consenso tra l'opinione pubblica e il sistema economico del paese. Nel mese di aprile è stato registrato un nuovo grande record per la Presidente, raggiungendo il 67,0% di gradimento e 53% per il suo governo[27]. Nel mese di maggio del 2009 continua l'ascesa della popolarità della presidente e del suo governo raggiungendo il picco del 69% e del 56% rispettivamente[28]

Michelle Bachelet ottiene nel mese di giugno del 2009 un altro straordinario livello di popolarità sia come presidente sia come governo: rispettivamente 74% e 65%. La Bachelet è la meglio valutata di tutto il continente americano, superando persino Barack Obama che gode di poco più del 60%[29], ma nel mese di ottobre ottiene l'80 percento confermandosi come la più popolare Presidente di tutta la storia del Cile[30][31].

Dietro proposta del monsignore Alejandro Goic, presidente della Conferenza Episcopale Cilena, la presidente ha decretato per il Bicentenario della fondazione dello Stato cileno prevista per il 2010 un indulto plenario nei confronti di alcuni tipi di detenuti. Questa provvedimento avrà effetto dopo le elezioni presidenziali del 2009.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Durante i primi mesi del governo della Presidenta Bachelet, l'economia ha mantenuto gli stessi ritmi di crescita economica ereditati dal governo di Ricardo Lagos. Il principale prodotto esportato del paese il rame il cui prezzo è aumentato notevolmente. Nel mese di maggio 2006 il valore per libbra ha superato i $3,5 dollari americani, riportando un surplus di circa 6 milioni di $. Il governo ha deciso di risparmiare questi proventi creando malcontenti all'interno dell'alleanza di governo che proponevano l'utilizzo di questa cifra per fare investimenti nell'Istruzione e nella Sanità.

Un altro problema è stato il calo del valore del dollaro circolante nel paese che ha provocato degli effetti negativi sulle esportazioni. Un altro effetto della politica economica condotta dalla Bachelet è stato il calo del potere d'acquisto dei salari e stipendi di alcune fasce di reddito, specialmente quelli medi e bassi, olteché l'alto tasso di disoccupazione giovanile e la riduzione dei benefici ai pensionati.[32] L'inflazione è aumentata nel corso del 2007 fino a toccare il 7,8% che ha colpito le classi meno abbienti.[33]

La politica ambientale è stata poco efficace soprattutto nella prime parte del governo della Presidenta nonostante la creazione del ministero dell'Ambiente. Alcuni settori della Concertación ha accusato il governo di poca comunicazione con la cittadinanza creando cali nell'approvazione del governo e della Bachelet. Il problema principale che il governo ha dovuto affrontare è stata la politica energetica utilizzando fonti di energia rinnovabili senza intaccare la produzione industriale del paese. La politica economica della Presidenta Bachelet e del suo ministro delle Finanze Andrés Velasco ha consentito al paese di godere di un elevato surplus che nel 2007 ha toccato il massimo storico del Cile.[17]

Durante la crisi del 2008-2009 la Presidenta e il suo ministro hanno condotto una politica economica considerata ottima, giudicata positivamente sia dall'opinione pubblica sia da varie istituzioni finanaziarie mondiali ed il Cile è stato considerato uno come i migliori modelli di sviluppo economico esistente al mondo che ha permesso il paese, almeno fino ad ora, di resistere a questa grave crisi. Il principale obiettivo del governo è quello di tutelare le classi meno abbienti e di proteggere il potere di acquisto dei ceti medi, proteggere la produzione industriale ed agricola ma senza utilizzare politiche protezioniste.[17]

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Michelle Bachelet assieme a Néstor Kirchner nel suo primo viaggio all'estero.
Michelle Bachelet assieme a George W. Bush alla Casa Bianca

Il suo primo viaggio all'estero si è svolto in Argentina il 21 marzo 2006 dove ha incontrato il Presidente Néstor Carlos Kirchner, con il quale ha stipulato accordi strategici in campo economico, energetico e la costruzione di infrastrutture che potenziassero i collegamenti tra le due nazioni tra cui la Ferrovia Transandina.[34]

Successivamente si è recata in Uruguay ed è stata ricevuta dal Presidente Tabaré Vázquez Il governo della Bachelet ha potenziato le relazioni con gli altri paesi dell'America Latina ma ha ricevuto le critiche dalla sinistra d'opposizione raggruppata nella Juntos Podemos di dedicarsi maggiormente alle relazioni con gli altri continenti a discapito delle altre nazioni del subcontinente. Queste critiche furono rivolte anche al precedente governo di Lagos. Le relazioni con l'Argentina sono ottime grazie anche alle affinità e all'amicizia tra i due presidenti, le relazioni con la Bolivia sono migliorate grazie ad importanti accordi con il governo di Evo Morales. Tuttavia un punto di disaccordo tra i governi è la richiesta della Bolivia di avere uno sbocco sul mare, dato che assieme al Paraguay è la nazione in Sudamerica che non è affacciata sull'Oceano.

Il ministro degli Esteri Alejandro Foxley ha rifiutato le pressioni del governo boliviano di raggiungere un accordo sui confini con il Cile, affermando che un accordo è già presente ed è quello stipulato nel 1904.[35] La Presidenta si è recata per la prima volta in Europa in occasione del vertice tra Europa e America latina che si svolse a Vienna il 12 maggio 2006 ed in quella occasione si è recata anche in Spagna dal primo ministro José Luis Rodríguez Zapatero.

L'8 giugno si è recata negli Stati Uniti d'America ed è stata ricevuta dal Presidente George W. Bush e quest'ultimo ha fatto pressioni sul Cile affinché votasse contro l'entrata del Venezuela nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Inizialmente la Bachelet non ha espresso una propria opinione anche se l'ambasciatore del Cile nel paese venezuelano e la ministra della Difesa Vivianne Blanlot si sono mostrati favorevoli alla candidatura del Venezuela. Un altro punto di divergenza con l'amministrazione Bush è stata la decisione del governo cileno di ratificare il documento che permette la creazione di un Tribunale Penale Internazionale, fortemente contrastato dal Presidente americano.[36]

Le relazioni con l'Argentina hanno incontrato una certa difficoltà quando il governo di Buenos Aires ha deciso di aumentare il prezzo di esportazione del gas verso il Cile ed altri paesi stranieri mentre la Bolivia rifiuta di vendere il gas al Cile. Intanto il governo cerca un accordo con il governo Kirchner affinché i prezzi della vendita del gas non aumentino. Kirchner decise di modificare tale provvedimento ma tale modifica non ha coinvolto le province di Mendoza, di Neuquén e di Río Negro, le province confinanti con il Cile, creando malumori nella vita politica del Cile che chiedevano il rifiuto di tale accordo.

Un altro problema era il prezzo di vendita del gas per un milione di metri cubi che arrivò fino a $4,8 milioni mentre il ministro argentino della Pianificazione Julio de Vido aveva promesso che non superasse i 4 milioni di dollari. La Bachelet intensifica le relazioni con il Perù a seguito dell'insediamento di Alan García, cercando di superare le divergenze che avevano caratterizzato i due anni precedenti tra Ricardo Lagos ed Alejandro Toledo. Bachelet nel novembre del 2006 si è recata in Vietnam e il 20 dello stesso mese si è recata in Nuova Zelanda dalla premier Helen Clark.

A maggio del 2008 è stata nominata Presidente dell'Unione delle Nazioni Sudamericane. Intanto gli ultimi mesi del 2008 ed i primi mesi del 2009 la Bachelet ha dovuto affrontare la domanda peruviana per la controversia marittima tra Cile e Perù e la richiesta della Bolivia di uno sbocco sul mare. Alla fine di marzo del 2009 si è tenuta a Viña del Mar il Progressive Governance Conference in cui hanno partecipato diversi capi di stato e di governo di centrosinistra del Sud America e dell'Europa olteché gli Stati Uniti.[37]

Il 23 giugno 2009 si è recata negli Stati Uniti d'America dove ha incontrato il Presidente Barack Obama, che aveva già incontrato precedentemente in occasione del Vertice delle Americhe. Obama considera la Bachelet come una delle migliori leader dell'America Latina ed elogia la sua conduzione economica durante la fase della crisi economica mondiale. Sempre nel 2009, ha visitato Cuba e incontrato Fidel Castro.[38]

Ministri del governo Bachelet I[modifica | modifica wikitesto]

Ministero Nome Periodo
Interno Andrés Zaldívar Larraín (PDC) 2006
Belisario Velasco Baraona (PDC) 2006-2008
Felipe Harboe Bascuñán (interim) (PPD) 2008
Edmundo Pérez Yoma (PDC) 2008 - 2010
Esteri Alejandro Foxley Rioseco (PDC) 2006 - 2009
Mariano Fernández Amunátegui (PDC) 2009 - 2010
Difesa Vivianne Blanlot Soza (PPD) 2006-2007
José Goñi Carrasco (PPD) 2007 - 2009
Francisco Vidal (PPD) 2009 - 2010
Finanze Andrés Velasco Brañes (Indipendente) 2006 - 2010
Segreteria Presidenza Paulina Veloso Valenzuela (PS) 2006-2007
José Antonio Viera-Gallo (PS) 2007 - 2010
Segreteria Governo Ricardo Lagos Weber (PPD) 2006 - 2007
Francisco Vidal Salinas (PPD) 2007 - 2009
Carolina Tohá Morales (PPD) 2009 - 2010
Agricoltura Ingrid Antonijevic Hahn (PPD) 2006
Alejandro Ferreiro Yazigi (PDC) 2006 - 2008
Hugo Lavados Montes (PDC) 2008 - 2010
Pianificazione Clarisa Hardy Raskovan (PS) 2006 - 2008
Paula Quintana Meléndez (PS) 2008 - 2010
Istruzione Martín Zilic Hrepic (PDC) 2006
Yasna Provoste Campillay (PDC) 2006 - 2008
Mónica Jiménez de la Jara (PDC) 2008 - 2010
Giustizia Isidro Solís Palma (PRSD) 2006-2007
Carlos Maldonado Curti (PRSD) 2007 -
Lavoro Osvaldo Andrade Lara (PS) 2006 - 2008
Claudia Serrano Madrid (PS) 2008 - 2010
Opere Pubbliche Eduardo Bitrán Colodro (PPD) 2006 - 2008
Sergio Bitar Chacra (PPD) 2008 - 2010
Trasporti e Telecomunicazioni Sergio Espejo Yaksic (PDC) 2006-2007
René Cortázar Sanz (PDC) 2007 - 2010
Sanità María Soledad Barría Iroume (PS) 2006 - 2008
Álvaro Erazo Latorre (PS) 2008 - 2010
Casa e Urbanismo Patricia Poblete Bennett (PDC) 2006 - 2010
Beni culturali Romy Schmidt Crnosija (PPD) 2006 - 2010
Agricoltura Álvaro Rojas Marín (PDC) 2006 - 2008
Marigen Hornkohl Venegas (PDC) 2008 - 2010
Risorse minerarie Karen Poniachik Pollak (Indipendente) 2006-2008
Santiago González Larraín (PRSD) 2008 - 2010
Energia Karen Poniachik Pollak (Independiente) 2006-2007
Marcelo Tokman Ramos (PPD) 2007 - 2010
Servicio Nacional de la Mujer Laura Albornoz Pollman (PDC) 2006 - 2010
Arte e cultura Paulina Urrutia Fernández (Indipendente) 2006 - 2010
Ambiente Ana Lya Uriarte Rodríguez (PPD) 2007 - 2010

La Bachelet ha terminato il suo mandato presidenziale l'11 marzo del 2010 e per la prima volta dal 1958 il successore fu un esponente dello schieramento di centrodestra, il leader della Coalizione per il Cambio Sebastián Piñera, sconfiggendo il candidato di centro sinistra della Concertazione dei Partiti per la Democrazia Eduardo Frei Ruiz-Tagle, che al ballottaggio ha conseguito solo il 48,5% dei voti.[39]

La vittoria alle primarie del centro-sinistra del 2013 e la rielezione a presidente[modifica | modifica wikitesto]

Seconda investitura presidenziale (11 marzo 2014)

Molti esponenti del centrosinistra intravedevano la Bachelet come futura candidata alle elezioni del 2013[40] e come futura leader dell'opposizione al primo governo di centrodestra dal ritorno alla democrazia[41]. Il 27 marzo 2013, infatti, ha annunciato la sua candidatura alle primarie della coalizione di centro-sinistra per la scelta del candidato presidente, svoltesi il 30 giugno, alle quali è risultata vincitrice con il 74,92% dei voti. È quindi la candidata ufficiale del centro-sinistra alle presidenziali del 2013, dove sfida la candidata delle destre Evelyn Matthei.

Alle elezioni del 15 dicembre, cui ha preso parte solo il 41% degli aventi diritto, è risultata eletta con il 62,16% delle preferenze[42], ed è entrata in carica nel marzo 2014, in una cerimonia presieduta dalla seconda carica dello Stato, la Presidente del Senato Isabel Allende Bussi.[3]

Il Governo Bachelet II[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Arenas, Ministro delle Finanze
  • Pablo Badenier, Ministro dell’Ambiente
  • Claudia Barattini, Ministro della Cultura
  • Javiera Blanco, Ministro del Lavoro
  • Jorge Burgos, Ministro della Difesa
  • Luis Felipe Céspedes, Ministro dell’Economia
  • Álvaro Elizalde, Ministro Segretario Generale di Governo
  • Nicolás Eyzaguirre, Ministro dell’Educazione
  • Carlos Furche, Ministro dell’Agricoltura
  • José Antonio Gómez, Ministro della Giustizia
  • Andrés Gómez-Lobo, Ministro dei Trasporti e Telecomunicazioni
  • Helia Molina, Ministro della Salute
  • Heraldo Muñoz, Ministro degli Esteri
  • Víctor Osorio, Ministro dei Beni Nazionali
  • Máximo Pacheco, Ministro dell’Energia
  • Claudia Pascual, Ministro della Donna
  • Rodrigo Peñailillo, Ministro dell’Interno
  • Natalia Riffo, Ministro dello Sport
  • Ximena Rincón, Ministro Segretario Generale della Presidenza
  • Paulina Saball, Ministro della Casa
  • Alberto Undurraga, Ministro delle Opere Pubbliche
  • Fernanda Villegas, Ministro dello Sviluppo Sociale
  • Aurora Williams, Ministro per le Miniere

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze cilene[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro e Gran Croce dell'Ordine di Bernardo O'Higgins - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Gran Croce dell'Ordine di Bernardo O'Higgins
Gran Maestro e Collare dell'Ordine al Merito - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Collare dell'Ordine al Merito

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Collare dell'Ordine dell'Aquila Azteca (Messico) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine dell'Aquila Azteca (Messico)
— 2007
Dama di Gran Croce decorata di Gran Cordone dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce decorata di Gran Cordone dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia)
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 9 ottobre 2007[43]
Gran croce dell'Ordine del Cristo (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran croce dell'Ordine del Cristo (Portogallo)
— 1º dicembre 2009
Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
— 2010
Gran Collare dell'Ordine Nazionale di San Lorenzo (Ecuador) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine Nazionale di San Lorenzo (Ecuador)
Gran Collare dell'Ordine di Vytautas il Grande (Lituania) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine di Vytautas il Grande (Lituania)
Gran Collare dell'Ordine del Liberatore (Venezuela) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine del Liberatore (Venezuela)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (ES) Los currículos y biografías de los candidatos presidenciales contrastados con la realidad in El Mercurio D4, 23 settembre 2013.
  2. ^ Michelle Bachelet presidente del Cile
  3. ^ a b Cile, Michelle Bachelet di nuovo presidente
  4. ^ Single mother poised to be Chilean President - Americas - World - The Independent
  5. ^ Jonathan Franklin talks to Michelle Bachelet
  6. ^ Bachelet da su testimonio de tortura en dictadura
  7. ^ Intervista a El Pais
  8. ^ (ES) Las huellas de Bachelet en Alemania Oriental in La Tercera, 9 aprile 2006. URL consultato il 9 aprile 2006 (archiviato dall'url originale l'8 luglio 2006).
  9. ^ (ES) La historia del ex frentista que fue pareja de Bachelet in La Tercera, 10 luglio 2005. URL consultato il 10 luglio 2005 (archiviato dall'url originale il 27 aprile 2006).
  10. ^ [1] [collegamento interrotto]
  11. ^ (ES) Las historias clandestinas de Bachelet in La Tercera, 9 dicembre 2007. URL consultato il 27 dicembre 2007.
  12. ^ Jonathan Franklin talks to Michelle Bachelet | World news | The Guardian
  13. ^ Jonathan Franklin, 'All I want in life is to walk along the beach, holding my lover's hand in The Guardian (London, UK), 22 novembre 2005. URL consultato il 22 novembre 2005.
  14. ^ Michelle Bachelet Jeria / Chile / América del Sur / Biografías Líderes Políticos / Documentación / CIDOB - Fundación CIDOB
  15. ^ Michelle Bachelet precandidata del PPD
  16. ^ Michelle Bachelet precandidata del PRSD
  17. ^ a b c d e Alexei Barrionuevo, Michelle Bachelet profile, Topics.nytimes.com, 11 marzo 2010. URL consultato il 10 settembre 2011.
  18. ^ a b Cambio de mando: Minuto a Minuto, EMOL, 11 de marzo de 2006.
  19. ^ Mayores de 60 años tendrán atención gratuita en hospitales públicos, La Nación, 14 de marzo de 2006.
  20. ^ Se constituyó Comisión de la Reforma Previsional, Canal 13, 17 de marzo de 2006.
  21. ^ Presidenta Bachelet promulgó la ley de Subcontratación, Cooperativa.cl, 16 ottobre 2006. URL consultato il 12 maggio 2012.
  22. ^ Evaluación Gestión del Gobierno mes de Junio, Adimark, 7 de julio de 2006
  23. ^ Bachelet recibe informe de educaciĂłn agradeciendo labor del Consejo, Lanacion.cl, 11 dicembre 2006. URL consultato il 9 settembre 2011. [collegamento interrotto]
  24. ^ Bachelet enfrenta críticas en Chiguayante: Estaré donde haya problemas, El Mercurio, 13 de julio de 2006
  25. ^ "Clashes Break out after Pinochet's death", Yahoo! News, 11 December 2006
  26. ^ Law 20,418, Chile Library of Congress.
  27. ^ Adimark GFK aprile 2009 Michelle Bachelet ottiene uno storico 67.0% di approvazione
  28. ^ Adimark GFK maggio 2009 Bachelet ottiene un nuovo peak di popolarità: 69% di approvazione
  29. ^ Bachelet ottiene il 74% di popolarità secondo Adimark
  30. ^ Sondaggio Adimark ottobre 2009
  31. ^ La Tercera, 4/11/09 Bachelet ottiene l'80 percento di approvazione
  32. ^ Sovereign Wealth Fund Institute - Social and Economic Stabilisation Fund - Chile, Swfinstitute.org. URL consultato il 10 settembre 2011.
  33. ^ Report for Selected Countries and Subjects in World Economic Outlook Database, International Monetary Fund, aprile 2012. URL consultato il 14 maggio 2012.
  34. ^ Presidentes Bachelet y Kirchner firmaron acuerdo estratégico, EMOL, 21 de marzo de 2006.
  35. ^ Foxley: Chile no modificará «ni un ápice» tratados firmados con Bolivia, EMOL, 23 de marzo de 2006.
  36. ^ Chilevisión Noticias Última Mirada in Chilevisión, 13 marzo 2007. URL consultato il 13 marzo 2007.
  37. ^ La Jornada, La cumbre de Unasur "abortó" un golpe contra Evo Morales, afirma Hugo Chávez, Jornada.unam.mx, 17 settembre 2008. URL consultato il 9 settembre 2011.
  38. ^ Bachelet condemns US embargo on Cuba, Argentinaindependent.com, 12 febbraio 2009. URL consultato il 13 settembre 2011.
  39. ^ Bachelet: "Inequí­vocamente apoyo a Frei como candidato", Lanacion.cl, 6 luglio 2009. URL consultato il 9 settembre 2011. [collegamento interrotto]
  40. ^ “Si piensan en Bachelet como carta para el 2014, asumen que Frei perderá” - El Amaule - Un diario como usted
  41. ^ La Tercera Edición Impresa
  42. ^ La Stampa - Cile, Bachelet è di nuovo presidente: “Ora nuova Costituzione e riforme”
  43. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente del Cile Successore Flag of the President of Chile.svg
Ricardo Lagos Escobar 2006 - 2010 Sebastián Piñera I
Sebastián Piñera dall'11 marzo 2014 in carica II
Predecessore Presidente pro tempore dell'UNASUD Successore Emblem of the Union of South American Nations.svg
- 2008 - 2009 Rafael Correa
Predecessore Ministro della Difesa del Cile Successore Flag of Chile.svg
Mario Fernández 2002 - 2004 Jaime Ravinet de la Fuente
Predecessore Ministro della Sanità del Cile Successore Flag of Chile.svg
Alex Figueroa 2000 - 2002 Osvaldo Artaza

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